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Laserterapia

Appunti di Riabilitazione veterinaria sulla laserterapia basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Rasola, dell’università degli Studi di Teramo - Unite, facoltà di Medicina veterinaria, Corso di laurea in tutela e benessere animale. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Riabilitazione veterinaria docente Prof. M. Rasola

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4

Monocromaticità: le onde emesse possiedono tutte la stessa

 lunghezza, caratteristica del mezzo attivo che lo ha prodotto. È

specifica di ogni apparecchio

Coerenza: tutti i fotoni escono in fase tra loro, interferendo

 costruttivamente per determinare un aumento dell’intensità di

radiazione

Direzionalità: la luce laser è emessa in una sola direzione

 Potenza media: indica la potenza media durante il funzionamento

 Potenza di picco: rappresenta la potenza massima raggiungibile da un

 singolo impulso laser

Durata dell’impulso: p il tempo di emissione del laser

 Energia: è la potenza erogata nel tempo. E= P x t

 Energia totale : quantità di luce che viene somministrata nel tempo

 totale di ogni esposizione

Densità di energia: è l’energia per unità di superficie

Quindi l’effetto di un laser sui tessuti dipende dalla lunghezza d’onda e dalla

potenza. Le interazioni tra laser e tessuto biologico sono determinate sia

dalle proprietà fisiche del laser sia dalle proprietà fisiologiche del

tessuto. Lo spessore del materiale influisce determinando una riduzione

dell’intensità della radiazione. È importante sapere:

- Luce riflessa: i raggi tornano al mezzo dal quale provengono con un

angolo pari a quello di incidenza

- Luce rifratta: i raggi possono penetrare, subendo una variazione della

traiettoria di incidenza dovuta alla differente densità del mezzo e al

diverso indice di rifrazione

- Luce trasmessa: i raggi sono trasmessi, se sono in grado di

attraversare il mezzo senza subire alterazioni

- Luce diffusa: i raggi possono collidere con gli atomi o le molecole del

mezzo e quindi deviare il proprio cammino ottico, oppure possono

essere assorbiti

La lunghezza d’onda, la potenza e il tempo di esposizione alla luce laser

influenzano l’assorbimento della radiazione luminosa, determinando una

diversa energia termica.

Esempi

Con un vecchio macchinario:

Apparecchio laser da 250mW = 0,250W

x sec.

0,250W=1J/ sec.)=1J

(0,250mW)(x

sec.=1J/0,250W

X Sec

X=4

Immaginiamo che la potenza massima sia di 0,25 W/cm2, e immaginiamo che il

voltaggio, il dosaggio, che devo somministrare io sia 1 J/cm2. Dato che

l’apparecchio eroga 0,25 al secondo, io ho bisogno di 4 secondi per veicolare il mio

dosaggio che ho deciso essere in J. In pratica sarebbe 0,25x4, perché ho una

potenza di 0,25 W al secondo, quindi mi servono 4 secondi per arrivare a 1J;

oppure posso calcolarlo 1/4, dipende da come si vede.

Con un nuovo macchinario:

Ho una macchina che eroga 1 J/cm2, 1W. Se io devo mettere questo dosaggio,

quanto impiegherò in secondi? 1 secondo

Se io avessi una macchina che eroga 2W e ho lo stesso dosaggio per la stessa

 superficie, perché stiamo parlando solo di un cm, quanto tempo ci metto a dare

1J? Mezzo secondo 5

Con una macchina che eroga 4W, sempre 1J devo somministrare, sempre 1cm2

 l’area che devo trattare, quanto tempo impiegherò? Un quarto di secondo, 0,25.

Con i nuovi macchinari a 12W le terapie durano circa 2 minuti, quindi vuol dire che la

laserterapia viene usata spesso come coterapia.

CLASSIFICAZIONE

• Classe 1 (Laser Esente):

Non pongono problemi anche per osservazione diretta prolungata del fascio in quanto

o intrinsecamente sicuri o sicuri per il loro progetto tecnico.

Esempio: lettore laser codice a barre del supermercato

• Classe II:

Sono i così detti laser a bassa potenza che emettono nel visibile e che possono

funzionare in continuo (con potenza non superiore a 1 mW) o ad impulsi;

l'osservazione diretta del fascio non è pericolosa purché sia conservato il riflesso

palpebrale che, consente un'interruzione dell'irraggiamento della cornea in un tempo

inferiore a 0.25 secondi.

Esempio: puntatori laser non sono pericolosi nella misura in cui hai il riflesso e

chiudi quando ti ferisce perché da fastidio, superiore a 0,25 secondi potrebbe causare

ferite alla cornea

• Classe III A (medium power laser)

Medium Power Laser Sono compresi in questa classe i laser con emissione nel visibile

e una potenza in uscita fino a 5mW. Possono emettere radiazioni sia nel campo del

visibile che in quello del non visibile e i loro fasci non sono pericolosi se osserva:

direttamente in maniera non continua, mentre lo possono diventare se si utilizzano

strumenti che amplificano e concentrano il fascio ottico (quali microscopi, binocoli,

ecc.).

Il prof dice che da questo livello in poi sono pericolosi

• Classe III B:

Appartengono a questa classe i laser e i sistemi l che non superano i limi: di potenza

massima in continuo di 500mW.

L'esposizione diretta al raggio ad occhio nudo è pericolosa; non è invece pericolosa la

luce diffusa.

• Classe IV:

A questa classe appartengono tutti i laser e sistemi laser che superano i limi: della

classe III B, che hanno quindi in genere una potenza superiore a 500mW.

Sono in grado di provocare danni agli occhi ed alla pelle anche per esposizione a fascio

diffuso oltre che diretto. Possono costituire anche un pericolo d'incendio.

Esempio: Laser industriali e chirurgici tra 30 e 100W. Terapeutici da 1 a 15W

I DOSAGGI TERAPEUTICI CONSIGLIATI

2

Patologia acuta (entro 24 ore) 2J/cm

2

Subacuta (da 24 a 72 ore) 3/5 J cm

2

Cronica 5/8 J cm

Il laser è luce, la luce è energia e l’energia produce calore

In fase acuta poco laser perché organismo produce calore, infatti utilizzo la crioterapia

Esempi:

Ho un apparecchio di 1J, su 1cm2. Dobbiamo dare 2 J/cm2, quanto tempo ci

 metto?

Effetti terapeutici:

Effetto antiinfiammatorio

 6

Effetto analgesico

 Effetto biostimolante

 Effetti sul microcircolo

 Effetto placebo

Area da trattare

Esempi:

Abbiamo una superficie di 40 cm2, parliamo di un doberman che dobbiamo

 trattare per una fase acuta 2 J/cm2. L’apparecchio che abbiamo è di 1 W, di

quanto tempo abbiamo bisogno? 80 secondi

80 perché 40x2.

Se invece il dosaggio fosse di 10 J/cm2 e abbiamo una macchina che eroga 1

 J/cm2 e la superficie sempre di 40 cm2, quanto tempo? 400 secondi, quindi

circa 6,30 minuti, perché per passare dai secondi ai minuti devo dividere per 60.

Alcuni di questi apparecchi hanno la possibilità di dare:

Luce continua: ha effetto più stimolante, ma bisogna passare rapidamente, se

 ci si ferma si brucia;

Luce pulsata: ha un effetto antalgico, ovviamente avendo una fase on e una

 fase off non va a sovraccaricare, quindi magari è utilizzato su una cronica;

Impulso singolo: in genere ha correlato la frequenza, e la frequenza della luce

 è correlata, come in tutte le altre, alla profondità, più è grande la frequenza, più

è piccola la profondità (1MegaH con l’ultrasuono arriva molto più profondo).

PUNTI CHIAVE PER L’UTILIZZO DEL LASER

1. Tricotomia: il pelo è sempre un impedimento

2. Misurare l’area da trattare

3. Determinare dose

4. Determinare il tempo in base all’ apparecchio utilizzato

5. Aumentare il dosaggio del 25% per pelli scure, anche se sarebbe meglio non usarlo

su pelli scure, perché assorbendo di più la pelle, la profondità con cui raggiungo il

bersagli risulta essere minore, la luce si disperde tutta nei primi strati

6. Mettere protezioni occhiali: all’operatore, al cane e al proprietario. Se il cane non ha

gli occhiali va bendato con un asciugamano, o in altro modo

7. Mettere il laser perpendicolare all’area da trattare: perché se metto la luce rispetto

ad uno schermo si crea la riflessione da rifrazione, entrambe vanno a deviare per

incidenza i raggi, quindi non ci vanno, non solo non ci vanno, ma vanno anche in giro.

Quindi, manipolo e puntatore perpendicolari e a contatto. Se parlo di una ferita

chirurgica che non posso andare a contatto, comunque mi tengo vicino e

perpendicolare.

Tutelare il paziente, il proprietario e se stessi

Ovviamente è importante detergere la pelle prima del trattamento.

EFFETTO SUI TESSUTI

Un po’ di luce viene riflessa …

Un po’ viene rifratta quindi deviata

Un po’ assorbita dalle cellule e tessuti :

Aumento attività enzimatica

Aumento sintesi proteine

Aumento produzione ATP e quindi del metabolismo

Aumento microcircolo e apporto nutrienti

Effetto antalgico e biostimolante e antinfiammatorio

Anche qui l’elemento chiave è l’aumento di produzione di ATP, l’effetto che ha questa

luce a livello di mitocondri è quello di aumentare la produzione di ATP, unito ad una

vascolarizzazione maggiore dettata dal calore e dalla luce stessa, alla velocità

enzimatica che aumenta, abbiamo una sintesi di proteina, processi riparativi e quindi

di conseguenza riduzione del dolore e capacità rigenerante ed effetto

antinfiammatorio.


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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in tutela e benessere animale
SSD:
Università: Teramo - Unite
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher consuelo.dantonio081296 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Riabilitazione veterinaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Teramo - Unite o del prof Rasola Michele.

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