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Apparato cardiocircolatorio

Appunti di anatomia sull'apparato cardicircolatorio basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Familiari dell’università degli Studi de La Sapienza - Uniroma1, facoltà di Seconda medicina e chirurgia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia docente Prof. G. Familiari

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La pressione del liquido interstiziale e quella del capillare e la pressione colloido-

osmotica del plasma e del liquido interstiziale sono le forze di Starling e sono

responsabili del trasferimento del liquido in una direzione o nell’altra.

Se la somma di queste forze è positiva, ci sarà una filtrazione attraverso la parete del

capillare, se, invece, è negativa, si verificherà un riassorbimento dagli spazi

interstiziali nel capillare.

Sistema linfatico

Il sistema linfatico è una via accessoria attraverso la quale il liquido può defluire dagli

spazi interstiziali al sangue. Esso, inoltre, ha la capacità di asportare dagli spazi

tissutali le proteine e il materiale corpuscolato che non possono essere direttamente

riassorbiti nei capillari sanguigni.

Quasi tutti i tessuti del corpo hanno vasi linfatici, ad eccezione le parti superficiali della

cute, l’SNC, l’endomisio dei muscoli e le ossa. Questi hanno dei canali prelinfatici.

Tutta la linfa dalla parte inferiore del corpo affluisce al dotto toracico, che si svuota

nell’unione tra la vena giugulare e la succlavia sinistra.

ARTERIE

Sono condotti muscolomembranosi efferenti che trasportano e distribuiscono il sangue

agli organi.

Il sangue transita in arterie di calibro progressivamente decrescente.

I valori di pressione al loro interno sono molto elevati.

Le arterie hanno forma cilindrica, colore bianco roseo e in sezione trasversale hanno

un profilo circolare ed uno spessore uniforme. Se esse vengono recise, rimangono

beanti e non presentano sangue al loro interno. Il loro diametro varia in seguito alla

contrazione. Hanno una pulsazione sincrona al ventricolo.

Se vengono sottoposte a pressione sono comprimibili e deformabili.

La superficie esterna è irregolare, mentre quella interna è liscia e lucente.

Le arterie decorrono profondamente e sono avvolte da una guaina connettivale

insieme ai nervi e ai vasi linfatici formando i fasci vascolonervosi.

Portandosi al loro territorio di distribuzione, le arterie tendono a decorrere

rettilineamente, seguendo il percorso più breve.

La dimensione dei vasi aumenta con lo sviluppo.

CLASSIFICAZIONE E NOMENCLATURA

grosso calibro o elastiche, o di conduzione

● arterie di piccolo e medio calibro o muscolari, o di distribuzione

● arteriole

I rami che emergono vengono chiamati rami collaterali. Quelli che originano ad angolo

retto o ottuso, vengono chiamati rami ricorrenti e sono destinati ad un territorio a

monte del punto d’origine.

Un’arteria può continuare in un’altra arteria o dividersi in rami terminali. Il territorio

del corpo che viene vascolarizzato si chiama territorio di distribuzione e non è una

zona nettamente definita.

La disposizione delle arterie permette un’irrorazione sufficiente anche in caso di

occlusione dell’arteria principale.

Tuttavia, ci sono territori irrorati dalle ramificazioni di una sola arteria, chiamati

segmenti, dove sono presenti arterie terminali e rami segmentali.

L’occlusione di un ramo segmentale determina l’assenza di flusso di sangue nel

territorio di distribuzione. Così avviene l’infarto.

Anastomosi

Sono delle connessioni tra arterie. I tratti arteriosi che le formano vengono chiamati

rami anastomotici. Questi sono quasi sempre presenti a livello delle arteriole.

Anastomosi terminoterminale

● le arterie continuano a pieno canale l’una nell’altra e danno luogo alla

formazione di un’arcata o arcate multiple

Anastomosi per convergenza

● le arterie continuano ad angolo acuto

Anastomosi mediante rami anastomotici

● ci sono due arterie parallele, unite da una trasversale

Anastomosi a rete

● tra due o più arteriole ci sono dei ramuscoli anastomotici, che formano una rete.

Le connessioni anastomotiche sono soggette ad una grande variabilità, ma ci sono

anche anastomosi costanti, come il poligono di Willis, localizzato alla base

dell’encefalo. Dove le arterie carotidi interne e quelle vertebrali si uniscono. Questo

poligono distribuisce il sangue, con una pressione uniforme, a tutto il cervello.

Le anastomosi consentono un’irrorazione costante anche quando l’arteria afferente va

incontro a compressione a causa di un organo. Queste vie alternative costituiscono il

circolo collaterale.

In caso di occlusione di un’arteria, i vasi anastomotici possono dilatarsi, facendo in

modo che ci sia un compenso vascolare. A livello del cuore, però, i vasi anastomotici

non sono sufficienti a far si che questo avvenga

Vascolarizzazione

Le arterie di grande calibro possiedono i vasa vasorum, che si ramificano nella tonaca

esterna e vascolarizzano la tonaca media. Gli altri strati si nutrono per diffusione. Sono

presenti anche vasi linfatici e venosi.

Innervazione

Fibre afferenti

● sono fibre amieliniche, provenienti dal simpatico. La loro stimolazione determina

vasocostrizione e aumento del tono vascolare.

Fibre efferenti

● conducono gli stimoli dei recettori:

Barocettori

○ rilevano variazioni della pressione sistemica (a livello dell’arco aortico e

del seno carotideo)

chemocettori

○ sono sensibili alle variazioni di pH e di pressione di CO2 e di ossigeno

meccanocettori

Anastomosi arterovenose

Sono connessioni tra arterie e vene, che hanno il compito di indirizzare ai capillari una

maggiore o minore quantità di sangue. In condizioni di riposo le anastomosi sono

aperte e consentono il passaggio di sangue tra arterie e vene

di 1 tipo

● comunicano direttamente

di 2 tipo

● si collegano attraverso un vaso, chiamato vaso di collegamento. Esso può

essere rettilineo o può formare il glomo vascolare

L’arteria afferente presenta dei cuscinetti endotelio-muscolari

Il vaso anastomotico all’interno ha un rivestimento endoteliale, che poggia su una

lamina di fibre collagene. Sono presenti le due tonache muscolari, ma manca la

membrana elastica interna

La vena efferente ha una parete sottile, manca di muscolatura ed è ricca di fibre

elastiche

Le anastomosi arterovenose cutanee contribuiscono a regolare la temperatura

corporea.

Esistono anche delle comunicazioni patologiche tra arterie e vene, chiamate fistole

arterovenose.

Struttura

Tonaca intima

● è costituita da cellule endoteliali

tonaca media

● è formata da cellule muscolari lisce

tonaca avventizia

● è formata da fibroblasti e fibre collagene

Tra la tonaca intima e la media è presente la membrana elastica interna e tra la media

e l’avventizia la membrana elastica esterna

Arterie elastiche

Si distendono in fase sistolica e in fase diastolica hanno un ritorno elastico che

mantiene costante il flusso ematico.

Tonaca intima

● è costituita da pavimentoso semplice, poggiato su un connettivo lasso

Lamina elastica interna

● è formata da una o più lamine elastiche fenestrate

Tonaca media

● è formata da lamine elastiche fenestrate, connesse da fascetti fenestrati. Tra le

lamine ci sono cellule muscolari lisce e fibre di collagene ed elastina

Lamina elastica esterna

● è discontinua

Tonaca avventizia

● è sottile ed è formata da connettivo

Arterie muscolari

Tonaca intima

● è come quella delle arterie elastiche, ma è più sottile

Lamina elastica interna

● è ben evidente

Tonaca media

● ci sono cellule muscolari ad andamento circolare, separate da una lamina

basale

Lamina elastica esterna

● è più sottile della interna

Tonaca avventizia

● è molto sviluppata ed è costituita da fasci di fibre collagene

Arteriole

Rappresentano la principale componente della resistenza periferica al flusso ematico.

Esse danno luogo alle metarteriole

Tonaca intima

● Non è presente una lamina elastica interna

● Tonaca media

● è costituita da cellule muscolari lisce

Tonaca avventizia

● è molto sottile, formata da collagene e fibroblasti

CIRCOLO POLMONARE

Tronco polmonare

● Trasporta sangue deossigenato dal ventricolo destro ai polmoni

○ Decorso:

○ Origine: cono del ventricolo destro

■ Si dirige obliquamente a sinistra e in alto

■ Passa alla sinistra dell’aorta ascendente

■ In corrispondenza dell’arco aortico si divide:

■ Arteria polmonare destra

● Ramificazione destra dell’arco

○ Si localizza dietro l’aorta ascendente

○ Decorre con i rami tracheali, bronchiali e con vene

○ polmonari di destra

Arteria polmonare sinistra

● Si localizza ventralmente all’aorta discendente

○ Passa sopra l’atrio sinistro

○ Decorre con i rami tracheali, bronchiali e con vene

○ polmonari di sinistra

AORTA

Aorta ascendente

Nasce alla base del ventricolo sinistro, poi risale obliquamente, ventralmente e a

destra, fino alla seconda cartilagine costale destra. Al di sopra della sua origine sono

presenti i seni aortici di Valsalva, dove c’è un aumento di calibro del vaso, chiamato

bulbo aortico. Un’altra dilatazione si trova nella parte più alta dell’aorta ascendente e

si chiama grande seno aortico. Esso si accentua con l’età.

Rapporti:

Anteriormente: ventricolo destro, tronco polmonare, auricola destra

● Superiormente: polmone destro, timo

● Posteriormente: atrio sinistro, arteria polmonare destra, bronco destro

● A destra: atrio destro e cava superiore

● A sinistra: atrio sinistro e tronco polmonare

Rami collaterali: Arterie coronarie destra e sinistra

Arco aortico

E’ concavo verso il basso e circonda il peduncolo polmonare sinistro. E’ diretto in dietro

e a sinistra. A livello della quarta vertebra toracica continua nell’aorta discendente.

Qui è presente un restringimento: l’istmo aortico, a cui fa seguito una dilatazione: il

fuso aortico.

Rapporti:

A sinistra e anteriormente: pericardio fibroso, pleura, nervo frenico, vago e

● simpatico

A destra e posteriormente: trachea, esofago, dotto toracico, colonna vertebrale

● Inferiormente: tronco polmonare, bronco sinistro, nervo laringeo ecc.

● Superiormente: Arteria brachiocefalica, carotide e succlavia di sinistra

Rami: tronco branchiocefalico, carotide e succlavia di sinistra.

Aorta toracica

E situata nel mediastino posteriore. Si estende dalla T2 alla T12. E’ addossata ai corpi

vertebrali, a cui è connessa dalle arterie intercostali e da varie fibre. Nel suo tragitto,

l’aorta toracica giace a sinistra della colonna vertebrale e, mano a mano, si avvicina al

piano mediano.

Rapporti:

antero-superiormente: tronco polmonare e pericardio

● destra: esofago

● sinistra: polmone sinistro

● posteriormente: colonna vertebrale e vena emiazigos

Aorta addominale

Inizia a livello del foro aortico del diaframma, discende davanti la colonna vertebrale,

lievemente a sinistra e termina a livello della L4, dove si divide nelle arterie iliache

comuni. In basso continua con l’arteria sacrale mediana.

TRONCO BRACHIOCEFALICO

Nasce dall’arco aortico, dietro il manubrio sternale. Incrocia la trachea e arriva fino

all’articolazione sternoclavicolare destra.

Solitamente non dà rami collaterali

I rami terminali sono la carotide comune destra e la succlavia destra

Rapporti: vena cava superiore, trachea, pleura, polmone destro.

ARTERIA CAROTIDE COMUNE

Le carotidi comuni sono i principali vasi arteriosi per l’irrorazione della testa e del collo.

La carotide comune destra origina dal tronco brachiocefalico ed è esclusivamente

cervicale, origina, inoltre, in un piano anteriore rispetto alla sinistra

La carotide comune di sinistra origina dall’arco aortico e si divide in toracica e

cervicale.

Rapporti: medialmente: esofago, trachea, faringe, laringe, arteria tiroidea inferiore

lateralmente: vena giugulare interna

Tratto toracico della carotide comune sinistra

Arriva fino all’articolazione sternoclavicolare, dove continua con il tratto cervicale

Tratto cervicale delle carotidi comuni

A livello del collo le carotidi presentano decorso uguale. Arrivate alla cartilagine

tiroidea, ognuna si divide in carotide interna ed esterna. Alla base del collo le due

arterie carotidi sono separate dalla trachea, superiormente, invece, dalla laringe, dalla

faringe e dalla tiroide.

Le carotidi sono, inoltre, avvolte nella guaina carotidea, insieme con la vena giugulare

e il nervo vago. Insieme, questi 3 componenti, formano il fascio vascolonervoso del

collo.

Nei pressi della biforcazione di ognuna delle due arterie è presente una dilatazione: il

seno carotideo, che ha funzioni di barocettore.

Nell’angolo di biforcazione, invece, è presente il glomo, un corpo bruno rossastro che

ha funzioni di chemocettore.

La carotide comune, generalmente, non dà rami collaterali, ad eccezione per piccoli

rami alla guaina.

I rami terminali sono carotide esterna ed interna

ARTERIA CAROTIDE ESTERNA

Essa irrora il collo, la faccia ed il cranio. Origina dal margine superiore della cartilagine

tiroidea e, superiormente all’angolo della mandibola, si divide nei rami terminali.

RAMI COLLATERALI DELLA CAROTIDE ESTERNA

Arteria tiroidea superiore

Origina a livello del grande corno dello ioide, poi si dirige in basso, in avanti e

medialmente.

-Territorio di distribuzione: muscoli sottoioidei e sternocleidomastoideo, laringe e

tiroide.

Arteria faringea ascendente

Origina 2 cm dall’origine della carotide esterna. Decorre in alto, davanti e

medialmente alla carotide interna e sulla faringe, fino a raggingere la base del cranio.

-Territorio di distribuzione: faringe, muscoli lungo della testa e del collo, simpatico,

tonsilla palatina, tuba uditiva, cavo del timpano, dura madre della fossa cerebellare

Tra i rami collaterali ricordiamo la timpanica inferiore.

Arteria linguale

Nasce all’altezza del grande corno dello ioide. A volte può originare da un tronco

comune con l’arteria facciale. Termina all’apice della lingua.

-Territorio di distribuzione: muscoli sopraioidei, tonsilla palatina, ghiandola

sottolinguale, lingua.

Arteria facciale

Nasce superiormente all’arteria linguale. Risale lungo la parete laterale della laringe,

raggiunge la faccia e si dirige verso la commessura buccale. Risale poi nel solco

nasolabiale e termina sulla parete laterale del naso esterno.

-Territorio di distribuzione: palato molle, tonsilla palatina, ghiandola sottomandibolare,

cute e muscoli del mento, labbra e naso esterno

-Tra i rami collaterali ricordiamo l’arteria palatina ascendente.

Arteria occipitale

Nasce dalla carotide esterna, circa a livello delle arterie facciale e linguale. Entra nel

solco del mastoideo del temporale e poi risale sull’aponeurosi epicranica, con decorso

ascendente.

-Territorio di distribuzione: muscoli laterali e posteriori del collo, padiglione auricolare,

fossa cranica posteriore, muscoli e cute della regione occipitale

Arteria auricolare posteriore

Origina sopra il muscolo digastrico. Risale fino al solco del padiglione auricolare e al

processo mastoideo.

-Territorio di distribuzione: timpano, cellule mastoidee, padiglione auricolare, muscoli

digastrico, stiloideo, sternocleidomastoideo, parotide e cute della regione occipitale

RAMI TERMINALI DELL’ARTERIA CAROTIDE ESTERNA

Arteria temporale superficiale

Origina nella parotide, incrocia il processo zigomatico del temporale e si divide in un

ramo frontale e in uno parietale.

-Territorio di distribuzione: parotide, ATM, muscoli massetere, temporale e facciali, cute

della faccia, padiglione auricolare, meato acustico esterno.

Arteria mascellare

Origina dietro il collo della madibola, attraversa la fossa infratemporale e termina nella

fossa pterigopalatina. L’arteria si può dividere in 3 porzioni:

Porzione mandibolare

● -Tra i rami collaterali ricordiamo l’arteria auricolare profonda, la timpanica

anteriore e la meningea media (che penetra nella fossa cranica)

-Territorio di distribuzione: timpano, meato acustico esterno, fossa cranica

media, cranio, arcata dentale inferiore, mento

Porzione pterigoidea

● -Tra i rami collaterali ricordiamo l’arteria buccinatoria.

-Territorio di distribuzione: muscoli della fossa temporale, pterigoidei,

massetere, buccinatore

Porzione pterigopalatina

● -Tra i rami collaterali ricordiamo l’arteria alveolare superiore posteriore, l’arteria

infraorbitaria e la palatina maggiore.

-Territorio di distribuzione: arcata dentale, labbro superiore, muscoli dell’occhio,

sacco lacrimale, palato, tonsilla palatina, faringe, tuba uditiva, cavità nasale e

seni paranasali.

ARTERIA CAROTIDE INTERNA

Nasce in corrispondenza della cartilagine tiroidea della laringe. Entra nel canale

carotideo del temporale e perfora poi la dura madre.

-Territorio di distribuzione: encefalo, formazioni intracraniche, cavità orbitaria, cavità

nasali.

RAMI COLLATERALI DELLA CAROTIDE INTERNA

Arteria oftalmica

Origina a livello del processo clinoideo anteriore dello sfenoide, attraversa il canale

ottico ed entra nella cavità orbitaria. Giunge poi all’angolo interno dell’orbita, dove si

divide nei rami terminali.

-Territorio di distribuzione: cavità orbitaria e contenuto, palpebre, volta e pareti delle

cavità nasali, dura madre della fossa cranica anteriore.

RAMI TERMINALI DELLA CAROTIDE INTERNA

Arteria corioidea anteriore

Termina nel plesso corioideo del ventricolo laterale.

-Territorio di distribuzione: plesso corioideo del ventricolo laterale, ipotalamo,

ippocampo..

Arteria cerebrale anteriore

Nasce a livello della scissura laterale, poi si anastomizza con la controlaterale per

mezzo dell’arteria comunicante anteriore. Circonda il corpo calloso e poi si

anastomizza con l’arteria cerebrale posteriore.

-Territorio di distribuzione: lamina terminale, corpo calloso, lobo frontale..

Arteria comunicante posteriore

Origina dalla carotide interna e poi si anastomizza con l’arteria cerebrale posteriore.

Circolo arterioso di Willis

E’ un sistema anastomotico tra le arterie carotidi interne e l’arteria basilare che

circonda il chiasma ottico e il peduncolo infundibolare.

Posteriormente l’arteria basilare si divide nelle arterie cerebrali posteriori, collegate

alle carotidi interne dalle arterie comunicanti posteriori,

Anteriormente le due arterie cerebrali anteriori sono collegate dall’arteria comunicante

anteriore.

Attraverso il poligono di Willis si attua il passaggio di sangue a tutto il cervello in varia

direzione e ad una pressione uniforme.

ARTERIA SUCCLAVIA

A destra nasce dal tronco brachiocefalico, a sinistra dall’aorta. Superata l’apertura

superiore del torace, le due arterie si dirigono lateralmente e attraversano lo spazio

tra la clavicola e la prima costa.

Rapporti:

tratto prescalenico: anteriormente prende rapporto con il tronco venoso

● brachiocefalico, posteriormente con la settima vertebra cervicale, lateralmente

con il polmone e medialmente con la carotide comune

tratto retroscalenico: anteriormente si rapporta con il muscolo scaleno

● anteriore, inferiormente con la prima costa e superiormente e posteriormente

con i muscoli scaleni

tratto postscalenico: si rapporta con il muscolo dentato anteriore, il muscolo

● succlavio e la vena omonima

RAMI COLLATERALI DELL’ARTERIA SUCCLAVIA

Arteria vertebrale

Origina dalla parete posteriore e superiore della prima porzione della succlavia, poi

attraversa i fori trasversari delle vertebre cervicali, perfora la membrana

atlantoccipitale e penetra nella cavità cranica attraverso il foro occipitale. Si dirige in

alto e in avanti e si unisce con la controlaterale a formare l’arteria basilare.

-Territorio di distribuzione: muscoli semispinali, retti e obliqui della testa, midollo

spinale cervicale. bulbo, cervelletto e dura madre della fossa cervicale

Arteria basilare

Origina dalla confluenza delle due arterie vertebrali, decorre nel solco basilare.

-Territorio di distribuzione: orecchio interno, cervelletto, ipotalamo, talamo ….

ARTERIA ASCELLARE

● Continuazione della succlavia

● Collaterali:

○ Arteria toracica superiore

■ Nasce dalla prima porzione

■ Decorre sulla parte superiore toracica

■ Termina nei pettorali

○ Arteria toracoacromiale

■ Origine: faccia anteriore seconda porzione

■ Rami:

● Acromiale

● Clavicolare

● Pettorale

● Deltoideo

○ Arteria toracica laterale

■ Origina dalla parte posteriore dell’ascellare

■ Raggiunge il 7° spazio intercostale

■ Irrora linfonodi ascellari

○ Arteria sottoscapolare

■ Si dirige sul margine ascellare della scapola

○ Arteria circonflessa posteriore dell’omero

■ Origine: terza porzione

■ Circonda posteriormente collo chirurgico dell’omero

○ Arteria circonflessa anteriore dell’omero

■ Circonda anteriormente il collo chirurgico dell’omero

■ Si anastomizza con la posteriore

ARTERIA ASCELLARE

E’ la continuazione della succlavia e rappresenta il tronco arterioso principale per

l’arto superiore. Si estende dal margine laterale della prima costa al grande pettorale,

dove continua in arteria brachiale.

Tra i rami collaterali ricordiamo:

l’arteria circonflessa posteriore dell’omero (che circonda il collo chirurgico

● dell’omero)

l’arteria circonflessa anteriore dell’omero (che decorre tra il muscolo

● coracobrachiale e il bicipite).

ARTERIA BRACHIALE

E’ la continuazione dell’arteria ascellare. Origina a livello del bordo inferiore del grande

pettorale, decorre tra il muscolo coracobrachiale e il bicipite. Poi discende, spostandosi

verso la linea mediana. A livello della regione anteriore del gomito si divide nei rami

terminali.

RAMI TERMINALI DELL’ARTERIA BRACHIALE

Arteria radiale

E’ la continuazione laterale dell’arteria brachiale. Nasce circa 1 cm sotto la piega del

gomito, si porta fino al processo stiloideo del radio, circonda il margine laterale

dell’angolo. Termia nel palmo della mano.

Questa arteria partecipa alla formazione delle tre arcate anastomotiche della mano.

Rami collaterali dell’arteria radiale

Ramo carpico palmare

Nasce a livello del carpo e si anastomizza con quello analogo dell’arteria

ulnare.

Vascolarizza le articolazioni e le ossa del polso e l’articolazione

radiocarpica

Ramo palmare superficiale

Origina dall’arteria radiale nel punto in cui sta per girare intorno al carpo

e si anastomizza con la parte terminale dell’arteria ulnare

Ramo carpico dorsale

Decorre sulla superficie dorsale del carpo e si anastomizza con il ramo

analogo dell’arteria ulnare.

Arteria ulnare

E’ il ramo terminale mediale dell’arteria brachiale. Nasce 1 cm sotto la piega del

gomito e si porta fino al margine mediale del polso e al carpo.

Rami collaterali dell’arteria ulnare

Rami carpici

Carpico palmare

● Carpico dorsale

Ramo palmare

Nasce distalmente all’osso pisiforme e si anastomizza con l’arteria radiale

ARCATE DELLA MANO

Arcata palmare profonda

Si forma tra la parte terminale dell’arteria radiale e il ramo palmare profondo

dell’arteria ulnare. Si sviluppa addossata alla prima fila delle ossa metacarpali

Arcata palmare superficiale

Inizia lateralmente all’osso pisiforme e si dirige in direzione semicircolare. E’ formata

dall’arteria ulnare.

AORTA TORACICA

E situata nel mediastino posteriore. Si estende dalla T2 alla T12. E’ addossata ai corpi

vertebrali, a cui è connessa dalle arterie intercostali e da varie fibre. Nel suo tragitto,

l’aorta toracica giace a sinistra della colonna vertebrale e, mano a mano, si avvicina al

piano mediano.

Rapporti:

antero-superiormente: tronco polmonare e pericardio

● destra: esofago

● sinistra: polmone sinistro

● posteriormente: colonna vertebrale e vena emiazigos

Rami collaterali

Rami viscerali

Arterie bronchiali

Di solito ne sono due a sinistra e due a destra

L’arteria bronchiale di destra origina dalla terza arteria intercostale

posteriore, decorre posteriormente al bronco e si sfiocca seguendo le sue

diramazioni. Essa vascolarizza l’albero bronchiale di destra, il connettivo

interstiziale del polmone ecc e dà rami anche all’esofago e al pericardio

Le arterie bronchiali di sinistra nascono a livello della T4 e decorrono

posteriormente al bronco, con distribuzione analoga all’arteria bronchiale

di destra

Arterie pericardiche

Vascolarizzano posteriormente il pericardio

Arterie esofagee e mediastiniche

Originano dalla parete anteriore dell’aorta e si distribuiscono all’esofago e

al mediastino. Si anastomizzano con i rami della tiroidea inferiore e

dell’arteria frenica inferiore di sinistra e gastrica di sinistra

Rami parietali

Arterie intercostali posteriori

Originano dalla faccia posteriore dell’aorta toracica. Ne sono 9 o 10 per

lato e si distribuiscono agli spazi intercostali.

Arterie freniche superiori

Vascolarizzano le porzioni posteriori della faccia diaframmatica superiore

Arterie sottocostali

Decorrono sotto la 12° costa

TRONCO CELIACO

E’ un ramo ventrale, lungo poco più di 1 cm, che nasce ad angolo retto dalla faccia

anteriore dell’aorta addominale, sotto l’orifizio aortico del diaframma. Decorre in

avanti e a destra e si divide nei suoi rami

Arteria gastrica sinistra

● E’ il più piccolo tra i rami che originano dal tronco celiaco.

Nel suo decorso risale a sinistra e in alto, poi, una volta raggiunta l’estremità

dello stomaco, si incurva in basso e a destra, lungo la piccola curvatura.

Arteria gastroepatica

● Decorre al di sopra del margine superiore del pancreas.

Rami collaterali

Arteria gastroduodenale

● Origina sopra la porzione superiore del duodeno, discende tra

quest’ultimo e il pancreas e si divide in:

Arteria gastroepiploica destra

■ Decorre lungo la grande curvatura dello stomaco. Si anastomizza,

terminalmente con l’arteria lienale.

Arteria pancreaticoduodenale superiore

■ -Superiore anteriore

Discende nel solco fra duodeno e testa del pancreas,

vascolarizzandoli.

-Superiore posteriore

Scorre in basso e a destra, dietro la testa del pancreas.

Manda ramificazioni a quest’ultimo e al duodeno.

Arteria lienale

● E’ il più grosso tratto del tronco celiaco.

Decorre a sinistra, posteriormente allo stomaco e superiormente al pancreas.

Rami collaterali:

Rami pancreatici

○ Arterie gastriche brevi

○ Vascolarizzano il fondo dello stomaco

Arteria gastroepiploica sinistra

○ Origina in vicinanza dell’ilo splenico, raggiunge la grande curvatura dello

stomaco e si anastomizza con la gastroepiploica destra. Fornisce rami

gastrici ascendenti ed epiploici.

AORTA ADDOMINALE

Inizia a livello del foro aortico del diaframma, discende davanti la colonna vertebrale,

lievemente a sinistra e termina a livello della L4, dove si divide nelle arterie iliache

comuni. In basso continua con l’arteria sacrale mediana.

Rami viscerali

Arteria mesenterica superiore

Nasce 1 cm sotto il tronco celiaco e vascolarizza l’intestino tenue, il cieco e il

colon ascendente e trasverso.

Rami collaterali

Arteria pancreaticoduodenale inferiore

● Nasce a livello del margine superiore della porzione orizzontale del

duodeno. Il ramo anteriore decorre a destra e anteriormente alla testa del

pancreas e si anastomizza con l’arteria pancreaticoduodenale superiore

posteriore e il ramo posteriore risale dietro la testa del pancreas.

Rami digiunali e ileali

● Vascolarizzano il digiuno e l’ileo, tranne l’ultima porzione. Si connettono

mediante molte anastomosi ad arcata

Arteria ileocolica

● Nasce a destra dell’arteria mesenterica superiore. In prossimità della

fossa iliaca destra, si divide in un ramo superiore, che vascolarizza il

cieco ed un ramo inferiore che vascolarizza l’ileo.

Arteria colica destra

● Nasce a destra della mesenterica superiore. In prossimità della parte

destra del colon si divide in un ramo ascendente e uno discendente.

Arteria colica media

● Origina inferiormente al pancreas e si divide in un ramo destro e uno

sinistro, che si uniscono con i rami dell’arteria colica sinistra e quella

destra.

Arteria mesenterica inferiore

Nasce 3-4 cm sopra la biforcazione aortica. Vascolarizza la metà sinistra del

colon trasverso, discendente, ileopelvico e del retto.

Rami collaterali

Arteria colica sinistra

● Si suddivide in un ramo ascendente e un ramo discendente.

Arterie sigmoidee

● In numero di 2-3 si distribuiscono al sigma

Arteria surrenale media

Origina dalle facce laterali dell’aorta e arriva al surrene, dove si anastomizza

con la surrenale superiore e quella inferiore.

Arteria renale

Nasce dalle facce laterali dell’aorta e dà rami anche alla parte inferiore del

surrene.

Arteria genitale

Viene chiamata arteria testicolare nel maschio e arteria ovarica nella femmina.

Nasce dalla superficie ventrale dell’aorta.

Rami parietali

Arteria frenica inferiore

Origina dalla faccia anteriore dell’aorta, sopra al tronco celiaco, e si distribuisce

al diaframma.

Tra i rami collaterali ricordiamo le surrenali superiori. La destra dà rami per il

fegato e la sinistra per l’esofago e la milza.

Arterie lombari

Sono la continuazione delle arterie intercostali posteriori

Rami terminali

Arteria sacrale mediana

E’ un ramo impari che nasce dalla parete posteriore dell’aorta e irrora la

porzione mediana del sacro.

Iliaca comune

ARTERIA ILIACA COMUNE

A livello di L4 l’aorta si divide in 3 rami: iliache comuni e sacrale mediana. Le iliache

comuni discendono fino all’articolazione sacroiliaca, dove si dividono in iliaca esterna

ed interna.

Arteria iliaca comune destra

Rapporti:

medialmente: vena iliaca comune sinistra

● lateralmente: vena cava inferiore, muscolo psoas

Arteria iliaca comune sinistra

Rapporti:

medialmente: vena iliaca comune

● lateralmente: muscolo grande psoas

Arteria iliaca interna

Origina a livello del promontorio e discende fino al grande foro ischiatico, dove si

divide in un tronco anteriore e uno posteriore

Tronco anteriore

Rami viscerali

Arteria vescicale superiore

Sono numerosi rami che si distribuiscono alla parte superiore della

vescica

Arteria rettale media

Vascolarizza la porzione più bassa del retto, le vescicole seminali e la

prostata nel maschio e la vagina nella femmina

Arteria uterina

Si porta verso il collo dell’utero, si ripiega medialmente e attraversa la

base del legamento largo. Termina all’altezza della giunzione della tuba

uterina con l’utero.

Arteria vescicolodefrenziale

Raggiunge le vescichette seminali e fornisce numerose ramificazioni. Dà

origine anche all’arteria del dotto deferente e all’arteria vescicale

inferiore

Arteria vaginale

Corrisponde all’arteria vescicale inferiore del maschio. Vascolarizza la

vagina, i bulbi del vestibolo, il retto e il fondo della vagina.

Rami parietali

Arteria otturatoria

Decorre fino alla porzione superiore del foro otturatorio, attraversa il

corrispettivo canale e si divide in due rami che circondano il foro

otturatorio.

Tra i rami collaterali ricordiamo il ramo pubico.

Arteria pudenda interna

Vascolarizza il perineo e i genitali esterni.

Rami collaterali

Rami muscolari

● Arterie rettali inferiori

● Arteria perineale

● rami scrotali posteriori

○ rami labiali posteriori

Arteria del pene

Arteria glutea inferiore

Fornisce rami muscolari per l’elevatore dell’ano, il piriforme e il coccigeo,

rami viscerali per la prostata, le vescicole seminali ecc.

Fornisce anche rami al di fuori della cavità pelvica, che sono: muscolari

per i muscoli grande gluteo, otturatore interno, gemelli, quadrato del

femore ecc. e rami coccigei che vascolarizzano tutte le strutture inserite

sulla faccia posteriore del coccige.

Tronco posteriore

Arteria ileolombare

Sale a raggiungere l’ileo, arrivata al sacro si biforca. Un ramo vascolarizza la

cresta iliaca, girandoci intorno, l’altro sale parallelo alla colonna vertebrale,

dando alcuni rami per i dischi.

Arteria sacrale laterale

Si dirige indietro e, raggiunto il sacro, si divide in 4-5 rami

Arteria glutea superiore

Si dirige posteriormente e vascolarizza i muscoli glutei

Arteria iliaca esterna

E’ un ramo di biforcazione dell’iliaca comune. Presenta maggior calibro rispetto

all’iliaca interna. Ha un decorso obliquo, in basso e laterale. Al di sotto del legamento

inguinale termina come arteria femorale

Rami collaterali

Arteria epigastrica inferiore

Origina subito prima del legamento inguinale

Rami collaterali

Arteria cremasterica/arteria del legamento rotondo

Arteria circonflessa iliaca profonda

Risale fino alla spina iliaca anteriore superiore e decorre lungo il labbro

interno della cresta iliaca. Si anastomizza con le arterie ileolombare e

glutea superiore

ARTERIE DELL’ARTO INFERIORE

Arteria femorale

E’ l’arteria principale dell’arto inferiore e rappresenta la continuazione dell’iliaca

esterna. Discende nel lato anteromediale della coscia e, a livello del canale degli

adduttori, diventa arteria poplitea.

Rami collaterali

Arteria epigastrica superficiale

Origina a circa 1 cm dal legamento inguinale e risale al davanti di questo

Arteria circonflessa iliaca superficiale

Origina sotto l’arteria epigastrica superficiale. Termina a livello della spina iliaca

anterosuperiore, anastomizzandosi con la circonflessa iliaca profonda

Arterie pudende esterne

Sono di solito: superiore e inferiore. Vascolarizzano la cute della regione

genitale.

Arteria femorale profonda

Origina dalla faccia posterolaterale dell’arteria femorale. Discende tra il vasto

mediale e il pettineo. Termina attraversando il grande adduttore.

Rami collaterali

Arteria circonflessa laterale del femore

Arteria circonflessa mediale del femore

Arterie perforanti

Si portano nella regione posteriore della coscia, attraversando le aponeurosi

lungo l’inserzione dei muscoli adduttori

Arteria suprema del ginocchio

Origina nel canale degli adduttori e si divide in due rami:

safeno (superficiale)

● ramo profondo

● Discende lungo il condilo mediale del femore

Arteria poplitea

E’ la continuazione dell’arteria femorale e si estende dal canale degli adduttori al

muscolo soleo, dove si divide in arteria tibiale anteriore e posteriore.

Arteria tibiale anteriore

Origina sotto l’arcata tendinea del muscolo soleo e termina dietro il retinacolo tarsale.

Rami collaterali

rami muscolari, arteria ricorrente tibiale anteriore e posteriore, arteria malleolare

anteriore laterale e mediale.

Arteria tibiale posteriore

E’ il più grosso dei due rami dell’arteria poplitea

Arteria ricorrente tibiale mediale

Attraversa le inserzioni del muscolo soleo e si porta lungo il margine mediale della

tibia per irrorare la cute.

Arteria peroniera

Origina a 2,5 cm dall’arcata tendinea del soleo e si porta verso il perone. Termina

dietro il malleolo laterale.

Arteria circonflessa fibulare.

CAPILLARI

● Sono esili canali interposti tra le arteriole e le venule

● Diametro va da 5μm ai 20μm

● Struttura:

○ Strato di endotelio (interno)

○ Lamina basale (intermedia)

○ Periciti (esterno) → funzione contrattile

● Tipi:

○ Continui→ tessuti nervoso, muscolare e connettivo

○ Fenestrati→ rene, ghiandole endocrine, pancreas e tubo digerente

○ Sinusoidi→ fegato e midollo osseo

VENE

Le vene sono condotti membranosi che riconducono al cuore il sangue refluo dal

distretto capillare si distinguono in:

Vene polmonari: versano nell’atrio sinistro il sangue refluo dai polmoni

● Vene della circolazione generale: versano il sangue refluo dagli organi e tessuti

● del corpo nell’atrio destro

vene del cuore

○ vene sovradiaframmatiche (drenano nella cava superiore)

○ vene degli arti inferiori, dell’addome e della pelvi (confluiscono nella cava

○ inferiore)

vena porta

Le vene sono differenti dalle arterie perchè:

la parete è più sottile e meno elastica

● sono più facilmente depressibili e dilatabili

● presentano valvole

● hanno numerose anastomosi

● sono più numerose

● Hanno complessivamente un volume doppio rispetto alle arterie

● La pressione al loro interno è notevolmente minore

Le vene, in base al diametro, possono essere divise in: vene di piccolo, medio e grosso

calibro; ma manca una corrispondenza tra calibro e struttura. Una caratteristica tipica

delle vene è avere il letto vascolare che si va riducendo dalla periferia al centro.

Possiamo classificarle anche in vene superficiali e profonde. Queste ultime decorrono

fra i muscoli (questo elemento favorisce il ritorno del sangue) e partecipano spesso

alla formazione dei fasci vascolonervosi.

Valvole

La maggior parte delle vene, specie quelle degli arti inferiori, sono dotate di valvole.

Queste sono delle spesse tasche di endotelio, concave verso il cuore. In caso di

reflusso la valvola si distende e si chiude. Le valvole, solitamente, sono disposte a due

a due e hanno un solo lembo o tre. Il numero delle valvole varia a seconda dei distretti

(è maggiore negli arti inferiori)

Anastomosi

Le anastomosi sono presenti a tutti i livelli dell’albero venoso. Tra i rami venosi minori

possono costituire i plessi venosi. Le vene profonde sono connesse alle superficiali dai

rami perforanti.

Struttura della parete

Le caratteristiche che le rendono differenti dalle arterie sono:

avere una parete più sottile

● avere le tre tonache distinte

● avere minore componente elastica ma maggiore collagene

Il tessuto muscolare, nelle vene, non possiede mai un ordinamento compatto.

In base alla struttura, possiamo dividere le vene in: vene di piccolo calibro, vene di

tipo ricettivo, vene di tipo propulsivo

Vene di piccolo calibro

Hanno parete molto sottile e delicata, simile a quella dei capillari. Essa è formata solo

da endotelio e lamina basale, all’esterno della quale sono presenti periciti e fibre

collagene.

Nelle vene di maggior calibro compare una tonaca media formata principalmente da

collagene e cellule muscolari ed è distinguibile anche la tonaca avventizia

Vene di tipo ricettivo

Hanno parete sottile, fibroelastica e con pochissime cellule muscolari, disposte in

modo circolare. Si trovano soprattutto nelle zone in cui il sangue fluisce verso il cuore

favorito dalla forza di gravità e la pressione è bassa

Vene di tipo propulsivo

Hanno parete spessa, ricca di fibre muscolari ed elastiche. Nella tonaca intima, sotto

l’endotelio, si trova il collagene, contenente anche fibre elastiche e cellule muscolari

disposte longitudinalmente o in obliquo. Nella tonaca media ci sono principalmente

cellule muscolari disposte a spirale. La tonaca avventizia è costituita da collagene e

fibre elastiche. Queste vene sono tipiche dei territori in cui il flusso di sangue è

contrastato dalla gravità.

Vena cava superiore

Raccoglie il sangue dalla porzione sopradiaframmatica, a eccezione del territorio

cardiaco. Si forma per la confluenza dei tronchi venosi brachiocefalici di destra e

sinistra, dietro il margine inferiore della 1° articolazione condrosternale destra.

Decorre quasi verticale, in basso e un poco medialmente, con una leggera curva

concava verso sinistra. E’ una vena ricettiva e non possiede valvole.

Rami affluenti

Vena azigos, vene del pericardio e del mediastino

Radici

Tronchi venosi brachiocefalici di destra e sinistra

Vena azigos

E’ una vena impari che drena il sangue dal torace, dal midollo spinale e da alcune

strutture del mediastino. Origina sotto il diaframma come continuazione della vena

lombare ascendente destra. Entra nella cavità toracica passando tra i pilastri mediale

destro e intermedio del diaframma e decorre cranialmente a destra dei corpi

vertebrali, a destra dell’aorta. A livello della 4° vertebra toracica si dirige davanti e,

con un arco, scavalca il bronco destro e raggiunge la cava superiore. E’ una vena di

tipo propulsivo e possiede solo una coppia di valvole.

Rami affluenti

Rami parietali

Vene intercostali

Sono 12 per lato. A destra le prime due o tre confluiscono nella vena intercostale

suprema. Le ultime nove o dieci sboccano nella vena azigos e a sinistra nella

emiazigos. Nei primi 6/7 spazi intercostali sono presenti le anastomosi chiamate vene

costoascellari.

Vena intercostale suprema destra

Raccoglie il sangue delle prime vene intercostali destre

Vena emiazigos

Origina come continuazione della vena lombare ascendente sinistra, passando tra i

pilastri mediale sinistro e intermedio del diaframma. Risale a sinistra dei corpi

vertebrali. A livello della 8° vertebra toracica passa davanti i corpi vertebrali e

raggiunge la vena azigos. E’ priva di valvole. I suoi rami affluenti sono le ultime vene

intercostali sinistre

Vena emiazigos accessoria

Origina dalla confluenza delle prime vene intercostali sinistre. Discende sul lato

sinistro della colonna vertebrale e a livello della 7° vertebra toracica incrocia la

colonna per sboccare nella vena azigos. Talvolta può terminare nella emiazigos.

Le vene azigos e emiazigos presentano notevole variabilità e rappresentano una via

anastomotica tra la cava superiore e la cava inferiore e tra la vena porta e la vena

cava superiore

Rami viscerali

Vene bronchiali posteriori, vene esofagee, mediastiniche e freniche superiori

Tronchi venosi brachiocefalici

Raccolgono il sangue da testa, collo, arti superiori, pareti e organi del torace.

Originano dalla confluenza della vena giugulare interna e della succlavia a livello

dell’articolazione sternoclavicolare. Terminano, confluendo, nella vena cava superiore.

Non posseggono valvole.

Tronco brachiocefalico destro

E’ lungo circa 3 cm. Discende, dall’articolazione sternoclavicolare, dietro la prima

cartilagine costale

Tronco brachiocefalico sinistro

E’ lungo circa 6 cm e decorre trasversalmente da sinistra a destra e in basso, fino alla

prima cartilagine costale destra.

RAMI AFFLUENTI

Vene tiroidee inferiori

Sono vene pari che originano dal plesso tiroideo impari (sulla superficie anteriore della

tiroide).

Vena toracica interna

Origina per confluenza delle vene epigastriche superiori e delle vene muscolo freniche.

Tra i suoi rami affluenti ricordiamo le vene intercostali anteriori.


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AUTORE

martiune

PUBBLICATO

7 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Anatomia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martiune di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Familiari Giuseppe.

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