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Fonetica e Fonologia

Appunti di glottologia sulla Fonetica e Fonologia basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Aliffi dell’università degli Studi di Palermo - Unipa, facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in lingue e letterature moderne. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Glottologia docente Prof. M. Aliffi

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I parametri per classificare le vocali sono:

 altezza della lingua

o avanzamento o arretramento della lingua

o arrotondamento o meno delle labbra, la realizzazione di questi movimenti in modo teso

o o rilassato.

- In base alla posizione verticale della lingua avremo vocali BASSE, MEDIO-BASSE, MEDIO-ALTE ED

ALTE in base ai movimenti

- In base alla posizione orizzontale della lingua avremo vocali CENTRALI, ANTERIORI e

POSTERIORI in base alla posizione

In teoria una vocale potrebbe apparire in qualsiasi posizione, ma in realtà, si considerano solamente

quelle dette VOCALI CARDINALI, ovvero quelle che si trovano in tensione permettono di avere

differenze tra l’una e l’altra, sono più facilmente percepibili.

In totale esistono 12 vocali, che però non sono rappresentate in tutte le lingue. In italiano è presente un

sistema vocalico tonico dotato di 7 vocali: le vocali ALTE / MEDIO ALTE sono anche dette chiuse / semi-

chiuse, mentre quelle BASSE / MEDIO-BASSE sono dette APERTE, SEMI-APERTE.

Esiste anche un sistema vocalico atono (Sicilia) che presenta 5 vocali.

Inoltre le labbra possono essere: NEUTRE nella produzione di vocali CENTRALI (a), RITRATTE nella

produzione di vocali ANTERIORI (ε e I) e ARROTONDATE nella produzione di vocali posteriori ( o aperta e

u).

Esistono anche le cosiddette vocali turbate, ovvero le vocali anteriori che però presentano

caratteristiche di quelle posteriori: le u / eu francesi.

Le consonanti dell’italiano sono:

Consonanti dell’italiano:

per modo di articolazione

:

Occlusive occlusione momentanea dell’aria e successiva «esplosione». Sono dette anche

 momentanee o esplosive.

:

Fricative l’aria passa attraverso una fessura stretta producendo una certa «frizione». A

 differenza delle occlusive, le fricative sono suoni che si possono prolungare nel tempo e dunque

si chiamano anche <<continue>>. Nelle fricative l’aria produce una frizione molto forte (che

invece nelle approssimanti è assai più debole e perciò vi è una diversa impressione sonora che

fa classificare questi due tipi come modi di articolazione distinti).

:

Affricate iniziano con un’articolazione occlusiva e terminano con un’articolazione fricativa:

 l’occlusiva e la fricativa che compongono l’affricata sono chiamate omorganiche e devono anche

essere sia sorde che sonore: non si può avere un’affricata composta da un’occlusiva sonora e da

una fricativa sorda. Produrre questi foni, gli organi secondo l’articolazione dell’occlusiva iniziale

che però resta inesplosa, e poi, dopo il passaggio dell’aria, passano alla posizione della fricativa

omorganica. Sono anch’essi foni continui. Sono ritenuti suoni complessi riconducibili a due suoni

3 semplici, ad esempio [tS] “inizia” con una occlusiva dentale e “termina” con una fricativa

palato-alveolare.

:

Nasali il velo palatino si posiziona per lasciar passare l’aria attraverso la cavità nasale

 :

Laterali la lingua si posiziona contro i denti e l’aria fuoriesce dai due lati della lingua stessa

 :

Vibranti vibrazione dell’apice della lingua o dell’ugola

 :

Approssimanti gli organi articolatori vengono avvicinati ma senza contatto (semiconsonanti e

 semivocali)

i u

In italiano e sono

 (piede, può)

semiconsonanti quando sono seguite da una vocale tonica

o (sei,

semivocali quando seguono una vocale tonica pausa)

o

per punto di articolazione

:

Bilabiali occlusione di entrambe le labbra

 :

Labiodentali il suono attraversa una fessura che si forma appoggiando gli incisivi superiori al

 labbro inferiore

:

Dentali la parte anteriore della lingua (la lamina) tocca la parte interna degli incisivi

 :

Alveolari la lamina della lingua tocca o si avvicina agli alveoli

 :

Palato-alveolari la lamina della lingua si avvicina agli alveoli (arcuata)

 (o anteriori):

Palatali la lingua si avvicina al palato

 (o posteriori):

Velari suoni prodotti con la lingua che tocca il velo palatino

Vi sono anche le approssimanti, dette anche semiconsonanti presentano caratteristiche sia delle

vocali che delle consonanti. I e w, ovvero i e u quando sono seguite da vocale tonica; la fuoriuscita

dell’aria è più ostruita rispetto alla produzione delle vocali, ma meno rispetto a quella delle consonanti.

Es. ieri womo ≠ ina uva

CASI PARTICOLARI !!!

FONEMATICITA’ di s e z l’Italia del Nord usa la s sonora, mentre quella del Sud usa quella SORDA. Es.

casa

Ma questi fonemi sono presenti esclusivamente in posizione intervocalica, in quanto in finale di parola è

obbligatoria la s sorda.

In inglese, invece, possiamo avere entrambe: his (z) / is (s). 1

ATTENZIONE!!! Le consonanti nasali davanti altre consonanti sono varianti condizionate . In ITA non

esistono vocali nasali come in francese e portoghese ed inoltre vengono considerati fonemi perché

entrano in coppie minime.

Es. MANO – NANO RAMO – RAGNO

1 con Paolo m con Felice con Toni N con Giovanni

con Carlo ŋ

INGIUSTO: nasale palato-alveolare

INVICTO: nasale labiodentale

INCONTENTABILE: nasale velare

IMPUNITO: nasale bilabiale

Da un punto di vista fonetico i suoni possono essere semplici o geminati

Da un punto di vista fonologico i suoni possono essere scempi.

In fonetica abbiamo consonanti doppie in posizione intervocalica e forti in posizione iniziale: es. pesce

S ragno n (con la gambetta in mezzo) figlio gl

Per quanto riguarda le coppie minime, queste possono formarsi anche in questo caso:

4

Es. Tango e tanto sono coppie minime per i fonemi G e T

CHIARIMENTO!!! Àncora e ancòra non sono OMONIMI, ma OMOGRAFI in quanto l’accento ha una

posizione diversa. Ciò vale anche per Pésca e Pèsca, che sono coppie minime

Foni e fonemi distintivi,

foni: suoni/rumori del linguaggio articolato I foni hanno valore linguistico quando sono

quando cioè contribuiscono a differenziare dei significati

[p] e [t] non sono soltanto foni dell’italiano, ma contribuiscono anche a formare coppie

o minime

coppia minima: coppia di parole che si differenziano solo per un suono nella stessa

o posizione (nello stesso contesto)

pare/tare (#___V), premo/tremo (#___r)

carpa/carta (r___a), tappo/tatto (V__V)

ripa/Rita (V__V), top/tot (___#)

Due foni che hanno valore distintivo sono detti fonemi. Un fonema non «ha» significato in sé,

 ma contribuisce a differenziare dei significati

Un fonema è un segmento fonico che:

 ha funzione distintiva

o non può essere scomposto in una successione fonemi

o è definito solo dai caratteri che hanno valore distintivo

o i fonemi si rappresentano tra barre oblique (p. es. /t/)

o i foni si rappresentano tra parentesi quadre (p. es. [t])

o Il fonema è una unità che si colloca a un livello «astratto»;

o foni

i si collocano a un livello «concreto»:

Langue/Competenza Fonema /t/

Parole/Esecuzione Fono [t]

5.3. Le regole di Trubeckoj (1939)

Due dei maggiori esponenti della Teoria della Scuola di Praga (1° metà del 900) furono Roman Jakobson

e Trubeckoj, un principe russo in esilio. A Trubeckoj, uno dei padri della fonologia, si deve la

formulazione di alcune regole, e i concetti di FONEMA e di variante libera e condizionata.

Prima regola:

 Due fonemi sono INTERCAMBIABILI nello stesso CONTESTO quando provocano variazioni di

significato.

varo – faro [v] e [f] in italiano sono fonemi, sono in distribuzione contrastiva

UNA – INA [U] e [I] sono intercambiabili nello stesso contesto e producono parole di significato diverso,

dunque sono FONEMI.

I FONEMI, in quanto unità distintive, contribuiscono a differenza dei significati e contribuiscono, anche,

a formare COPPIE MINIME (che permette di distinguerli a loro volta)

Es. DADO – DATO /D/ e /T/

UNA – uNA U tesa u rilassata, ma il significato percepito è il medesimo.

Le coppie minime sono coppie di parole che si differenziano solo per un suono nella stessa posizione.

Seconda regola:

 Nel caso di Una – una, due FONEMI INTERCAMBIABILI nello stesso CONTESTO quando non

causano variazioni di significato, sono detti varianti libere.

rema - Rema [r] alveolare e [R] uvulare in italiano sono due varianti libere di un solo fonema

[batco] [ba(sc)o] tc e sc sono varianti libere

[zio] [tzio] z e tz sono varianti libere

Se due suoni foneticamente simili si possono trovare nello stesso contesto, ci sono due possibilità: o

danno luogo o due parole con significato diverso o il significato non cambia.

Nel primo caso i due foni sono realizzazioni di due fonemi diversi, nel secondo sono varianti libere.

Ci sono suoni che sono INTERCAMBIABILI e che non LO SONO: i suoni intercambiali sono quelli che

possono apparire nel medesimo contesto, a differenza dei suoni non intercambiabili.

Un suono ha una sua distribuzione, ovvero alcuni tipi di CONTESTI e di posizioni in cui può comparire.

5 Terza regola:

 Quando due suoni di una lingua, simili dal punto di vista articolatorio, non ricorrono mai nelle

stesse posizioni (NON INTERCAMBIABILI), sono detti varianti condizionate= varianti dello stesso fonema

naso - ancora

['nazo] - ['aŋkora]) [n] alveolare e [ŋ] velare in italiano sono varianti combinatorie dello stesso

fonema Le varianti combinatorie di un fonema sono anche dette allofoni (sono in distribuzione

o complementare)

Es. IMPOSSIBILE: il prefisso negativo è IN ma ha realizzazioni diverse che non possono comparire nel

medesimo contesto: IN comparirà davanti a BILABIALI, IN davanti a vocali e altri consonanti.

CON, complemento di compagnia che ha varie realizzazioni: CON PAOLO : N=M.

La nasale davanti la bilabiale, m, è variante condizionata.

Il numero dei fonemi varia da lingua a lingua:

ci sono lingue con poco più di una decina di fonemi, altre superano il centinaio, l’italiano ne ha circa

trenta

Considerando la consonante s, davanti a consonanti sorde (p, t, k) si userà la variante sorda, davanti a

consonanti sonore (b, d, g) si userà la variante sonora; come accade anche in inglese per la formazione

del plurale s cats dogs = VARIANTI CONDIZIONATE

In seguito a Trubeckoj tale teoria è andata avanti giungendo alla conclusione che TUTTE le

REALIZZAZIONI CONCRETE DEI FONI SONO TUTTE VARIANTI LIBERE.

Coppie minime: coppia di parole che per la presenza di un unico fonema differente presentano un

significato non uguale.

PARE – BARE

Es. PARE > PERE > PANE > PARI

BARE > BERE > BASE > BARI

5.4. Allofoni

Due o più foni che coesistono in distribuzione complementare sono allofoni di uno stesso

 fonema. Ad esempio, nell’italiano del Nord:

1. [s]era, [s]emplice, [s]orriso

2. lapi[s], note[s], ribe[s]

3. [s]paurito [s]tupido [s]cavare [s]pirito

4. ro[z]a, ri[z]o, corro[z]o, a[z]ola, a[z]ino

5. [z]dentato, [z]modato, [z]gocciolare, [z]naturato, [z]bagliare

Il fono ricorre in:

[s]

o posizione iniziale di parola prima di vocale #___V

 posizione finale di parola ___#

 prima di una consonante sorda ___C

 sorda

Il fono ricorre invece:

[z]

o tra due vocali V___V

 prima di una consonante sonora ___C

 sonora

/s/ livello fonologico fonemi

®

[s] [z] livello fonetico varianti

®

#___V V___V

___# ___C [sonora]

___C [sorda]

5.5. Varianti libere

Se due suoni foneticamente simili si possono trovare nello stesso contesto, ci sono due

 possibilità:

6 se danno luogo a due parole con significato diverso:

o i due foni sono realizzazioni di due fonemi

se il significato non cambia:

o sono varianti libere dello stesso fonema

CLASSIFICAZIONE DELLE CONSONANTI OPPOSIZIONI FONOLOGICHE

In un sistema, ogni unità si definisce in relazione a tutte le altre unità. I fonemi di una lingua

intrattengono tra loro un rapporto di opposizione:

/t/ /d/

[+ consonante]

[+occlusiva]

[+dentale]

[-sonoro] [+ sonoro]

L’unico tratto che li distingue è quello della sonorità, perciò sono opposte nella sonorità. Tale tipo di

opposizione è detta bilaterale, cioè che la parte uguale dei fonemi base di comparazione è propria solo

dei membri dell’opposizione. Solamente questi fonemi presentano questi tratti in comune

/t/ /k/ p

[+ consonante]

[+occlusiva]

[- sonoro]

[+ dentale] [+ velare] [+ bilabiale]

Questa base di comparazione non è esclusiva di questi due fonemi, ma è condivisa anche dal fonema

/p/. tale tipo di opposizione è detta multilaterale quando i tratti sono condivisi da più fonemi.

SCELTA DEI TRATTI: per quanto riguarda i tratti [+ sordo] [+ sonoro] si pone il problema di quale

scegliere tra i due: dato che sono le consonanti sonore ad essere marcate (nel senso che hanno un

tratto positivo in più , quello meno fricativo ) si è arrivati alla conclusione che dovrà essere utilizzato il

tratto [+/- sonoro]

CHIARIMENTO!! Vi sono lingue che presentano esclusivamente fonemi SORDI, dunque i suoni sonori,

essendo meno diffusi, sono considerati MARCATI. Ad esempio, lo spagnolo presenta fonemi fricativi

esclusivamente SORDI.

Il medesimo problema si pone con i tratti [+/-orale] [+/- nasale] sulla base di ciò che abbiamo detto

prima, dato che sono le VOCALI NASALI ad essere MARCATE, si andrà a scegliere il tratto [+/- nasale].

Vi sono poi opposizioni privative e non privative: questo tipo di opposizione riguarda quella coppia di

fonemi in cui in fonema (/t/) ha le proprietà x e l’altro fonema (/d/) ha tutte le proprietà: x+1. Dunque

/t/e /d/ presentano un’opposizione privativa; l’opposizione è detta non privativa quando saranno

coinvolti più tratti.

Il termine dell’opposizione che ha una proprietà in più è detto marcato (/d/).

Infine, vi sono le opposizioni costanti e neutralizzabili

Vi sono lingue in cui l’opposizione tra /l/ e /d/ è neutralizzabile in determinati contesti: l’esempio

classico è quello tra Rat (pensiero) e Rad (ruota) in TEDESCO entrambe vengono pronunciate “t”, vi è

la neutralizzazione dell’unico tratto che distingue i fonemi.

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DETTAGLI
Esame: Glottologia
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature moderne
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher armando.arena.73 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Aliffi Maria Lucia.

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