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Contabilità

1 martedì 15 settembre 2020 14:16

Contabilità: sistema/strumento informativo che ha lo scopo di identificare, misurare (dare valore alle transazioni, es. acquisti, vendite, pagamento stipendi) e comunicare informazioni economiche a diversi utilizzatori, che sulla base di queste prendono decisioni economiche.

Utilizzatori: erario, investitori, banche, Stato, clienti, fornitori, dipendenti, competitors, comunità, amministratori e soci, …

Stakeholder: qualsiasi categoria che abbia un interesse verso l'impresa. Shareholder: specifica categoria di stakeholder.

Ogni categoria ha un obiettivo diverso e usa le informazioni contabili per finalità diverse. Amministratori e soci però è una tipologia di utilizzatore diversa.

Quando ci si riferisce alla proprietà ci si riferisce agli utilizzatori interni all'azienda, le altre categorie sono utilizzatori esterni poiché non prendono parte al processo di produzione dell'informazione economica.

Anche i dipendenti sono utilizzatori esterni, perché non fanno parte del processo di produzione dell'informazione economica.

Quando si parla di utilizzatori esterni ci si riferisce alla contabilità generale (financial accounting).

Nel caso di utilizzatori interni si parla di contabilità analitica (management accounting).

La contabilità generale è una parte dell'accounting finalizzato a utilizzatori esterni che prendono decisioni sulla base di informazioni che terzi hanno prodotto. In questo caso ci sono interessi da tutelare.

Questa contabilità è altamente regolata perché un esterno deve poter credere alle informazioni dell'azienda.

La contabilità analitica è finalizzata a utilizzatori interni, e si parla di decisioni interne. Gli output principali sono il budget, i piani industriali, … e in questo caso non c'è un interesse da proteggere.

Quadro normativo di riferimento

Per quanto concerne la base di riferimento normativa della contabilità generale vi sono due fonti principali:

  • Leggi nazionali, nello specifico il Codice Civile (artt. 2423-2435 ter nel caso delle società di capitali, art. 2426 nel caso di società di persone/individuali).
  • Regolamentazioni delle associazioni professionali/principi contabili sia nazionali sia internazionali, emessi da organismi professionali.

Principi contabili nazionali

L'organismo che emette i principi contabili nazionali in Italia è l'OIC (Organismo Italiano di Contabilità).

L'OIC oltre ad emettere i principi, ha un importante ruolo di dibattito e impulso verso lo IAS (International Accounting Standard Board), l'organismo che emette i principi contabili internazionali.

I principi contabili nazionali hanno diverse funzioni:

  • Di dettaglio (fornire regole di dettaglio).
  • Di integrazione (nei casi in cui la legge non fissa o non disciplina una determinata situazione).
  • Di interpretazione (a volte sono necessari per meglio interpretare le disposizioni di legge).

I principi contabili nazionali sono richiamati dalla legge, perciò sono obbligatori.

I principi contabili italiani sono stati recentemente rivisti:

  • Nel 2013 l'Unione Europea ha emesso una direttiva: l'obiettivo principale era introdurre delle semplificazioni.

Produrre informazioni (bilancio) è costoso per le imprese, perciò le società dovrebbero produrre informazioni in modo efficiente.

Dove non necessario, ha esonerato le imprese dal produrre determinate informazioni.

  • La direttiva del 2013 è stata recepita in Italia dal Decreto Legislativo 139/2015, che ha aggiornato gli articoli del Codice Civile e il Decreto Legislativo 127/1991 in tema di bilancio consolidato.
  • Il Decreto Legislativo 139/2015 è entrato in vigore dal 1 Gennaio 2016 e si applica ai bilanci a partire da quella data.

Novità introdotte dal Decreto Legislativo 139/2015:

  • Ha introdotto l'obbligo del rendiconto finanziario, che prima non era obbligatorio all'interno del bilancio secondo la normativa nazionale. Questo perché il rendiconto finanziario ha la stessa importanza di SP e CE.
  • Ha aggiornato i principi contabili nazionali, che sono in continuo aggiornamento e si stanno avvicinando ai principi contabili internazionali.
  • Ha introdotto il concetto di micro imprese per la modularità del bilancio.

Tipologie di bilanci

2 mercoledì 16 settembre 2020 13:44

In base alle diverse situazioni sono possibili tre diverse tipologie di bilancio:

  • Bilancio di esercizio: formato da SP, CE, Rendiconto Finanziario, Nota integrativa e Relazione sulla Gestione.
  • Bilancio abbreviato: le aziende non sono obbligate a redigere il Rendiconto Finanziario e eventualmente anche la Relazione sulla Gestione.

Si tratta di imprese di minori dimensioni, per cui il trade off tra costo di produrre informazioni e il beneficio che ne deriva è sbilanciato, quindi il legislatore fa uno 'sconto'.

Si parla di Bilancio abbreviato quando si ha una società in cui nel primo esercizio, o successivamente per due esercizi consecutivi, ha almeno due di queste opzioni:

  • Attivo di SP: minore o uguale a 4.400.000 €.
  • Ricavi: minori o uguali a 8.800.000 €.
  • Dipendenti meno di 50.
  • Micro imprese: le aziende non sono obbligate a redigere Rendiconto Finanziario, Relazione sulla Gestione e Nota Integrativa.

Sono società che nel primo esercizio o successivamente in due esercizi consecutivi abbia almeno due delle tre opzioni:

  • Attivo di SP: minore o uguale a 175.000 €.
  • Ricavi: minori o uguali a 350.000 €.
  • Dipendenti meno di 5.

Principi contabili internazionali

Fino al 2005 eravamo in una situazione in cui ciascuna nazione aveva i propri principi contabili.

Con la globalizzazione, ci si è accorti che questo metodo era inefficiente e inefficace.

es. io investitore italiano voglio investire in una società spagnola. Prima di mettere i soldi voglio vedere il bilancio, ma siccome è spagnola dovrei sapere le regole con cui la Spagna redige i suoi bilanci.

Le nazioni quindi hanno avuto come progetto quello di unificare tutti i paesi. Hanno creato un set di principi contabili internazionali per le società quotate, applicati al momento in più di 100 paesi al mondo.

Questo ha avuto un grosso impatto.

I principi contabili nazionali sono:

  • IAS: International Accounting Standard.
  • IFRS: International Financial Reporting Standard.

Sono la stessa cosa solo che fino al 2002 li chiamavano IAS, dal 2002 chi era a capo dell'organismo che emetteva questi principi contabili ha deciso di cambiare nome.

IFRS e IAS ci sono anche in Italia per le società quotate. Dal 2005 le società hanno obbligo di creare bilanci consolidati secondo IAS e IFRS e anche dal 2006 i bilanci individuali.

Ambito di applicazione degli IAS/IFRS:

Gli USA non aderiscono ai principi contabili nazionali.

Utilizzano i principi contabili americani US GAAP (Generally Accepted Accounting Principles).

All'inizio anche gli USA avrebbero dovuto recepire IAS e IFRS, ma questo non è mai successo. C'è un dibattito che va avanti da sempre.

Gli organismi che hanno emesso e definito i principi internazionali sono:

  • IASB (International Accounting Standard Board) per i principi contabili internazionali.
  • FASB (Financial Accounted Standard Board) per l'US GAAP.

Il FASB sostiene che i principi americani siano i migliori, lo IASB il contrario.

Se una società italiana si quota a New York, che principi utilizza?

La SEC (Security Exchange Commission) dal 2007 dà la possibilità di continuare a produrre i bilanci secondo IAS e IFRS anche in America. Questo per attrarre capitale.

L'omogeneità dei principi contabili non ha solo aspetti positivi.

I flussi di scambio tra i paesi sono aumentati, i paesi emergenti nella pratica non adottano i principi contabili, i principi contabili sono nati in UK avendo in mente un set economico e sociale ben definito e non tutti i paesi sono uguali.

Contenuto del bilancio di esercizio

3 martedì 22 settembre 2020 14:10

Art. 2423 Codice Civile "Rappresentare in maniera veritiera e corretta la situazione patrimoniale (SP), finanziaria (Rendiconto Finanziario) e il risultato di esercizio (CE) della società".

Il bilancio deve contenere informazioni complete, utili e che rispettino i principi di redazione.

Gli elementi obbligatori del bilancio sono:

  • Stato Patrimoniale (SP).
  • Conto Economico (CE).
  • Rendiconto Finanziario (RF).
  • Nota Integrativa (NI).

Gli elementi facoltativi del bilancio sono:

  • Relazione sulla Gestione.
  • Relazione del Collegio Sindacale.
  • Relazione della Società di Revisione.

Operazioni esterne: transazioni che avvengono durante l'anno con parti esterne. Queste poi danno vita a documenti contabili.

Le operazioni interne (es. trasferimento di merce tra dipartimenti) non generano effetti nel bilancio di esercizio.

A fine esercizio è necessario effettuare delle scritture di aggiustamento (es. ratei e risconti), che vengono rilevate nei vari libri contabili (es. libro cespiti), per poi arrivare alla costituzione del bilancio di esercizio.

Ci sono diverse norme che disciplinano il Bilancio di Esercizio:

  • Clausola generale.
  • Principi di redazione.
  • Struttura.
  • Criteri di valutazione.

Clausola generale

Art. 2423 Codice Civile "Gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal rendiconto finanziario e dalla nota integrativa".

Gli amministratori hanno l'obbligo formale di redigere il bilancio e ne sono responsabili.

È ribadita la struttura del bilancio:

  • Stato Patrimoniale.
  • Conto Economico.
  • Rendiconto Finanziario.
  • Nota Integrativa.

"Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell'esercizio".

Ci sono tre parole chiave:

  • Chiarezza.
  • In modo veritiero.
  • In modo corretto.

Chiarezza: il bilancio, per essere utile, deve essere chiaro.

Deve essere comprensibile da soggetti che hanno una minima conoscenza della terminologia economica.

Veritiero: i criteri valutativi devono essere ispirati a esigenze di reale rappresentazione della dinamica economica.

Corretto: bisogna basarsi su informazioni che devono essere corrette sotto diversi punti di vista.

Chiarezza

Chiarezza vuol dire che il bilancio deve essere:

  • Comprensibile: chiunque con una minima conoscenza deve essere capace di comprendere il bilancio.
  • Trasparente: sia sotto l'aspetto formale, sia sotto l'aspetto sostanziale.

Chiarezza riguarda la struttura e il contenuto dei singoli documenti che costituiscono il bilancio, quindi:

  • Stato Patrimoniale.
  • Conto Economico.
  • Rendiconto Finanziario.
  • Nota Integrativa.

Il Legislatore Italiano quando ha scelto questo termine, aveva in mente delle cose chiare.

I principi contabili internazionali invece lasciano molta libertà e può essere scelto dal top management.

Il principio di Chiarezza è attuato dagli artt. 2424 e 2425.

Il principio di Chiarezza si raggiunge quando c'è:

  • Un'esposizione dei dati in una sequenza logica. L'ordine è molto rigido.
  • L'applicazione di schemi.
  • Il divieto di compensazione tra le voci (es. aggregare crediti e debiti).

Rappresentazione veritiera

Il principio di rappresentazione veritiera riguarda sia l'aspetto formale, sia l'aspetto sostanziale.

Il problema è che con il termine "veritiera" si percepisce subito l'obiettivo: il bilancio deve contenere informazioni vere.

Ma all'interno del bilancio ci sono dentro delle informazioni sia oggettivamente veritiere, verificabili, mentre altre sono più complesse (es. valore dei brevetti, ammortamento).

Il concetto di verità non è sempre immediato e a volte ha connotazioni particolari.

es. i marchi possono essere messi in bilancio solo se l'azienda li acquista, perché in quel momento è un dato oggettivo. Se sono generati internamente sono talmente soggettivi che non possono essere scritti.

Correttezza

Il concetto di correttezza riguarda:

  • La coerenza dei dati con la situazione effettiva dell'impresa.
  • L'applicazione di criteri valutativi corretti.
  • La comunicazione di dati in modo non deviante né ingannevole.

Si sostanzia in quattro aspetti:

  • Correttezza aritmetica (ormai quasi scontata).
  • Correttezza economica: quando una società rileva una transazione, deve rilevare l'aspetto sostanziale della transazione più che l'aspetto formale.

es. leasing: sotto determinate condizioni il leasing nasconde un acquisto con finanziamento.

  • Onestà e neutralità nel processo di costruzione: il redattore deve essere in buona fede e neutrale, senza privilegiare in maniera marcata un utilizzatore piuttosto che un altro.
  • Rispetto delle regole contabili.

"Se, in casi eccezionali, l'applicazione di una disposizione degli articoli seguenti è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, la disposizione non deve essere applicata. La nota integrativa deve motivare la deroga e deve indicarne l'influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico. Gli eventuali utili derivanti dalla deroga devono essere iscritti in una riserva non distribuibile se non in misura corrispondente al valore recuperato".

I tre aggettivi cardine sono sovraordinati rispetto a tutti gli articoli del Codice Civile.

La sovraordinazione è esplicitata:

  • Art. 2423 comma 3: obbligo di fornire informazioni complementari.

Se applicando tutti gli articoli e principi contabili ci si accorge che delle informazioni mancano, allora vanno aggiunte.

  • Art. 2423 comma 4: facoltà di tralasciare informazioni irrilevanti.

Se un'informazione è irrilevante, allora si possono non usare.

  • Art. 2423 comma 5: se c'è conflitto tra la clausola generale e una norma specifica, la norma non va applicata.

es. ho acquistato un terreno al costo storico di 70000€. Nel corso dell'anno acquista valore arrivando a 150000€.

Nello SP del 2015 metto 70000, mentre in quello del 2016 150000. Nel 2016 però dovrò anche inserire le Riserve ex deroga di 80000€ nel patrimonio netto.

Principi di redazione del bilancio di esercizio

4 mercoledì 23 settembre 2020 13:31

Secondo l'art. 2423-bis e secondo i principi contabili nazionali.

I principi di redazione sono i principi cardine da seguire nel momento di redigere il bilancio.

Dal punto di vista normativo i Principi di Redazione sono contenuti nel 2423 bis.

Sono sovraordinati rispetto a tutto (tranne che alla Clausola Generale).

I principi sono:

  • Prudenza.
  • Prospettiva di continuità.
  • Prevalenza della sostanza dell'operazione o del contratto: bisogna capire quale è la sostanza economica dell'operazione che registriamo.
  • Competenza: alla base del metodo della partita doppia, noi non registriamo solo quando c'è il movimento di cassa, ma quando i ricavi sono generati e i costi sono sostenuti.
  • Valutazione separata degli elementi eterogenei delle singole voci: non deve essere fatta la compensazione tra le voci.
  • Continuità dei criteri di valutazione.

Il fine ultimo è rappresentare in maniera veritiera, chiara e corretta la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato di esercizio dell'impresa.

Per raggiungere questo il legislatore dà dei principi di redazione.

A completamento ci sono altri due principi:

  • Rilevanza.
  • Comparabilità.

Prudenza

Il Principio di Prudenza è un principio cardine.

Esso prevede che:

  • Non devono essere iscritti in bilancio gli utili non ancora realizzati alla data di chiusura dell'esercizio.
  • Devono essere iscritte in bilancio tutte le perdite (anche quelle presunte e probabili).

Il primo punto non si può fare perché non è ancora realizzato, si realizzerà ad esempio in caso di plusvalenza.

es. ho un immobile di 10 anni fa, il valore sale, prudenza dice di non registrare l'utile in bilancio perché non si è ancora realizzato, quando e se venderò l'immobile allora lo scriverò.

Al contrario per i costi (es. crediti non performanti, perdite presunte su crediti).

Non tutti a livello accademico sono convinti che questa sia cosa buona e giusta.

La scelta è del legislatore italiano, ma la prudenza è presente con minor rilevanza nei diversi set di principi.

In caso di dubbio tra due valori si prende il minor valor positivo e il maggior valore negativo.

Prospettiva di continuità

Durante la redazione la società deve dimostrare di avere le condizioni per poter operare nel futuro. Si presume che la società possa ancora operare almeno per 12 mesi successivi.

es. ammortamento: affinché abbia senso l'azienda deve presupporre di sopravvivere per un tot di anni.

Se non è soddisfatto entrano in gioco dei criteri di valutazione completamente diversi, che saranno quelli applicabili in caso di liquidazione o fallimento.

Prevalenza della sostanza dell'operazione o del contratto

Questo principio emerge in maniera chiara e forte nei principi contabili internazionali.

Il legislatore vuole che quando l'azienda rileva una transazione economica dà peso alla sostanza economica dell'operazione e non alla forma.

Competenza

Serve per far emergere il reddito di esercizio.

Prevede che costi e ricavi vengano imputati all'esercizio al quale possono essere ricondotte le operazioni di impiego dei fattori produttivi cui si riferiscono i costi e le operazioni di cessione dei beni e di produ

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ele090400 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Pettinicchio Angela Kate.
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