Capitolo IV – Graffi / Scalise: I suoni delle lingue: fonetica e fonologia
Introduzione ai suoni linguistici
Ogni lingua ha:
- Un inventario di suoni che funzionano linguisticamente: i fonemi
- Un insieme di regole per combinare insieme i fonemi in sillabe e in parole
- Un insieme di regole fonologiche che danno conto dei modi in cui i diversi fonemi s’influenzano fra di loro
- Regole che definiscono il funzionamento dell’accento, dell’intonazione, della lunghezza e dei toni
Fonetica
La fonetica è lo studio dei suoni che gli uomini usano in varie combinazioni per comunicare e si distingue in:
- Fonetica articolatoria, che descrive e studia il processo di produzione dei suoni linguistici
- Fonetica acustica, che descrive e studia la consistenza fisica dei suoni e la loro propagazione attraverso un mezzo, di solito l’aria
- Fonetica uditiva, che descrive e studia i processi di percezione dei suoni linguistici
L’unità di studio è il fono.
Fonologia
La fonologia si occupa dell’unità linguistica dei suoni. L’unità di studio è il fonema, la minima unità astratta distintiva ma non significativa. È un’unità minima in quanto non può essere scomposta e astratta perché si realizza in foni, rumori del linguaggio articolato, realizzazioni concrete.
Fondamentale nello studio della fonetica è la conoscenza dell’apparato fonatorio. Un suono è prodotto dall’aria che viene emessa dai polmoni, sale lungo la trachea, attraversa la laringe (corde vocali), giungendo così alla cavità orale; durante questo processo, tramite l’innalzamento del velo palatino può essere esclusa o attivata la cavità nasale – se il velo palatino si indietreggia chiudendo la comunicazione tra faringe e cavità nasale, ovvero suoni orali; mentre se il velo resta inerte, l’aria fuoriesce dalla cavità nasale avendo così suoni nasali.
Obiettivi della fonologia
In particolare, la fonologia cerca di scoprire:
- Quali sono i fonemi di una data lingua
- Come i suoni si combinano insieme in una data lingua
- Come i suoni si modificano in combinazione
Classificazione dei suoni
Per classificare un suono si usano tre parametri:
- Modo di articolazione: i vari assetti (posizioni) che gli organi assumono nella produzione di un suono
- Punto di articolazione: ognuno dei diversi punti del tratto vocale in cui il flusso d’aria necessario per produrre un suono può essere modificato (labbra, denti, alveoli, palato, faringe, ecc.)
- Tratto di sonorità: è data dalle vibrazioni delle corde vocali; se queste vibrano si produce un suono sonoro, se non vibrano, un suono sordo
Alfabeto fonetico internazionale (IPA)
La differenza tra astratto e concreto nasce con la teoria della fonologia di Praga. Inoltre, i fonemi sono numerabili e vengono rappresentati tra parentesi oblique / /, mentre i foni sono infiniti e vengono rappresentati tra parentesi quadre [ ]. I concetti di fono e fonema sono stati, poi, estesi a quelli di morfo e morfema.
Classi di suoni
I suoni possono essere divisi in tre classi maggiori:
- Vocali: nella loro produzione, l’aria non incontra ostacoli, fuoriesce liberamente. Le vocali sono normalmente sempre sonore.
- Consonanti: l’aria viene momentaneamente bloccata (es. [b]) o deve attraversare una fessura molto stretta (es. [f]). Le consonanti possono essere sia sorde che sonore. Le consonanti sonore vengono prodotte quando le corde vocali entrano in vibrazione, le consonanti sorde, quando prodotte, non comportano alcune vibrazioni, sono dunque rumori.
- Semiconsonanti: condividono proprietà sia con le vocali (sono articolate come delle vocali) sia con le consonanti (es. non possono costituire il nucleo di una sillaba).
Un’altra classificazione distingue tra:
- Suoni sonoranti: tutti sonori, vocali, semivocali, c. liquide e nasali
- Suoni ostruenti: tutti gli altri suoni
Vocali dell’italiano
Sistema eptavocalico (triangolo vocalico)
I parametri per classificare le vocali sono:
- Altezza della lingua: avanzamento o arretramento della lingua
- Arrotondamento o meno delle labbra: la realizzazione di questi movimenti in modo teso o rilassato.
In base alla posizione verticale della lingua avremo vocali basse, medio-basse, medio-alte ed alte; in base ai movimenti. In base alla posizione orizzontale della lingua avremo vocali centrali, anteriori e posteriori; in base alla posizione.
In teoria una vocale potrebbe apparire in qualsiasi posizione, ma in realtà, si considerano solamente quelle dette vocali cardinali, ovvero quelle che si trovano in tensione; permettono di avere differenze tra l’una e l’altra, sono più facilmente percepibili.
In totale esistono 12 vocali, che però non sono rappresentate in tutte le lingue. In italiano è presente un sistema vocalico tonico dotato di 7 vocali: le vocali alte / medio-alte sono anche dette chiuse / semi-chiuse, mentre quelle basse / medio-basse sono dette aperte, semi-aperte.
Esiste anche un sistema vocalico atono (Sicilia) che presenta 5 vocali. Inoltre, le labbra possono essere: neutre nella produzione di vocali centrali (a), ritratte nella produzione di vocali anteriori (ε e i) e arrotondate nella produzione di vocali posteriori (o aperta e u). Esistono anche le cosiddette vocali turbate, ovvero le vocali anteriori che però presentano caratteristiche di quelle posteriori: le u / eu francesi.
Consonanti dell’italiano
Le consonanti dell’italiano sono classificate per modo di articolazione:
- Occlusive: occlusione momentanea dell’aria e successiva «esplosione». Sono dette anche momentanee o esplosive.
- Fricative: l’aria passa attraverso una fessura stretta producendo una certa «frizione». A differenza delle occlusive, le fricative sono suoni che si possono prolungare nel tempo e dunque si chiamano anche «continue». Nelle fricative l’aria produce una frizione molto forte (che invece nelle approssimanti è assai più debole e perciò vi è una diversa impressione sonora che fa classificare questi due tipi come modi di articolazione distinti).
- Affricate: iniziano con un’articolazione occlusiva e terminano con un’articolazione fricativa: l’occlusiva e la fricativa che compongono l’affricata sono chiamate omorganiche e devono anche essere sia sorde che sonore: non si può avere un’affricata composta da un’occlusiva sonora e da una fricativa sorda. Produrre questi foni, gli organi secondo l’articolazione dell’occlusiva iniziale che però resta inesplosa, e poi, dopo il passaggio dell’aria, passano alla posizione della fricativa omorganica. Sono anch’essi foni continui. Sono ritenuti suoni complessi riconducibili a due suoni semplici, ad esempio [tS] «inizia» con una occlusiva dentale e «termina» con una fricativa palato-alveolare.
- Nasali: il velo palatino si posiziona per lasciar passare l’aria attraverso la cavità nasale.
- Laterali: la lingua si posiziona contro i denti e l’aria fuoriesce dai due lati della lingua stessa.
- Vibranti: vibrazione dell’apice della lingua o dell’ugola.
- Approssimanti: gli organi articolatori vengono avvicinati ma senza contatto (semiconsonanti e semivocali).
In italiano i e u sono semiconsonanti quando sono seguite da una vocale (es. piede, può).