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Appunti di Sistemi informativi e Basi di dati: Tutte le lezioni

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Esame di Sistemi informativi e basi dati docente Prof. P. Atzeni

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Azienda in forma piramidale e classifica i processi come: direzionali, gestionali ed operativi.

Operativi sono i processi che ci fanno svolgere le attività operative nella organizzazione

I processi gestionali hanno finalità di controllo

I processi direzionali servono a prendere decisioni strategiche

Piramide dei sistemi informativi aziendali

Facendo riferimento a questa piramide troviamo diversi SI

A livello di supporto direzionale troviamo sistemi di reporting – che forniscono informazioni utili per i

decision maker strategici. Questi sistemi sono di supporto per i processi di pianificazione strategica.

Poi avremo sistemi di supporto ai processi operativi svolti in azienda. Quindi attività specifiche

dell’azienda. Qui troviamo sistemi di tipo anagrafico (anagrafe di persone, fornitori, elenco di

materiali ecc..) in generale parliamo di sistemi chiamati anagrafi aziendali.

Altri sistemi sono di supporto amministrativo - Ad esempio per operazioni di contabilità.

Questi diversi sistemi consentono di supportare diversi processi. 9

A cura di stefano Silvani UTIU – È fatto divieto di qualsiasi forma di riproduzione, vendita e divulgazione del presente materiale senza previa

autorizzazione dell’autore.

La piramide di anthony originariamente è più dettagliata per dare più uinfo sui vari sistemi.

esempio di processi in un comune italiano:

- A livello operativo: abbiamo processo di contabilità per i cittadini...

- A livello gestionale: controllo dei pagamenti

- A livello direzionale: processi per verifica di costi e ricavi vs servizi sociali.

esempio di processi in una banca:

- Operativo: gestione dei movimenti conti correnti

- Gestionale: revisione degli scoperti

- Direzionale: verifica andamento di un servizio, decisione di aprirne di nuovi.

esempio di processi in un’azienda:

- Operativo: registrazione costi delle commesse

- Gestionale: controllo scostamenti settimanali preventivo e consuntivo

- Direzionale: scelta delle are di mercato più convenienti

Considerazioni analoghe possono essere fatte per quanto riguarda i dati. Anche i dati si classificano in

direzionali, gestionali ed operativi.

Per i dati operativi: possiamo avere importi di versamenti, ore di presenza dei dipendenti etc.. sono

legati a processi operativi

Dati di controllo: legati a saldi mensili, lavoro mensile in ciascun reparto

Dati di pianificazione: dati macroeconomici, dati relativi al budget aziendale...

Ci sono dei criteri di distinzione dei dati:

- Tempo: la durata di ciascun dato

- Orizzonte temporale: ci rivolgiamo al passato futuro presente..

- Livello organizzativo: che usa i dati 10

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- Importanza della decisione all’interno della azienda

- Il livello di aggregazione delle informazioni

TEMPO:

I ns dati possono essere relativi a info che hanno durata nel tempo che può essere:

lunga/media/bassa. I dati operativi in generale sono usati per periodi brevi mentre i dati a livello

pianificazione sono usati in un periodo più lungo.

ORIZZONTE TEMPORALE:

si guarda al passato e si cerca di prevedere il futuro. Per la gestione operativa dei conti correnti

occorre sapere lo status in un certo momento

LIVELLO ORGANIZZATIVO:

abbiamo top mgmt/quadri intermedi/operativo

IMPORTANZA DELLA DECISIONE:

alta/media/bassa

LIVELLO DI AGGREGAZIONE:

alto/medio/basso

quindi a livello pianificazione avremo visione macroscopica dei dati. Aggregeremo dati per avere info

per valutare andamento generale dell’organizzaizne

consideriamo ora le caratteristiche del SI:

ci porta a usare tecnologia del ITC per supportare attività di gestione info in azienda

consente di elaborare archiviare e scambiare info

SI non restano fissi ma cambiano nel tempo con evolvere di azienda e tecnologie disponibili. Azienda

può cambiare obbiettivi aziendali, ristrutturarsi, unirsi ad altre aziende, cambiare obbiettivi... inoltre,

possono nascere nuove tencologie e nuove opportunità di gestire info.

In generale un SI si caratterizza per:

- Interfaccia utente

- Applicazioni disponibili: per supportare paerticolare servizi/processi

- Sw di ambiente di sistema: ambienti di sviluppo, possibilità di comunicare applicazioni

diverse ad esempio il middleware

- Basi di dati: sistemid i gestioni DB con caratteristiche diverse (vedi corso su basi di dati)

- SW di base in generale

- HW centralizzato e distribuito

- Sistema di comunicazione di rete

Un esempio di SI

Dal punto di vista della struttura del SI... avremo rete di calcolatori a cui potranno – sopratutto per

aziende di grandi dimensioni – potremmo avere un insieme di elaboratori collegati tra loro dove

abbiamo personal pc, stazioni di lavoro, grandi basi di dati etc.. tutte collegate tramite rete aziendale

(solitamente geografica). Si diffondo modi di accere alle risorse che sono “nuove”: noi possiamo

collegarci a informazioni tramite altri tipi di collegamenti, ese: videotel, telefonico, servizi online 11

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Volendo collegare tutti gli aspetit in una architettura di riferimento che ci può essere utile, possiamo

vedere organizzazione che richiede richieste e a fronte di queste vuole fornire prodotti/servizi.

Al suo interno irganizzazione ha procedimenti e processi (procedimento è legato a normativa,

processo è attività) in generale abbiamo regole interne per soddisfare una richiesta.

Questi processi usano risorsa di informazione e applicazioni informatiche e useranno tencologie ITC

di elaborazione e comunicazione che possono essere usate in esecuzione di procedimenti e processi

per comunicare tra varie persone (posta elettronica) senza avere gestione esplicita delle info trattate

nei messaggi

Dimensioni dei SI:

sistemi informativi sono tecnologia (ma anche non tecnologia); abbiamo obiettivi e prestazioni

aziendali.. abbiamo un sistema sociale che usa la tencologia – un organizzazione ben definita e dei

processi di vario genere che guideranno le decisioni e le attività... tutte le variabili - vedi fig sotto –

sono collegate tra loro. Noi considereremo valutazione dei processi e la tecnologia dei SI 12

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Lez. 2 – Tipologie di Sistemi informativi

Tipologie di applicazioni

Noi gia abbiamo visto una prima classificazione delle applcazioni in lezione 1.

Possiamo avere Si per azioni operative, gestionali e direzionali.

In fig sotto vediamo su asse orizzontale le informazioni suddivise in varia natura. Info è ciò che è utile

per obbiettivi di azienda. Con termine “dato” si indicava qualsiasi elemento trattato con la

tencologia. In fig sotto parliamo di “dati strutturati” ovvero dati con caratteristiche ben precise

definite da una struttura. Altre info sono non strutturate quindi “dati non strutturati”. Vediamo che

questi possono avere una forma testuale, immagini, suoni e multimediali (ovvero più tipi di dati non

strutturati contemporaneamente – testi immagini suoni, video etc...)

La distinzione principale per il trattamento delle info è la differenza tra dati strutturati e non

strutturati. Vedremo che i dati strutturati e non vengono trattati in modo diverso...

Sull’asse verticale vediamo le applicazioni divise in 4 grandi fasce:

- Applicazioni di tipo Tecnico: relative a vari settori operativi per dati di tipo tecnico

- Applicazioni Gestionali: il fulcro di trattamento classico di dati in un SI. Tipicamente abbiamo

applicazioni di supporto a gestione azienda tramite gestone di info con applicazioni

tradizionali di SI. Vedremo che però queste applicazioni non sono isolate d altre tipologie di

applicazioni.

- Applicazioni professionali: sono da considerare “a parte”. Uso di elaboratore per usare dati

strutturati e non.

- Applicazioni di intermediazione informativa: per applicazioni recente rese possibili grazie a

reti di elaboratori per distribuire info a diversi tipi di utenti. Vedremo come questa tipologia

di SI può realizzarsi usando le tencologie a disposizione e vedremo le principali

problematiche... 13

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Consideriamo ora alcuni esempi delle tipologie di applicazioni nelle fascie di cui sopra. C’è sempre da

tener presente che noi stiamo esaminando sopratutto la trattazione di diversi tipi di dati.

In fig sotto vediamo che per dati sturtturati noi troviamo applicazioni che consentono di rilevare delle

misure: temperatura di ambienti produttivi, o temperatura ambientali... o trattamento di dati

strutturati per robotica industriale. Questi elementi possono essere valutati come dati a vari livelli.

Dati a livello operativo per guidare sistemi a livello produttivo. Oppure possono essere dati per

informare sul controllo dei sistemi in termini di funzionamento delle apparecchiature da usare a

diversi livelli di controllo (operativo, gesitonale etc..)... aggregando i dati via via verso il livello

direzionale per avere rapporti periodici su andamento di reparti produttivi... quindi dati operativi

vengono aggreati per dare visione complessiva su andamento del settore della produzione. Quindi

dati tecnici possono essere usati a livelli diversi di aggerazione della piramide di anthony.

Per quanto riguarda trattamento immagini possiamo basarci su immagini per avere simulazioni di

esecuzione di andamento di una evoluzione atmosferica per cui vogliamo fare previsioni del tempo e

possiamo simulare quale sarà l’andamento del meteo nel tempo.

Possiamo avere CAD (compute assisted design) per supporto alla progettazione basata sul PC. In

questo caso parliamo di immagini con una struttura. Ad esempio la immagine di una struttura di una

autovettura... la rappresentazione verrà rappresentate come immagine strutturata. Quesit sistemi

non sono isolati. I dati del CAD vengono usati per guidare i sistemi sobotici per la produzione di

quello che è stato progettato, quindi parliamo di integrazione dei vari SI nelle fasi produttive.

Per le applicazioni gestionali avremo dati strutturati sopratutto testuali Alfanumerici. I dati saranno di

tipo operativo, di controllo e direzionale. Avremo anche la gestione di documenti aziendali, quindi

info non sturtturate e quindi contenenti del testo e delle immagini. I sistemi gestionali più classici

consentono di gestire dati alfanumerico a diversi livelli di operatività della azienda.

Riguardo alle applicaizoni professionali, avremo sistemi di supporto individuale per trattare dati

alfanumerici come strumenti word processing, fogli elettronici ecc... anche strumenti (sempre più

integrati) che consentono di inserire immagini nei documenti.

Per applicazioni inter inform abbiamo gli electronic data interchange EDI che trasferiscono dati

strutturati tra un’azienda e l’altra. Ad esempio trasferire info di un ordine tra un’azienda e un’altra. 14

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Altra tipologia sono i point of sale (POS) grazie a cui è possibile inserire i propri dati tramite carta di

credito e inviarli alla propria banca che gestirà il pagamento. Ovviamente viene identificato anche il

pagamento l’importo, il venditore etc... Obbiettivo è integrare tutti i sistemi tramite un web

information system (WIS).

Si accede ora a sistemi informativi con strumenti diversi dall’elaboratore... 15

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Catena del valore dell’informazione

I servizi dell’informazione passano attraverso 3 fasi:

- produzione contenuto:

- distibuzione

- utenti

Riguardo la produzione contenuto: si parla di conversione info del sistema informativo aziendale in

opportuno formato per poterle distribuire su vari mezzi. In figura sotto si vedono wquali tipi di

contenuti vengono prodotti ed elaborati 16

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Riguardo la distribuzione: il problema è dove memorizzare le info e come gestire e poi abbiamo

probelma di trasportare i dati affinchè raggiungano gli utenti.

Gli utenti devono poi essere raggunti (problema dell’ultimo miglio >> come raggiungere la “parte

finale” del cliente). 17

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Evoluzione dei SI

Ad un certo punto sul mercato è apparta una nuova tecnologia per gestire le info di un SI.

Andamento tipico di un SI può essere rappresentato tramite la curva di Nolan (curva di spesa per

l’informatica)

Vi sono 4 stadi di sviluppo di introduzione della tecnologia:

- iniziazione: spesa bassa

- contagio: crescita non controllata della spesa

- controllo

- maturità

nelle aziende si parla di curva di spesa ad “S” in informatica nelle aziende per acquisire la tecnologia

abbiamo una curva di spesa che ha sempre lo stesso profilo - vedi fig sotto. 18

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In figura sotto vediamo cambiamento nel tempo della organizzazione delle tecnologie. Partiamo con

l’era EDP per cui si aveva una certa forma della curva di nolan.. passando alla organizzazione a forma

di diamante sono state inserite nuove tencologie come i DB e i micro elaboratori che consentivano di

distribuire controllo su varie unità che operavano in azienda invece di avere controllo centralizzato

tipico della organizzazione mainfraim a piramide. Con era delle reti si potevano collegare

sistematicamente i pc dell’azienda e quindi vi era più accesso alle info, fino ad oggi in cui abbiamo

internet.

Lez. 3 – Introduzione alla pianificazione

Introduzione alla pianificazione

Argomento di importanza decisiva è la pianificazione dei SI

La pianificazione dei SI:

1. A partire da

o situazione attuale del Sistema informativo e informatico:

o budget disponibile

2. individuare interventi e progetti: interventi informatici per sviluppo di applicazioni o

interventi di riorganizzazione delle attività aziendali per renderle più efficaci/efficienti e

anche tramite supporto di applicazioni informatiche e non solo... quindi obbiettivo del piano

è definire che cosa fare.

3. arco temporale: considerato per sviluppo del piano è di di 3/5 anni

4. massimizzare gli obiettivi della organizzazione rispetto all’uso della risorsa informazione

(tramite il piano. Ovviamente dentro l’azienda ci sono vari piani) 19

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la risorsa informazione in azienda viene gestita secondo due aspetti: sistema informativo (insieme di

info che circolano in azienda e consentono svolgimento attività) e sistema informatico (che ci fa

usare strumenti informatici per gestire info in azienda) questi sistemi non coincidono. Alcune info

non vengono messe nel Sistema informatico aziendale (scambi di info non formalizzate nel sistema

informatico) il sistema informatico ha diverse componenti. Diverse tipologie di sistemi informativi...

quindi la pianificazione del SI:

- si intreccia con la pianificazione del sistema organizzativo

- scopo del piano è scegliere e dare una priorità ai progetti (quindi un piano per una grande

organizzaizone sarà documento cartaceo che stabilisce quali sono i progetti da considerare.

Da indicazione per scelta dei progetti e indica la priorità di questi progetti)

- necessario associare costi orientativi a tali progetti.

Il documento sarà di guida alle decisioni per scegliere quali progetti attivare e quale sviluppo dare per

la gestione della informazione. Il piano sarà sottoposto ad approvazione e documento di lavoro per

attività di decisione ad alto livello dell’azienda.

Attività di pianificazione in generale.

Elemento importante è la frequenza dell’attivià di pianificazione.

- La pianificazione può essere fatta in modalità diverse:

- ogni 3/5 anni e alla fine del ciclo viene ripetuta: quindi il piano è stabilito con un certo arco

temporale e alla fine si ripete la pianificazione

- Ogni anno, con il cosiddetto piano a slittamenti: ogni anno si considerano i 3 anni successivi

quindi pianificazione fatta su 3 anni e il piano si sposta di anno in anno. L’anno successivo si

prendono elementi dell’anno precedente e si riconsiderano gli elementi per gli anni

successivi in base all’evoluzione dei sistemi informativi

- Una tantum: per andare incontro ad esigenze particolari

A seconda della frequenza della pianificazione le conseguenze sono sulla struttura del piano, nelle

attività da svolgere, sugli elementi che si hanno a disposizione etc..

Le domande della pianificazione (a livello strategico e a livello di singolo progetto):

- Chi

- Cosa

- Quando

- Come

- Risultati desiderati

A livello Strategico: 20

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- Chi: o Responsabili: identificare a livello aziendale il responsabile del piano

o Outsourcing: definire già a priori se le attività di conduzione e svilupo del SI sono

gestite internamente o date in outsourcing

- Cosa:

o Cosa fare per raggiungere gli obiettivi: la definizione dell’obbiettivo è preliminare

nella definizione del piano. Prima occorre definire gli obiettivi da raggiungere.

- Quando

o Scadenze: da porre per raggiungere i risultati

- Come

o Tecnologie da usare: quali servizi sulla informazione vogliamo fornire a livello

aziendale o verso l’esterno

o Capacità necessarie pe ressere competitivi: quali competenze occorre avere per

essere competitivi.

- Risultati desiderati

o Come cambieranno i processi aziendali?: occorre domandarselo per progettare i

sistemi. Una volta definiti gli interventi tramite la domanda “Cosa” ocorre definire i

cambiamenti del processo aziendale collegati alla risporsa informaizone che

verranno effettuati in modo diverso..

Fare un piano a livello di singolo progetto:

a fronte di stesse domande ci sono considerazioni diverse..

- Chi o Lavora al progetto?

o Decide come deve funzionare il processo?

o Gestirà il sistema che viene realizzato?

- Cosa

o Che funzionalità nel sistema

o Passi nel progetto: quali sono le diverse attività condotte nel progetto per

raggiungere obiettivi da definire man mano.

- Quando:

o Termini completamento dei passi: per ogni passo identificato nella domanda “cosa”

daremo scadenze per raggiungere obiettivi di ogni passo

- Come:

o Tecniche di sviluppo usate

o Interazione dipartimento SI e utenti: se abbiamo deciso di dare sviluppo all’esterno

chi lo svilupperà e come coinvogliamo gli utenti

- Rislutati desiderati

o Risultati deliverable per ogni passo: oggetti SW, le prove, documenti di supporto etc

che descrivono i risultati ottenuti per ogni passo.

A livello strategico e di progetto abbiamo quindi visto che le risposte alle stesse domande sono

diverse.. 21

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Aspetti fondamentali osservati durante la pianificazione:

potremo avere modifiche di quello che viene esaminato durante pianificazione per effettuare

progetti previsti:

- Sruttura di organizzazione: sistemi di azienda sono legati spesso alla struttura della

organizzaizone. A fronte di organizzaizone di alcune attività tramite Si basato su PC anche la

struttura organizzativa può variare...riorganizzare la sequenza di attività svolte dentro un

processo per ottenere un certo obiettivo.

- Processi

- Informazioni

- Stato attuale del sistema informativo

- Mercato e scenario tecnologici

- Budget disponibile

Obiettivi di un piano

Definire quali sono gli obiettivi di un piano e quindi parlare di pianificazione di SI rispetto agli obiettivi

che ci sono alla base della pianificazione.

Obiettivi cambiano in base a organizzazione pubblica/privata:

- Pubblica: obiettivo è migliorare servizi offerti tramite adozione di determinate tencologie

- Privata: massimizzare i profitti o vanraggi competitivi

Per la pianificazione di SI, la PA ha i seguenti obiettivi:

- Da decreto istitutivo della autorità per l’informatica nella PA (AIPA autorità per informatica

nella PA) nel suo decreto istitutivo da questi obiettivi:

o Miglioramento dei servizi

o Trasparenza dell’azione amministrativa

o Potenziamento dei supporti conoscitivi per le decisioni pubbliche

o Contenimento dei costi dell’azione amministrativa

Quindi abbiamo una definizione del “CHI” e degli obbiettivi di alto livello dei piani che dovranno

avere questi obiettivi nelle loro formulazioni periodiche

Obbiettivi in organizzaizone privata:

- Ottimizzare il profitto

- Migliorare le modalità di vendita

- Diversificare i prodotti

- Avvicinare i prodotti ai clienti

- Ottimizzare la struttura produttiva

- Utilizzare al meglio l’evoluzione tencologica 22

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Relazioni tra Obiettivi generali e piano strategico

- Obiettivi parte del compito istituzionale della organizzazione: qualcuno ad alto livello efinisce

gli obiettivi che guidano il piano

- Il piano può essere preceduto da un piano strategico o line strategiche di piano: il piano

dovrà avere ocme definizione preliminare come obiettivi di alto livello (vedi quelli della PA)

che sono tagliati di anno in anno

Deginizione degli obiettivi strategici:

- Line strategiche dell’organizzazione

- Requisiti di alto livello

- Analizzare opportunità di business (nuove opportunità di business provenienti da internet ad

esempio...)

Come definire obiettivi generali:

la ricetta per il successo:

1. Deifnire obiettivi generali

2. Scelta degli approcci di reingegnerizzazione e tecnologie di supporto

3. Comprendere i punti deboli e rischi: capire se sono accettabili per sviluppare approcci di

gestione dei rishci. Se non sono accettabili sobbiamo ridefinire scelte ed ipotesi di progetto.

Ci possono anche essere degli errori di pianificazione:

ricetta per il disastro:

1. Dichiarare “adottiamo una nuova tencologia”: organizzare attività successive senza valutare

obbiettivi aziendali

2. Non fornire obiettivi generali, ignorare rischi e svantaggi... “è nuovo deve essere buono...”

Occorre sempre partire dagli obiettivi generali, mai partire dalla tecnologia.

Obbiettivi generali, motivi per sviluppare un sistema:

- Reingegnerizzazione processi

- Nuovi servizi o opportunità di business

- Per guafagnare vantaggio competitivo

- Per riallineare il sistema informativo con le attività dell’azienda 23

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Lez. 4 – Pianificazione Sistemi informativi (II parte)

Ciclo di pianificazione e controllo

Nel momento in cui pianifichiamo vogliamo che il piano si realizzi. È importante valutare se gli

obbiettivi sono raggunti.

Quindi si parla di pianificazone e controllo.

Si parla di ciclo perchè una volta valutato il piano bisogna riprendere il piano stesso per valutare

ulteriori possibilità di aumentare i SI. Quindi ci domanderemo di nuovo se ci sono altri obiettivi da

raggiungere che ci proporrano la formulazione di nuovi piani. Sappiamo che ci sono tempistiche

differenti di pianificazione. In ogni caso possiamo parlare di attività di tipo ciclico.

Abbiamo la pianificazione che deriva da una situazione che abbiamo in un certo momento.

Alla pianificazione segue la realizzazione e infine la verifica.

Partire da pianificazione, realizzare, verificare, vedere cosa fare a fronte della verifica e ri-pianificare.

Plan: pianificare

Do: realizzazione

Study: verifica

Act: esercizio/azione (vedere cosa si può fare a fronte della attività di verifica)

È un modello proposto da Daming per innovazione dei SI. Si parla di ciclo di innovazioned ei SI

secondo questo modello

Dentro le singole fasi:

fase di ACT:

lo stato di partenza, quindi abbiamo erogazione di servizi e attività operative. Abbiamo una gestione

in corso delle risorse e questa è la definizione dello stato “attuale” della risorse – e ci porta a

formulare le line strategiche (obiettivi generali) che sono la base della pianificazione. Dalla fase di 24

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esercizio dovremmo riuscire ad ottenere gli obiettivi generali dell’azienda per la pianificazione

successiva della gestione della risorsa informaizone.

Fase PLAN:

Identifichiamo I problem che si sono verificati e si definiscono possibili direzioni di intervento

REALIZZAIZONE:

il piano viene sottoposto ad approvazione e si arriva a definire quali sono i progetti approvati e che

verranno svolti nelle fasi successive. Si parla quindi di progetti che andranno realizzati e per i quali

occorre fare attività di predisposizione di piani operativi (ovvero piani dei singoli progetti) quindi

occorre definire i singoli passi del progetto. Che verranno poi realizzati. Importante anche

considerare la attività di gestione dei progetti. 25

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VERIFICA:

misurazion e verifica dei risultati

La pianificazione è la prima fase del ciclo di pianificazione e controllo.

Ripensando al ciclo dell’innovazione di cui sopra, vediamo un esempio.

Pensiamo ad un organizzaizone con diverse filiai in diversi paesi. Insieme di aziende collegate facenti

parte alla multinazionale e dobbiamo definire gli obiettivi generali per la conduzione dei SI. Questo è

un caso comune nelle aziende di grandi dimensioni.

Come definire un piano?

Prima di tutto occorrono line generali – una delle scelte importanti è se uniformare tutte le azienda

ad unica tipologia di sistemi o se lasciare autonomia alle varie aziende (ad esempio a livello

nazionale). Questa è una decisione che va presa in modo preliminare. Potrà essere una decisione di

obiettivo generale per realizzare i SI. Oppure potremmo decidere di non prendere questa decisione e

nella attività di pianificazione valutare le possibili alternative.

Consideriamo che le line guida iniziale dicono di unificare tutti i SI presso tutte le filiali mondiali.

Dovremo quindi dire quali sono le attività da svolgere per ragigungere questo scopo. Per realizzare

questo obiettivo occorre decidere se SI sarà distribuito o centralizzato (a casa madre fanno

riferimento tutti i SI o meno) la pianificazione può dare direttive su standard aziendali sugli

elaboratori (acquisire tutti PC di stessa marca e stessa configurazione) questi sono serie di elementi

che possono far parte di un piano. (ovviamente anche le applicazione andranno studiate e

uniformate – vengono usati approcci di sviluppo del sw che portano a sviluppo sw standardizzato - 26

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approcci che sono quelli del ERP enterprise resource planning che ha moduli personalizzabili e

configurabili per riflettere lingue e normative diverse per soddisfare esigenze dei vari paesi – quindi

anche nella gestione dei SW per quanto riguarda le applicazioni dovranno essere fatte scelte di

acquisizione. ERP è solo una delle possibili scelte. Ovviamente sono possibili altre scelte di tipo

progettuale che verranno collocate nella fase di planning..

La fase di realizzazione porta poi alla realizzazione del SI integrato di tutte le filiali della

multinazionale del ns esempio.

I tempi di realizzazione non sono brevi.. si parla almeno di un anno, anno e mezzo o anche di più.

Successivamente avremo fase di verifica. Verificare se le scelte effettuate si sono dimostrate buone.

Il raggiungimento di obiettivi può anche introdurre altri problemi che possono avere caratteristiche

diverse in paesi diversi.

Nell’azienda che aveva deciso di unificare la marca dei PC si è infatti notato che sono sorti problemi

riguardo l’acquisizione degli elaboratori.

Per quanto riguarda la fase di pianificazione, troviamo i seguenti elementi:

- Diagnosi processi informazioni e sistemi: esaminare in dettagli situazione esistente per

proporre evenutali soluzioni in forma di progetti.

- Individuazione di progetti: caratterizziamo i processi con stesura di un piano – ad esempio

triennale

- Stesura piano triennale. Indicazione su costi dei singoli progetti perhcè i costi vanno poi

valutati e in caso approvati

Fase di attuazione

- Studi di fattibilità: per ogni progetto vengono indicate le principali scelte tecnologiche

organizzative ecc.. il risultato dello studio di fattibilità sono una serie di scelte che vengono

formulate e poi vanno approvate.

- Pareri

- Gare ed approvvigionamento: gara viene bandita e che da elementi descrittivi del progetto

da realizzare e si decide chi realizzerà il singolo progetto.

- Attività realizzative

- Gestione e manutenzione sistemi: messa in opera del sistema, sua gestione e manutenzione.

Fasi di monitoraggio

- Monitoragigo e verifica progetti

- Consuntivazione

- Produzione indicatori: misurazioni di qualità e risultati che vanno consolidati in una serie di

indicatore – elementi valutabili in modo sistematico che ci sonsentono di fare verifica su

stato del SI e dei progetti che sono stati proposti e approvati per realizzazione all’interno del

ciclo in questione. 27

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Requisiti generali

Alla base dei progetti che andiamo a proporre.

Dovranno esserci line strategiche etc.. ma oltre a questo, in generale occorre definire delle

caratteristiche generali e indicaizoni che definiscono il contesto nel quale si svolge il piano.

Elementi:

- Chis ono i prinicipali “azionisti del sistema”: ovvero quando si vuole innovare un Si

nell’organizzaizone, ci deve essere qualcuno che vuole fortmenete questa operaizone perchè

la ritiene di beneficio pe rla organizzazione. Identificare quindi chi può scegliere e dirigere

l’implementazione del SI. Ad esempio amministratore delegato o consiglio di

amministrazione.

- Identificare i problemi aziendali nel presente modo di operare: si parte sempre da un certo

modo di operare – è raro il caso in cui si parte da situazione in cui non c’è un SI. Se abbiamo

un organizzazione che si sta creando ma che è già operativa avrà già un SI. Noi dobbiamo

identificare nella situazione corrente quali sono i problemi aziendali che sono legati al Si ma

anche problemi generali a cui si vuole dare una soluzione di tipo informatico – quindi

realizzazioni ad hoc per risolvere un certo problema.

- Fondi e limiti di finanziamentoscadenze: dovremo avere un ordine di grandezza dei

finanziamenti a disposizone

- Scadenze: previste. Porta a condizionare la formulazione del piano. Capire quanto tempo si

ha a disposizione

Questi non sono requisiti di dettaglio per la realizzaizone di uno specifico sistema – parliamo delle

premesse per la realizzaizone.

Abbiamo una particolare difficoltà nella identificazione dei requisiti:

problema:

- Mancanza di punti di vista

- Informazione superficiale

- Informazione distorta

Azioni preventive

- Fare partecipare utenti chiave

- Preparazione prima delle intervise; comprendere i problemi

- Più punti di vista, preparazione, gli utenti devono conoscere lo scopo dell’intervista

Lez. 5 – Pianificazione Sistemi informativi (III parte)

Approcci alla pianificazione

2 Approcci alla fase di pianificazione: 28

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1. Approccio bottom-up:

a. Vengono raccolte esigenze delle diverse unità organizzative: ogni unità definisce le

proprie esigenze in termini di SI e queste esigenze vengono integrate nella

formulazione di un piano complessivo. In caso di multinazionale possiamo avere

formulazione esigenze da parte delle varie filiali.

b. Pianificazione ha lo scopo di integrarle, individuando le priorità: nel momento in cui

abbiamo diverse esigenze da diverse parti dobbiamo far si che si inseriscano in un

quadro omogeneo per l’azienda risolvendo eventuali conflitti di esigenze e valutare

priorità dei singoli progetti. Vedere quali interventi sono più importanti e strategici e

valutare anche i progetti rispetto a questi aspetti.

2. Approccio top-down

a. Si parte dagli obiettivi strategici dell’azienda

b. Un gruppo disegna lo schema generale del SI dell’azienda. Si ha definizione delle line

da seguire fino alla definizione dettagliata del pinao da parte di un gruppo che si

occupa della pianificazione degli obiettivi strategici fino ad andare sempre più nel

dettaglio per le varie iniziative

c. Vengono generati i piani di sviluppo delle diverse unità organizzative: alle divere

unità vengono assrgnati progetti specifici a partire da un piano generale.

Come capita spesso nella realizzazione di prgetti sarà un approccio di tipo misto tra i due appricci

sopra.

Alcuni aspetti saranno bottom up altri top down

Caratteristiche dei due approcci:

bottom-up:

- conservativo: ogni parte dell’azienda cercherà di evolvere i propri SI cercanod di innovare

rispetto allo stato esistente cercando di risolvere i principali problemi che si possono avere

rispeto alla risorsa innovazione

- Sacrifica innovazone: gli approcci saranno per miglioramenti incrementali sullo status

esistente

- Scarsi rischi realizzativi: in generale si punta al miglioramento dell’esistente rispetto a

introduzine di nuove tencologie quindi miglioramento incrementale che ha minore rishcio.

- Puinta al miglioramento dell’esistente:

top-down:

- innovativo: sarà possibile proporre innovazioni radicali

- crea discontinuità: completo rivoluzionamento del SI aziendale...

- causa tensioni e rishci organizzativi

- sacrifica l’esistente

può essere molto innovativo ma conporta rishci elevati 29

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Fattori critici di successo

Con questo metodo vogliamo definire dei fattori che indicano il successo in termini di obiettivi

aziendali. Misureremo gli obiettivi.

Noi avremo dei fattori F1, F2 etc.. ad ogni fattor associamo una misura (1.1 per F1, 1.2 per F2)

definito un obiettivo voglio poter misurare se l’ho ragigunto oppure no. Queste misure devono poter

essere effettuate. Posso avere diverse fonti di dati (Dx, Dy etc) questi dati potranno essere tratti

direttamente dal SI aziendale o acquisiti dall’esterno. Identificare per ogni misura le fonti di dati da

avere a disposizione per valutare il raggiungimento dei vari obiettivi.

FCS:

- CSF (critical sucecess factors)

- Diverse misure associate a ciascun fattore

- Fonti di dati per ciascuna misura

in figura sotto Vediamo dei FCS nel settore automobilistico in base al periodo.

Gli obiettivi di un azienda possono cambiare nel tempo. Se prendiamo lo stesso settore dieci anni

dopo, veidamo degli obiettivi diversi. (vedi sempre fig sotto).

I CSF possono dare spunto alla identificazione degli obiettivi aziendali che poi ci aiutano a definire i

piani aziendali rispetto alla gestione della risorsa informazione. Ad esempio il servizio al cliente può

essere supportato dai SI in modo da fornire al cliente info anche postvendita ( si pensi a CRMS)

CSF e livelli gerarchici:

- CSF Corporate (top-down)

- CSF di sottosettore (es: produzione)

- CSF individuali (singola persona) 30

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autorizzazione dell’autore.

I singoli obiettivi possono anche contrastare tra loro. Occorrerà selezionare i CSF utili per la

conduzone del piano. Potrò anche definire delle misure per ogni fattore per valutare se obiettivi

vengono ragigunti.

Avremo le problematiche tipiche della produzione e gestione di un piano...(vediparagrafo

precedente)

Sempre considerando il settore autonomilistico... vediamo sotto i vari CSF

CSF Corporate:

- Rapprti con la stampa

- Rete concessionari: che supporti le attività di vendita e postvendita

- Sicurezza vetture

- Affidabilità prodotto

- Servizio postvendita

CSF di sottosettore:

esempio: produzione

- Costi del processo

- Qualità del prodotto

- Rispetto dell’ambiente

CSF individuale:

- CSF di ruolo: responsabile certificazione qualità

- Immagine verso le altre funzioni aziendali

- Professionalità dei tecnici

- Certificazione processo

- Tecnologia del controllo

- Costo della certificazione

Per CSF in funzione “produzine”

- CSF costi

o Indicatore:

 Costo unitatio

 Metrica: costi diretti/n. Auto prodotte

 Fonte: SI

 Overhead unitario della produzione: (costi non legati a costo diretto della

produzione ma costi generali)

 Metrica: overhead/n. Auto prodotte

 Fonte: SI

- CSF qualità

o Indicatore:

 Difetti riscontrati in produzione

 Metrica: n. Tot. Difetti/n. Auto prodotte

 Fonte: SI

 Giudizio clienti 31

A cura di stefano Silvani UTIU – È fatto divieto di qualsiasi forma di riproduzione, vendita e divulgazione del presente materiale senza previa

autorizzazione dell’autore.  Metrica: punteggio da 1 a 10

 Fonte: intervise a campione

 Confronto con la ocncorrenza

 Metrica: molto migliore, migliore, uguale, inferiore

 Fonte: test e interviste

Requisiti tecnici

Requisiti tecnici riguardo diversi aspetti:

- Architettura di rete: sclete progettuali di base dell’architettura interna della rete di

calcolatori dell’azienda come si connette vs l’esterno

- Architettura dei poli elaborativi: decisione di accentramento o distribuzione. Come requisito

potremmo quindi avere un mainframe centrale o un insieme di SI integrati

- Architettura dei dati: possiamo avere diverse scelte: accentramento dei dati o meno. Quindi

indicare come e quanto distribuire i dati sui diversi poli elaborativi. Tutto il SI può basarsi su

un unico BMS o centro elaborazione dati presso unico polo elaborativo o posso avere tanti

sistemi di gestione di basi di dati.

- Meddleware: scelta importante. In generale scegliere quale sarà ambiente di realizzaizoen

delle applicazione e come far comunicare diverse applicazioni tra loro in visione di un

ambiente integrato.

I passi della pianificazione

I vari aspetti possono essere inseriti in un quadro metodologico complessivo.

Quindi un insieme di attività di passi che ci portano alla produzione di un piano.

1. Partiamo da ricostruzione dello stato che produce diversi risultati:

- are di coesione tra processi e informazione: quindi analizzare i processi di gesitone della info

e vedere quali info servono per quali processi e vedere qual’è la densità della relazione tra

processi e informazioni

2. dovremo poi avere una definizione degli obiettivi generali e abbiamo detto che dovremo

scegliere l’architettura tecnologica di riferimento e indicazioni generali sui servizi erogati

quindi dare inidcaizoni di cosa intendiamo per supporto post vendita...

3. si studierà anche il patrimonio esistente frutto di piani precedenti. Quindi avremo dei

progetti in corso e la situazione del patrimonio informativo

4. quindi elaborare il piano triennale 32

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Lez. 6 – Pianificazione Sistemi informativi (IV parte)

I passi della pianificazione

Nella lezione precedente abbiamo visto unn quadro metodologico costituto da insieme di passi che

partono dalla ricostruzione dello stato della gestione della informazione per poi dare una diagnosi

dell’attuale, fino ad arrivare alla costituzione di un piano.

Ora consideriamo questi passi uno ad uno.

Ricostruzione dello ststo dei SI:

- individuazione e descrizione dei processi: andare a identificare i processi principali nella

organizzazione per la gestione delle info e processi costituiti da insiemi di attività per

realizzare opbiettivi in azienda

- correlazione dei processi con organizzazione: quiali unità organizzative svolgono processi

- individuare informazioni

- individuare are di business: esaminare le are di attività in azienda, gli obiettivi, i problemi

sorti in conduzione attuale della gestione della info e quali sono le nuove opportunità di

business in azienda.

La ns enfasi in questa lezione sarà idenficazione dei processi e identificazione elementi in

organizzazione.

Gli elementi chiave in oggetto con schema entità/relazioni qui sotto: 33

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Nella digura sopra abbiamo una relazione tra unità organizzateve e processi aziendali, collegate tra

loro tra unità organizzative e processi. Abbiamo poi relazione tra processi aziendali e lcassid

idinformazioni e una relazione tra classi di info e sistemi applicativi, inoltre abbiamo relazioni tra

processi aziendali e sistemi e tra UO e classi di info.

Le informazioni possono essere descritte da insieme di matrici: per descrivere le relazioni tra:

- processi e organizzazione

- processi e oggetti informatici

- sistemi e organizzaizone

- processi e sistemi

- sistemi e ogetti informatici

vediamo qualche esempio di queste matrici...

supponiamo di avere SI di agenzia viaggi. In agenzia abbiamo:

- struttura di accoglienza al cliente

- struttura per reclami

- struttura di gestione rapproti fornitori

- struttura gestione personale

- amministrazione

nei ns esempi ci concentreremo su processi: 34

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- servizio clienti

- rapproto con i fornitori

- gestione personale

nel servizio clienti ci sono procesis importanti:

- per prenotare i biglietti

- per emettere biglietti

- per gestire contestazioni clienti.

Questi processi sono già collocati in agenzia in strutture organizzative definite.

Nel momento in cui focalizziamo su servizio clienti e i suoi processi, esaminiamo relazione

processi/organizzazione, vediamo la matrice qui sotto:

Elementi che dicono quale tipo di attività lega una certa attività e gli impiegati che svolgono le attività

nel processo. Ad ese:; per prenotazione biglietti, questa è eseguita da impiegati che sono senior e

junior. Vediamo apparire nella matrice tuti i coinvoglimenti e vediamo che tra impiegati e

prenotazioni c’è un coinvolgimento. Ad ese: per prenotazione ogni impiegato la può svolgere. Per

emissione biglietti un impiegato junior può emetterli ma senior può decidere, per contestazioni il

direttore decide e i senior sono coinvolti.

Struttra analoga per tutte le altre relazioni.

In fig sotto vediamo matrice per relazione tra processi ed oggetti informatici (informazioni trattate

nel sistema. Sono info sui clietni, sui biglietti, sui reclami) anche qui ci sono tipi di relazioni indicate

con matrice. La info sul cliente viene creata al momento della prenotazione. Usata in biglietteria e

per creare info sul biglietto, ecc.. 35

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Matrice per relazioni con sistemi e organizzazioni.

Abbiamo vari lavoratori e vari applicazioni informatiche. Le relazioni tra queste entità ci dice se il

sistema è corrente o pianificato. Ad esempio, la gestione clienti può essere pianificto e coinvolge il

banconista senior e il direttore.... 36

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Per matrice processi/sistemi abbiamo un discorso riguardo ai processi. Fig sotto abbiamo un nuovo

processo che è la costruzione viaggio e vogliamo vedere se i processi sono supportati da sistemi

pianificati o correnti. Quindi vediamo che sistema di prenotazione supporta processi di prenotazione

e costruzione viaggio. 37

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Analisi della coesione delle matrici: analisi che ci dicono se abbiamo già disponibili delle applicazioni,

se sono solo pianificate e quindi dovranno essere incluse nel piano triennale ecc... qui si parla di

ricostruzione dello stato.

Nel passo successivo dobbiamo fare valutazione dei requisiti generali del sistema e valutazioni di tipo

tecnologico.

Passo di elaborazione della “visione di servizio”: per i requisti generali

- strategia in merito ai servizi erogati

- strategie relative alle scelte organizzative

visione di servizi deriva da:

o quadro legislativo

o indirizzi di governo: partiamo da line strategiche generali predefinite che danno

indicazioni di base.

o esperienza e indicazioni del top-management: a livello direzionali ci sono delle

indicazioni che verranno usate. Abbiamo parlato di metodo collegato alla possibilità

di definire alcuni aspetti essenziali nello sviluppo del sistema – i FCS che formulano le

indicazioni di vario livello per elaborare indicazioni riguardo ai requisiti genrali dei

sistemi da sviluppare.

o valutazionedi esperienze analoghe: andare a vedere cosa fanno concorrenti di una

azienda per confrontare i servizi offerti in azienda e confrontare opportunità in modo

di lavorare per fornire certi servizi.

Passo della elaborazione della “Visione Tecnologica”

Definizione dell’architettura tecnologica.

- Infrastruttre tecnologiche generali (reti aziendali accentrate, distribuite...)

- Servizi info di base: posti di lavoro, regolre interoperabilità, servizi di office automation di

base (andranno fatte scelte – come imporre a tutti di avere lo stesso tipo di sistema

operativo, applicazioni, stesso pc... può essere scelta centralizzata oppure si può lasciare

autonomia di scelta riguardo ad esempio quale strutmenti usare in ufficio)

- Architettura applicativa: ambienti di esercizio e di sviluppo, grado di adesione agli standard:

(come per quanti riguarda la scelta di elaboratori e strutturazione reti, anche a livello

applicativo scegliamo il sw di sviluppo delle applicazioni – anche qui possiamo avere decisioni

centralizzate e distribuite. Dentro azienda complessa avremo anche definizione di standard

anche nazionali e internazionali e definizione di misure standard da adottare. Ci sono

standard di fatto e standard ufficiali.)

Qui stiamo dando elementi guida per lanciare progetti riguardo architettura tecnologica, HW,

collegamenti in rete ed applicazioni. 38

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A questo punto abbiamo costruito lo stato attuale, diamo indicazione di requisiti generali dei ns

servizi e indicazioni tencologiche generali. Un altro passo è la diagnosi.

Diagnosi e confronto:

- Valutazione del processo in azienda

- Confrontare situazione azienda in considerazione con altre aziende.

Confronto:

supponiamo di essere in settore di produzione automobili ma le considerazione che faremo sono

generali. In fig sotto abbiamo serie di processi (attività) in azienda.

Abbiamo ricezione ordini, spedizione e fatturazione. Parleremo anche di processo aggregato. Per

ogni attività facciamo confronto tra due organizzazioni: azienda alfa e azienda beta. Per ogni

indicatori di efficienza avremo delle metriche. Quindi considereremo il numero di ordini, i Kg di ogni

ordine per addetto, e il fatturato per addetto. Infine prendiamo il fatturato complessivo per addetto

e la durata media di erogazione di un servizio a fronte di un certo ordine.

In azienda alfa abbiamo 400 ordini all’anno, 200 spedizioni e 800 fatture...

In amabito di diagnosi e confronto valuteremo quindi i processi aziendali. Inotre si valuteranno gli

obiettivi e distingueremo quali processi non vanno modificati a fronte delle diagnosi e i processi

critici per cui verrà svolta attività di reingegnerizzazione dei processi che porterà a nuovi processi e

nuove esigenze informative. 39

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Passo “attuazione di piani precedenti”

- Gestione dei progetti e attuazione del piano

- Attività di consuntivazione

- La definizione della situazione attuale del patrimonio informativo e informatico

Passo di valutazione patrimonio informatico

Valutazione dello stato di applicazioni basi di dati tecnologiche in termini di:

- Rispondenza alle esigenze operative

- Situazione tecnica

- Qualità delle basi di dati

- Necessità di manutenzione

- Costi di gestione

Passo di valutazione patrimonio informatico:

si avvale di indicatori generali e specifici:

- Costi unitari di manutenzione

- Vetustà media del patrimonio

- Numero di errori

Produce indicazioni per_

- Manutenzione

- Reingegnerizzazione

- migrazione 40

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Passo di valutazione andamento progetti in corso

- riesame dei progetti alla luce della nuova situazione

- necessità di revisione e ritaratura progetti

sarà necessario prendere in considerazione diversi aspetti mentre si valutano i progetti in corso..

si avrà necessità di salvaguardia investimento ( = focus su progetti in fase iniziale che sono progetti

in stato inziale di sviluppo su cui sono stati fatti investimenti inziali che non si vogliono perdere)

medofiche di minore entità = revisione progetto in corso

modifiche di rilevante entità = definizione di un vero e proprio nuovo progetto

abbiamo quindi fatto valutazione del patrimonio informatico in azienda e anche questo è uno degli

elementi per la rielaborazione del piano triennale.

Passo elaborazione piano triennale:

- definizione progetti in organizzazione oppure,

- ridefinizione progetti in corso

passo definizione progetti

selezione obiettivi e individuazione progetti

- selezione obiettivi per priorità

- aggregazione obiettivi

- definizione progetti verticali

- definizione progetti orizzontali

Passo elaborazione piano triennale

- Revisione edintegrazione dei prdotti dell’insieme delle attività descritte

- Produce un documento di piano

Lez. 7 – Lo studio di fattibilità

Passo definizione progetti: discussion

Vediamo come al discorso di pianificazione si lega discorso di valutazione della fattibilità dei progetti

proposti nel pinao. 41

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Passo definizione progetti: discussione:

- identificazione progetti non basta per fare valutazione della effettiva fattibilità dei progetti

rispetto agli investimenti di realizzo dei progetti

- investimento che mobilità risorse:

o finanziarie

o umane

o impiantistiche

Passo definizione progetti: discussione:

- come valutare alternative (tecnologiche, organizzative)

- determinazione dei costi

- progetto di massima per la realizzazione del progetto (dare elementi che indicano in che

direzione si deve sviluppare il progetto)

>> studi di fattibilità (hanno tutto elementi di cui sopra) ci permette di vedere quali sono le

alternative rispetto ai vari parametri e da alla direzione aziendale dei parametri di decisione

sulla realizzazione del progetto.

Con progetto di massima si deve dare una o più sioluzioni tecnico/organizzativo.

Passo definizione progetti avremo studi di fattibitlià che individuano le soluzioni tecniche

organizzative:

Attraverso studi di fattibilità che:

- individduano soluzione tecnico-organizzativa

- descrivono soluzioni tecnico organizzative

- stimano costi e valutano vbenefici

- analizzano il ritorno dell’investimento

- definiscono una modalità realizzativa (che si pone come una serie di scelte per realizzare il

progetto)

lo studio di fattibilità si colloca in un momento particolare della decisione dei progetti che ci porta a

decidere quali progetti realizzare.

tipici input allo studio di fattibilità:

- piano: progetti e budget, e/o

- BPR (business process reingenering): processi da modificare e/o (ci sono solo se sono

identificati nelle attività che hanno portato a realizzare il piano)

- Diagnosi e iniziative di miglioramento riguardo organizzazione e gestione informazione (sono

miglioramenti su processi definiti critici oppure sono iniziative organizzative o nuove ide per

42

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nuove opporunità in una certa organizzazione per posizionarci in modo competitivo sul

mercato)

- Architettura tecnologica di riferimento

- Stato attuale del sistema

Prodotti dello studio di fattibilità_

- Analisi di fattibilità tecnico organizzativa e rischi:

- Progetto di massima dei prodotti dei servizi e della loro qualità (valutazioni preliminari dei

sistemi che vogliamo realizzare e capire loro qualità)

- Costi

- Benefici (ci sono anche benefici intangibili di difficle confronto sui costi)

- Analisi degli investimenti

- Forma di acqusizione (make or buy e quale buy)

- In caso di buy:

o Capitolato tecnico e contratto (elenco documento articolato che dice quali sono i ns

requisiti in modo che un fornitore capisce i ns requisiti e poi occorrerà fare un

contratto per la realizzaizone del progetto con il fornitore)

La fattibilità può essere di diversi tipi:

- Tecnica (verifichiamo se gli aspetti tecnici del piano sono fattibili)

- Organizzativa (dobbiamo verificare se il progetto sia realizzabile non in assoluto ma

nell’ambito dell’organizzazione esistente. C’è correlazione tra situazione di partenza di

strutturazione del lavoro in organizzazione e il risultato desiderato con il progetto, basato

sulle tecnologie dell’informazione)

- Economia: ovviamente dobbiamo considerare fattibilità economica per capire se I costi

necessari sono giustificati in termini di ritorni economici (benefici)

- Temporale: possiamo realizzare un sistema bellissimo ma se questa realizzazione viene fatta

al di la dei tempi previsti e al di la dei tempi in cui può essere utilie allora possiamo decidere

di non fare il progetto o di organizzarlo in un modo per cui possa essere considerato fattibile

dal punto di vista temporale

- Motivazionale: verificare effettivo gradi di accettabilità da parte degli utenti, posso decidere

di realizzare un sistema ma se questo non viene poi usato da chi lo deve usare per il proprio

lavoro.. questo può verificarsi per vari motivi e quindi una analaisi motivazionale sugli utenti

va effettuata..

A livello tecnico posso proporre la valutazione di una particolarte soluzione e valutare a fronte di

questa soluzione tecnica la sua fattibilità rispetto a certi aspetti – oppure posso valutare una serie di

alternative e giungere alla conclusione che una di queste alternative è quella valida – oppure un altro

tipo di studio di fattibilità non fissa una scelta tecnica di tipo a, b, c. Lascio al decisore la scelta finale

su quale è la scelta preferita.

Quindi nello studio di fattibilità posso avere 3 diverse situazioni: 43

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1. Scelta prefissata che valuto

2. Serie di alternative che confronto ma che scelgo già con lo studio

3. Una serie di scelte possibili rispetto ai vari aspetti e sarà il decisore a scegliere quale scelta

implementare

Quando esistono diverse alternative lo studio è segmentato in:

- individuazione delle alternatice e definizione di progetti di larga massima corrispondenti alle

varie alternative

- valutazione costi benefici rischi per tute le alternative nello studio

- scelta della alternativa

- produzione progetto di massima capitolato, contratto

possibili conclusioni dello studio di fattibilità:

- il progetto non si può realizzare: la distanza tra le risorse richieste per realizzare il progetto e

il rischio connesso è tale che il progetto non è fattibile nelle modalità previste

- basta intervento organizzativo: non serve un progetto tecnologico ma per ottenere lo scopo

basta riorganizzare il lavoro

- soluzione con costi e rischi

- soluzioni comparate tra cui scegliere

Fasi di uno studio di fattibilità

Parti o fasi dello studio di fattibilità: una metodologia per la costruzione:

- parte prima: progetto di massima della soluzione

- parte seconda: analisi del rischio

- parte terca: analisi costi-benefici

- parte quarta: produzione capitorlato e contratto e scelta del fornitore

Parte prima: Progetto di massima della soluzione:

si compone di tre parti:

- deifnizione delle soluzioni alternative

- analisi di impatto aziendale

- definizone della qualità attesa del progetto (deve essere definito a priori la definizione di

massima della qualità attesa del progetto. sviluppare un sistema critico per la vita umana è

diverso da sviluppare applicazione gestionale.)

la valutazione delle alternative (per la parte tecnologica):

- architettura dati e architettura funzionale (quali funzionalità dovranno fornire le applicazioni

sw che vogliamo realizzare. Nello studi di fattibilità definiamo requisiti funzionali – di

massima – del progetto sw. Non abbiamo solo architettura dati e funzioni.. abbiamo anche

altre funzioni. A livello di studio di fattibilità noi non faremo studio fattibilità del se ma 44

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daremo requisiti generali e quindi avtremo schemi entità-relazioni, avremo informazioni su

quale tipo di info sono gestite etc...)

- architettura tecnologica (scelte che riguardano tecnologia da usare. Per singolo progetto la

architettura tecnologica da indicazioni di massima come client/server, centrale, distribuito

etc..)

- make or buy (realizzare in casa o all’esterno le funzionalità. Make significa nuovo sviluppo di

un pacchetto sw rispetto ad applicazioni già esisteni – dette standard. Usare risorse interne o

risorse sul mercato... internalizzare o meno le attività di conduzione, gestione e

manutenzione dei sistemi. Il progetto non si limita alla fase di realizzazione ma occorrerà fare

valutazione per le fasi successive)

- riutilizzo dell’esistente (possono esserci applicazioni presistenti. Ci saranno strutture

tecnologiche e quindi ci sarà un patrimonio in termini di dati aziendale e occorre valutare

quanto può essere usato e quindi avremo varie alternative. integrazione e interoperabilità

tra sistemi che esistono in azienda. Scegliere se sostituire o modificare i sistemi esisteni a

fronte del progetto analizzato)

Esempio:

Realizzazione di un sistema informtivo di manutenzione per uno stabilitmento della azienda A

La sede centrale della azienda dispone già di un elaboratore per le procedure della intera azienda

Alternative:

a. Per la acquisizione del SW:

- realizzare in proprio

- realizzare all’esterno

- comprarlo già fatto

- comprare adattandolo

b. per la architettura HW:

- far funzionare il sistema sull’elaborazione già esistente

- acquisire un elaboratore specializzato per il SI di manutenzione per lo stabilimento

- realizzare un sistema di manutenzione societario collegato a sistemi operanti presso singoli

stabilimenti

c. per l’esercizio:

- farlo in proprio

- affidarlo all’esterno ad una azienda outsourcing

analisi di impatto aziendale

- identificare le are di utenza

- sviluppare un piano organizzativo

- sviluppare un piano profesisonale

parte seconda analisi del rischio:

il rischio di un progetto consiste nella:

- incapacità di conseguire parte dei benefici previsti

- costi superiori a quelli preventivati

- tempo di realizzazione maggiori a quelli stabiliti

- rendimento inferiore a quello stimato

tipi di rischi:

- tecnici 45

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- Organizzativi

Esito finale:

attribuzione della classe di rischio

Lez. 8 – Pianificazione dei Sistemi Informativi. Un caso di studio

IL CONTESTO

In questa lezione vedremo un caso di studio

Gruppo multi azioendale europeo fornitore di servizi finanziari e assicurativi, Proveniente da un

cambiamento dell’assetto proprietario e da acquisizione di aziende.

Siamo quindi in una situazione caratterizzata da grande intensità di cambiamento, nuova proprietà,

nuovo management... nella nuova direzione del gruppo che porta nuovi SI di supproto. Situazione

caratterizzata da molti elementi ri rottura e novità quindi forte cambiamento.

Il contesto:

il gruppo in qauestione è operante attraverso le varie aziende, con direzioni centrali e uffici, aziendali

o multi aziendali e agenzie e sub agenzia (autonome quindi sono partner non sono parte del gruppo)

diffuse sul territorio.

La pianificazione si origina dagli obiettivi prioritari del gruppo cosi come espressi dalla nuova

direzione del gruppo:

- Recupero di efficienza: riduzione costi

- Sviluppo servizio clienti: il nuovo gruppo vuole sviluppare attività orientata al cliente per

determinare modalità operativi e strumenti per cogliere esigenze clienti. Quidni esigenza di

ascolto e comprensione delle richieste del mercato

- Diversificazione dei canali di vendita: si parla di uso di partner con agenzie ma si vuole avere

promoter individuale che contribuiscono a sviluppare offerta del gruppo. Quiondi non pià

lavorare con prorpi uffici ma diffondersi sul territorio

Le indicazione del nuovo gruppo hanno sottolineato specifiche richieste per il SI:

- Il sistema deve avere Visione complessiva per il cliente: il sistema deve dare la situaizone di

prodotti, attività etc ma anche un quadro della situazione finanziaria del cliente, insieme dei

rapporti che il gruppo ha con il cliente

- Condivisione completa dei dati e loro disponibilità in real time: una situazione complessa

come questa ha bisongo di prularità di interventi che hanno bisogno di insieme delle 46

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informazioni che devono essere disponibili ai vari uffici a prescindere dalla loro specifica

missione e utilizzo. Quindi il sistema deve consentire di accedere a chiunque di accedere alle

info

- Supporto alle vendite: si ricollega all’orientamento al cliente, in termni di SI significa che

abbiamo bisogno di un sistema che consente un supporto materiale alla attività di vendita

- Razionalizzazione e controllo di gestione: si ricollega all’obiettivo di maggiore efficienza

Are di intervento

- Cultura e organizzazione

- Tencologie e infrasturtture di base

- Applicazione e banche dati

In fig sotto vediamo la situazione attuale che si eredita dal passato:

struttura a canne d’organo che ha insieme di sistemi orientato ai vari terrenti del gruppo. Ogni

terreno di intervento esprime i capi progetto che parlano con interno ed estenro (clienti e fornitori)

quello che rimano in ombra è il ruolo di uffici amministrativi interni che non hanno responsabilità

diretta sui sistemi. I rapproti coni fornitorni sono basati su rapporto a tempo e spesa per cui i

fornitori vengono pagati in base al tempo per fornire i servizi – manca corresposnabilizzazione su

obiettivi e risultati

In fig sotto si vede modello desiderato.

Cambia rapproto con cliente e fornitri. Si vuole avere partnership con i fornitori 47

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Azieni:

- Accorpamento di strutture EDP in unica direzione

- Servizi pianificazione esercizio customer care e due poili sviluppi/manutenzione applicativi

(su base best practices): due poli è scelta contignente del gruppo che si basa sul fatto che

esistono eccellenze che vogliono essere mantenute

- Razionalizzazione organico (meno di 40 dipendenti)

- Formazione

- Metodologie di standard unitario (essenziali per un governo così complesso)

- Pianificazione contabilità industriale progetti, ribaltamento costi assesment con clienti

Contratti con formitori:

- A condivisione di responabilità:

i corrispoenttivi legati a tempo/qwualità prodotti per progetti strategici e specifiche incerte: i

pagamenti ai fornitori sono legati ai tempi di consegna e qualità dei prodotti. Il fornituroe

viene incentivato a lavorare meglio. Quindi gruppo e fornitori sono uniti da esigenze interne

nel raggiungimento di quello che diventa un obiettivo comune.

Non tutti i contratti possono essere svolti cosi..

- A budget prefissato per progetti su are esistenti con requisiti definiti: c’è un budget

prefissato ed è responsabilità del fornitore fornire il servizio (si dice chiavi in mano)

- A canone prefissato per esercizio, manutenzione.. con modalità e livelli di servizio definiti (ci

sono costi per servizi unità e il corrispettivo finale è moltiplicazione dei costi unitari per

risorse usate) 48

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Vediamo sotto riorganizzazione costi/benefici (milioni lire)

Per ognuno di questi terreni di intervento a sinistra è fatta stima di necessità di intervento nei vari

anni per vedere qualè la necessità complessiva di investimento. Nel ns caso abbiamo 2 miliardi nel

primo anno, 2.3 nel secondo etc...

abbiamo anche la stima dei benefici che si vuole ricavare negli anni...

Il cuore del risparmio deriva da riduzione organico e nuovi contratti con fornitori. Il beneficio è

rimarchevole nei confronti dell’investimento effettuato. C’è un risultato netto sul triennio. Quindi da

punto di vista ROI è un risultato eccellente. In base a queste stime le attività saranno sicuramente

intraprese.

Vediamo la situazione attuale delle infrastrutture tecnologice in fig sotto.

Vediamo un sistema centrale che serve 2 delle aziende del gruppo che opera con mainfraime.

Abbiamo sistema per agenzia e sistemi per uffici territoriali.

Abbiamo un sistemi per altre aziende e uffici completamente separati.

La connettività è garantita da cetro di comunicazione e servizi.

Il problema principale è la varietà dei sistemi tecnologici usati. Vediamo vari sistemi di gestione delle

basi di dati e vediamo pluralità di sottosistemi, e molti sistemi di gestioni di basi di dati. Dobbiamo

rendere agevole manutenzione sistema e garantire circolarità innfo.

Il centro manutenzione servizi lavora con sistema datato e con comunicazione asincrona. 49

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In fig sotto vediamo la nuova infrastruttura tecnologica desiderata.

Al centro abbiamo rete di gruppo che comunica con tutti i sistemi in tempo reali. I vari ssitemi delle

direzioni centrali e delle altre aziende del gruppo, si vuole ridurre la ocmplessità attravero uso di

sistemi unitari. È previsto un unico DB relazionale (scelto sul mercato) che deve essere unico per

tutte le situazioni. Quind sia nel centro mainfraim che nelle situazioni meno complesse. Anche dal

punto di vista dei sistemi operativi vediamo una riduzione della complessità – un sistema per DB e

uno unix. 50

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Azioni necessarie:

- Adeguamento sistema centrale

- Adeguamento stazioni di lavoro

- Migrazione DB e migrazione – riscrittura applicativi agenzie e uffici territoriali

- Rete geografica e cablaggi

- Servizi di base (stampe qualità, interfaccia via browser, gestione documentale, gestione W/f,

video-conferenza) – tutti i servizi devono essere assicurati dalla rete in maniera unitaria per

tutti gli attori.

- Gestione sistemi e rete centralizzato. Unico sistema che garantisce la operabilità dei sistemi e

permette di idenficare malfunzionamenti e intervenire in modo efficiente.

In fig sotto vediamo i requisiti per la nuova rete centrale del gruppo. Sono stati definiti qualità e

quantità dei punti di rete. Sono definiti i livelli di traffico della rete e i livelli di servizio (tempi di

risposta trasmissione etc) e sono defiti standard tecnologici di tutti i sistemi per lavorare in modo

coperativo nel sistema.

Sono anche elaborate delle ipotesi da confrontare:

- Acquisire rete dedicata – ovvero avere fisicamente un propprio sistema di rete

- Avere rete virtuale dall’eresterno –

- Acquisire rete virtuale con partner

In base a studio di fattibilità di vede che è meglio andare con una rete virtuale acquistata da un

provider che in termini di costo è minore del 11%.

Sarà necessario ulteriore studi di fattibilità per scelta DB per applicativi e per progettazone di

massima del sistema... vedi fig sotto... 51

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In fig sotto vediamo che nel 2° anno si addenza la maggioranza dell’investimento e investimento

totale è di 88 miliardi. 52

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Dal punto di vista delle applicaizoni e DB ci sono varie azioni previsti:

- DB unitaria clietni

- Nuovi sistemi industriali: polizze collettive, fondi pensione, reingegnerizzazione RCA

- Nuovo sistema mrkth di gruppo (operativo, gestionale, strategico)

- Costruzione di sistema di supporto alle decisioni (DSS) e Data warehouse per estrarre da tutti

i sistemi le informazioni necessarie al supprto delle decisioni

- Contabilità controllo di gestione, personale, patrimonio immobiliare (livello di gruppo): Tutti

questi elementi devono essere progettati in maniera nuova per lavorare a livello complessivo

del gruppo. Occorre superare i sistemi dedicati alle singole aziende ed avere costruzione di

sistema integrato del gruppo.

Ora si può fare ragionamento finale in termini di rapprto costi benefici.

Cominciamo in fig sotto dai costi.

I costi dell’ultimo intervento: nelle righe i vari settori di intervento e nelle colonne la stima dei costi di

interventi nei vari anni. A differenza di prima investimento è costante nel tempo non ha picco su

nessun anno, perchè su applicaizoni e DB è possibile costruire modalità continua che scadenza nel

tempo gli imegni. 53

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Arriviamo quinid al ragionamento complessivo in fig sotto dove vediamo che:

nelle prime due righe si riepiloga la necessità di investimento e l’impegno previsto per la gestione del

sistema desiderato. Investimento di 125 mil nel triennio è la somma di tutto quello visto finora e

rappresenta effettiva richiesta che il settore SI fa alla direzione generale.

Esistono anche altre necessità di impiego finanziario, legate alla gestione dove abbiamo un

andamento dei costi che è decrescente nel tempo. L’area SI dice che il costo complessivo di gestione

scenderà nel triennio. Si tratta di sostanziale previsione di diminuzione.

Il ragionamento sui benefici mostra quanato detto per benefici organizzativi e gestionali.

In conclusione: i primi 2 anni ci sono gli investimenti, il terzo anno ci sono i benefici. Il nuovo sistema

deve produrre risultati economici 54

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Resta ovviamente da definire un PIANO ATTIVITÀ DIAGRAMMI “PERT” E “GANTT”

Ovviamente il piano proposto è positivo e verrà approvato dall’azienda.

Lez. 9 – Sistemi di gestione di workflow (I parte)

Gestione di processi

Pensiamo che vogliamo fare ricorso per rimborso alla assicurazione e ci aspettiamo assegno o

bonifico.

All’interno dell’assicurazione verrano svolte diverse pratiche, verrano ricevute ns domanda e altre

info provenienti da altre parti riguardo ns richiesta rimborso, poi verrà approvata la ns richiesta e

finalmente verrà rilasciato il rimborso.

Un sistema di gestione W/f è utile in questi casi. Ci sono attività coordinate tra loro per avere scopo

di fornire servizio richiesto.

Cosa è un workflow:

l’automazione in tutto o in parte di un processo aziendale nel quale documenti informazione e

compiti vengono passati da un partecipante a un altro per essere eseguiti o elaborati secondo un

insieme predefinito di regole procedurali, per raggiungere un obiettivo comune

W/f significa flusso di lavoro ma tradizionalmente si dice il temrine in inglese senza tradurlo.

esempi di workflow:

- Gestione prestiti: simile al caso di assicurazione. Cliente si ricolge a ente finanziario e richiede

prestito e il cliente viene valutato e confrontato con altri clienti fino alla decisione finale su

erogazione o meno del prestito

- Ordini acquisto: ancqui qui si parte da richiesta che riguarda acquisto di una particolare

merce e ci saranno insieme di passi per evadere ordine

- Valutazione del personale: in ottica di ottenere quadri di valutazione sul comportamento del

personale o valutare svolgimento attività del personale

- Fogli orari settimanali

- Approvazione richieste rimborso assicurativo

Processi di un ente per la gestione delle entrate di uno stato:

- Assistere i cittadini le imprese e gli intermediari fiscali nel rispetto degli adempimenti

- Attribuire codice identificativo 55

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- Riscuotere le imposte

- Ricevere le dichiarazioni e atti

Processi del ministero delle finanze:

- Controllare la correttezza delle imposte versate

- Eseguire i erimborsi

- Accertare evasione

- Fornire certificazioni e visure

- Gestire il personale e pianificare le attività (autoamministrazione)

Caratteristiche dei processi:

parlando nei ns esempi vediamo processi di natura molto differente. Cosa sarà importante in questi

processi per quanto riguarda la loro possibilità di essere automatizzati?

Abbiamo visto tipologie molto diverse tra i processi analizzati.

Uno degli aspetti fondamentali per uso di tecnologia di sistemi W/f è quanto le regole procedurali

sono ben definire nel processo. È chiaro che è molto diverso assistere con pc un processo con regole

ben precise come rimborso da parte di assicurazione piuttosto che un processo poco formalizzatoc

ome processo di decisione o processi di assistenza ad hoc al singolo cittadino per sue esigenze.

Sarà importante chiedersi “sarà la ns tecnologia applicabile?” e nel caso di processo “questo ha

rtegole ben deifnite?”.

Nei ns esempi vediamo W/f con natura molto diversa. Attribuzione codice identificativo ha attività

diverse rispeto a attività di gestione dei prestiti che prevede approvazione del prestito.

La differenza è sopratutto nella complessità del processo.

Spesso si parla di processi interfunzionali (o macroprocessi):

processo complesso che comporta esistenza di vari altri processi

tipicamente avremo processo P che sarà compost o da altri sotto processi (SP) per cui processo P1 è

composto da SP1.1, SP1.2 ecc... il sotto processo SP può essere composto da sotto-attivtà. Quindi

abbimao gerarchia dei processi formata da tutte le sotto-attività.

Se parliamo di procesos di rimborso, sarà composto da sottoprocessi quali:

- Gestione documentazione delle richieste

- Approvazione del rimborso (che prevede una serie di verifiche presso altri enti)

- Invio del rimborso nel caso in cui il rimborso sia effettuabile

Spesso si fa una schematizzazione gerarchica (modellazione del W/f fatta in diversi modi). In ogni

caso il processo deve essere scomposto in sotto processi.

Per noi sono importanti le regole procedurali e la strutturazione del processo. 56

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Nella definizione di W/f parliamo di partecipanti al processo.

Ad esempio, consideriamo richiesta di una pensione e vediamo interazioni tra partecipanti all’interno

di questo processo. In fig sotto abbiamo un cliente che fa una richiesta e vediamo la afreccia 1 e

vediamo freccie con numerazione che indica la sequenza delle interazioni tra i vari partecipanti al

processo per un particolare obiettivo e alla fine vedimao una risposta in merito al fatto che la

pensione viene attribuita e le modalità di attribuzione.

Alcune delle interazioni possono non essere note al cliente che chiede il servizio ma possono essere

interne tra gli enti coinvolti nel processo. In questo caso abbiamo un processo complesso che

richiede diverse interazioni... 57

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Noi abbiamo un esempio di altra problematica che si presenta nella gestione dei processi: noi

vogliamo essere efficaci. Per cliente efficacia significa conseguimento del risultato e in tempi per

erogazione del servizio. Dal punto di vista dell’organizzazione ch egestisce il processo, efficacia

significa riduzione costi per gestire processi, correttezza verifiche fatte per capire se richiesta può

essere soddisfatta.

Un W/f può durare dei mesi. Non si pensa di supportare con questa tecnologia dei processi che

portano ad un erogazione veloce di un servizio ma si pensa di supportare processi che richiedono

certo numero di giorni/mesi per arrivare alla loro conclusione.

Vediamo quali sono dal punto di vista sistemistico quali implicazioni abbiamo.

Tipicamente parliamo del processo visto come un insieme di attività svolte da organizzazione per

rispondere a certe richieste e fornire certi servizi.

Useremo strumenti tipici della automazione di ufficio come posta elettronica, documenti elettronici,

testi e documenti di pratiche informatizzati, applicazioni informatiche, e sistemi informativi

dell’organizzazione per gestire le info collegate ad un certo processo.

Stretta interazione tra Sistema organizzativo (organizzazione composta da vari uffici) sistema

informativo (alla base dell’esecuzione del process) e parte del sistema informativo supportato da

sistema informatico.

I vari componenti sono in stretta interazione tra loro (vedi fig sotto)

Quando parlaimo di un processo da supportare tecnologicamente dobbiamo progettare il processo

per definire le regole procedurali, quale tecnologia usare etc..

Durante la progettazione dobbiamo considerare la tecnologia di automatizzazione dei processi detta

W/f automation - 58

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Workflow automation:

dal punto di vista della tecnologia ci sono termini utili da introdurre... possiamo distinguere sturmenti

al supporto del lavoro di gruppo in contrapposizione alla tecnologia per strumenti di supporto al

lavoro per quanto riguarda lo svolgimento di processi

tecnologie per il supporto alla gestione di processi

> groupware:

si parla di supporto ad attività con un fine. Supprto a processo aziendale che non ha sturttura

partticolarmente definita. Ad ese editare un documento.. ma il modo per arrivare al fine che è

realizzazione documento non passa per una proceduralità fissa – si parla di lavoro di diverse persone

che si devono coordinare e interagire ma non devono seguire serie di attività fra loro coordinate

- supporto alla gestione del lavoro di gruppo (es. Editing di documenti)

> workflow management system (WFMS): si parla di gestione di una pratica che arriva e passa

attraverso una serie di passi. Abbiamo quindi un supporto tecnologico rivolto a supporto di attivtà di

un participante al processo coinvolto all’interno del sistema gestione W/f però in questo caso diversi

partecipanti lavorano in modo indipendnete a singola pratica e quello che conta è passare pratica da

ufficio a altro per far concludere la pratica. Paradigma ci porta a dire che sportello riceve richiesta,

ente che opera sulla richiesta e ci sarà paradigma cartaceo che passerà da ufficio a altro fino ad avere

conclusione. Questo tipo di tecnologia ha portato a sviluppo di certi prodotti sul mercato. Ad ese nel

95 abbiamo avuto 200, 300 prodotti di questo genere e quindi anche una esigenza che questi

prodotti di suporto alle attività di ufficio potessero seguire modelli di riferimento e questo ha portato

a definizione di una organizzazione che ha raggruppato ricercatori, consulenti e produttori ed è stata

definita una coalition che è una organizzazione senza lucro che promuove questa tecnologia. Noi

faremo riferimento alla terminologia definita dalla W/f coalition per le caratteristiche di un WKMS

- supporto alla gestione di documenti all’interno di un processo

- workflow coalition

> BPR (business process renginering): altra problematica trattata con strumenti di supporot è come

gestire i processi da organizzare. Intervento richiede ripensamento dei processi gestiti in azienda.

Quindi si parla di BPR parlando di:

- Riorganizzazione dei processi da automatizzare

- strumenti di supporto alla reingegnerizzazione (analisi, simulazione attività organizzative per

vedere i parametri di efficacia efficienza di cui prima.)

workflow management system: la attività da svolgere...

- è caratterizzata principalmente dall’automatizzazione di processi con attività sia manuale che

automatiche. E in particolare quelle che comportano l’interazione con applicazioni e

strumenti IT

- un sistema sw che definisce crea gestisce l’esecuzione di un W/f con uno o più motori di

Workflow (W/F engine) capace di interpretare la definiscione dei processi, interagire con i

partecipanti, e chiamare applicazioni e strumenti sw esterni

Lez. 10 – Sistemi di gestione di workflow (II parte) 59

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Modellazione e esecuzione di processi

Cosa si intende per modellazione: si usanoo anche altri terimini.. rappresentazione processi,

descrizione, o definizione, dei processi. Sono termini usati in modo indifferenti. Si vuole avere chiara

rappresentazione delle caratteristiche delle attività di cui abbiamo parlato e dei collegamenti tra

queste. Noi stiamo parlando di processi modellati allo scopo della loro esecuzione dentro ad un

sistema di gestione di W/f.

WFMS:

sistema sw per:

- deifnire processi

- crea gestisce l’esecuzione di W/f

- uno o più motori di W/f

- interagire con i partecipanti

- chiamare applicazioni e sturmenti sw esistenit

WFM Coalition:

- fondata nell agosto 93

- organizzaizone internazionale

- -venditori di tecnologia WFMS utenti e analisti

- Obiettivi:

o Favorire l’uso dei WFMS

o Terminologia standard

o Standard di interconnessione tra WFMS e con applicazioni esterne

Definizione dei processi:

- Rete di attività

- Criteri per iniziare e terminare il processo

- Informazioni sulle singole attività

- Partecipanti documenti e dati collegati

- Applicazioni sw da utilizzare

Partecipante di un WF

Risorsa umana:

- Una persona

- Un gruppo che condivide un insieme di compiti da svolgere

- Applicazione sw

- Hw specifico

...In grado si eseguire il compito

Per la rappresentazione grafica, ogni produttore sceglie la sua rappresentazione. I concetti genrali

sono gli stessi. Inizione fine sono indicate sotto con due semafori e ci sono serie di attività a icone che

danno indicazione di chi esegue attività e vediamo che attività possono essere eseguite da risorse

umane o SW. In figura sotto abbiamo attività per gestione ordine. Quindi vediamo caratteristiche di

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chi ha compilato il buono d’ordine e le caratteristiche dell’ordine stesso. Questo buono d’ordine

determina inizio del processo illustrato sotto, impiegato fa partire processo di gestione ordine

acquisto e ci sono serie di attività. Ogni attività ha nome. Abbiamo approvazione ordine e due attività

svolte in parallelo. Da una parte direttore controlla e ordine e da altra parte c’è attività di controllo e

disponibilità finanziara con strumento excel poi abbiamo attività di contabbilità e stampa report.

Le attività sonoin blue e chi svolge attività è scritto in verde. Vediamo anche rappresentazione di

strumenti usati per svolgere attività.

Si noti che quando partono attività in parallelo, per poter passare ad attività successive abbiamo

ricongiuzione del flusso delle due attività parallele prima di poter proseguire.

Evoluzione dei WF: utilizzo di sistemi per...

- Elaborazine di immagini

- Gestione di documenti

- Posta elettronica

- Groupware (consentono collaborazione diversi partecipanti)

- Sw per la gestione dei progetti (necessario seguire iter di progetto di esecuzione di diverse

parti del progetto che portano alla conclusione del progetto stesso)

- BPR e strumenti per la progettazione strutturata

- Separazione delle funzionalità di gestione di WF da quelle che sono funzionalità di altre

applicazioni richiamate nell’utilizzo del W/F

Vediamo adesso cosa significa eseguire un Workflow.

Abbiamo definito uno schema di un processo (definizione strutturale delle caratteristiche contenute

nel sistema). Nel ns esempio precedente avevamo rappresentazione di un processo per un certo

scopo. Come noi parliamo di poli di istanze per i DB, nel WFMS parliamo di: 61

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- Istanze di processo (o casi): particolari esecuzioni di processo. Ognuna di queste ha i propri

dati e i propri partecipanti

Vediamo un esempio di istanza di processo: abbiamo una gestione richiesta che ha un suo schema di

processo che ci porta ad avere diverse esecuzioni del processo (istanze):

- Richiesta del sig. Rossi

- Richiesta di Bianchi

Quindi abbiamo caratteristiche generali della richiesta e poi la richiesta di Rossi avrà i suoi dati

specifici che saranno diversi dalla richiesta di Bianchi. Anche le persone che gestiscono la richiesta

sono persone diverse. Potremmo averse stessi impiegati che valutano le due richieste o potremmo

avere impiegati diversi.

Per quanto riguarda i partecipanti abbiamo risorse umane, sw e hw che vengono associati a una

particolare richiesta.

Partecipante di un WF:

- Risorsa

- Esegue il lavoro associato a una particolare istanza di attività

- Lista dei lavori (worklist): compiti assegnati al partecipante. Lavori associati a specifiche

istanze di attività.

Vediamo ora come si presente ad un partecipante l’attività da svolgere. Vediamo esempio collegato a

gestione dell’ordine. Abbiamo una schermata presentata ad un partecipante. Fig sotto vediamo

richiesta di acquisto. Vedimao cosa si vuole acquistare, ci sono delle descrizioni del materiale con

quantità e prezzo unitario. Queste sono info tipicamente presenti in un buono d’ordine. Il ns

strumento sw per gestione WF ci da totale parziale e complessivo dell’ordine. È una funzionalità

svolta da applicazione esterna al WF che fornisce funzione di calcolo tipica di foglio elettronico. Noi

vedremo quindi che ci sono strumenti di lavoro collegati al WFMS. In fig sotto vediamo anche la data

del report, ci sarà il nome del richiedente che viene inserito manualmente perchè il richiedente può

essere fuinzione aziendale, o gruppo di persona o singola persona.. in alato a dx vedimao info legata

al calendario. Diciamo entro quale data vogliamo ricevere la mercie ordinata con quell’ordine.

Interfaccia utente ha sempre questo tipo di caratteristiche. Presenterà al partecipante gli strumenti

necessari per svolgere la sua attività. Ci possono essere icone per usare diversi sw e campi da essere

completati e campi di controllo sulla validità dei dati. Il partecipante non vede e non ha traccia dello

schema di processo e non vede lo stato di avanzamento del processo a livello di istanze. L’interfaccia

si concentra sul lavoro da svolgere. 62

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Per mettere insieme gli elementi discussi finora, vediamo fig sotto. Dove vediamo la definizione del

processo A che è formato da 4 attività (a,b,c,d) spesso attività sono rettangoli. Vediamo che b,c sono

eseguite in parallelo...lettura da sx verso dx e alto vs basso

Creare istanze significa (fig sotto) creare istanza di una prima istanza di attività. Si assegna un certo

work item (compito da svolgere) ad un certo partecipante. I partecipanti sono nelle worklist. Quindi

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un impiegato nell’organizzazione o gruppod i impiegati. Quindi prima istanza del processo ci porta ad

inserire un work item da inserire da parte di un particolare impiegato.

Creare seconda istanza significa inserire un secondo work item che può essere svolta da stesso

parteciupante e quindi inserita nella sua worklist

Suppoiniamo sotto di avere terza istanza il cui work item è inserita nella work list di un partecipante

di verso da quello che si occupa dei primi due workitem.

Dal punto di vista delle istazne, quando la prima attività viene temrinata, si parte automaticamente

con le due attività successive. Le liste di lavoro cambiano in corrispondentemente... 64

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Abbiamo definizione processo, certo numero di istanze (numero di solito è abbastanza grande perchè

la tecnologia di supporot di questo tipo è utile se le istanze di processo contemporaneamente attive

sono molte e se i partecipanti sono molti). In generale succede che apparte sistemi particolari, non

avremo unica definizione di processi ma avremo più definizioni di processi. Tipicamente avremo

cerrto numero di definizione processi per ognuno dei quali ci sono diverse istanze di attività attive

che vengono inserite nelle worklist dei singoli partecipanti che possono essere umani o tecnologie.

Funzionalita’ WFMS

Vediamo come modellazione ed esecuzione vengono eseguite nel sistema. Quindi parliamo di

funzionalità di WFMS

Anzitutto parliamo di definizione processi e loro specifica quidni servono funzionalità di supprto dei

busoness process e di specifica dei processi. Questa viene fatta al build time – momento costruzione

schema del processo. Questo momento è separato dal momento del runtime ovver esecuzione del

processo. Al momento dell’esecuzione abbiamo una specifica di supprto. Nell’esecuzione del

processo oltre a istazaione e controllo processo, dobbiamo interagire con i partecipanti. Utenti

devono interagire con sistema di enactment per ineragire con proprie liste di lavoro, interagiscono

con strumenti di information technology e tra l’altro interazione oltre a essere con persone può

essere con applicazioni e strumenti. 65

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WFMS separa funziuonalità specifiche del WF e funzionaità eseguite da altri strumenti come xls.

I probemi da risovlere sono 5...

cinque sono le funzini essenziali di un prodotto di gestione di WF:

- Instradamenti documenti/attività

- Monitoraggio e controllo( per capire se le attività son bloccate o meno)

- Notifica o code di lavoro (code di lavoro e contatto con i partecipanti svolto in vari modi)

- Assegnamento lavoro e automazione (quando assegniamo una certa attività ad un

partecipante di worklist 1 o worklist 2 questo deve essere fatto secondo specifiche

competenze del partecipante e in base ad altri principi di schedulazione come il carico del

partecipante in un certo momento

- Gestione procedure (automazione del process)

Lez. 11 – Sistemi di gestione di workflow (III parte)

Architettura di WFMS

Tramite un esempio di cui in fig sotto vediamo un processo business che ha una serie di attività

mandate in esecuzione ed abbiamo i pallini che sono i passi del processo in esecuzione. Quindi

avremo una gestione di processi e noi sappiamo che ogni singola attività può essere eseguita da un

partecipante che può essere ad esempio una persona che opera tramite pc. Però i partecuipanti

possono anche essere automatizzati. Le applicazioni possono anche usare info tratte da basi di dati.

In alcune attività possiamo avere accesso da parte di persone a info in basi di dati. Possiamo anche

avere uso di app locali da parte di partecipanti per svolgere il loro lavoro. Abbiamo delle funzioni di 66

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distribuzioni perchè siamo in un sistema distribuito.

Questo è un quaro generale delle funzionalità che vogliamo fornire. Dobbiamo pero cercare di

standardizzarci in modo che diversi sistemi ad esempio di gesitone W/F possano poi comunicare tra

loro... può capitare che una partuicolare azineda sia interessata ad usare un prodotto di un vendor

per alcune funzionalità.. un altro sw da altro vendor etc.. e non voglia acquistare un sistema

monolitico.. la WFMC definisce dei modelli di riferimento per le funzionalità principali. Anzitutto

abbiamo un motore del WF che vede un WF enactment service che fornisce funzionalità

automatizzate. Possono esserci più motori di WF collegati. Dobbiamo collegare il motore a

funzionalità collaterali: la coalition ha definito 5 tipi di interfaccie:

1. Strumenti che ci consentono di definire i processi (interafaccie – servizi forniti da altri

strumenti consentono tramite formati di scambio + interfaccie di tipo programmativo). La

2. Interfaccia che collega applicazioni client con il nucle doel WF

3. Altra interfaccia che invoca applicazioni

4. Altra interfaccia perchè a volte abbiamo esigenza di collegare un certo nucleo di un WF con

un altro WF. Spesso i processi non sono isolati ma è necessario far eseguire delle sotto

attività ad un altro processo. Nell’interfaccia 4 viene fornita la possibilità di far colloquaire tra

loro diversi sistemi di gestione WF durante processi di esecuzioni

5. La quinta interfaccia riguarda strumenti che riguardano amministrazione e monitoraggio del

sistema 67

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Vengono istanziati processi e attività e vengono create liste di lavoro per i partecipanti.

Vediamo come vengono istanziati i processi. Il modo per descrivere istanziazione processi ed attività

sono diagrammi di stato tramite una macchina a stati finiti... vedi sotto

WF enactmen service:

Transazioni di stato per procesi e attività:

- Macchina e stati finiti

- Le istanze di processi e attività cambiano stato in risposta a eventi esterni

VEDI fig sotto

- Stato di inizio di iniziazione

- Comando di start di iniziazione che crea una istanza del processo

- Istanza viene messa in esecuzione quando si attivano delle attività – che possono essere più

di una in termini di istanze di attività in esecuzione in un certo momento

- Quando il processo viene dichiarato completo in base alla descrizione del processo.

- Si possono avere terminazioni anomale con comandi “terminate o “abort che terminano il

processo senza tutta la serie dei passi – si forza la temrinazione o il processo si abortisce

quindi non è eseguito.

- Il processo può essere sospeso e ripreso- dalla sospensione possiamo terminarlo in maniera

forzata o riprendere normalmente o ricominciare la istanza del processo (che è una

temrinazione anomala) 68

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Anche su istanze di attività non ci si aspetta che si vada avanti fino al termine delle attività in una sola

volta – magari attività è lunga e richiede tempo... quindi per istanze di attività abbiamo sempre

diagramma di transzizione di stato.

- Inziamo

- Creiamo work item per un partecipante

- Il partecipante può sospenderla, riprenderla e completara o qualora terminarla in modo

anomale

Vediamo in fig sotto, il discorso delle interfaccie.

- definizione processi: strumenti di analisi modellazione e definione processi che danno

definizione di processo

- che viene spedita al WFMS per essere eseguita

- una definizione di processo: abbiamo rete di attività e per ognuna di esse dobbiamo dire

quali sono i partecipanti e i loro ruoli, quanli condizioni di attivazione, quali apps chiamare..

la funzionalità di processo viene usatsa in momento separata da definzione di processo. Spesso non

vogliamo avere solo definizione di processo tramite editor grafico ma avremo strumenti di

modellazione sofisticati che offrono preconfigurazioni di processo e altre funzonalità e avremo anche

69

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funzioni di analisi con simulazione processo per vedere se ci sono errori o colli di bottiglia nel

processo. Per quanto riguarda esecuzione si usa quindi uno strumento diverso. Tutti i vendor

forniscono anche strumenti di modellazione ma non è detto che quando si impiega questa tecnologia

in azienda si scelga di usare sempre strumenti di modellazione forniti dallo stesso vendor.

Gestione lsita lavori interfaccia 2

- Associata a partecipante (o gruppo di parteciupanti)

- Parte dell’interfaccia tra il motore del WF e il gestore di liste di lavori

Gestiremo liste di lavori e le associamo a partecipanti…

Come al solito abbiamo nucleo del sistema di WF, possiamo avere partecipanti con loro interfaccia

utente che chiamano tramite loro interfaccia apps client che possono invocare applicazioni oppure

utente può invocare app direttamente per svolgere il proprio lavoro. Qunado si parla di interfaccia si

intende un insieme di comandi che consentono di comunicare tra ambiene utente ed esecuzione WF

– quindi abbiamo comandi per lavorare con sistema:

- Connettersi e disconnettersi

- Funzioni di controllo del processo ed attività: inizia processo, inizia attività, sospendi,

riprendi.. + line guida di transizioni di stato di processi ed attività

- Utente può controllare a che punto è nel lavoro quindi interroga processo sullo stato del

processo quind vede se ha attività in sospeso da rirpendere

- Comandi di interfaccia su liste di lavori

Utente potra comunicare con sistema di esecuzione WF 70

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Con interfaccia 3 vogliamo fornire funzionalità simili alla interfaccia 2 – solo che si forniscono

funzionalità per utenti automatiche-

- Applicazion agent servono per interfacciare app esterne al WFMS

- Oppure abbiamo app specifiche per colloquiare direttamente con il WFMS

Anche qui sono definiti dei comandi per attivare processi, attività e definire tutte le operazioni che

consentono di attivare app da parte del WFMS, interrogare lo status etc..

WF interoperability – interfaccia 4:

- Scambia elementi di lavoro tra sistemi di WF diversi

- 4 diversi possibili modelli di interoperabilità

In quest caso si usa il termine interoperabilità

Possiamo avere sistemi in organizzaizoni diversi che devono avanzare processi separati in modo

coordinato oppure in stessa organizzazione possono essere state fatte scelte diverse per adozione di

un particolare sistema dentro dipartimenti diversi che hanno sistemi di gestione WF diversi ma

devono far cooperare processi. 71

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Abbiamo modelli di interoperabilità proposti in questo contest.

Cosa si intende per interoperabilità tra processi...:

abbiamo WFMS A e WFMS B

interfaccia ha possibilità di invocare attività o sottoprocessi, sapere qualè lo stato di un processo e

attività e farli avanzare, trasferimento dati per applicaizone invocata o WF invocato, ci sono punti di

coordinamento e scambio di definizone di processi tra i diversi WFMS

Modelli di interoperabilità in fig sotto:

supponiamo di avere 2 processi:

processi A composto da 5 attività

processo B compost da 5 attività

(reti di attività che compongono i processi)

Come far cooperare processo A con B in termini di istanze che devono colloquiare e sincronizzarsi tra

loro – vedremo che ci sono momenti di sincronizzaizone e collegamento tra processi...

Modello servizi cocatenati:

attivare a partire da una certa attività un sottoprocesso. Dal processo a 5 concissa il processo “mi” e

non abbiamo ulteriori sincornizzazioni. Si trasferisce il lavoro da fare ad un altro processo e quiesto

parte con attività B1 e poi prosegue...

leggendo immagine sotto da sx a dx.. 72

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Modello a sottoprocessi annidati:

considera il processo B come sottoprocesso del processo A.

Attività A3 attiva processo B. Quando B finisce il controllo ritorna al processo A.

Il processo B è considerato sottoprocesso di A che però è eseguito da altro WFMS.

Modello Per to Per:

due sistemi WF agiscono in modo molto integrato.

In fig sotto vediamo descrizione di quello che è considerato unico processo composto da 6 attività

che sono colorate in modo diverso. Si suppone che attivtà gialle sono eseguite da motore WF A e le

attività in azzurro sono eseguite da altro sistema. Il processo è eseguito come processo unico. Serve

73

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alta interazione tra sistemi diversi. Sarà necessaria definizione di processo comune che viene letta e

capita da entrambi i sistemi che devono sapere cosa viene eseguito al loro interno. Occorrerà

importare una definizione di processo o prima delle attività o durante le attività.

I servizi di WF A e B condividono un dominio che riguarda la definizione del processo comune e lo

stato di avanzamento.

Modello parallelo sincronizzato:

altro modo di far collaborare istanze di processi è sincronizzarle. Definiamo punti di sincronizzazione

tra attività di processi eseguiti separatamente.

Quindi processi A e B sono eseguiti indipendentemente tra loro. Ma vediamo che la fine di A3 è

sincronizzata con inzio di B4. Abbiamo processi indipendenti che però deifniscono dei punti di

sincronizzazione. 74

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Systems Administration & Monitoring Interface – interfaccia 5

Vogliamo essre in grado di vedere cosa succed dentro di uno o più WFMS tramite applicazione di

gestione. Interfaccia coinvoglie piu sistemi di gestione WF e tramite management app vediamo stato

di avanzamento di attività e processi.

- Avremo utenti che svolgono attività e potremo analizzare cosa è stato fatto, carico lavoro

utenti etc.

- Gestire diversi ruoli di utenti nel sistemi (capacità di eseguire particolari attività)

- Avremo auditing del sistema per vedere se abbiamo tempi morti

- Avremo funzionalità di controllo

- Supervisione dei processi per vedere se ci sono processi sospesi che non sono riattivati a

causa di anomalie.

Sono tutte funzionalità per gestire processi e loro risorse anche in diversi sistemi di WF

Dati in un WFMS

Dati che possiamo trattare nelle interfaccia:

- Dati interni di controllo gestiti dal WFMS: il sistema al suo interno (nucleo) deve sapere quali

sono gli stati dei vari processi in esecuzioni

- Wf relevant data: dati usati dal WFMS per determinare le transizioni di stato di una istanza di

processo

- WF application data: dati delle app non accessibili dal sistema di WF. Pensiamo a inserimento

di dati di un ordine – posso trarne automaticamente il costo di un certo elemento da

ordinare da un SI.

Come si collocano i dati in uno schema funzionae... 75

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I dati sono necessari durante l’esecuzione quindi parliamo di runtime. I dati che riguardano il

controllo sono interni al sistema. Per attivazione di processi e attività avremo interfaccia e i dati

applicativi sono dentro l’app e strumenti collegati (In fig sotto)

Tipi di dati nei Workflow Management Systems

Lez. 12 – Wide Workflow Model (I parte)

Specifica di processi

Definire i processi è importante per condurre attivtà in modo organizzato indipendentemente dalla

tencologia usata. Quindi definizione di processi è una operazione generale. Ogni volta che abbiamo

attività collegate per un certo obiettivo si parla di definizione di processi.

Specifica processi: definire caratteristiche di insieme attività per un obiettivo. Abbiamo partecipanti

alle attività. Facciamo riferimento alle terminologie definite dalla coalition per strutturazione attività-

Il probelma è definire il processo di WF e vediamo che in deifnizione di processo noi avremo la

necessità di gestire attività che usano certi dati e dovremo dire come verranno svolte queste attività.

Queste attività vengono eseguite da persone o automatizzati (partecipanti) e sarà importante nella

definizione di processo (sia per WF sia per attività in azienda) occorre mettere in relazione il

partecipante con un modello organizzativo aziendale.

Ci sono altri aspetti importnati: possibile usare applicazione (invocare applicazione) + descrivere

processi come rete di attività quidi descrivere transizioni. 76

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Qui parliamo di un meta modello – ovvero un modello genrale con le sue caratteristiche.

Le caratterizzazioni di un attività:

- Definizione di sotto processo: attività descritte come qualcosa di piu complesso. Un attività

può essere una rete di attività secondo modello gerarchico

- Potremo avere quindi attività atomiche o attività in ciclo che continua fino a che non si

raggiunge una certa condizione. (si pensi al concetto di ciclo dai concetti di base della

programmazione)

-

- 77

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- Per quanto riguarda progetti generali vogliamo descrivere la struttura delle attività

sottoprocessi, attività atomiche o cicli)

- Parliamo di corpo della attività (body): descrizione di attività: tramite il sistema si registra che

è stato fatto qualcosa anche se la attività viene svolta fuori dal sistema (in ospedale si usa il

WFMS per seguire le visite prima di na operazione chirurgica ma operazione di per sé viene

svolta al di fuori dal WFMS – quindi serve registrare nel sistema il fatto che è stata svolta

l’orpeazione. A volte quindi no si invoca nulla semplicemente si registra il cambiamento di

stato)

- Cicli

- Sottoprocessi

Nell ambito di coalition abbiamo due termini:

- Join: singifica riunire. posso avere diverse attività già eseguite (B e C) e vogliamo quindi

partire con la prossima attività D. Ad un certo punto vogliamo che il flusso di attività di B e C

si unisce per permettere a D di partire

- Split: situazione opposta alla join. Possiamo avere attività A che termonata la sua esecuzione

continua con due attivtà (B e C). Quindi parliamo di divisione del flusso.

Per quanto riguarda descrizione processi dobbiamo definire qualcosa in più. Supponiamo che B e C

sono frutto di split di A... se vediamo solo il grafico sotto non sappiamo se B e C sono eseguite in

parallelo o se sono eseguite in modo esclusico (o eseguo B o eseguo C) 78

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Si parla quindi di And e OR...

Se parliamo di esecuzione in parallelo di B e C, potremmo avere diverse scelte...

- Termina B e aspetto termine C per poter eseguire D

- Oppure basta che una delle due attività in corso termini per far partire D

- Ho iniziato A con split or, finita B voglio iniziare B e quindi non devo mai aspettare C.

Quidi Anche per quanto riguarda join abbiamo le due possibilità AND e OR 79

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Con determinate illustrazioni grafiche sto già definendo un modello.

Dal punto di vista grafico, il fatto di definire le attività come in fig sotto possiamo già definire se ci

sono degli AND o degli OR.

In fig sotto vediamo rappresentazione per AND

In fig sotto vediamo rappresentazione per OR 80

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In questo caso non stiamo definendo un metamodello ma stiamo definendo un vero e proprio

modello perhcè posso già interpretarlo.

Modello definito da coalition da dei concetti di base.

Poi possiamo costruire concetti un po’ più complessi a partire da un particolare modello.

Il modello WIDE:

modello di WF WIDE:

definito in un progetto europeo che consente di definire caratteristiche processi basandosi su 3

sottomodelli:

1- Modello dell’organizzazione: i partecipanti possono far riferimento alla organizzazione.

Definire caratteristiche organizzazione

2- Modello delle informazioni: necessario definire i dati usati nelle attività e necessairo dare

elementi per descrivere info usate in attività

3- Modello dei processi: collegamento tra attività: fatto dentro modello dei processi

Modello dell’organizzaizone:

modellazione collegata al concetto di partecipante che nel ns sistema organizzativo è inserito in una

certa struttura.

Il modello serve per rappresentare:

- La struttura dell’organizzazione

- Le autorizzazioni: chi può approvare/eseguire attività?

- Individui gruppui e funzioni: chi approva può essere una persona, un gruppo di persone o la

funzione “direttore” indipendentemente da chi è la persona si guarda al suo ruolo e alla sua

clearance. 81

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Le voci di cui sopra possono essere definite Indipendentemente dai singoli processi: posso avere

diverse spese da approvare ma le regole di approvazione sono sempre le stesse. Quindi sono

regole che sono al di sopra dei processi.

Modello delle informazioni:

per rappresentare:

- Informazioni relative ai WF: potremmo usare info su stato del WF per dire che stiamo usando

WF da un certo tempo. Posso decidere di comportarmi diversamente in esecuzione di

prossma attività a seconda che la mia istanza di processo sia in ritardo (scadenza da

rispettare) rispetto a istanza di processo che non è in ritardo. Questo tipo di info è

relazionato al processo

- Documenti, moduli (form), dossier: ad esempio una lettere che è arrivata e contiene richiesta

di iniziare un certo rimborso o una certa pratica. Posso anche raggruppare più documenti

(dossier) che è una cartella che raccoglie tutti i documenti e info utili per svolgere una certa

attività

- Accesso a dati esterni: dati collegati a sistemi esterni come il sistema informativo aziendale. È

necessario reperire delle info da questi sistemi per poter svolgere attività. È necessario

sapere che esistono questi dati a cui fare accesso tramite accesso a sistemi esterni.

Modello dei Processi:

- Attività nei WF

- Sequenze di attività

La relazione tra questi vari modelli:

per modello processi ed organizzaizone tipicamente definiamo dentro al processo una attività che in

temrini WIDE si dice “task o supertask” un task complessa. Diremo per ogni attività univoca chi può

eseguire la attività tramite il temrine “ruolo” che definisce tipologie di utenti che svolgono certe

attività. La definizione di Ruolo è scollegato dal modello organizzativo. E quindi occorre legare i

partecipanti ai ruoli. Nel modello WIDE i partecipanti vengono identificati come “agenti” (singole

persone gruppi o funzioni) che sono autorizzati a svcolgere dei ruoli nel modello. Quindi agenti sono

collegato a dei ruoli. Collegamento agente/ruolo è tramite relazione “autorizzato” per cui abbiamo

meccanismo di autorizzazione. Abbiamo poi un altro elemento sul fatto che il modo di collegare a

livello di istanze i ruoli e i processi può essere di tipo push e pull a seconda di chi stabilisce quali

attività finiscono nella worklist dei partecipanti (vedi in seguito) 82

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Modello dell’organizzazione:

concetto generale di agente specializzato in: (chi è un Agente)

- Actor:

unità dui elabotrazione individuale

o Umana: persone o

o Automatizzata: computer

- Group: concetto di

o Insieme di attori: definire membri di un dipartimento come gruppo o funzioni

aziendali che sono composte da più persone.

Riguardo relazione tr agente e ruolo abbiamo 2 modelli di assegnazione responsabilità:

- Push: assegnazione attività ai singoli partecipanti secondo:

o Competenze (vedere se agente sa svolgere un certo ruolo)

o Carico di lavoro (politiche di schedulazione per usare risorse in modo ottimale per

avanzare istanze di processo senza creare ritardi rispetto ai tempi programmati)

- Pull: i partecipanti si assegnano autonomamente le attività (vedono la queue e si assegnano i

casi)

o Si creano code di attività da svolgere non assegnate a specifico agente ma sono

agenti a scegieri

o Paradigma sottinteso è “tavolo codiviso tra più agenti”: avremo delle pratiche messe

su un tavolo e gli agenti le vanno a prendere dal tavolo

o Occorre stare attenti al fatto che alcune attività risultano bloccate perchè nessuna

vuole eseguirle... se colleghiamo questo discorso ad un WFMS il sistema deve

segnalare la presenza di eventuali pratiche inevase 83

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Termini e concetti collegate alle attività:

Postcondizioni: cosa deve essere vere al termine di una attività affinche la esecuzuone della attività

stessa sia stata fatta in modo corretto.

Ruoli condizionali: se la richiesta supera una certa qualità (oltre 100 milioni) allora serve un certo

ruolo (senior).

Azioni di compensazione: come e cosa fare per recuperare processo ed esecuzione dei dati se fallisce

esecuzione di una attività

Lez. 13 – Wide Workflow Model (II parte) 84

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Specifica di processi in WIDE

Modellodi WF WIDE

Abbiamo visto che ha tre modelli:

- Modello dell’organizzazione

- Delle informazioni

- Dei processi

Modello dei Processi:+

Descriviamo sequenza di attività e diciamo chi può eseguire attività in un certo processo e quali info

usare in ogni attività-

- Attività nei WF

- Sequenze di attività

Costrutti per specificare ocme attività da eseguire vanno eseguite in sequenza. Al moemnto di

istanziazione di processo dovremo eseguire un insieme di istanze di attività tramite speficate tramite

una specifica di tipo grafica

Le attività vengono identificate con un rettangolo. Alcune attività possono essere composte da altre

attività. Per quanto riguarda le attività composte possiamo avere sottoprocessi (o supertask). Attività

di tipo atomico sono un rettangolo mentre i sottoprocessi sono descritti come un rettangolo con un

ombreggiatura. Questi sono i costrutti base. Poi occorre mostrare come questi elementi sono

collegati tra loro.

Due line parallele mostrano inizio o fine del processo. Occorre descrivere dove il processo inizia e

termina.

Ci sono costruttori che mostrano sequenze di attività. Abbiamo un simbolo di attesa:

Fi sopra si vede che si passa ad A2 dopo un’attesa di un anno.

Per illustrare la sequenza si usa una freccia che da il verso del flow delle attività

Un tondo con dentro un numero viene usato per mostrare una join o uno split. 85

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Il numero nel tondo si usa sopratutto per le join.

Se il tondo indica una join, e il numero è 1, significa che basta la fine di una delle due attività A2 o A3

per far partire l’attività A4

Il rombo indica un’alternativa con condizione.

In fig sotto vediamo che alla attività A1 segue attività A2 o A3 a secondo che la condizione C sia vera

o meno.

Può anche succedere che verranno percorsi entrambi i percorsi se le condizioi sono entrambe

verificate (ovvero non sono mutuamente escludibili – condizione B e C) 86

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Costrutto chiamato “trigger” che specifica alcune particolari eccezioni in cui non si segue il flusso

normale.

Process model: multitask

Attività B con due ovali con dentro una condizione indicata come “j” e “k”. Il costrutto multitask si

legge come segue: attiveremo in parallelo tante attività di tipo B. Quindi finita A è come avere uno

split con la condizione j (certo numero di attività da attivare in parallelo) e avremo tante attività B

che rappresentate in forma diagrammatica (a dx) sono rappresentate singolarmente. Per la fine del

multitask Con la lettera k noi diciamo quanti percorsi servono prima di terminare prima di proseguire

con attività C.

Le lettere J e K rappresentano numeri interi ma anche condizioni più complesse.

La condizione K ci dice ad esempio che servono K=2 risultati di B prima di poter procedere con la

attività C. 87

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Oppure potremmo avere K=3 OR (2 AND Durata delle attività B > di 30 giorni)

Esempi:

Processo di arruolamento servizio militare per servizio volontario.

Arriva richiesta arruolamento – spesso i processi iniziano con registrazione dati relativi a richiesta che

è arrivata. Successivamente vogliamo descrivere le attività da svolgere per decidere se i candidati

sono scartati o meno. Abbiamo due prove: test fisico e test psicologico.

Il candidato potrà superare o meno i test e viene arruolato sono se è positivo ad entrambi i test.

La sequenza normale di attività è registrare la richiesta fare test fisico, test psicologico e

arruolamento. 88

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Descrizione delle informazioni per il Processo di Arruolmanto:

- Dati WF

o Nome, cognome, data di nascita, via, città

o Risultati test (positivo negativo)

- Modulo

o Domanda arruolamento

Descrizioni delle attività per processo di Arruolamento

Definizione attività

TASK “test fisico”

Role: dottore

Description

- Il candidato è sottomesso a test fisico

- Il risultato è riportato nella domanda di arruolamento

Informazioi

Form “domanda arruolamento”

END TASK

Nella descrizione attività dobbiamo collegare il modello dei processi con organizzazione perchè

necessitiamo di un ruolo che svolge l’attività.

Un caso di studio

Un Caso di Studio:

- Scelta del viaggio (albergo, trasporto)

- Conferma

- Emissione documenti di viaggio

- Pagamento (con fattura) 89

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Lez. 14 – Wide Workflow Model (III parte)

Specifica di eccezioni

Classificazione delle failure (guasti) > indipendenti dallo specifico processo che sto svolgendo

- Basic failures (guasti di basi)

o A livello di sistema: cade il sistema – ese: una parte della rete non è raggiungibilie.

Voglio sapere come comportarmi in questo caso. Se stavo facendo una prenotazione

voglio poter sapere se la mia prenotazione è andata a buon fine.

- Application failures

o Invoked applications: eventuali errori delle applicazioni invocate durante il processo.

Classificazioni delle eccezioni:

- Eccezioni previste: qualcosa che è inerente al processo...

o Deviazioni dal comportamento normale del processo (ese: il candidato che si vuole

arruolare ritira la propria domanda di arruolamento)

- Eccezioni non previste/non provedibili (sempre riguardo alla logica del processo)

o Deviazioni rispetto al processo aziendale nel mondo reale (nel mondo reale è

opportuno eseguire una attività in un modo diverso da come è stata descritta):

esempio: voglio prima eseguire il test psicologico è poi quello fisico. Il mondo reale

cambia e quando eseguo il processo devo eseguire i cambiamenti del mondo reale

nel sistema. Ci sono eccezioni che non sono prevedibili ma è un caso che va trattato

nei sistemi di WF

Failures:

- Basarsi su DBMS per mantenere stato dei dati consistente: perchè i WFMS di solito usano un

DB interno per gestire i WF.

o Problemi: molte operazioni nei WFMS non sono (quasi mai) operazioni atomiche:

renderle atomiche ed isolarle da altre operazioni può essere problematico. In alcuni

casi si avrebbero problemi riguardo la parallelizzazione di attività.. in questo caso

basarsi su operazioni di crash recovery fornite dal DBMS potrebbe essere difficile.

- Gestione ad hoc della failure: a seconda del tipo di failure che si verificano avremo degli

specifici moduli nel sistema che permettono il ripristino

- Modelli di transazioni avanzati per WF

o Compensating steps: attività che mi dicono cosa fare se una certa attività si

interrompe in modo anomalo per via di un guasto. Per ogni guasto posso avere delle

attività di compoensazione per far fronte ad un guasto. Associo passi di

compensazione per ciascuna attività che vanno seguiti in caso di failure

o WIDE: local transactions + global transactions: si cerca di combinare aspetti basati su

proprietà transazionali e attività che sono di recupero di situazioni anomale nel caso

di sottoprocessi – la proposta di wide è di avere da un lato le transazioni locali che

sono specifiche in una singola attività atomica ma anche un concetto di transazione

globale associata non alla attività atomica ma per un insieme di attività. Quindi si

definisce all’interno di WIDE il concetto di transazioni globali. Il meccanismo è

sempre quello di definire dei passi di compensaizone in caso di failure. 90

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Eccezioni previste: situazioni prevedibili a fronte di anomalie all’interno del processo

- Sincrone: eccezioni di tipo previsto in corrispondenza della terminazione di task e istanze di

WF: situazioni anomale che si verificano quando termina un certo task o una intera istanza di

un WF.

- Data exceptions (sollevate da modifiche ai dati del WF)

- Temporali: caso comune in processi aziendali rappresentati tramite supporto WF – a un certo

punto abbiamo ad esempio dedicato molto tempo ad una attività per cui abbiamo superato il

tempo previsto per lo svolgimento di quella attività oppure ci sono eccezioni particolari

dovute al calendario quindi sono eccezioni dovute al fatto che è passato un certo tempo

dall’inizio di una attività/processo.

- Esterne: causate da eventi esterni (es. Cancellazione di un viaggio o arruolando che cancella

domanda di arruolamento)

Gesitone di eccezioni previste:

- Rappresentazione nel grafo del processo: introdurre alternative nei punti necessari per avere

percorsi alternativi n caso in cui attività va terminata in modo anomale (cancellazione di

viaggio)

- Rappresentazione tramite regole (WIDE): definisco regole valide all’interdo di definizone di

un certo processo e dico come comportarsi nella gestione ed esecuzione di situazioni

eccezionali

- Alcuni sistemi consentono di gestire deadline e alcuni eventi: gestione deadline > specifico

cosa fare quando una attività ha superato la sua scadenza. Eventi predefinit > si definisce

comsa fare per gestire eventi eccezionali – si può anche avere invocazione di un ulteriore

processo previsto in caso di eccezione

Eccezioni non previste:

- Cambia il processo di business

o Soluzioni

 Ingannare il sistea: salto un punto dell’esecuzione del processo senza segure

la definizione della specifica del processo

 Modifica direttamente sui casi: intervento su un singolo caso

 Modifica della specifica dei processi

 Si parla di gestione di WF di tipo adattativo. Sistemi che consentono

modifiche alla struttura del processi in vari momenti >> Adaptive WF

management

Eccezioni nel modello WIDE

Eccezioni nel modello WIDE

Dove possono essere definite le eccezioni:

- A livello di singola attività: comportamente prevedibili per esecuzione di una attività

- A livello di supertask/sottoprocesso

- A livello di WF: cosa fare in caso di cancellazione di viaggio 91

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- Struttura delle eccezioni in Wide è a 3 parti: evento, condizione, azione

Tassonomia di Eventi:

- Temporal:

o Il primo giorno di ogni mese, dopo 3 giorni...

- Interni al WF

o Inizio di una attività, fine di un caso

- Esterni

o Arriva un messaggio, eventi specifici (cancellazione del caso dell’esterno)

Condizioni:

- Sui dati del WF: condizioni che testano particolari dati gestiti nel WF. Possono essere relativi

al processo etc...

- Temporali:

- Eventi (anche esterni):

Azioni:

- azioni informative

- azioni correttive: quando si verifica una particolare situazione si vuole fare una azione

specifica correttiva per esecuzione di quel processo

- gestori di eccezioni: casi in cui si vuole chiamare un altro processo chiamato gestore di

eccezione che si dedica al problema specifico- ad ese come faccio a gestire operazioni di

cancellazione di un viaggio

Esempio: Eccezione nell’arruolamento:

- evento: arrivo richiesta arruolamento > mi chiedo se la persona che fa domanda è già stata

rifiutata...

- condizione: la persona è già stata rifiutata

- azione: esegui direttamente attività Rifiuto e termina WF senza fare passi intermedi.

>> questa è eccezione particolare perchè potrebbe essere rappresentata anche nel flusso

normale di attività. Rappresentare l’eccezione a parte si fa perchè non si vuole appesantire il

processo normale con tutte le situazioni anomale

Eccezioni nel caso agenzia viaggi:

- sollecito a agente

- controllo scadenza pagamento 92

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Lez. 15 – Reingegnerizzazione dei processi

Definizioni

Reingegnerizzazione dei processi

- come fase della pianificazione

- miglioramento dei processi

o incrementale: ho processi che miglioro con piccole modifiche

o ripensamento radicale: da cui una frase famosa di Hammer “don’t automate,

obliterate”

Cosa è la reingegnerizzazione dei processi aziendali o BPR?

- BPR:

o Ripensamento completo

o Radicale cambiamento e ridisegno nelle modalità di esecuzione dei processi in una

organizzazione

Non “come eseguire meglio i processi che eseguiamo oggi”

Ma “perchè i processi li facciamo così? Perche non li eseguiamo in modo completamente diverso?”

“lastricare di silicio i sentieri per le mucce” >> non vogliamo adottare tecnologia per automatizzare

vecchie pratiche - vogliamo usare la tencologia e sfruttarla al meglio

Il ruolo delle tecnologie dell’informazione

Il ruolo dell?IT nel BPR:

- Due principali opportunità di intervento

o Miglioramento nella efficienza dei processi: automatizzazione di elementi semplici

(foglio elettronico per i calcoli) ed eliminazione dei tempi morti. >> sono

miglioramenti “minimali”

o Miglioramento innovativo dei processi: cambia funzionamento interno dei processi e

collego questa attività a misurazione dei parametri quantificabili. Valutazione seguirà

gli indicatori di qualità del sistema.

L’IT e il BPR.

le tecnologie, con il loro veloce trend di evoluzione, sono: lo sturmento ideale per il BPR

Es: la posta elettronica come sostitutiva di posta e telefono (strumento asincrono di comunicazione)

Passare da comunicaizone telefonica (sincrona) a comunicaizone asincrona non è solo automazione

di intervento tecnologico ma consente di comunicare in modo diverso. Quindi uso della innovazione

per innovare i processi (è meglio comunicare asincronamente...)

BPR e WFMS

L’acquisto do sw per il WF è solo parte minore della spesa per ottenere il WF Automation in una

organizzazione 93

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BPR - Ripendamento dei processi

- Non solo modellazione e automazione dei processi esistenti

Primo esempio di BPR di ppagamento fatture alla Ford:

- Reingegnerizzazione del processo di pagamento fatture alla Ford (1980)

- La ford utilizzava dalle 400 alle 500 persone per il processo

- Una visita alla Mazda rivelò che la Mazda utilizzava 5 persone

Natura del processo Ford:

Prima di pagare, il reparto pagamenti doveva verificare che le fatture del fornitore fossero

consistenti con quanto la ford aveva ordinato e quanto era arrivato al reparto accettazione merci

Il processo alla Mazda:

- Il reparto accettazione verifica all’arrivo della merce che si acoerente con l’ordine della

merce stessa

- Se è coerente viene inserita ocnferma nel DB

- Se non è coerente la spedizione viene rinviata al mittente

- Il reparto pagamenti non deve riconciliare le inconsistenze

Il processo Ford:

- Il reparto accettazione accetta le merc anche se inconsistenti

- Il reparto pagamenti deve verificare e gestire tutte le situazioni sospensive che fanno

perdere tempo nel processo decisionale

La Ford modifica il processo:

- Lo uniforma a quello della Mazda

- I fornitori furono contenti perchè ricevevano i pagamenti (minore contenzioso)

- La Ford ridusse il personale necessario da 400 a 125 persone (il costo si ridusse)

- L’intervento fu sopratutto organizzativo

Le fasi del BPR

- Prima di tutto occorre ricostruire il processo – qunado si ha un processo critico prima si

identifica lo stato del SI esistent e si fa una sua modellazione a grandi line

- Reverse engegnering: analisi della organizzaizone attuale per vedere chi svolge determinate

attività in un processo

- Fase di innovazione: costruzione della visione. Si parte dai requsiti che riceviamo dalle

indicazioni di massima. Abbiamo analisi preliminari dei processi

- Modellazione dei processi legati alle attività da svolgere

- Nuova organizzazione del lavoro dal punto di vista della struttura organizzativa sia da

struttura dei processi sia messa in opera con interventi anche tencologici.

Avremo interventi organizzativi e tecnologici svolti in parallelo per BPR non minimale 94

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Criteri di interventi nel BPR:

- Accorpamento di micro-atività in macro attività. Attività che coinvolgono gestione di pochi

dati con attività più complessel questo ha ripercussioni di tipo organizzativo. Se ho tante

attività separate queste vengono svolte da persone diverse. Se raggruppo le attività posso

raggruppare le skills e avere migliore parcellizzazione. E migliore passaggio da attività ad un

altra.

- Responsabilizzazione dei livelli operativi: da singole attività a maggiori attività più complesse.

- Appiattimento della piramide aziendale: abbiamo già visto quando si esamina la evoluzione

della spesa nei ssitemi informativi abbiamo visto che si passa da struttura piramidale a

struttura a diamante dove si da più responsabilità ai dipendenti

- Singolo punto di contatto tra cliente ed azienda: ad esempio nella PA si vuole avere un

singolo punto di contatto

- Passaggio da unità funzionali a gruppi di processo

Criteri di interventi nel BPR

- Livelli operativi da controllati (da micro attività) ad autonomi: discorso di maggiore

responsabilizzazione ai livelli operativi

- Formazione sul processo e sulle sue problematiche e non su specifiche micro-attività:

formazione sul processo sue problematice non su specifiche micro attività

- Politiche di incentivazione basate non sulla misurazione delle attività ma sulla misurazione

dei risultati

Le line di BPR della iniziativa Clinton.

Si è passati:

- Dalla carta al documento elettronico

- Dal gerarchio alla rete

- Da stand alon al virtuale e digitale

- Da orientato al controllo a orientato alla comparazione

- Da organizzazioni verticali a organizzazioni piatte

- Da progetti monoagenzia a progetti interagenzia

- Da ambiente a info limitata ad ambiene a info illimitata

- Da accesso ritardato ad accesso immediato

- Da risposta lenta a risposta immediata

- Da dati inseriti più volte a dati inseriti una sola volta 95

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- Da decisioni prese al vertice a decisioni spinte verso la transazione con l’utente

- Da gente che elabora a gente che pensa

- Da attività stabili e mmutabili a miglioramento continuo

>> a fronte di queste iniziative di reingegnerizzazione cercheremo di associare delle misure

specifiche di questi interventi per capire se il passaggio dalla situazione iniziale alla situazione

reingegnerizzata è stato fruttuoso.

Le leve considerate nei progetti BPR:

- Flusso delle attività

- Organizzaizone aziendale

- Flusso delle informaizoni e tecnologia dell’informazione

- Risorse umane

- Strategie e misurzazione delle presentazioni

Viediamo gli aspetti caratteristici di ognuna di queste per quanto riguarda la organizzazione

Flusso delle attività:

Abbiamo già parlato di modellazione di attività. Sappiamo che alla base del flusso di attività c’è una

modellazione.

- Importanza per le presentazioni del processo

o Parallelizzazione, razionalizzazione, riconcezione attività che determinano:

 Durata

 Costi

 qualità

Organizzazione aziendale:

- Importanza per le prestazioni del processo

o Interdipendente con flusso attività

o Tendenza ad appoggiarsi a organizzazione piatta

Flusso delle informazioni e IT:

- Importanza per le prestazioni del processo:

o Razionalizzazione e innovazione flusso informazioni > integrazione attività parallele

meno costi di coordinamento

o Applicazione iT specifica per i processi

Risorse umane:

- Importanza per le resentazioni del processo

o Preparazione professionale

o Allargamento mansioni (empowerment)

Strategie e misurazione prestazioni:

- Importanza per le prestazioni del processo:

o Deve essere coerente con:

 La divisione del lavoro adottata

 Le prestazioni attese del processo 96

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Lez. 16 – I costi dei sistemi informativi (I parte)

La stima dei costi

Essitono due accezioni differenti per interpretare valutaizone dei costi:

- Ex post: valutazione a posteriori dei costi sostenuti per un SI implementato

- Ex ante: valutazione preventiva dei costi

Fasi in cui si stimano i costi:

- Pianificazione dei SI: in questa fare è utile stimare i costi. Che andranno stimati anche in virtù

delle risorse disponiblile per poi selezionare i progetti adeguati tra quelli disponibili

- Studio di fattibilità: una delle fasi fodamentali è analisi costi/benefici per capire se è

opportunp o meno procedere con realizzazione del sistema

- Affidamento: evidente è che quando sono arrivato a definizione specifica delle specifiche del

sistema e la devo affidare a società esterna devo poter stimare i costi dell’affidamento del

mio sistema a società esterna..

Classificazione dei costi:

- per tipo di risorsa, che può essere:

o tecnologie: HW e SW

o personale: costi del personale interno

o servizi: costi personale società esterne

o altro: locali, apparecchi non informatiche, costi consumo etc.

- per missione: si suddivide il ciclo di vita di un sistema il acquisizione, sviluppo, gestione e

manutenzione

o acquisizione/sviluppo: costi di investimento

o esercizio: gestione, manutenzione: costi di mantenimento

Esempio procedimento di stima:

- voce di costo: HW. La prima cosa è detemrinare le prestazioni richieste all’HW

- quantificazione risorse: a partire dalle presentazioni richieste

- valorizzazione: valore di listino per fascia o per specifica configurazione

Altro esempio di stima:

voce di costo: sviluppo di sw ad hoc

quantificazione risorse: in base alle caratteristiche funzionali del sistema

valorizzazione: valorizzazie impegno necessario a costi standard o tariffe di mercato

Altro esempio di procedimento di sistema da realizzare ed avviare:

voce di costo: avviamento

quantificazione risorse: a partire dall’analisi delle attività

valorizzaizone valorizzazione di tempo uomo a costi standard o tariffe mercato

altro esempio:

costo: manutenzione HW e SW

valorizzaizone: % del prezzo HW e SW in manutenzione

Classificazione dei costi per tipodi risorsa:

- Hardware:

- Software: acquisito e non sviluppato ad hoc

- Servizi: 97

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Classificazione dei costi per tipo di risorse: HW:

- Mainframe

- sistemi intermedi

- personal computer

- ed altre componenti (cablaggi)

Classificazione dei costi per tipo di risorse: SW:

- di base e ambiente

- pacchetti applicativi

Classificazione dei costi per tipo di risorse Servizi:

sviluppo sw applicaivo ad hoc

manutenzione HW e SW

gestione di sistemi

altri servizi (formazione, data entry...)

mentre nei SI la componente HW era la componente maggiore di costo – ora la componente

magfiore è diventata il SW e I servizi- e anche I costi di manutenzione superano quelli di investimento

iniziale.

Hardware e mainframe

Grande elaboratore collegato ad elaboratori che hanno bisogno di un presidio. Questa necessità di

presidio tende a calare. La caratteristicha del mercato mainframe:

- elaboratori IBM e IBM compatibili

- abbattimento dei prezzi negli ultimi anni

- diminuzione della vita media dei sistemi

- prezzi più alti per l’upgrade

- prezzi 3-4 volte maggiori per non IBM

MIPS: million of instructions per second.

Fenomeno di abbattimento dei costi dell’hw in generale viene rappresentato nel grafico sotto dove si

vede I prezzi minimi (blu) e massimi (rosa). Gli elaboratori hanno tipicamente un numero notevole di

migliaia di mix 98

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Alla diminuzione del costo di un sistema corrisponde uscita di un altra famiglia che ne aumenta di

nuovo il costo a fronte di prestazioni più elevate.

Hardware – Sistemi intermedi

- benchmarco effettuati dal TPC: prblema dei sistemi intermedi è che le loro prestazioni

dipendono dalla architettura. Piuttosto che misura basata su potenza processore si usano

misure basate su prestazioni funzionali dei sistemi. Si stabilische un banchmark di riferimento

– come un mix standard di transazioni interrogazioni e aggiornamento e poi si fanno delle

prove comparative per stabilire il numero massimo di transazioni che elaboratore può

eseguire in un minuto.

- costo per tpm (transactions per minute) 99

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- testonormalmente utilizzato: tpm-c >> riferimento all’ambiente in cui le transazioni vengono

eseguite in tempo reale. Sulla base degli utenti che ho e delle necessità devo stabilire quante

transazioni mi occorrono per poi detemrinare il prezzo delle mie esigenze

- numero di tpm-c per fasce di utenza e reperimento dei modelli adeguati

- altri test per i server internet

In grafico sotto vediamo potenza in ordinate e anni in ascisse. Veidamo che potenza elaboratori unix

cresce nel tempo, cresce il TPC degli elaboratori unix e stessa cosa avviene con sistemi operativi

NT/intel.

Il costo per transazione per minuto dei servi intel è più basso di quello dei server unix

Esiste un metodo analitico per stimare un costo di un server intermedio: stabilire quante transazioni

per minuto mi servono e stabilire i modelli che mi servono per poi stabilire un prezzo.

Metodo sintetico: 100

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sulla base del nbum di utenti stabilisco il numero ti tpc tipiche e sulla base del numero di ealboratori

stabilisce il prezzo unitario per utente. Ovviamente vediamo che aumentando il num di utenze

diminuisce il costo

Sistemi intermedi stima del costo per utente:

- correzine per sistemi diversi dall’OLTP

- data warehousing costo raddoppiato

- server di rete: costo dimezzato

- sconti differenti dal 15% al 40% a seconda delle quantità

Hardware Personal computer:

i mainframe ed elaboratori intermedi sono condivisi ed usati da più utenti.

I PC sono elaboratori usati da singoli utenti

HW personal Computer – definizione di fasce di personal computer:

entry-level: semplici applicaizoni di automazioni di ufficio: sono dedicati a segreterie ed impiegati

mainstram: sono più potenti con una necessità di gestione di fogli elettronici presentazioni grafiche

power user: tipici pc per elaborazioni complesse e specializzate. Non di gestione di ufficio ma per

editoria elettronica, sviluppo apps, grandi DB, grafica ad alta risoluzione

Hardware Personal computer:

- Prezzo base costante all’aumentare delle prestazione da 1.000 a 1.500

- Power user: +50%

- Sconti progressivi 101

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In fig sotto vediamo fasce di prezzio che restano costanti nel tempo. Cio che cambia è la potenza del

processore. Quindi vediamo che nei trimestri il prezzo è costante ma aumenta la potenza del

processore e quindi del PC.

Hardware altre component:

per le altre componenti dobbiamo rilevare quelle che ci servono e capirne i prezzi. Occorre

ovviamente capirne le specifiche configuazioni. In diversi momenti avremo valutazioni diverse delle

stime dei csoti. La stima dei prezzi sarà via via più precisa passando dalla prima pianificazione in

avanti...

- acquisizione di prezzi per specifiche apparecchiature

- valutazione per specifiche configurazioni

Stampanti:

esistono tabelle come quella sotto che a seconda delle caratteristiche della stampante mi danno

prezzo di riferimento di mercato. Vediamo 4 fasce di stampanti sia ad uso individuale sia ad uso

condiviso di più utenti. Veidamo che il parametro usato per le stime è il numero di pagine stampate

al minuto 102

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Cablaggi:

per stimre il costo di cablaggio possiamo avere

metodo analitic o

ometodo sintetico: costo per utente

- Costo per utente

- Costo per cablaggio passivo (punto rete)

o Esempio, cavo UTP cat.5: 100€

o Casi complessi (fibra ottica: fino a 1.000€)

- Costo epr apparati attivi (porta su hub/switch)

Un caso di studio

In questo caso di studio esamineremo i costi di acquisizione dell’HW.

Abbiamo un sistema con 100 utenti. Dobbiamo realizzare la rete in fig sotto quindi

- Cablaggio per collegare i 100 utenti

- Che usano 2 elaboratori mid range

- Un server per le transazioni (server per applicaizoni in tempo reale di tipo transazionale usati

nei benchamrk dei tpc)

- Server di rete per riconoscimento utenti, condivisioni di archivi tra utenti etc

- 80% degli utenti sono di medio livello (entry level pc)

- 20% utenti fanno operazioni complesse (maggiore capacità elaborativa) 103

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Cominiciamo con i Server:

stabiliamo il tpc necessario per capire elaboratore che serve e stabilire il prezzo

metodo sintetico di valutazione costo: fig sotto – vedo costo per utente di un server. Identifico il

punto 100 utenti e nell’ordinata vedo 550€ per utente. Significa che il server applicativo (OLTP online

transaction processing) costa cca 55.000e mentre il server di rete costa 27.500€ a questo punto,

facciamo la somma dei costi, applichiamo sconto ed abbiamo stima del costo dei server di 70.000

Postazioni utente:

80 pc mainstram: pricelist 1500€ x 80 = 120.000

20 pc power user: pricelist 2250€ x 20 = 45.000

100 stampanti laser individuali: 500 x 100 = 50.000

Totale postazione utente 215000€ con sconto 25% costo finale 160.000

Rete e cablaggio:

Tipicamente si realizza con ridondanza per far si che sia flessibile. Quindi abbiamo fattore 2.5 tra

utenti e punti rete quindi dobbiamo realizzare 250 punti rete. 104

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Le porte anche hanno ridondanza.

Il totale del cablaggio si vede in fig sotto

Riepilogano il caso di studio vediamo i costi in fig sotto

Lez. 17 – I costi dei sistemi informativi (II parte)

STIMA DEI COSTI DI SVILUPPO DEL SOFTWARE

Servizi informatici:

un servizio è qualcosa che organizzazione in ambito di SI affida ad una organizzazione esterna. Un

servizio ha una serie di componenti

 Risorse umane

 Risorse tecnologiche (strumento HW e SW per sviluppare le apps)

 Organizzazione (è componente importante nel servizio perchè efficienza del servizio dipende

da come servizio è organizzato.) esiste nel servizio una componente collegata a risorse

umane che erogano servizio che è legata ad efficienza e quindi ai costi inali del servizio 105

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Modalità di stima:

- time and materials: chi eroga servizio viene ripagato in base alle risorse che impegna. Non è

conveniente né per chi da né per chi riceve il servizio.

- Fixed prices: il servizio viene erogato e a prescindere dalle risorse impiegate per dare il

servizio questo viene compoensato con un prezzo fisso che si fissa inizialmente su base di

criteri che vedremo in futuro..

- Price per output: si cerca misura precisa di output e si compoensa il servizio in base

all’output prodotto. Dataentry: certo costo per carattere immesso nel pc. Oppure sviluppo

sw: pago per linea di codice o unità di prodotto in generale

Tecniche di stima per servizi:

- Per esperienza di uno o più esperti: la più semplice ma più rischiosa. Legata a chie ffettua la

stima. È metodo di stima che ormai è poco usato

- Analogia: io devo erogare un certo servizio devo stimarne il costo, per anologie con

esperienze precedenti posso stimare quel servizio per capire se il servizio nuovo è più o

meno complesso rispetto al precedente...

- Per mezzo di procedure ingegneristiche: sono sempre più usate. Si cerca di stabilire una unità

di misura per costo di sviluppo sw e si cercano procedure ingegneristiche. Sono tecniche con

cui identifico un range di costi e impegno e tempo per realizzare il sw

- Tecniche statistiche: si costruiscono serie storiche e stime finali si fanno usando dati storici

raccolti.

Spesso è utile usare diverse tecniche, sopratutto se si ha un oggetto complesso. Si confrontano le

tecniche ed i risultati. Ad ese: si fa analogia, poi si fanno procedure ingegneristiche e si vede se i

risultati di queste stime si avvicinano o divergono e così andare iterativamente a cercare il valore di

stima che più si avvicina al prodotto da realizzare.

Servizi infornatici:

Quali servizi

PROGETTAZIONE E SVILUPPO PER SISTEMI INFORMATICI

Facciamo riferimento a ciclo di vita del sistema SW

- Realizzazione studio fattibilità

- Sviluppo se

- Formazione e addestramento

- Collaudo e messa in produzione

- Monitoraggio

Sono tutti esempi di servizi collegati ad un sw e suo ciclo di vita

Esistono servizi di MANUTENZIONE

Di tutti gli ogetti realizzati e acquisiti devono essere mantenuti quindi manutenzione di

- Di prodotti hw

- Prodotti sw

- Di applicazione di sw

GESTIONE E CONDUZIONE

- Di un CED

- Di server centralizzati

- Di sistemi distribuiti 106

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- Delle reti geografiche

ALTRI SERVIZI:

- Assistenza sistemisticha

- Formazione: servizio importante perchè uso pieno di un sistema dipende dalla formazione

fatta agli utenti cosicchè questi possano sfruttare a pieno le potenzialità del sistema e

renderlo l’uso di questo vantaggioso

- ….

Servizi sviluppo software:

per sviluppo sw esistono diversi approcci alla stima dei costi du un servizio... sul sw sono state

introdotte una serie di tecniche di misurazione ingegneristica. Basate su valutazione delle dimensioni

(quantità di sw da sviluppare) e sulla qualità (complessita del sw)

misurazione del sw:

- unità di misura LOC (lines of codes) > questa unità di misura ha diversi limiti.

o Una linea di codice dipende dal linguaggio utilizzato per cui dovremmo avere diverse

metriche a secondo del linguaggio

o Capire esattamente cosa si intende per linea di codice..

o Il problema principale è la adeterminazione del numero di line di codice. Esistono

serie storiche che vengono da valutazione ex post del costo del sw.

- metodo dei function points (albrecht): differenza tra LOC e questo metodo è che LOC si

riferisce a caratteristica tecnica (line di codice) mentre questo metodo si riferisce a

caratteristica funzionale del sistema. Non ha nessun corrispondente in temrini di funzionalità

del sistema – è una unità di misura determinata sulle caratteristiche principali del sistema. Io

riesco a determinare la misura e il costo del sw basanadomi sui requisiti funzionali del sw

svilncolandomi dal linguaggio di sviluppo del sw e le tecniche di sviluppo dle sw.

servizi sviluppo sw: analisi con function point

- determinazione delle dimensioni: questa da luogo a prima misura.

- introduzione dei fattori di complessità. Introduciamo misure anche qualitative

- determinazione dell’impegno in giornale/persona: facendo ricorso a serie storiche (metodi

statistici)

- determinazine delle tariffe professionali: converto le giornate/persona in costi

- calcolo dei costi finali totali del sistema

elementi di base del calcolo dei function points:

richiede definizione di un modello delle funzioni di un sistema sw che si basa su 5 elementi:

- external input: input di un sistema:

- external output: output prodotti dal sistem

- internal logical file (ILF)

- external interface file (EIF)

- ecternal inquiry (EQ): sono degli EO molto semplici

sotto vediamo rappresentazione grafica. Gli EI sono input al sistema. Gli EO sono gli output al

sistema. Poi ci sono le info gestite dal sistema, le info usate ma non gestite dal sistema e poi ci sono

le semplici EQ. Questo modello permette di determinare le dimensioni del sw da sviluppare. È

importante che se decido di misurare costi con function point devo svolgere le analisi sulla base di

questo modello 107

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Tecnica del function point:

in generale un input che entra in sistema coinvolge uno o piu contenitori di informazioni (ILF)

la complessità di input dipende da

- numero dati immessi nel sistema (numero dati elementari). La complessità considerata per

inpuit è crescente

- numero di ILF che vengono coinvolti dall’input: input che viene da esterno quanti ILF

aggiorna che sono gestiti dal mio sistema.

A seconda che ILF sia uno duo o più di due determinerà una maggiore o minore complessità del mio

input. Quindi si tratta in qualche modo di valutare gli EI principali, determrinare la loro complessità e

stabilire numero totale di EI e quanti sono di bassa, media e alta complessità. Come vedremo in

seguito, sulla base della complessità dell’input avremo peso diverso in termini di numero di function

point del sistema. Function point è misura astratta. Ogniuna delle 5 componenti del sistema ha

misura diversa di function point. 108

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Stesso discorso per external output:

caratteristicha di differenta tra questi e EQ è che ci sono dati derivati.

Anche in caso di EO il loro peso in termini di function point il loro peso è detemrinato dagli stessi

elementi del EI

- quanti ILF vengono cioinvolti

- quanti output sono contenuti nel mio output

tabella sotto ci mostra complessità del EO

Discorso analogo fatto con EQ

Vediamo quanti ILF sono coinvoli e la complessità dell EQ è valutata come quella degli EO. Cambia

però il peso in temrini di function point. Peso di EQ < di peso in function point di EO

Internal/external logical input: 109

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per internal logical file: o noi cerchiamo corrispondenza fisica rispetto a quanti file sono gestiti dal

sistema oppure in fasi inziali di studio sistema cerchiaco corrispondenza tra calssi di info da gestire, le

entità da gestire e gli ILF. Cosi abbiamo idea di quante sono le categorie di dati che il sistema deve

gestire

discorso analogo fatto su external logical file.

Formato dei file e numero di dati elementari fanno capiure la complessità

Unadjusted FP:

serie di elaborazioni fatte su sistemi sviluppati, quindi su base di impegno fatto per sviluppo sistemi

che ci fa vedere sulla base di EI, EO, EQ, ILF, EIF ci fa vedere i function point del sistema.

Sulla base di quanti EI di bassa media e alta complessità io avrè un certo numero totale di function

point per gli EI. Lo faccio per tutte le voci e faccio la sommatoria fino ad avere un numero totale di

UFP > unadjusted function point. Che è misura astratta su elementi del sistema 110

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UFP è una misura puramente quantitativa.

In caso di sviluppo di applicazione dobbiamo considerare anche le caratteristiche di applicaizone e

caratteristiche dell’ambiente in cui rilascio il sistema

Noi vedremo 14 caratteristiche previste dal metodo di FP. Non vedremo invece caratteristica di altir

metodi che sono relative a skills del personale di sviluppo del sistema. Se persone sono più skillate i

costi sono minori..

Calcolo dei FP:

- caratteristiche dell’ambiente di sviluppo e rilascio

- caratteristche con peso da 0 a 5: date da chi sviluppa il sistemo.

- Fattore di aggiustamento da 0.65 a 1.35:

- FP = UFP + (65+pesi)/100: i pesi si vanno a sommare se io ho un peso a metà tra quelli

previsti avremo un fattore 1, se ho peso massimo avremo incremento del 35%.

Caratteristiche ambiente:

variano da quelle che riguardano complessità del sistema (complessità elaborative) a fattori legati a

prestazioni del sistema (efficienza del sistema). Tutti i fattori pesano su realizzazione del sistema. di

questi elementi di complessità ne esistono molti. Con metodo di base dei FP ne sono stati scelti i più

determinanti per lo spostamento in alto o in basso del costi di un sistema. 111

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Determinazione dell’impegno.

Prima di tutto abbiamo detemrinato elementi fondamentali del ssitema (input, output e dati)

abbiamo dato complessità a questi componenti. Abbiamo dato valore inziale chiamato UFP. Poi

applichiamo fattori di correzione pesando da 0 a 5 certi elementi che incidono su costo di sviluppo

del sistema e arriviamo a certo numero di FP. A questo punto ho bisogno di una serie di dati storici –

devo sapere sistemi di stesso numero di FP che costo in termini di impegno di risorse detemirnano?

Vediamo sotto che abbiamo tabella con tipo di risorsa e valori minimi e masismi. 112

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C’è metodo alternativo perr valutare il costo di sistema che è il LOC.

Stabili su dati stortici fattori di conversione tra linea di codice e FP.

Caso di studio

Il ns sistema:

5 ILF, acquisisce da altre app due ELF, riceve 10 input, produce 15 output complesso e 20 output

semplici 113

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Semplicemente facendo somma determiniamo gli UFP

Determiniamo i fattori di complessità. Vediamo che sistema è molto efficiente ma non ci serve che

sia riusabile... e alla fine determiniamo il FP 114

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A questo punto si tratta di usare la tavola di prima.

Scegliamo un ambiente mid range – scegliamo tanto per semplificare un valore medio di 5.5 e

sappiamo che valore medio di impegno in ore/persona e 5.5 ore persona quindi impegno e 1520

ore/persona ovvero 190 gg/persona.

Applichiamo tariffa media di 300 € per costo persona e otteniamo totale di 57000€

Lez. 18 – I costi dei sistemi informativi (III parte)

Costi per missione:

- costi riferiti a sviluppo sistema o

- suo esercizio successivo 115

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Classificazione dei costi:

ricordiamo differenza tra sw acquisito in licenza d’uso e sw sviluppato ad hoc. Noi ora parliamo di sw

in licenza d’uso.

- Di base e d’abiente per le diverse tipologie di computer

- Pacchetti applicativi

Si ricorda che le licenze possono essere:

- Acquisite in maniera permanente (devo cmq pensare alla manutenzione)

- Affitto: canone annuale a fronte del quale posso usare il sw. Questa forma di acquisizione fa

si che i costi vengono nel corso degli anni.

Queste due forma di acquisizione fanno ritrovare il far ricadere i costi – nel caso di licenza d’uso –

come costi di investimento - nel secondo caso – come costi di esercizio.

Oggi si tende ad acquisire costi su licenza piuttosto che sw sviluppati ad hoc.

Prima la maggiorpare dei sw veniva sviluppato ad hoc. Questo riguardava i sistemi operativi e di

gestione. Mentre oggi visti gli alti costi di manutenzione del sw sviluppato ad hoc si tende a vedere

sul mkt se ci sono prodotti idenei per le necessità aziendali. Si ha risparmio in temirni di investimento

e manutenzione.

Metodi di valutazione costi per licenze del SW:

faremo prima distinzione per tipologia di PC. Ricordiamo che nel diststinguere costi HW avevamo

mainframe, sistemi intermedi e PC. Anche per il sw partiamo da mainframe..

Software di base e ambiente per mainframe:

- Costo per MIPS: unità di misura per dimensionamento di hw dei mainframe e valutazione dei

costi. Migliaia di istruzioni per secondo – potenza effettiva di elaborazione dei processori.

Anche per sw possiamo usare stessa uità di misura e valutare il costo a secondo della

potenza dipsponibile. Quello che caratterizza uso di sw sui mainframe è la tipologia di

contratto. Nel caso di mainframe la tipologia più usata è l’affitto.

- Percentuale del valore dell’HW: altra possibilità per stima dei costi di sw su mainframe. Due

stime si vede sono simili. Il valore dell’hw viene determinata a secodna dei MIPS.

In fig sotto vedimao riferimenti di mercato. Tutti i metodi usati fnora si basano su criterio di

dimensionamento prodotto/servizio richiesto e valori di riferimento sul mercato. 116

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In fig sotto vediamo valori di mercato per il noleggio del sw per un mainframe. Al crescere della

potenza dell’elaboratore diminuisce il costo di MIPS. Tabelle messe a disposizione da analisti di

mercato - noi useremo valori medi

Costo del sw a partire da valore dell HW:

su ascisse abbiamo valore hw

su ordinate percentuali

vediamo che al crescere del valore dell’hw diminuisce la percentuale di applicare – simile alla stima

sopra per cui al crescere della potenza di elaborazione diminuisce il costo del sw.

SW per sistemi intermedi:

sono sistemi differenti con sistemi operativi diversi. Non possiamo applicar metodo che si basa solo

su potenza di elaborazione. Vediamo che MIPS su sistemi intermedi non si usa. Qui si usa metriche

per capacità funzionali degli elaboratori TPC. Il metodo più sintetico è valutare costo sw come

percentuale del costo dell’HW. In questo caso parliamo di contratto diverso dal precedente. Prima

parlavamo di contratto di affitto per cui il costo è annuo di esercizio. In questo caso le percentuali

applicate dal 15 al 25% sono costi di acquisizione iniziale. 117

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Altro aspetto importante è che mentre per mainframe con quei costi intendevamo anche costi di

gestione archivi, DBMS e venivano esclusi solo sistemi molto specializzati, per sistmei intermedi la

stima di gestione DBMS ecc va effettuata separatamente. Quindi oltre a costo di HW devo

considerare incidenza sistema operativo e incidenza di altri sistemi

DBMS per sistemi intermedi:

finita era dei mainframe c’è stato avvento sistemi intermedi unix. I DBMS si sono sviluppati prima di

tutto per sistemi unix e tutte le case produttrici di DBMS producevano sistemi per sistemi unix. I loro

prezzi erano particolarmente elevati. C’è stato un ingresso di sistemi con sistemi operativi diversi

(microsoft) sono a più basso costo. Nella ns analisi vedimao che i sistmei unix erano generalmente a

costo per MIPS più elevato rispetto a sistemi microsoft >> unix più costosi rispetto a Intel (microsoft).

Questa diffusione di microsoft ha fatto si che produttori di DBMS realizzassero sistemi per intel. I

prezzi di DBMS erano più bassi se usati per la microsoft... oggi i prezzi si sono livellati.

Per valutare costo DBMS, ci si riferisce agli utenti. Le licenze d’uso vengono lasciate per numero di

utenti.

Il prezzo massimo di mercato è tra 1000 e 1500 EUR.

Esustono forti sconti a fronte di aumento utenti (70% sconto)

Esistono dui modi per definire un utente:

- Untente nominale: organizzazione con 100 persone che usano un sistema che si appoggia su

DBMS e la licenza d’uso che acquisto è di 100 utenti nominale

- Utente concorrente: quanti utenti possono usare contemporaneamente le applicazioni che si

appoggiano sul DBMS. Utenti concorrenti solitamente è minore o uguale a numero utenti

nominale. Queste licenze sono più costose delle licenze per utenti nominali.

Nei sistemi intermedi dobbiamo valutare separatamente le varie tipologie di sw..

Esistono sistemi di esercizio e di eviluppo.

Quando considero costi di elaboratore, se voglio sviluppare sw devo valutare costi di acquisizione di

ambienti di sviluppo. Questi costi sono estremamente variabili. Sono i tecnici incaricati per sviluppo

di sistema che devono essere valutati in termini numerici.

I costi possono variare da 250e per sviluppatore fino a costi di 10.000€ in caso di generatori di codice

e fino a 20.000€ per sviluppatore in caso di sviluppatori “case” 118

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Costi per personal computer:

come è noto in questo caso i PC sono aquisiti con sistema operativo per istallato. Quiondi costo di SO

non va aggiunto. Qui il mercato è variabile. Esistono SO per i quali se acquisit a parte va riconosciuta

licenza d’uso – poi ci sono anche i freware senza licenza.

Stesso fenomeno avviene sulle suite di office auotomation – (open office). Prodotti per elaborazione

testi, grafici, elaborazioni tabelle, modelli e grafici business.. insieme completo di prodotti per

facilitare lavoro di ufficio. Il prezzo base di questa suit è di 400-500€

Per organizzaizoni grandi le licenze hanno costo più basso di quello base. Esistono forme contrattuali

che abbattono i prezzi.

Nel caso di licenze di automazione di ufficio il costo iniziale di aquisizione licenza non è l’unico da

sostenere. Ogni volta ache esce nuova verisone devo acquisire upgrade a verisone successiva quindi

se voglio stimare costi futuri per aggiornamento del mio sistema devo pensare ai costi di

aggiornamento delle licenze per questi sw. 119

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Caso di studio

Il ns sitema è composto da server per gestine transazione + server di rete + 100 pc alcuni di livello

base altri di livello complesso + stampanti che non hanno incidenza su costi del sw.

Nella tabella sotto vediamo i costi degli HW a sinistra e a destra vediamo i costi per i relativi sw.

Per i server applichiamo percentuale su costo dell’hw.

Per il DBMS (server OTP) >> valutiamo costo unitario per utenti nominali

Costo per automazione di ufficio e vediamo costo di 350 € per licenza

Vogliamo aggiungere costo per acuqisizione di prodotti di sviluppo (generatore di appplicazioni)

quindi abbiamo 30.000€ di costo per sviluppo.

In totale abbiamo costo di sw di 125000€.

Vediamo che questo rappresenta circa la metà del costo dell’hw e non abbiamo ancora considerato il

sw applicativo ma solo il sw di base. 120

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Fin da qui vediamo che i costi dell’hw – benchè rilevanti – sono sempre meno importanti per i costi

complessivi di un sistema informativo.

Classificazione dei costi per servizi:

Nella classificazione di servizi abbiamo visto i seguenti tipi di servizi

- Progettazione e sviluppo del sw

- Manutenzione

- Gestione de conduzione

- Altri servizi

MANUTENZIONE:

Se consideriamo che le componenti del ns sistema sono quelle sotto, possiamo trattare

separatamente la manutenzione su ognuna delle voci sotto

- Hw

- Sw su licenza

- Sw applicativo

MANUTENZIONE HW:

i costi si valutano come percentuali sul costo di acquisto dell’HW. i costi crescono al crescere

dell’usura delle componenti. Manutenzione stampanti sono maggiori di quelli di server 121

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costi manutenzione sw sono più cari di quelli dell’HW.

Ci sono diversi tipi di manutenzioni del sw... mentre per l’HW più o meno la tipologia di

manutenzione è sempre la stessa.

Sul caso precedente, stimiamo in fig sotto i costi di manutenzione delle componenti del ns sitema...

122

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Manutenzione applicazioni sw ad hoc-

I costi non si valutano come percentuale...

Ci sono tante diverse Tipologie di manutenzione

- Correttiva: nel ciclo di vita della app occorre correggere eventuali errori che possono essere

di tipo tecnico (programmazione) o collegati a cattiva interpretazione delle specifiche del sw.

- Migliorativa: nel momento del rilascio sistema questo è rilasciato con alcuni problemi... c’è

attività che tende a miglorare le funzioni del sw

- Adeguativa: dipende dalla evoluzione dei sistemi con cui si realizza la app e richiede

adeguanto della app alle evoluzioni tecnologiche – se non la si fa il sistema diventa obsoleta

- Evolutiva: corrisponde ai nuovi sviluppi sul sw e dipende da esigenze di nuove funzionalità

che vengono coperte con sviluppo di nuove funzionalità e programmi-

La manutenzione di sistem apesa molto sui costi – sopratutto per sw applicativo sviluppato ad hoc

Sotto si vede suddivisione tra costi sviluppo e manutenzione. Vediamo che costo manutenzione e ¾

del costo compolessivo.

Manutenzione evolutiva copre il 55% dei costi. 123

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Fenomeno importante è andamaento dei costi di manutenzione. Spesso al rilascio ci sono dei

difetti... nei primi anni di vita i costi di manutenzione saranno più elevati e poi tenderanno a

scendere..

E poi a risalire verso la fine del ciclo di vita della applicazione

Per valutare costo di manutenzione possiamo vedere costi di svilupp ed applicarvi una percentuale.

Di solito si considera 1/7 o 1/10 dei costi di sviluppo.

Altra possibilità è usare stessa metrica che abbiamo usato nel caso di sviluppo.

Nel caso di sviluppo applicavamo dei criteri basati su impegno da dedicare per sviluppo di singolo FP.

In questo caso usiamo metrica che indica impegno per metter ein manutenzione un FP.

Nel caso di piccola applicazione possiamo usare criterio del calcolo dei costi.. consideriamo che un

sistema di 277 FP su una certa piattaforma comporta un impegno di sviluppo di cc 190 G/P e un costo

disvilupop di cca 57.000€. consideranod 1/10 del costo per manutenzione abbiamo 6.000€ anno.

Avremmo anche potuto usare metrica che ci dice quante ore servono per mantenere in piedi un FP...

in ogni caso si arriva ad un certo costo annuo di manutenzione. 124

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Occorre considerare andamento nel tempo. A seconda dell’anzianità dell’apps avremo bisogno di

maggiori o minori interventi.

Nei primi anni dovremo avere costo manutenzioni elevato e poi andare ad allinearci ad un valore

fisso (in fig sotto 6.000€)

Lez. 19 – I costi dei sistemi informativi (IV parte)

Metodi per stimare costi di alcuni servizi:

- Gestione e conduzione

Questo tipo di attività è spesso sottovalutato in esame dei costi perchè poco conosciuto.

Il caso fondamentale è quello dei mainframe conduzione di centri elaborazioni dati CED che hanno

bisogno di personale.

Tradizionalmente abbiamo visto che in caso di stima di costi hw e sw per mainframe usiamo il MIPS.

Allo stesso modo lo usiamo per dimensionare il personale. Questo viene fatto sulla base di statistiche

e dati storici che ci danno indicatori come quello sotto che variano a secondo delle dimensioni dei

CED e mainframe.

Il personale si suddivide come

- Personale operativo 125

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- Personale tecnico (per sviluppo di sistem)

Entità di personale operativo è stimata e sulla sua base si stabilisce rapporto tra numero persone

operative e sistemisti (tecnici)

Ci sono serie di fattori che influenzano i costi:

- Livelli servizio richiesti: numero ore in cui il sistema deve essere oprativo (e quinndi

presidiato)

- Numero sistemi operativi diversi: se ci sono macchine omogene, il personale è minore

rispetto al caso in cui ci sono diversi sistemi

- Tipologia del lavoro: se abbiamo grande quantità di batch (elaborazioni eseguite dagli

elaboratori) impegno di pesonale deve essere maggiore

- dipende anche da volume di stampe prodotte e numero di salvataggio delle operazioni. Ad

esempio il salvataggio sui nasti è oggi robotizzato e quindi il personale diminuisce.

Prima stima del personale usato dipende dal parametro “frazione di persona per mips” che

diminuisce all’aumentare della potenza elaborativa. Quindi passa da parametro 0.4 per MIPS fino a

parametro 1/10 (potenza elaboratori aumenta ma non aumenta proporzionalmente onere della loro

gestione) 126

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Gtestione dei ssitemi distribuiti

I sistmei distribuiti hanno delocalizzato elaboratori da unico centro. Sono distribuiti geograficamente

e su figure professionali diversi. Accanto alla conduzione classica si affianca un personale non tecnico

Attività tipiche:

- gestione a conduzione tecnica

- servizio di assistenza/help desk: a fronte di maggiore potenza elaborativa crescono necessità

di utenti. Un utente di sistema distribuito ha diverse e molte esigenze. Un sistema distribuito

se non è accompagnato da formazione ed assistenza agli utenti ci sono pochi ritorni

sull’invesitmento per acquisizione sistema.

- help desk di secondo livello

- formazione

personale di staff:

basata su complessità rete informatica (numero utenti). Fissiamo paramentri per rapproto tra

numero persone dedicate a conduzione sistema e numero di utenti.

- rapporto staff/utenti da 1:10 a 1:80

- help desk da 1:30 a 1:100:

- numeri minimi

aspetto fondamentale di servizio di assistenza è la sua organizzaizone.

In fig sotto vediamo al centro addetto help desk.

Organizzazione sotto ha come riferimento utente che richiede tramite varie modalità (telefono, pc

etc) richiede intervento di risoluzione problema tramite mail telefono etc.. spesso utente è guidato

per risolvere problema oppure c’è intervento diretto. I servizi di help desk con intervento diretto

devono prevedere che alcuni addetti siano impegnati presso utenti quindi serve pià personale.. non

tutti gli interventi possono essere risolti dai primi livelli di help desk quindi serve responsabile di 2°

livello e quindi intervento diretto è il caso estremo.

Altra modalità è contattare fornitori esterni ed eventualmente richiesta di intervento diretto del

fornitore. Tutte attività devono essere coordinate e pianificate per garantire priorità degli utenti ed

interventi.

Esistono sistemi di supporto usato da help desk per gestire gli interventi (sistema informativo di

supporto per schedular einterventi e definire le priorità) e sistema di gestione configuraizone utente

per aiutare addetto help desk per intervenire con consocenza precisa della situaizone del sistema

usato dall’utente che lo sta chiamando. 127

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Ci sono fattori di complessità legati a:

- applicaizoni: ci sono apps critiche con richieste frequenti di intervento. Sono critiche per:

o azienda

o dipartimenti

o individui

altro fattore che influenza costi di assistenza di ssistema distribuito sono le tecnologie:

- se piattaforme differenti (no omogeneità)

- tassi di rinnovamento

- % utenti remoti e mobili

- Livello di servizio: se richiedo tempi di interventi e risoluzione rapidi vado incontro ad oneri

maggiori...

Sotto vediamo esempio di cosa significa fissare livelli di servizio. Ad ese vediamo che 90% di

interventi sia risolto da interfaccia diretta di utente con intervento telefonico o diretto.

La tabella mostra livelli di servizio da rispettare per interventi di primo livello. Si fissano tempi di

risoluzione per le richieste di interventi. 128

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Per dimensionare il personale abbiamo dei rapporti di riferimento ed esistono tabelle dettagliate che

a secodna degli utenti e pc istallati ci danno i rapporti ideali.

In alcuni casi ci sono rapporti di 1 a 40... fino a rapporti molto più elevati o ridotti...

ALTRI SERVIZI:

i costi dei SI sono di tipo più disparato. Difficile elencarli tutti. Per altri servizi si intendono tutti i

servizi accessori che fanno si che il sistema funzioni.

- Telecomunicaizoni: sono servizi di esercizio del sistema li si affidano a terzi e si pagano

canoni per avere comunicazioni tra le proprie sedi e tra queste ed altre reti

- Assistenza sistemistica: richiedo assistenza per risolvere problemi sofisticati

- Formazioni: almeno due tipi di attività

o Formazione tecnici: spesso considerata attività di impianto del sistema e formazione

continua dei tecnici 129

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o Formazione utenti: formazione continua – è onere maggiore. Qunado si avvia il

sistema, quando ci sono nuove funzionalità vengono inserite... e formazione

continua per essere aggiornati sul sistema

- Data entry: attività che ricadono su utenti direttamente e quindi possono essere costi di

gestione e conduzione di sistema e non su servizi appositi. Necessità di avere input massicci

di dati e quindi delegare attività di data entry. È attività singolare da punto di vista di stima

dei costi perchè i costi sono stimati a caratteri immessi. È una metodologia di stima per

output prodotti.

Caso di studio

Caso di studio basato su metodologia seguente: si presenta caso di organizzazione basata su 3 edifici.

Si fa analisi preliminare delle caratteristiche della organizzazione e poi si fanno ipotesi di come è

costutuito il SI e si fanno stime di costo.

Azienda su 3 sedi:

- Sede A: 300 utenti del SI

- Sede B: 100 utenti

- Sede C: 50 utenti

Line rosse sono collegamenti con ridondanza e solo sede A fornisce tutti i servizi di interconnesisone

degli utenti B e C verso il mondo estenro (internet)

Costi di sviluppo per il caso di studio:

- Hw centrale (server): ipotesi su quali sono i sistemi centrali che vogliamo istallare –

parleremo di sistemi distribuiti quindi avremo solo dievrsi server

- Personal computer e stampanti: apparecchiature usate da utenti

- Cablaggi LAN: tra le sedi

- Sw (acquisizione): per far funzionare i sistemi

- Sviluppo di se ad hoc: specifico per esigenze della organizzazione

Abbiamo le 3 sedi che in base alle funzionalità richieste hanno bisogno di 130

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- Server DB

- Server di rete: per gestire localmente utneti di ogni sede (quello della sede piu grande è più

grande)

- 1 server dedicato ad una certa UO (unità organizzativa) per 20 utenti

- 1 server di datawarehousing per 40 utenti

- 1 server www nella sede principalre per gestire la pagina internet della azienda

Valutiamone i costi.

Per la sede A abbiamo un costo per utente come in fig sotto. Vediamo che per ogni server abbiamo il

numero di utente e il costo che si trova nelle tabelle di riferimento il prezzo unitario. Quindi abbiamo

i costi totali dei server che con lo sconto arriva a 155.000 €

Stessa operazione viene fatta per PC e stampanti.

Tutti gli utenti devono avere un PC.

Tutti utenti devono avere stampante

Prevediamo 20 stampanti veloci da dislocare nelle sedi

Con un metodo sintetico ipotizziamo quota per apparecchiature che potrebbero essere necessarie

(Scanner etc) e quindi abbaimo costo complessivo 700.000€ 131

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Costo per cablaggio delle tre sedi:

a secondo del numero delle utenze e dei fattori di ridondana (fattore 2 per punti rete e aumento 30%

delle porte disponibili) quindi abbiamo 900 punti rete e 600 porte.

Il costo dei cablaggi è costo unitario x punti rete

E poi occorre considerare la tecnologia...

Quindi abbiamo costi unitarie e costi totali... 132

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Costo del SW:

se è costo su licenza possiamo applicare percentuale su costo dell’HW.

Per sistemi di automazione di ufficio e DBMS possiamo avere quota unitaria per utente.

Quindi sommando le due metodologie abbiamo il costo complessivo di 420000€ per il Sw

Costi di sviluppo:

ipotizziamo sviluppo per 3000 FP ed applicando il criterio di risorse dedicate allo svilupop dei singoli

FP, tramite semplice moltiplicazione otteniamo il costo finale 133

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In fig sotto vediamo sintesi dei costi di sviluppo

Il ns sistema in termini di tempi e costi di svilippo lo valutiamo cc 2150000€

Ma non dimentichiamo i costi di esercizio per anno da valutare in base a vari criteri:

- Manutenzione hw

- Manutenzione sw (prodotti)

- Manutenzione sw applicativo

- Gestione sistema (personale tecnico)

- Gestione sistema (help desk)

- telecomunicazioni 134

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Per la manutenzione dobbiamo tenere in considerazione l’andamento...

Per fare analisi puntuale dei 3 anni dobbiamo applicare i fattori di correzione che si vedono nella

curva in fig sotto. 136

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Costi di telecomunicazione annui in base alle esigenze delle 3 sedi

Quindi facciamo somma dei costi di esercizio ottentendo un totale di 1.240.000 € per anno 137

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Confrontiamo i costi di sviluppo con quelli di esercizio.

Si vede anche un costo annuo di ammortamento e lo si rapporta al numero di utenti per capire il

costo effettivo del sistema per utente.

Lez. 20 – Architetture (I parte)

Le telecomunicazioni aziendali:

1° fase prima degli anni 80:

- telefono, teletex, trasmissione dati indipendenti su reti separati

2° fase anni 80-95:

- progetto e realizzazione di grandi reti di telecomunicazione digitali

- sviluppo di reti locali di pc e workstation

3° fase dopo 95:

- integrazione e gestione di grandi reti eterogene e di reti locali

applicazioni dei ssitemi distribuiti:

- accesso a risorse remote: noi abbiamo un utente che deve accedere a certo numero di

risorse (elaboratore e dati) attraverso un mezzo di comunicazione generico. Implica

possibilità di collegarsi mediante medesimo terminale a diversi tipi di elaboratori usando

protocolli e servizi quali terminale virtuale telnet, trasferimento remoto di file FTP etc…

- elaborazione distribuita: possibilità di realizzare sistemi complessi nei quali il processo

applicativo stesso utilizza più elaboratori e più insiemi di dati collegati attraverso sistemi di

comunicazione. Ad esempio abbiamo sist informativi distributi

- applicazioni telematiche: da non confondere ocn elaborazione distribuita. Applicazioni

telematiche capovolgono informatica distribuita che è un semplice mezzo per collegare

risorse di calcolo mentre le app telematiche hanno rete come funzione primaria ed è puro

accidente che alla rete si affaccino CED che offrono servizi che sono usati come valore

aggiunto agli utenti che hanno accesso alla rete (esempio: teleconferenza, posta elettronica,

accesso a DB remoti)

- accesso a risorse remote: primo metodo di accesso è accedere a DB indipendenti sfruttando

unico terminale che può indirizzare vari elaboratori host in maniera uniforme. Utente in 138

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questo caso deve conoscere sistemi operativi e motodi di accessi dei singoli centri di calcolo.

Deve conoscere il sistema di gestione delle DB remoti e conoscere dati necessari alle proprie

applicazioni. Questo è grande ostacolo all’utilizzo. Prima evoluzione è stato utilizzo di

linguaggi di comandi standard che consentono ad utente di interagire con le basi di dati

remote in maniera uniforme, nel senso che ancora una volta utente deve collegarsi ai vari

centri di calcolo fornendo login e password ma una volta arrivato al centro di calcolo

interagisce con i dati mediante linguaggio comune che viene interpretato dentro elaboratore

ospite nel linguaggio proprio del sistema di gestione dei dati locali. Quindi utente a questo

punto conosce ancora procedure di allacciamento al sito remoto ma attraverso linguaggio

standard non deve conoscere particolarità dei vari sistemi remoti. Il linguaggio offre le più

comuni primitive comuni ai DBMS e information retrival.

- Elaborazione distribuita: possibilità di realizzare sistemi complessi nei quali il processo

applicativo utilizza più elaboratori e più insiemi di dati tra loro collegati con sistemi di

telecomunicazione

I nuovi sistemi informativi:

le reti di telecomunicazione diventano una componente essenziale per il buon funzionamento

economico e operativo dell’azienda

la disponibilità di sistemi di telecomunicazione efficaci consente lo sviluppo di nuovi tipi di business

(per esempio l’e-commerce che sarebbe impensabile se non ci fosse la stretta integrazione tra i due

tipi di tecnologie di telecomunicazione ed informatiche)

esaminiamo ad esempio architettura generale di un sistema informativo distribuito, indicato come

“sitema con distribuzione verticale delle funzioni” (fig sotto):

consideriamo come applicazione il sistema informativo di una azienda manufatturiera. Noi abbiamo

le fabbriche i magazzini gli uffici tecnici di progettazione gli uffici amministrativi e direzionali, risorse

informatiche (centro EDP in fig) e tutto il mondo delle telecomunicazioni >> centralino elettronico

informatico che collega uniformemente una rete digitale per le telecomunicazioni e tutte le

apparecchiature ad essa connessa: telefono digitale, analogico, fax, DB etc...

ciascuna di queste tipologie di insediamenti della azienda può beneficiare di architetture

particolarmente idone per attività di sistema informativo. Per esempio in uffici amministrativi

avremo rete ethernet, negli uffici tecnici avremo rete token ring. Che ha caratteristiche particolari

per la progettazione, grafica etc.. per la fabbrica potremo avere una rete locale di tipo token bus- non

più but di ethernet con possibilità di conflitti ma token bus con determinismo. Stessa rete per il

magazzino dove abbiamo funzioni amministrative e di controllo di processo con magazzini automatici

che spostano merci tramite nastri trasportatori. Architetture di solito sono varie e collegate tra esse

con gateway con rete di tipo metropolitano.

Questa architettura si chiama a distribuzione verticale delle funzioni perchè da punto di vista di

gestione dati, pur essendo auspicabile integrazione tra i vari insediamenti della azienda, ognuna delle

funzioni aziendali ha delle proprie peculiarità che stanno bene per conto proprio quindi integrazione

di sistemi eterongenei avviene in base alle funzioni di ciascuna unità aziendale. 139

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Un altro esempio lo troviamo considerando un ente pubblico, nel quale possiamo avere più sedi

decentrate nelle quali tuttavia vengono svolte le medesime attività. Se pensiamo ad esempio ad un

grande comune, sappiamo che esiste il decentramento del comunce per cui in ogni grande zone del

comunce troviamo un ufficio dove sono ripetuti i servizi comunali che troviamo nella casa comuncale

centrale. Quindi pur essendoci ripartizione sul territorio dell’attività degli uffici comuncali, la

ripartizione si ripete in tutte le sedi. Abbiamao quindi omogeneità architettonica delle reti locali che

si collegano tra loro tramite rete metropolitana e ancora apertura al mondo tramite centralino

digitale ISDN o altre tecnologie emergenti.

Esisterà ancora un centro EDP centralizzato (ricordiamo che pur con enorme aumento di potenza dei

PC e workstation i mainframe hanno ancora talvolta un loro ruolo e quindi il centro EDP spesso

resiste anche in architetture distribuite) 140

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Riguardo i dati aziendale: esaminiamo le fasi storiche nella gestione dei dati

1° fase, prima degli anni 70

- Architettura dei dati ridotta a insieme di File sparsi ognuno dei quali collegato alla

applicazione che doveva utilizzarlo. Una tale architettura ha diversi problemi essenzialmente

la ridondanza dei dati che comporta inconsistene ed errori.

2° fase, anni 70-90

- Grandi DB centralizzati: sistemi reticolari e relazionali. Queste grandi architetture

centralizzate con mega DB aziendali a cui ogni temrinale fa riferimento è stata architettura

dominante fino ad inizi anni 90

3° fase, dopo 90:

- Gestione distribuita dei dati: architetture distribuite.

All’inizio imperava il centro EDP >> il maxi elaboratore era il migliore dei mondi possibili e tutto

ruotava intorno al centro.

Con avvento anni 70 abbiamo avuto rivoluzione che ha portato alla decentralizzazione della gestione

dei dati – che a volte era troppo selvaggia e ha fatto si che il SI perdesse la propria coerenza interna

Finalmente con diffusione delle grandi reti e reti locali siamo arrivato ad una sintesi delle due

tendenze nella quale ciascuna funzione utilizza potenza di calcolo e configuraizone del sistema locale

più confacente alle proprie necessità collegandosi per tutto il resto con altri sistemi sparzi

nell’azineda o sparsi nel mondo tramite internet. 141

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Noi andiamo verso una distribuzione delle funzioni e dei dati per diversi motivi:

- Affidabilità

- Condivisione del carico di lavoro

- Condivisione delle risorse

- Qualità di servizio per utente

Andando ad esaminare punto per punto questi scopi funzionali... parlaimo di affidabilità:

la presenza di risorse ridontanti presenti in più esemplari nel sistema (ridondanti) consente loro uso

per ottenre elevata disponibilità del sistema.

- Sistemi tolleranti ai guasti (fault tolerant)

- Sistemi a degradazione graduale (soft degradation)

Il fatto che ci siano dati duplicati in più sedi fa si che anche se uno dei sistemi dovesse scollegarsi

dalla rete e non essere più disponibile con propri dati o propria potenza di calcolo, facilmente i dati e

potenza possono essere reperiti presso altri centri. Noi possiamo dividere i sistemi in

- Tolleranti ai guasti: il guasto non è percepito da utente

- Degradazione graduale: utente percepisce il guasto per diminuzione prestazioni ma il sistema

continua a funzionare

Condivisione del carico:

Consente un dimensionamento equilibrato delle risorse nel sistema.

Scopo della condivisione del carico è trasferire parte del carico che dovesse essere presente su

singolo sistema in un momento di picco ad altri sistemi che eventualmente nello stesso momento

fossero più scarichi.

Vediamo il profilo di carico di un sistema in un mese o nel corso della giornata (sinistra mese e

giornata a destra).

Abbiamo punta di carico tra le 10 e le 12.30 e altra punta di carico tra 14.30 e 16.00 mentre in altri

momenti della giornata il carico è inferiori. Per esepio pensiamo al numero di transazioni al minuto

che arrivano al sistema. 142

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È possibile trasferire parte del carico tra due sistemi che abbiamo profili di utilizzo diversi in modo da

smorzare le punte di carico ad un sistema che negli stessi momenti ha un carico minore. In questo

modo desaturiamo il sistema più appesantito e carichiamo quello sotto utilizzato.

Se noi vedimao sistemi che hanno una larga distribuzione geografica come negli USA dove ci sono 5

fusi orari dove pur avendo profili di carico simili si può sfruttare la differenza oraria tra le sedi della

organizzazione per trasferire la punta di carico di un sistema ad un sistema di altra time zone che a

quell’ora non sta ancora a regime..

I sistemi distribuiti possono anche servire per gestire remotamente risorse non disponibili in sede

locale.

Agli albori della rete ARPA – mamma di internet – esisteva una grossa macchina parallelo usato per

calcoli areonautici balistici etc.. che esisteva in un unico esemplare in tutto il mondo.. era una risorsa

preziosa disponibile attraverso alla rete.. oppure pensiamo che su una rete locale troviame delle

stampanti di sistema che servono tutti gli utenti..

Inoltre parlaimo di miglioramento della qualità del servizio:

- Possibilità di elaborazione locale: consente una riduzione di tempi di rsposta su certe funzoni

- Riduzione dei tempi di risposta

- Interfaccia utente più comoda: più friendly rispetto alle interfaccie utenti che troviamo sui

grossi elaboratori

Fattori economici ed organizzativi per i quali esistono punti

a favore:

- Maggior contatto tra utente e sistema grazie all’efficiacia dei sistemi locali

- Distribuzione del potere organizzativo psicologico politico associato al possesso

dell’informazione

- Integrazione delle attvità organizzative in imprese territorialmente distribuite

- Costi/benefic ???

Contro:

- Necessirà di coordinamento e collaborazione richiesta a tutti i livelli richiede una attitudine

culturale che non si trova frequentemente

- Costi/benefici ?? 143

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Lez. 21 – Architetture (II parte)

Sistemi distribuiti: definizione:

- Sistemi nei quali il tempo di trasmissione dei messaggi non è trascurabile rispetot al tempo

che intercorre tra gli eventi un singolo processo

In un sistema distribuito, il tempo di trasmissione dei messaggi tra un sito a l’altro è un tempo più

lunfo rispetto al tempo di elaborazione locale. Ciò mette in luce il fatto che i processi locali di un

sistema distribuito devono sincronizzarsi con i processi di un sistema remoto.

Distinguiamo quindi i sistemi ad architettura parallela dai sistemi ad architettura distribuita.

Possiamo quindi fare una classificazione delle architetture sia per le architetture di sistemi di

elaborazione e per sistemi di elaborazione dei dati.

Nella tabella sotto vediamo due colonne – sinistra riguarda architettura di sistema – destra riguarda

modalità di gestione dei dati.

Possiamo iniziare dai cosidetti sistemi debolmenti connessi a banda stretta: sono basati su reti di

telecomunicazione che arrivano a un centinao di kilobit al secondo. Ecco perchè li chiamiamo “ a

banda stretta” inoltre in questi sistemi, gli elaboratori legati alla rete mantengono autonomia,

comunicazioni sono tramite messaggi e tutta autonomia di ogni sistema è preservata. In queste

architetture sono stati sviluppati sistemi di gestioni di dati che si chiamano DB distribuiti.

Il secondo tipo di sistemi ancora debolmente connessi – nei quali elaboratori mantengono propria

individualità tramite proprio sistema operativo locale ma su sistemi di comunicazione a banda larga

in cui la banda va da mega herts a qualche centinaio di mega hertz. Sono reti di calcolatori

funzionalmente distribuite o reti locali. La banda consente scambio maggiori quindi sono possibili

operazioni più distribuite rispetto alla architettura precedente. Si lascia ad un server back end

processor che è specializzato per la gestione dei dati per tutti gli utenti che si affacciano sulla rete

locale – ecco perchè si chiamano funzionalmente distribuiti. Sulla rete locale c’è altro server che

gestisce telecomuhnicazioni vs esterno fron end processor... avremo altro server per gestione

stampanti... etc...

Arriviamo ai sistemi fortemente connessi a banda larga – a questa categoria sono associati i sistemi

multiprocessore – sistemi massvamente paralleli, le memorie associative o i processori associativi e

la gestione di dati di queste architetture sono gestiti da dbmachine o DB processor. Hanno

architettura specializzata per gestione dei dati.

Queste architetture di ssitema e gestione dei dati non sono mutuamente esclusive ma possono

convivere dentro uno stesso grande sistema distribuito.

Un backend processor può essere realizzato invece che con un minicalcolatore o workstation

tradizionale, possono essere realizzati mediante una DB machine, e un nuodo di una rete di

calcolatori ad estensione geografica può essere realizzato con sistema funzionalmente distribuito

basato su rete locale.

Abbimao quindi gerarchizzazione delle architetture che portano a reti di reti e interconnessione su

scala mondiale partenco dal pc che uno si ritrova sul tavolo... 144

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Parlando di gestione distribuita dei dati individuiamo delle tipologie di architetture.

- Archirettura client server:

molti client si rivolgono ad un unico server quindi il tipo di collegamento è di molti ad uno. In

genere questa architettura si usa per transazioni )online transaction processing systems) su

rete locale

- Basi di dati distribuita:

è architettura di tipo molti (clienti) che si rivolgono a molti (server). Necessaria una

interconnessione più complessa e le basi di dati distribuite si usano per sistemi OLTP su reti

locali e geografiche. Anche su rete ocale possiamo avere più server dedicati a lavorare su

gestione di DB.

- Data warehouse:

è una architettura distribuita sui generis... in quanto sono le sorgenti di dati che alimentano il

data warehouse ad essere distribuite ed eventualmente potrannno essere alcune sottoparti

del datawarehouse stesos ad essere distribuite funzuionalmente all’interno dell’azienda. In

genere sono usati per sistemi di supporto alle decisioni basati su reti locali e geografiche

esaminando una classificazione di sistemi distribuiti per gestione dei dati possiamo avere una

classificazione a 3 dimensioni, che sono:

- La distribuzione delle risorse HW e di dati

- Eterogeneità di tali risorse

- Autonomia che il sistema di gestione attribuisce a ciascuna risorsa

In questo spazion tridimensionale definiamo motlti tipi di sistemi.

- Sistemi integrati ed omogenei (sistemi di gestione DB classici)

- Muovendoci verso eterogeneità troviamo sistemi classici eterogenei

- Muovendoci verso la distribuzione troviamo sistemi omogenei

- Per autonomia, noi possiamo avere sistemi con controllo fortemente centralizzato oppure

sistemi con un controllo per nulla centralizzato completamente indipendenti che cooperano

nel sistema distribuito tramite protocolli complicati. 145

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Ovviamente sono stati definiti sulla carta in questo spazio molti diversi tipi di architetture.

Quelle più interessanti sono

- i sistemi distribuiti omogenei

- sistemi distribuiti multi database

- sistemi distribuiti eterogenei multidatabase (che sono opposti al sistema classico)

- sistemi intermedi (in genere chiamati federati in quanto questi sistemi possiedono una certa

quantità di integrazione tra loro costituita da presenza di schema concettuale comune ai vari

siti. Quindi nel caso del sistema integrato omogeneo tutto è concentrato nell’unico DBMS.

Nel sistema federato noi avremo ciascun sito gestito da proprio DBMS ma i DBMS dei vari siti

possono far riferimento ad unico schema concettuale. Chiaramente questo richiede una

notevole coordinazione tra amministratori delle DB dei singoli siti. Tale schema concettuale

comunce non esiste invece nei sistemi multiDB dove c’è massima eterogeneità)

Esaminando più da vicino le caratteristiche di questi sistemi possiamo prendere come parametri:_

- il tipo di funzionalità a cui il sistema globale accede

- come sono realizzati i nodi locali

- quali sono le funzioni della DB globale

- il modo di porre informazione globale tra i vari sistemi

vediamo che nei DB distribuiti il sistema globale ha accesso alle funzioni interne del DBMS i nodi sono

tipicamente DB omogene nel senso che vengono gestite da stesso tipo di DBMS (tutti oracle, tutti

access...) le funzioni sono quelle di sistema di gestione di DB globale. Utente ha completa trasparenza

sul sistema perchè sia lo schema che lo spazio dei nomi delle relazioni sono comuni.

Abbiamo poi ad esempio multidb a schema globale o DB federate nei quali sistema non accede più a

funzioni interne del DBMS ma accede tramite interfaccia utente del DBMS quindi rimane all’esterno.

146

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Le DB tipicamente in questo caso sono eterogene, le funzioni sono di DB globale e mentre nei

multiDB con schema globale abbiamo ancora uno schema globale, nel sistema federato noi abbiamo

degli schemi globali parziali: le basi di dati gobali mettono in comune con altri siti non la totalità dei

loro dati ma solamente parte di esse quindi ci saranno delle view locali e delle view globali.

Abbiamo poi sistemi multidb con linguaggio di sistema dove funzione di accesso passa vs interfaccia

utente e abbimao funzioni globali ma funziojni di accesso ora sono nel linguaggio di interazione tra i

db.

Ultimo tipo sono i sistemi interoperabili. Qui scompare la parola database. Rimane solo concetto di

interoperabilità del sistema. si tratta di programmi applicativi costruiti al di sopra del sistema di

gestione della DB. In questo caso i nodi tipicamente sono costituiti da qualunque sorgente id dati,

purchè siano in gradi di soddisfare protocollo di i nterfaccia stabilito per interoperabilità dei sistemi.

In questo caso non parliamo di funzioni di DB e il modo di porre info globale è attraverso scambio di

dati tra nodo e altro.

ARCHITETTURA CLIENT SERVER

IL Più comune tipo di architettura client server è formata dal livello server e client.

Questi due livelli si dividono in modo chiaro le fuznioni.

Il server gestisce i dati ed elabora applicazioni complesse (tipiche funzioni di elaborazione)

- fron end per gestione rete e periferiche

- backend per gestiojne dei dati

Client:

si occupa di gestire interfaccia con utente:

- funzioni grafiche (presentazione dei dati)

- preparazione dei dati prima di sottoporli e memorizzarli nel DB

>> consente di avere elaboratori client leggeri mentre tutto il grosso dell elaborazione viene fatto

dal server (cliente leggero è poco costoso)

In un architettura client server, Il client:

- è gestito dal programmatore applicativo

- è adatto all’interazione con utente finale al quale presenta un’interfaccia amichevole: utente

finale non ne vuole sapere delle caratteristche tecniche- utente finale è medico, manager

etc..

- utilizza SQL statico o dinamico

il Server:

- è gestito dall’amministratore della DB: è elaboratore dove risiedono tutte le applicazioni

- dimensionato in funzione del carico e dei servizi che deve offrire

- gestisce le procedure di ottimizzazione: molto spesso il server diventa un collo di bottiglia nel

funzinamento del sistema.

interazione tra client server – 2 possibilità

1. uso di primitive del DBMS: il programma applicativo comunica con una parte del sistema di

gestione dei dati distribuiti (parte locale sito client) questa parla con la sua corrispondente

del sito server, viene interrogata la base di dati e le risposte fanno il percorso inverso dal DB

al programma applicativo 147

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2. intervento di programmi ausiliari presso il sito server. In questo caso Il programma

applicativo manda la propria richiesta ad una parte del sistema di gestione dei dati locale,

questa la passa al sistema di gestione dei dati remoto che però non esegue direttamente

richiesta sul DB ma la manda attraverso meccanismo di RPC ad un programma ausiliaro il

quale si incarica di fare interrogazine locale sul server al DB. Il DB risponde al programma

locale ausiliario e finalmente questi si incarica di assemblare tutta la risposta ed inviarla al

programma applicativo.

La differenza di questi due modi di operare: 148

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- nel caso di uso di primitive, il componente locale agisce come pezzo del DBMS e permette

maggiore trasparenza perchè questo componente ha a propria dissposizione i nomi dei file

globali. Tuttavi ainterazioni di questo tipo si basano su reperimento di una tupla alla volta.. se

questo è ragionevolo in sistema centralizzato senza tempi morti per trasmissione di dati..

diventa invece onersono quando ogni tupla deve essere incapsulata in un messaggio per la

sua trasmissione al client. Il sistema è quindi trasparente ma poco efficiente.

- Quando utilizziamo invece i programmi ausiliari e il meccanismo delle RPC (remote di

procedura) l’applicazione chiede esecuzione del programma ausiliario sul server passando i

parametri della sua richiesta a questo programma ausiliario. A questo punto il programma

locale del server agisce su un DB locale. E quindi tutte le tuple trovate dal DB vanno nello

spazio dei dati del programma ausiliario locale. Questo può quindi assemblare sul server la

risposta completa e inviarla con un unico messaggi in risposta al client. In questo modo i

tempi di comunicazione vengono drasticamente ridotti e il sistema ne guadagna

grandemente in efficienza.

Nelle architetture più moderne abbiamo sistema client server a 3 livelli:

differenza sta nell’aggiunta di un livello dedicato alla presentazione.

Presentazione:

In questo caso noi abbiamo quindi il client sul quale gira esclusivamente il browser e questo browser

si occupa esclusivamente della presentazione dei dati all’utente.

Un secondo livello presente sul web server

È livello funzionale per funzioni applicative e funzioni di gestione della rete

Terzo livello di applicazione:

costituito da backend sul quale gira il sistema di gestione della base di dati o sistema analogo

questo permette di suddividere ancore più efficientemente le varie funzini tra macchine diverse – ad

esempio teniamo conto che su internet alcune funzioni possono stare su pc dell’utente, altre

possono stare in server di DB remoto, altre funzioni possono stare in server di rete locale dedicato a

gestire il web e magari in qualche elaboratori proxi che accellera il reperimento di informazioni in

rete

Lez. 22 – Architetture (III parte)

Base di dati distribuita

- Insieme di file memorizzati in nodi diversi di un sistema distribuito: questi file che

rappresentano delle relazioni logiche devono essere correlati

- Logicamente correlati o da relazioni funzionali o perchè sono fisicamente copie multiple di

uno stesso file: in generale, la relazione “file 1 è copia di file 2” è relazione funzionale che

corrisponde all’identità. Il trattamento di copie multiple in DB distribuita richiede

accorgimenti speciali che non si applicano ad altre relazioni funzionali (relazione, proiezione

etc..)

- In ogni caso, questi file Costituiscono una nuova collezione di dati: per questo la chiamiamo

base di dati distribuita.

Una base di dati distribuita:

è una base di dati 149

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- Deve esistere in modo integrato per accedere ai dati

- Deve essere protetta contro incnsistenza e guasti in modo da garantire integrità dei dati.

(protocolli come il £to face commit” che garantiscono proprietà acide delle transazioni dei

dati su più siti.)

- È distribuita: la distribuzione fisica dei dati deve essere trasparente all’utente: il fatto che la

DB è distribuita richiede che il sistema per la sua gestione sia trapsarente all’utente. Utente

deve poter prescindere quanto più possibile dalla conoscenza del modo nel quale i dati sono

suddivisi, allocati, duplicati sui vari siti del sistema

Data Warehouse (dw)

Tecnica per assemblare e gestire correttamente dati provenienti da sorgenti diverse al fine di ottenre

una visione dettagliata di un sistema economico

Il dw viene costruito a partire da sorgenti di dati diverse. Diverse come localizzazione ed

eventualmente diverse come strutturazione dei dati. Potremmo avere dati provenienti da DBMS con

schemi diversi, potremmo avere dati provenienti da sistemi legacy (generazioni vecchie) e dati

provenienti da file system (di tipo sparso). Per la costruzione del dw noi incontreremo i problemi

tipici dei sistemi distribuiti

- È una raccolta di dati

o Integrata

o Permanente: in qualche modo assomiglia a una DB

o Variabile nel tempo: quindi deve essere mantenuto e aggiornato

o Orentata ad un preciso argomento: la grande differenza tra Dw e DB è che DW è

costruito appositamente per supporto di decisioni manageriali

o A supporto di decisioni manageriali

- È l’elemento di separazione tra I carichi di lavoro OLT e quelli DSS

Principali problematiche di un DW

- Manutenzione delle view e dei metadati

- Gestione della replicazione

- Gestione della consistenza dei dati (onerosa nel dw perchè dati vengono da sorgenti

eterogene)

- Realizzazione delle applicazioni

Eterogenetià delle informazioni

- Conflitti strutturali (schemi differenti): derivano ad esempio dal fatto che DB che pur

contengano dati relativi allo stesso dominio applicativo possono avere schemi concettuali o

logici differentil, ad ese DB anagrafici possono identificare la persona che è oggetto centrale

di anagrafe come cittadino, persona, impiegato e in altri modi ognuna di queste entità che si

riferisce sempre ad una persona umana può avere attributi diversi in formato diverso e

quindi si tratta di risolvere questi conflitti così come in una DB centralizzata si devono

risolvere i conflitti tra view diverse per la loro integrazione in uno schema concettuale.

- Conflitti semantici (anche con schemi uguali): attribuzione di significati diversi a la stessa

entità o di uguale signifficato ad entità diverse. Questi conflitti possono aver luogo anche con

schemi concettuali uguali.

o Omonimia: (stesso nome ma significato diverso)

o Ambiguità (nome diverso ma stesso signifficato)

o Formato (numerico, alfanumerico etc...): ad esempio abbiamo dei prezzi che in una

base di dati vengono espressi in una valuta e in un altra DB vengono espressi in altra

valuta. 150

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o Aggregazioni (parto-of): una unità è parte di un altra entità

o Semantica propria del dato (differenza di unitò di misura, di valutazione, di

granularità): ad esempio date espresse in giorni, mesi, anni... nel dw deve essere

possibile passare da una unità di misura all’altra esplodendo o aggregando i valori. È

comunque necessario sapere qual è la granuralità usata in un certo sistema in un

certo momento.

o Aggiornamento spesso ristretto all’attività locale: Molto spesso nei sistemi distribuiti

eterogenei, l’aggiornamento delle info è ristretto alla attività locale. Non è possibile

aggiornare in un sistema distribuito dati che non siano proprietari del sistema dal

quale parte la richiesta di aggiornamento

Risoluzione dei conflitti semantici:

- Ristrutturazione delle basi di dati locali (poco proponibile): omogeneizzare le DB locali.

Questa è soluzione attraente ma poco praticabile perchè realizzazione del sistema distributo

spesso non avviene partendo da zero. Ma avviene per aggregazione di sistemi già esistenti.

Se in un sistema progettato ex novo, la soluzione più spontanea è dire facciamo in tutti i siti

un sistema consistente, quando andiamo ad aggregare sistemi grandi ed autonomi tra loro

non possiamo procedere a ristrutturazione se non in maniera minimale.

- Problema di Aggiunta esplicita negli schemi di informazioni sulla semantica dei singoli dati in

modo da permettere alle procedure applicative di farvi fronte: questo lede in un certo modo

il principio di completa trasparenza. La tencologia oggi non è in grado di fornire questa

completa trasparenza alle procedure applicative – oggi come oggi le procedure applicative

devono rendere conto degli aspetti di distribuzione, eterogeneità e conflitti semantici.

Specificare esplicitamente granuralità ed unità di misura permette di trasformare e risolvere

a livello applicativo la eterogeneità. In alcuni casi però non può essere risolta e va quindi

presentata all’utente finale. Prendiamo il caso di insieme di dati provenienti da guide

turistiche. Come si sa, in queste guide troviamo elenchi di alberghi, ristoranti etc.. ciascuno

con dati tra i quali anche un giudizio sulla qualità.. questo giudizio è qualcosa di molto

soggettivo da parte del valutatore. Nel momento in cui noi vogliamo inserire in unico sistema

distribuito i dati provenienti da queste diverse sorgenti, troveremo che stesso albergo o

ristorante, in una guida è classificato con 3 stelle mentre in un altra è classificato con 5 stelle.

Questo è un conflietto che non può e non deve essere risolto perchè costituisce una

informazione aggiuntiva per utente finale. Il fatto che utente sappia che esistono divergenze

di opinioni su un ristorante è una info importante..

Vediamo in pratica un esempio di conflitto semantico.

Prendiamo in esempio due siti con informazioni simili ma in contesti diversi.

Il contesto del sito C1 presenta i valori monetari nella valuta di origine quindi abbiamo in relazione R1

ditta fatturato paese, la ditta IBM avrà fatturato di 1 milione di dollari che sono valuta di origine degli

USA. Questa info la troviamo in tabella R4 dove per ogni paese abbiamo valuta di riferimento.

La NTT impresa giapponese, ha ancora un milione di unità in valuta giapponese che sarà

rappresentata in Yen. I valori monetari in questa base di dati sono in scala 1 a 1 tranne che lo yen il

quale è in scala 1 a 1000 quindi non sono 1 milione di yen ma 1 miliardo di yen.

Nel contesto C2 i valori monetari sono tutti in dollari, e in scala 1 a 1. Le informaizoni contenute in

questo secondo DB abbiamo una relazione che collega la ditta alle spese effettuate dalla ditta.

IBM ha sepso 1500000 dollari la NTT ha speso 5000000 di dollari.

Nella tabella sotto a dx vedimao tasso di cambio tra una valuta e l’altra. Da yen a dollari e viceversa.

Supponiamo che un utente ponga la seguente interrogazione in sql

“ select da r1 ditta, r1 fatturato from r1,r2, where r1d ditta = r2 ditta and r1 fatturato > r2 spese” 151

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Se noi eseguissimo questa queryt direttamente sulle due relazioni principali delle basi di dati R1 e R2

otterremmo una risposta sbagliata in quanto confronteremmo una cifra (1 milione) con altra cifra (5

milioni) senza capire qual’è il significato di queste 2 cifre. “se dico che la distanza tra milano e torino

è 130 senza aggiungere nulla manca la informazione fondamentale... parlo di km, di minuti...?)

Le tabelle ausiliare consentono di rispondere correttamente a questo tipo di interrogazioni

Chi fa questo tipo di traduzione degli aspetti semantici delle informazioni sono i mediatori.

Le architetture basate su mediatori sono recenti e sono nate per risolvere i problemi più gravi di

eterogeneità di sistemi distribuiti

Una mediatore è un modulo sw (che nella suddivisione a livelli distribuiti nel sistema di riferimento

iso-osi viene posta a livello 7 quindi è livello applicativo quindi è una applicazione). mediatore utilizza

la conoscenza implicita di alcuni insiemi o sottoinsiem di dati per creare informazioni per un livello

superiore di applicazioni di dati ( definizione data dal suo inventoe wiederhold)

La sua funzione principale è la fusione di oggetti distinti:

- Rappgruppare le informazioni sulla stessa entità del mondo reale: costruire entità virtuale

che raggruppa info proveniente da diverse fonti

- Rimuovere le ridondaze tra diverse sorgenti

- Risolvere o evidenziare le inconsistenze tra le diverse sorgenti

Un sistema che utilizzi mediatori sarà quindi composto da sorgenti di dati eterogenei, da sistemi di

utente e da mediatori stessi. I mediatori applicano dei meccanismi di astrazione che permettono di

passare dai dati grezzi alla conoscenza indispensabile all’utente finale. Utente quindi pone un 152

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interrogazione. Questa viene trasformata in una interrogazione formattata che viene passata al

sistema target. Dall’altra parte le risposte grezze prodotte da ogni singolo sistema sorgente vengono

trasfromate dal mediatore nelle risposte utili. Isistemi sorgente possono agire sul mediatore tramite

eventi di trigger per esempio quando dati in un sistema sorgente vengono modificati e quindi è

giusto che il mediatore ne venga informato. Da altra parte utente finale può ispezionare informazioni

del mediatore per ricevere la loro versione più aggiornata

Lez. 23 – Architetture (IV parte)

Wrapper (avvolgente, incartare)

Mascherano in un certo senso il formato specifico della sorgente-

Convertono le interrogazioni in uno o più comandi/interrogazioni comprensibili dalla specifica

sorgente

Possono estendere la possibilità di interrogazione di una particolare sorgente

Converono i risultati dal formato nativo ad un formato comprensibile all’applicazione.

La loro scrittura composta un notevole sforzo realizzativo, ma esistono strumenti che agevolano il

lavoro (tsimmis toolkit)

Wrapper è come un driver ad alto livello per tutto un pacchetto sw che è il pacchetto di gestione dei

dati. Per scrivere questi programmi wrapper sono stati definiti e costruiti degli strumenti che vanno

sotto il nome di toolkit che agevolano il lavoro di chi deve scrivere il wrapper.

Trimmis è uno dei più noti sistemi che usa la architettura a wrapper e mediatori. Architettura

generale del sistema tsimmis si vede qui sotto. È indicativa di un sistema generale che usa mediatore

e wrapper. Abbiamo diverse sorgenti di dati (RDBMS, LOTUS NOTES, WWW) quindi dati diversi tra

loro, ciascuna di queste è avvolta mediante un wrapper che trasforma il formato locale nel formato

definito per mediatori, abbiamo più mediatori, ognuno dei quali trasforma i dati provenienti dalle

sorgenti locali in quelli necessari alla applicazione. Quindi mediatore assembla info native per fornirle

direttamente alla applicazione. 153

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In generale possiamo definire degli strumenti nei sistemi distribuiti che si chiamano Cataloghi o

Dizionari dei dati. Nel sistema di DB distribuiti il catalogo diventa acomponente essenziale. Ecco

perchè sui cataloghi sono state fatte parecchie proposte quanto alla loro architettura e al modo di

distribuirli nell’intero sistema. le prime due opzioni che noi possiamo avere in architettura di catalogo

di rete sono i due estremi:

- Un catalogo completamente replicato che troviamo in ogni nodo del sistema (il catalogo

riporta info sui nomi delle strutture dati locali, sui formati di queste e sulla locazione delle

strutture dei dati. È strumento essenziale affinche un DBMS locale possa reperire dati che

servono per rispondere ad una transazione o interrogazione che parte dal suo sito. In questo

caso di completa replicatezza tutte le info sono immediatamente accessibili., non ci sono

tempi di transito. Da altra parte un catalogo occupa molto spazio su disco. Altro problema,

come in ogni sistema che possiede coppie di dati replicate è la consistenza del catalogo che è

fondamentale per correttezza degli accesis.

- Un catalogo dei dati completamente assente: non abbiamo replicazione dei dati, quindi no

problemi di consistenza, no spreco di spazio per memorizzare catalogo ma ogni

interrogazione deve essere inviata broadcast a tutti i siti e solo i siti in grado di rispondere,

risponderanno. Questo comporta overhead perche i siti devono vedere se info richiesta è

accessibile in locale o meno. Il vantaggio di non avere inconsistenze e spreco di memoria si

paga in termini di memoria e overhead.

- Avere unico catalogo centralizzato: chiaramente il vantaggio è nell’occupazione di disco

perchè catalogo è in un solo sito definito come sito master per il catalogo, la consistenza dei

dati non pone problemi perhè mantenua su unico sito, qualsiasi richiesta accesso ai dati deve

passare attraverso questo sito che diventa collo di bottiglia del sistema. per evitare ritardi

nelle risposte alle interrogazioni il sito deve essere sovradimensionato opportunamente

perchè tutto il traffico passa da questo sito

- Avere un sito con catalogo master ma parti di questo catalogo cono replicate sui siti locali:

questo è buon compromesso tra overhead di memoria, traffico di rete ed efficienza di

accesso locale. Questa soluzione rappresenta quello che facciamo quando ci portiamo

dientro l’agendina con i numeri telefonici... questa non è altro che replicazione dell’elenco

telefonico... quando non abbiamo numero su ns agenda andiamo su elenco telefonico

generale (catalogo master) quando abbiamo corrispondente abituale lo troviamo su

agendina in locale. Aggiornamento di agendia viene fatto per eccezione – il giorno che 154

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cerchiamo un corrispondente e vediamo che il numero su agenda è obsoleto, ricorriamo a

catalogo master e aggiorniamo il record su agendina locale. In questo modo abbiamo

comporomesso ottimo su tutto il sistema

In fig sotto vediamo architettura del modello intermedio con catalgo master e repliche locali. 155

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Riassumendo lo schema di un modello per servizi di info distribuite ed eterogene e vediamo che per

poter realizzare applicazioni distribuite di Dw, di scambio di dati elettroniche, applicazioni di intranet,

queste devono appogiare su architettura del SI che può essere costituita da sistemi come tsimmis, da

sistemi W/f etc.. queste architetture poggiano su infrastruttura di comunicazione basata su protocolli

di comunicazione e sotto questi troviamo da un lato supporto dati e dall’altra supporto di

comunicazione (TCP/IP) 156

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Sistemi informativi e internet

La diffusione di internet ha influenzato i SI in due modi:

- ricerca fatta non siu singola DB ma su tutti i siti

- Utilizzo di WWW viene usata non solo per browsing ma anche per realizzazione dei SI

intra/inter aziendale (intranet + extranet = internet)

- Necessità di integrazione tra tecnologie web e tradizionali oltp (online transaction

processing)

Impieghi commerciali di internet che giustificano uso di veri e prorpi SI in rete.

In fig sotto vediamo su scala dei tempi quelle che sono state le prime applicazioni su internet che

sono state posta elettronica e scambio di file a corpo. Supporto ad attività lavorative come marketing

e nel caso di ricerca scientifica lo scambio di info e dati tramite la rete. Queste operazioni che nel

mondo scientifico sono inziate negli anni 80 hanno avuto dal punto di vista commerciale uno

sviluppo a partire da anni 90. Queste info ancora in forma disaggregata sono state usate prima come

da semplici interrogazioni di marketing per poi passare a sistemi di supporto alle decisioni. Ultima

evoluzione è e-commerce e i sistemi multimediali

Vedendo cosa fanno i SI sul web, classifichiamo questi siti in funzione della complessità dei dati che

essi contengono e in funzione della complessità delle applicazioni che le richiedono.

- I siti più semplici sono i siti di presenza: vengono inserite poche informazini come scopo

attività sociale, indirizzo, numero di telefono... giusto per dire “esisto”

- Siti orientati a fornire servizi: ad esempio siti che forniscono email address o accesso ad altri

siti come i cosiddetti portali

- Siti di catalogo: li troviamo se facciamo progetto di ipertesti o sistemi ipermediali. Si pensi a

sistemi di visita virtuale a musei. Abbiamo elevata complessità dei dati mentre l’applicazione

si limita a navigare tra i vari dati visuali, audio, testuali etc.. che sono tra loro collegati

- Sistemi informativi basati su web: permettono a tante persone diverse di cooperare per

eseguire un compito comune. 157

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Come vengono ricercati i dati sul web

Information retrival – ricerca e organizzazione di dati non strutturati. Questo capitolo ha assunto

quando è passato da db convenzionali a db su web ha assunto il nome di motori di ricerca – prima si

chiamavano sistemi di information retrival – sono punto nevralgico di uso del web – oggi dobbiamo

estendere e migliorare le tecniche che guidano i motori di ricerca.

Ricerce su rete

- Estensione emiglioramento degli attuali motori di ricerca:

- Indici di ricerca centralizzato con categorizzazione manuale dei contenuti (lycos, yahoo):le

singole pagine web sono esaminate da persone specializzate che ne fanno indicizzazione,

trovano parole chiave e vengono isneriti nell’indice

- Motori basati sia sul contenuto della pagina sia sul contesto nel quale la pagina è inserita:

- Classificazione efficace dei documenti: problema principale.

- Subject gateways: le pagine non sono indicate individualmente ma viene mantenuta la

struttra dei documenti e quidi le pagine sono riconosciute come appartenenti a stesso

soggetto

- I motori tradizionali indicano le singole pagine

- Un subject gateway riconosce una risorsa (documento) come tale, mantenendo la coerenza

dell’informazione

- Basati su direttori (yahoo, magella)

Organizzano la conoscenza in strutture e classificano le singole pagine web in queste strutture

- La classificazione è un lavoro molto pesante e ci sono più pagine che classificatori

- Se l’informazione cercata non ricade nella classificazione è impossibile trovarla

- Basati su “spider” (alta vista, lyvos)

Programmi cercano qualsiasi cosa e organizzan la materia in qualunque modo

- Lo spider esplora il web e trova le pagine

- Un db contiene le informazini trovate e gli algoritmi di ordinamento perr rilevanza

- Un’interfaccia utente permette le interrogazioni e la presentazione dei risultati 158

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Motori di ricerca

Le principali differenze tra la ricerca su web e quella su banche di dati tradizionali sono

- Enorme eterogeneità delle informazioni su web: eterogeneità che non si riscontra invece

sulle db classiche

- Enormi dimensioni del dominio di ricerca

o 400-500 milioni di documenti: dimensione in aumento

o 15-20 mila richiesta di ricerca al minuto: quindi i motori di ricerca devono essere

efficaci

- Nonostante l’enorme quantità di documenti dati in risposta ad una interrogazione (recall),

Vengono esaminato solamente i primissimi documenti. Utente però richiede che ciò che si

trova nelle primissime pagine sia di altissima precisione

- Gli algoritmi di ordinamento dei documenti trovati in base alle effettive richieste dell’utente

e di ranking sono tra i segreti industriali meglio custoditi

Lez. 24 – Sistemi ERP (I parte)

Generalità

L’acronimo

ERP enteprise resource planning è stato coniato da inizio anni 90 per indicare prodottui applicativi – i

nuovi sistemi gestionali integrati per aziende manifatturiere che cominciavano ad essere proposti

come evoluzione dei precedenti prodotti costruiti sui modelli noti come MRP )material requirement

planning e MPR I (manufacturing resource planning)

Le ragioni del successo:

Espolosione del mercato dei sistemi ERP nei primi anni 90 è dovuta ad un felice incontro di una nuova

e brillante offerta con una nuova e ricca domanda. I sistemi ERP già esistevano in termini di sistemi

gesitonali.

Dal lato dell’offerta:

- La standardizzazione dei sistemi operativi (unix e windows)

- La scalabilità delle nuove famiglie di server

- Il potenziamento delle reti

- Il successo dell’architettura client-server

Dal lato della domanda:

- L’attenzione delle aziende per le proprie attività portanti

- Il cambiamento continuo dei mercati

- La globalizzazione dei mercati

- La pervasività dei sistemi informativi

- Il problema dell’anno 2000

Le principali caratteristiche

Poichè l’acronimo ERP è diventato di moda e non è un marchio attribuibile ad un prodotto attraverso

procedura di qualificazione, tutti iproduttori di SW gestionale definisciono di tipo ERP la loro offerta

I prodotti ERP propriamente detti devono offrire deteminate caratteristiche:

- Flessibilità di architettura: un buon ERP ha di solito 3 livelli, client leggero, server e

presentazione. Sul server girano sempre due processi: elaborazione dati ed acquisizione dati

159

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dal DB. Il client leggero consente di posizionare client remoti per cui non si sistemano sulla

lan ma si possono localizzare su un network che può essere gestito da remoto.

- Efficace ambiente di personalizzazione/sviluppo: ambiente di sviluppo viene messo a

disposizione di chi acqusisce il sw. Considerando che i prodotti offerti presentano lacune

marginali per ogni caso specifico è importante considerare che aziende hanno esigenza di

chiedere delle modifiche/integrazioni

- Indipendenza da un db fisica: il modello dei dati viene messo in un repository del sistema ed

è mappato in una db fisica solo al momento dell’istallazione del sistema per cui non si deve

dipendere da un produttore di DB.

- Facilità di interfacciamento: i sistemi devono potersi interfacciare con altri subsistemi

esistenti o acquisiti quindi dobbiamo avere strumenti di interfacciamento adatti alla rapiditià

con cui si devono integrare con altri subsistemi. (si pensi ai sistemi scada per raccogliere dati

da campo o a sistemi che gestiscono documentazione tecnica)

- Strumenti di modellazione dei processi aziendali: i sistemi ERP data ricchezza loro

funzionalità consentono di spostare attenzione sui processi aziendali e non focalizzarsi su

aspetto tecnologico informatico – le aziende si concentrano ed esprimono attenzione sui loro

processi. In un certo senso si crea spazio per livello di astrazione – azienda ragiona sui

processi e il sistema informativo segue evoluzione dei processi. Quanto più esiste

integrazione tra SI e processi tanto meglio è. Si ricorda che i sistemi ERP sono contenitori di

conoscenza. Chi acquisisce un prodotto ERP troverà dentro di esso delle ide per

cambiare/modificare il proprio modo di funzionare. Questo è capovolgimento completo del

modello di sviluppo dei gestionali anni 80. Prima era azienda che chiedeva “abito su misura”

oggi si compra prodotto industrializzato che ha molte opzioni di funzionamento e azienda

individua tra le opzioni quella che meglio si adatta agli obiettivi aziendali di quello specifico

momento storico

- Significativo volume di referenze: da un lato significa che il produttore ha apiù probabilità di

sopravvivere sul mercato e sviluppare nuove versioni di sistema e inoltre il produttore

raccoglie indicazioni dai propri clienti e inserisce funzionalità ai propri sistemi per soddisfare

tali esigenze.

- Disponibilità in lingue e localizzazioni diverse: ERP nascono quando aziende si delocalizzano

quindi ERP deve essere disponibile nell emaggiori lingue e deve poter funzionare

contemporaneamente in più lingue indipendentemente da dove il sistema è istallato. Il

prodotto in area fiscale recepisce tutte le richieste della nazione in cui viene utilizzato

- Possibilità di modellare strutture aziendali complesse

- Ampia scelta di processi logistici attivabili attraverso semplice parametrazione

- Ampia gamma di modelli di controllo di gestione di facile costruzione e totalmente integrati

Line evolutive (filoni di sviluppo)

Tutti i prodotti di successo si muovono simultaneamente in molteplici direzioni

a) Tecnologia:

a. Disponibilità su ulteriori sistemi operativi

b. Adattamento alle nuove proposte di middelware: la casistica delle possibile

architetture continua ad aumentare per via della potenza delle reti e delle macchine.

Affinchè queste architetture possano essere raggiunte ed utilizzati occorrono

middelware sempre più sofisticate – ERP deve poter recepire ed inglobare nelle loro

soluzioni i vari middelware – sopratutto quelli che si stabiliscono come standard de

facto.

b) Funzionalità

a. Approfondimento funzionale nelle are operative tradizionali

b. Allargamento a nuove are operative

c. Crescita verso area della gestione strategica aziendale

c) Mercato 160

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a. Penetrazione di nuovi mercati: i sistemi ERP cercano di entrare in mercati nuovi –

nascono per mercato manifatturiero ma i mercati disponibili sono moltissimi

b. Verticalaizzazione in mercati tradizionali: raggiungere con precisioni specifici

segmenti all’interno di questi mercati

c. Attenzione per le medie aziende: che rappresentano grande bacino di utenza non

ancora raggiunto

Tecnologia

Negli anni 90 quando sono nati gli ERP ancora non si erano espresse delle proposte ERP basate su

client-server per cui tutti i produttori ERP hanno sviluppato un ambiente proprietario di sviluppo.

Ambiente di sviluppo viene comprato dalle aziende quando comprano l’ERP

Tutti i grandi produttori di ERP hanno sviluppato i loro applicativi in un ambiente proprietario che

viene peraltro messo a disposizione di partner e clienti.

Ambiente di sviluppo:

se noi pensiamo ad ambiente di sviluppo classico anni 80 pensiamo ad aziende che compra

elaboratore da un fornitore e compra del sw solo nei limiti in cui questo è consentito dalla

piattaforma HW quindi forte vincolo tra prodotto app e piattaforma tencologica.

I modelli applicativi e processi aziendali sono quindi legati alla piattaforma tecnologica.

La versalità dell’ambiente di sviluppo è strategica sotto molti punti di vista

Un ambiente di sviluppo avanzato comporende adeguati servizi di middelware e deve rappresentare

uno snodo completo tra il livello funzionale di un ERP e la sua infrastruttura tecnologica

Vediamo quindi in figura sotto interlacciamento forte tra piattaforma tecnologica e applicazioni e

modelli di business

Questa situazione non era coerente con caratteristiche del tempo di cambiamento continuo,

pervasività dei sistemi etc..

Quindi si va pensando alla indipendenza delle 3 are... creare snodo tecnologico della piattaforma

tecnologica (HW + SO + DB + tutti i probemi di rete + middelware cooperativo tra diversi componenti

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fisici del SI) snodo tecnologico è possibile solo se ambiente di sviluppo lo prevede. Snodo tecnologico

diventa caratteristica dominante dell’ambiente di sviluppo.

Solo coloro che hanno saputo esprimere ed eseguire questa visione si sono messi nelle condizioni di

avere un prodotto capace di crescere ed adattarsi a delle soluzioni architettoniche sempre più

complesse diverse e trovare spazio di mercato più ampio.

Una applicazione deve potersi adattare ad evoluzione in area organizzativa. Quindi app deve

includere strumenti di modellizzazione adeguati ma sopratutto deve consentire in modo semplice di

modificare il proprio comportamento quando azienda adotta modello di business diverso.

Quindi per riassumere possiamo pensare che app, grazie ad ambiente di sviluppo include due snodi-

e quando questo è raggiunto allora soluzione ERP è soluzione di successo. 162

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Il fatto che dentro una app ci fossero diverse funzioni contemplate e che queste sessioni operative

interagissero tra loro è qualcosa di normale per tutti i gestionali ma si è cominciato a sviluppare

concetto di componenti applicative = sottoinsieme di funzioni che hanno consistenza naturale che

possono vivere da sole e svolgere ruolo specifico dentro applicazione globale – applicazione tagliata

per componenti consente vantaggi:

- Dal punto di vista tecnologico le diverse componenti interagiscono tra loro. Ogni

componente trattaun certo inseme di dati ed evita che nella articolazione ocmplessa del

Sistema applicativo stesso una componente vada a interagire con un altra. È modo di fare

ordine e consente di interfacciare in maniera più ricca diverse soluzioni applicative. È

concetto delicato e non sono ragigunti livelli di standard in questo senso e la riorganizzazione

di un sistema ERP a fiunzionamento per componenti è tendenza importantissima.

Caratteristicha che non tutti gli ERP hanno e che però caratterizza i prodotti di successo dei

prossimi anni.

Lez. 25 – Sistemi ERP (II parte)

Anche in area amministrativa che si ritiene settore coperto bene da ERP si scoprono carenze di

funzionalità che prima non si ritengono importanti ma che invece lo sono.

Stesso vale per controllo di gestione.. è area delicata perchè aziende vogliono avere controllo di

gestione ma spesso non ci riescono perchè aziende non riescono ad estrarre agilmente le

informaizoni necessarie dai sistemi.

Funzionalità

Quando si esaminano superficialmente i prodotti ERP sembra che tutti rispondano perfettamente

alle esigenze delle are funzionali tradizionali

Appena si entra in una analisi dettagliata si scoprono carenze vistose di ogni prodotto in certe are,

profonde differenze tra i prodotti e quindi ampi spazi per una scelta corretta nei singoli casi

La vera novità è che i sistemi ERP si sono estesi ad altre are operative aziendali diverse dal nucleo

centrale classico (amministrazione e controllo, distribuzione e produzione) 163

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Le nuove are di maggiore atteznione sono:

- Commercio elettronico (BSC)

- Supply chain (B2B) (collegamento di aziende con propri fornitori primari e secondari) – idea

che corretto funzionamento di azienda non può essere considerato senza considerare

comportamento dei propri fornitori maggiori. Quindi si crea dipendenza tra azienda e propri

fornitori e subfornitori in una catena che termina con assemblatore primario di una

particolare linea di prodotti. Problema è dover far interagire SI diversi posseduti da aziende

diverse

- Customer connection (CRM) gestione della catena di distribuzione – area a valle della azienda

– modalità in cui azienda trasferisce i propri prodotti al mercato - dipende da prodotto ed

azienda. In molti casi vi sono soluzioni parallele diverse. Ogni azienda vuole ampliare proprie

opportunità di vendita tramite canali molteplici e paralleli ma deve trovare modo di far

convivere i canali selezionando prodotti adeguati ad ogni canale.

- Business intelligence: raccogliere le operazioni quotidiane. È una raccolta dati dettagliata e

finalizzata alla velocità della transazione. Esistono ruoli manageriali/direzionali in azienda che

non sono interessati al dato puntuale ma gli interessa interpretazione di dati raccolti ed

assemblati. BI è riprendere i dati, assemblarli e presentarli per interrogazioni destinate a

prendere decisioni strategiche. È settore interessante e nuovo – tutti i produttori di sistemi

ERP si sono resi conto della sua importanza quindi ci sono estensioni dei sistemi ERP per lo

sviluppo di questo settore

- Sviluppo nuovo prodotto: area di confine. Interfacciamento con sistemi di produzione. Tutti i

grandi produttori di ERP offrono funzionalità in questa direzione – sistemi per raccogliere

dati e interfacciarsi con sistemi CAD di riferimento sul mercato – il motivo è legato a fatti

contingenti – aziende devono sviluppare nuovi prodotti molto più velocmente che in passato

la vita di un prodotto è molto più breve – tempo tra decisione di lancio e lancio effettivo del

prodotto deve essere breve.

- Erogazione servizi: è un area che non era presa in considerazione tradizionalmente – confine

tra prodotto e servizio è sempre più sfumanto – chi offre prodotti deve affiancarvi dei servizi

e chi offre servizi deve considerarli come prodotti. Quindi si pensa a tutti i fatti inerenti a

gestione e controllo di avanzamento del servizio...

- Manutenzione e assistenza

- Risorse umane

Mercati:

partnedo dal mondo manifatturiero, i produttori di sistemi ERP forti di mezzi finanziari significativi, di

componenti applicative già pronte, di esperienza di produzione industriale di sw applicativo, si

muovono in nuovi mercati mirando alle loro specifiche attività portanti

esiste spazio per produttori ERP di verticalizzaizone dei mercati tradizionali in cui si sono sempre

mossi.

il concetto di verticalizzaizone va analizzato a fianco e a completamenti di quello di ricerca di nuovi

mercati. Per verticalizzazione si intende lo sforso di caratterizzare un sistema ERP per aggredire le

specifiche esigenze di particolari segmenti del tradizionale mercato manifatturiero

Tutti i grandi produttori di sistemi ERP hanno fatto annunci aggresisvi di penetrazine del mercato

delle medie aziende. Il motivo è che si tratta di un mercato potenzialmente enorme, anche se difficile

e molto polverizzato, nazione per nazione 164

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Il futuro dei sistemi ERP:

negli ultmi tempi internet ha cambiato fortemente i modelli di funzionamento delle aziende e ha

aperto nuove opportunità – ha generato una nuova occasione di comunicazione tra azinede e cliente

e tra aziende e aziende.

in questo momento e per i prossimi anni gli attuali sistemi ERP sono e saranno assoggettati ad una

dinamica di rapido cambiamento per adattarsi alle opportunità e richieste che emergono dai nuovi

modelli economici nai dalla diffusione di internet

arrivo di internet era previsto ma non era previsto l’effetto dell’arrivo di internet.

Finchè pensiamo alle transazioni correnti dell’azienda, al suo core business e tutte le persone che

interagiscono con il SI valgono tutte le considerazioni fatte finora. Nell’evoluzione degli ERP già si

considera interazione con fornitori e clienti, ma quello che non era stato previsto era il fatto che delle

persone non note (clienti potenziali nel mondo) potessero interagire con SI aziendale per fare degli

ordini e con questo enorme mercato virtuale disponibile ora grazie ad internet cambia integrazione

dei sistema per cui non esiste solo la extranet per collegare delle intranet aziendale ma ora abbiamo

a disponibilità delle funzioni generali di internet ovverro mercato in cui operatori interagiscono

sempre e in modi molto differenti. I prodotti applicativi delle varie aziende devono poter interagire

tra loro senza supporto di esseri umani. Per molti aspetti è necessario ripensare ad architettura di

base dei sistemi stessi. Enorme quantità di sw è già scritta nei sistemi ERP e continua ad essere

scritta. Abbiamo parlato finora dei grandi spazi evolutivi disponibili.. quindi ci sono die fenomeni

contrari – far crescere i prodotti e farli crescere su architettura diversa – è difficile soprattuto per

produttori affermati che non possono ricominciare da capo. Questo significa che c’è anche spazio pe

roperatori che non avenod retaggio da difendere possono partire direttamente con modello internet

oriented.

Tutto ciò sconvolge un po’ il mercato. I produttori ERP tradizionali sono oggi assoggiettati a pressione

rilevante in nuove are da parte di operatori appena comparsi sul mercato e che mirano a risposte

adeguate e alle opportunità offerte dalle nuove tenologie. Anche produttori ERP tradizionali devono

pensare a nuove architetture e decidere come si collocheranno in uno scenario futuro – quelli più

affermati chercano di diventare framework applicativi di riferimento in cui si innestano nicchie di

produttori specializzati. Alcuni dei tradizionali produttori ERP cercano di adeguarsi vendendo parte

della loro produzione (facendo concentrare il mercato ) oppure cercano di diventare produttori di

componenti. Cioè si concentrano su serie di funzionalità specifiche in modo da offrirle come soluzioni

di nicchia.

Ci troviamo davanti a cambiamento epocale che può sovvertire l’ordine dei vincitori. Gli anni a venire

saranno vivaci con una battagagli su tutti i fronti discussi sopra. Sono i problemi classici di chi deve

scegliere – dovendo scelgiere un prodotto ci si troverà sempre in imbarazzo. si pensava che il

mercato si stesse polarizzando intorno a un numero limitato di produttori invece ci sono molti nuovi

produttori e tutte le nuove funzionalità difficilmlente possono essere date da unico fornitore – quindi

non esiste più fornitore unico capace di fornire framewrok applicatico con copertura di tutte le

funzionalità aziendali

il fenomeno più importante è l’evoluzione del modello aziendale dell’azienda distribuita, alla catena

di fornitura integrata, fino all’interscambio collaborativo

I nuovi modelli non trovano adeguata copertura negli attuali sistemi ERP né dal punto di vista

dell’impianto tencologico (per ese I sistemi ERP sono WEB enabled e non WEB based e non

contengono un messaggio broker) né dal punto di vista funzionale

I produttori di sistemi ERP: 165

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Appunti di tutte le Lezioni + Slide. Anno di studio 2017 basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof:

Prof. Paolo Atzeni - Università Roma Tre (Roma - Italy)
Prof. Daniele Munari - Politecnico di Torino (Torino - Italy)
Prof. Barbara Pernici - Politecnico di Milano (Milano - Italy)
Prof. Gaetano Santucci - Esperto Pianificazione dei Sistemi
Prof. Fabio Schreiber - Politecnico di Milano (Milano - Italy)
Prof. Riccardo Torlone - Università Roma Tre (Roma - Italy)

dell’università degli Studi Uninettuno - Uninettuno, Facoltà di Ingegneria, Corso di laurea in ingegneria informatica - Big Data. Scarica il file in formato PDF!


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria informatica
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jstew di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi informativi e basi dati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Uninettuno - Uninettuno o del prof Atzeni Paolo.

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