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Computer essentials

Concetti di base: ICT

Information and Communication Technology, in italiano Tecnologie della Comunicazione e dell'Informazione. È la scienza che utilizza il computer, altri dispositivi elettronici e le tecnologie ad essi collegati per archiviare, elaborare e trasmettere delle informazioni.

Servizi ed utilizzi dell'ICT

  • Commercio elettronico (ecommerce). Consiste nella compravendita di beni e servizi tramite Internet, con possibilità di acquistare ogni tipo di prodotto, anche quelli difficilmente reperibili nei negozi, e servizio, spesso a prezzi convenienti.
  • Ebanking. Consente ai clienti di una banca di effettuare operazioni tramite Internet.
  • Egovernment. Consiste nei servizi che la Pubblica Amministrazione offre ai cittadini attraverso Internet, come la richiesta di certificati o l'invio della dichiarazione dei redditi.
  • Elearning. Tecnologie di apprendimento basate sull'utilizzo di strumenti elettronici e di Internet.
  • Lavoro a domicilio o telelavoro. Riguarda solo le occupazioni nelle quali il prodotto può essere inviato in forma digitale e che offre anche la possibilità di lavorare da casa a persone con handicap motori.
  • Servizi ed utilizzi ICT basati su tecnologi mobili. Dovunque ci si trovi è possibile navigare su Internet.
  • Applicazioni di produttività d'ufficio legate all'ICT. Consentono la creazione, l'archiviazione e lo scambio di documenti, la gestione della posta, delle attività e del calendario.

Hardware

Parti fisiche (elettriche, elettroniche e meccaniche) del computer e dei dispositivi elettronici in genere. A volte indica anche gli altri apparecchi che sono collegati al computer (stampante, scanner).

Tipi di personal computer (PC)

  • Desktop computer. Sino a qualche anno fa i più utilizzati. Costituiti dal case, cioè il contenitore nel quale si trovano i componenti elettronici che costituiscono il vero e proprio computer, al quale sono collegati il monitor, la tastiera, il mouse e le casse acustiche.
  • Laptop computer, computer portatili o notebook. Costituiti da un unico apparecchio in cui si trovano tutte le componenti elettroniche, la tastiera e lo schermo. Pesano in genere 1 – 2 kg e hanno prestazioni simili a quelle dei computer fissi.
  • Lettori multimediali. Apparecchi elettronici in grado di conservare e riprodurre un gran numero di brani musicali e spesso anche foto e video. Di dimensioni e peso estremamente ridotti, al punto che si possono indossare a girocollo o portare in tasca.
  • Macchina fotografica digitale. Acquisisce e memorizza le immagini in una scheda di memoria, di modo da poterle poi archiviare, modificare, condividere tramite internet.
  • Mainframe. Computer più potenti, presenti nelle grandi aziende, banche, università, enti statali. Di notevoli dimensioni, molto costosi in quanto dotati di sofisticate prestazioni che rendono possibile il loro uso simultaneamente da parte di centinaia o migliaia di utenti collegati ad essi in rete.
  • Smartphone. Telefoni cellulari, che permettono di collegarsi ad Internet e di eseguire applicazioni come agenda, rubrica, calendario, posta elettronica. Il principale limite è la piccola dimensione dello schermo e la mancanza di una memoria fissa. L'evoluzione e la diffusione degli smartphone ha ridotto l'utilizzo dei lettori multimediali e fotocamere digitali, in quanto essi sono in grado di riprodurre contenuti multimediali e scattare foto.
  • Tablet. Più leggeri e trasportabili. Permettono di utilizzare applicazioni e digitare toccando direttamente sullo schermo, sensibile al tocco del dito o di un pennino, perciò detto touchscreen.

Processore

Permette l'esecuzione di calcoli e controlla il funzionamento di tutte le applicazioni. Costituito da un quadratino in silicio della grandezza di 1 – 2 cm2, sul quale con le tecniche della microelettronica sono presenti diodi, circuiti e milioni di transistor. Spesso chiamato CPU (Central Processing Unit, unità centrale di elaborazione) o microprocessore. La velocità del processore è uno degli elementi principali di cui occorre tener conto per valutare la potenza di un computer o di un dispositivo. È calcolata basandosi su una specie di orologio interno del computer, che emette un segnale regolare. La frequenza con la quale il clock batte si misura in hertz. 1 hertz corrisponde ad un battito al secondo. I moderni PC e dispositivi emettono milioni di battiti al secondo, indicati con il termine Megahertz, o più spesso miliardi di battiti al secondo, indicati col termine Gigahertz. Sono conseguentemente in grado di effettuare milioni o miliardi di operazioni elementari al secondo.

Memoria di un computer

Indica un dispositivo in grado di conservare i dati necessari al funzionamento di un computer e dei programmi o delle applicazioni in esso presenti.

Tipi di memoria

  • RAM (Random Access Memory, memoria ad accesso casuale). Utilizzata per elaborare i dati. È quella parte dell'hardware che il computer utilizza per memorizzare temporaneamente dei dati durante il suo funzionamento. Dati che vengono cancellati quando il computer viene spento oppure quando si verifica un'improvvisa mancanza di corrente elettrica. Proprio per questo è chiamata anche memoria volatile. Le dimensioni della RAM si misurano in Megabyte o Gigabyte. I computer di ultima generazione dispongono in genere di 4 o 8 Gigabyte di memoria RAM, mentre è spesso inferiore in altri dispositivi.
  • Memoria di massa. Conserva grandi quantità di dati in modo permanente. Si indicano i dispositivi di memorizzazione nei quali i dati registrati restano fin quando l'utente non decide di cancellarli. I principali tipi di memoria di massa sono il disco fisso, la penna (o chiave o pendrive) USB, le schede di memoria, i CD ed i DVD.

Periferiche

Un computer od un dispositivo elettronico simile riceve dei dati da periferiche di input, li elabora e fornisce dei nuovi dati attraverso le periferiche output.

Tipi di periferiche

  • Stampante. Permette di stampare su carta testi ed immagini. Qualsiasi tipo di stampante, la qualità dell'immagine o risoluzione di stampa si misura in punti per pollice o dpi (Dots Per Inch). Più è alto questo numero, più elevata sarà la qualità dell'immagine, e dunque migliore la stampante. Molte stampanti permettono di scegliere risoluzioni inferiori a quella massima, per limitare il consumo di inchiostro. Altro elemento di cui tenere conto per valutare la qualità di una stampante è la sua velocità di stampa, misurata in pagine per un minuto (ppm) o in caratteri stampati in un secondo (cps).
  • Stampante ad impatto. Le più diffuse sono le stampanti ad aghi.
    • Stampante ad aghi. Utilizzano una testina di scrittura costituita da un determinato numero di aghi che percuotono un nastro inchiostrato posto tra la testina e la carta. Presentano svantaggi: sono piuttosto rumorose, sono rari i modelli a colori e la qualità di stampa non è tra i migliori. Sono però veloci e permettono, più facilmente rispetto alle altre, di stampare su fogli di carta di grande formato, a modulo continuo e su carta copiativa.
  • Stampante a non impatto. Le più comuni sono le stampanti a laser e le stampanti a getto di inchiostro.
    • Stampante laser. Così chiamate perché utilizzano un raggio laser per memorizzare su un rullo magnetico ciò che deve essere stampato. Durante il suo movimento, questo rullo passa sul toner che viene così trasferito sulla carta e fissato in modo permanente grazie al calore. Hanno un'elevata qualità di stampa, sono veloci ed hanno un costo per copia generalmente inferiore rispetto alle stampanti a getto d'inchiostro, ma mediamente sono più costose.
    • Stampante a getto di inchiostro o inkjet. Rappresentano per chi stampa mediamente qualche decina di pagine al mese, la soluzione migliore qualità – prezzo e sono quindi molto diffuse. Spruzzano sul foglio di carta dei microscopici getti di inchiostro per ottenere il testo o l'immagine desiderata. Più alto è il numero di questi getti e maggiore è la fedeltà dell'immagine rispetto all'originale. Sono ormai tutte a colori e nei modelli più economici utilizzano due cartucce: una contenente tre colori base (ciano, magenta e giallo) per ottenere i diversi colori, ed un'altra specifica per ottenere il nero. In questo caso si parla di stampa in quadricromia. Esistono però anche modelli dotati di un maggior numero di colori e di cartucce, il che consente non solo una migliore resa ma anche un risparmio nella gestione.
  • Schermo (monitor o display). Principale periferica di output di computer e dispositivi. È integrato nei computer portatili, negli smartphone e nei tablet, mentre è esterno nei computer fissi. Le dimensioni si misurano in pollici: ogni pollice equivale a 2,54 cm. È suddiviso in migliaia di punti, ognuno dei quali si chiama pixel. Il numero totale dei pixel visibili determina la risoluzione dello schermo. Più elevata è la risoluzione, più si rimpiccioliscono immagini e caratteri, ma la visione è più nitida ed è quindi possibile visualizzare un'area più vasta del documento al quale si sta lavorando. I monitor esterni tradizionali, che utilizzavano il tubo catodico e perciò detti CRT (Cathode Ray Tube, tubo a raggio catodico), ormai non sono più venduti, sostituiti dagli schermi a cristalli liquidi o LCD (Liquid Crystal Display, rappresentazione a cristalli liquidi). I monitor LCD hanno uno spessore di pochi centimetri, specie nelle versioni LED che risultano anche più luminose. Producono inoltre un minore affaticamento della vista rispetto ai monitor tradizionali, anche grazie all'assenza di radiazioni elettromagnetiche. Nei tablet, negli smartphone ed in altri dispositivi portatili, lo schermo è di tipo touchscreen, cioè sensibile al tatto. In tal caso, esso è, al tempo stesso, una periferica di input e di output, perché consente sia di inserire dati sia di visualizzare i risultati.
  • Scanner. Permette di immettere nel computer i dati presenti su un supporto cartaceo. Gli scanner più diffusi sono quelli piani, esteriormente simili a delle fotocopiatrici, ma molto meno ingombranti. Essi illuminano l'immagine da digitalizzare con una speciale lampada e registrano i colori riflessi durante la lettura. Esistono anche scanner integrati con stampanti e scanner manuali a rullo da utilizzare per acquisire piccole immagini. Nei dispositivi portatili è spesso utilizzata la fotocamera integrata con funzioni simili a quelle di uno scanner, in particolare per interpretare codici a barre e QR CODE (Quick Response Code, Codice di risposta rapida). I codici a barre sono noti per essere presenti nella gran parte dei prodotti che acquistiamo. I QR CODE sono codici di forma generalmente quadrata che compaiono prevalentemente su prodotti a stampa e che, se inquadrati con un dispositivo dotato di fotocamera e collegato ad Internet, aprono automaticamente una pagina web, scaricano ed avviano un video. Gli scanner memorizzano i testi scritti come se fossero fotografie. Esistono però delle applicazioni, dette OCR, Optical Character Recognition, riconoscimento ottico dei caratteri, che da un file grafico proveniente da scansione riescono a tradurre il testo scritto in veri e propri caratteri, modificabili quindi dall'operatore con un'applicazione di elaborazione testi. Il testo deve essere però molto chiaro e, in ogni caso, una certa percentuale di errori è inevitabile. La qualità di uno scanner è determinata da tre fattori: risoluzione, numero di colori e velocità. Risoluzione. Consiste nella qualità dei dettagli che lo scanner può riprodurre ed è indicata dal numero di punti per pollice. Più alto è questo numero, più elevata sarà la qualità dell'immagine e dunque migliore, e più costoso lo scanner. Numero di colori. È ormai standard. Velocità. C'è differenza tra uno scanner economico che può impiegare all'incirca 1 minuto per scannerizzare un foglio ed uno scanner di alta qualità, che compie la stessa operazione in pochi secondi.
  • Tastiera. Principale periferica con la quale vengono digitati i dati che immettiamo in un computer fisso o portatile. Ne esistono di vari tipi a seconda dei paesi. In Italia si utilizza la cosiddetta tastiera QWERTY, che prende il nome dalle prime sei lettere che compaiono sulla tastiera, per la precisione nella terza fila di tasti dall'alto nelle tastiere standard. Le tastiere standard hanno generalmente 104 tasti, ma sono numerose quelle con un numero superiore, utilizzati per esempio per il collegamento ad Internet od il controllo del volume delle casse acustiche. In genere ad ogni tasto sono associati due caratteri, che per le lettere dell'alfabeto corrispondono al minuscolo ed al maiuscolo, mentre in alcuni tasti sono presenti due simboli: quello inferiore si ottiene premendo il tasto, quello superiore premendolo contemporaneamente al tasto MAIUSC. Quando sul tasto sono presenti tre simboli, il terzo viene selezionato premendo contemporaneamente il tasto ALT GR. Sono molto diverse le une dalle altre, non solo per il numero ed il tipo di tasti disponibili, ma anche nel rumore prodotto dai tasti e nella loro resistenza al tocco. Sono molto diffuse le tastiere senza filo e sono vendute anche tastiere ergonomiche dalle forme strane, progettate per ridurre la fatica dei tendini delle mani e dei polsi. Nelle tastiere dei computer portatili, per ragioni di spazio, non è in genere presente il tastierino numerico ed alcuni tasti hanno una disposizione diversa e dimensioni minori. Ancora più limitate nel numero e nella dimensione dei tasti sono le tastiere presenti in pochi modelli di smartphone e tablet.
  • Alcuni tasti:
    • ESC. Abbreviazione di ESCAPE, fuga. Il primo tasto in alto a sinistra, serve a interrompere un'operazione o ad annullare una scelta.
    • 12 tasti funzione (da F1 a F12). Servono a svolgere una serie di operazioni: aprire, chiudere, stampare un documento, avviare la guida di un'applicazione. Sono sempre meno utilizzati.
    • TAB. All'estremità sinistra della tastiera, rappresenta in genere due frecce. Nelle applicazioni di elaborazione testi sposta il testo verso destra di uno spazio stabilito. Nei fogli elettronici sposta il cursore in senso orizzontale da una casella all'altra. Il cursore è la lineetta verticale lampeggiante che in fase di scrittura permette di individuare la posizione dove si scrive.
    • BACKSPACE. Poco sopra il tasto INVIO ed in genere rappresenta una freccia diretta verso sinistra. Cancella il carattere precedente.
    • INS (insert, inserire). Permette di passare dalla modalità di inserimento (nella quale i caratteri digitali appaiono tra quelli già esistenti) e quella di sovrascrittura (i caratteri digitati vanno man mano a sostituire quelli esistenti). Se si preme INS ed il testo che si inserisce sovrascrive quello esistente, basta premerlo nuovamente per disattivarlo.
    • CANC (DEL nelle tastiere americane). Cancella il carattere successivo. Se viene premuto dopo aver selezionato un file od una cartella, li cancella.
    • INVIO (ENTER nelle tastiere americane). Il tasto in genere più grande, che indica al computer di eseguire un ordine. Usato negli elaboratori di testo serve per andare a capo. Un altro INVIO, di dimensioni più piccole ma con le stesse caratteristiche, si trova alla destra del tastierino numerico.
    • BLOC MAIUSC (CAPS LOCK nelle tastiere americane). Spesso raffigura uno lucchetto, permette di scrivere solo il maiuscolo. Generalmente quando viene premuto si accende un led.
    • BARRA SPAZIATRICE. In basso, al centro della tastiera. È un tasto molto più lungo degli altri e serve a creare spazi tra le parole.
    • TASTIERINO NUMERICO (PADDLE NUMERICO). Si trova all'estremità destra della tastiera. Serve ad immettere più velocemente i numeri e ad effettuare calcoli. Nella parte superiore di questo tastierino si trova il tasto BLOC NUM, che attiva e disattiva il tastierino. Quando viene premuto si accende in genere un led sulla tastiera per indicare che è in funzione. Il tastierino è per lo più assente nei computer portatili.
    • CTRL (abbreviazione di CONTROL, controllo). Due tasti che si trovano nell'ultima riga in basso, si usano spesso premuti contemporaneamente ad altri tasti per eseguire funzioni speciali.
    • ALT (abbreviazione di ALTERNATE, alternato) e ALT GR. Si trovano nell'ultima riga in basso. Vengono usati insieme ad altri tasti per funzioni speciali.
    • MAIUSC o SHIFT. Si trovano nella penultima riga in basso, uno a destra ed uno a sinistra. In genere rappresentano una grossa freccia rivolta in alto. Se uno dei due tasti MAIUSC viene premuto contemporaneamente ad altri tasti, permette di ottenere le maiuscole od i simboli posti nella parte superiore di alcuni tasti.
    • FRECCE DIREZIONALI. Servono per spostare il cursore, perciò dette anche tasti cursore.
    • HOME. Muove il cursore all'inizio del rigo nel quale si sta scrivendo.
    • FINE. Sposta il cursore alla fine del rigo nel quale si sta scrivendo.
    • PAG SU. Fa scorrere in alto di una pagina il documento che si sta visualizzando.
    • PAG GIU. Fa scorrere in basso di una pagina il documento che si sta visualizzando.
    • BLOCSCOR o SCROLL LOCK. In alcune applicazioni, invece di far spostare il cursore, fa scorrere il documento sullo schermo. Se viene premuto, per lo più si accende un led sulla tastiera.
    • PAUSA – INTERR o PAUSE BREAK. Se si utilizza Windows, non ha in genere alcuno effetto. Quando i computer funzionavano con il sistema operativo DOS, serviva ad interrompere lo scorrimento del testo sullo schermo.
    • STAMP. Serve a copiare quello che si trova sullo schermo negli Appunti di Windows, per poi essere ricopiato in altre applicazioni.
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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca ghione di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Informatica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Deganello Mario.
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