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Hamlet come "revenge play"

Hamlet include molte delle caratteristiche fondamentali della "revenge play":

  • Un eroe che deve vendicare un atto malvagio (uccisione del padre, matrimonio tra Gertrude e Claudius), spesso incoraggiato dall’apparizione di un fantasma di un amico stretto o un parente (fantasma del padre).
  • Scene sanguinose di violenza, morte e mutilazione.
  • Follia, pazzia sospetta o finta (Ophelia e Hamlet).
  • Intrecci secondari o "play within the play" (The murder of Gonzago).
  • Morte violenta dell’eroe dopo aver portato a termine la sua vendetta.

Seneca è considerato il padre della "revenge tragedy" e influenza molto l’opera di Shakespeare.

Eventi di vendetta nella trama

  • Apparizione del fantasma del padre di Hamlet. La "revenge plot" si stabilisce nel momento in cui il fantasma dice ad Hamlet cosa è realmente accaduto, ossia che è stato avvelenato da suo fratello Claudius nel sonno. Egli chiede ad Hamlet di vendicare questo "foul and unnatural murder" (parole ricorrenti nel testo).
  • Per essere certo della colpa di Claudius, Hamlet mette in scena l’omicidio di suo padre con la produzione di "The murder of Gonzago". Se Claudius sarà disturbato dall’opera, proverà la sua colpa. Dopo la rappresentazione, Hamlet e Horatio sono d’accordo che Claudius abbia dimostrato la sua colpa.
  • Hamlet non coglie l’occasione di uccidere Claudius perché sta pregando. Se Hamlet uccide Claudius mentre prega, rischia di non portare a termine fino in fondo la sua vendetta perché andrebbe in paradiso, ultima cosa che suo padre morto vorrebbe.
  • Hamlet uccide Polonius, scambiandolo per Claudius, da dietro una tenda.
  • Il fantasma appare di nuovo a Hamlet. È arrabbiato perché Claudius è ancora vivo. Dice ad Hamlet di essere tornato per incoraggiarlo a compiere ciò che è necessario.
  • Claudius fa esiliare Hamlet in Inghilterra per l’omicidio di Polonius (sorta di punizione per proteggersi), manda Rosencrantz e Guildenstern a controllarlo e organizza la sua uccisione, attraverso una lettera.
  • Quando Claudius viene a sapere del ritorno di Hamlet complotta con Laertes di ucciderlo. Laertes userà una spada avvelenata durante un duello con Hamlet, e Claudius avrà pronta una bevanda avvelenata nel caso Hamlet vinca il duello.
  • Hamlet pugnala Claudius. Con l’uccisione di Claudius e Gertrude la "revenge plot" è conclusa.

Counterimages of Hamlet

Fortinbras

  • Il vecchio re della Danimarca era stato sfidato dal padre di Fortinbras in una guerra. Il padre di Hamlet lo ha sconfitto ed è diventato re di Norvegia. Ma Fortinbras figlio non lo accetta e vuole rovesciare la situazione: va in cerca di soldati per vendicare subito il padre sconfitto, dato che ora la Danimarca è debole e la Norvegia rivuole le sue terre. Egli è dunque molto risoluto, deciso e con l’animo da guerriero, a differenza di Hamlet che ha invece la tendenza a procrastinare.

Laertes

  • In contrasto con la tendenza a riflettere e procrastinare di Hamlet, Laertes è determinato nel prendersi la sua vendetta senza esitazioni: come Fortinbras, non ha scrupoli nella sua determinazione nel vendicare suo padre e la pazzia della sorella (per cui il colpevole è sempre Hamlet). Secondo lui infatti vendicarsi è sufficiente per rimediare al torto subito e sistemare la questione.
  • Ma vendicarsi non sistemerà mai la questione per Hamlet, perché la causa principale della sua difficoltà va oltre la malvagità dello zio. Siccome "the time is out of joint", non c’è modo per sistemarlo solamente uccidendo Claudius, che è solo un mero prodotto dell’età barbarica in cui Hamlet si trova bloccato. In questo senso il ritiro di Hamlet nel limbo drammatico della sua "antic disposition" non è un sintomo di una qualche malattia misteriosa, ma l’unica risposta sensata alla situazione in cui si trova, all’interno di una società che non ha più senso. È l’epoca a essere "out of joint", non Hamlet, e il suo non sentirsi in sintonia con il suo tempo fa di Hamlet un eroe.

Tema dell'inganno (apparenza/realtà)

Hamlet

  • La stessa messa in scena di The murder of Gonzago è un inganno messo su per cercare di rendere evidente la colpevolezza di Claudius. Infatti Hamlet raccomanda a Horatio di controllare attentamente la reazione di Claudius durante la rappresentazione. In realtà non vediamo mai Claudius uccidere il padre di Hamlet, crimine su cui l’opera è centrata. L’omicidio a cui assistiamo è puramente teatrale. La struttura della "play within a play" ci tiene a una distanza frustrante dalla verità delle cose. Quando Claudius interrompe la performance, non fa nessuna confessione pubblica. L’opera mantiene dunque un margine di interpretazione. In realtà Hamlet, sia il personaggio che l’opera in cui appare, riguarda in modo particolare la "performance". Nella sua prima scena, Hamlet riflette sul confine tra finzione e realtà. Manifestazioni esterne delle emozioni non sono affidabili per Hamlet, perché una persona potrebbe recitare o fingere. Questa relazione tra spettacolo e autenticità, tra finzione e realtà, preoccupa Hamlet per tutta l’opera. Quando scopre che suo padre è stato ucciso da suo zio, riflette sull’importanza delle apparenze, e che dietro il sorriso di Claudius si nasconde in realtà un uomo malvagio.
  • Questo tema verrà ribadito da Hamlet a Ophelia, dicendole che le donne ingannano gli uomini attraverso il trucco, e anche in Macbeth, quando Macbeth e Lady Macbeth dissimulano di fronte a King Duncan quando lo ospitano nel loro castello per non fargli scoprire il loro piano omicida, e quando i due, dopo l’omicidio, simuleranno di essere stupiti dall’accaduto per allontanare qualsiasi sospetto su di loro, in particolare con Banquo. Lo stesso Hamlet, nonostante il suo sfogo contro il "fingere", non riesce a sfuggire all’impulso umano di recitare. Egli adotta infatti con successo una "antic disposition" per distogliere l’attenzione dal suo piano di vendetta. Rivela il suo piano solamente al suo amico Horatio.
  • Hamlet cerca anche di ingannare sua madre Gertrude durante il loro incontro nella sua stanza. È diviso tra il desiderio di procurarle del dolore fisico, e magari anche ucciderla (come fece Nerone con la madre Agrippina), e la coscienza che queste azioni sarebbero innaturali. Dunque sceglie di "speak daggers to her" cioè di attaccarla verbalmente di modo da colpirla sulla sua coscienza colpevole.
  • Quando Hamlet scopre che Rosencrantz e Guildenstern stanno trasportando il mandato per la sua morte ("death warrant") sulla barca che li sta portando in Inghilterra, sostituisce il suo nome con il loro e dunque li manda consapevolmente ad essere giustiziati al suo posto. Questo atto spietato, forse non necessario, di inganno sconvolge e delude Horatio che si aspetta un comportamento più nobile da parte di Hamlet. Infatti egli dice di Hamlet "what a king is this?", parte di un tema generale che preoccupa molto Shakespeare, cioè quali caratteristiche deve avere un buon re (tema che uscirà fuori anche in Macbeth).
  • La resistenza filosofica di Hamlet nell’uccidere Claudius finisce per diventare un autoinganno. Egli si convince a rimandare l’azione nel suo secondo soliloquio perché non riesce a fidarsi dell’apparizione del fantasma che ha visto, ha dunque paura di essere ingannato dal diavolo. Inoltre nel suo quinto soliloquio esprime la convinzione che non dovrebbe uccidere Claudius perché altrimenti andrebbe in paradiso, perché ucciso durante una preghiera; in realtà non sta pregando veramente. La sua è una "empty confession", perché non riesce a rinunciare alle cose ottenute attraverso i suoi peccati, cioè la regina, il trono e la sua ambizione. Hamlet ha una buona opportunità per uccidere Claudius, perché lo trova solo e vulnerabile, ma decide di non ucciderlo perché altrimenti lo manderebbe in paradiso e così la sua vendetta non sarebbe pienamente soddisfatta. In realtà Claudius non sta davvero pregando perciò Hamlet spreca un’occasione.

Claudius

  • Claudius mente a tutti sull’uccisione del padre di Hamlet. Si pente solo in privato delle sue menzogne, in un "aside" momentaneo in cui si paragona a una prostituta, che compie atti d’amore falsi.
  • Claudius inganna anche Rosencrantz e Guildenstern riguardo al viaggio di Hamlet verso l’Inghilterra, in quanto i due non sanno di portarlo verso la sua esecuzione.

Polonius

  • Polonius inganna Hamlet quando organizza un incontro "casuale" tra lui e Ophelia per capire se il suo atteggiamento strano e irrazionale sia la conseguenza dell’”affliction of his love”.
  • Polonius inganna inoltre Laertes quando gli dà il permesso di andare a Parigi ma manda anche Reynaldo per spiarlo.
  • Polonius inganna di nuovo Hamlet quando si nasconde dietro a una tenda per spiare il dialogo tra Hamlet e sua madre. Questa volta tuttavia Polonius paga per le sue menzogne con la vita, in quanto Hamlet lo pugnala attraverso la tenda, uccidendolo, scambiandolo per Claudius.

Malattia

Immagini di malattia, marcio e decadenza sono presenti in tutta l’opera come manifestazione e conseguenza della corruzione morale presente sia all’interno della famiglia reale che nel paese della Danimarca. Ritroviamo questa idea:

  • Nel primo soliloquio di Hamlet, in cui compara sia la sua casa che la Danimarca intera a un giardino che è stato invaso dalle erbacce.
  • Dopo l’apparizione del fantasma del padre di Hamlet, quando Marcellus ipotizza che ci sia qualcosa di marcio all’interno del regno e nello stesso re.
  • Quando il padre di Hamlet rivela le vere circostanze della sua morte dice che l’orecchio dell’intera Danimarca è stato avvelenato da un falso racconto della sua morte. Egli è stato infatti ucciso da Claudius, che gli ha messo un veleno nell’orecchio congelandogli il sangue.
  • Quando Hamlet attacca sua madre per la sua relazione con Claudius anche dal punto di vista sessuale, definendola offensiva. Dice anche a sua madre di essere corrotta, come se avesse un’infezione, e di non farla crescere (immagine del giardino).

Hamlet tragic flaw

Hamlet viene spinto dal fantasma del padre a "revenge his foul and most unnatural murder" compiuto da suo fratello Claudius, che gli ha rubato la moglie e il trono così come la sua vita. Hamlet giura che impiegherà ogni sua forza in questa vendetta. In realtà continua per quasi tutta l’opera a non mantenere questa promessa, nonostante la riapparizione del fantasma per ricordargli ciò che deve fare. Quando alla fine uccide Claudius, lo fa all’improvviso, senza premeditazione, uccidendolo per aver cospirato di avvelenarlo e per aver accidentalmente avvelenato Gertrude. In altre parole, è solo per caso che Hamlet alla fine vendica l’omicidio di suo padre, inoltre troppo tardi per evitare tutte le morti che non erano necessarie, se solo avesse ucciso Claudius prima.

Come risultato diretto o indiretto della sua procrastinazione, Hamlet pugnala Polonius al posto di Claudius; Ophelia impazzisce dopo l’omicidio di suo padre e annega; Rosencrantz e Guildenstern sono mandati a morire dallo stesso Hamlet; durante il duello la madre di Hamlet beve dalla coppa letale preparata per il figlio, che è ferito a morte da Laertes per vendicare le morti del padre e della sorella. La conclusione a cui è giunta la maggior parte dei critici è che la causa principale dell’intero susseguirsi di eventi tragici è l’impulso di Hamlet a rimandare. La tragedia è costruita sull’esitazione di Hamlet nel portare a termine la vendetta di cui è stato incaricato; ma il testo non dà ragioni o motivi a questa esitazione e c’è stata un’immensa varietà di tentativi di interpretarle.

Secondo la visione che è stata introdotta da Goethe ed è tuttora quella più approvata, Hamlet rappresenta un tipo di uomo il cui potere d’azione è bloccato da un eccessivo sviluppo del suo intelletto: dunque è il suo stesso pensiero a bloccare Hamlet. Tuttavia, Hamlet è lontano dall’essere rappresentato come una persona incapace di prendere azione. Lo si capisce da diversi episodi: quando mette in scena "The Mousetrap" per scoprire se Claudius è davvero colpevole; quando pugnala a morte Polonius da dietro la tenda, credendo che fosse Claudius; quando scampa il piano di Claudius di farlo uccidere in Inghilterra e manda consapevolmente Rosencrantz e Guildenstern verso una morte che era stata progettata per lui; e infine quando uccide Claudius senza esitazione nel mezzo di un duello. Cos’è dunque che lo sottrae dal portare a termine il compito assegnatogli dal fantasma del padre?

Secondo Freud, Hamlet è capace di fare qualsiasi cosa, tranne che prendere vendetta sull’uomo che ha ucciso suo padre e di conseguenza preso il suo posto a fianco della madre – uomo che realizza al posto suo i suoi desideri infantili repressi. Dunque il disgusto che dovrebbe spingerlo a vendicarsi viene sostituito dalla consapevolezza che egli stesso non è migliore del peccatore che vuole punire. Freud rilegge dunque la vicenda di Hamlet collegandola al complesso di Edipo e quindi considerando il protagonista come un isterico. Inoltre Freud vede Hamlet come un’autobiografia del dolore di Shakespeare per la morte di suo padre. Proprio come "Hamlet" ha a che fare con la relazione di un figlio con i propri genitori, "Macbeth" ruota attorno al concetto della steriltà, della mancanza dei figli.

Suicidio

Il suicidio è un tema importante in Hamlet. L’opera tratta il tema del suicidio da un punto di vista morale, religioso e estetico, in particolare con due importanti dichiarazioni di Hamlet a riguardo:

  • Primo soliloquio: A causa dei recenti avvenimenti (morte del padre, matrimonio della madre con Claudius) Hamlet afferma che la sua carne è contaminata, e pensa dunque al suicidio. Ha una vera e propria crisi e paragona la sua casa, ma in generale il paese, a un giardino in cui sono cresciute le erbacce. Parla del padre dicendo che era un buon re e che amava sua moglie, ma lei non aveva nemmeno smesso di piangere la sua morte quando si è risposata, secondo Hamlet troppo velocemente. Utilizza inoltre l’espressione "incestuous sheets" per riferirsi al loro matrimonio, perché Claudius è il fratello del padre di Hamlet.
  • Quarto soliloquio: È il soliloquio più famoso di Hamlet in cui riflette sul suicidio, considerando la morte come una via d’uscita. Con l’espressione "to be or not to be" Hamlet si riferisce al dubbio tra vivere o non vivere, e si chiede se sia meglio soffrire o contrastare i problemi. La sua preoccupazione riguardo al suicidio è il dubbio su cosa succederebbe dopo. La vita è una serie di problemi mentre la morte è una cosa da desiderare ardentemente, ma c’è il rischio di essere tormentati dagli incubi per sempre (come è successo al padre di Hamlet, che è stato ucciso nel sonno e non ha dunque avuto la possibilità di confessare i suoi peccati). Per lui pensare di vivere una lunga vita è una sofferenza, perché nessuno vuole sopportare cose come oppressioni, atteggiamenti offensivi, amori rifiutati o i ritardi della legge. La morte è un paese sconosciuto, da cui nessun viaggiatore fa ritorno, e la paura di cosa c’è dopo la morte confonde la volontà: per questo preferiamo sopportare i mali della vita, che già conosciamo. Questa presa di coscienza ci rende codardi. Questo discorso si ricollega alla sua incapacità di agire, in quanto la sua "tragic flaw" è proprio la procrastinazione. Il tema religioso è importante in quest’opera e infatti in questo soliloquio troviamo rappresentata la visione cristiana della vita e della morte, secondo cui il suicidio è visto come un atto sbagliato.

Il suicidio è anche il modo in cui muore Ophelia, anche se viene descritto come un annegamento, e la morte di cui Horatio desidera morire non appena Hamlet muore. Egli vorrebbe infatti morire come un antico romano, secondo cui il suicidio era qualcosa di eroico e una morte onorevole.

Ruolo dei soliloqui

I soliloqui sono dei discorsi introspettivi, solitamente in versi liberi, che avvengono quando il personaggio è da solo sul palco. Sono usati dall’autore per rivelare i pensieri più profondi un personaggio. Infatti ciò che attira di più il pubblico non è tanto la trama ma la co...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

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