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Dispensa di

Gestione Bancaria

Lezioni tenute dal professore

Arturo Patarnello

Anno Scolastico 2021

Dispensa a cura di Alberto Proverbio 1

Lezione 1

La banca è un’impresa che svolge una serie di servizi ed esercita un'attività di intermediazione

assumendosi dei rischi legati all’attività di intermediazione del credito, ossia il conferimento di

risorse finanziarie e la raccolta di risorse da parte della banca nei confronti dei depositanti e degli

azionisti (quando la raccolta avviene mediante raccolta di capitale di rischio o capitale proprio).

L’altro aspetto importante riguarda le caratteristiche delle passività bancarie in particolare i

depositi, i quali per una serie di requisiti, in particolare la conversione a vista e al valore nominale,

possono fungere fiduciariamente anche come mezzo di pagamento. Nel momento in cui la banca

offre i propri servizi nella maggior parte dei casi, impliciti al servizio offerto, insieme all’attività di

finanziamento o raccolta fondi, vi è anche l’offerta di un servizio di pagamento cioè l’offerta di

moneta bancaria che noi chiamiamo Funzione Monetaria.

Funzione Creditizia, Funzione di mobilizzazione del risparmio e funzione Monetaria sono i 3 aspetti

che caratterizzano l’attività bancaria.

Dobbiamo tenere a mente che l’attività di intermediazione creditizia e di mobilizzazione da parte

della banca si svolge mediante rapporti fiduciari che collegano le unità in surplus a quelle in deficit

attraverso il bilancio della banca.

Le unità in surplus conferiscono fondi attraverso il mercato interno dei depositi e il mercato

interbancario finanziano le unità in deficit fornendo prestiti acquistando titoli ma anche per alcune

tipologie di finanziamento offrendo un servizio di liquidità, anche ai debitori. Tutto questo

rapporto poggia sul rapporto fiduciario cioè sulla fiducia che le controparti di mercato ripongono

sulla banca.

Vogliamo quindi studiare un soggetto e le sue scelte di gestione che ha come suo core-business

l’attività di credito e la raccolta di depositi presso il pubblico che vengano accettati come mezzi di

pagamento.

L’articolazione dell’offerta e quindi della produzione di un’istituzione creditizia così come

l’articolazione dei suoi business è molto differente e distingue un operatore dall’altro sul mercato

del credito, ma possiamo dire che il Cuore dell’attività bancaria è proprio l’attività di

intermediazione creditizia: offerta di finanziamenti alle imprese e alle famiglie e raccolta di

risparmio verso il pubblico.

Questo rende cruciale nell’attività bancaria la cornice di regolamentazione, prudenziale

soprattutto, che deve disciplinare in modo corretto nell’interesse generale le scelte imprenditoriali

delle banche, le decisioni gestionali inerenti principalmente all’intermediazione creditizia.

La cornice generale che disciplina e vincola l’attività delle banche è fondamentalmente finalizzata

a governare 2 aspetti dell’attività bancaria:

1. Le modalità di assunzione dei rischi: consente di definire una cornice entro cui la banca assume i

propri rischi utilizzando il risparmio del pubblico;

2. Fairness ovvero i comportamenti corretti con cui la banca effettua l’intermediazione sui mercati o

offre ai soggetti controparte crediti finanziamenti servizi finanziari e nel caso dei risparmiatori

depositanti modalità di gestione del risparmio o di investimento del risparmio sul mercato dei titoli.

Possiamo dividere gli intermediari bancari in 2 grosse tipologie di soggetti cui corrisponde un

mestiere diverso o una serie di business attività differenti:

➢ Asset Trasformer ovvero quell’intermediario che svolge prevalentemente attività di

intermediazione creditizia

L’intermediario Asset trasformer effettua intermediazione creditizia con due caratteristiche: offre

sul mercato le proprie passività di solito non negoziabili i depositi secondary securities e nello

stesso tempo nell’immobilizzare questi fondi si prende la responsabilità di valutare il rischio di

credito della controparte da finanziare.

Dispensa a cura di Alberto Proverbio 2

➢ Asset Broker ovvero quell’intermediario che si limita a fornire un servizio di mediazione rispetto

agli investimenti di mercato e quindi offre servizi di mercato.

L’intermediario Asset Broker tendenzialmente non assume rischi di credito ovvero non negozia

attività o passività con un contenuto di rischio ma offre servizi di mercato ovvero favorisce il

collegamento tra investitori e mercati di titoli o i soggetti che presentano fabbisogni finanziari

(imprese) e che quindi sul mercato dei titoli, o attraverso il collegamento con questo, desiderano

raccogliere fondi tramite l’emissione di proprie passività (titoli obbligazionari o azionari). Svolge

quindi servizi di collocamento o di negoziazione titoli (ordini acquisto titoli o vendita) ma anche

servizi di investimento del risparmio in cui esiste un contenuto di consulenza (advisory); non

assume rischi finanziari in proprio se non quando gestisce un portafoglio di proprietà ovvero un

portafoglio finalizzato a quello che è definito propietary trading, ma assume comportamenti legati

all’aspetto fair prima di tutti il rischio reputazionale.

Banca come Asset trasformer assume prevalentemente rischi legati all’intermediazione rischi di

credito

La banca come Asset Broker assume rischi legati all’offerta di servizi di mercato che sono in parte

rischi reputazionali.

Non è però questo il confine tra i mestieri di banca vale a dire tra la banca commerciale (quella che

intermedia il credito) e la banca di investimento (che offre servizi di mercato).

L’intermediazione creditizia, la raccolta del risparmio ed esercizio del credito sono il cuore

dell’attività bancaria e quindi dal punto di vista regolamentare vengono definiti i requisiti minimi

ma nella sostanza le norme comunitarie evidenziano altre attività o aree di business che possono

essere ammissibili al mutuo riconoscimento che delineano il grado di specializzazione o di

diversificazione dell’attività bancaria; servizi come:

➢ Servizi di pagamento;

➢ Servizi di investimento;

➢ Servizi di consulenza finanziari alle imprese;

➢ Servizi di offerta di mezzi finanziari connessa all’acquisizione di partecipazioni nel capitale di

imprese non finanziarie;

➢ ..

Le 4 Macro-aree che definiscono il perimetro di attività di una banca o di un intermediario

creditizio sono:

1) Risparmio;

2) Credito;

3) Servizi finanziari;

4) Partecipazioni.

Queste variamenti combinate non solo determinano la tipologia di intermediario ma anche la

combinazione di business di una banca e quindi il grado di diversificazione della sua attività.

La gestione riguarda sia l’organizzazione dell’attività produttiva sia le scelte operative nei diversi

mercati o aree di business; il modo in cui l’attività produttiva viene organizzata e si traduce in

operatività corrente presenta a monte il tema della scelta del modo in cui organizzare l’attività

produttiva ovvero la scelta dei modelli o delle soluzioni organizzative (scelta di come disegnare la

struttura di un gruppo bancario oppure la scelta sul modo con cui organizzare la produzione e

eventualmente distribuire servizi quindi il modello di business).

Dispensa a cura di Alberto Proverbio 3

A monte della gestione abbiamo la definizione di una struttura organizzativa coerente con le scelte

di gestione più in generale con la strategia di un intermediario e queste scelte di gestione

comportano la progettazione di una serie di prodotti e servizi, l’effettiva produzione di questi e la

successiva distribuzione che consente agli utenti finali di fruire dei prodotti. Gestione vuol dire

anche fare delle scelte di operatività nelle diverse aree di business es. definire le strategie

produttivi o le strategie commerciali o distributive.

Questa sequenza di scelte strategiche gestionali e operative è la definizione della macchina

organizzativa con cui voglio organizzare queste scelte si inquadra in una cornice regolamentare

formata da normative primarie (TUB e sovranazionale) e norme secondarie (direttive comunitarie).

La supervisione bancaria ha grosse interconnessioni sia con le decisioni di natura organizzativa

cioè la scelta del disegno organizzativo che l’intermediario si da per realizzare i propri obbiettivi di

gestione che con le scelte e decisione di gestione o le azioni operative che traducono le strategie

relative alla produzione di determinati servizi bancari e finanziari e la loro distribuzione.

Il ruolo della regolamentazione è importante per due aspetti fondamentali:

1. Le banche svolgono una funzione di interesse generale all’interno di un sistema economico; sono i

soggetti che permettono di finanziare lo sviluppo di un economia quindi sostanzialmente

sostengono l'attività degli operatori economici e gestiscono il risparmio delle famiglie.

2. Le banche realizzano una trasformazione delle risorse finanziarie che acquisiscono ma trasformano

anche insieme alle scadenze i rischi e così facendo operano un’attività di diversificazione dei rischi.

APPROFONDIMENTO

Vi è una grande distinzione tra regolamentazione strutturale e regolamentazione prudenziale.

La regolamentazione Strutturale si indirizza al governo della struttura del sistema finanziario può

incidere sulla struttura es. numero operatori, sulle loro dimensioni relative sul modo in cui

vengono i processi di concentrazione tra banche e gruppi bancari sulle modalità di entrata e uscita

(requisiti di costituzione o requisiti per l’uscita dal mercato). Non è neutrale alla competizione tra

operatori. Le

La regolamentazione prudenziale si indirizza a disciplinare l’assunzione e il grado dei rischi da

parte degli operatori. Si è evoluta nel corso del tempo e l’approccio moderno alla disciplina

prudenziale dell’attività delle banche è basata su due concetti fondamentali:

➢ Risk Based Regulation: indica che le norme di supervisione è prevalentemente basata

sull’individuazione dei rischi e sulle modalità con cui una banca valuta i rischi e si tutela da possibili

perdite o condizioni di instabilità derivanti da un efficiente valutazione o assunzione del rischio

definisce in che modo la banca deve valutare il rischio di credito nel momento in cui avvia una

(

valutazione di una domanda di finanziamento o definisce la modalità corretta di copertura di un

portafoglio rischioso attraverso una quantità di capitale di rischio da detenere. Definisce le

normative da rispettare).

Sancisce un criterio per la quale la regolamentazione prudenziale deve seguire

➢ Better Regulation

le migliori pratiche gestionali, cioè le Best Practice dell'industria (es. ammette che la misurazione

di un rischio di credito deve essere realizzata dalla banca al suo interno attraverso un modello o

un algoritmo preciso).

Aver detto che la supervisione sull’attività delle banche ha un obbiettivo prudenziale ci serve per

ricordare due aspetti:

1) La gestione della banca è essenzialmente gestione del rischio e capacità di realizzare profitti e NON

perdite sui rischi valutati e assunti;

2) E le pratiche gestionali, cioè i supporti alla gestione, sono spesso fondati sull’utilizzo di modelli di

misurazione e di gestione dei rischi o di processi per identificare valutare e gestire correttamente i

rischi. Lezione 2

Dispensa a cura di Alberto Proverbio 4

Modelli Organizzativi di una banca

MODELLI ISTITUZIONALI E ORGANIZZATIVI

Quando si parla di organizzazione di una banca possiamo distinguere il concetto di modello

istituzionale o modello societario rispetto ai modelli oranizzativi veri e propri che sono i soluzione

adottati per ottimizzare i processi di produzione dei servii o la fase di risoluzione. Parliamo di un

modello istituzionale o societario quando disegnano l’organigramma e definiamo i diversi ruoli e

responsabilità all’interno di questo organigramma inteso come insieme di società o di unità

organizzative finalizzate a realizzare i processi di gestione.

Con modelli macro organizzativi ci riferiamo al modo in cui la banca organizza l’attività aziendale e

come delinea i suoi obbiettivi di vendita; modello macro implica la scelta tra costituire delle

strutture di gruppo quindi un disegno di gruppo con legal entity o società distinte ognuna delle

quali ha un ruolo all’interno del gruppo rispetto la possibilità di mantenere una struttura in cui le

diverse responsabilità di gestione (produzione, distribuzione e processi gestionali) siano per lo più

internalizzati in una ambito aziendale unico parliamo in questo caso al modello che si avvicina alla

banca universale.

Questo implica diverse scelte di crescita; nel primo caso col modello macro organizzativo riferito al

gruppo avremo una politica di crescita dimensionale o una politica diversificazione delle linee di

produzione attraverso l’articolazione del gruppo in società del gruppo e eventualmente uno

sviluppo dei volumi dimensionali o una diversificazione degli ambiti di attività attraverso

l’acquisizione di nuove unità. Crescere dimensionalmente attraverso linee di crescite esterne

significa per esempio definire l’acquisizione di un altro intermediario (Intesa e Ubi) oppure la

scelta di diversificare sotto il profilo produttivo in gruppo significa per una capogruppo decidere di

entrare per esempio nei servizi di investimento acquisendo di una SGR.

La struttura di banca universile quindi Il modello macro-organizzativo che si riferisce alla universal

banking cresce per linee interne quindi sviluppa dei business interni alla struttura aziendale

diversificate su diversi mercati: es. le divisioni che presidiano una particolare linea di attività.

I modelli micro organizzativi riguardano il modo in cui all’interno di una struttura organizzativa

(gruppo, società del gruppo o di unica banca universale) vengono definite le aree di responsabilità;

definisce il modo in cui sono articolate le diverse fasi del processo produttivo.

Studiare la struttura organizzativa di una banca significa quindi studiare il disegno macro

organizzativo e poi le caratteristiche micro organizzativo ovvero come all’interno di quel disegno

sono ripartite le responsabilità e le funzioni.

Da cosa dipendono i modelli macro organizzativi?

Gli aspetti pià rilevanti sono:

1. La scelta della forma giuridica che nel nostro caso significa muoversi attraverso poche opzioni

possibili poiché per le banche di maggiori dimensioni le normative definiscono la scelta del

modello di SPA, mentre per quelle di piccole dimensioni o territoriali o locali è possibile la forma di

tipo cooperativo.

2. I modelli societari che si rifanno alle possibili opzioni del modello macro organizzativo:

a. Banca universale la quale internalizza la maggior parte delle aree di business che origina

da un insieme di operazione di crescita (fusione e acquisizione);

La forma giuridica è imposta dalla normativa EU la quale prevede che le Istituzioni creditizie o gli

intermediari creditizi assumano la forma di SPA; le banche tradizionali o Commercial Banks sono

sempre SPA e in quanto tali sono quotate sul mercato e per questo hanno obbiettivo di profitto

hanno la finalità generale la crescita e far crescere la ricchezza degli azionisti attraverso la

creazione di valore.

Dispensa a cura di Alberto Proverbio 5

Abbiamo poi per le banche marginali (locali o territoriali) ancora la normativa consente l’utilizzo

della forma giuridica cooperativa la quale comporta limiti del capitale detenuta dal singolo socio e

vige il principio di una testa un voto (malgrado il n azioni possedute). Vi sono poi degli obblighi

riguardo alla distribuzione degli utili. Le banche in forma popolare cooperativa non sono

contendibili e quindi non possono essere oggetto di processi di aggregazione; una banca

commerciale che acquisisce una banca di credito cooperativo di fatto non può garantirsi la

capacità di controllo. Ecco perché la normativa ha obbligato la trasformazione delle banche

popolari ad alta capitalizzazione in SPA.

b. Gruppo situazione organizzativa articolata in una capogruppo e una serie di società

partecipanti, con diverse funzioni, originata da processi di aggregazione le quali vengono

controllati per la maggior parte del capitale ma non vengono internalizzati all’interno della

struttura aziendale ma mantengono la propria originaria autonomia giuridica (Legal

Entities).

Questa seconda distinzione oltre che a modello macro organizzativo si fa anche al modello di

Governance.

Attraverso questi modelli societari macro organizzativi le banche possono realizzare i loro business

in modi molto diversi.

Ci sono diverse tipologie di gruppi bancari:

• GLOBAL FINANCIAL SUPERMARKET attraverso società controllate da una capogruppo si colloca nei

diversi possibili mercati dei servizi finanziari con un elevata complessità gestionale e organizzativa;

• INVESTMENT BANK GLOBALE prevalentemente focalizzato sul servizi di investimento e sulle

transazioni sul mercato dei titoli;

• GRUPPO UNIVERSALE TRANSNAZIONALE (O NAZIONALE) molto diversificato dal punto di vista del

business e cross border su mercati finanziari domestici;

• CONGLOMERATO BANCASSICURATIVO;

• GRUPPO FINANZIARIO attività bancaria con pluralità di società controllate che svolgono attività di

intermediazione differente.

I MODELLI ORGANIZZATIVI “MICRO” AZIENDALI

Dal punto di vista Micro Aziendale possiamo distinguere tra un modello organizzativo funzionale e

un modello divisionale. Ad ora vi è una propensione maggiore nel prediligere un modello

divisionale. La differenza riguarda il modo in cui si realizzano i processi produttivi e distributivi sui

diversi segmenti.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alberto95x di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Gestione bancaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Patarnello Arturo.
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