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Metodiche riabilitative speciali-Kaltenborn-Songini e Pedrazzini

10.01.2017 Renata Songini, Elena Pedrazzini (Lezione Teorica)

Esame: teorico e pratico: non chiedono il gomito, ma sì tutto il resto. Sono importantissime le posizioni!

Introduzione al metodo Kaltenborn-Evjenth

È un metodo di terapia manuale, ma non è l’unico. Va integrato con altre metodiche complementari.

La terapia manuale ortopedica (OMT) è l’esame e il trattamento dei disturbi e delle funzioni dell’apparato

locomotore, cioè dei sintomi, della mobilità alterata e dei cambiamenti tissutali.

L’obiettivo è il ripristino della massima funzione del sistema articolare neuromuscolare libera dal dolore.

L’associazione IFOMT è stata fondata nel 1974 e ha lo scopo di divulgare la terapia manuale ortopedica.

Essa prevede l’esame, il trattamento e la rivalutazione.

La OMT è una specializzazione della fisioterapia per la gestione delle condizioni neuro-muscolo-scheletriche.

Comprende anche l’evidenza scientifica e clinica a disposizione, come anche la cornice biopsicosociale di ogni

pz (dolore, stress, sfera emotiva, comportamento da dolore).

Il metodo Kaltenborn-Evjenth consta di una parte iniziale di esame: bisogna capire qual è la disfunzione

sometica che ha il pz. È importante conoscere anche le controindicazioni: questi pz non possono essere

trattati. Bisogna anche capire come il pz vive la patologia, che aspettative ha del trattamento.

La disfunzione somatica sono i sintomi, cambiamenti della mobilità e alterazioni tissutali e conseguenze su

altri sistemi.

L’importante è l’abbandono del metodo ipotetico-deduttivo e l’introduzione del ragionamento clinico.

La valutazione può evolvere in un secondo momento in base alla causa.

Fare ragionamento clinico significa ragionare consapevolmente sul processo clinico. È un insieme di

ragionamenti che inducono a una decisione che il terapista fa durante l’esame e il trattamento.

Il ragionamento clinico rende coscienti i propri processi di pensare durante il lavoro clinico. Questi sono

valutati ed analizzati criticamente affinché le conoscenze vengano migliorate.

È un’esaminazione critica e necessita di una valutazione specifica. Questo è un po’ in contrapposizione con

la logica dei protocolli.

L’esame si conclude con la diagnosi funzionale che mette in correlazione la disfunzione del sistema

locomotorio con i sintomi. 68

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L’esame è articolato e si compone di:

1-sintomi del pz.

2-esame orientativo: consente di capire il problema e la sede.

-indicazioni e controindicazioni: patologie serie, problema meccanico serio, controindicazioni per i

movimenti ampi (arteria vertebrale +).

-attualità dei sintomi/dolore: durata (acuto<6sett; subacuto 6-12sett; cronico>12sett) e frequenza

(continuo, intermittente-quotidiano, episodico-raro o frequente).

-gestione del dolore del pz: positivo, negativo, incerto.

-localizzazione dei sintomi: bisogna fare test per differenziare le componenti e capire quale incide di

più sul sintomo (prima si fa arrivare il pz alla soglia del sintomo, poi si toglie stress ad un’articolazione alla

volta: se ne blocca una e si muove l’altra, poi viceversa e vedo cosa cambia).

-valutazione generale delle articolazioni vicine: se un’articolazione è ipermobile, quella vicina

probabilmente è ipomobile (es: in caso di tratto lombare troppo mobile, probabilmente ci sono anca/tratto

dorsale ipomobili).

-valutazione generale del pz: farsi dire anche i trattamenti che ha eseguito in precedenza.

-attese del pz e idee sulla causa del problema.

3-esame specifico: si analizza il problema, cioè la sede causa di disfunzione.

-mobilità: ipermobile, normale, ipomobile. Si capisce valutando i movimenti rotatori e traslatori. I

parametri di valutazione sono la qualità, quantità e la sensazione finale.

-struttura responsabile del dolore: articolare, muscolare, neurale, connettivale, cicatrici. Bisogna fare

movimenti traslatori, test muscolari, neurali e angiologici per capirlo.

-fattori che influenzano e causano il problema: articolazioni vicine, schema di movimento e postura,

condizioni di vita e lavoro, situazione psico-socio-professionale.

-ICF: livello della lesione, delle attività e della partecipazione. Si valutano le conseguenze della

patologia nella vita del pz.

4-conclusioni.

5-progetto di trattamento: quindi si ha un’ipotesi sul problema, su questa base si pianifica un trattamento di

prova e in base all’esito si può fare la diagnosi fisioterapica.

Il trattamento di prova non deve aggravare i sintomi.

Se non si ha miglioramento, bisogna rivalutare l’esame e quindi partire di nuovo dall’inizio.

Se si ha il miglioramento, l’ipotesi è confermata, quindi la diagnosi fisioterapica è corretta, si imposta il

trattamento e si farà una rivalutazione. Diagnosi

Ipotesi

SI’ Impostare il

fisioterapica

confermata trattamento

corretta

Miglioramento Rivalutare

Rivalutare

NO 69

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La chinesiologia si compone di:

-osteocinematica: movimento delle ossa nello spazio.

L’osteocinematica tratta le rotazioni: un osso ruota attorno ad un asse meccanico. Ci sono movimenti:

-anatomici: semplici, su un solo asse, quasi mai eseguiti nel quotidiano, ma eseguiti durante la

valutazione.

-funzionali: composti, su più piani anatomici, eseguiti nel quotidiano.

-associati: combinazione di movimenti su più piani ma di una sola articolazione. Esempio: nel

ginocchio ci sono estensione e rotazione esterna associate.

-artrocinematica: analizza i movimenti reciproci delle superfici articolari durante il movimento.

L’artrocinematica analizza vari movimenti, essenziali nella terapia manuale:

-rotolamento: movimento in cui un nuovo punto di una superficie viene a contatto con un solo punto

sull’altro capo articolare (es: ruota della bici). Le superfici non sono congruenti e la superficie articolare ruota

sempre nella stessa direzione in cui si muove l’osso nello spazio.

-scivolamento: lo stesso punto di una superficie entra in contatto con nuovi punti sull’altro capo

articolare (es: slitta). Le superfici possono essere anche congruenti, e segue la regola del concavo-convesso

di Kaltenborn: nel movimento del capo articolare convesso avviene uno scivolamento della superficie

articolare in senso contrario; nel movimento del capo articolare concavo avviene uno scivolamento della

superficie articolare nello stesso senso. Quindi: se la superficie (che si muove) è convessa si ha lo

scivolamento in senso contrario (es: spalla); se la superficie è concava si ha lo scivolamento nello stesso senso

(es: tibia-nel ginocchio).

Quando c’è troppo rotolamento a discapito dello scivolamento si ha lassità legamentosa.

Tanta congruenza: molto scivolamento (es: anca).

Poca congruenza: molto rotolamento (es: ginocchio).

-gioco articolare: comprende:

-trazione è l’allontanamento di una superficie

perpendicolarmente al piano di trattamento rispetto alla

superficie articolare opposta.

-compressione è lo stesso ma con l’avvicinamento,

cioè la spinta di una superficie articolare verso quella opposta

in direzione perpendicolare rispetto al piano di trattamento.

-scivolamento è il piccolo spostamento di una

superficie articolare parallelamente al piano di trattamento

rispetto alla superficie articolare opposta.

Il piano di trattamento è un piano immaginario tra le superfici articolari, perpendicolare rispetto a una linea

che si estende dall'asse di rotazione fino al centro della superficie di contatto dei due capi articolari. Cambia

in ogni direzione articolare: di solito è quello tangente alla superficie concava.

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Le posizioni articolari possono essere:

-posizione zero: quella di riferimento per la misurazione angolare del movimento.

-posizione di riposo: quella in cui vengono esaminati i movimenti traslatori ed eseguita la trazione e lo

scivolamento antalgici nel trattamento. Si definisce per ogni articolazione e varia in caso di patologia perché

cambia la t

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Scienze mediche MED/48 Scienze infermieristiche e tecniche neuro-psichiatriche e riabilitative

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Valien di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodiche e tecnologie in riabilitazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Songino Renata.
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