Il governo: funzioni e struttura
Funzioni del governo
Il governo ha principalmente due funzioni:
- Indirizzo politico: promuove politiche pubbliche, estere, economiche e di sicurezza.
- Potere esecutivo: dà esecuzione alle leggi e dirige la pubblica amministrazione.
La Costituzione inizialmente considerava il governo di minore importanza rispetto al parlamento, tanto che gli articoli del governo sono posti dopo quelli del parlamento e del presidente della Repubblica. Nel 21 secolo, il governo non possiede più solo il potere esecutivo ma è il motore del funzionamento dello Stato: si parla infatti di potere governante.
Il nostro governo è il prodotto dell’evoluzione del governo britannico; è passato dal dover avere la fiducia del re a dover avere la fiducia del Parlamento. Infatti, il primo caso di sfiducia del parlamento avvenne nel 1787 con il Primo Ministro Lord North: egli fu sfiduciato in quanto non si poteva sfiduciare il re, Giorgio III, vero colpevole di quella disfatta.
Evoluzione costituzionale italiana
Nell’evoluzione costituzionale italiana, la forma di governo parlamentare non è contestuale allo Stato Albertino dove il re aveva il controllo sul governo e i ministri erano detti ministri del re. In breve tempo, la forma di governo cambiò e ci fu:
- Importanza del presidente del consiglio dei ministri (ad esempio Cavour); questo potere fu riconosciuto nel 1925 grazie alle leggi fascistissime che sono considerate un’integrazione dello Stato Albertino.
- Capacità del parlamento di sfiduciare il governo.
- Potere del re di nominare e revocare i ministri indipendentemente dal voto parlamentare.
Una legge fascistissima del 1925 affermò però che il governo doveva essere composto da un Primo Ministro, che poteva essere revocato dal re, e da Ministri segretari di Stato. A causa di queste leggi, la forma parlamentare sparì dallo Statuto Albertino e al parlamento rimase solo il potere legislativo. Badoglio abolì questa legge nel 1943 ripristinando il rapporto di fiducia nella seconda costituzione provvisoria del 1946 dove è convocata l’assemblea che da questo momento può sfiduciare il governo.
Instabilità del governo italiano
Il governo italiano ebbe molta instabilità, tra cui:
- Instabilità governativa: che ha origine nel sistema dei partiti e nella legge elettorale proporzionale; ci furono infatti 64 partiti in Italia con scarsa omogeneità e governi di coalizione.
- Il Primo Ministro doveva fare da mediatore tra i diversi partiti perdendo di vista l’interesse pubblico.
Organi del governo
Ci sono organi necessari e non necessari. Quelli necessari sono:
- Governo: visto come singolo organo che deve avere la fiducia del Parlamento.
- Consiglio dei Ministri: considerato come luogo di mediazione. La legge 104 del 1988 individua le sue funzioni:
- Determina la politica generale.
- Regola i conflitti tra i ministri.
- Delibera questioni di indirizzo politico.
- Delibera disegni di legge e atti aventi forza di legge.
Il presidente del consiglio promuove e coordina, quindi non ha forti poteri; l’articolo 95 infatti scrive che è il presidente del consiglio dirige (e non determina), e non ha quindi supremazia gerarchica e nemmeno supremazia politica in quanto non può né revocare né nominare i ministri. Solo dal 1993 è cresciuta la sua supremazia politica in quanto ha assorbito molte competenze che erano del ministro degli esteri, ad esempio partecipare al consiglio europeo.
L’articolo 95 afferma che:
- Il Presidente del Consiglio deve dirigere la politica del governo.
- Promuovere l’attività dei ministri.
- I ministri sono responsabili degli atti del Presidente.
Quelli non necessari sono:
- Sottosegretario: parlamentare che affianca il Primo Ministro in alcuni settori ovvero ricevere la delega per operare in certi ambiti, ma non può partecipare al consiglio dei ministri.
- Vice Ministri.
- Ministri senza portafoglio: senza ministero.