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George Gissing e The Nether World

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  • Oltre il naturalismo

Nel 1887, due anni prima della pubblicazione di The Nether World, George Gissing scrisse a Thomas Hardy lodando la purezza stilistica dei suoi libri, la cui scrittura era il risultato di un genio artistico ed ineguagliabile sensibilità artistica. Leggendo The Mayor of Casterbridge, Gissing fece alcune riflessioni metanarrative sulla connessione tra i luoghi e i personaggi e probabilmente trovò nel romanzo di Hardy alcuni significativi suggerimenti su come una triste e ripugnante Londra potesse diventare lo scenario di un nuovo romanzo. Paradossalmente, la visione di una Londra così allarga l'immaginazione letteraria dello scrittore, che trova materiale artistico nello stesso mondo che disgusta.

In The Nether World, la dimensione topologica è ristretta a un microcosmo urbano, Clerkenwell, dove tutti i personaggi sembrano essere inconsciamente intrappolati e osservati sia dall'esterno che dall'interno. La prospettiva esterna è convogliata attraverso una tecnica narrativa che comporta un'attitudine ironica e distaccata derivante dal senso di superiorità dello scrittore. La visione interna è direttamente dipendente dall'esperienza autobiografica, in quanto il narratore conosce bene i rischi e la bassezza di questo distretto umile di Londra. L'opera va letta né come un esercizio di naturalismo né come il maggiore esempio di vita proletaria delle trame del tardo XIX secolo.

Sebbene Gissing sia stato spesso comparato a Zola e alla tradizione del naturalismo francese, egli non era lusingato di essere accostato a tali. In una lettera che Gissing scrisse a Eduard Bertz egli dice che in Francia la narrativa sembra morta, e che non sia stato prodotto nulla che abbia una minima importanza eccetto “Fecondité”, un libro che però confessa di non aver mai aperto perché odia lo stile di Zola. Aggiunge che la scienza sta ingoiando l'arte. Il rifiuto di Gissing a tutte le teorie letterarie è concepito come un meccanismo scientifico che reprime la creatività artistica e la deprava della sua efficacia ed autonomia e ciò fa sì che egli assegni all'arte un ruolo centrale.

Se da un lato Gissing mostra un insaziabile appetito per gli effetti della realtà, un forte desiderio di catturare le peculiarità e le verità del mondo materiale, dall'altro lato la sua estrema disillusione rivela il suo disprezzo per lo stesso mondo che lo ha portato alla vita. Drammatizzando la cultura malata, la degradazione dell'arte, la paralisi della classe lavoratrice e la cupa atmosfera dei bassifondi, il narratore di Gissing non può essere distaccato da ciò che vede.

Il realismo secondo Gissing

Nel 1895, Gissing scrive a proposito della narrativa del realismo che una richiesta di soggettività in una narrativa è peggio che insignificante, non deve esserci scienza nella narrativa. Il realismo non è niente più che la sincerità artistica nel ritrarre la vita contemporanea. L'influenza romantica è così fusa con un forte spirito di realismo che dà allo spettatore una prospettiva idiosincratica della vita. Il potere dell'immaginazione della scrittura di Gissing, unita con la sua oggettivazione, la marcata dicotomia dell'umore e del giudizio definiscono i suoi modi paradossali della rappresentazione. È da questa doppia angolazione che il romanzo va letto.

Gissing cerca di ritrarre fedelmente il degrado e i sordidi aspetti di Clerkenwell, con la sua degradazione fisica e morale. Egli diventa un ingannevole artista, non copia la realtà ma la esprime, come spremere la polpa di un frutto per ottenerne il succo, le sue costruzioni distorte, le immagini ossessive e iper determinate sono il risultato di un'accurata selezione nella fratturata e degradata struttura sociale.

La folla e la paura dell'anonimato

Da una visione sociologica, The Nether World drammatizza gli effetti di una realtà decentrata. Le azioni si sviluppano in uno scenario urbano circoscritto, che apparentemente trasmette un'atmosfera di coesione spaziale, è innegabilmente testualizzata la dispersione dell'individuo all'interno di un universo che non può assolutamente controllare. Il narratore rappresenta la rottura della realtà attraverso la frammentazione di un luogo che non contiene più coordinate topologiche ma solo una confusa sequenza di strade che si diramano e si intersecano come in un labirinto. Il romanzo diventa una storia senza un eroe.

Anche se Sidney Kirkwood e Jane Snowdon possono apparire come due figure eroiche, le loro nobili e generose intenzioni li conducono inevitabilmente all'auto negazione e all'annichilimento sociale. Il romanzo può essere concepito come un romanzo senza eroe perché esso getta una nuova luce sul vero protagonista della storia: la folla. Alterando il valore dell'individuo e trasformandolo in una preda di un processo di degenerazione morale e fisica, la narrazione sottolinea l'imponente rilevanza di una massa che rappresenta le linee guida di una società in decadenza.

Le disforiche implicazioni di questa concezione emergono nella descrizione della Bank Holiday, quando il narratore apertamente descrive la squallida realtà della classe operaia debolmente raccolta attorno a un evento massificante. La cupa soddisfazione del narratore evoca immagini di pluralità che suggeriscono una grottesca interpretazione della vita: dietro lo scherno e la derisione verso un gruppo sociale, si può percepire il triste spettacolo della vita contestualizzata come una vita-nella-morte. Ciò che Gissing descrive qui è l'intrattenimento di queste persone il quale determinismo sociale è privato di ogni speranza.

Crystal Palace diventa lo scenario di una società i cui abitanti sono descritti come decrepiti automi o stupide marionette con occhi scavati e dall'aspetto deformato, che suscitano indifferenza o disgusto. La massa che prende forma umana agisce per la sua lotta per la sopravvivenza, e non differentemente dagli animali, la battaglia che conducono è solo un tentativo per guadagnare abbastanza per non morire di fame. La folla non ha istinti e connotazioni umane, ma è il simbolo della nuova attitudine dalla società moderna con la quale è impossibile fare pace. La nuova realtà contemporanea raffigura l'Inghilterra come in preda ad una folle corsa di denaro.

La visione del mondo di Gissing sovverte una tale prospettiva drammatizzando un universo anti-capitalistico e anti-positivo. In un'epoca dominata da un dilagante impulso economico, Gissing riflette sulla condizione umana come una negazione dell'illusorietà dei soldi. È il potere dei soldi che neutralizza i destini dei personaggi mentre l'avidità diventa il tema secondario del romanzo in quanto fattore determinante per coloro che si affidano ciecamente ad essa. Così, personaggi come Joseph Snowdon, Clem, Mrs Peckover e Bob Hewett soccombono completamente al potere dei soldi che si rivela come una forza demoniaca che li condanna all'irrequietezza o alla morte. Tutti quelli che sono in possesso di ricchezze o bramano ad essa sono condannati alla rovina sia per bancarotta che per la morte. Solo chi non basa la propria vita sul culto del denaro alla fine sopravviverà alla giungla metropolitana.

Il desiderio dei soldi diventa la forza prevalente che guida le relazioni umane, il modo di essere e le categorie del tempo espresse dalle polarità euforia/disforia, amore/odio, passione/indifferenza.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

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