Il quadrato di Punnet
Il quadrato di Punnet
Sulla base di questi e altri esperimenti Mendel enunciò il modello che da lui prende il nome (modello mendeliano) articolato su quattro principi fondamentali (il quarto è la legge della segregazione). Il primo principio prevede che “versioni alternative dei geni (alleli) siano responsabili della variabilità di un carattere”. Il secondo principio afferma che “un organismo eredita due alleli per ogni carattere e che ogni allele proviene da ciascun genitore”; quindi quando si formano i gameti, gli alleli di un gene segregano (si separano) indipendentemente dagli alleli di un altro gene (legge dell’assortimento indipendente). Nel terzo principio si afferma che “qualora gli alleli di un determinato locus siano diversi, uno di essi (allele dominante) determina l’aspetto esteriore di un organismo, mentre l’altro (allele recessivo) non esercita effetti visibili sulle caratteristiche dell’organismo”. Il quarto ed ultimo principio è la famosa legge della segregazione che afferma che “i due alleli di ciascun carattere segregano (si separano) nel corso della formazione dei gameti, distribuendosi in gameti diversi”; per cui ogni cellula uovo e ogni spermatozoo ricevono solo uno dei due alleli presenti nelle cellule somatiche dell’individuo che li ha prodotti.
Da Mendel in poi la genetica ha fatto passi da gigante e utilizza una terminologia particolare. Se un organismo possiede una coppia di alleli identici per un determinato carattere, esso viene definito omozigote per il gene che codifica questo carattere. Mentre se un organismo presenta una coppia di alleli differenti per un determinato carattere viene definito eterozigote. Per ciò che attiene l’aspetto esteriore di un organismo si distingue: il fenotipo, che fa riferimento all’aspetto esteriore, mentre con genotipo ci si riferisce alla sua composizione genetica.
Da Mendel in poi la genetica ha fatto passi da gigante e utilizza una terminologia particolare. Se un organismo possiede una coppia di alleli identici per un determinato carattere, esso viene definito omozigote per il gene che codifica questo carattere. Mentre se un organismo presenta una coppia di alleli differenti per un determinato carattere viene definito eterozigote. Per ciò che attiene l’aspetto esteriore di un organismo si distingue: il fenotipo, che fa riferimento all’aspetto esteriore, mentre con genotipo ci si riferisce alla sua composizione genetica.
Anche gran parte dei caratteri umani vengono ereditati, in forma complessa e tuttavia alcuni di essi sono determinati da una semplice eredità di tipo dominante-recessivo; basti pensare che il carattere iride pigmentato (colorato) degli occhi domina su quello “occhi azzurri” (assenza di pigmento). Su queste basi mendeliane è possibile anche prevedere il tipo di discendenti, ovvero il genotipo dei figli: secondo lo schema chiamato quadrato di Punnet (dal nome del genetista inglese), dove nelle colonne sono posti i tipi di gameti maschili (con i possibili alleli nei gameti di uno dei genitori), nelle righe i tipi di gameti femminili (con i possibili alleli dell’altro genitore). (fig. 2.19) Con il quadrato è possibile definire i genotipi dei figli (F2) di due genitori eterozigoti.
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