09.03.2020
La bioingegneria ha uno spettro molto ampio di applicazioni. Medicina rigenerativa e ingegneria
tissutale.
Approccio ingegneristico per andare ad individuare e sviluppare innovazioni terapeutiche.
Conoscenze di base per muoversi nell’ambito.
Andremo a toccare diversi ambiti. Nozioni di chimica e biochimica per comprendere come
funzionano i meccanismi alla base della fisiologia dell’organismo e alla base delle patologie.
Parleremo di ingegneria genetica: conoscere come l’informazione genetica viene trasmessa agli
organismi, come viene esplicata la conoscenza racchiusa nel DNA. Tecnica che ci permette di
manipolare e controllare l’informazione genica a fini terapeutici. Cellule staminali: argomento molto
discusso. Biomateriali: componente strutturale, matrice extracellulare che dovrà essere sostituita
con un materiale artificiale che possa essere impiantato nell’uomo senza provocare una reazione
avversa ma agendo in modo attivo.
SLIDE 11
Individuo come punto di partenza. Obiettivo: rigenerare organo o tessuto danneggiato senza dover
ricorrere a trapianti o protesi. Attivare un meccanismo di autoriparazione laddove questo
meccanismo non avverrebbe in modo naturale.
Idea generale: isolare dal paziente un pool di cellule (autologhe). Devo portarle in laboratorio e
saperle manipolare, coltivarle, espanderle. La maggior parte delle cellule ha potere proliferativo,
altre no (es. neuroni). La cellula dovrà andare ad interfacciarci con il biomateriale o scaffold. Devo
utilizzare un approccio biomimetico. Struttura e strategia ben precisa a seconda del tessuto che
andrò a rigenerare. Aggiungere ingredienti che aiutano la cellula ad interfacciarsi con il materiale
artificiale. Organizzazione in pseudo tessuto, bioreattore. Quando il riconoscimento è positivo e
attivo posso pensare di prendere il tessuto ingegnerizzato e impiantarlo in uomo, dando il via a un
processo di rigenerazione che altrimenti non avverrebbe.
SVILUPPI
La medicina moderna è frutto dei progressi sviluppati all’inizio del secolo scorso. Anestetici e
antibiotici. Passare dalla rimozione ad una ricostruzione.
Trapianto autologo: trapianti in cui vengono utilizzati tessuti del paziente stesso. Trapianti di pelle.
Bypass aorto-coronarico. Problemi legati al rigetto evitati in questo modo.
Limiti: disponibilità legata al tessuto. Non posso creare danno in un posto sano per intervenire.
Danni dovuti a patologie, il tessuto porterà comunque quell’informazione genetica errata.
Trapianto allogenico: tessuto proveniente da altri donatori. Sviluppo di farmaci anti rigetto,
controllano la risposta immunitaria del paziente ricevente. Progressi che hanno consentito di
aumentare in modo considerevole la percentuale di sopravvivenza del paziente sottoposto al
trapianto.
Limiti: rigetto cronico. I farmaci anti rigetto hanno un’attività neoplastica, un paziente che si
sottopone a terapie antirigetto ha possibilità maggiore di sviluppare tumori nella sua vita. Questo
limita la possibilità di utilizzare questa terapia. Sono più i pazienti in attesa di ricevere il trapianto di
quelli che potranno effettivamente beneficiare degli organi donati.
Xenotrapianto: organo o tessuto proveniente da un animale.
Limitazioni: questione di natura etica. Rigetto iperacuto, forma di rigetto molto rapida, il tessuto
ripiantato viene rapidamente riconosciuto dal sistema immunitario (nei primissimi minuti) e il
trapianto fallisce. Potenziale trasferimento di agenti patogeni dall’animale all’uomo, che impiantato
nell’uomo può ricombinarsi e sviluppare patologie.
Organi artificiali
Approccio che sta andando spegnendosi perché è molto complesso pensare di riprodurre in modo
artificiale tutto il pool di meccanismi di un organo.
Ingegneria tissutale
Ricomporre in vitro un tessuto che una volta trapiantato sul paziente può sostituire quello
danneggiato, favorire o innescare un’azione di riparazione che spontaneamente non avverrebbe.
Campo altamente interdisciplinare e multidisciplinare.
Partiremo dal punto di vista molecolare. Molecole: mattoncini che determinano il corretto o
scorretto funzionamento del tessuto.
Biomolecole
Guardarle con l’occhio dell’ingegnere. Parleremo di carboidrati, di lipidi e di proteine.
DNA ricombinante e OGM
Trasmissione e traduzione dell’informazione genetica.
Terapia genica
Manipolare l’informazione nei geni. Correggere l’errore nei geni.
Cellule: unità fondamentale della vita
Cellule funzionali che svolgono un determinato lavoro. Partendo dallo sviluppo embrionale, la
cellula si va a sviluppare in una determinata funzione e quindi una determinata morfologia.
Paradigma struttura – funzione. Morfologia esplicata dall’informazione genetica. Le cellule dello
stesso individuo hanno tutte lo stesso patrimonio genetico che viene espresso in modo differenziato
a seconda del lavoro che la cellula deve svolgere.
La cellula è come se fosse un grande reattore suddiviso in tanti compartimenti, delimitati, che
svolgono funzioni e reazioni specifiche. Il fatto che la cellula sia specializzata in questo modo
permette che tante reazioni vengano condotte contemporaneamente.
Cellule staminali
Una caratteristica è quella che le accomuna alle cellule tumorali. Proliferazione incontrollata delle
cellule. Perde l’inibizione da contatto. Uno dei punti da controllare per le cellule staminali.
Terapia cellulare
Devo avere idea di come sviluppare un materiale che non lo mima la matrice extra cellulare ma che
una volta reimpiantato sull’uomo possa essere accettato dall’organismo dove si troverà esposto ad
un ambiente attivo dal punto di vista metabolico. Dovrà essere un materiale accettato in modo
positivo e attivo.
Scaffold
Supporto che dobbiamo fornire alla cellula. La cellula lo deve riconoscere per poi aderire per
svolgere la sua funzione nel modo corretto.
Struttura – Funzione
Esempio con le proteine, una determinata sequenza di condoni determina una determina proteina
con una determinata funzione.
Superfici
Le cellule del nostro organismo crescono tutte adese, tranne quelle del sangue. Ma per aderire
devono riconoscere la superficie.
Il nostro materiale deve essere BIOCOMPATIBILE. Definizione complessa. Un materiale è
biocompatibile se svolge in modo corretto una funzione specifica.
Bioreattori
A seconda del tessuto che voglio dovrò dare uno stimolo preciso per quel tipo di tessuto.
12.03.2020
BIOMOLECOLE
Sono i mattoncini che costituiscono e che danno particolari funzionalità all’organismo.
Composti del carbonio: il C si distingue per la capacità di formare grandi molecole. Può stabilire
legami covalenti con altri atomi e con se stesso, può dare luogo a molecole di dimensioni enormi.
I lipidi non possono essere definiti polimeri, le altre macromolecole sì.
FUNZIONI
Carboidrati: riserva energetica + supporto strutturale
Lipidi: riserva energetica + protezione
Proteine: supporto strutturale + protezione + trasporto + ecc.
Acidi nucleici: informazione genetica
CARBOIDRATI
Siamo interessati ai polisaccaridi. Unità monomerica, catena aperta e catena ciclica. Legame
glicosidico dei disaccaridi.
Funzioni dei polisaccaridi
Polisaccaridi di riserva
Polisaccaridi di sostegno
Polisaccaridi complessi -> glicoproteine
Ogni monosaccaride presenta molti gruppi ossidrilici liberi. I polisaccaridi sono insolubili o poco
solubili in acqua perché i gruppi ossidrilici interagiscono creando ponti idrogeno e impedendo la
dissoluzione in acqua.
Cellulosa: funzione di sostegno nelle piante. È insolubile in acqua. Per essere utilizzata deve essere
lavorata fisicamente o chimicamente. Fisicamente: viene spezzettata per disperdersi in acqua.
Oppure metilazione dei gruppi ossidrile che diminuisce le interazioni rendendola più solubile ma è
un colloide, non una soluzione (impiego nei colliri, per renderli più viscosi).
Alginato: deriva dall’alga bruna ed è un polisaccaride lineare costituito da due unità monomeriche:
acido e acido (vedi slide) che si alternano nella catena lineare. Molto utilizzato nell’industria
alimentare, è un gelificante. Alginato è solubile in acqua ma ha la caratteristica di creare dei gel.
Chitina: polisaccaride naturale (animale) molto interessante. Costituente dell’esoscheletro di
crostacei e insetti. Prodotto a basso costo, scarto dell’industria alimentare. Chitina insolubile in
solventi organici.
Chitosano: si ottiene tramite deacetilazione della chitina condotto con idrossido di sodio che
conferisce proprietà interessanti a questo materiale che viene dotato di gruppi amminici che per pH
< 6 possono essere deprotonati e rendono il materiale solubile in acqua e quindi può essere
facilmente lavorato. Non solo presenta gruppi ossidrilici (reattivi) ma presenta gruppi amminici, cosa
ancora più interessante. Troviamo una caratteristica delle proteine. Adesione delle cellule mediata
da proteine, abbiamo un polisaccaridi che può svolgere parzialmente questa attività: usiamo
chitosano in combinazione con neuroni.
Gelificazione del chitosano
Anche il chitosano può gelificare. Utilizzato in campo farmaceutico, bendaggi. Il chitosano ha una
carica positiva (gruppi amminici), viene utilizzato per le sue proprietà emostatiche perché i globuli
rossi hanno una carica negativa che vengono richiamate dal cerotto chitosano che è positivo e si
facilita la guarigione. La membrana dei batteri è una membrana con una carica negativa, quindi il
chitosano attrae anche i batteri che non possono moltiplicarsi quindi ha anche funzione
antibatterica.
Acido ialuronico: polisaccaride lineare, si trova nel tessuto connettivo, tessuti di riempimento,
cartilagine. Si ottiene non solo dagli animali (cresta del gallo) ma per le applicazioni sull’uomo si può
ottenere anche per fermentazione batterica. Utilizzato nell’industria farmaceutica. È molto solubile
in acqua. Viene modificato e si producono degli esteri che permettono di avere stabilità. Utilizzato
anche in ingegneria tissutale.
LIPIDI
Classe ampia ed eterogenea di sostanze. Sono insolubili in acqua, sono solubili solo in sostanze
apolari (cloroformio). Funzione di riserva, regolatoria, strutturale. Fosfolipidi: componenti della
membrana cellulare. Natura anfipatica, anfifilica. Testa polare e coda apolare. Da un punto di vista
energetica si dispongono in un certo modo.
Liposomi
Prima applicazione bionanotecnologica. All’interno sono in grado di accogliere molecole
farmacologicamente attive idrofiliche ma possono trasportare molecole idrofobiche.
PROTEINE
Svolgono funzioni biologiche molto differenti tra di loro. 20 amminoacidi diversi. Legame peptidico.
Dogma centrale
L’informazione contenuta nel DNA è l’informazione di quella che deve essere la struttura di come
va costruita una proteina.
Il DNA è capace di duplicarsi e tramite RNA porta alla sintesi delle proteine.
Forma e dimensione differente delle proteine.
Possono essere classificate in due gruppi: globulari e fibrose.
Globulari: forma sferica, svolgono ruoli funzionali (enzimi, ormoni, proteine di trasporto, ecc.)
Fibrose: si dispongono in foglietti e svolgono funzioni di carattere strutturale.
Conoscere la possibilità di inibire un’enzima è importante a scopo farmaceutico.
Enzimi hanno grandi applicazioni in campi industriali perché sono dei catalizzatori più specifici. Sono
biologici quindi non hanno un impatto ambientale. Hanno costi minori perché possono essere
prodotti per fermentazione batterica. Biodegradabili.
Gli enzimi nel nostro organismo lavorano a temperature basse (temperatura corporea) e a pH
neutro. Gli enzimi non si consumano.
Enzimi utilizzati nell’industria dei detergenti. Lipasi: scindono i grassi. Questi enzimi possono essere
prodotti tramite fermentazione batterica e utilizzati nei detersivi.
Igiene personale: dentifrici addizionati con enzimi in grado di attaccare batteri che causano le carie.
16.03.2020
PROTEINE FIBROSE
Il collagene è uno dei materiali più utilizzati per ingegneria tissutale, è stato uno dei primi materiali
utilizzati.
Apligraf: prima pelle bio – ingegnerizzata. Sostituto per la rigenerazione dell’epitelio.
ACIDI NUCLEICI
La cellula è l’unità fondamentale di tutti gli organismi viventi.
Primo esperimento
Premessa: batterio stafilococco assume due forme che differiscono per l’aspetto e per la loro
capacità di provocare la polmonite. Le cellule del ceppo patogeno sono avvolte da una capsula
polisaccaridiche (cerchietto grigio), chiamato ceppo S (smooth). Ceppo iniettato nel topo che
sviluppa polmonite. L’altro ceppo non patogeno non ha quel rivestimento polisaccaridico e se messo
in colonia produce cupole piatte e ruvide, R (roof).
Uccido le rosse con il calore, le mischio con le cellule non patogene, le inietto nel topo e il topo
sviluppa la polmonite.
Con il calore vado a denaturare le proteine che sono fondamentali perché il batterio svolga la sua
funzionalità.
1952 -> DNA è la molecola che porta l’informazione genetica.
Batteri di escherichia coli, virus costituito da dna e proteine, si comporta come una siringa (?). Per
determinare se il materiale genetico fosse proteina o dna marcano con dei marcatori radioattivi:
proteine rosse e dna blu. Prendono i virus e li mettono in contatto con le cellule di escherichia coli
per un tempo necessario affinché il virus si attacchi alla membrana batterica e si mischi all’interno.
Centrifuga per staccare l’involucro dal batterio e vanno a vedere (?).
19.03.2020
DNA: molecola che conserva l’informazione genetica e la trasmette.
ACIDI NUCLEICI
DNA molecola che conserva le informazioni ereditarie
RNA ruolo funzionale nei processi di espressione genetica che portano alla sintesi delle proteine.
Il DNA conserva l’informazione genetica che attraverso l’RNA viene tradotta in proteine.
Geni: porzioni di DNA che contengono le informazioni per la sintesi di una determinata proteina.
Non tutto il DNA è codificante.
DNA non solo contiene l’informazione ma ha anche la capacità di replicarsi.
STRUTTURA PRIMARIA
È alla base del successo di una molecola nella trasmissione dell’informazione genetica.
Gli acidi nucleici sono dei biopolimeri dove il monomero è un nucleotide: pentoso (zucchero a 5C) +
base ciclica + gruppo fosfato. Desossiribosio per DNA e Ribosio per RNA. Zucchero in forma chiusa
tra C1 e C4, per cui C5 rimane fuori dall’anello. A C1 è legata una delle 4 basi e al C5 è legato l’acido
fosforico.
Le basi si dividono in puriniche e pirimidiniche.
I nucleotidi sono legati tra loro a costituire la struttura primaria, che è la sequenza dei nucleotidi che
vengono identificati con la lettera della base corrispondente. Legame covalente fosfodiesterico tra
i vari nucleotidi, legame covalente: un atomo di fosforo è legato ad altre due molecole tramite due
legami esterei.
Quando si legge la struttura primaria di un acido nucleico si parte dall’estremità 5 andando verso
l’estremità 3.
Struttura primaria: codice per immagazzinare l’informazione genetica.
STRUTTURA PRIMARIA
Funzione codificatrice. Ogni tripletta (ogni 3 nucleotidi) è un codone. Ogni codone codifica per un
singolo amminoacido. Codoni appositi per inizio e fine.
Gene: tratto di DNA che codifica per una proteina. Il gene contiene anche delle sequenze che
chiamiamo regolatrici, dicono dove inizia e dove finisce l’informazione che porta alla sintesi della
proteina, oppure sono sequenze regolatrici, sulla potenza di espressione.
Codice a 4 lettere, è un alfabeto.
Le dimensioni di un genoma vengono misurate in coppie di nucleotidi, 2 lettere, di DNA aploide.
Tutte le cellule somatiche, escluse quelle germinali, hanno nel nucleo 2 copie del genoma: uno dalla
madre e uno dal padre. Quando si conta la dimensione del genoma di un organismo ci si riferisce al
numero di copie nucleotidiche del genoma aploide (considerando solo una copia).
In genere il genoma è tanto maggiore più un organismo è complesso. Ma questo non si verifica
sempre.
Il DNA è impacchettato nei cromosomi (uomo 46, 23 coppie).
La sequenza delle lettere mi dà la struttura primaria della proteina stessa.
STRUTTURA SECONDARIA
Differisce tra DNA e RNA. Il DNA è una molecola a doppio filamento, RNA catena singola che si
ripiega su se stessa. Il DNA è composto da 2 catene antiparallele tenute e associate da legami a H
che si stabiliscono tra le basi. I legami a H si stabiliscono con una certa efficienza solo tra alcune basi.
In questo sta la forza del codice. Se conosco la sequenza di un filamento posso ricostruire la
sequenza complementare, basandomi sull’appaiamento specifico tra le basi: 2 legami H tra A e T, 3
legami H tra G e C.
Doppia elica tenuta insieme dai legami H e da interazioni deboli che si vengono a stabilire tra le basi
impilate. Scheletro molto stabile (zucchero + fosfato) tenuto insieme da legami covalenti e le due
catene sono tenute insieme da legami più deboli.
È fondamentale aver presente la struttura primaria e secondaria per poterne comprendere la
funzione.
L’informazione deve essere accessibile quindi le due catene devono facilmente svolgersi e aprirsi, i
legami devono rompersi, per poter rendere disponibile l’informazione.
DENATURAZIONE
Se fornisco calore alla doppia elica, ho una temperatura di denaturazione che dipende della
lunghezza della catena. Se do calore rompo i legami H e posso separare i due filamenti, se raffreddo
la doppia elica si riforma.
L’RNA è un struttura più stabile, ha bisogno di più calore rispetto al DNA e questo è dovuto al fatto
che l’RNA ha una funzione regolatrice. La struttura secondaria dell’RNA è data dal ripiegamento
della catena lineare su se stessa, dando vita a diversi motivi.
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