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Argomenti dell'esame (P. E. Di Prampero)

Meccanica di marcia e corsa

Descrivete la meccanica di marcia e corsa, mettendo in evidenza le differenze principali. Queste due forme di locomozione prevedono, per ogni passo, un movimento sul piano verticale (sollevamento ed abbassamento del baricentro) e secondo la direzione del movimento (accelerazione e decelerazione del baricentro).

La meccanica della marcia può essere descritta dal moto di un uovo che rotola sull'asse maggiore: l'energia potenziale raggiunge il massimo al punto più alto della traiettoria del baricentro e l'energia cinetica in questo punto è nulla. In condizioni ideali (in assenza di attriti) la somma di energia potenziale e cinetica è costante: la trasformazione di una forma di energia nell'altra è ciclica e costante. Il grafico che rappresenta le due forme di energia prevede una forma sinusoidale, con le curve delle due forme in opposizione di fase.

La meccanica della corsa è rappresentata, in modo semplificato, da un pallone che rimbalza al suolo: nel punto in cui il pallone tocca il suolo (quando il soggetto ha il piede a terra) energia potenziale e cinetica sono nulle mentre si accumula l'energia elastica, mentre nella fase successiva abbiamo la resa dell'energia elastica ed il corrispettivo aumento di energia potenziale e cinetica. L'energia potenziale, quindi, non viene mai trasformata in energia cinetica e viceversa, a differenza della marcia. Il recupero dell'energia elastica comunque consente un notevole risparmio di energia metabolica, particolarmente evidente analizzando il rendimento della corsa.

Calcolo della massima velocità aerobica

Un atleta al massimo consumo di ossigeno di 75 ml di ossigeno per kg al minuto, con un costo energetico di 3,5 J per kg per metro, calcolare la massima velocità aerobica, trascurando la resistenza dell'aria.

[fatto]

Differenze tra uomini e donne nel nuoto stile crawl

Le differenze principali tra uomini e donne nel crawl, nuoto, riguardano il costo energetico del nuoto stile crawl. Questa differenza è dovuta alle diverse caratteristiche idrodinamiche tra i sessi. Secondo la legge di Archimede, un corpo immerso in acqua riceve una spinta verso l'alto a livello dei polmoni (pieni d'aria) mentre i piedi (più pesanti) affondano: questo fatto genera una coppia che, in assenza di altre forze, tende a far assumere al corpo una stazione verticale. Infatti, una parte considerevole dell'energia spesa nel nuoto è destinata a far mantenere la stazione orizzontale, più idrodinamica in quanto nel nuoto conta maggiormente la superficie frontale piuttosto che la massa.

La morfologia del corpo maschile e femminile differisce, tra le altre cose, anche per una diversa ripartizione del grasso sottocutaneo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Neno88 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Roma "Foro Italico" o del prof Scienze Storiche Prof.
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