Età di Giotto e Dante
Vediamo che in Italia i letterati iniziano a raccontare novelle e aneddoti per mostrare le personalità degli artisti. A partire dal poema di Dante che vede i passi su Cimabue e Giotto.
Villani
Ha scritto "Cittadini famosi", parla degli artisti attivi a Firenze e cerca di creare una storia dell'arte di Firenze. Testonato in latino, circola tradotto. Dice che Giotto è un nome che rimarrà nel tempo.
Petrarca
Nel Canzoniere fa un paragone tra Policleto e Simone Martini, artista che aveva fatto il ritratto di Laura. Riflette su come avviene l'ispirazione divina per creare un'opera d'arte, riprendendo il mito di Magnone (artista modella splendida donna, si innamora, diventa vera donna).
Pietro Bembo
Nelle rime parla di avere davanti a sé il ritratto dipinto di colei che ama, immagine fredda fatta da Tiziano, che non gli permette di gestire i suoi sentimenti – topos donne amate ritratte.
Boccaccio
Nel Decamerone parla di un dialogo tra Giotto e un notaio. Sporchi di fango, il notaio chiede se qualcuno lo consiglierebbe ancora come grande pittore guardandolo così. Giotto risponde che lo riterrebbero tale se vedendo il notaio così, avrebbero creduto che fosse qualcuno che conosce l'alfabeto.
Ricettari medievali
Prima di Nino c’è Nini, c’era un enorme bacino di conoscenze che venivano trasmesse per iscritto in greco e latino, prima era un sapere orale.
Mappae Clavicula
Ci tramanda le conoscenze del mondo classico, testimonianza sui colori del periodo e i materiali (bizantini, Ravenna). Raccomanda di tramandare il segreto all’interno della stessa bottega o tra padre e figlio, segreto di bottega.
Eraclio
Ha scritto un testo nell’VIII secolo. Nel proemio vediamo la conoscenza che viene veicolata in un gruppo ristretto, come usare i fiori per colorare, i colori per dipingere. Avendo un titolo vario, a volte viene ridotto e altre volte ha cresciuto.
De Coloribus et Mixionibus
Il trattato in miniatura più diffuso al mondo, a volte associato ad altre opere altre volte indipendente, dedicato alla preparazione dei pigmenti e alle loro mescolanze.
Teofilo
Monaco (amante amico), trattato su metallurgia, pittura, vetrate (amanti amico).
Ricettario Altichiero e Lebesgue
John era un cancelliere reale che ragiona sui rapporti tra la corte milanese e francese, chiede ad alti Chieri di procurargli dei ricettari relativi alle arti, scrive un testo con la pittura dall’affresco alla miniatura del 400.
Cennino Cennini
Formazione con Agnolo Gaddi, padre Taddeo Gaddi, allievo di Giotto. Di lui ne parla Vasari nella seconda edizione. Prontuario pensato per finire nelle mani dell’apprendista, usanza di trascrivere ciò che il capo bottega diceva. Preparazione della tavola dalla tempera ad uovo con doratura a guazzo, punzonatura, stesura dei colori dai scuri ai chiari.
Il 400
Alberti
Ha scritto "De Re Aedificatoria", trattato sull’architettura scritto in latino in risposta a Vitruvio. Entrambi 10 libri in più, Battista si pone il problema del restauro degli edifici. Cita classici come Plinio, Aristotele, Platone. Illustra l’attività dell’architetto e le problematiche che affronta, si chiede come armonizzare gli edifici nuovi con quelli esistenti avendo in mente una progettazione urbanistica. "Di Statua" come rendere meglio il corpo umano, il problema della figura umana nel rapporto con lo spazio, come lo scultore domina la materia (scalptor e plasticos). "The Pittura" non contrappone le arti, devono vivere civilmente. Nato in volgare tradotto in latino. Manoscritto come testimonianza dei disegni dell’Alberti, come si costruisce la prospettiva e i problemi dell’ottica. Matematica per costruire la piramide musiva alla base dell’osservazione. Divisione della pittura con circoscrizione, composizione, lumi e ombre.
Ghiberti
Nei commentari parla della storia degli scultori dell’antichità di arte greca e latina, devono essere visti come strumento di formazione per l’artista dotto, disegna la base dell’attività del pittore. Giotto fa passare l’arte da essere greca a essere nuova. Ghiberti parla di sé in prima persona, con lui nasce l’autobiografia.
Facio
Dedicato agli uomini famosi contemporanei, si è collegato Lazio con l’affinità tra pittori e poeti, dopo la finzione c’è la disposizione (l’opera deve smuovere).
Manetti
Nei singolari parla degli uomini più illustri di Firenze, da un docente di teologia a Filippo Brunelleschi, Donatello, Luca della Robbia. Un racconto buffo con un gruppo di artisti, tra cui Brunelleschi, che prendono in giro l’aspetto fisico di una persona e gli fanno dubitare la sua identità. Questa costretta ad andare in Ungheria dove avrà fortuna. Prima biografia singola dedicata a un artista.
Trattatistica artistica del 400
Filarete
Nel trattato di architettura interpreta come dovrebbe essere la città con le architetture che riprendono il mondo antico, attenzione alla geometria e al conoscimento dei solidi. Panorama artistico culturale dell’Italia del 400 e documenta il passaggio di Francesco Sforza. Importante perché conosce le diverse corti.
Piero della Francesca
Nel suo testo teorizza la prospettiva fornendo il sistema per il pittore.
Santi
Nel suo testo parla della vita del duca di Urbino, dello scontro tra Ferrara e Venezia, quando il duca dalla corte degli Sforzi cerca una pace. Il viaggio viene visto come un’occasione per parlare degli artisti del tempo, tra cui Mantegna a Mantova, colui che ha inventato delle storie utilizzando la geometria, l’aritmetica e la matematica.
Albertini
Scrive un opuscolo in latino per gli uomini dotti della chiesa che dovevano andare a Roma per motivi liturgici, piccola opera sulle meraviglie della Roma moderna e antica, in cui traccia anche la storia del Papa e della sua famiglia descrive la struttura della città di Roma. In un altro testo descrive la città di Firenze in base ai quartieri.
Leto
Nel commentario a Varrone ci parla delle chiese più importanti di Roma, ci fa capire le logiche di committenza e di collezione nella Roma del 500 (primo museo pubblico, palazzo dei conservatori sul Campidoglio).
Viaggio da Venezia a Napoli
Barbari: nel suo testo parla dell’eccellenza della pittura, presenta la figura colta dell’artista che deve conoscere le arti e le scienze, con riferimenti alla cultura classica.
Gaurico
Ambienta un dialogo a Padova nella sua casa, centro intellettuale dove ha lavorato Donatello e ha lasciato il lascito materiale con la fusione a cera persa, testo come risposta a Barbari esaltando la scultura. Il latino con recupero di termini del passato o inventa parole. Parla della scultura e delle sue sottospecie, dandoci un panorama sugli artisti attivi in Italia nel 500. Per Gaurico la scultura deriva dal latino statuario e ce ne sono diversi tipi. Scultore come figura colta.
Lancellotti
Ha scritto il trattato di pittura dove confronta il modo di dipingere degli italiani e dei Fiamminghi, viene affermato dalla personificazione della pittura che la rinascita dell'arte è avvenuta grazie a Giotto.
Summonte
Scrive una lettera per un nobile veneziano in cui parla delle opere più importanti di Venezia, Padova, Milano, Bergamo, Napoli – documentando l’introduzione delle miniature.
Da Vinci
Scrive il libro di pittura, in cui tratta la differenza tra pittura e scultura, affermando che c'è soltanto una differenza sociale (lo scultore si sporca). Parla degli errori, della durata delle opere in marmo e bronzo, pittura può rappresentare un quarto statico e dinamico, il lume, il colore e il chiaroscuro.
Bembo
Prende in considerazione il ruolo dell’arte partendo da Roma, al centro della cultura artistica. Dice che la rivalità tra la scultura e la pittura si concretizza con Raffaello e Michelangelo.
Baldassarre
Scrive un dialogo ampio e dettagliato, ma il contenuto termina qui.
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