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Teatro medievale e rappresentazioni religiose

I rappresentanti di corporazioni e, eventualmente, i giullari vengono assoldati a richiesta. Quindi, tutta la comunità cittadina ha i luoghi deputati, le mansiones, che abbiamo visto. Precisiamo meglio: potevano essere delle costruzioni indipendenti o meno; non è detto, potevano anche essere semplici accessori che indicavano il luogo dove stanziano gli attori. Vagliamente l'idea è quella della Via Crucis, con delle tappe che lo spettacolo segue. Lo spettacolo, o meglio la messinscena, segue questi luoghi deputati collocati circolarmente o in senso verticale a mantenere l'idea della narrazione paratattica.

Quindi, il luogo dell'azione, queste mansiones, sono disposte anche molto lontane l'una dall'altra, diversi metri, e il pubblico ci gira attorno, le segue e non è affatto scandalizzato da questa tipologia di rappresentazione itinerante che vediamo oggi nel teatro del folklore. Noi vediamo portata dal carnevale, dalle varie processioni, Vie Crucis, da tutto quel teatro popolare che talvolta va a dominare le nostre città. I temi sono sempre quelli: Antico e Nuovo Testamento, più preferibilmente la vita dei santi in generale.

Autori di misteri e rappresentazioni storiche

Quindi, non è solo un microracconto del Quen Queritis, ma è la vita dei santi in senso più vario. Noi ricordiamo tre, quattro autori tra i più noti di misteri e già qua è interessante perché cominciamo ad avere dei nomi. Però, siamo nel XV secolo. Cosa significa XV secolo? 1400. Pensiamo cosa abbiamo in Italia nel 1400: alla fine del 1400 abbiamo Palladio, abbiamo Brunelleschi; già da metà '400 abbiamo un teatro rinascimentale con una scena molto diversa. Questi nomi sono dell'area francese, che è quella che più si distingue per i misteri e i miracoli e fa la differenza perché ci ha lasciato delle fonti e testimonianze. Sono Eustache Mercadè, Arnù Grebàn, e c'è anche Gian Michelle. Quindi, questi tre sono tra gli autori più noti di misteri, quindi c'è un'autorialità e c'è il testo scritto che racconta e rivisita le vite di santi. Generalmente si tratta di componimenti molto estesi, quindi sono opere molto lunghe che venivano rappresentate anche su diverse settimane e non venivano rappresentate frequentemente, ogni venti o trent'anni più o meno, anche perché coinvolgevano varie e tante risorse in termini umani e di ricchezze. Una città non poteva permettersi di mettere in scena un mistero più volte o in momenti così ravvicinati.

Occasioni e partecipazione della comunità

Le occasioni sono quelle religiose o politiche. Quindi, anche noi immaginiamo la preparazione che stava dietro a un allestimento scenico di questo tipo: un allestimento che è architettonico, d'apparato, teatrale, musicale e coinvolgeva la città in tutti i suoi aspetti. Quindi, tutte le corporazioni dei mestieri, associazioni religiose, tutti i membri della città partecipano vivamente allo spettacolo e sentono essere un momento di dovere morale e civico.

Caratteristiche delle mansiones

Il numero delle mansiones poteva variare, ma di certo era considerevole. Nella famigerata Passione di Valancièn, ma anche in altre, si raggiunge anche addirittura una settantina di mansiones. Viene testimoniato un numero tale. Le soluzioni scenotecniche sono molto complesse. Famosa in tal senso, oltre Valancièn, è anche la Passione di Metz, che è una città francese, siamo nel 1437, e questa è piuttosto celebre proprio per gli allestimenti scenografici usati per creare l'inferno, la grotta dei diavoli, che ci viene attestata come un luogo che deve suscitare terrore.

Iconografia medievale e il teatro

Questo mondo, tutto questo mondo delle mansiones, non dobbiamo immaginarlo come una realtà autonoma e assestante, ma è frutto della natura iconografica medievale. Esistono una serie di opere iconografiche, di dipinti, di sculture, che vanno tutte in questa direzione, cioè della rappresentazione proprio delle vite dei santi, delle storie presentate a tappe, con dei riquadri. Non so se abbiamo presente anche certe opere di Botticelli, che eredita questa visione, o anche di Simone Martini, quindi in ambito medievale pure italiano, in cui è possibile vedere come si rappresenta questo mondo medievale, e il teatro non fa che far propria e imitare questa cosa.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SorliniGia97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e tecnica della messinscena e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Mazzoleni Elena.
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