RETI TELEMATICHE ED INFORMAZIONE GIURIDICA
1. L.evoluzione delle reti telematiche.
La telematica è la sintesi tra le tecnologie di comunicazione a distanza
e l.informatica; il neologismo deriva della crasi dei due termini
.tele(comunicazione). e .(infor)matica..
A partire dalla fine degli anni .60, si è assistito ad un importante
sviluppo dei sistemi di comunicazione fra calcolatori (c.d. reti telematiche),
che ha finito con l.interessare gran parte delle attività umane e degli ambiti
disciplinari. Il diritto non è rimasto estraneo al fenomeno anzi, per alcune
sue peculiarità, quali l.enorme produzione dei provvedimenti, la diversa
provenienza di essi, le strette correlazioni tra le fonti e, soprattutto, la
necessità di essere portato alla conoscenza di tutti i consociati, vi è stato uno
straordinario incremento di servizi . a contenuto giuridico . distribuiti
tramite le reti.
Più specificamente, l.evoluzione delle reti di calcolatori è stata segnata
da tre fondamentali fasi di sviluppo.
A) La prima fase è stata caratterizzata dalla presenza di terminali
remoti detti .stupidi., attraverso i quali l.utente poteva collegarsi ad un
sistema centrale costituito da un grosso elaboratore (mainframe) contenente
dati e programmi. L.applicazione di tale tecnologia in campo giuridico non
tardò ad affermarsi: un utente, da uno dei punti di accesso dislocati nel
territorio, attraverso un terminale, poteva interrogare una banca dati che
risiedeva anche a grande distanza. La tecnologia di tali sistemi interattivi
permetteva altresì la multi-utenza, cioè consentiva a più utenti, da diversi
punti di accesso, di svolgere contemporaneamente in .time-sharing. (o
.lavoro simultaneo.) interrogazioni al sistema centrale.
Gli archivi giuridici automatizzati del CED della Cassazione, del
Senato e della Camera vennero a costituire importanti risorse per chi si
occupava di scienze giuridiche (e non solo); ciascun sistema centrale,
tuttavia, aveva una propria rete di punti di accesso, e non era data la
possibilità di interrogare dallo stesso punto più sistemi. Ogni banca dati
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possedeva, infatti, parametri specifici diversi da quelli delle altre per ciò che
riguarda le procedure di connessione, i programmi, i linguaggi di
interrogazione, e pertanto l.utente poteva usufruire soltanto dei servizi della
banca dati alla quale era collegato mediante terminale dedicato.
B) Nel corso degli anni .80, l.ampia diffusione degli elaboratori diede
vita alla seconda fase di sviluppo delle reti. L.avvento dell.informatica
distribuita condusse verso la creazione di reti locali (v. infra); i dati
posseduti su singoli elaboratori poterono essere condivisi con altri
elaboratori da altri punti della rete; all.interno delle amministrazioni e degli
edifici, le reti locali consentirono di ripartire il lavoro tra più elaboratori e di
condividere risorse come gli archivi, le stampanti, ecc.
Vennero altresì realizzati i primi tentativi di interconnessione fra reti
disomogenee e tra sistemi informativi distinti. Tale interconnessione
riguardò anche le banche dati giuridiche del CED della Cassazione e della
Camera e del Senato, che poterono così essere consultate dagli stessi punti
di accesso.
C) Negli anni .90, ebbe inizio la terza fase: il momento tecnologico era
contraddistinto dalla presenza di diverse reti locali capaci di interscambiare
dati grazie ad un unico linguaggio di comunicazione (tecnicamente
.protocollo.). I tempi erano ormai maturi per lo sviluppo di apparecchiature
hardware e applicazioni software dedicate allo smistamento delle
comunicazioni. Tutti gli elaboratori ricoprivano, all.interno dell.unica rete,
lo stesso ruolo senza gerarchie di sorta. Ciascun computer connesso alla rete
tendenzialmente poteva condividere i propri dati con tutti gli altri;
l.integrazione delle reti locali attraverso un unico .protocollo di
comunicazione. determinò la nascita della grande rete mondiale denominata
Internet.
2. Classificazione delle reti telematiche e modello client.server.
Prima di passare alla trattazione della rete Internet, occorre precisare
che le reti telematiche vengono comunemente classificate in tipologie
diverse, sulla base dell.estensione territoriale dei collegamenti.
Sono denominate .LAN. (.Local Area Network.) le reti che consentono
a più elaboratori indipendenti di comunicare all.interno di un.area
moderatamente ampia. Sotto il profilo dell.architettura di rete, si
distinguono le .reti a bus. e le .reti a stella.. Nelle prime, gli elaboratori
sono collegati l.uno all.altro in sequenza e operano in connessione di tipo
.broadcast.: il segnale, inviato a tutti gli elaboratori, verrà prelevato da chi
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lo ha richiesto. In tale architettura, tuttavia, un guasto o un.interruzione su
uno dei computer causa il blocco di tutto il sistema. Nelle seconde, ogni
elaboratore collegato dialoga con un sistema centrale che smista le richieste,
, indirizzando i dati solo verso l.elaboratore interessato. In
tramite un router
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questo caso un blocco o un guasto in un punto della rete non ne pregiudica il
funzionamento complessivo.
Le reti locali che operano all.interno di una città o di un.area
metropolitana sono dette .MAN. (.Metropolitan Area Network.). Le reti che
si estendono per vaste aree geografiche sono invece denominate .WAN.
(.Wide Area Network.).
Le reti telematiche moderne adottano in larga prevalenza il modello
client.server, in virtù del quale si realizza una cooperazione a livello
hardware e software fra le stazioni collegate; allo svolgimento di ciascuna
applicazione concorrono due processi software specializzati, detti appunto
client e server, che dialogano fra loro scambiandosi dati nel formato
previsto dal protocollo specifico dell.applicazione. Il programma client è
attivato all.occorrenza dall.utente sulla propria stazione di lavoro connessa
in rete; il programma server è sempre attivo (o viene attivato
automaticamente in presenza di una richiesta del client) in un computer
sempre accessibile in rete, che offre un determinato servizio.
Il modello client.server porta con sé notevoli vantaggi: a) consente la
ripartizione del carico di lavoro fra le due stazioni, con un ruolo attivo anche
della stazione dell.utente, che svolge localmente una parte del processo
elaborativo; di qui, una maggiore semplicità dei server che devono
provvedere soltanto all.analisi della richiesta, spesso codificata, alla
produzione dei risultati e alla spedizione di questi al richiedente, senza
doversi occupare della gestione della stazione destinataria (presentazione,
stato, schermo, cursore, ecc.); b) favorisce la riduzione del traffico di rete,
non occorrendo tenere costantemente attivo fra le due stazioni lo scambio di
informazioni; c) offre la possibilità di sviluppare funzionalità locali senza
modificare il protocollo applicativo e quindi il lato server, come ad esempio
interfacce più amichevoli (con bottoni, help, traccia dei comandi, ecc.),
gestione di archivi locali (con informazioni spedite e ricevute, pro memoria,
indirizzari, ecc.).
Dispositivo hardware che effettua l.inoltro dei pacchetti di dati.
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3. La rete Internet.
Le origini di Internet risalgono ad un progetto di rete a .commutazione
di pacchetto. , denominata Arpanet , che, alla fine degli anni .60, aveva lo
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scopo di sperimentare questa nuova tecnica per fare condividere risorse e
informazioni in ambito universitario, militare e governativo, e per
mantenere in piedi le comunicazioni anche di fronte della caduta di alcuni
collegamenti o nodi (comprese situazioni estreme, ad esempio una guerra
nucleare).
Mentre Arpanet cominciava ad espandersi, la nascita, nei primi anni
.70, di altre reti portò presto all.esigenza di inventare un modo per
interconnetterle fra loro, superando così i problemi legati alla diversità dei
.linguaggi di comunicazione., cioè alle modalità con cui queste reti si
scambiavano i dati. Ciò produsse l.avvio del progetto .Internet..
Dal punto di vista tecnico, Internet è una rete telematica transnazionale,
che .interconnette. . Internet deriva appunto dalla sintesi dei due termini
.inter(connected) e net(works). . fra di loro singoli computer, reti locali (ad
esempio, il complesso di apparecchiature elettroniche collegate di cui
dispone una sede universitaria) e reti geografiche (ad esempio, la rete
GARR . Gruppo per l.Armonizzazione delle Reti per la Ricerca . che
collega tutte le Università italiane). Tale accorgimento determina la
condivisione, su scala mondiale, di tutte le risorse (documenti testuali,
immagini, filmati, segnali audio, ecc.) presenti nelle singole stazioni di
lavoro collegate in rete, che dialogano fra di loro attraverso uno specifico
) e che vengono
.protocollo di comunicazione. (in Internet, il TCP/IP 4
identificate mediante un indirizzo univoco (un indirizzo numerico, ad
esempio: 151.97.69.18 , al quale corrisponde un indirizzo alfabetico più
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Ciascuna comunicazione tra due stazioni è segmentata in blocchi (pacc