APPARATO CIRCOLATORIO
SANGUIFERO:
Esso ha numerose funzioni: distribuzione di ossigeno e
- Si occupa del trasporto e della
materiali nutritizi al liquido interstiziale istolinfa:
(o in
questo liquido sono immerse tutte le cellule del nostro
organismo dal quale esse prelevano costantemente ossigeno
e materiali nutritizi e nel quale gettano i prodotti di rifiuto del
metabolismo cellulare, compresa anche l’anidride carbonica)
e ne preleva i prodotti di rifiuto del catabolismo cellulare;
(funzione principale)
termoregolazione:
- Si occupa della ovvero del mantenimento
di una temperatura corporea costante, quella ideale per la
funzionalità delle cellule. Questo apparato si adopera a
vasodilatazione vasocostrizione
questo scopo con la o la dei
vasi periferici grazie cui consente l’afflusso di sangue alle
porzioni più esterne del corpo (la cute) in modo da disperdere
calore (vasodilatazione: avviene quando sentiamo caldo)
oppure trattiene il sangue negli strati più interni così da
conservare la temperatura agli organi interni per lo meno
(vasocostrizione: avviene quando abbiamo freddo);
processi immunitari
- Partecipa ai poiché a livello del sangue
circolano le cellule della difesa immunitaria (ad esempio i
granulociti neutrofili che sono dotati di attività fagocitaria, o
cellule immunocompetenti che espongono sulla loro
superficie anticorpi in grado di riconoscere determinati
antigeni, o cellule produttrici di anticorpi come le
plasmacellule;
- Si occupa dell’omeostasi, cioè il mantenimento della
composizione chimica costante del plasma e degli altri liquidi
che si trovano nel nostro corpo come il liquido interstiziale o
quello intracellulare per garantire una corretta distribuzione
dei liquidi nel nostro corpo; vasi
L’apparato circolatorio sanguifero è costituto da (un
sistema di canali all’interno dei quali scorre il sangue, che sono
in continuità tra di loro, organi cavi) che confluiscono in un
cuore
organo motore centrale che è il (organo cavo costituito
da muscolo striato cardiaco) che con le sue contrazioni
garantisce la progressione del sangue all’interno dei vasi.
vasi
I si possono distinguere in 3 gruppi:
-Arterie: sono i vasi in partenza dal cuore, dove iniziano come
grosso calibro
vasi di (hanno un diametro fino a 3cm, la più
aorta)
grande è la e si occupano di portare a tutte le cellule del
corpo i materiali nutritizi e l’ossigeno. Poi esse danno origine a
medio calibro,
arterie più piccole, ovvero arterie di e poi
sempre più piccole via via che si procede verso la periferia del
piccolo calibro.
corpo, ovvero le arterie di Infine le ultime
arteriole
diramazioni sono le (che hanno un diametro inferiore a
100 micron) che continuano con i capillari;
-Capillari: vasi sottilissimi (che hanno un diametro che varia
dai 5 ai 10 micron) in cui i globuli rossi scorrono in fila indiana
che hanno una parete sottilissima: per cui a questo livello
avvengono i famosi scambi tra il sangue il liquido interstiziale. I
capillari convergono in vene;
-Vene: sono i vasi che riportano il sangue che ha circolato in
tutto il corpo al cuore. Inizialmente dai capillari abbiamo le
venule piccolo
piuttosto sottili che convergono in vene di
calibro, medio calibro grosso calibro
di e infine di che ritornano
al cuore portando un sangue povero di ossigeno (il sangue
venoso è un po’ più scuro rispetto all’arterioso).
circolazione doppia:
Nell’uomo esiste una si distingue la
grande circolazione piccola
(o circolo generale) e la
circolazione. La grande circolazione è quella descritta fino ad
adesso che è responsabile della funzione principale
dell’apparato circolare sanguifero (portare ossigeno e
nutrimento alle cellule), ovvero quel circolo che va dal cuore
piccola circolazione
fino alla periferia del corpo. La (o circolo
polmonare: grazie a questo circolo il sangue venoso derivante
dalla grande circolazione, quindi che ritorna dalla periferia del
corpo, si ricarica di ossigeno) è fatta di vasi, arterie, che
partono dal cuore, vanno a capillarizzarsi a livello dei polmoni
(dove il sangue si ricarica di ossigeno e cede l’anidride
carbonica che aveva accumulato durante il suo viaggio), e il
sangue ossigenato, nelle vene, ritorna al cuore pronto a fare un
altro giro nella circolazione generale.
Nel cuore si possono individuare due metà: una destra e una
sinistra che non sono comunicanti tra di loro (la comunicazione
è presente solo nella vita fetale, poiché nella vita fetale il
circolo polmonare non è molto attivo in quanto il feto non
respira; ciò che gli necessita arriva dal cordone ombelicale). In
ogni metà del cuore si possono distinguere due cavità: una
ventricolo).
cavità superiore cavità inferiore
(atrio) e una (il Ci
setto interatriale
setti
sono poi dei che separano i due atri (il
setto interventricolare
tra gli atri) e i due ventricoli (il tra i
ventricoli). In ogni metà del cuore ciascun atrio comunica
invece con il sottostante ventricolo attraverso un’apertura
ostio atrioventricolare.
chiamata Questa apertura è provvista
di valvole quindi il sangue può affluire dall’atrio al ventricolo
ma non dal ventricolo all’atrio poiché le valvole si oppongono
vene
al reflusso. A livello degli atri sboccano le che riportano il
arterie
sangue al cuore, dai ventricoli invece nascono le e
anche gli orifizi arteriosi sono provvisti di valvole che
consentono il passaggio del sangue dal ventricolo all’arteria,
non consentendone il reflusso nella direzione opposta.
ventricolo
La grande circolazione inizia quindi a livello del
sinistro con l’aorta che si porta verso l’alto e fa un arco, dando
origine ad arterie di calibro inferiore che vanno a vascolarizzare
le varie parti del corpo. Poi dalle arterie si passa alle arteriole,
poi ai capillari dove avvengono gli scambi, il sangue diventa
venoso. Poi abbiamo venule, vene di piccolo, medio e grosso
calibro che tornano al cuore con due grosse vene: le vene
cave superiori e inferiori che si aprono nell’atrio destro. A
destro
questo punto la grande circolazione termina nell’atrio
con le vene cave. ventricolo destro
La piccola circolazione invece origina dal
dove si sviluppa un grosso vaso, il vaso troncopolmonare che
due arterie polmonari
si divide poco dopo la sua origine nelle
(una destra e una sinistra per ciascun polmone) per portare il
sangue ai polmoni a livello dei quali le due arterie si
capillarizzano affinché il sangue si ricarichi di ossigeno e si
impoverisca di anidride carbonica (scambi che avvengono con
l’aria respiratoria); a questo punto il sangue torna al cuore
quattro vene polmonari
attraverso le (due a destra e due a
sinistra) che sboccano a livello dell’atrio sinistro. Quindi la
piccola circolazione inizia nel ventricolo destro con il vaso
troncopolmonare e termina nell’atrio sinistro con le quattro
vene polmonari.
N.B: Nella grande circolazione le arterie contengono sangue
arterioso (rosso) e le vene sangue venoso (blu), invece nella
piccola circolazione è il contrario: le arterie contengono
sangue venoso (blu) che si deve ricaricare di ossigeno e le
vene sangue arterioso (rosso).
A questa organizzazione tipica dei vasi sanguiferi (arterie che si
capillarizzano e confluiscono in vene) esistono però delle rete
eccezioni: ad esempio c’è la possibilità che si forma una
mirabile arteriosa. In questo caso una rete capillare è
interposta tra due distretti arteriosi, cioè può accadere che le
arteriole si capillarizzano e poi confluiscano ancora in arteriole;
è ciò che succede ad esempio a livello del rene. Oppure c’è la
rete mirabile venosa
possibilità che si formi una quando una
rete capillare è interposta tra due distretti venosi; è ciò che
succede ad esempio a livello del fegato oppure della ghiandola
ipofisi. Ciò accade per particolari motivi funzionali di questi
organi.
Esistono poi dei collegamenti tra le arteriole e le venule
anastomosi arterovenose,
chiamati ovvero dei collegamenti
attraverso i quali il sangue può passare direttamente
dall’arteriola alla venula senza passare per il distretto capillare:
è ciò che succede ad esempio per necessità di
termoregolazione sia ha una vasocostrizione periferica e quindi
il sangue non arriva ai capillari della cute ma viene trattenuto
all’interno. Quindi queste anastomosi arterovenose hanno
un’importanza funzionale poiché regolano l’afflusso di sangue
al distretto capillare che hanno a valle in base alle necessità
funzionali dell’organo in questione o alla necessità del
mantenimento di una temperatura corporea costante
(termoregolazione).
CUORE:
Il cuore è posizionato al centro della cavità toracica, in uno
spazio centrale compreso tra i due polmoni chiamato
mediastino (spazio compreso tra le logge pleuropolmonari che
accolgono i polmoni), ed è circondato da un rivestimento, il
pericardio che si interpone nei suoi rapporti con gli organi
vicini. Il cuore poggia inferiormente su un muscolo sottile e
diaframma
largo, ovvero il che separa la cavità toracica da
quella addominale. Esso, però, non è proprio in posizione
centrale, essendo leggermente spostato a sinistra per i suoi
2/3 e per il rimanente 1/3 è a destra. Il cuore anteriormente è
parzialmente ricoperto dai polmoni. La sua posizione in avanti
corrisponde allo sterno e alle cartilagini costali dalla terza alla
sesta con le quali il cuore si trova in contatto. Posteriormente il
cuore si trova invece a livello delle vertebre toraciche (vertebre
di Giacomini), ovvero le vertebre toraciche dalla quinta
all’ottava.
Una volta rimosso il pericardio si può osservare la faccia
anteriore del cuore. Esso si prolunga in alto con dei grossi vasi
peduncolo vascolare
che costituiscono il (da destra verso
sinistra essi sono costituiti dalla vena cava superiore, dall’aorta
forma
e dal tronco polmonare). Il cuore ha una di cono
appiattito in senso anteroposteriore (dall’avanti all’indietro);
quindi presenta una base che è rivolta in alto, in dietro e a
destra, e un apice rivolto in basso, in avanti e a sinistra che
risulta la porzione più anteriore. In questo cono appiattito si
faccia anterosuperiore sterno
descrive una (anche detta
costale perché si trova in corrispondenza della faccia
posteriore dello sterno e delle coste), rivolta in avanti e verso
faccia posteroinferiore,
l’alto, una rivolta in dietro e verso il
faccia diaframmatica
basso, anche detta perché poggia sul
diaframma. Queste due facce sono separate da due margini,
uno destro e uno sinistro; quello destro è più tagliente, acuto,
mentre quello sinistro è molto arrotondato, è ottuso.
Configurazione esterna del cuore:
anteriore (o sterno costale):
-Faccia in questa faccia si può
solco
osservare un solco a decorso trasversale, ovvero il
coronario, che corrisponde internamente alla separazione tra
atri e ventricoli (la parte che sta sopra al solco coronario è di
pertinenza degli atri, quella che sta sotto è di pertinenza dei
ventricoli). Il solco coronario è parzialmente coperta
dall’emergenza dal peduncolo vascolare del cuore. La
porzione relativa agli atri per ospitare il peduncolo vascolare si
presenta concava e non si vede, ma gli atri si prolungano
auricole
lateralmente con dei prolungamenti chiamati che si
portano in avanti e risultano visibili (l’unica cosa che vediamo
degli atri sono le auricole). Questa faccia è percorsa poi dal
solco longitudinale anteriore che si distacca dal solco
coronario e si porta verticalmente verso il basso e che
corrisponde internamente al setto interventricolare, quindi
separa i due ventricoli. Esso rimane spostato verso il margine
sinistro della faccia e quindi questa faccia è maggiormente
occupata dal ventricolo destro. Il solco termina in basso un po’
a destra dell’apice del cuore e determina in questo punto
incisura dell’apice del cuore
un’incisura detta che appartiene
interamente al ventricolo sinistro. Il ventricolo destro, il quale
occupa la maggior parte di questa faccia, superiormente
cono arterioso
presenta una convessità che prende il nome di
che dà origine al tronco polmonare.
Ciascun atrio si prolunga lateralmente nell’auricola che si porta
anteriormente ad abbracciare l’origine dei grossi vasi che
costituiscono il peduncolo vascolare: l’auricola destra
abbraccia l’origine dell’aorta, l’auricola sinistra abbraccia il
tronco polmonare.
posteroinferiore (o diaframmatica):
-Faccia è la faccia che
poggia sul diaframma. Ha una forma triangolare, pressoché
appiattita (mentre l’altra era convessa), corrisponde
principalmente alla zona occupata dai ventricoli e comprende
una sottile striscia superiore che è invece di pertinenza degli
solco coronario
atri. In questa faccia si vede nuovamente il che
decorre in senso trasversale e che fa seguito a quello della
faccia anteriore, corrisponde internamente alla divisione tra atri
e ventricoli. Nella parte più sinistra del solco coronario decorre
seno coronario
un vaso venoso, ovvero il che rappresenta la
vena più grande del cuore che raccoglie il sangue che ha
circolato nelle pareti del cuore e lo riporta all’atrio destro. Al di
sotto del solco coronario troviamo la regione di pertinenza
solco
ventricolare in cui si osserva un altro solco: il
longitudinale posteriore. Esso parte dal solco coronario si
porta verso il basso e in corrispondenza dell’incisura dell’apice
del cuore continua con quello già visto nella faccia anteriore. Il
solco longitudinale posteriore corrisponde internamente al
setto interventricolare e in questa faccia decorre più vicino al
margine destro, quindi suddivide questa faccia in due porzione
di cui quella relativa al ventricolo sinistro è più ampia rispetto a
quella relativa al ventricolo destro (situazione opposta a quella
della faccia anteriore).
Base del cuore: corrisponde alla porzione dove troviamo lo
sbocco delle grandi vene del cuore, si presenta piuttosto
convessa. La maggior parte degli atri occupa la base del
cuore, solo una piccola striscia degli atri la ritroviamo a
costituire la faccia diaframmatica che è compresa tra il solco
coronario e il margine anteriore dello sbocco della vena cava
inferiore (quindi a questa piccola striscia fa seguito la parte più
cospicua della parete esterna degli atri che va a costituire la
base del cuore).
Atri: Il pavimento degli atri corrisponde alla base dei ventricoli,
atrioventricolare.
quindi presentano l’orifizio Gli atri sono
setto interatriale;
separati da un in corrispondenza della faccia
posteriore del cuore si ha un pezzo del solco interatriale che
corrisponde internamente al setto interatriale che poi prosegue
verso l’alto in corrispondenza della base (quello che sta a
sinistra di questo solco è relativo all’atrio sinistro, quello che
sta a destra è relativo all’atrio destro). Nell’atrio destro
troviamo lo sbocco delle vene cave che costituiscono una
seno dello vane cave
regione chiamata che ha una
disposizione verticale per cui si vede che l’atrio destro ha un
prevalente sviluppo verticale. Accanto al seno delle vene cave
solco terminale,
troviamo il che limita il seno delle vene cave
propriamente
dalla rimanente porzione dell’atrio, ovvero l’atrio
detto. A sinistra del solco interatriale troviamo l’atrio sinistro
che presenta gli sbocchi delle vene polmonari di destra e di
sinistra che sono disposte secondo un asse trasversale per cui
si dice che l’atrio sinistro ha un principale sviluppo secondo un
asse trasversale ( contrariamente al destro che invece aveva
uno sviluppo verticale). La porzione dell’atrio sinistro che
rimane compresa tra gli sbocchi delle vene polmonari destre e
vestibolo dell’atrio sinistro.
sinistre costituisce il tetto o L’atrio
sinistro come l’atrio destro lateralmente si prolunga con la sua
auricola sinistra che si porta poi in avanti.
Apice del cuore: è di pertinenza esclusiva del ventricolo
sinistro ed è la porzione più anteriore del cuore. Si trova in
corrispondenza del quinto spazio intercostale di sinistra
(l’apice del cuore è la porzione più vicina alla parete toracica).
Margine ottuso: margine sinistro, di pertinenza del ventricolo
sinistro, piuttosto ampio per cui può anche essere chiamato
faccia polmonare perché corrisponde alla zona con cui il cuore
si trova in rapporto con il polmone sinistro.
Margine acuto: margine destro, più tagliente,
prevalentemente occupato dal ventricolo destro.
RAPPORTI DEL CUORE: questi rapporti sono stabiliti tutti con
l’interposizione del pericardio che avvolge il cuore.
faccia sternocostale
La risulta in rapporto con la faccia
posteriore dello sterno e con le cartilagini costali dalla terza
alla sesta, ma è parzialmente coperta dai polmoni, quindi solo
aia di ottusità
una piccola porzione di questa faccia (chiamata
cardiaca) è a diretto contatto con la parete anteriore del torace
ed è la parte che non è coperta dai polmoni che risulta di
pertinenza esclusiva del ventricolo destro. Nel bambino
possiamo trovare superiormente in corrispondenza della faccia
sternocostale un organo, il timo, presente
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