Letteratura artistica
Documentazione scritta e orale con elementi figurativi
Caravaggio è al centro dell'attenzione, ma non tanto dei conoscitori e degli esperti che iniziano ad esibire il silenzio ed arricchire il naso nei suoi confronti. Ci sono artisti come Paolo Veronese che possono sembrare i massimi, ma non sfondano nelle masse popolari. Bellori parla negativamente di Caravaggio. Ma anche il negativo è un fatto.
El Greco come pittore sacro della controriforma
Fanfani "El Greco e Santa Teresa" → distilleria greco negli anni '60 – '70. In queste postille, El Greco nomina mai Gesù e la Madonna ma Platone. L'arte di El Greco è il periodo blu di filotto, ma l'espressionismo cromatico delle sue opere dove diventerà mito e celeberrimo riconosciuto nel '900 come grande artista. Questo per dimostrare l'interesse di un artista.
Riscoperta di Vermeer
Nel 1870-80, un conoscitore conosce Vermeer → Proust, scrittore che riscopre l'artista. Riscoperta critica e richiesta di commercio delle opere d'arte → per determinare i caldi d'arte.
Vermeer e i falsi impressionisti
I pochi quadri di Vermeer sono conosciuti sotto pseudonimi o altri artisti. Falsi di tipo impressionista, questo vivere all'istante era una cosa dell'Ottocento per questione considerato un falso. Ma Vermeer non è stato capito perché aveva messo in circolazione una corrente che arrivava dopo due secoli, è stato capito solo quando gli impressionisti fanno la loro pittura.
Fonti storiche e cultura romana
Plinio aveva delle fonti greche molto precise da cui attinge, ma è solo una minienciclopedia. Significativo è il passo di letteratura che esplicita la situazione in epoca romana, un team e to di Petronio Arbrito, un raffinato esteta, amico di Nerone, si suicida prima di essere ucciso per non dare la soddisfazione all'operatore. Petronio è noto per aver scritto il "Satiricon", un romanzo di cui abbiamo una vaga idea della trama perché ci restano solo due grossi frammenti. In uno di questi, un antagonista, un ragazzo di vita, esce da una casa per respirare un po' d'aria, ma entra in una pinacoteca, divertiva pitture di Zeusi ancora ben conservati e schizzi di Protogene, artista greco, e Monocma, dea di Apelle, un altro pittore. Nel centro di Roma al tempo di Nerone c'erano molte discoteche delle grandi famiglie patrizie, ogni famiglia aveva il suo museo privato o collezione privata come status symbol e aperti alla notte, situazione ben diversa da quella di oggi. Si passa ad un primo medioevo senza testi sulle opere d'arte.
Testi medievali e rinascimentali
Abbiamo il testo di Vitruvio su come fare l'architettura e Filostrato che scrive le "Eikones" su come fare le composizioni in pittura. Però il medioevo ignora tutto questo. Bisogna fare una premessa anticlericale ma inevitabile: queste distruzioni sono dovute a questo fatto che la nuova religione le distrugge, gli idoli non sono altro che le statue degli dei → visualizzare un nemico ideologico (come iconoclastia). Durante la quinta crociata, i veneziani hanno cercato di portar via più materiale possibile da Bisanzio incrociati hanno distrutto un'Atena di Fidia. L'arte è sempre stata un bersaglio anche in ambito politico, gli archeologi furono durante il periodo nazista un'arma politica e questi dovevano distruggere le tombe degli slavi e cercare le tombe dei longobardi che potevano dimostrare che la piloni, prima degli slavi, era stata proprietà della razza germanica.
Liquidazione dell'antichità e rinascita rinascimentale
Liquidazione dell'antichità → nel medioevo esiste l'opera perché la firma è senso di orgoglio, gli artisti non vengono molto pagati → vedi Schlosser parte dispersiva nella sua forma e costituzione, non c'è un testo di storia dell'arte ma molti testi. Ma dobbiamo aspettare il 400 con Leon Battista Alberti, e per la storia dell'arte 1550 con Vasari. Arte del medioevo molto diversa, ma non c'è teoria. Vasari fa un'opera di ingegneria, e non parla componimenti importanti non fa storia dell'architettura, così abbiamo due testi importanti:
- Eraclito decoloribus: due sono antichi antecedenti al 1000 un terzo più tardo del settecento. Questo non è un libro di storia dell'arte ma era definito "ricettario", in realtà sono dei testi che dicono come si fa qualcosa, sono dei manuali di istruzioni. Quindi Eraclito ha alcune nozioni di alcune tecniche, probabilmente anche un testo incompleto, con nozioni infondate per fare il vetro tanto che nelle ultime interpretazioni si dice che Eraclito fosse nato in queste zone di Venezia. I primi suoi due libri sono scritti in diametri latini, ed è cosciente dell'esistenza dell'arte in epoca romana e lui cerca di riscoprirla.
- De diversis artibus schedula di Teofilo: si dice che fosse uno pseudonimo che si chiamasse Ruggero perché egli fosse un monaco di zona ottomana, intorno sempre al 1000. Lui dà una serie di indicazioni tecniche poiché è importante l'opera e non l'artista. Teofilo dà una ricetta per una pittura ad olio che Van Eyck nel 400 credeva di aver scoperto lui. Teofilo è probabilmente una specie di scultore, Padelbond e Hildenshine sono i centri più importanti del romanico Ottoniano, il secondo fu un esempio base per le porte di San Zeno a Verona.
Dante, Cimabue e Giotto
Dante nel purgatorio scrive due versi riguardanti Cimabue e Giotto → mode del progresso artistico. Ci dice di un superamento di Giotto rispetto a Cimabue, ma questo ci porta ad un'altra opera.
- Dorigo Cennino: un libro dell'arte, testo importante Ponchielli ha una grande intelligenza perché lui chiede tutte le raccolte di storia dell'arte e lui scrive qualcosa che è un ricettario perché non c'è ancora la nozione di storia dell'arte. Cennino scrive una serie di informazioni di ogni campo, ad esempio dei colori: di come si fanno i colori fa dei paragrafetti con la natura depressa e qui viene chiamato cinabrio, e come la natura di un videochiamate ametista o sangue di dragone o lacca o dei gialli, quindi lui dice come fare tutti i colori con le diverse gradazioni, come si preparano tutte le tavolette, come si fa la punta ad una matita ecc… Ci dà tutte le tecniche del medioevo come la pittura ad olio ma Van Eyck è l'unico ad utilizzarlo con intelligenza con risultati migliori degli altri → bibbia dei restauratori. L'uso delle tecniche rimangono immutate fino alla fine del 700 solo alla metà del 700 che si mette in circolazione i tubetti industriali, quindi con Cennino alla mano è possibile restaurare un Giotto e quindi è importante impararlo a memoria. C'è quindi la ricerca di varie gradazioni dei vari colori e ogni bottega produce una sua variante perché i colori non sono uguali sia per la loro unicità che per il marchio di azienda. → originalità fino all'età barocca poiché ogni bottega ha minerali ed elementi diversi. Il libro è un manoscritto poiché Gutenberg arriverà 80 anni dopo con la scoperta della stampa. Cennino scrive nel 1390 e rispecchia la cultura del medioevo, il medioevo viene riscoperto nel 800 e quindi questo manoscritto viene stampato, e la prefazione è di Renoir c'è un minimo di prefazione, noi facciamo iniziare il rinascimento nelle arti figurative con Donatello, ma Cennino (è stato istruito da Taddeo di Firenze allievo di Giotto) è molto prima e per giustificare quello che scrive lui non è che dice io vi scrivo questo perché ho avuto una pensata geniale di notte io lo scrivo.
Cappella degli Scrovegni a Padova
Cennino viene a lavorare a Padova, ma il primo manoscritto suo è datato 1436, cioè la prima versione è poi la prima edizione 1820 a Roma perché c'era un coro di nazarei. Succede che Giotto è la persona che rivoluziona l'arte, fino a Giotto tutti gli artisti europei più o meno bizantineggiavano dove c'erano queste pitture dove erano tutti in punta di piedi è Giotto è quello che inventa la terza dimensione ma non teorizza la prospettiva. Cennino rispecchia idee Padova e in un crescere fiorentine. Allievo di Giotto è Taddeo Ganzi, santa croce nella sacrestia dove ci sono questi sportelli dipinti che sono dei spazi dei cubi una grande novità dalla cultura bizantina. Agnolo Gaddi, il figlio, si professa come giottesco osservante. Cennino dice che è stato allievo di Agnolo Gaddi per 12 anni mentre Taddeo per 24 anni è stato allievo di Giotto. Cennino dice che la sua è teoria di Giotto ed è valida perché ipse dixit. Lo ha detto lui, Cimabue è ancora nell'ombra. Giotto farà la rivoluzione perché nell'ambito bizantino → quando un bizantino fa un'icona ha uno schema che gli viene da un passato poiché una donna ha un manto azzurro cioè qualcosa che si ripete nella tradizione come le pose del bambino sono pose codificate e prefisse → icone Russell ridipinture da un altro secolo. Montegrotto porta dentro la tridimensionalità e avvicina storia che all'inizio grana poco, ma poi con il tempo le cose cambiano a Siena Simone Martini quando scrive Cennino non c'è di Giotto, ma anche Gentile da Fabriano, le premesse grottesche erano quelle della storia e dell'individualità.
Cennino e la pittura come poesia
Cennino scrive che la pittura è come la poesia → cosa non vera per un bizantino dice che c'è libertà nel comporre un'opera → ma questo è tipico di un'estetica romantica → l'artista deve usare la fantasia. E cita per la prima volta il disegno. → base della cultura occidentale che si sgancia da quella orientale.
Mercato dei colori e commercio veneziano
Quello che emerge in Cennino è che la parte tecnica, quello che Cennino sa, è quello che sapeva anche Tiepolo per l'aspetto della materia e dei colori: lui sa tutto. I materiali per fare i colori sono in un mercato vero e proprio → mercato è Venezia, commercio di colori. Una serie di botteghe arrivano delle basi per fare i colori come nel gelato, questi negozi sono a Rialto, molti acquistano i colori come a Ferrara esiste cosmatura, ottenendo permessi dal duca delle licenze per venire a Venezia per comprare i colori. Venezia è importante per il mercato dei colori, questi commercianti di colori si sono arricchiti come Orsetti di Treviso, si fa una collezione d'arte nella quale troviamo la tempesta di Giorgione.
De pictura di Leon Battista Alberti
De pictura di Leon Battista Alberti, ma ci concentriamo su un altro manoscritto che è posteriore a quest'ultimo, che rispecchia una cultura diversa, un mondo diverso, De Bartolomeo Facio scrisse un manoscritto genovese che scrive nel 1460 scrive il "Illiris Illustrus". Facio è una specie di ministro del re di Napoli e scrive un'opera poco nota poiché quest’opera è una serie di biografie di militari e politici di grandi personaggi di stato perché di questi è stata continuata una tradizione che risale (Plutarco quello che ha fatto la storia del genere della bibliografia) gli umanisti che si riflettono Plutarco cercano di modernizzare il genere nel 400. Lui non è un artista, tutti gli altri sono grandi artisti ma lui non lo è. Lui voleva tramandare nel futuro le grandi figure politiche di quell'epoca. Una cosa totalmente rivoluzionaria che egli fa è che accanto a generali e ministri mette sette artisti, è la prima volta che gli artisti vengono ricordati come eroi, come uomini illustri. Questo è importante perché i contemporanei artisti francesi non vengono molto ricordati, sono scivolando in totale silenzio, ma Facio fa la biografia di 7 artisti, ingresso ufficiale dell'artista nella storia e nella mondanità ma come scelta dei 7 artisti può sorprendere poiché sono di 4 pittori e 3 scultori:
- Jan Van Eyck: primo artista che dipendeva per il duca di Borgogna dicendo che è il più grande artista tutta Europa, ma non c'era allora il concetto di arte italiana, il regno di Napoli è diverso dalla repubblica e di quella di Siena o Venezia tutti sono a sé, non esiste l'Italia unificata e nemmeno un'arte unificata e questo spiega come nei vari paesi dominano varie tendenze artistiche. Nel regno di Napoli prevale la pittura fiamminga e l'arte veniva vissuta come un artigianato e questo è specialità di luoghi specifici e la pittura era una specialità di certi luoghi. Fulcro era Bisanzio poi passo a Firenze, il regno di Napoli ha una pittura di imitazione da quella fiamminga a livello popolare c'è un'imitazione dell’arte fiamminga sebbene Giotto fosse passato di là.
- Hildenschine → collezione di tessuti preziosi. La pittura diventa predominante in e nelle Fiandre sottomessa al duca di Borgogna. La pittura italiana è formata anche da artisti stranieri e da una variegata scelta anche da parte dei collezionisti. Per la sua preziosità e molto più ricercatezza, la pittura fiamminga è molto più costosa (Petrus Cristus una delle collezioni dei medici, una specie di gioco da femminile del 400 e si trova ora nei musei di Berlino ed era prima di Lorenzo de Medici ). Nelle Fiandre i mercanti sono in maggioranza italiani e non fiamminghi perché i grandi mercanti sono italiani.
- L'Italia dal 200 in poi si impoverisce progressivamente per cui nel 400 e nel 500 ridiventa ricca e nel 800 la decadenza ed è sopravvissuta vendendo i quadri dei secoli precedenti. Nella seconda metà del 800 è sopravvissuta vendendo falsi. Il più ricco di Venezia nel 200 è il doge che costruisce San Giovanni e Paolo, ma veniva forse è più ricca. Venezia rispetto a Genova è che i veneziani hanno costruito palazzi con staticamente i genovesi tenevano i soldi in liquidi nelle banche di Lione e Napoleone fece le sue prime campagne militari sequestrando i soldi dalle banche e filiali di genovesi, così perdendo i soldi liquidi mentre i palazzi a Venezia sono rimasti.
- Roger Pander Vainer: il quadro "Rogé de la Pastour" era anche lui considerato dopo Van Eyck come grande pittore.
- Gentile da Fabriano: nasce delle Marche ma la sua formazione è veneziana e lavora per una comunità la più ricca cioè dei rifugiati politici o esiliati. A Lucca ci furono delle battaglie e tutti colori che erano in diaspora o andavano a Venezia o esiliati all'estero a Brouge quindi i luccesi esiliati diventano più intelligenti dei lucchesi rimasti in patria e creano dei patrimoni economici soprattutto con la seta i luccesi pigliano il monopolio del commercio della seta nei "I coniugi Arnolfini" che ora è a Londra Giovanni Arnolfini è il padrone della seta europea e questo gerarchica con il lucchese di Venezia che sono legati alla chiesa dei servi. Gentile da Fabriano lavora per i lucchesi di Venezia e fa una serie di opere che purtroppo sono disperse e tra questi ci sono quelli della famiglia Amadi che costruisce la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, diciamo un dono di un ricco lucchese. Gerolamo Amadi sarà quello che commissiona a Piero della Francesca la quale si trova alle gallerie dell’Accademia. Parte di pratella che si trova ai musei dei Vaticani pittura quasi in miniatura. Lavora a Roma per i papi.
- Pisanello: nato a Verona e ha condizionato il gotico veronese e nel 1420 lavora e fa affreschi per Palazzo Ducale a Venezia, lo stato veneto si rivolge a Pisanello come a Gentile. Lavora per tutte le signorie italiane soprattutto i Gonzaga per Milano, Firenze e gli Aragona di Napoli che sono per i quali serve da ministro il nostro Facio. È il pittore dei signori.
Scultori
Sluter è uno scultore eccelso di quelli fuori tempo, ma le sculture straniere non arrivano in Italia perché ci sono in Toscana gli artigiana specializzati in scultura con le cave.
- Donatello: Facio è aggiornato sull'attualità dell’Italia, Donatello lavora anche a Napoli.
- Lorenzo Ghiberti: Cornelia della porta del paradiso a Firenze, ma questo ci lascia un problema per te Donatello era all'avanguardia rispetto al tempo della sua epoca, ma questo non si può dire di Ghiberti, ma piaceva perché arretrato cosi piaceva a tutti. Quando Facio scrive nel 1460 non è esattamente aggiornato, perché gli sfugge un fatto accaduto a Firenze negli anni 20, cioè la scoperta della prospettiva, ossia la prima grande rivoluzione nell'arte con l'inizio con Giotto, ma non ha dato una regola matematica per fare la prospettiva.
La prospettiva e Brunelleschi
La seconda svolta radicale nell'arte occidentale avviene intorno al 1420 quando Filippo Brunelleschi teorizza la prospettiva, cioè la convergenza delle linee che arrivano in unico punto ma è un'apparenza come l'esempio delle rotaie che non si incrociano mai ma scorrono all'infinito. Ma la regola di questa apparenza viene elaborata da Brunelleschi che diventerà un architetto, ma prima era uno scultore e con una serie di tavolette riesce a tracciare un corpo spaziale calato con leggi matematiche, queste tavolette sono andate e i suoi scritti sono ricordati ma non sappiamo il vero fondamento da parte dei suoi seguaci. Il primo che parla di prospettiva è nel 1400 con Leon Battista Alberti è un fuoriuscito fiorentino come Dante, gli Alberti sono andati in giro lui è nato a Genova ma poi trova la possibilità di rientrare a Firenze e prima va all’università di Padova, allora era la 2 università italiana prima era Genova, Padova è diventata importante per le materie pratiche della fisica e della medicina ed era fondamentale perché insegnava qualcosa da attuare nel lavoro per cui Alberti torna a Genova imparato nel 1436 scrive il "De Pictura", il quale più che insegnare a dipingere descrive cos’è la prospettiva e la descrive cominciando a dire che la prospettiva è una scoperta dei moderni che gli anticrimine aveva Leon questo modo abbiamo il primo passo dei moderni rispetto agli antichi perché fin
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