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Definizione di norma giuridica secondo Kelsen

Per Kelsen la norma va intesa non come un comando o un imperativo perché questo schema è della morale e non del diritto. Il carattere differenziale delle norme del diritto è che sono giudizi ipotetici: “se fai x, allora y”. È composta da illeciti (condizioni) e sanzioni e il nesso di imputazione. Il nesso di imputazione ci aiuta a capire in cosa si differenziano le norme del diritto dalle leggi della natura: “se lancio il computer, si rompe”. Questa è una legge della natura, il cui nesso è la causalità. La differenza è che la causalità avviene senza alcuna volontà umana.

Nella norma giuridica, ad esempio “se rubi vai in carcere” la norma resta valida anche se il colpevole non viene beccato, invece nel primo esempio si mette in discussione la validità della forza di gravità. Secondo Kelsen le norme non si rivolgono ai cittadini ma ai giudici. Queste sono definite norme primarie, e si differenziano dalle norme secondarie, che possono essere viste come:

  • Derivati logici di norme primarie, esempio: se la norma primaria è “se il tizio ruba viene punito”, allora la norma secondaria è “non rubare”. Questa concezione è di tipo imperativo infatti non vengono considerate vere norme, ma servono per spiegare.
  • Frammenti di norme primarie. Questo è il pensiero di Kelsen, criticato per un orientamento di tipo riduzionistico: infatti, così facendo, tutte le norme vengono inserite in un unico schema, lasciandone fuori tutta una serie che non rientra in questo schema, come quelle che danno poteri. Kelsen sostiene che fra le condizioni per arrivare a punire qualcuno, c’è ne sono moltissime: la camera dei deputati deve aver emanato, la legge deve essere approvata ecc. e questi, sono i frammenti di norme: ci si sofferma su dei piccoli pezzi senza sanzione.

Critica di Hart

Critica: inutile complicazione, solo per volontà ideologica. Hart: il diritto va visto non guardando alla singola norma, ma guardando l’ordinamento nel suo complesso. Una norma è giuridica quando rientra nell’ordinamento giuridico. Per lui le norme primarie sono rivolte ai cittadini e indicano il precetto, mentre le norme secondarie sono rivolte alla produzione o applicazione di altre norme, cioè conferiscono poteri. Tra quelle secondarie riconosce:

  • Norme di riconoscimento. Ci consentono di capire quali norme appartengono all’ordinamento esempio art.1 preleggi.
  • Norme di mutamento. Consentono di introdurre nuove norme (come l’art.70 Cost.).
  • Norme di giudizio. Attività dei tribunali e dei giudici.

Diritto di proprietà

Concezione tradizionale

Collegamento meta-fisico tra soggetto e oggetto della proprietà. Teoria senza senso, poiché non esiste alcun legame tra cosa e proprietario.

Concezione moderna

Concezione dove il termine proprietà non rimanda a nulla di concreto, ma è un termine di comodo per non utilizzare troppe parole. Proprietà è un anello di congiunzione tra un insieme disgiuntivo di condizioni e un altro insieme congiuntivo di conseguenze. Quindi sta in mezzo tra le condizioni per diventare proprietario (“disgiuntivo”, perché è sufficiente che avvenga una sola di tali condizioni per diventare proprietario) e le conseguenze che comporta la proprietà (“congiuntivo”, perché si verificano tutte insieme). Quindi non è un termine strettamente necessario.

Definizione di ambiguità e vaghezza

Ambiguità

Suscettibilità di un termine a veicolare più di un significato. Può essere:

  • Ambiguità semantica (un termine può avere più di un significato, come “mano” o “capo”)
  • Ambiguità sintattica (riguarda la costruzione della frase, che assume più significati. Esempio: “lascio allegato francobolli e casa, a condizione che ci abiti” la condizione vale solo per la casa o anche per i francobolli?)

Vaghezza

È un termine che ha un significato certo, una zona di sicura esclusione e una zona intermedia dove non è chiaro il significato. Esempio: “alto”, sicuramente i soggetti alti 1.80 cm, sicuramente non i soggetti alti 1.60 cm, ma 1.70 cm? Oppure termini generali classificatori come “macchina”.

Antinomie

Quando, all’interno di un ordinamento, vengono poste più norme contrarie o contraddittorie. Devono essere nello stesso ordinamento e nello stesso ambito di validità. Ci sono vari tipi di incompatibilità:

  • Totale – totale: completamente sovrapponibile (“è vietato fumare” / “è permesso fumare”).
  • Totale – parziale: una norma è completamente inclusa nell’altra (“è vietato fumare” / “è permesso fumare dalle 12 alle 15”).
  • Parziale – parziale: c’è una zona di sovrapposizione tra le due (“è vietato fumare pipe e sigari” / “è permesso fumare pipe e sigarette”).

Criteri per risolvere le antinomie

  • Criterio gerarchico: la Costituzione prevale su altre. Le norme poste al vertice sono più importanti.
  • Criterio cronologico: per consentire all’ordinamento di essere dinamico, le leggi successive prevalgono su quelle precedenti.
  • Criterio di specialità: prevale quella più speciale, cioè quella più specifica.
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SSD
Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silviuandreidamian di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Borsellino Patrizia.
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