L’evoluzione del metodo geoelettrico in corrente continua
Dai sondaggi 1D alle tomografia 4D time-lapse
Introduzione: la prospezione geoelettrica e i suoi impieghi.
1. Principi di fisica su cui si basa la geoelettrica c.c.
2. Breve illustrazione della tecnica 1D
3. Tomografia elettrica 2D
3.1. Strumentazioni utilizzate
(descrizione dello sviluppo tecnologico dei resistivimetri)
3.2. Acquisizione dei dati
(descrizione delle tecniche di rollalong, delle configurazioni elettrodiche
utilizzate, dell’ottimizzazione delle sequenze di acquisizione)
3.3. Elaborazione dei dati
(pre-processing, filtraggio, eliminazione degli outliers)
3.4. Inversione dei dati
(presentazione e sviluppo di differenti algoritmi di inversione)
4. Tomografia 3 D
(problematiche legate all’acquisizione con molti più canali ed elettrodi, ai
cavi, all’interpretazione da un set molto più grande di misure)
5. Monitoraggio geoelettrico mediante tomografie time-lapse
(tomografie elettriche ripetute per intervalli di tempo successivi per monitorare la
variazione della resistività del terreno, ad es. legata a variazioni di salinità o di
saturazione delle falda idrica, a diffusione di inquinanti, a prove di pompaggio, ecc.)
6. I software di inversione più diffusi
6.1. e RES3DINV
6.2. EarthImager 2D e 3D
7. Campi di applicazione della geoelettrica
7.1. Esplorazione mineraria
7.2. Idrogeologia
7.3. Ingegneria
7.4. Ambiente
7.5. Agricoltura
7.6. Archeologia e Beni culturali
7.7. Ambiente marino
8. Sviluppi più recenti e problematiche particolari
8.1. Tomografia elettrica cross-hole
8.2. Sistemi di acquisizione mobili ed elettrodi capacitivi
8.3. Elettrodi non convenzionali (p.es. elettrodi medici, piastrine su pavimenti e
muri)
8.4. Sistemi di monitoraggio automatico
8.5. Ottimizzazione di sequenze di acquisizione
9. Case histories
9.1. Caso Tarragona (ritrovamento fondamenta tempio Romano)
9.2. Caso Petrosino (STUDIO CUNEO D INTRUSIONE MARINA Ocillazione
stagionale liv. Di falda)
9.3. Caso Rovereto (controllo tasso di sostanze tossiche presenti nel terreno)
9.4. Cattedrale di Agrigento (studio a supporto rischio idrogeologico studio di
stabilità versante e controllo livello di falda.)
10. Conclusioni e tendenze future
11. Bibliografia INTRODUZIONE
In questa tesi, di tipo compilativa, viene esposta la storia dell’evoluzione di una delle
1
metodologie più antiche e più utilizzate nell’esplorazione del sottosuolo e che fa parte
delle prospezioni della Geofisica applicata (studio della terra mediante misure fisiche
effettuate sulla superficie, principalmente rivolto alle applicazioni economiche e allo
2
sfruttamento delle risorse naturali ). La trattazione riguarderà gli sviluppi della
prospezione Geoelettrica proponendo, prima di tutto, un'illustrazione dei princìpi
fisici di questi sondaggi con excursus sulle indagini 1D e 2D, sino ad arrivare alla
Tomografia 2 D e 3D ed alle nuove tecnologie ed ai nuovi softwares adoperati per
l’acquisizione ed elaborazione dei dati .
I metodi geoelettrici sono sondaggi non invasivi e consistono nella determinazione
sperimentale della distruzione della resistività (attitudine di un materiale ad
3
opporre resistenza al passaggio delle cariche elettriche) e di linee equipotenziali che
caratterizzano le strutture elettriche del sottosuolo.
Tale distribuzione dipende da alcuni fattori intrinseci delle rocce come la litologia, il
grado di compattazione e quindi dalla presenza di pori e di fratture che permettono la
circolazione di acqua, che, essendo ricca di ioni, permette il passaggio della corrente
elettrica, se per qualche motivo esistesse un campo elettrico.
Per eseguire un sondaggio geoelettrico si applica al terreno uno stendimento di
elettrodi, variabili per numero e per disposizione spaziale a seconda dal tipo di
indagine che si vuole fare (SEO o SEV o una tomografia 2D).
Per realizzare misure di resistività si utilizzano 2 elettrodi di corrente (chiamati
convenzionalmente C1 e C2) che, a contatto con il terreno, permettono l’immissione
della corrente elettrica. A distanza nota, attraverso altri due elettrodi di potenziale
(chiamati convenzionalmente P1 e P2), che sono collegati ad un Voltmetro, misurano
la differenza di potenziale (V).
1 Loke ,2013
2 Scesi ,Papini ,Gattinoni ,2001
3 Scesi ,Papini ,Gattinoni ,2001
Variando la posizione degli elettrodi varierà il valore della resistività e si otterranno
informazioni sul sottosuolo più o meno approfondite. Inoltre, in base al tipo di
indagine da eseguire, un ruolo fondamentale è rivestito dal tipo di sondaggio
utilizzato (Sondaggi 1D, 2D, 3D e time-lapses).
I sondaggi 1D sono monodimensionali e adottano il numero minimo di elettrodi (2
elettrodi di potenziale e 2 elettrodi di corrente) e possono essere:
• SEO (Sondaggi Elettrici Orizzontali) e ne fanno parte i sondaggi
Wenner e Dipolo – Dipolo, che valutano le variazioni di resistività orizzontale;
• SEO (Sondaggi Elettrici Verticali) o di Schlumberger, che tengono
conto delle variazioni verticali di resistività:
A partire dai dati acquisiti in termini di resistività apparente, è possibile ottenere un
modello della distribuzione delle resistività reale in profondità mediante l’uso di
programmi di inversione creati per tale scopo.
Nei sondaggi 2D e 3D, a differenza che in quelli 1D, vengono utilizzati da 16 a 48 e
più elettrodi, questi non vengono traslati lungo la linea di superficie e l'indagine non
viene più effettuata soltanto lungo la verticale ma anche lungo tutta una sezione
predefinita, ottenendo un'informazione bidimensionale o tridimensionale delle
caratteristiche elettriche del sottosuolo.
Come detto precedentemente, si utilizzano per elaborare i dati dei software di nuova
generazione ideati da Loke come RES. Infine, abbiamo i sondaggi 4D o meglio detti
in time-lapses che utilizzano la stessa tecnica del 2D e 3D nella quale, però, le
misurazioni vengono ripetutamente effettuate nel tempo; questa tecnica di
acquisizione viene spesso utilizzata nel monitoraggio di siti interessati dall’estrazione
4
di gas o nel monitoraggio dei movimenti di falde acquifere .
L’ultima parte del lavoro mostrerà le applicazioni dei diversi metodi in ambito
idrogeologico, geomorfologico e archeologico facendo anche riferimento ad alcuni
studi.
4 Loke, 2013
1. PRINCIPI BASE E GRANDEZZE FISICHE DELLA
GEOELETTRICA
Qualsiasi materiale (aria, acqua, roccia o sostanza organica), sottoposto ad un campo
elettrico, è in varia misura suscettibile al passaggio di corrente elettrica. Possibili
meccanismi di conduzione sono:
• conduzione elettrolitica: avviene per lento movimento di ioni all’interno di un
elettrolita e dipende essenzialmente dal tipo di ioni e dalla concentrazione
ionica;
• conduzione elettronica: avviene in mezzi che consentono un rapido movimento
di elettroni, ad esempio, nei metalli;
• conduzione dielettrica: avviene in materiali debolmente conduttivi (isolanti).
I metodi geoelettrici si basano sul principio che le variazioni litologiche e chimico
fisiche del sottosuolo influenzano il percorso delle linee di corrente, dunque,
misurando in superficie la differenza di potenziale (ΔV), è possibile risalire alla
resistività del terreno indagato. Per far ciò viene introdotta nel terreno la corrente
mediante l’uso di due elettrodi, normalmente dei picchetti di metallo conduttivo
collegati ad una batteria. In questo modo il flusso di corrente viaggia da un elettrodo
all’altro, cioè dal polo positivo al polo negativo attraversando il mezzo litologico,
generando un circuito elettrico.
Se il mezzo sottostante è uniforme, le linee del campo elettrico presentano circa lo
stesso andamento, mentre, se incontrano uno strato meno resistivo di quello
soprastante, si approfondiscono; viceversa, se incontrano uno strato più resistivo, si
appiattiscono.
La quantità di corrente elettrica che passa in un determinato punto del circuito,
nell’unità di tempo (Volt al secondo), è definita come intensità di corrente (I) e si
misura in Ampere (A).
Il rapporto tra differenza di potenziale e intensità di corrente costituisce la resistenza
del mezzo (formula (1)). L’unità di misura è l’Ohm:
R =ΔV/ I= Ω
La resistenza R di un mezzo sottoposto ad un campo elettrico, dipende comunque
dalle sue caratteristiche fisiche e geometriche.
Applicando ad un solido (figura 1), caratterizzato da una propria resistività elettrica ρ,
una differenza di potenziale, si verifica che, a parità di materiale, la resistenza
aumenta con l’aumento della lunghezza (L), mentre diminuisce con l’aumento della
sezione (A). Per quanto riguarda le caratteristiche fisiche, la resistività (ρ), che si
misura in Ohm m, descrive la capacità del materiale di opporsi al passaggio di
corrente. È un parametro da introdurre nel calcolo della resistenza (2), ovvero:
̸
R= ρ L A
La resistività ρ è un parametro indipendente dalla geometria del mezzo, ma
dipendente dalle caratteristiche fisiche, chimiche e dalla temperatura. La sua
grandezza inversa è la conducibilità (σ), misurata in S/m (Siemens/metro), che varia a
seconda delle rocce.
Figura1. Rappresentazione di un flusso di corrente che attraversa un mezzo. A) solido coinvolto al
passaggio di corrente elettrica; B) schematizzazione tipica di una resistenza. V= differenza di
potenziale; I=intensità di corrente; R= resistenza (ohm); L= lunghezza del mezzo attraversato; ρ=
5
resistività del materiale (Ω*m) .
Il tutto si rifà alle 2 leggi di Ohm:
5 Reynolds, 1997.
∆
V = R
I
1. L
=ρ ⋅
R A
2.
3. Dalla combinazione di queste 2 formule si ottiene:
I
ρ
∆ = ⋅ ⋅
V L
A
dove Il rapporto I/A definisce la densità di corrente J dalla quale deriva il concetto di
intensità di corrente:
∫
= ×
I J d A
S
Nell’integrale di superficie il prodotto tra i due vettori è un prodotto scalare e per
l’intensità di corrente si assume la definizione di flusso di J attraverso una superficie.
Fatta questa considerazione, la superficie A che compare al denominatore è una parte
della superficie equipotenziale definita nel conduttore dal campo elettrico.
Tornando al flusso di J, possiamo definire due condizioni per una superficie chiusa:
∫ × =
J d A 0
S
1.
∫ × ≠
J d A 0
S
2.
Il primo caso ci dice che nel volume racchiuso da A non ci sono sorgenti di carica J, mentre
viceversa il secondo contempla la condizione che nel volume racchiuso da A ci siano sorgenti
di J.
Applicando il teorema della divergenza (permette di trasformare un integrale di superficie in
integrale di volume) nell’equazione 1, si trasforma l’integrale di superficie chiusa in un
integrale esteso al volume racchiuso, quindi: ( )
∫ ∫
× = ⋅ =
J d
A div J dV 0
S V
e scrivendo il secondo membro in forma differenziale:
∇ ⋅ ⋅ =
J dV 0
∇ ⋅ =
J 0
questa equazione ci dice che nel volume considerato la divergenza della densità di corrente
risulta essere nulla, ed, applicando la legge di Ohm, si riscrive in termini di campo elettrico:
1 ∇E = 0
ρ
Ora, ricordando che in caso di campo conservativo il vettore campo elettrico si può esprimere
come gradiente del potenziale scalare V:
= − = −
∇
E gradV V
si sostituisce, ottenendo l’equazione di Laplace, o ‘equazione di continuità per i mezzi isotropi
ed omogenei’: 1 ∇ =
2
V 0
ρ
In questa equazione la resistività è una quantità scalare. Laddove, viceversa, la resistività varia
lungo le tre direzioni dello spazio, dovrà considerarsi come un tensore di rango 2 e
l’equazione si scriverà nel modo seguente:
∂ ∂ ∂
2 2 2
1 V 1 V 1 V
+ + = 0
ρ ρ ρ
∂ ∂ ∂
2 2 2
x y z
X Y Z
Proprietà elettriche di rocce e depositi
In base alla conducibilità, i materiali si dividono in conduttori, semiconduttori e
isolanti. Le rocce sono aggregati di minerali con legami molto forti, sono
intrinsecamente isolanti, cioè non vi sono cariche in grado di muoversi liberamente. Il
quarzo e le miche, ad esempio, sono ottimi isolanti, altri sono buoni conduttori come
la grafite e i metalli nativi ed altri ancora sono semiconduttori, quali alcuni ossidi e
solfuri metallici. Considerando le proprietà delle rocce, non ci si può limitare alle sole
caratteristiche chimico-fisiche, ma bisogna tenere conto di un insieme di fattori che
influenzano il comportamento del flusso elettrico all’interno di esse. Il primo e più
importante fattore da considerare è la presenza di acqua. Le rocce, sia coerenti che
incoerenti, presentano pori e spaccature che, se riempiti d’acqua più o meno ricca di
ioni, facilitano il passaggio di corrente in presenza di un campo elettrico applicato e
quindi diminuiscono la resistività del mezzo preso in considerazione. La porosità è
primaria quando è coeva con la litogenesi o con la deposizione (per i depositi), è
secondaria quando è determinata da fenomeni successivi alla formazione della roccia,
ad esempio tettonici, atmosferici, ecc. La porosità primaria è quella di interesse
idrogeologico e consiste nella presenza di pori intercomunicanti tali da creare la
continuità della soluzione di acqua e ioni, detta porosità efficace. Questa è la porosità
utile per la conduzione elettrica.
Un altro fattore che influenza la conducibilità elettrica di una roccia è la presenza di
materiale fine all’interno delle fratture. Considerando i depositi, un caso particolare di
riduzione di resistività è dato, ad esempio, dalla presenza di argille. Queste possiedono
forti capacità elettrostatiche dovute alla loro particolare struttura molecolare costituita
da sottili lamine sulla cui superficie si crea una debole carica negativa. L’acqua,
essendo un composto polare, subisce la forza elettrostatica esercitata dalle argille, che,
per distanze inferiori ai 10 Å, supera la forza di gravità permettendo l’adesione di un
film d’acqua su queste lamine d’argilla.
Anche la temperatura influenza il passaggio di corrente elettrica. Nelle rocce più è
elevata la temperatura minore è la resistività. La capacità delle rocce di condurre
corrente elettrica, dunque, siano esse coerenti o incoerenti, dipende da numerosi
fattori, quali la composizione mineralogica, la quantità di acqua in pori e fessure
(saturazione), il contenuto salino dell’acqua e la temperatura. La resistività di rocce e
depositi, in condizioni differenti, copre un’ampia gamma di valori, come si osserva in
tabella.
Tabella 1. Valori indicativi di resistività per alcuni materiali(Reynolds, 1997, modificata).
La legge di Archie (3) è una legge empirica che lega la resistività della roccia a diversi
fattori:
dove ρ = resistività del terreno ρw = resistività elettrica dell’acqua θ = porosità s =
grado di saturazione in acqua a,m,n = costanti 0,5< a < m < 2,5. Questa legge viene
usata principalmente per calcolare la resistività di un deposito incoerente, ad esempio
il terreno o d anche la roccia nel caso in cui si presenti molto fratturata.
2. SONDAGGI ELETTRICI MONODIMENSIONALI
Figura 2. Rappresentazione del sistema di acquisizione della resistività apparente atraverso un
6
quadripolo .
Le prime strumentazioni utilizzate per i sondaggi geoelettrici sono stati gli stendimenti
a tecnologia monodimensionale. Si dicono monodimensionali perché si ricostruisce
l‘andamento della resistività lungo una linea di direzione. Gli stendimenti per questi
sondaggi sono composti essenzialmente da: 2 elettrodi di corrente che chiameremo C1
e C2, 2 elettrodi di potenziale P1 e P2, i cavi per collegare gli elettrodi alle
apparecchiature, il generatore di corrente ovvero una batteria da e il ricevitore –
trasmettitore (Fig.2).
I sondaggi elettrici si suddividono in:
• Sondaggi Elettrici Orizzontali (SEO) che comprendono i metodi Wenner
(α,β,γ), gli stendimenti polo- polo, polo – dipolo, dipolo-dipolo assiale e il
metodo del rettangolo e del quadrato. Nei SEO la spaziatura tra gli elettrodi
viene mantenuta costante;
• Sondaggi Elettrici Verticali (SEV), ovvero il metodo di Schlumberger in cui
l’intero allineamento viene allargato aumentando la spaziatura di un valore
congruo con la profondità da indagare.
6 Seidel e Lange, 2007
In comune hanno il procedimento, cioè acquisiscono una serie di misure di resistività
spostando una parte degli elettrodi (asimmetrico) o l’intero blocco (simmetrico) lungo
un profilo, utilizzano le stesse componenti elettrodiche disposte in maniera differente
e la profondità che la corrente può raggiungere dipende dalla posizione degli elettrodi
A e B ed è pari a 1/3 della loro distanza e proprio grazie a queste analogie queste
tecniche si possono utilizzare combinate tra di loro e hanno dato origine ai sondaggi
2D che ne approfondiremo nel prossimo capitolo.
Sondaggio elettrico orizzontale
Il Metodo Wenner α
Il dispositivo Wenner α è caratterizzato dal fatto che gli elettrodi di potenziale sono
posti al centro degli elettrodi di corrente e la distanza tra i var
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