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Letteratura inglese postcoloniale

Colonialismo

Colonialismo = sfruttamento di un paese più debole di carattere economico, strategico (geo-politico) perché il colonialismo implica ampliare uno scacchiere di azioni da parte delle potenze occidentali che sicuramente nel corso del tempo fino alla 2° guerra mondiale si muovono guerra in Europa e al tempo stesso combattono al di fuori del nostro continente in una contesa che va ad attaccare paesi di un altro quadrante del mondo.

  • Seclar colonies: prevedono come motore di espansione la decisione di stabilirsi in un altro luogo (es. colonie americane)
  • Colonies: Nelle altre colonie si cerca una conquista di territori al fine di mantenere un controllo di carattere politico.

La letteratura è parte di una dimensione culturale che non può essere disgiunta da una dimensione economica/militare. Il colonialismo e l’imperialismo sono anche fenomeni simbolici. Un esempio è la Gran Bretagna che lo fa tramite la dimensione del consenso, un consenso interno Britannico ha la decisione politica di conquistare il resto del mondo col consenso che si cerca di costruire anche all’interno delle colonie sostenendo che la dominazione coloniale è un bene per chi fa parte dello stato colonizzato. Quindi è un bene.

La letteratura è uno strumento per questa elaborazione simbolica, e questa elaborazione simbolica viene riflessa dalla letteratura. La produzione di rimani va ad incidere su un clima culturale propizio alle politiche coloniali producendo un modello identitario. L’ambito letterario è funzionale alla costruzione e all’interpretazione del momento coloniale. Colonialismo e imperialismo avvantaggiano non tutti alla stessa maniera, ad esempio economicamente, ma tutti beneficiano del senso di appartenenza (ad esempio alla Gran Bretagna).

Postcolonial criticism

Il postcolonial criticism legge e rilegge i documenti e i testi del periodo coloniale con una possibilità di coglierne una dimensione critica. Commonwealth: unione economica e simbolica di paesi che riconoscono la regina come capo. Il postcolonial criticism è lo studio delle interazioni fra le nazioni europee e le colonie, uno studio fatto con occhi più moderni. La letteratura offre documenti che ci spiegano come mai all’epoca sono successe certe cose e perché altre cose oggigiorno non sono accettabili.

Tra il ‘500 e il ‘700 le protagoniste sono le compagnie commerciali. Più avanti (1870-1914) diventa un intervento più deciso di stati che pensano all’espansione. Le ragioni sono:

  • Economiche: procurarsi le materie prime, lavorarle e rispedirle magari nei paesi di provenienza come nuovi mercati di sbocco e di riferimento (es. mercato cotone indiano)
  • Politiche: prestigio ed egemonia, nelle colonie si mandano anche i prigionieri politici
  • Sociali: le colonie sono come un ammortizzatore, offrono sbocchi lavorativi
  • Ideologiche: idea di potenza nazionale e di avere una superiorità etnica, quindi razzismo.

Nel 1905 ci sono alcune colonie molto estese ma non necessariamente molto popolate (es. Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Caraibi, subcontinente Indiano, e una porzione di continente africano che comprende la zona dell’attuale Nigeria, Ghana, Guinea, che sono le colonie più antiche, poi la zona verticale che va dal Cairo a Capetown per proteggere le tratte per l’India).

Le compagnie private

Le compagnie private sono olandesi, inglesi, francesi, portoghesi. Le compagnie private sono società per azioni che hanno interesse commerciale e gestiscono un commercio che avviene attraverso navi e gestisce un mercato di beni di particolare valore sul mercato (quindi prodotti che in Europa non ci sono come seta, spezie, caffè). Si muove con grande velocità l’Olanda, grazie alla sua posizione sul mare Atlantico, così come la Francia e il Portogallo. Un esempio è la compagnia olandese Voc che operò dal 1500 al 1800. Le compagnie private sono il primo tassello della colonizzazione.

La compagnia francese delle Indie Orientali si orienta verso il mercato asiatico, nel 1719 si stabilì in India e nel 1790 viene liquidata.

East India Company

Fondata nel 1600 sotto il regno di Elisabetta I. È una Società per Azioni formata da persone che finanziano delle navi che devono percorrere un lungo tragitto e che consentono di avere dei guadagni immensi. Fu la società per azioni più potente della storia che operò in due (o tre) continenti e che decideva il destino di un quinto dell'umanità. Fu fondata nel 1600, con sede a Londra e durò per oltre due secoli: fino al 1858. Le azioni erano divise tra i 125 azionisti. Era gestita da un governatore e da 24 direttori che formavano la Corte dei Direttori nominati e erano responsabili davanti all'Assemblea dei proprietari. Sarà estromessa dal controllo dell’India dopo la rivolta indiana nel 1856.

BEIC (British East India Company)

  • 31 dicembre 1600: Elisabetta I firmò un accordo che le conferiva per 21 anni il monopolio del commercio nell'oceano Indiano.
  • 1609: la concessione (charter) della Compagnia viene rinnovata con il monopolio delle Indie per un periodo infinito a patto che non ci fossero tre anni consecutivi in perdita.
  • 1615: Sir Thomas Roe fu inviato dal re Giacomo I presso l'imperatore moghul Jahangir. Lo scopo di questa missione era di ottenere per la Compagnia il diritto esclusivo di fondare filiali commerciali in certe piazze come Surat. In cambio essa proponeva di offrire all'imperatore prodotti europei. Fu firmato un trattato.
  • 1647: la Compagnia disponeva in India di 23 filiali e 90 dipendenti e contava piazzeforti a Surat, Bombay, Madras e Calcutta.
  • 1670: il re Carlo II le accordò di poter acquisire nuovi territori, di battere moneta e di dotarsi di un esercito.
  • 1698: il governo inglese crea la "Compagnia Inglese per il Commercio verso le Indie Orientali" da opporre alla compagnia ma il progetto fallisce con la fusione delle due nel 1702.
  • 1757: la vittoria nella battaglia di Plassey nella guerra dei sette anni sancisce la vittoria inglese sui francesi che assicura alla Compagnia il controllo del Bengala.
  • La compagnia delle Indie batte moneta, ha questa prerogativa dello stato e ha un esercito pagato dalla compagnia delle Indie ma del quale ha bisogno per espandere le zone d’influenza.
  • 1773: con il "Regulation Act” il governo obbliga la compagnia ad una serie di riforme amministrative ed economiche. Viene nominato un governatore delle Indie Inglesi.
  • 1784: Con l'"Indian Act” il governo separava i territori della Compagnia dall'attività economica della stessa frenando così il suo sviluppo che durante il XIX secolo la portò a controllare Birmania, Singapore, Hong Kong, Filippine e Giava: 1/5 della popolazione mondiale sottostava alla sua autorità.
  • Verso la metà del XIX secolo, la dominazione della Compagnia si estendeva su un quinto della popolazione mondiale. Fu privata del suo monopolio commerciale nel 1813 e del commercio del tè della Cina vent'anni più tardi.
  • 1858 la Compagnia perse infine le sue funzioni amministrative in seguito ai Moti indiani del 1857. 1860 tutti i possedimenti della Compagnia passarono sotto il controllo della Corona. 1874 la Compagnia delle Indie Orientali fu infine sciolta.

La colonizzazione dell’Asia e dell’Africa

L’Africa rappresenta un luogo importante dal punto di vista dell’immaginario britannico. L’elemento geografico di esplorazione è una grande fonte per l’immaginario dell’avventura e del coraggio, degli esploratori. Le esplorazioni geografiche e scientifiche si intensificano nell’età dell’imperialismo, tra la metà dell’800 e l’inizio del ‘900, infatti è l’ultimo continente che viene colonizzato. In questa operazione di colonizzazione si vede come le dimensioni si sovrappongono, ad esempio la dimensione scientifica della spedizione geografica confina con l’aspetto economico ma anche con quello identitario. Uno dei punti chiave di questa colonizzazione è: NB-> articolo 6 NB: guerra anglo-boera in Sudafrica fra Inglesi e Olandesi/Afrikaans.

Espansione coloniale GB dal 1600 ai primi decenni del XX secolo

L’impero continua la sua espansione incessante.

Colonizzazione Australia

La colonizzazione ha influito sull’immaginazione del soggetto antro, diverso e che fa parte di territori lontani. La dimensione culturale ha un grande peso. Lo sviluppo dell’impero britannico e la sua possibilità di espansione sono dati dalla possibilità di esportare la religione cristiana e convertire i pagani.

James Cook

Capitano di marina che ha compiuto una serie di viaggi verso Australia, Sudamerica, Alaska, mescolando il piano delle esplorazioni geografiche con quello delle conquiste coloniali. Parte con l’idea di esplorare il territorio ma poi appena può entra in possesso delle terre (operazione di carattere politico-militare).

NB-> Cook compila dei diari. Ha la capacità di comprendere i continenti in tutti i suoi aspetti. Ha un interesse per il mondo naturale, che ad inizio ‘800 si esprime con le spedizioni di naturalisti come Darwin. Oltre agli animali l’attenzione era di carattere anche antropologico. Cook esplora diversi ambiti, la Terra del Fuoco è la parte più a sud dell’America Meridionale. Popolazioni rappresentate per far sì che il loro essere primitivo emerga.

King Solomon’s Mines

Il colonizzatore si pone nei panni di qualcuno che ha tutti gli strumenti per conoscere e interpretare il mondo dell’altro.

Otello

Otello letto sotto una prospettiva post-coloniale, una delle tante prospettive che permette di comprendere le caratteristiche del protagonista in termini di rappresentazione dell’altro, del diverso, del moro, avvalendosi di concetti come razza, genere e casse che sono i concetti più importanti sotto la prospettiva post-coloniale dei personaggi. Shakespeare lascia un’eredità significativa, rappresenta il diverso nei suoi testi. Shakespeare nasce nel 1564 a Stratford-Upon-Avon. Si hanno pochi elementi della sua vita, ma sappiamo che si è sposato, ha avuto 3 figli, non ha frequentato l’università ma la grammar school. Egli non avendo una formazione accademica è libero dalle regole dei classici. Quando si trasferisce a Londra diviene comproprietario del teatro The Globe.

Capacità di parlare ai suoi contemporanei - capiva ciò che poteva piacere al pubblico, al teatro elisabettiano potevano andare tutti. Le prime rappresentazioni teatrali erano nelle piazze, non in teatri veri e propri. È una forma di intrattenimento che coinvolge tanta gente e viene dal teatro religioso britannico. Forme di teatro che si sviluppano con la religione. Si sviluppa a partire dal testo religioso o biblico. Il teatro elisabettiano si svolge in pieno giorno. Il teatro rinascimentale è un luogo rumoroso, caotico, in cui la forza del testo e dell’azione catalizzano la funzione dello spettatore. La struttura è a più livelli. Shakespeare è diventato una fonte di espressioni. Egli cimentandosi in molte opere si contraddistingue per contaminare le opere, ha la capacità di prendere storie che esistono e montarle per il pubblico della sua epoca. Tende a riprodurre situazioni che tendono a somigliare alla vita. Shakespeare scrive per il pubblico, per il suo teatro e pensando alla sua compagnia di attori adattando il testo ai suoi interpreti. Shakespeare non pubblica i suoi testi, i quali vengono pubblicati diversi anni dopo la sua morte nel volume “Grand Folio” pubblicato dagli attori della sua compagnia. Shakespeare affina le sue tragedie, nelle prime c’è tanta violenza e sangue, ma poi diventa una cosa più psicologica. Otello nel suo amore verso Desdemona vorrebbe essere il protagonista di una commedia, qualcuno che muove la società veneziana attraverso il matrimonio e fonda un altro pezzo della società.

La tragedia

La tragedia shakespeariana ha al suo centro un eroe tragico imperfetto, qualcuno da ammirare e che è in una posizione diversa da quella dello spettatore. L’eroe è qualcuno con cui non ci si identifica per la posizione sociale, ha una posizione elevata ma con difetti, a differenza della commedia dove gli eroi sono persone più comuni. Il protagonista in punto di morte capisce i suoi errori tragici.

Le unità aristoteliche

La tragedia viene definita da Aristotele come “imitazione di un'azione seria e compiuta in se stessa, che abbia una certa ampiezza, un linguaggio ornato e infine produca, mediante casi di pietà o di terrore, la purificazione di tali passioni.” La tragedia è quindi un percorso. La tragedia prevedeva una struttura rigida che richiedeva l'unità del luogo, dell'azione e del tempo. Vengono messe in scena domande alle quali verrà data una risposta. La tragedia è un destino che si compie rapidamente per poi dare luogo alla catarsi, la purificazione finale.

La catarsi finale: (gr. Kàtharsis) secondo la Poetica di Aristotele, compito della tragedia è la purificazione dalle passioni, per lasciare l'animo pronto per il suo vero compito: la meditazione.

Otello

Eroe tragico - la scelta di un moro come protagonista è molto originale. Il moro non è associato al teatro elisabettiano come una figura alta, non come l’eroe, infatti viene indicato come un malvagio, un villain. Otello è un moro ma non un villain. È un generale della repubblica. Moro=scuro, nero, male.

Personaggi:

  • Othello: generale della repubblica di Venezia, protagonista
  • Desdemona: moglie di Otello
  • Brabantio: padre di Desdemona, senatore della repubblica
  • Iago: ufficiale dell'esercito e antagonista
  • Emilia: moglie di Iago, sarà uccisa dal suo marito
  • Cassio: nominato luogotenente di Otello a Cipro
  • Roderigo: ricco veneziano innamorato di Desdemona

Trama

Gira intorno al complotto di Iago. La trama tragica ha un suo andamento regolare che è costituito da più parti:

  • Exposition/introduction: descrizione situazione iniziale
  • Rising action: la situazione si evolve complicandosi
  • Climax/turning point: l’azione precipita verso il compimento dell’azione tragica
  • Falling action
  • Resolution

Peripezia: Trama solida e ben organizzata, suddivisa in 5 atti. L’esito finale è quello della trasformazione, della catarsi. Ad un certo punto Otello capisce e si trasforma, cresce e si unisce alla morte. Nell’Otello c’è un’unità d’azione ma con una sorta di ampio preambolo, il primo atto, quello in cui si spiega la situazione ma c’è già anche l’evento che scatena la situazione tragica: il matrimonio. Poi l’azione si calma ma a Cipro succederà una rissa che fa riprendere la situazione tragica.

NON c’è un’unità di luogo: Venezia è lo spazio della civiltà e della razionalità, Cipro è il luogo più vicino alle barbarie, vicino all’oriente, sul confine. Quando Otello è da solo a Cipro perde la sua integrità.

NON c’è un’unità di tempo (è parziale, il primo atto è al di fuori delle 24 ore degli altri 4 atti): il primo atto sta fuori dall’unità di tempo, dal secondo al quinto atto tutto si svolge in un giorno-> ciò non è realistico, l’azione tragica non può avere tempo di essere analizzata alla razionalità come se passasse tanto tempo.

Metrica di Otello

Pentametro giambico - pentametro è un verso costituito da 5 blocchi, piedi, che si definiscono giambici per definire meglio dove cade l’accento di questi versi. Ciascun piede è costituito da 2 sillabe di cui accentata è la seconda dando un ritmo simile a quello della prosa. Non sarà tutto il testo così.

1° atto

Ambientato a Venezia, la quale Shakespeare non aveva mai visto, ma è una città organizzata politicamente e socialmente. Luogo di razionalità e legge. Differenza fra oriente e occidente. Iago allerta Brabantio che Desdemona è stata “rapita” da Otello. Iago vuole dire a Brabantio che è stato derubato dei suoi beni e di sua figlia (vista quindi come un possedimento). Otello viene descritto come un animale, un montone, e con l’istintività di un animale. Costruzione che mira a disegnarne anche delle caratteristiche morali, facendo passare Otello per il diavolo. Brabantio accusa il colpo del fatto che Desdemona se ne sia andata di casa. Il pensiero che Desdemona sia innamorata di un moro porta Brabantio a pensare che ci sia un incantesimo dietro (paesi esotici-> magia nera, oscurità). Termini stereotipici per identificare gli altri. Mossin Hamid dice che siamo tutti frutto di una mescolanza, non esiste la purezza. La questione dell’identità non può avere risposte semplici. Otello si rivolge al consiglio che ne legittima l’autorità. Il matrimonio è la sanzione sociale di un sentimento individuale, una relazione fra il pubblico e il privato. Otello sposandosi entra ufficialmente a far parte della Repubblica di Venezia, della società. Questa integrazione rappresenta il coronamento della sua personalità. Otello ha una vulnerabilità legata alla sua posizione (in greco l’invidia degli dei) che lo farà cadere dopo aver raggiunto la felicità, quindi quanto più l’eroe si avvicina alla perfezione e più diventa vulnerabile. Lo stereotipo non è necessariamente negativo (es. svizzeri puntuali). Otello dà di sé l’impressione che gli altri vogliono avere, che ass

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andrea_degiu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese postcoloniale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Nicora Flaminia.
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