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I SONETTI

Il pentametro giambico

Il pentametro giambico ha in inglese la stessa funzione che in italiano ha l’endecasillabo.

10 sillabe con accento sulle sillabe pari

5 beats (stronger) = tempi forti

5 offbeats (lighter, weaker) = tempi deboli

stress = accento

oB giambico (leggero, simula il parlato) Bo trocaico (pesante, poco naturale)

ǒ ǒ

ooB = B anapestico Boo = B dattilico

-quando il pentametro giambico non è rimato si parla di Blank verse (il verso utilizzato da

Shakespeare)

-nei compound di solito l’accento tonico sta sulla prima

La tradizione dei sonetti Shakesperiani

I sonetti come noi oggi li leggiamo ci sono pervenuti per mezzo di un singolo codice edito nel 1906;

molto probabilmente l’edizione non venne curata da Shakespeare.

Le uniche due opere che furono curate da lui in persona furono Venere e Adone e Il ratto di

Lucrezia, accompagnati da una dedica verso un nobile di cui voleva ottenere la protezione.

Il First folio, la prima edizione delle opere di Shakespeare, che contiene 36 dei suoi drammi

(mancano solo Pericle, principe di Tiro e I due nobili cugini) data il 1623.

Le tipografie rinascimentali stampavano col sistema dei caratteri mobili e non vi era la correzione di

bozze, per questo motivo spesso esemplari di una stessa opera sono diversi fra loro.

gli errori erano causati da errori di distrazione del tipografo, dal fatto che ad esempio le lettere

assumevano una forma diversa a seconda delle lettere vicine, dal fatto che in mancanza della lettera

che serviva il tipografo poteva utilizzare il simbolo di una lettera simile.

Oltre a ciò si tenga presenta che la grafia dell’inglese non è stata fissata fino al “700.

Quando Booth riscrive i sonetti in inglese moderno decide sulle parole incerte, egli afferma di voler

ricostruire i sonetti secondo l’impressione che dovevano suscitare nei contemporanei.

La storia del sonetto

Il periodo di maggior voga del sonetto data gli anni “90 del XVI sec.; i sonetti di Shakespeare, per

quanto ne sappiamo vengono editi per la prima volta nel 1609, quando questa moda era già esaurita.

E’ possibile pensare che egli gli scrivesse, forse in modo distanziato, durante il periodo di fama del

sonetto ma che vennero pubblicati più tardi; bisogna inoltre ricordare che nel rinascimento inglese

non era la stampa l’unica e nemmeno la prima forma di circolazione delle opere, al contrario era

ancora molto viva la circolazione per trascrizioni all’interno di ristretti circoli di intellettuali

(sappiamo che dei sonetti di Shakespeare “circolavano”), una prassi che resterà viva finché non

muterà definitivamente la struttura sociale: è infatti la Rivoluzione francese che determina il

definitivo affermarsi dell’editoria.

Fino alla Rivoluzione francese l’attività poetica era legata a uno status sociale elevato: scriveva

poesia chi era nobile, o chi aspirava alla protezione dei nobili.

Il Petrarchismo

Il petrarchismo è un fenomeno poetico che nasce in Italia ad inizio “500 e arriva in Inghilterra alla

fine del secolo. Il petrarchismo non imita solo uno stile, ma anche la struttura della narrazione:

infatti una delle ragioni di successo di questo genere sta nell’essere una struttura rigida, che si può

riempire a piacere, e facilmente replicabile (il contrario si dica per Dante); la sottrazione di

contenuto la rende una forma esportabile anche in altre culture. La narrazione petrarchista prevede

due attanti soli: l’io-poetico e la donna; l’io-poetico è perdutamente innamorato della donna, la

donna non si concede, è irraggiungibile e perciò risulta fredda e crudele (allo stesso tempo se la

donna si concedesse, in quanto è desiderata nella sua qualità di essere irraggiungibili, smetterebbe

di essere amata).

La narrazione petrarchista è scandita da alcuni momenti canonici, ad esempio, il primo incontro,

l’anniversario del primo incontro, il saluto, lo sguardo della donna, l’allontanamento. Sono

microeventi, infatti solo se non succede nulla di significativo la narrazione può continuare

all’infinito

Rvf 157 v.4 l’io lirico ricorda qualcosa

v.2 ricordo di qualcosa che gli è rimasto vivido nella memoria perché azione

dell’oggetto amato

v.6 “dolce amaro lamentar” atto dolce perché della persona amata, amaro perché

esprime dolore

v.8 nonostante il gesto sia di dolore ha effetto positivo in quanto rasserena il cielo

v.3 e 7 la donna amata trascende le facoltà espressive del poeta in quanto il suo

aspetto divino non può essere detto compiutamente

v.1 honorato giorno: perché ha avuto la visione del pianto salvifico della donna

v. 9 calda neve: ossimoro

terzine: -le metafore usate per descrivere la donna non hanno nulla di umano, di

animale, ma al contrario appartengono alla categoria minerale; ciò perché per

la Chiesa la donna è tentatrice in quanto animale, così facendo il poeta

esclude la donna amata dall’idea di donna come generalmente essa viene

concettualizzata.

-i materiali sono tutti resistenti al tempo, vogliono significare che la donna

amata sfugge al destino della caducità (costante di tutto il petrarchismo)

Astrophel and Stella 1591 astrophel: neologismo dal greco “colui che ama la stella”; già nel

titolo è evidente il rapporto di subordinazione fra l’io-poetico e la

donna amata

touch: giaietto, esca, tocco

v.1 connotazione in senso assiologico del volto della donna: è il

massimo valore in campo morale

la metafora del palazzo per descrivere la persona amata risulta così

utile, perché i palazzi sono costruiti di materiali minerali e preziosi

(rifunzionalizza il topos della descrizione minerale)

Spencer - Amoretti 1594 fair: chiaro, giusto, bello (non vi è distinzione fra i tre significati)

gentle: questione di educazione, non di disposizione (kind)

Stile e inventiva sintattica

Lo stile di Shakespeare è ricco ed eterogeneo, va dai proverbi popolari ai sintagmi tratti dalle lingue

classiche (la fonte maggiore è Ovidio, le Metamorfosi fu uno dei testi più importanti del

rinascimento inglese).

Shakespeare spesso usa costruzioni grammaticali diverse che fuse insieme mantengono

contestualmente più di un significato, sono costruzioni incomplete che evocano, ma non definiscono

per certo un dato significato; questa è una strategia presente anche nei drammi, non solo nei sonetti.

S. 22 My glass shall not persuade me I am old che io sono vecchio

che io (divento vecchio) invecchio

one date coetanei

contemporanei

look I death io vedo la morte

io cerco la morte

io mi aspetto che la morte

Critica biografica

Quando usiamo le affermazioni dell’autore stesso per spiegare le sue opere entriamo nel regno della

psicologia umana. Il fatto che l’autore sia soggettivamente coinvolto nella propria opera è un

disvalore solo finché ci si riferisce ad un concetto di oggettività assoluta.

Ex. The man who was Thursday, A nightmare - Chesterton

1) Com’è stato possibile che Shakespeare in tempi di puritanesimo dedicasse sonetti d’amore

ad un uomo?

-Al rinascimento mancava la categoria di omosessuale, erano sanzionati sullo stesso piano di gravità

tutti i comportamenti sessualmente eterodossi. Il concetto e la parola omosessualità nascono

nell’ultimo terzo del XIX sec., infatti è nell’ ”800 dopo la fine dell’Ancient Regime che si afferma

l’idea che gli esseri umani non sono determinati dalla nascita sociale, ma dai loro comportamenti.

Nascono molte nuove scienze (antropologia, cosmologia, statistica) ma anche la fotografia ha la

caratteristica di fissare l’identità delle persone.

(La nascita di nuove scienze è legata a: bisogno sociale di avere conoscenza normativa su

determinati fenomeni; disponibilità di mezzi tecnici)

La borghesia inglese sviluppa, ad esempio, un interesse scientifico, verso i poveri si ricordi Il lavoro

manuale a Londra e i poveri di Henry Mayello.

Uno dei tratti fondanti della personalità viene individuato nella scelta del partner; scelta legata al

discorso dei ruoli, è infatti in questo periodo che inizia anche l’emancipazione femminile.

Per la Chiesa la donna non ha impulsi sessuali autonomi, essa è asessuata, la sua funzione è di

tentazione passiva verso l’uomo, perciò si stigmatizzava solo la sessualità maschile.

2) Shakespeare come si è posto e in quali rapporti era con le altre correnti letterarie del suo

tempo, come i poeti inglesi a lui contemporanei, la tradizione letteraria inglese, il classicismo

ecc., ma soprattutto in che rapporto era con il petrarchismo?

Generalmente la domanda fondamentale su un testo è cosa significa, Genette al contrario si

domanda come i testi siano portatori di significato.

G-Gennette fonda il concetto di transtestualità, ossia i testi sono in rapporto con altri testi, e

individua cinque modelli fondamentali di transtestualità:

Intertestualità: collega due sezioni precise di due testi differenti; di solito la sua individuazione ha

un volare fondamentale dal punto di vista del significato, non ha mai un valore solo

estetico

(allusione, citazione)

Paratestualità: insieme di tratti che non appartengono al corpo del testo

(frontespizio: nome dell’autore, titolo, anno di pubblicazione)

Metatestualità: qualunque apparato di commento e interpretazione ad un testo

(note, saggistica)

Ipertestaulità: relazione che lega due testi precisi di cui uno si pone come la riscrittura (con

variazioni) dell’altro (ipotesto = testo di partenza, ipertesto = nuovo testo)

Architestualità: rapporto che lega un testo al genere o classificazione generale a cui i testi

appartengono

Le tragedie di Shakespeare hanno ipotesti variati e compositi (per i drammi romani Plutarco, per i

drammi inglesi la Cronaca di Raphael Holinshed, 1577, in genere sono testi non drammatici) , i

sonetti hanno come ipotesto il petrarchismo.

Nei sonetti petrarchisti: il poeta ama una donna bella e virtuosa, che non si concede mai

Nei sonetti di Shakespeare: il poeta ama un uomo bello e virtuoso

il poeta ama una donna brutta e viziosa

Shakespeare nega uno alla volta i termini costitutivi della narrazione petrarchista, costruendo una

negazione sistematica e analitica di questo modello.

La cultura classica non conosce il concetto di plagio, anzi fino alla letteratura preromantica non si

vogliono scrivere nuove trame, ma si copiano i modelli; questa continuità di tradizione arriva fino al

“700. Il concetto di plagio non può sussistere finquando l’arte può imitare solo la natura, nasce

quando nasce un’arte che è imitazione di altra arte.

Chi è l’autore intratestuale dei sonetti?

Ogni testo implica un emittente che non è l’autore ma è interno al testo, fuori dal testo c’è l’autore;

nei sonetti si verifica il caso particolare secondo cui l’emittente interno al testo si può identificare

con la persona del poeta.

Il fatto che vi sia una sola voce narrante è fondamentale per creare una situazione di incertezza, che

sarebbe impossibile, se parlassero in sé e per sé la dark lady e il fair youth.

S. 144 Yet this shall I ne’er know, but live in doubt

è solo a questo punto che l’io-poetico dei sonetti scopre la sua posizione di narratore

inattendibile (Iser); alla luce di questa affermazione si possono rinterpretare tutti i

sonetti triangolari come frutto di una costruzione paranoica dell’io-lirico, che

potrebbe anche non avere riscontro nella realtà effettiva

Si può istituire un confronto fra i personaggi dei drammi e i personaggi dei sonetti?

Aristotele nella Poetica distingue fra testi drammatici, in cui vi sono solo le voci dei personaggi e

testi non-drammatici in cui compare la voce di un narratore che filtra il nostro contatto diretto con i

personaggi.

L’unica voce dei sonetti è quella dell’io-poetico, ne consegue che il lettore accede alla vicenda

descritta dai sonetti attraverso il filtro della soggettività dell’io-poetico; al contrario nell’opera

teatrale gli emittenti sono tanti quanti sono i personaggi. Ne consegue che i personaggi dei sonetti

esistono in maniera diversa da quelli dei drammi, e ciò preclude ogni confronto.

Si possono però confrontare i personaggi dei drammi e dei sonetti da un punto di vista extratestuale

come creazioni di uno stesso autore; da questo punto di vista si può osservare che come l’io-poetico

dei sonetti concepisce solo relazioni triangolari, questa è una costante anche in molti altri drammi di

Shakespeare (Otello, Re Lear).

Perché Shakespeare ha scritto i sonetti sulle vicende amorose con il fair youth e la dark lady?

Non ci interessa la verità storica degli eventi, ci interessa il fatto che Shakespeare abbia fatto di

questo argomento letteratura.

-voleva sistematizzare ciò che aveva capito del rapporto triangolare

-voleva rovesciare le convenzioni del petrarchismo

I sonetti con tema il Tempo

Il tempo viene interpretato dall’io-poetico dei sonetti come un avversario nei confronti del quale

egli assume una posizione eroica e trionfalistica.

La dinamica è modellizzabile in termini girardiani: il Tempo è il mediatore

S. 19 quartine I e II: spiega che il Tempo è invincibile

v. 8 But I forbid thee one most heinous crime dopo aver affermato che il tempo è

invincibile, l’io-poetico si mette nella

posizione di dargli un ordine, quindi

afferma implicitamente di essere più

potente del tempo, poiché ciò non è vero

l’io-poetico si pone in una posizione

eroica nei confronti del tempo

v.14 My love -la prima proibizione è rivolta verso una persona in carne ed ossa

-la seconda potrebbe riguardare anche il sentimento in astratto:

persona amata, oppure il mio sentimento d’amore

Yet do thy worst, old Time; despite thy wrong è come se l’io poetico desse al tempo un

My love shall in my verse ever live young contrordine, se prima gli proibiva di

toccare il fair youth vivo, ora proibisce al

tempo di toccare il fair youth dei suoi

versi, quindi la sua creazione letteraria;

vi è un ripiegamento narcisistico dalla

relazione con un soggetto extratestuale

ad un soggetto intratestuale, che continua

anche nei sonetti successivi

S. 55 il ruolo vivificante della poesia, ha precisi confini temporali

v.11 in the eyes of all prosperity la funzione memoriale della poesia inizia con la morte

dell’amico

v.13 till the judgement that yourself arise la funzione della poesia ha come confine il

giorno del Giudizio universale, in cui il poeta

crede l’amico risorgerà insieme ai giusti

vita amico l’amico vive nella letteratura l’amico risorge nel Giudizio universale

ne consegue che l’opera poetica dei sonetti ha bisogno per esistere che l’amico sia morto;

capovolge il topos del valore eternante della letteratura

S. 81 your name immortal life shall have affermazione disattesa dal comportamento

dell’io-poetico, infatti in 154 sonetti il nome

dell’amico non compare mai

epitaph, monument se il monumento dell’amico è un monumento funebre significa

che l’io-poetico non può evitare la morte e la scomparsa

dell’amico, ma ad essere reso immortale non è l’amico

attraverso un monumento, ma il monumento stesso, ossia

l’opera letteraria di Shakespeare

S. 62 -topos occidentale della identità fra gli amanti: un solo corpo

-il topos non sarebbe utilizzabile in questi termini se effettivamente i due corpi non fossero

differenti

S. 22 -topos: scambio dei cuori fra le persone che si amano

v. 12 As tender nurse her babe tutto il sonetto è teso ad annullare la differenza d’età,

ma la similitudine la reintroduce

v.13 when mine is slain topos del cuore spezzato

S. 64 è l’unico esempio di sonetti con protagonista il Tempo non trionfalistico, perché l’azione

del tempo non è presentata come lineare

v.4-8 si descrive un processo non lineare, ma una dinamica circolare e ciclica

v.13 death -un elemento circoscritto nel tempo (la morte dell’amico), diventa

onnipresente nell’immaginazione dell’io-poetico (come se l’amico morisse

continuamente)

-quindi avere l’amico, con la consapevolezza della prossima perdita, diventa

causa di infelicità

L’amore nei sonetti è rappresentato come un sentimento o una malattia mentale?

-dobbiamo dire “è rappresentato come” e non “è” perché nel secondo caso si dà valenza ontologica

autonoma ad un elemento che non esiste al di fuori della dimensione intratestuale dei sonetti

-presupposto: il sentimento è separato dalla malattia mentale, ossia si può discernere fra un

funzionamento sano ed uno non sano dei sentimenti

Il sentimento d’amore è rappresentato in maniera differente nei confronti del fair youth e della dark

lady perché i due soggetti sono diversi.

L’amore per il fair youth:

-il fair youth è connotato in modo tale che nella nostra visione del mondo l’io-poetico è affetto da

malattia mentale, in special modo da masochismo ontologico

S. 49 -prende le mosse da una eventualità futura, non presente, e che potrebbe non verificarsi

against that time … here ancora una volta si distingue il mondo reale dal mondo

intratestuale dell’opera letteraria

v.10 desert “merito, colpa” -tutta l’interpretazione del sonetto ruota intorno a questa parola

-solo dal verso successivo si comprende che non si parla di un

merito letterario (ripiegamento narcisistico nella letteratura),

ma di una colpa

v.14 why to love I can allege no cause nella erotologia medievale e poi rinascimentale

l’amore ha una causa, è la reazione dell’anima al

contatto col valore, la virtù dell’amato (ne

consegue che i vili non possono essere davvero

amati)

S. 57 il sonetto presenta i difetti del fair youth; ma se i difetti dell’io-poetico (49, 72 in cui

addirittura l’io-poetico vuole essere dimenticato dopo la morte) portano all’abbandono da

parte dell’amico, i difetti dell’amato non portano allo stesso risultato; si dipinge quindi una

relazione asimmetrica (v.1 slave)

will: in Shakespeare ha una connotazione sensuale

Dal confronto fra i sonetti 57 e 72 possiamo osservare che quando l’io-poetico mette in scena un

rapporto a due con il fair youth, si delinea una situazione asimmetrica con forti sfumature

masochiste.

Secondo Girard il masochismo ha una radice ontologica metafisica (masochismo ontologico): la

relazione è masochista perché l’amico viene posto dall’io-poetico su un piano ontologico

incommensurabilmente superiore e a lui inaccessibile, ossia il fair youth ha una connotazione

divina.

S. 58 -se l’io-poetico sbaglia il fair youth è l’istanza che lo condanna; se è il fair youth non

vi è istanza che lo condanni, solo lui è giudice di sé stesso; nell’amico coincidono i

ruoli di giudice, colpevole e accusatore, ossia non vi è istanza di giustizia più alta di

lui, (tipico attributo della divinità) da ciò inferiamo che l’io-poetico pensa l’amico

nei termini della divinità

v.13 waiting so be hell l’io-poetico si sente condannato all’inferno dai

tradimenti del fair youth (se l’amico è Dio e lo ha posto

all’inferno allora non ha speranza)

-nel petrarchismo la donna frustra il poeta poiché è casta, al contrario nei sonetti il

fair youth frustra l’io-poetico perché non è casto

S. 105 v.1 Let not -negazione freudiana

la negazione ha una funzione argomentativi, funzionalizza l’emersione

del contenuto rimosso per il mantenimento dei propri confini

-è una risposta che volendo smentire che il suo amore è idolatria non

fa che confermarlo

Ciò che Freud non si chiede è in che modo si reprime o si attua la rimozione, Michael Bollig

risponde nell’ambito della psicologia discorsiva (la quale sostiene che l’atto psicologico esiste come

risultato di un atto discorsivo): imparando ad usare la lingua in un contesto sociale impariamo ad

esprimere dei contenuti e a reprimerne altri (le cose di cui non si parla finiscono per diventare cose

a cui non si pensa; quando un bambino viene punito impara che qualcosa esiste ma è problematico,

quando un bambino viene disconfermato impara che qualcosa non deve esistere)

S. 31 -tutti i dispiaceri subiti in passato dall’io-poetico sono compensati dalla presenza

dell’amico da solo

S. 30 -contempla una serie di dolori sentimentali (ex. la morte degli amici); la conclusione

è che il fair youth vale più di tutto questo

S. 99 ipermetro: in senso generale sonetto significava componimento breve

-tutti i fiori hanno rubato le loro qualità positive dall’amico

S. 53 -l’amico viene detto equivalente a classi intere di oggetti, oggetti eterogenei e

dislocati variamente nel tempo

La teoria fondante del rinascimento europeo è quella dell’amor platonico: l’amore deve portare a

una realtà ontologica superiore, l’amore per l’individuo è la forma più bassa di amore.

Nei sonetti si assiste ad una sistematica confutazione della teoria dell’amor platonico: inverte la

subordinazione dell’individuo alle idee, non è l’amico ad essere copia delle idee, ma sono le idee

astratte e le classi a prendere il loro valore dal fair youth.

Il giovane è il fondamento della visione del mondo dei sonetti: la trasgressione filosofica di

Shakespeare sta nel porre come centro del suo mondo non un elemento astratto, ma un individuo

vivente e particolare; i sonetti si possono dunque interpretare come un opera filosofica in senso

antiplatonico.

L’amore per la dark lady


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Karenina3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Dell'Aversano Carmen.

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