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Vittorianesimo e modernismo

I poeti vittoriani sono i diretti eredi dei romantici e operano dagli anni ’30 dell'800 e proseguono fino agli anni ’70 dell'800. Il vittorianesimo tradizionale si esaurisce progressivamente nel tardo vittorianesimo; nell’ultimo decennio dell'800 e nei primi anni del 900 la poesia vittoriana si riduce ad una poesia imitativa che non ha più nulla di originale.

Finché non arrivano due americani, Ezra Pound e Thomas Stearns Eliot, che si stabiliscono entrambi in Gran Bretagna (Londra = centro culturale del mondo anglofono), sovvertono quelli che sono gli stili, gli schemi e le modalità espressive della lingua inglese e danno il via a quei movimenti d’avanguardia che sono imagismo (1912-1913), vorticismo (1914-1915), poi c’è un’interruzione a causa della Prima Guerra Mondiale e poi riparte, in maniera più costruttiva (non più un movimento d’avanguardia ma un movimento più solido anche dal punto di vista critico) con il modernismo che si sviluppa nel primo decennio del 900 e prosegue per tutti gli anni ’30 con “The Cantos” di Ezra Pound, con i romanzi di James Joyce e di Virginia Woolf che inizia a scrivere negli anni ’20 e termina con la sua morte nel 1941.

Modernismo e linguaggio poetico

È soprattutto il modernismo, a partire dal 1908 fino agli anni ’30, che sovverte il linguaggio poetico e letterario del romanzo (soprattutto con James Joyce e Virginia Woolf). Si tratta quindi di due fasi che si susseguono, e come è tipico in tutti i movimenti artistici, si verifica sempre:

  • Una reazione a ciò che viene prima
  • Un recupero, un riadattamento, una ricreazione di quelle che sono sempre state le forme tradizionali che ciascun movimento ha ereditato (ad esempio, la forma del sonetto sopravvive per secoli, da Petrarca che è l’iniziatore, il sonetto attraversa i secoli, i movimenti e i cambiamenti di stili e di modalità espressive).

Influenza di Charles Darwin

Nel 1859 il biologo e scienziato Charles Darwin, alla fine del suo lungo viaggio intorno al mondo dove studia e raccoglie campioni, formula la teoria dell’evoluzionismo. A fronte di una formulazione scientifica di questo genere, la quale detta che la vita della Terra si è evoluta da organismi più elementari a forme più complesse culminanti con il famoso Homo Sapiens, si scontra radicalmente con la teoria creazionista sostenuta dai testi biblici.

Di conseguenza, con la nascita di una nuova teoria di fronte a una teoria che era stata teorizzata, formulata e creduta per 1800 anni, nasce anche un sentimento di angoscia e di dubbio esistenziale. L’uomo si trova a dover scegliere se fidarsi della teoria creazionista da sempre esistita o se fidarsi della teoria nuova scientifica che era apparentemente inconfutabile.

Morale puritana e respectability

La morale puritana rimane per vari aspetti più solida di quanto non rimangano le teorie creazionistiche: era diventata una sorta di abitudine così radicata nella società che viene meno scossa dalle formulazioni scientifiche, perché quest’ultime si riferiscono a un preciso ambito; l’etica, pur venendo in parte toccata dalle teorie darwiniane, non viene mutata, perché comunque l’uomo dotato di ragione, di intelletto, di una lunga tradizione etica che lo ha accompagnato fin dai tempi più antichi, è convinto di questa necessità di comportarsi, soprattutto in un contesto sociale, seguendo determinate regole etiche.

All’inizio dell’epoca Vittoriana, la società che basava la propria convivenza sull’etica del lavoro, sul concetto di respectability e sul concetto di unità della famiglia (Royal Family emblema principale con la Regina Vittoria e il suo consorte Principe Alberto) mantiene questi principi etici a tal punto da diventare quasi insopportabile poiché questi principi rischiavano di venir svuotati dall’interno del loro valore.

Respectability è un valore condiviso da classi sociali che hanno un minimo di coscienza e conoscenza, quindi praticato in senso onesto, leale, etica del lavoro, in cui ciascuno contribuisce con le proprie facoltà, virtù, doni (da parte di Dio o della natura), in una società organica in cui ciascuno dà il proprio contributo. Verso la fine dell’epoca vittoriana il concetto di respectability si svuota dei suoi valori intrinseci e fondamentali e rischia di diventare un guscio vuoto, privato della propria sostanza, il che poi diventa ipocrisia.

Cambiamenti del progresso

La fede nel progresso e l’ottimismo che caratterizzano l’epoca vittoriana vengono progressivamente a mancare. Le promesse utopistiche di un continuo sviluppo verso una società sempre migliore, la fede nella scienza in tutte le sue applicazioni, si devono sempre scontrare con la realtà del mondo, della natura e dei comportamenti umani. Quando il progresso che promette di dare sempre di meglio e di più fallisce, la società si pone delle domande e ha dei dubbi.

Nei decenni conclusivi del vittorianesimo, la società britannica (ma anche quella europea) vive di rendita di tutto ciò che era stato scoperto e ottenuto, ma quando poi al sorgere del 900 si verifica la Prima Guerra Mondiale, con la fine della Belle Époque, tutti questi risultati e ideali vengono messi in discussione. Perché la tecnologia e la scienza, pur avendo ottenuto grandi risultati, lasciano i filosofi, pensatori e teologi perplessi di fronte all’insicurezza umana al momento in cui la Prima Guerra Mondiale ebbe inizio.

I grandi ideali di progresso illimitato, di sviluppo e ottimismo subiscono forti ridimensionamenti. La letteratura rispecchia anche questi aspetti: se da un lato una buona parte di letteratura vittoriana (soprattutto il romanzo) celebrava questo grande momento scientifico, culturale, economico e di commercio (nasce l’impero britannico e arriva fino al punto massimo della sua espansione), dall’altro, con l’epoca modernista, inizio 900, rispecchiava quel senso di incertezza dovuto alla Prima Guerra Mondiale, con l’atteggiamento dell’uomo esprimente angoscia, incredulità e agnosticismo nei confronti della fede.

I testi che andremo ad analizzare non ci danno né tutta la rappresentazione dell’epoca vittoriana né tutta la rappresentazione dell’epoca modernista. La scelta è stata improntata su un tema ben preciso che era quello dell’adattamento dei generi e delle forme letterarie nel corso di questo secolo e mezzo. Non troveremo esaltazioni del progresso o dell'innovamento, ma adattamenti di forme e generi letterari di antica tradizione (ad esempio ballata e sonetto), testi riflessivi, e soprattutto nel 900, rifacimenti di scritture, rielaborazioni di testi preesistenti portati avanti da Eliot e Pound.

Passato e letteratura

Il passato è uno dei temi fondamentali del vittorianesimo, che riguardi un passato mitico, epico, medievale, rinascimentale o classico/greco-romano. Il suo compito principale è fare da specchio al presente in cui gli autori vittoriani si trovano a vivere, operare e creare come artisti. Non ci aspetteremo quindi un’esaltazione né dell’epoca vittoriana né del modernismo, in termini ideologici, sociologici o di conquista della scienza, ma troveremo una modalità di riflessione (come le poesie meditative o rifacimenti), una modalità in senso positivo di evasione del fantastico.

I test

  • Alfred Lord Tennyson, The Lady of Shalott
  • Robert Browning, scrive un monologo drammatico, My Last Duchess
  • Algernon Charles Swinburne, A Ballad of Dreamland
  • Dante Gabriel Rossetti, The Blessed Damozel
  • Ezra Pound, Ballad Rosalind

Tutti questi testi, in particolare i primi tre, partono dal genere della ballata. Riscrivono in un’epoca moderna (l’800 vittoriano e il 900 modernista) una delle forme più antiche (la ballata affonda le sue origini nell’epoca medievale). Alfred Lord Tennyson, Frater Ave Atque Vale è un’elegia per suo fratello scomparso e si rifà ad un genere antichissimo (si cita Gaio Valerio Catullo con il suo saluto al fratello anch’egli morto) che affonda le radici in epoca classica-latina.

Poesie riflessive e adattamenti

  • Matthew Arnold, Lines Written in Kensington Gardens
  • William Butler Yeats, The Wild Swans at Coole

Questi poemi sono fondamentalmente meditativi e riflessivi e riprendono la tradizione della poesia intimista, meditativa, e riflessiva, dove il poeta si trova davanti a uno scenario naturale o davanti a uno specchio (guardando dentro sé stesso) e si interroga su domande fondamentali sull’esistenza propria, sull’esistenza del mondo, della natura, sul passare del tempo, su tutto ciò che è stato e ciò che sarà.

  • Ezra Pound: Villonaud for This Yule, Sestina: Altaforte
  • Eliot: Sestina: The Dry Salvages

Ancora una volta, sono dei rifacimenti. Questi due poeti sono formidabili conoscitori della poesia dell’Occidente e non solo in lingua inglese ma anche in altre lingue, per cui imitano i versi di altri poeti passati:

  • La Villonaud verte sul tema del poeta francese del 400 François Villon
  • Le due Sestine riprendono un’altra forma rigorosa che è quella della sestina, una strofa di 6 versi le cui rime si ripetono sempre di strofa in strofa.

La prima è di origine medievale e celebra le vicende cavalleresche; la seconda riprende una forma dantesca di componimento dedicato alla vergine Maria (inno di natura religiosa). Gerard Manley Hopkins, God’s Grandeur rientra nella categoria del sonetto, con una tematica religiosa e non più amorosa o mondana.

Poesia imagista

Abbiamo una serie di poesie imagiste rappresentata da 5 autori. La poesia imagista costituisce il cardine, lo snodo e il turning point formale e tematico che avrebbe in parte portato al modernismo. La poesia imagista è quel movimento di avanguardia, meno radicale del vorticismo, che ridisegna e riscrive i canoni estetici della poesia. È un punto di snodo tra la poesia vittoriana e preraffaellita e la poesia modernista.

The Lady of Shalott e Blessed Damozel saranno accompagnati da rappresentazioni iconografiche poiché queste due poesie hanno attratto particolarmente i pittori preraffaelliti. Con i temi amore-morte di Lady of Shalott e temi celestiali-paradisiaci di Blessed Damozel, costituiscono due delle tematiche preferite dai pittori preraffaelliti. A Ballad of Dreamland e Ballad Rosalind non hanno avuto riscontri pittorici e neanche tanta critica. My Last Duchess non è una ballata ma ha una peculiarità tipica dell’epoca Vittoriana, si rifà ad epoche passate per trovare argomenti, soggetti, temi, personaggi, eventi e per esplorare la differenza tra passato e presente e al contempo per analizzare meglio il presente avvalendosi del pretesto di spostare in altri tempi e in altri personaggi/eventi che sono comunque pertinenti anche nel presente in cui ci troviamo a vivere.

Vittorianesimo e preraffaellitismo

Dettagli da notare: viso femminile con le stelle tra i capelli e, più sotto, dei gigli nella sua mano. Questa è la versione pittorica che Dante Gabriel Rossetti realizza (lui era sia poeta che pittore) del suo testo poetico “The Blessed Damozel”.

A cavallo dell’800, alla fine degli anni ’40, un gruppo di giovani poeti vittoriani, capitanato da Dante Gabriel Rossetti insieme a Algernon Charles Swinburne, George Meredith e vari pittori tra cui William Holman Hunt e Edward Burne-Jones, costituiscono una confraternita che battezzano preraffaellita perché il loro ideale estetico è quello di recuperare una purezza, una semplicità del tratto pittorico che riporti alla pittura rinascimentale italiana fino all’epoca di Raffaello e non oltre, in quanto la pittura successiva a Raffaello viene vista come una pittura manieristica, quindi priva di ispirazione e fondata su moduli ripetitivi.

Fino a Raffaello, essi ritengono che la pittura sia ancora autentica, spontanea e più diretta. Così come la pittura preraffaellita, anche la poesia preraffaellita si ispira principalmente al passato, a grandi cicli mitologici (primo fra tutti quello Arturiano) o a momenti particolari della storia dell’arte, soprattutto del medioevo.

The Blessed Damozel rappresenta una reinvenzione, un modo originalissimo di ritrattare una tematica stilnovista e dantesca sia in versi sia in pittura, da parte dello stesso autore che gioca quindi come pittore e come poeta. Il quadro sopra vuole proprio imitare una certa tipologia di rappresentazioni sacre del medioevo italiano in cui la parte superiore, che occupa maggior spazio e quindi è più importante per quanto riguarda il significato e il valore simbolico, è rappresentata da questa Damozel, con stelle tra i capelli e gigli tra le braccia, che si sporge da questa balaustrata detta “the golden bar of heaven” (come dice il testo). Subito sotto troviamo tre figure, anch’esse femminili, che fanno parte del suo corteggio.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

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