[Esercizi e simulazioni di
linguistica generale:
possibili esercizi presenti
agli esami
ESERCITAZIONI PER
PASSARE AL MEGLIO
LINGUISTICA
GENERALE
Esercizi di: Fonetica, Fonologia,
morfologia, semiotica, sintassi,
simulazioni generali
Parole chiave: Fonetica,
Fonologia, morfologia, semiotica,
sintassi, simulazioni generali,
gaetano berruto
Università degli Studi di Salerno
Facoltà di lettere
Corso di laurea: Lettere Moderne
Esame:linguistica generale
Docente: Grazia Basile
Anno 2021/2022
ESERCIZI LINGUISTICA GENERALE
1 CAPITOLO- IL LINGUAGGIO VERBALE.
lingue, linguaggio, comunicazione, segni, codice
-A: l’insieme
Il linguaggio è una facoltà innata ed universale ed è dei fenomeni comunicativi ed espressi che
1.
accomuna sia gli uomini sia gli animali. Gli animali possiedono questa facoltà in modo molto ridotto rispetto
all’uomo, basti pensare ad un cane che riesce a comunicare attraverso i movimenti della sua coda o ancora la
danza a 8 delle api, utile a comunicare la presenza di cibo in un luogo. Il linguaggio può essere sia verbale e sia
artificiale (creato convenzionalmente dall’uomo). Il linguaggio verbale in particolare è un sistema di segni che
permette di comunicare (comunicare, infatti, vuol dire rendere comune). Le lingue storico naturali, secondo la
definizione di Von Humboldt, sono definite storiche perché si evolvono continuamente, sono definite naturali
perché possediamo questa capacità innata di comunicare. Dunque, è possibile affermare che tra lingue e
linguaggio vi è una relazione in quanto la lingua è espressione del linguaggio verbale. Tra lingua e linguaggio
abbiamo anche una differenza, dovuta al fatto che una lingua può morire (latino), mentre il linguaggio non può
morire. Il linguaggio è universale perché lo possiedono tutti gli esseri animati, mentre la lingua è particolare
perché riguarda una particolare area geografica.
I segni linguistici sono segni in senso stretto, immotivati e quindi arbitrari, usati intenzionalmente come ad
2. l’unione
esempio i gesti o il linguaggio verbale usati per comunicare. Il segno è di significante e significato.
La comunicazione in senso stretto è la prima fase in cui si articola la comunicazione. Per comunicazione in
3.
senso stretto si intente la presenza di un emittente intenzionale e un ricevente intenzionale che deve
l’informazione dall’emittente
comprendere espressa stesso. La seconda fase della comunicazione è il passaggio di
l’informazione.
informazione dove abbiamo un emittente non intenzionale e un ricevente intenzionale che coglie
l’ultima d’inferenze l’emittente e
Infine fase consiste nella formulazione dove il ricevente non sono intenzionali
l’oggetto l’informazione ricevente. L’inferenza
ma abbiamo utile a comprendere dal è il processo induttivo-
deduttivo utile a comunicare.
Il cavallo raffigurato sulla tela rappresenta un’icona dal greco eikon immagine è analogicamente motivata ed è
4.
intenzionale. La scritta cavallo pronunciata dal ragazzo è invece un segno (in senso stretto) immotivato e quindi
arbitrario.
i) icona. Eikon immagine è analogicamente motivata ed è intenzionale, ii) indice motivato naturalmente e non
5.
intenzionale, iii) icona analogicamente motivata ed è intenzionale, iv) segnale culturalmente motivato, condiviso
da tutti e intenzionale, v) segnale , vi) icone, vii) simbolo.
La configurazione gestuale rappresentata è un segno in senso stretto immotivato (arbitrario).
6. Tra questi è un simbolo il cartello stradale di divieto di transito e il cartello stradale di lavori in corso
7. l’insieme
Il codice è un sistema di segni, è di corrispondenze fissatesi tra qualcosa (insieme manifestante) e
8.
qualcos’altro manifestato). Un’altra “aliquid aliquo”.
(insieme definizione di codice potrebbe essere quod stat pro
Il codice è studiato dalla semiotica, e un esempio potrebbe essere la danza a 8 delle api, tramite la quale
comunicano la presenza di cibo nelle vicinanze. sono Significato (all’apice), Significante (a sinistra) e
Le tre entità ai vertici del cosiddetto triangolo semiotico
9. l’insieme
Referente (a destra). In più tra significante e significato è il segno, posizionato sul lato sinistro del
triangolo semiotico. La linea alla base del triangolo è tratteggiata perché i rapporti tra significante e referente non
sono diretti, ma avvengono tramite il significato.
-B: Proprietà della lingua dell’arbitrarietà
Prendendo di riferimento questi esempi è esemplificata la proprietà e in particolare il
10.
rapporto tra forma e sostanza del significato (contenuto)
L’arbitrarietà è una delle proprietà della lingua, ed è la proprietà secondo la quale tra significante e significato
11. “gatto”
non vi sono rapporti naturali, ma convenzionali. Ad esempio la parola così come è scritta e letta non ha
nulla a che vedere con il concetto di gatto. Questo non vuol dire che tra significante e significato non abbiamo
legami, abbiamo legami non naturali ma convenzionali. Se non vi fosse arbitrarietà, parole in lingue diverse con
significanti simili avrebbero lo stesso significato, cosa che non accade. Ad esempio bello: bello/ bellum: guerra/
bell: campana/ belly: pancia. Abbiamo quattro livelli di arbitrarietà che sono:
-rapporto tra segno e referente: segno: sedia/ referente: oggetto della realtà esterna sedia
-rapporto tra significante e significato: significante [sedja] (pronunciato o scritto)/ significato: sedia oggetto
d’arredamento su cui sedersi
-rapporto tra forma e sostanza del significato: italiano bosco/legno/legna si designano con tre parole, in
un’unica “bois”,
francese bosco/legno/legna si designano con parola che è in tedesco invece con due parole
Wald che è bosco e Holdz che è legno/legna
-rapporto tra forma e sostanza del significante: ogni lingua organizza secondo propri criteri la scelta dei suoni
pertinenti, distinguendo le varie entità fonetiche. Un esempio può essere la lunghezza della vocale a, che in
italiano è un tratto non distintivo, mentre in tedesco e in latino lo è: ted. Stadt: città/ staat: stato. In latino,
invece, anus con la a lunga vuol dire vecchia/ anus con la a breve vuol dire anello.
Si, in questo caso si può parlare di arbitrarietà tra forma e sostanza del significato in queste due frasi, in
12. un’unica “carne”,
quanto: mentre in italiano utilizziamo parola per designare il concetto di in inglese ne
“flesh” “meat”
utilizziamo due ovvero e
Mentre in latino utilizziamo due distinzioni per i colori: Ater era nero come gamma cromatica e niger come
13. un’unica
nero lucente, in italiano utilizziamo parola per distinguere il colore che è nero.
dell’espressione.
Questi termini rappresentano rapporto di arbitrarietà tra forma e sostanza
14. No, perché le somiglianze dipendono dalla parentela genealogica fra queste lingue, tutte della famiglia
15.
indoeuropea.
brr, ciuf ciuf e splash sono degli ideofoni ovvero la riproduzione di alcune azioni della realtà. rimbombo,
16.
miagolio e ticchettio sono onomatopee ovvero riproducono azioni che nel loro significante fanno riferimento
all’azione che deve essere designata.
Il segno linguistico del significante possiede la proprietà della doppia articolazione che si divide su due piani
17.
ovvero: prima e seconda articolazione. La prima articolazione è costituita dai morfemi, unità minime di prima
articolazione che sono portatrici di un significato autonomo. Ad esempio gatto: gatt- sintagma lessicale -o
sintagma grammaticale. La seconda articolazione ha come unità di misura i fonemi, ovvero delle unità
piccolissime che da sole non sono portatori di significato autonomo, ma uniti tra loro i fonemi danno vita alle
c’è
unità di prima articolazione. Fra produttività e articolazione rapporto.
il minimo segno linguistico è il morfema: unità minime di prima articolazione portatori di significato
18. i fonemi non sono segni linguistici in quanto se scomposti non sono portatori di significato autonomo.
19. Accadrebbe che nella lingua non ci sarebbe economicità: con un numero limitato di unità di seconda
20.
articolazione si costruiscono un numero illimitato di parole. Oppure potrebbe accadere la non combinatorietà
ovvero la lingua funziona combinando unità minori prive di significato per formare un numero indefinito di
unità maggiori.
antropologicamente, ontogeneticamente, filogeneticamente, homo habilis., 5000 a.C. 3500 a.C., fenici, 1300
21.
a.C.
No, lo scritto non può riportare tutto ciò che viene detto, in quanto non si possono riportare i movimenti
22.
del corpo, i gesti, le espressioni facciali ecc.. Allo stesso modo non si può tradurre nel parlato tutto ciò che è
scritto, perché non posso pronunciare ad esempio i punti di interpunzione, gli spazi oppure le maiuscole e le
ecc…
minuscole, il corsivo
Lo scritto ha priorità sociale nella società moderna perché esprime autenticità ad esempio la nostra firma
23.
scritta è autentica ed ha una priorità sociale, ha molto prestigio e utilità.
l’immediatezza
I vantaggi biologici del parlato sono conla quale emittente e referente possono comunicare, il
24.
fatto che posso parlare in qualsiasi momento, posso percepire chi sta parlando e soprattutto da dove il prlante
pronuncia le sue parole. Il parlato è simultaneo. Esso si dissolve per dar spazio ad altre parole, è hic et nunc. I
vantaggi dello scritto sono che lo scritto è più autentico, è formale, è una priorità sociale e culturale e soprattutto
mentre il parlato si dissolve nel tempo, lo scritto rimane per sempre (verba volant scripta manent).
A mio parere le lingue che non hanno forme di scrittura, possiedono comunque la trasponibilità del mezzo
25.
in quanto posseggono in ogni caso il parlato, utile a comunicare.
l’ordine
viene spiegato degli elementi che è importante soprattutto quando non vi è morfologia di caso nelle
26. dell’italiano.
lingue, come nel caso
La discretezza è la proprietà della lingua di essere discreta e fa riferimento alla differenza degli elementi che
27.
sono assoluti, non quantitativi o relativi. La discretezza è la proprietà secondo la quale le parole di una lingua si
distinguono e sono ben separabili le une dalle altre: pollo con la p e bollo con la b sono parole distinte non
hanno alcun significato in comune.
lingua s’intende
Per plurifunzionalità della la proprietà della lingua di avere un numero infinito di funzioni,
28.
ha funzioni illimitate descritte nello schema di Jackobson
conativa, poetica, metalinguistica, emotiva, poetica, referenziale, referenziale, conativa, poetica, referenziale.
29. vedi 22
30. La creatività regolare è la produttività infinita basata sulle regole e dei principi applicabili ricorsivamente in
31.
un determinato contesto.
La ricorsività è la proprietà della lingua in base alla quale un procedimento può essere applicato in un
32. volte (all’infinito) l’opportunità
numero illimitato di se vi è di farlo. Un esempio può essere nazione, nazionale,
nazionalizzare, nazionalizzazione, internazionalizzazione
si, possiedono la proprietà della ricorsività, ogni numero è dato dalla somma del primo numero con il
33.
secondo 1+1=2,2+3=5 ecc..
Si, è vero perché il distanziamento può essere applicato solo dagli uomini in quanto gli uomini possono
34.
parlare di avvenimenti distanti nel tempo passato presente o futuro, mentre gli animali possono esprimersi
soltanto nel presente. La libertà da stimoli consiste nel fatto che i segni linguistici rimandano a una elaborazione
d’animo dell’emittente
concettuale della realtà esterna, e non semplicemente stati che inducono in modo
automatico un certo comportamento. Anche la libertà da stimoli distingue il linguaggio umano da quello
nell’emissione
animale (ad esempio i latrati di allarme dei macachi che indicato la presenza di un predatore; di
c’è
messaggi nel linguaggio verbale umano non alcun aspetto deterministico.
35-37. La lingua è sia innata che fornisce la facoltà di linguaggio e sia culturale perché la sviluppiamo in modo
nell’ambiente
più approfondito in cui nasciamo
38. ogni lingua possiede complessità sintattica, proprietà non attribuibile ad altri codici. Nella componente
sintattica abbiamo:
l'ordine degli elementi: solo grazie ad una posizione lineare degli elementi possiamo capire il
significato di un messaggio (Giovanni picchia Paolo è diverso da Paolo picchia Giovanni)
(il discorso del Presidente sull’emergenza sanitaria: sull’emergenza
dipendenze sanitaria è riferito al
discorso).
le incassature: quando una parte del messaggio viene incastrata dentro un'altra (Il ragazzo che è appena
“che entrato” un’incassatura)
entrato è un bravo chitarrista, è appena è
“dipendenze”,
la ricorsività: combinata con la discontinuità delle essa conferisce alle strutture
linguistiche una grande complessità interna
la presenza di parti del messaggio che danno informazioni sulla struttura sintattica (come tutte le
congiunzioni coordinanti e subordinanti)
la discontinuità: le costruzioni nella lingua possono ammettere che parti che tra di loro sono
strettamente legate dal punto di vista sintattico non sono prettamente adiacenti. In latino, ad esempio,
“De gallico” di “Gallia tres”
nella frase di introduzione del bello Giulio Cesare, est omnis divisa in partes
(“La Gallia nel suo insieme è divisa in 3 parti”) omnis, aggettivo collegato al nome Gallia, è collocato a
separare il verbo copulativo est e il complemento attributivo divisa.
dell’equivocità
39. Abbiamo la proprietà in particolare: i) polisemia ii) sinonimia
40. Secondo alcuni interpreti la lingua appartiene solo agli uomini in quanto presentano la facoltà innata di
all’interno
comunicare della loro mente. Questi studi sono stati condotti prendendo d riferimento le dimensioni
del cervello degli uomini che diventa sempre più esteso nel corso del tempo e dell’evoluzione e la
“due canne”,
conformazione del canale fonatorio cosiddetta a connessa alla postura eretta, con un angolo, un
direzione fra una canna, il cavo orale, e l’altra, la laringe con un’ampia cavità intermedia (la
cambiamento di
faringe).
41. significante, significato; significante, fonico-acustico, referente, non
-C principi generali per l’analisi della lingua
di com’è
42. La descrizione fatta una lingua e come funziona si basa sulla sincronia.
all’analisi
43. studiare la lingua in base morfologica per esempio è studiare la lingua in sincronia, in un particolare
livello di analisi linguistico
44. Fare etimologia di una parola appartiene alla linguistica diacronica. Studiare la pronuncia delle parole
appartiene alla linguistica sincronica, studiare le frasi relative riguarda la sincronia
45.i) sincronia, ii) diacronia, iii) sincronia
46.i) diacronia, ii) sincronia, iii) diacronia
47.
48. La dicotomia fra sistema astratto e sistema concreto
49. la langue è una parola francese che indica il piano astratto, quello non percepibile sotto i nostri sensi. La
è l’insieme
langue è il deposito mentale, di tutte le capacità della produzione di un messaggio, possedute da tutti
gli uomini. La parole è sempre un termine francese che indica la parte concreta, percepibile sotto i nostri sensi, è
la realizzazione del messaggio. “norma”. l’insieme
50. Coseriu chiamò la corrispondenza della langue e della parole La norma è di langue e
parole, è una via di mezzo tra le due, specificando quali sono le possibilità del sistema che vengono attualizzate
nell'uso dei parlanti di una lingua in un certo momento storico. Nella norma vengono realizzate certe
combinazioni ed escluse altre: da petalo abbiamo petaloso (da un nome abbiamo un aggettivo). Abbiamo poi i
nomi deverbali ad esempio da lavorare abbiamo lavorazione (-zione e mento sono i più usati). Se nella lingua si
consolida una di queste due forme, viene bloccata (ipotesi del blocco morfologico) la possibilità di avere la
“lavoramento”,
parola perché nella langue abbiamo già "lavorazione". In alcuni casi abbiamo sia forme in -zione,
“mutare” “mutamento”
sia forme in -mento, ma con significato diverso. Ad esempio da abbiamo sia che
mutazione, ma con significato diverso.
51. langue: astratta, universale, sociale/ parole: attuate, concreta, potenziale
52. La competence è una parola introdotta da Chomsky , che indica, così come la langue, il piano astratto,
l’insieme
quello non percepibile sotto i nostri sensi. La langue è il deposito mentale, è di tutte le capacità della
L’opposto
produzione di un messaggio, possedute da tutti gli uomini. di competence o competenza linguistica è
performance o esecuzione (parole).
53. paradigmatico, sintagmatico, sintagmatico, paradigmatico, sintagmatico, paradigmatico, sintagmatico
d’identità
54. il paradigma è la carta di un verbo (fai riferimento al latino).
CAPITOLO 2 FONETICA E FONOLOGIA
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