Actinomiceti
Derivano il nome dal greco aktis, raggio, e mykes, fungo, perché appaiono batteri simili a miceti e con disposizione raggiata. Sono batteri Gram-positivi, aerobi, immobili, che si moltiplicano lentamente, con caratteristiche analoghe a quelle dei miceti filamentosi in quanto hanno la capacità di crescere in filamenti ramificati (o ife), di formare colonie dal tipico micelio settato e spore asessuali. Gruppo vario con batteri che condividono molte caratteristiche.
Caratteristiche generali
Crescendo su substrati solidi (come per esempio l'agar) formano ramificazioni di ife che si sviluppano sia sulla superficie sia all'interno del substrato (micelio del substrato). Le ife sono suddivise da setti in lunghe cellule (20 µm e più) contenenti numerosi nucleoidi; la crescita può a volte portare alla formazione di una massa di cellule riunite a formare una struttura simile a un tessuto detta tallo.
Molti actinomiceti presentano anche un micelio aereo che emerge dal substrato formando conidi; i conidi (conidiospore) sono spore asessuali dalla parete sottile che sono attaccate alle estremità dei filamenti. Se le spore risultano localizzate nello sporangio vengono dette sporangiospore.
Negli actinomiceti le spore possono assumere varie forme e svilupparsi per formazioni di setti all'apice del filamento come risposta a una carenza di nutrienti; le spore non risultano particolarmente termoresistenti anche se possono sopportare bene l'essiccamento.
Gran parte degli actinomiceti sono immobili; l'eventuale mobilità è limitata alle spore flagellate. La diversa composizione della parete (se ne distinguono quattro tipi diversi) in base a tre tipologie di composizione e struttura del peptidoglicano di questi batteri è uno dei parametri significativi dal punto di vista tassonomico.
Gli actinomiceti sono tipici batteri ambientali ubiquitari, a vita libera nel suolo e di notevole importanza. Sono infatti capaci di disgregare un'ampia varietà di composti organici e risultano centrali nel processo di mineralizzazione del materiale organico. Sono inoltre utilizzati in campo medico come produttori di antibiotici naturali, possono tuttavia indurre patologie in animali, nell'uomo e nelle piante.