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ESTRATTO DOCUMENTO

Concluse le indagini il PM deve decidere se chiedere al giudice il rinvio a giudizio o

l’archiviazione. Il PM chiede l’archiviazione se la notizia di reato è infondata.

L’archiviazione dipende se il giudice la accoglie oppure no. In caso che non viene

accolta fissa un udienza in camera di consiglio con il PM e le parti e dopo che controlla

tutti gli elementi decide se :

1. Disporre l’archiviazione

2. Disporre che il PM svolga altre indagini entro un limite di tempo

3. Oppure ordina al PM di formulare l’imputazione e fissa la data dell’udienza

preliminare.

Richiesta di Rinvio a Giudizio

Il PM è obbligato a depositare il fascicolo e notificare all’indagato e al suo difensore un

avviso di “Conclusione delle Indagini”.

Udienza Preliminare

Si svolge in contraddittorio, senza il pubblico. Al giudice spetta di verificare se esistono

elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio. Se esistono gli elementi emana il

decreto che dispone il giudizio e suddivide il fascicolo originario in 2 fascicoli uno per il

PM(non utilizzabile per la decisione dibattimentale) e uno per il dibattimento. Nel caso

che non esistono gli elementi pronuncia SENTENZA di NON LUOGO A PROCEDERE.

Il Dibattimento

Le domande sono poste direttamente dal PM e dai difensori. Il presidente del collegio

giudicante ha il compito di ammetterlo o meno. Il contradditorio si basa sull’esame

incrociato.

I procedimenti semplificati

1. Giudizio abbreviato – no dibattimento , modello inquisitorio

2. Patteggiamento – massimo pena patteggiabile 5 anni.

3. Giudizio immediato – modello accusatorio, no udienza preliminare.

4. Giudizio direttissimo – quando una persona è stata beccata in flagranza o

quando ha confessato nel corso dell’interrogatorio.

5. Procedimento per decreto - per i reati meno gravi, solo pena pecuniaria.

Il principio del “giusto processo” – si ha il principio del contraddittorio nella

formazione della prova. Include l’imparzialità del giudice, nella parità delle parti e nella

ragionevole durata del processo.

I diritti dell’accusato – disporre del tempo e delle condizioni necessarie per

preparare la sua difesa.

Diritto di confrontarsi col accusatore – l’imputato ha il diritto di interrogare le

persone che fanno dichiarazioni a suo carico.

Contraddittorio Oggettivo – una prova attendibile non si ottiene in segreto con

pressioni unilaterali.

Contraddittorio Soggettivo – diritto dell’imputato a confrontarsi col accusatore dinanzi

al giudice.

Il diritto a confrontarsi trova la sua sanzione attraverso l’inutilizzabilità delle

dichiarazioni da chi ha eluso il contraddittorio.

Norme intertemporali – indicano il criterio in base al quale si individua la disciplina

per il caso concreto. Norme che disciplinano l’applicazione di altre norme. Individua

quali tra esse saranno regolate dalla nuova disciplina e quali dalla disciplina

previgente.

Disposizioni transitorie – disciplina speciale per il caso concreto, di solito intermedia

tra quella contenuta nella nuova legge e quella contenuta nella legge abrogata.

Principio Tempus Regit Actum – sancisce l’efficacia immediata della nuova

disciplina e ne prevede la irretroattività.

Diritto Internazionale Consuetudinario – l’ordinamento italiano si conforma alle norme

del diritto internazionale generalmente riconosciute. Viene adattato automaticamente

il diritto interno al diritto internazionale consuetudinario.

Il Diritto Comunitario – ha efficacia obbligatoria nel nostro ordinamento. Il giudice

italiano applica direttamente i Regolamenti e le Direttive Self-Executing e valuta se la

legge nazionale è compatibile con la norma comunitaria. Se la legge nazionale

contrasta con la norma internazionale, non può disapplicare la legge nazionale ma

deve investire della questione la Corte Costituzionale.

CEDU(Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo) – non si limita a stabilire

obbligazioni tra Stati, ma si rende responsabile della costruzione di un vero e proprio

ordine pubblico europeo con diritti tutelati da garanzia collettiva. La CEDU attribuisce

alle persone la legittimazione di ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo una

volta esaurite le vie interne.

Il giudice italiano deve interpretare la norma nazionale in modo conforme alla CEDU.

Se la norma nazionale contrasta con la CEDU, il giudice italiano non può disapplicarla,

ma deve investire della questione la Corte Costituzionale che ha il duplice compito di

valutare la compatibilità della norma nazionale con la CEDU e se in contrasto deve

essere dichiarata illegittima. Dall’altra parte dove la norma CEDU è in contrasto con la

Costituzione italiana la espugna dall’ordinamento.

Parte Seconda

Cap 1-I soggetti del procedimento penale

Procedimento e processo

Il processo penale ha lo scopo di accertare se tale fatto costituisce reato e nel caso

positivo, di applicare una sanzione a chi lo ha commesso.

Procedimento penale

Indica una serie cronologicamente ordinata di atti diretti alla pronuncia di una

decisione penale. Gli atti hanno la finalità di accertare l’esistenza di un fatto

penalmente illecito e la sua attribuibilità a una persona. Il processo penale ordinario è

diviso in 3 fasi :

1. Indagini preliminari

2. Udienza preliminare

3. Giudizio

Processo Penale(udienza preliminare + dibattimento) – indica una porzione del

procedimento penale. Col termine STATO si vuole indicare 1 delle 3 fasi del

procedimento penale.

Azione Penale – atto iniziale del processo penale.

Imputazione – addebitare ad un determinato soggetto un fatto di reato. Elementi

dell’imputazione sono :

1. Enunciazione del fatto storico di reato addebitato alla persona

2. Indicazione degli articoli che si ritengono stati violati

3. Le generalità della persona alla quale è addebitato il reato.

I soggetti e le parti

Soggetti – coloro che sono titolari di poteri di iniziativa nel procedimento(giudice,

imputato , PM, difensore)

Parti – il soggetto attivo e soggetto passivo(PM e imputato)

La Competenza – frazione della giurisdizione svolta da ogni singolo organo. Si divide in

: 1. Competenza per materia

2. Competenza per territorio

3. Competenza in base alla connessione

Organi giudiziari Ordinari – quelli con competenza generale a giudicare tutte le

persone(magistrati ordinari)

Organi giudiziari speciali – sono competenti a giudicare soltanto alcune persone e sono

composti da magistrati speciali non appartenenti all’ordinamento giudiziario.

Giudici penali ordinari di 1 grado:

• Tribunale

• Corte di Assise

• Giudice di Pace

• Tribunale per i Minorenni

Giudici penali ordinari di 2 grado :

• Corte d’Appello

• Corte d’Assise d’Appello

La Cassazione è il 3 grado di giudizio di legittimità.

L’indipendenza e l’imparzialità – il giudice è dipendente soltanto alla legge e non ad

altre fonti. La sua indipendenza è garantita dalla Costituzione attraverso il CSM.

Tribunale per Minorenni - È composto da 2 giudici togati e da 2 esperti in psicologia,

pedagogia o materie analoghe e nominati con decreto dal Capo dello Stato su

proposta del ministro della giustizia.

Corte d’Assise – composta da 2 giudici di carriera e 6 giudici popolari. Ha competenza

di giudicare i fatti di sangue più gravi e i delitti politici.

Il Giudice di Pace – giudice non professionale nominato a tempo determinato

Tribunale – è competente a giudicare quei reati che non appartengono alla

competenza dei organi di sopra.

• In forma collegiale(3 giudici) per reati che prevedono pena detentiva superiore a

10 anni ma inferiore a 24 anni, per associazione a delinquere, mafia, aborto e

armi.

• In composizione monocratica per i reati punibili con la detenzione di massimo

10 anni, infortuni sul lavoro, traffico di droga.

Competenza per Connessione – non comporta per forza la riunione dei processi. Si ha

in 3 casi :

1. Il reato è commesso da più persone in concorso

2. Una persona è imputata di aver commesso più reati

3. Quando si procede per più reati quando gli uni sono stati commessi per

occultare gli altri

Quando vi è connessione un solo giudice è competente a giudicare tutti i reati

connessi.

Riunione in 4 casi :

1. I procedimenti siano pendenti nella stessa fase e nello stesso grado

2. Che i procedimenti siano di competenza del medesimo giudice

3. Che i procedimenti siano connessi

4. La riunione non determini un ritardo nella definizione dei procedimenti

Il Principio del Giudice Naturale – è il giudice che l’ordinamento lo considera il più

idoneo ad accertare il fatto di reato.

Conflitto di giurisdizione :

• Positivo – quando più giudici contemporaneamente prendono cognizione del

medesimo fatto attribuito alla stessa persona

• Negativo – quando più giudici si rifiutano di prendere cognizione del medesimo

fatto attribuito alla stessa persona dichiarando la loro incompetenza

Il conflitto può sorgere in ogni stato e grado del processo. L’ordinanza che rileva il

conflitto è trasmessa alla Cassazione che decide in camera di consiglio con sentenza e

indica quale giudice è competente a procedere

Incompetenza per materia – è rilevabile finché non si è pervenuti ad una sentenza

irrevocabile.

Incompetenza per territorio – rilevabile dal giudice fino alla chiusura della discussione

finale nell’udienza preliminare.

L’Imparzialità del Giudice – deve essere fondata sui seguenti principi :

1. La soggezione del giudice alla legge

2. La separazione delle funzioni processuali

3. La presenza di garanzie procedimentali che consentano di estromettere il

giudice parziale.

Non deve avere alcun legame con le parti.

Il giudice che ha esercitato precedenti funzioni nel processo non può emettere il

decreto penale di condanna né tenere l’udienza preliminare, né partecipare al giudizio.

Il giudice ha l’obbligo di astenersi quando compare come parziale.

Astensione – la dichiarazione di astensione è valutata da un altro giudice.

Ricusazione – può essere ricusato per gli stessi motivi dell’astensione

La Rimessione del Processo

Ci sono casi in cui può essere pregiudicata l’imparzialità dell’intero ufficio giudicante

territoriale. Lo spostamento è deciso dalla Cassazione quando ci sono i requisiti

necessari.

I casi di rimessione :

1. Quando sono pregiudicate la sicurezza pubblica

2. È pregiudicata la libera determinazione delle persone che partecipano al

processo. Giudici o testimoni intimiditi da associazioni mafiose

3. Legittimo sospetto di imparzialità dell’intero ufficio giudicante

Procedimento di rimessione – la Cassazione dove accoglie la richiesta, decide in

camera di consiglio, e trasferisce il processo ad un altro giudice con la medesima

competenza.

Regole probatorie – le esigenze di speditezza del processo penale, possono portare ad

un eventuale contrasto con le decisioni di altri giudici penali, civili o amministrativi. Il

codice accetta questa possibilità al fine di contenere la durata del processo. In 2 casi il

giudice penale deve seguire le regole probatorie speciali vigenti per la specifica

materia(questioni pregiudiziali sullo stato di famiglia e di cittadinanza). Il sorgere di tali

problemi può comportare la sospensione del processo penale in attesa che il giudice

civile ha deciso su tale questione. Il giudice penale ha soltanto il potere-dovere di

valutare la necessità della sospensione.

IL Pubblico Ministero(PM)

Rappresenta l’interesse dello Stato alla repressione dei reati. È frazionato in tanti uffici

ciascuno dei quali svolge le sue funzioni soltanto davanti all’organo giudiziari presso il

quale è costituito. Le funzioni di PM nelle indagini preliminari o processi di primo grado

sono svolte da un ufficio denominato ”procura della repubblica presso il

tribunale”. Funzioni PM :

1. Veglia alla osservanza delle leggi, alla regolare amministrazione della giustizia,

alla tutela dei diritti dello Stato, persone giuridiche e degli incapaci.

2. Promuove la repressione dei reati

3. Esercita l’azione penale

4. Nel procedimento penale svolge la funzione di parte pubblica rappresentando

gli interesse generale dello Stato-comunità

Status del PM – ha piena indipendenza di status. È inamovibile nel grado e nella

sede. È nominato a seguito di concorso pubblico. La Costituzione impone al PM

l’obbligo di esercitare l’azione penale.

Il PM è vincolato alla legge e tende a starne fuori dalla dipendenza politica. Il

magistrato del PM ha garanzie di indipendenza simili a quelle dei giudici.

Provvede alla sostituzione del magistrato che ha un interesse privato nella causa.

Quando avviene il titolare dell’ufficio deve trasmettere al CSM copia del

provvedimento motivato con cui ha disposto la sostituzione.

I magistrati della procura della repubblica hanno il divieto di rilasciare dichiarazioni o

fornire notizie agli organi di informazione circa l’attività giudiziaria dell’ufficio.

Non c’è un potere gerarchico tra ufficio superiore e inferiore, l’ufficio superiore avendo

solo poteri di sorveglianza riguardanti la disciplina e l’organizzazione.

Il procuratore generale presso la Corte di Cassazione svolge una funzione di

sorveglianza, nel senso che ha il potere di iniziare l’azione disciplinare contro un

qualsiasi magistrato requirente o giudicante.

Si ha contrasto negativo tra li uffici, quando 2 uffici durante le indagini preliminari

negano la competenza per materia o territorio del giudice presso il quale ciascuno di

loro esercita le funzioni, ritenendo la competenza di un altro giudice. Si ha contrasto

positivo quando 2 uffici stanno svolgendo indagini a carico della stessa persona in

relazione al medesimo fatto e ciascuno di essi ritenga la propria competenza.

Il procuratore generale presso la Corte d’Appello ha le seguenti funzioni:

1. Dirimere i contrasti tra gli uffici del PM

2. Ha il potere di avocare un singolo affare in casi tassativamente previsti dalla

legge

L’Astensione del magistrato del PM

Il magistrato del PM non può essere ricusato, perché è parte.

Astensione – il magistrato del PM ha l’obbligo di astenersi quando esistono gravi

ragioni di convenienza.

Sostituzione:

1. Se il magistrato ha interesse nel procedimento

2. Se il magistrato è tutore, curatore, procuratore o datore di lavoro di una delle

parti

3. Se c’era già da prima un’inimicizia grave tra il magistrato e una delle parti

4. Se un prossimo congiunto del magistrato è offeso o danneggiato dalla parte

Se il capo d’ufficio omette alla sostituzione, il procuratore generale presso la Corte di

Appello designa per l’udienza un magistrato appartenente al suo ufficio(avocazione

obbligatoria)

Dovere di lealtà processuale – il PM è un magistrato indipendente che svolge la

funzione di parte pubblica. Si distingue dal giudice per il fatto di avere un capo

superiore anche se limitato a questioni organizzativi della sua attività. Si distingue

dalla parti private che hanno un interesse personale privato nella causa. Il PM non

deve limitarsi a cercare le prove favorevoli all’accusa, ma anche accertamenti a favore

dell’indagato. Tutti i risultati raccolti dal PM devono essere depositati nei tempi

previsti. Su di lui incombe un obbligo di lealtà processuale che non incombe sulle parti.

Procura distrettuale antimafia

È l’ufficio della procura della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto

di Corte d’Appello. Ha funzioni di PM in primo grado in relazione ai delitti di criminalità

organizzata mafiosa e assimilati, terrorismo, pedopornografia, reati informatici,

intercettazioni abusive.

Procura Nazionale Antimafia

Ufficio con sede a Roma. Il capo è il procuratore nazionale antimafia che è sottoposto

alla sorveglianza del procuratore generale presso la Cassazione. È nominato dal CSM

con accordo con il Ministro della Giustizia.

Funzioni :

1. Controllo del coordinamento tra i singoli uffici del PM che stanno compiendo

indagini per i delitti di mafia e in caso di mancato coordinamento deve avocare

le indagini.

2. Poteri di impulso nei confronti dei procuratori distrettuali

Non risponde ad organi del potere politico e non può compiere direttamente le

indagini. Polizia Giudiziaria

Si serve di 5 corpi dello Stato(Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia

Penitenziaria e Corpo Forestale)

Polizia amministrativa – si occupa dell’osservanza della legge e dei regolamenti

amministrativi. È divisa in varie specializzazioni.

Polizia di sicurezza – ha compito di tutela della collettività contro i pericoli di ordine

pubblico e sicurezza delle persone.

Polizia giudiziaria – deve anche di propria iniziativa a prendere atto degli reati e di

impedire che vengano portati ad ulteriori conseguenze e ricercarne gli autori.

In situazioni di urgenza la polizia giudiziaria procede all’arresto in flagranza o al fermo

di una persona gravemente indiziata. La funzione di polizia giudiziaria è diretta dal

Ministro dell’Interno, e in sede locale spetta al prefetto e al questore.

È sotto la direzione del PM e sotto sorveglianza del procuratore generale presso la

Corte di Appello.

DIA(Direzione Investigativa Antimafia) – svolge la lotta contro la criminalità

organizzata. È posto sotto la direzione e sorveglianza del procuratore generale

antimafia.

Colui che svolge funzioni di polizia giudiziaria dipende funzionalmente dal PM e

organicamente dal potere esecutivo.

Il singolo magistrato del PM incarica delle indagini nominativamente un ufficiale di

polizia giudiziaria. L’Imputato

Colui a cui è stato attribuito il reato nell’imputazione formulata dal PM. Contro il quale

è esercitata l’azione penale.

Indagato – persona sottoposta alle indagini preliminari

L’Interrogatorio(Art 64 e 65)

Dall’interrogatorio si potranno ottenere dichiarazioni soltanto se nei limiti in cui

l’indagato decida liberamente di renderle.

Divieto di utilizzare metodi o tecniche idonei ad influire sulla libertà di

autodeterminazione o ad alterare la capacità di ricordare o valutare i fatti.

Avvisi!!!! :

1. Le sue dichiarazioni potranno essere utilizzate nei suoi confronti

2. L’indagato ha la facoltà di non rispondere ad alcuna domanda, tranne che deve

rispondere secondo la verità sulla sua identità personale. Il codice gli riconosce

il diritto di stare in silenzio

3. L’indagato è avvertito che se renderà dichiarazioni su fatti concernenti la

responsabilità di altri, assumerà la qualità di testimone con gli obblighi e doveri

di tale ufficio.

Il PM deve rendere noto in forma chiara all’indagato il fatto che gli è attribuito e deve

comunicarli le fonti di prova, salvo che ciò comporti un pregiudizio per le indagini.

L’indagato può rifiutare di rispondere a tutte le domande o decidere quando tacere.

Non ha l’obbligo di dire la verità ma dove si attesta che ha mentito rischia di non

essere più creduto. Se ammette i fatti a lui attribuiti si ha una confessione.

Limiti alla possibilità di mentire :

1. È punibile quando compie simulazione di reato, cioè afferma che è avvenuto un

reato che nessuno ha commesso.

2. Quando calunnia un’altra persona, cioè lo incolpa del reato sapendo che tale è

innocente.

Il testimone e la Persona Informata(Future Witness)

La persona che ha conoscenza dei fatti è qualificata testimone quando depone davanti

al giudice. Viceversa quando è esaminata dal PM è qualificata come Persona Informata

e che ha l’obbligo di rispondere secondo la verità.

Può accadere che nel corso della deposizione, il testimone, renda più o meno

consapevolmente dichiarazioni auto-indizianti(dichiarazioni da cui emergono indizi di

reità a suo carico). In questo caso l’autorità deve :

1. Interrompere l’esame

2. Avvertire la persona che le ha rese che potranno essere svolte indagini nei suoi

confronti

3. Invitarla a nominare un difensore

Si tende a tutelare il testimone che si è messo nei guai nell’adempiere al dovere di

verità.

Elusione della qualità di indagato –se una persona ascoltata come testimone o persona

informata doveva essere sentita dall’inizio come imputato, le sue dichiarazioni rese

non possono essere utilizzate. Si tende ad evitare l’abuso di potere da parte

dell’autorità inquirente.

Verifica dell’identità fisica e anagrafica dell’indagato

Il procedimento penale è finalizzato ad accertare un fatto di reato.

Accertamento identità fisica dell’indagato – stabilire se l’indagato coincide con la

persona che è responsabile del reato. Si fa attraverso l’impronta digitale o genetica o

testimone oculare. In ogni stato e grado del procedimento, quando risulta che

l’imputato è stato segnalato sotto diverso nome, sono eseguite le comunicazioni

all’autorità giudiziaria competente ai fini dell’applicazione della legge penale.

Accertamento identità anagrafica dell’indagato – l’indagato viene invitato a indicare le

sue generalità e viene ammonito delle conseguenze nel caso di dichiarazioni false o

rifiuto.

Il giudice deve anche valutare se l’imputato o l’indagato è in grado di partecipare

coscientemente al procedimento penale. Se si accerta l’incapacità processuale si ha la

sospensione del procedimento penale soltanto se non può pronunciare una sentenza

di proscioglimento o di non luogo a procedere.

Accertata l’infermità mentale, il giudice sospende il procedimento penale con

ordinanza ricorribile per Cassazione e nomina un curatore speciale. Ogni 6 mesi il

giudice dispone perizia sullo stato psichico.

Il Difensore

La difesa è un diritto che può essere esercitato si personalmente che per mezzo di

difensore.

Il difensore ha particolari competenze penalistiche, privatistiche e processuali.

Rappresentanza tecnica – è il potere conferito al difensore di compiere atti processuali

nell’interesse del cliente. È conferita dal cliente mediante una procura ad litem.

Per gli atti personali non basta la rappresentanza tecnica ma serve una procura

speciale a compiere un determinato atto. Deve essere rilasciata per atto pubblico o

scrittura privata autenticata e deve contenere la determinazione dell’oggetto per cui è

conferita e dei fatti ai quale si riferisce.

Per gli atti personalissimi come interrogatorio o esame incrociato non vi può essere

rappresentanza volontaria.

Il rapporto tra difensore e il suo assistito è di natura fiduciaria. Prima dell’accettazione

del mandato il difensore può rifiutare la nomina, basta comunicarla all’autorità che

procede.

Dopo che ha accettato il mandato, il difensore può rinunciare allo stesso. La rinuncia

deve essere comunicata a colui che ha effettuato la nomina ed all’autorità procedente,

ma non ha effetto finché la parte non risulti assistita da un nuovo difensore.

Deontologia – il difensore ha un dovere di correttezza, ma non ha l’obbligo di

ricercare e introdurre nel processo elementi sfavorevoli al suo assistito. Non deve

introdurre nel processo prove che sa che sono false

L’imputato ha il diritto di farsi assistere da non più di 2 difensori di sua scelta.

L’imputato non potrebbe esercitare un autodifesa esclusiva neanche se per ipotesi

avesse la qualità di avvocato.

Difensore d’ufficio

La designazione del difensore d’ufficio spetta al consiglio dell’ordine degli avvocati di

ciascun distretto della corte di appello che predispone gli elenchi dei difensori idonei

sulla base di turni di reperibilità.

Serve nel caso in cui l’imputato si disinteressa di nominare un difensore o ne rimane

privo o nessuno lo accetti come incarico e ha lo scopo di garantire un minimo di

uguaglianza nel procedimento.

Il difensore delle parti private diverse dall’imputato – la parte civile deve autenticare la

propria firma da una persona abilitata(notaio) e conferisce al difensore la procura ad

litem che è una procura speciale.

È stato istituito un patrocinio a spese dello Stato per le persone con un reddito annuo

inferiore a 10,628€ . il non abbiente nomina un difensore compreso nell’apposito

elenco.

Regole attività difensive :

la difesa di più imputati può essere fatta da un unico difensore salvo caso di

incompatibilità. Nel caso di incompatibilità il difensore può rinunciare alla difesa di una

o determinate persone o l’imputato revoca il mandato.

Gli avvocati sono tutelati dal segreto professionale e non possono essere obbligati a

deporre su quanto hanno conosciuto per ragione del proprio ministero.

Ufficio del difensore è gode di diverse garanzie :

1. Non è consentita l’intercettazione relativa a conversazioni o comunicazioni dei

difensori, consulenti tecnici e i loro assistiti.

2. Ispezioni, perquisizioni e sequestri solo in casi tassativamente previsti dalla

legge

3. Le ispezioni e perquisizioni sono ammesse per ricercare cose o persone

predeterminate nascoste nell’ufficio dell’avvocato

4. Il sequestro di carte o documenti è vietato nell’ufficio dell’avvocato e suoi

ausiliari tranne nel caso in cui l’oggetto è corpo del reato

Gli atti sopra citati devono essere compiuti da un giudice personalmente. E quando il

giudice si accinge a compiere una delle operazioni sopra menzionate deve preavvisare

a pena di nullità, il presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati perché questo

possa assistere alle operazioni.

Si ha il divieto di sequestrare la corrispondenza tra l’imputato e il suo difensore, salvo

che essa costituisca corpo del reato.

La Persona Offesa dal reato e la Parte Civile

Persona Offesa – è il titolare dell’interesse giuridico protetto. Ha poteri

sollecitatori(presentare memorie o indicare elementi di prova nel corso del

procedimento). Gode di diritti di informativa, riceve informazione di garanzia quando il

PM sta per compiere un atto garantito nei confronti dell’indagato. Deve essere

informata della data e luogo dove si svolgerà l’udienza preliminare e le deve essere

notificato il decreto che dispone il giudizio.

Può richiedere l’incidente probatorio e in caso di inattività del PM può chiedere al

giudice per le indagini preliminari di presentare le proprie conclusioni, in 2 delicate

ipotesi, quando il PM ha chiesto al giudice la proroga delle indagini o archiviazione.

Parte civile nel processo penale – il reato può aver provocato pure un certo danno. In

tal caso colui che ha commesso il reato è obbligato a risarcire il danno o restituire la

cosa sottratta. Si può procedere ad un processo civile autonomo oppure costituirsi

parte civile nel processo penale dopo che il PM ha esercitato l’azione penale.

Il danno può essere patrimoniale o non patrimoniale(sofferenze fisiche o psichiche)

Essere soltanto danneggiato dal reato non fa acquisire la qualifica di offeso e quindi

non spettano i diritti e le facoltà della persona offesa.

L’azione civile resta facoltativa e disponibile nel processo penale ma è considerata

ospite.

La parte civile ha l’obbligo di dire la verità quando è citata come testimone nel

processo penale.

Dichiarazione di costituzione di parte civile

La costituzione deve essere resa per iscritto. Deve essere sottoscritta dal difensore

della parte civile perché il danneggiato sta in giudizio non personalmente ma

mediante il difensore munito di procura speciale conferita con atto pubblico o scrittura

privata autenticata. La dichiarazione svolge la funzione dell’atto di citazione nel

processo civile e deve contenere a pena di inammissibilità :

1. Le generalità della persona fisica

2. Le generalità dell’imputato nei confronti di cui viene esercitata l’azione civile

3. Nome e cognome del difensore e la indicazione della procura a questi rilasciata

4. La esposizione delle ragioni che giustificano la domanda di risarcimento. I

motivi consentono al giudice di valutare se il richiedente è legittimo a costituirsi

parte civile.

5. La sottoscrizione del difensore

Esclusione – se non esistono i presupposti sostanziali o i requisiti formali per la

costituzione di parte civile, il giudice, con ordinanza né dispone l’esclusione.

L’ordinanza non è impugnabile.

Revoca – effettuata con dichiarazione resa in udienza dalla parte o dal suo difensore o

con atto scritto depositato in cancelleria e notificato alle parti. Si ha revoca tacita

quando la parte non presenta le proprie conclusioni al momento della discussione

finale o non promuova l’azione civile davanti al giudice civile.

Se il danneggiato esercita l’azione risarcitoria davanti al giudice civile in modo

tempestivo, l’azione civile può svilupparsi parallelamente allo svolgersi del processo

penale.

Se il danneggiato rimane inerte corre il rischio che il giudice penale assolva l’imputato

con una formula ampia che acquista forma di giudicato, cosi fa sembrare che il fatto

sia stato accertato.

Altri soggetti del procedimento penale

1. Ente rappresentativo di interessi lesi dal reato – si colloca come accusatore al

fianco del PM senza poter esercitare l’azione penale, né l’azione civile di danno

2. Il responsabile civile – è il soggetto obbligato a risarcire il danno causato

dall’autore del reato. Non ha partecipato al compimento dell’illecito penale.

3. Persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria

4. Enti responsabili in via amministrativa per i reati commessi da loro

rappresentanti o dirigenti

Cap 2 – Gli Atti

Gli atti del procedimento penale

Quell’atto compiuto da uno dei soggetti e che è finalizzato alla pronuncia di un

provvedimento penale. Gli atti più importanti del procedimento penale hanno una

forma vincolata. Ci sono modelli legali e modelli legali speciali. Quando il codice non

impone una forma vincolata, l’atto ha la forma libera.

Lingua degli atti – italiano

Atti del Giudice :

1. Sentenza – è l’atto con cui il giudice adempie al dovere di decidere. Esaurisce

una fase o un grado del processo e il giudice si spoglia del caso. La sentenza è

sempre motivata a pena di nullità.

2. Ordinanza – provvedimento con cui il giudice risolve singole questioni senza

definire il procedimento. Deve essere sempre motivata a pena di nullità. È

revocabile dal giudice

3. Decreto – è un ordine dato dal giudice, deve essere motivato soltanto se la

legge lo precisa.

4. Immediata declaratoria di determinate cause di non punibilità – il fatto non

sussiste, l’imputato non lo ha commesso, il fatto non costituisce reato e il fatto

non è previsto dalla legge come reato.

5. Immediata declaratoria in ogni stato e grado del processo

L’ordinanza viene emessa dopo che si è svolto un contraddittorio, il decreto è emesso

in assenza di esso. Il decreto può essere emesso anche dal PM nei casi previsti dalla

legge.

Correzione di errori materiali :

1. Gli atti del giudice riferibili al modello delle sentenze, delle ordinanze e del

decreto materiale.

2. L’errore non deve essere causa di nullità dell’atto.

3. L’errore deve essere materiale, cioè costituire difformità tra il pensiero del

giudice e la formulazione esteriore di tale pensiero.

4. L’eliminazione dell’errore non deve comportare una modifica essenziale

dell’atto

Il giudice gode di poteri coercitivi anche contro il volere dei singoli interessati.

L’accompagnamento coattivo dell’imputato e di altre persone – ha la finalità di

condurre la persona davanti al giudice per rendere possibile l’acquisizione di un

contributo probatorio.

Atti delle parti :

1. Richieste(domanda rivolta al giudice per ottenere una decisione) e

memorie(illustra questioni in fatto e in diritto)

2. Conclusioni

3. Consenso

4. Accettazione

5. Rinuncia e Revoca

6. Impugnazione

Procedimento in Camera di Consiglio

È il luogo dove il giudice si ritira in segreto per deliberare. In camera di consiglio non

c’è la presenza del pubblico e anche la presenza delle parti non è necessaria. Le parti

ricevono un avviso ma non hanno l’obbligo di intervenire.

Il modello ordinario – l’atto iniziale è il decreto di fissazione dell’udienza con avviso alle

parti almeno 10 gg prima dell’udienza stessa. Fino a 5 gg prima dell’udienza gli

interessati possono presentare memorie in cancelleria del giudice.

Contraddittorio eventuale – il giudice ha l’obbligo di ascoltare a pena di nullità tutti

coloro che intervengono all’udienza. Il provvedimento camerale ha la forma di

ordinanza ed è impugnabile per Cassazione.

La documentazione degli atti – mediante il verbale che contiene luogo, anno, mese,

giorno e ora quando è cominciato e chiuso, le persone intervenute. Il verbale deve

riprodurre sia la domanda che la risposta. Nel processo civile il verbale fa piena prova

fino alla querela di falso. Nel processo penale può essere sottoposto dal giudice alla

verifica delle affermazioni del verbale. 3 tipi di verbale :

1. Verbale in forma integrale

2. Verbale in forma riassuntiva con riproduzione fonografica

3. Verbale in forma riassuntiva senza riproduzione fonografica

La notificazione

Strumento per rendere noto al destinatario un atto del procedimento. Una volta che

esse sono state fatte scatta la presunzione legale di avvenuta conoscenza. Della

consegna della notifica viene redatto un verbale. Le notificazioni posso essere disposte

dal giudice, dal PM e chieste dalle parti private.

Decreto di irreperibilità – se l’imputato è irreperibile li viene designato un difensore

che ne sia privo e viene ordinato che le notificazioni siano eseguite mediante copia al

difensore. Stessa disciplina per il latitante o evaso.

Notifica all’imputato all’estero –il giudice o il PM inviano una raccomandata con

l’indicazione dell’autorità procedente, del titolo di reato e della data e del luogo del

fatto, invitando il soggetto a dichiarare o eleggere domicilio nel territorio dello Stato

entro il termine di 30gg.

Se non sono state seguite le formalità prescritte dalla legge si ha la nullità della

notificazione.

L’Interprete

Nomina di interprete quando occorre tradurre un documento scritto in lingua straniera

o quando la persona che vuole o deve fare una dichiarazione non conosce l’italiano.

Serve la nomina dell’interprete anche quando l’imputato è sordo, muto o sordo-muto

quando questi non sanno né scrivere né leggere. La prestazione dell’ufficio è

obbligatoria nel caso di rifiuto può essere disposto l’accompagnamento coattivo.

Cause di invalidità degli atti

L’atto perfetto è quello che è conforme al modello descritto dalla norma processuale e

che produce gli effetti giuridici previsti dalla legge. 4 casi di invalidità :

1. Decadenza – atto compiuto dopo il termine perentorio

2. Inammissibilità – la richiesta non ha i requisiti previsti dalla legge per essere

valutata nel merito. È rilevata dal giudice su eccezione di parte o d’ufficio e

dichiarata con ordinanza o sentenza.

3. Nullità – atto compiuto senza uno o più requisiti richiesti espressamente per

legge

4. Inutilizzabilità – colpisce il valore probatorio di un atto, il giudice non può basarsi

su esso per la decisione

Atto irregolare – inosservanza della legge nella formazione dell’atto. È valido.

Decadenza di termini :

1. Perentori – compiere un atto entro e non oltre quel periodo di tempo. Sono atti

invalidi e inammissibili.

2. Ordinatori – fissano il periodo di tempo entro il quale compiere l’atto, ma il

superamento della scadenza non comporta invalidità se l’atto è compiuto

correttamente.

In base all’effetto che imprimono sul processo i termini sono :

1. Dilatori – quelli con cui si prescrive che un atto non può essere compiuto prima

del loro decorso. Scopo garantire che uno o più soggetti processuali abbiano il

tempo per prepararsi al compimento di un determinato atto.

2. Acceleratori – la legge prevede il limite temporale entro il quale un determinato

atto deve essere compiuto. Scopo svolgere il processo in tempo minimo.

Dove la legge non prevede la decadenza o l’inammissibilità, gli atto compiuto oltre il

termine è valido.

Restituzione in termine – è un rimedio di carattere eccezionale, destinato a

riassegnare alle parti la possibilità di esercitare un potere che era estinto per

decadenza. È di 2 tipi :

1. Generico – quando la parte prova di non aver potuto osservare il termine per

caso fortuito o forza maggiore. Eventi naturali, violenza fisica o morale, scioperi.

2. Specifici – sentenza contumaciale e del decreto penale di condanna

L’ordinanza che concede la restituzione nel termine deve essere motivata.

La Nullità

1. Speciali – esempio lingua degli atti

2. Generali

Le nullità possono essere anche :

1. Assolute – omessa citazione dell’imputato o capacità del giudice

2. A regime intermedio – sono sanabili

3. Relative – sono dichiarate dal giudice su eccezione di parte.

Limiti di deducibilità – la parte trova un ostacolo ad eccepire la nullità.

Le Sanatorie – fatto giuridico ulteriore e successivo rispetto all’atto viziato, che

affiancato a quest’ultimo lo rende equivalente all’atto valido. Si applicano solo alle

nullità relative e intermedie. La sanatoria speciale per le nullità delle citazione è

sanata solo se compare la parte interessata

Estensione della nullità – agli atti successivi che dipendono dall’atto nullo.

Rinnovazione – non è possibile quando l’atto è all’origine non ripetibile o lo è

diventato successivamente.

Inutilizzabilità

Non colpisce l’atto ma il suo valore probatorio. Può essere :

1. Assoluta –nei confronti di tutti

2. Relativa – quando la legge indica le persone nei confronto delle quali non può

essere utilizzato.

Può essere anche :

1. Speciale – ogniqualvolta che il codice lo commini espressamente

2. Generale – si riferisce a categorie di inosservanze delineate nel genere

Inutilizzabilità fisiologica – è una conseguenza della separazione delle fasi del

procedimento ed è posta a tutela del principio del contraddittorio. Si prevede la loro

inutilizzabilità solo perché sono stati acquisiti prima del dibattimento.

Inutilizzabilità patologica – consegue ad alcuni dei vizi più gravi del procedimento

probatorio(ammissione, assunzione e valutazione della prova). Le prove acquisite in

violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono essere utilizzate. L’inutilizzabilità

non può essere sanata né rinnovare l’atto.

Atto inesistente – è una causa di invalidità e si tratta di porre rimedio a quei vizi

talmente gravi che non sono previsti manco dalle nullità assolute insanabili. Tra i casi

di inesistenza ci sono :

1. Carenza di potere giurisdizionale in colui che ha pronunciato la sentenza

2. Sentenza pronunciata contro un imputato totalmente incapace o nei confronti di

persona inesistente.

Atto abnorme – provvedimenti affetti da anomali cosi gravi da renderli del tutto

eccentrici rispetto al sistema del codice. Può essere sottoposto a ricorso per

Cassazione prima della irrevocabilità della sentenza.

Cap 3 – Principi Generali sulla Prova

Il ragionamento del giudice

Il giudice in primis accerta se l’imputato ha commesso il fatto che gli è stato

addebitato. In secondo luogo interpreta la norma incriminatrice al fine di ricavarne

quale è il fatto tipico punibile. In fine valuta se il fatto storico che ha accertato è

conforme al fatto tipico previsto dalla legge.

Al giudice si pone l’obbligo di usare soltanto criteri di ragione. Si frena cosi

l’intuizionismo e gli aspetti irrazionali che si possono manifestare nel momento del

decidere. Al giudice si pone l’obbligo di usare soltanto criteri razionali, dei quali è

tenuto a dare conto nella motivazione.

Sentenza – è composta da una motivazione e da un dispositivo. Nella motivazione il

giudice, in base alle prove che sono state acquisite nel corso del processo, ricostruisce

il fatto storico commesso dall’imputato, quindi interpreta la legge e precisa il fatto

tipico previsto dalla norma penale incriminatrice. In fine valuta se il fatto storico

rientra nel fatto tipico. Nel dispositivo il giudice trae le conseguenze ed emette un

ordine : se il fatto commesso è conforme al fatto tipico previsto dalla norma

incriminatrice, il giudice condanna. Se il fatto non è conforme il giudice assolve

l’imputato.

Accertamento fatto storico – all’inizio il fatto storico non è certo e l’accusa ne afferma

l’esistenza, mentre la difesa in tutto o in parte lo nega. Il giudice ricostruisce il fatto

usando la ragione. Perché l’accertamento sia razionale deve avere :

1. Essere basato sulle prove – provare significa rappresentare mediante altri fatti.

2. Essere oggettivo – deve fondarsi sulle prove e non sulla conoscenza privata

3. Fondato su principi logici – il risultato di una prova deve essere messo a

confronto col risultato di altre prove e se esiste una contraddizione deve essere

risolta. I principi logici che ha seguito verranno riportati nella motivazione della

sentenza

Il giudice esamina la legge penale e ricava da essa il fatto tipico previsto dalla norma

incriminatrice.

Giudizio di conformità – il giudice valuta se il fatto storico, ricostruito mediante

prove, è conforme al fatto tipico previsto e sanzionato dalla norma penale

incriminatrice. Se il fatto storico non rientra nel fatto tipico, il giudice proscioglie

l’imputato, se è conforme lo condanna.

Prova e Indizio

Il termine Prova ha 4 significati :

1. Fonte di prova – sono le persone, le cose ed i luoghi che forniscono un elemento

di prova

2. Mezzo di prova – è lo strumento col quale si acquisisce al processo un elemento

che serve per la decisione(es: testimonianza)

3. Elemento di prova – è l’informazione che si ricava dalla fonte di prova.

4. Risultato probatorio – il giudice valuta la credibilità della fonte e l’attendibilità

dell’elemento ottenuto.

Ragionamento inferenziale – il fatto storico di reato non ripetibile, che può essere

conosciuto soltanto attraverso le tracce che ha lasciato nel mondo reale o nella

memoria degli uomini. Da tali tracce che sono elementi di prova, il giudice ricava

l’esistenza del fatto del passato.

Oggetto di prova – è il fatto descritto nell’imputazione

Risultato probatorio – è il frutto generato dalla verifica della credibilità della fonte e dal

giudizio di attendibilità. Insieme che si ha attraverso l’esame incrociato.

Prova indiziaria – ragionamento che da un fatto provato si ricava l’esistenza di un

ulteriore fatto da provare Massima di Esperienza

È una regola di comportamento che esprime ciò che avviene nella maggior parte dei

casi(“in casi simili, vi è un identico comportamento”). Le massime di esperienza non

sono controllabili perché non ci sono tecnici di diritto in grado di seguire. Non sono

sperimentabili in quanto il reato è un fatto umano irripetibile per natura. Non sono

generali perché le norme di comportamento umano ammettono eccezioni.

Metodo di elaborazione – il giudice applica un ragionamento di tipo induttivo e formula

una regola di esperienza. Successivamente svolge un ragionamento deduttivo e

applica alla circostanza indiziata la regola generale che ha ricavato in precedenza.

Deve scegliere in modo corretto quale fra più massime di esperienza è applicabile al

caso concreto.

La legge scientifica – dove servono competenze specifiche, il giudice deve affidarsi a

persone che hanno conoscenze specialistiche. Caratteristiche :

1. Generalità – non ammette eccezioni o il margine d’errore è comunque noto

2. Sperimentabilità – il fenomeno scientifico deve essere riconducibile ad

esperimenti misurabili quantitativamente

3. Controllabilità – la loro formulazione è sottoposta alla critica della comunità

degli esperti

La gravità di un indizio attiene al grado di convincimento; è grave l’indizio che

resiste alle obiezioni. Gli indizi sono precisi quando la circostanza indiziante è stata

ampiamente provata. Sono concordanti quando convergono tutti verso la medesima

conclusione.

Alibi – se l’oggetto della prova è un fatto incompatibile con la ricostruzione del fatto

storico.

Procedimento probatorio

Spetta alle parti il potere di ricercare le fonti e di chiedere al giudice l’ammissione al

relativo mezzo di prova. Al giudice spetta solo il potere di decide l’ammissione e di

emettere una valutazione sulle prove.

Diritto alla prova

1. Ricerca della prova – spetta alle parti, in primis al PM.

2. Ammissione della prova – deve essere chiesta dalle parti al giudice. Il giudice

ammette la prova in base a 4 criteri. Deve essere pertinente al fatto storico

dell’imputazione, non deve essere vietato dalla legge, non deve essere

superfluo e deve essere rilevante per l’accertamento. Il giudice provvede

sull’ammissione della prova con ordinanza. Il giudice da solo non può

ammettere le prove se non su richiesta di parte, ma ci sono delle eccezioni in

cui ammette d’ufficio la prova quando questa sia assolutamente necessaria.

3. Assunzione della prova – avviene col metodo dell’esame incrociato, che è

ritenuto il miglior strumento che permette di valutare se il dichiarante risponde

secondo la verità.

4. Valutazione della prova – argomentare sulla base dei risultati che siano stati

acquisiti. Nel processo penale non esiste la prova legale. Anche la confessione

può essere valutata come non attendibile dal giudice.

Onere della prova – l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna

definitiva. L’onere della prova ricade su quella parte che sostiene la reità

dell’imputato. Le prove sono ammesse a richiesta di parte. Introdurre la prova non

significa di aver soddisfatto l’onere sostanziale della prova. Un fatto non provato

equivale ad un fatto inesistente.

Fatto notorio – fatto di pubblica conoscenza in un determinato ambito territoriale.

Fatto pacifico – fatto di conoscenza non pubblica, ed è affermato da una parte ed è

ammesso esplicitamente o implicitamente dalla controparte.

L’onere della prova delle scriminanti – il dubbio va a favore dell’imputato anche

quando questi ha l’onere della prova.

Oralità è comunicare il pensiero mediante la voce. Immediatezza si vuole che il

giudice prenda direttamente contatto con la fonte della prova. Contraddittorio

comporta la partecipazione delle parti alla formazione della prova.

Questioni pregiudiziali e limiti probatori

Un elemento è detto pregiudiziale quando dalla sua risoluzione dipende o meno

l’esistenza di un elemento costitutivo della fattispecie incriminatrice che deve essere

applicata. Il giudice penale ha il potere di risolvere ogni questione da cui dipende la

decisione. Quando la questione pregiudiziale ha per oggetto una controversia sullo

stato di famiglia e di cittadinanza, il giudice penale è vincolato ai limiti di prova stabiliti

dalle leggi civili. Negli altri casi applica le regole probatorie del processo penale.

Cap 4 – I Mezzi di Prova

Mezzi di prova

1. Tipici – testimonianza, esame delle parti, confronti, le ricognizioni, esperimenti

giudiziali, perizia e i documenti

2. Atipici – atipica quella prova che mira ad ottenere un risultato diverso da quelli

perseguiti dai mezzi di prova tipici e che non pregiudica la libertà morale della

persona.

Testimonianza

Il testimone ha l’obbligo penalmente sanzionato di presentarsi davanti al giudice e dire

la verità. Viceversa l’imputato quando si offe all’esame incrociato non ha l’obbligo di

presentarsi, di rispondere alle domande o di dire la verità. La qualifica di testimone si

assume solo se si è a conoscenza di fatti, ma che non riveste la qualifica di imputato.

Obblighi testimone – di presentarsi di fronte al giudice se no può essere portato in

modo coattivo. Ha l’obbligo di dire la verità e in caso che afferma il falso commette il

delitto di falsa testimonianza.

La deposizione è resa in dibattimento. Il testimone di regola non può esprimere

valutazioni o apprezzamenti personali.

Testimonianza :

1. Diretta – quando il testimone ha percepito personalmente il fatto da provare con

uno dei 5 sensi

2. Indiretta – quando ha appreso il fatto da rappresentazioni che altri hanno riferito

a voce o iscritto. Quando succede questo bisogna accertare l’attendibilità sia del

testimone indiretto che del teste di riferimento.

Teste di riferimento – è la persona da cui si è “sentito dire”

Il testimone indiretto deve indicare la persona o la fonte da cui ha appreso le

informazioni. La legge impone a pena di inutilizzabilità di individuare fisicamente la

persona o la fonte. Il teste di riferimento può essere chiamato a deporre in udienza su

richiesta di parte. Nel caso in cui nessuna parte richiede ciò la testimonianza indiretta

può essere utilizzata. In via eccezionale la testimonianza indiretta è utilizzabile quando

l’esame del teste diretto risulti impossibile per morte, infermità o irreperibilità, e dovrà

essere verificata mediante altri riscontri.

NB!!! – è vietato assumere deposizioni su fatti appresi da persone vincolate da

segreto professionale.

È vietata la testimonianza indiretta della polizia salvo dove espressamente ammessa

per legge.

La regola riconosce a qualsiasi persona la capacità di testimoniare incluso infermo di

mente e minore di 14 anni, ma il giudice dovrà valutare la credibilità del dichiarante e

l’attendibilità.

Incompatibilità a testimoniare

1. Imputati concorrenti nel medesimo reato, posso farlo solo sei nei loro confronti

sia stata pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento, di condanna o di

patteggiamento.

2. Imputati in procedimenti legati da una connessione debole, reati commessi per

occultare gli altri.

3. Imputati in procedimenti probatoriamente collegati, reati dei quali gli uni sono

stati commessi in occasione degli altri, salvo sentenza irrevocabile nei loro

confronti.

4. Responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria

5. Chi svolge funzione di giudice, PM o loro ausiliario nel medesimo processo

Privilegio contro l’autoincriminazione

Il codice tutela il testimone e stabilisce che egli non può essere obbligato a deporre su

fatti dai quali potrebbe emergere una sua responsabilità penale. Il teste può non

rispondere a tutte le domande da cui potrebbe emergere una sua responsabilità per

reati passati. È vietato alle parti fare domande autoincriminanti al testimone. Quando

il testimone rifiuta di rispondere ad una domanda autoincriminante, la legge vieta al

giudice di costringerlo a parlare. La violazione di un divieto probatorio comporta la

inutilizzabilità del dato acquisito.

Una volta che il testimone abbia reso una dichiarazione dalla quale emergono indizi di

reità nei suoi confronti, il giudice interrompe l’esame, in secondo luogo viene avvertito

il teste che a seguito di tali dichiarazioni potranno essere svolti indagini nei suoi

confronti e infine lo invita a nominare un difensore. Quanto al valore probatorio delle

precedenti dichiarazioni, il codice prevede una inutilizzabilità relativa, non possono

essere utilizzate contro la persona che le ha rese.

Si ha una inutilizzabilità assoluta delle dichiarazioni rese da un testimone che avrebbe

dovuto essere sentito come imputato o indagato.

I prossimi congiunti dell’imputato non possono essere obbligati a deporre come

testimoni. Nel caso in cui il teste prossimo congiunto, regolarmente avvisato, decida di

deporre, egli non può rifiutarsi di rispondere alle singole domande e se afferma il falso

egli risponde di falsa testimonianza. Nel caso in cui l’avviso del giudice è omesso e si

ha la deposizione, la dichiarazione è affetta da nullità relativa. Sono obbligati a

deporre invece quando hanno presentato denuncia, querela o istanza.

Violazione degli obblighi del testimone

Prima viene avvisato dell’obbligo di dire la verità e lo informa delle conseguenze penali

in caso di false dichiarazioni o reticenza. Il testimone legge la formula dopodiché è

invitato a fornire le sue generalità. Può accadere che il testimone renda dichiarazioni

contraddittorie, incomplete o contrastanti con le prove già acquisite. È vietato

arrestare il testimone in udienza.

Segreto professionale – hanno il potere/dovere di non rispondere alle domande da

cui si ha violazione del segreto professionale. La rivelazione che sia effettuata senza

una giusta causa, è punita quando possa nuocere alla persona che si è rivolta al

professionista.

Dal punto di vista processuale, le dichiarazioni del professionista qualificato che

commette il delitto di rivelazione, restano utilizzabili perché non viene violato alcun

divieto probatorio.

NB – il segreto bancario cede di fronte all’esigenza di accertare fatti penalmente

rilevanti.

Il segreto d’ufficio è un caso particolare che non deve essere rilevato, ma allo stesso

tempo la pubblica amministrazione non può tollerare che siano tenuti nascosti i reati e

l’obbligo di astenersi viene meno

Segreto di Stato – obbligo di astenersi dal deporre come testimoni su fatti coperti da

segreto di Stato. L’autorità giudiziaria ha l’obbligo di procedere al interpello

informando il presidente del consiglio dei ministri e chiedendo eventuale conferma del

segreto e sospende qualsiasi iniziativa di indagine sull’oggetto del segreto. Se entro 30

gg dalla notificazione della richiesta il presidente del consiglio non da conferma del

segreto, l’autorità giudiziaria acquisisce la notizia, il dichiarante è svincolato dal

segreto di Stato e deve deporre. Se il primo ministro da conferma del segreto è

previsto un divieto probatorio ampio.

Se gli informatori della polizia giudiziaria non sono esaminati dal giudice, le loro

informazioni non possono essere utilizzate.

Esame delle parti

È il mezzo di prova mediante il quale le parti private possono contribuire

all’accertamento dei fatti nel processo penale.

1. Il dichiarante non ha l’obbligo penalmente sanzionato di dire la verità né di

essere completo nel narrare i fatti.

2. Ha la facoltà di non rispondere alle domande

3. Le dichiarazioni sono rese secondo le norme sull’esame incrociato.

4. Le domande devono riguardare l’oggetto della prova

Esame dell’imputato

L’esame ha luogo soltanto su richiesta o consenso dell’interessato. Il mancato

consenso non può essere valutato in modo negativo perché è una scelta della

strategia difensiva.

L’imputato può dire il falso senza incorrere nelle sanzioni penali e qualora con false

dichiarazioni commetta altri reati, beneficia della causa di non punibilità in favore di

chi agisce per salvarsi da un grave e inevitabile pericolo nella libertà o nell’onore.

Eccezione fa il caso in cui l’imputato viene punito per simulazione di reato o di

calunnia. Gode del diritto di stare in silenzio sulle domande.

Il responsabile civile, il civilmente obbligato per la pena pecuniaria e la parte civile

sono esaminati solo se richiedono il proprio esame o vi consentono. Godono delle

regole generali dell’esame delle parti e quindi non hanno l’obbligo di dire la verità,

possono non rispondere ad alcuna domanda e se affermano di aver sentito dire

valgono le regole generali di utilizzabilità dell’ART 195

Esame di persone imputate in procedimenti connessi o collegati

L’imputato connesso o collegato può dare 4 tipi di contributi probatori in dibattimento :

1. Esame degli imputati concorrenti nel medesimo reato e situazioni assimilate – è

incompatibile con la qualifica di testimone fino a che nei suoi confronti non sia

stata pronunciata sentenza irrevocabile. È chiamato a deporre secondo le norme

del testimone, se non si presenta viene accompagnato coattivamente. Ha la

facoltà di non rispondere e deve essere assistito da difensore. Non ha l’obbligo

di dire la verità e può dire il falso senza incorrere nel delitto di falsa

testimonianza. Restano punibili solo la simulazione di reato e calunnia.

2. Esame degli imputati collegati o connessi teleologicamente - hanno il dovere di

presentarsi, assistiti da un difensore. Sono avvisati dalla facoltà di non

rispondere e se parlano non hanno l’obbligo di dire la verità. Se rende

dichiarazioni su fatti concernenti la responsabilità di altri acquisiscono la qualità

di testimone per quei fatti con i relativi obblighi

3. Testimonianza assistita prima della sentenza irrevocabile

4. Testimonianza assistita degli imputati giudicati

Il riscontro

È il controllo di attendibilità di una dichiarazione. Una volta che il riscontro ha avuto

esito positivo, il giudice dovrà verificare se la dichiarazione può essere utile a

ricostruire il fatto storico in un determinato modo.

Può accadere che l’imputato ammetta la propria responsabilità, indicando altri come

colpevoli del medesimo fatto di reato(chiamata di correo). L’imputato può indicare

un’altra persona come responsabile di un altro fatto di reato(dichiarazione

accusatoria)

Riscontro intrinseco – oggetto della prima verifica deve essere la credibilità del

dichiarante. Si deve valutare se la dichiarazione è precisa, coerente e spontanea

Riscontro estrinseco – quando l’attendibilità della dichiarazione è dimostrata da altri

elementi di tipo oggettivo, dichiarazioni di testimoni o imputati.

Testimonianza assistita

L’imputato è sentito con l’assistenza obbligatoria del proprio difensore.

Ci sono 2 categorie di testimonianza assistita : imputati collegati o connessi

teleologicamente quando il processo a loro carico non è stato concluso con sentenza

irrevocabile, possono deporre come testimoni se hanno reso su fatti che concernono la

responsabilità di altri. La seconda categoria è quella degli imputati giudicati.

Per entrambe le categorie si applicano le norme sulla testimonianza salvo deroghe.

Devono essere assistiti da un difensore. Non possono autoincriminarsi e le loro

deposizioni sono utilizzabili soltanto in presenza di riscontri che ne confermino

l'attendibilità. Se il teste assistito decide di rispondere su fatti altrui diventa testimone

e perde la facoltà di mentire.

Per la testimonianza assistita dell’imputato giudicato dopo che la sentenza su di lui è

diventata irrevocabile diventa testimone a tutti gli effetti.

Confronto – esame congiunto di 2 o più persone. È ammesso fra persone già

esaminate o interrogate quando vi è disaccordo tra di esse su fatti e circostanze

importanti. Il giudice richiama ai soggetti le precedenti dichiarazioni, chiede se le

confermano e li invita a contestare reciprocamente le dichiarazioni contrastanti.

Ricognizione

Mezzo di prova mediante il quale, ad una persona che abbia percepito con i propri

sensi un essere umano o una cosa, si chiede di riconoscerli individuandoli tra altri

simili. L’atto può essere compiuto nel dibattimento o nell’incidente probatorio e si

svolge nel contraddittorio tra le parti.

Intervista al ricognitore – il giudice invita il ricognitore a descrivere la persona che ha

visto indicando tutti i particolari che ricorda. Gli chiede se sia stato chiamato in

precedenza a eseguire il riconoscimento, se prima o dopo il procedimento ha visto

anche in foto la persona da riconoscere, se la stessa gli sia stata indicata o descritta.

Predisposizione della scena – in assenza del ricognitore il giudice dispone che ci siano

almeno 2 persone il più possibile somiglianti a quella sottoposta alla ricognizione.

Tentativo di riconoscimento – il giudice chiede al ricognitore se riconosce taluno dei

presenti. Nel caso in cui il ricognitore afferma di conoscere qualcuno, il giudice lo invita

a indicare chi è e se ne sia certo. Il verbale a pena di nullità deve menzionare le

modalità di svolgimento della ricognizione. Oltre al testimone anche l’imputato può

essere chiamato a svolgere una ricognizione e anche li può stare in silenzio.

Esperimento giudiziale – è ammesso quando occorre accertare se un fatto sia o possa

essere avvenuto in un determinato modo.

La Perizia

Mezzo di prova finalizzato ad integrare le conoscenze del giudice con quelle di un

esperto. Ha 3 funzioni:

1. Svolgere indagini per acquisire dati probatori

2. Acquisire gli stessi dati selezionandoli e interpretandoli

3. Effettuare valutazioni sui dati acquisiti

Prova scientifica – prova che partendo da un fatto dimostrato utilizza una legge

scientifica per accertare l’esistenza in un ulteriore fatto da provare.

Consulenza tecnica di parte – i consulenti delle parti e quello del PM possono essere

sottoposti ad esame in dibattimento. Tali esperti possono rendere superflua la nomina

di un perito.

Garanzie – la perizia è un mezzo di prova particolarmente garantito. Dalla fase del

conferimento dell’incarico si instaura un contraddittorio tra il perito ed i consulenti

delle parti, quali possono assistere alle operazioni ed avanzare osservazioni e

richieste.

Ammissione della perizia – è disposta su richiesta di parte. Il giudice sceglie il perito in

base a precisi vincoli come l’iscrizione all’albo. Il perito ha l’obbligo di prestare il suo

ufficio. Non può prestare il suo ufficio se è stato citato come testimone. Deve

adempiere al proprio ufficio secondo verità. Gode di propri poteri di direzione e di

impulso ma resta sotto il controllo del giudice. Può chiedere informazioni all’imputato,

all’offeso ed ad altre parti al fine dell’accertamento peritale. Alla fine deve presentare

una relazione peritale oralmente oppure scritta dopo di che è esaminato nell’esame

incrociato se richiesto dalle parti.

Il consulente tecnico di parte

Disposta la perizia, le parti hanno la facoltà di nominare propri consulenti tecnici

iscritti all’albo. Possono partecipare alle operazioni e presentare richieste al giudice,

osservazioni e riserve. Se nominati dopo la perizia possono prendere nota delle

relazioni e chiedere al giudice di essere autorizzati a esaminare la persona, cosa o

luogo della perizia.

Perito – svolge indagini ed acquisisce risultati probatori per conto del giudice e i suoi

riscontri finiscono nel fascicolo per il dibattimento e sono utilizzabili nella decisione

finale. Ha l’obbligo sanzionato di far conoscere la verità. Consulente di parte propone

oralmente o in memorie scritte valutazioni tecniche. Non ha l’obbligo di far conoscere

la verità. I consulenti possono svolgere la propria attività anche quando il giudice non

ha disposto la perizia. Cercare elementi di prova per il loro assistito.

Può accadere che nel corso della perizia si renda necessario compiere atti che incidono

sulla libertà delle persone(prelievi DNA). Se l’interessato è consenziente non scatta la

necessità di tutelare la libertà personale. Vietati gli atti che comportano una

diminuzione permanente dell’integrità fisica o psichica o che ledano la propria dignità.

Prelievi Coattivi solo nei casi :

1. Delitto doloso o preterintenzionale

2. La perizia risulti assolutamente indispensabile per la prova dei fatti

La perizia coattiva viene disposta con ordinanza motivata che contiene la nomina del

perito, l’oggetto delle indagini, giorno, ora , luogo. A pena di nullità deve contenere

anche :

1. le generalità della persona sottoposta a prelievi

2. indicazione del reato

3. indicazione specifica del prelievo o dell’accertamento da effettuare

4. avviso che può essere assistito da un difensore

5. avviso di accompagnamento coattivo in caso di non presentazione per giusto

impedimento

6. giorno, ora e luogo della perizia e le modalità.

L’ordinanza è notificata almeno 3 gg prima del compimento dell’atto. Se l’interessato

non compaia per giusto impedimento può essere disposto dal giudice

l’accompagnamento coattivo. Se compaia ed è ostile il giudice dispone il prelievo

coattivo anche col uso dei mezzi di coercizione fisica. La persona non può essere

trattenuta oltre le 24 ore e la perizia coattiva si svolge a pena di nullità in presenza

del difensore.

Documento – scritto o un oggetto idoneo a rappresentare un fatto, persona o cosa. È

un atto che non si forma nel procedimento ma ben prima di essere acquisito nel

procedimento. Il documento è sottoposto alla verifica della provenienza e cessa di

essere anonimo quando l’autore ne riconosce la paternità. L’assenza di sottoscrizione

o la sottoscrizione di fantasia da luogo al documento soltanto formalmente anonimo.

Documentazione – quando l’oggetto è rappresentato da un atto del procedimento

Atto del procedimento – è quell’atto che persegue la finalità del procedimento.

La prova documentale può essere valutata dal giudice nella sua attendibilità quando

l’autore del documento è noto. Quindi il documento anonimo è inutilizzabile.

Valore probatorio – la mancata sottoscrizione da parte dell’autore significa che esso

non ha voluto impegnare la propria responsabilità nel fare una determinata

dichiarazione. Sono utilizzabili solo le dichiarazioni anonime che sono corpo di reato e

quelle che comunque provengono dall’imputato.

La disciplina di determinati documenti

La violazione del divieto comporta l’inutilizzabilità di esso. Si ha l’obbligo di acquisire

qualsiasi documento che costituisce corpo di reato. I verbali degli atti irreperibili sono

utilizzabili in 2 ipotesi: impossibilità di ripetizione originaria e non ripetibilità

sopravvenuta.

Verbali degli atti di indagine – sono usati in 2 ipotesi : se l’imputato vi consente o

se la persona che ha reso le dichiarazioni viene esaminata nel procedimento e risulta

che è stata sottoposta a condotta illecita.

Verbali delle dichiarazioni assunte in incidente probatorio o dibattimento –

sono usati sia nelle 2 ipotesi di sopra, sia in assenza di tali condizioni, se il difensore

dell’imputato ha partecipato all’assunzione della prova

Le sentenze irrevocabili possono essere acquisite ai fini della prova di un fatto in

esse accertato.

Documenti illegali – spionaggio(intercettazioni telefoniche o telematiche abusive) e

dossieraggio illeciti(trattamento illecito die dati personali). Prevedono la sanzione di

inutilizzabilità e distruzione.

Obblighi e divieti per i documenti illegali :

1. il PM deve disporre l’immediata segretazione e custodia in luogo protetto

2. divieto di fare copia in qualunque forma

3. l’inutilizzabilità dei documenti illegali

4. entro 48 ore il PM deve chiedere al giudice per le indagini preliminare di

disporre la distruzione dei relativi documenti

Le operazioni di distruzione si svolgono con udienza fissata dal giudice entro 10 gg, in

camera di consiglio in contraddittorio tra le parti. Li si valuta la natura dei documenti

se illeciti o meno e la conseguenza della distruzione immediata di essi.

Cap 5 – Mezzi di Ricerca della Prova

I mezzi sono ispezioni, le perquisizioni, i sequestri e le intercettazioni di comunicazioni.

Possono essere assunti soltanto davanti al giudice nel dibattimento o nell’incidente

probatorio. I mezzi di ricerca possono essere disposti dal giudice o dal PM. Si basano

sul fattore sorpresa e non consentono il preventivo avviso all’indagato.

Per la prova informatica è ardua conservarla inalterata in modo da assicurare che la

prova sia autentica e genuina.

Ispezioni

Hanno finalità descrittiva e di regola è disposta dall’autorità giudiziaria. Se il reato non

ha lasciato tracce si cerca di individuare il modo , il tempo e le cause delle modifiche.

Se necessaria si svolge con la forza. È disposta con decreto motivato.

Ispezione personale – ha ad oggetto il corpo di una persona viva. Prima che si

proceda con tale atto, l’indagato è avvertito della facoltà di farsi assistere da una

persona di fiducia. È disposta dal giudice.

Durante le indagini preliminari l’ispezione è compiuta dalla polizia di propria iniziativa

in situazioni di urgenza.

Nei casi di assoluta urgenza il PM può procedere anche prima del termine fissato

dando o meno avviso.

Perquisizioni

Ricercare una cosa da assicurare al procedimento o una persona da arrestare. La

perquisizione personale è disposta quando c’è fondato motivo di ritenere che

taluno occulti su di esso il corpo del reato o cose pertinenti al reato. La perquisizione è

disposta dall’autorità giudiziaria con decreto motivato.

Il procedimento – occorre consegnare alla persona da perquisire una copia del

decreto con l’avviso della facoltà di farsi assistere da persona di fiducia purché

prontamente reperibile e almeno di anni 14. Le cose rivenute nel corso della

perquisizione, se costituiscono corpo di reato sono sequestrate. Se si trova la persona

ricercata si da il via alla custodia cautelare, arresto o fermo.

Nelle fasi dell’udienza preliminare e dibattimento, la perquisizione è disposta dal

giudice. Il PM può chiedere la perquisizione nel corso delle indagini preliminari. Stessa

cosa vale su iniziativa della polizia giudiziaria nel corso delle indagini preliminari.

Sequestro

Tipi di sequestro:

1. Sequestro probatorio- consiste nell’assicurare una cosa mobile o immobile al

procedimento per finalità probatorie, mediante lo spossessamento coattivo della

cosa. È mantenuto finché sussistono le esigenze probatorie. Il limite massimo è

la sentenza irrevocabile. L’indagato può chiedere il riesame della cosa

sequestrata. Sulla richiesta decide il tribunale in composizione collegiale.

2. Sequestro preventivo

3. Sequestro conservativo

L’autorità giudiziaria può esaminare documenti, dati e atti anche presso le banche,

servizi postali, telematici

Le cose sequestrate sono affidate in custodia alla cancelleria o alla segreteria.

Intercettazioni di conversazioni o comunicazioni

Intercettazione- atto che si effettua mediante strumenti tecnici di percezione e che

tende a captare il contenuto segreto di una conversazione. Il soggetto captante deve

essere assolutamente estraneo al colloquio e deve operare clandestinamente.

Intercettazioni ambientali – è ammessa solo su autorizzazione del giudice. Il

pedinamento invece è diverso dalla intercettazione ambientale. Limiti

intercettazioni :

1. Devono esistere gravi indizi di reato

2. Ammesse nei casi di : delitti non colposi con pena minima reclusione di anni 5 o

ergastolo

3. Delitti contro P.Amministr., delitti di usura, minacce, traffico di stupefacenti,

armi ed esplosivi

4. Intercettazione deve essere assolutamente indispensabile alla prosecuzione

delle indagini

5. È vietata l’intercettazione tra i difensori e i loro assistiti

Nel caso di delitti di criminalità organizzata sono ammesse per ricercare il latitante.

Procedimento ordinario – il PM chiede al giudice per le indagini preliminari

l’autorizzazione a disporre le intercettazioni. L’autorizzazione è concessa con decreto

motivato. Il PM emana un ulteriore decreto con cui regola la durata e la modalità delle

operazioni. La durata non può superare i 15 gg ma può essere prorogata per periodi

successivi di altri 15 gg.

Procedimento d’urgenza – in presenza di tutti i requisiti, l’intercettazione è disposta

dal PM che deve comunicare il relativo decreto motivato non oltre le 24 ore dal

momento del provvedimento. Il giudice entro le 48 ore successive decide sulla

convalida con decreto motivato. In caso di mancata convalida l’intercettazione cessa e

i dati non possono essere utilizzati.

Le comunicazioni intercettate sono registrate e delle operazione è redatto verbale. La

polizia giudiziaria provvede a trascrivere il contenuto anche sommariamente e devono

essere trasmesse al PM e depositate in segreteria.

Udienza di stralcio – effettuato il deposito, deve essere dato avviso alle parti che

possono ascoltare le registrazioni ed esaminare gli atti. Spetta alle parti indicare le

conversazioni da acquisire.

Divieti di utilizzazione – per le intercettazioni fatte fuori dai casi consentiti. La

documentazione è distrutta salvo se essa costituisca corpo del reato.

Tabulati telefonici – obbligo per gli operatori di conservare i tabulati per 2 anni dalla

data della comunicazione. I dati relativi al traffico telematico sono conservati per 1

anno. Le chiamate senza risposta invece 30gg.

Videoriprese – all’insaputa di chi in esse si trovi. Se l’intercettazione audiovisiva è

effettuata nel domicilio si tratta di intercettazione ambientale. Nei luoghi domiciliari in

assenza di un provvedimento motivato dall’autorità giudiziaria, le videoriprese sono

vietate a pena di inutilizzabilità, in quanto si ha l’inviolabilità del domicilio garantita

dalla Costituzione Italiana. Nei luoghi pubblici le videoriprese possono essere

effettuate anche dalla polizia giudiziaria di propria iniziativa e si tratta di un atto non

ripetibile che in dibattimento va utilizzato come prova atipica. Non basta che un

comportamento venga tenuto in luoghi di privata dimora, ma occorre che esso in

concreto sia riservato, cioè che non possa essere liberamente osservato dagli estranei.

Qualora il comportamento non è in concreto riservato si applicano le regole delle

videoriprese in luoghi pubblici.

Cap 6 – Le Misure Cautelari

Sono provvedimenti provisori e immediatamente esecutivi, finalizzati ad evitare che il

trascorrere del tempo possa provocare uno dei 3 pericoli :

1. Pericolo per l’accertamento del reato

2. Pericolo per l’esecuzione della sentenza

3. Pericolo che si aggravino le conseguenze del reato o che venga agevolata la

commissione di ulteriori reati

Comportano la limitazione di alcune libertà fondamentali : libertà personale, libertà di

circolazione e libertà di disporre di beni mobili e immobili. Caratteristiche :

1. La strumentalità

2. Urgenza – quando un ritardato intervento rende probabile il verificarsi di uno dei

fatti temuti

3. La prognosi di colpevolezza allo stato degli atti – l’applicazione di una misura

cautelare richiede l’accertamento di gravi indizi di colpevolezza. L’accertamento

deve essere fondato su elementi di prova ed adeguatamente motivato

4. L’immediata esecutività – anche contro la volontà della persona interessata.

Resta esecutivo anche se contro la misura cautelare sia stata proposta

impugnazione

5. La provvisorietà – non condiziona la decisione definitiva. È revocabile o

modificabile(in meglio o in peggio) in attesa della sentenza definitiva.

6. La previsione per legge – comportano la limitazione delle libertà garantite dalla

Costituzione(libertà personale e domiciliare)

7. La giurisdizionalità – sono disposte con un provvedimento emesso dal giudice.

8. L’impugnabilità – è possibile proporre impugnazione. Prevede il ricorso per

Cassazione per tutti i provvedimenti che comportano una limitazione della

libertà personale

La misura cautelare non deve essere l’anticipazione della sanzione penale, è

giustificata solo dall’esistenza di un pericolo per il procedimento penale. Tipi :

1. Reali – toccano cose mobili o immobili ed impongono il divieto di disporre di

esse(sequestro conservativo e sequestro preventivo).

2. Personali – limiti alla libertà personale(coercitive, interdittive e misure di

sicurezza applicate provvisoriamente a scopi cautelari)

Misure coercitive obbligatorie :

1. Divieto di espatrio – divieto di uscire dal paese senza l’autorizzazione del

giudice

2. Obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria

3. Divieto di dimora in un certo luogo

4. Obbligo di dimora in un certo luogo

5. Obbligo di allontanarsi dalla casa familiare immediatamente.

6. Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa – divieto di

non avvicinarsi e divieto di mantenere una distanza minima, inoltre c’è il divieto

di comunicare attraverso mezzi di comunicazione.

Misure coercitive custodiali :

1. Arresti domiciliari – divieto di allontanarsi dal domicilio o dalla dimora. Si può

avere un’attenuazione che riguarda di avere la possibilità di andare al lavoro.

2. Custodia in carcere – l’imputato dovrebbe essere tenuto separato dai detenuti

che stanno scontando una pena definitiva. Norma che non viene mai rispettata

a causa della mancanza di strutture carcerarie adeguate.

Le misure coercitive custodiali hanno un aspetto positivo che se l’interessato non le

rispetta incorre nel delitto di evasione, mentre se le rispetta il periodo trascorso viene

imputato come esecuzione della pena.

Misure interdittive :

1. Sospensione dall’esercizio della potestà dei genitori

2. Sospensione dall’esercizio di un servizio

3. Divieto di esercitare determinate professioni, imprese o uffici direttivi.

Applicazione provvisoria di misure di sicurezza :

1. Ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario

2. Ricovero in una casa di cura

La presunzione di innocenza impone che le misure cautelari non abbiano la funzione di

anticipare la pena, né quella di costringere l’imputato a confessarsi colpevole. È solo

una misura disposta in casi gravi che possono influire sull’andamento del processo

penale in negativo.

Le misure cautelari sono disposte solamente dal giudice, il PM può soltanto richiederle.

Condizioni generali di applicabilità

Gravità del delitto – categorie di delitti :

1. Prima categoria – delitti con pena massima 3 anni, nessuna misura cautelare

personale può essere disposta

2. Seconda categoria – delitti con pena superiore a 3 anni ma inferiore a 4 anni.

Applicabili solo le misure coercitive.

3. Terza categoria – reclusione di minimo 4 anni fino ad ergastolo. Si applicano

tutte

Punibilità in concreto – il delitto deve essere punibile e nessuna misura può essere

applicata per legittima difesa o se sussiste causa di estinzione di reato(prescrizione)

Gravi indizi di colpevolezza

Il rispetto della presunzione di innocenza impone di pronunciare la condanna soltanto

quando l’accusa ha escluso ogni ragionevole dubbio sulla reità dell’imputato.

Esigenze cautelari

Possono essere applicate soltanto quando esiste in concreto almeno una delle

esigenze cautelari. Il PM deve fornire gli elementi di prova che dimostrino in concreto

sia l’esistenza delle condizioni necessarie per applicare la misura richiesta, sia il

ricorrere di almeno una delle esigenze cautelari.

1. Pericolo di inquinamento della prova

2. Pericolo di fuga

3. Pericolo che vengano commessi determinati reati.

Criteri di scelta delle misure

Il giudice dopo aver ricevuto la richiesta del PM e dopo aver accertato che esistono le

basi, dispone la misura con ordinanza. Il giudice non può disporre una misura più

grave di quella richiesta. Il giudice deve individuare le misure e deve scegliere nel

caso concreto quella meno afflittiva. La libertà di una persona non deve essere limitata

più di quanto sia strettamente necessario(principio di proporzionalità). Ogni misura

deve essere proporzionata all’entità del fatto e alla sanzione che si ritiene possa

essere irrogata.

La Sospensione Condizionale – può essere concessa quando la pena detentiva da

irrogare non supera 2 anni ed il giudice ritiene che il colpevole si asterrà dal

commettere ulteriori reati.

La custodia cautelare può essere disposta solo come ultima scelta nel caso in cui altre

precauzioni non sono sufficientemente adatte.

Nel caso di delitti di mafia, la presunzione assoluta di adeguatezza della custodia

cautelare in carcere è razionale perché altre misure non sono sufficienti a troncare i

rapporti tra l’indagato e l’associazione. Per i delitti non mafiosi, ma di tipo sessuale,

vengono valutati da caso a caso e può essere concesso una misura cautelare diversa

dal carcere. Per omicidio volontario, traffico di persone, commercio di marchi falsi,

traffico di droga prevedono la custodia in carcere.

Situazioni incompatibili con la custodia in carcere : donna incinta, malato gravissimo,

persona con età superiore a 70 anni. Sono sottoposti al carcere solo in casi di

eccezionale rilevanza.

Procedimento – nella prima fase, si ha la decisione del giudice fondata sulla

richiesta del PM senza che sia sentita la difesa. Nella seconda fase vi è una forma di

contraddittorio perché il giudice per le indagini preliminari deve interrogare l’indagato

ed il difensore ha diritto di esaminare i verbali degli atti che sono stati valutati dal

giudice. All’indagato non è riconosciuto il diritto alla prova. Nella richiesta di

applicazione delle misure cautelari, il PM ha l’obbligo di presentare al giudice tutti gli

elementi a favore dell’imputato e le eventuali memorie difensive già depositate. Il

giudice può applicare la misura richiesta oppure una misura meno grave di quella

richiesta, ma può anche non applicare nessuna misura dove decide che non ci sono i

presupposti necessari. Unico limite del giudice è che non può applicare una misura più

grave di quella richiesta. Il giudice deve precisare le specifiche esigenze cautelari e gli

specifici indizi che giustificano in concreto la misura disposta. Se applica la custodia in

carcere deve spiegare per quale motivo non può essere disposta una misura meno

grave.

Interrogatorio di Garanzia – la seconda fase del procedimento applicativo ha

inizio nel momento in cui la misura cautelare personale è eseguita.. si conclude con

l’interrogatorio davanti al giudice. Al termine il giudice deve valutare se permangono

le condizioni di applicabilità e le esigenze cautelari originarie. Se le esigenze vengono

meno o si sono attenuate, il giudice deve provvedere alla revoca o alla sostituzione

con una misura meno grave. Si svolge durante le indagini preliminari, udienza

preliminare o fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento. All’interrogatorio

procede il presidente del collegio o persona da lui delegata. Deve svolgere entro 5 gg

dall’inizio dell’esecuzione della custodia in carcere. Per le altre misure cautelari

interdittive non oltre i 10 gg dall’esecuzione o notificazione del provvedimento. Deve

essere dato tempestivo avviso al difensore e al PM che può anche non partecipare. Se

l’interrogatorio è in carcere, deve essere disposta la registrazione fonografica o

audiovisiva dell’interrogatorio a pena di inutilizzabilità. Soltanto dopo aver sentito la

controparte il giudice è in grado di pronunciare una vera decisione. Le misure cautelari

coercitive e interdittive perdono immediatamente efficacia se il giudice non procede

all’interrogatorio entro i termini prefissati.

Avviso di deposito – impone al giudice per le indagini preliminari di depositare

immediatamente in cancelleria, insieme all’ordinanza applicativa della misura, anche

la richiesta del PM e gli atti presentati con la richiesta. Un avviso di deposito deve

essere notificato al difensore.

Cause di estinzione delle misure cautelari

1. Provvedimento del giudice

2. Di diritto per perdita di efficacia dovuta al verificarsi di determinati eventi

previsti dalla legge(decreto o ordinanza di archiviazione, sentenza di non luogo

a procedere o proscioglimento, a seguito di condanna, decorrere del termine

massimo di durata della singola misura cautelare)

Termini di durata della misura cautelare

Coprono il periodo che va dall’esecuzione della misura fino a quando la sentenza di

condanna è diventata irrevocabile. Termini massimi intermedi collegati a determinate

fasi o gradi del procedimento. Termine massimo complessivo fino alla sentenza

irrevocabile(termine massimo 6 anni).

Primo termine intermedio : periodo eseguito la misura  provvedimento che dispone il

giudizio

Secondo termine intermedio: rinvio a giudizio  sentenza di condanna di primo grado

Terzo termine intermedio: pronuncia di condanna di primo grado  condanna in grado

di appello

Quarto termine intermedio: pronuncia condanna di secondo grado  sentenza

irrevocabile

Le impugnazioni contro le misure cautelari

I provvedimenti che applicano, modificano o revocano le misure cautelari sono

impugnabili nei casi previsti dalla legge. 3 mezzi di impugnazione :

1. Riesame – solo contro le ordinanze che applicano per la prima volta la misura. Il

tribunale riesamina gli atti conosciuti e gli atti che sono stati presentati

successivamente dalle parti. La richiesta deve essere presentata dall’imputato

o suo difensore entro 10 gg a pena di inammissibilità. Può essere motivata o

meno. In seguito all’udienza in camera di consiglio, entro 10 gg dalla ricezione

degli atti, deve depositare il dispositivo della decisione. I termini sono perentori

e in caso di inosservanza comportano la perdita dell’efficacia delle misure

coercitive. La decisione può essere: dichiarare l’inammissibilità della richiesta di

riesame, annullare l’ordinanza per vizi di merito o mancanza degli elementi

essenziali, riformarla in modo più favorevole all’imputato o confermare la

misura coercitiva già disposta.

2. Appello – contro tutti i provvedimenti. Permette di controllare i provvedimenti

presi dal giudice che non sono sottoponibili al riesame. Riguarda tutte le

ordinanze che non applicano per la prima volta una misura cautelare. Deve

essere proposto a pena di inammissibilità entro 10 gg dall’esecuzione o notifica

della misura. Il tribunale collegiale decide entro 20 gg dalla notifica e i termini

non sono perentori ma ordinatori. La richiesta di appello comporta la

motivazione per cui le parti richiedono l’appello a pena di inammissibilità.

3. Ricorso per Cassazione – contro le decisioni emesse in sede di riesame e di

appello. Non può esaminare nel merito il provvedimento. La decisione si ha in

camera di consiglio entro 30 gg

L’impugnazione contro una misura cautelare costituisce un procedimento

incidentale che si svolge parallelamente al procedimento principale.

All’imputato è riconosciuto un vero e proprio diritto ad ottenere un’equa riparazione

per la custodia cautelare subita ingiustamente. La domanda va fatta entro 2 anni da

quando la sentenza è diventata irrevocabile e sulla richiesta decide la corte d’appello

in camera di consiglio. La somma massima pagata può essere di 516 mila euro.

Ingiustizia sostanziale – spetta all’imputato che era innocente. È richiesta una

sentenza irrevocabile di assoluzione, archiviazione o di non luogo a procedere.

Ingiustizia formale – quando la custodia cautelare risulta essere applicata

ingiustamente a causa della mancanza dei gravi indizi, a prescindere se l’imputato

sarà condannato o meno.

Misure cautelari reali

Comportano un vincolo di indisponibilità su cose mobili o immobili. Di 2 tipi :

Sequestro conservativo – pone su una cosa mobile o immobile il vincolo di

indisponibilità che ha lo scopo di garantire l’adempimento delle obbligazioni civile

sorte in conseguenza del compimento del reato. Mira ad evitare che si disperdano le

garanzie patrimoniali. Lo possono chiedere il PM e la parte civile contro l’imputato o

contro il responsabile civile.

Procedimento sequestro conservativo – disposto con ordinanza dal giudice che

valuta se la pretesa è fondata. L’ordinanza dispone il sequestro e ne demanda

l’esecuzione all’ufficiale giudiziario. Dopo l’esecuzione del provvedimento chiunque

abbia interesse può proporre richiesta di riesame.

Sequestro preventivo – pone su di una cosa mobile o immobile un vincolo di

indisponibilità che ha la finalità di interrompere il compimento di un reato o di

impedire il compimento di nuovi reati. Lo dispone il giudice per le indagini preliminari.

I requisiti del sequestro sono il fumus delicti e periculum in mora. Ci sono 3 ipotesi di

sequestro preventivo:

1. La libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o

protrarre le conseguenze di esso

2. Quando vi è pericolo che la cosa possa agevolare la commissione di altri reati

3. Quando la cosa è pericolosa in sé

Procedimento sequestro conservativo – è disposto dal giudice su richiesta del PM.

Il giudice valuta l’esistenza dei presupposti senza sentire il possessore della cosa.

(leggi fondo pag 230). La revoca può essere chiesta al giudice dal PM, imputato e da

chiunque abbia interesse. Deve essere revocato quando vengono meno le esigenze

preventive previste dalla legge. Contro il decreto di sequestro, possono presentare

richiesta di riesame l’imputato, il difensore e la persona alla quale le cose sono state

sequestrate. Parte Terza

Cap 1 – Le Indagini Preliminari

Costituiscono la prima fase del procedimento penale. Inizia nel momento in cui una

notizia di reato perviene alla polizia giudiziari o al PM e termina quando il PM esercita

l’azione penale o ottiene dal giudice l’archiviazione richiesta. Gli atti dell’indagine

sono svolti in segreto dal soggetto che investiga. Non sono utilizzabili ai fini della

decisione pronunciata in dibattimento.

Scopo :

1. Servono al PM per operare tra la richiesta di rinvio a giudizio e la richiesta di

archiviazione.

2. Servono al PM per ottenere dal giudice le misure cautelari e l’autorizzazione

alle intercettazioni.

Giudice per le indagini preliminari –ha la funzione di controllo imparziale sui

provvedimenti più importanti. Convalida dell’arresto e fermo, emissione dei

provvedimenti cautelari e l’autorizzazione alle intercettazioni. Ha una cognizione

limitata.

Notizia di reato – È una informazione che permette alla polizia giudiziaria e al PM di

venire a conoscenza di un illecito penale.

Denuncia – può essere presentata da qualsiasi persona che abbia avuto notizia di

reato. Può essere scritta o orale. Contiene l’esposizione degli elementi essenziali del

fatto ed indica il giorno dell’acquisizione della notizia di reato. La denuncia è

facoltativa e rimessa al senso civico della singola persona. Per alcune categorie di

professioni la denuncia è un obbligo sanzionato penalmente.

Obbligo di denuncia per i privati nei seguenti casi :

1. Abbia avuto notizia di delitto contro lo Stato, per il quale la legge stabilisce

l’ergastolo.

2. Abbia ricevuto cose provenienti da delitto

3. Abbia avuto notizia di materie esplodenti situate nel luogo da lui abitato

4. Abbia subito furto di armi o esplosivi

5. Conoscenza di delitto di sequestro di persona

Obbligo di denuncia per pubblici ufficiali – quando vi è una relazione tra il loro

lavoro e la conoscenza di reato.

Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria – sono obbligati a informare il PM di

tutti i reati procedibili d’ufficio di cui sono venuti a conoscenza. L’informativa va data

anche oralmente nei casi di urgenza. Il termine è di 48 ore quando si tratta di atti per

i quali è prevista la presenza del difensore. Per arresto in flagranza hanno l’obbligo di

informare il PM immediatamente.

Referto – particolare forma di denuncia a cui è tenuto colui che nell’esercizio di una

professione sanitaria ha prestato la propria assistenza o pera, in casi che possano

presentare i caratteri di un delitto procedibile d’ufficio. Deve far pervenire il referto

entro le 48 ore.

Condizioni di procedibilità

Sono atti ai quali la legge subordina l’esercizio dell’azione penale in relazione a

determinati reati per i quali non si debba procedere d’ufficio:

Querela – è l’atto con il quale la persona offesa manifesta la volontà che si persegua

penalmente il fatto di reato che essa ha subito. La querela va presentata solo

dall’offeso entro 3 mesi dal giorno in cui l’offeso ha avuto notizia del fatto che

costituisce reato. La Rinuncia è l’atto con cui si rinuncia ad esercitare il diritto di

querela. La Rimessione è l’atto irrevocabile ed incondizionato con cui l’offeso, dopo

aver proposto querela, chiede che non si proceda penalmente per il fatto di reato. La

rimessione estingue il reato. Nei casi di violenza sessuale la querela presentata è

irrevocabile.

Istanza – l’offeso chiede che si proceda per un reato commesso all’estero e che se

fosse stato commesso in Italia sarebbe procedibile d’ufficio.

Richiesta di procedimento – atto con cui il ministro della Giustizia manifesta la

volontà che si proceda per un determinato reato commesso all’estero.

Autorizzazione a procedere – atto discrezionale ed irrevocabile che viene emanato

da un organo dello Stato. Per un parlamentare che ha commesso reato nell’esercizio

delle sue funzioni.

Segreto investigativo

Vi è la necessità di proteggere la ricerca della verità contro gli atti che possono

mettere in pericolo l’acquisizione o la genuinità della prova. Sono coperti da segreto

gli atti iniziali del procedimento. Per gli atti di indagine compiuti dal PM e dalla polizia

giudiziaria è previsto come regola.

Gli atti garantiti – sono quelli ai quali il difensore ha diritto di assistere previo avviso di

24 ore prima del compimento dell’atto.

Atti a sorpresa – il difensore ha la facoltà di assistere senza il diritto di avere

preavviso(perquisizioni )

Il deposito degli atti garantiti e a sorpresa avviene presso la segreteria del PM entro il

3 gg successivo al compimento dell’atto.

Informazione di garanzia – quando il PM intende compiere un atto garantito, ha

l’obbligo di informare l’indagato e alla persona offesa la notificazione in cui gli indica

che se vuole può nominare un difensore di fiducia oppure le sarà assegnato uno di

ufficio.

Gli atti segreti

Punisce con la reclusione fino ad 1 anno chiunque rivela indebitamente notizie

segrete concernenti un procedimento penale. L’obbligo di segreto cade alla chiusura

delle indagini preliminari. Il PM esercita il potere di segretazione in caso di necessità

per la prosecuzione delle indagini quando la conoscenza dell’atto può ostacolare le

indagini. Il divieto è disposto con decreto motivato e non può avere una durata

superiore a 2 mesi. È disposto il divieto assoluto di pubblicazione attraverso mezzi di

stampa o di diffusione. Il segreto cessa quando è notificato all’indagato l’avviso di

conclusione delle indagini o quando le indagini preliminari si sono concluse. È vietato

pubblicare le generalità e l’immagine dei minorenni e nei casi di pedofilia o

pedopornografia è punibile con arresto da 3 a 6 mesi se vengono pubblicate le

generalità o le immagini senza il consenso. Vietate anche la pubblicazione di foto di

persona ammanettata se questa non da il consenso. Divieto di pubblicare documenti

illegali riguardante il spionaggio illecito e il dossieraggio illecito(raccolta illegale di

informazioni).

L’attività di iniziativa della Polizia Giudiziaria

La perquisizione può avvenire solo in caso di flagranza o evasione. Essa deve essere

sottoposta a convalida del PM. All’indagato si da l’avviso della facoltà di nominare un

difensore. Ha autonomia nel raccogliere ogni elemento utile alla ricostruzione del

fatto e all’individualizzazione del colpevole.

Iniziativa integrativa – svolta di propria iniziativa ma sulla base dei dati emersi a

seguito del compimento di atti delegati dal PM. Vietato il compimento di atti

eventualmente in contrasto con le direttive del PM.

Sommarie informazioni dall’indagato

Informazioni con la presenza del difensore. Dichiarazioni spontanee dall’indagato

libero o arrestato. Le domande senza la presenza del difensore sono concesse ma si

ha il divieto di documentazione e di utilizzazione in dibattimento. Deve trattarsi di

notizie utili ai fini dell’immediata prosecuzione delle indagini

Sommarie informazioni dal possibile testimone – hanno una posizione processuale

simile a quella del testimone. Colui che risulta indagato non può essere sentito come

possibile testimone. È titolare del privilegio contro l’autoincriminazione. La persona

informata ha l0obbligo di presentarsi alla polizia se convocata. Dove non si presenti

può essere incriminata per inosservanza di un provvedimento della pubblica autorità.

Sono documentate mediante il verbale e di regola non sono usati nel dibattimento.

Identificazione – atto non garantito con cui si da un nome ad un volto. Possono

essere sottoposti all’identificazione la persona offesa, i possibili testimoni e la persona

indagata. Se una persona si rifiuta di farsi identificare o fornisce documenti falsi può

essere accompagnata coattivamente alla sede della polizia e trattenuta li per un

massimo di 12 ore per la sua identificazione e non oltre 24 ore se l’identificazione

risulti particolarmente complessa. La persona sottoposta alle indagini è invitata a

fornire le sue generalità e avvisata che se si rifiuta o fornisce dati falsi costituisce

reato.

Prelievo di materiale biologico – prelievo di capelli o saliva che può avvenire su

consenso dell’interessato. Se non presta il consenso avviene in modo forzato nel

rispetto della dignità personale.

La persona sottoposta alle indagini viene invitata ad eleggere un domicilio per le

notificazioni. L’identificazione è un tipico atto non garantito di cui non si deve dare

avviso al difensore.

Il sopralluogo – è il mezzo più veloce per l’identificazione del colpevole. La polizia

deve impedire che viene inquinato il luogo. I rilievi urgenti vengono fatti di propria

iniziativa della polizia in presenza di 2 presupposti : che il PM non possa intervenire

tempestivamente e che ci sia pericolo che nel frattempo lo stato dei luoghi cambi o le

tracce vadano perdute. Quando agisce di propria iniziativa, la polizia deve

conservare gli elementi di prova senza modificarli. La polizia può compiere il

sequestro probatorio se vi è pericolo di ritardo del intervento del PM e il verbale

entro 48 ore va trasmesso al PM che entro altre 48 ore convalida il sequestro con

decreto motivato. Se l’indagato è presente alle operazioni è avvertito dalla facoltà di

nominare un difensore. Può prelevare materiale biologico anche coattivamente al fine

dell’identificazione.

Gli accertamenti obbligatori previsti dal codice della strada – il rifiuto di

sottoporsi all’alcol test o agli esami del sangue comporta l’arresto da 6 mesi ad 1

anno.

La perquisizione su iniziativa della polizia

Ci vogliono dei requisiti per procedere :

1. Ricercare cose o tracce pertinenti al reato.

2. La perquisizione può essere fatta solo in caso di flagranza di reato, in caso di

evasione, se si deve procedere al fermo di una persona indagata.

3. Pericolo nel ritardo

4. Fondato motivo che nel logo o sulla persona vi siano cose ricercate

L’attività di iniziativa del PM

L’arrivo dell’informativa dalla polizia fa sorgere a carico del PM l’obbligo di iscrivere la

notizia di reato al registro. Esistono 3 tipi di registri di reato :

1. registro ordinario(modello 44) – contiene le notizie di reato

2. modello 45 – siano iscritti tutti quei esposti dai quali non sia possibile

ipotizzare un fatto di reato

3. registro notizie anonime(modello 46) – non può essere fatto uso nel

procedimento penale e decorsi 5 anni i documenti anonimi ed il registro vanno

distrutti.

Segreto sulle iscrizioni nel registro :

1. se si procede per delitti di mafia sono segrete fino a 2 anni

2. per gravi delitti non mafiosi fino ad 1 anno

3. altri reati fino a massimo 3 mesi

informazione sul diritto di difesa deve contenere :

1. obbligatorietà della difesa nel processo penale

2. il nominativo del difensore d’ufficio, suo indirizzo e telefono

3. l’indicazione dell’obbligo di retribuire il difensore a meno che non si ottenga il

patrocinio

Atti garantiti – hanno la caratteristica di non poter essere compiuti validamente se

prima di disporlo il PM non ha avvisato il difensore dell’indagato. Il difensore ha la

facoltà ma non il dovere di partecipare.

Il PM può compiere atti di indagine personalmente o può delegarli e imporre le

direttive alla polizia giudiziaria.

Delega – l’importanza degli atti tipici delegabili è evidenziata dalle norme che

pongono alcuni divieti di delega e l’obbligo di osservare alcune garanzie.

Verbale integrale – contiene sia le domande che le risposte: denunce e querele,

interrogatori e confronti con l’indagato.

Verbale riassuntivo – contiene le parti essenziali delle dichiarazioni.

A pena di inutilizzabilità, ogni interrogatorio reso fuori udienza da una persona che si

trovi in detenzione deve essere documentato integralmente attraverso mezzi di

riproduzione audio-visiva.

Il fascicolo delle indagini – contiene la notizia del reato e la documentazione delle

indagini.

Assunzione informazioni da persona informata

1. La persona informata è titolare del privilegio contro l’autoincriminazione e in

caso che per errore svela informazioni di reità al suo carico viene interrotto

l’esame e viene avvertito che a seguito possono essere svolte indagini nei suoi

confronti e che può nominare un difensore. Le dichiarazioni rese in precedenza

non possono essere utilizzate contro di lui casomai contro l’indagato.

2. Ha i medesimi doveri processuali del testimone

3. Se doveva essere sentita come imputato o indagato allora le informazioni

fornite in precedenza non possono essere utilizzate.

Le informazioni sono documentate mediante il verbale.

Interrogatorio dell’indagato

L’invito a presentarsi deve contenere :

1. Generalità dell’indagato

2. Giorno, ora e luogo della presentazione e l’autorità dove farlo

3. Indicazione che si darà luogo all’interrogatorio

4. Avvertimento che il PM potrà disporre l’accompagnamento coattivo in caso di

rifiuto o assenza se non per giusta causa

5. Sommaria enunciazione del fatto

L’invito deve essere presentato almeno 3 gg prima dell’interrogatorio. Il difensore

dell’indagato deve essere avvisato almeno 24 ore prima.

Interrogatorio dell’indagato libero – compiuto dal PM personalmente o su delega.

Se condotto personalmente può svolgersi senza l’obbligo di presenza del difensore.

Se svolto per delega la presenza è obbligatoria.

L’interrogatorio dell’indagato arrestato, fermato o in custodia cautelare –

condotto solo dal PM

Interrogatorio persona imputata in un processo connesso o collegato – l’imputato

connesso non può essere costretto a rendere dichiarazioni autoincriminanti. È

necessario guardarsi dal rischio che menta per influire a suo favore nel processo a


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Constantin87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Codice di Procedura Penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Zacché Francesco.

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