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7 - Il Governo organi, Presidente del Consiglio, formazione del governo, rapporti di fiducia, decreti e responsabilità ministeriale Appunti scolastici Premium

Appunti di diritto costituzionale su Governo organi, Presidente del Consiglio, formazione del governo, rapporti di fiducia, decreti e responsabilità ministeriale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Furlan dell’università degli Studi di Milano Bicocca - Unimib. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto costituzionale docente Prof. F. Furlan

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sfiducia individuale: Dini (Pres. Del Consiglio)

invita Mancuso (ministro) a dimettersi per

ragioni di lite, così come la stessa maggioranza

grazie ad un regolamento del Senato. Egli però

rifiuta e si appella alla Corte Costituzionale che,

dandogli torto, abilita la sfiducia individuale.

Crisi del Governo:

Nascono per sconfitte parlamentari, rapporti

conflittuali tra partiti o tra coalizioni di maggioranza.

Il presidente della Repubblica può però rivalutare gli

esiti elettorali.

Coincide con le dimissioni del Governo che possono

essere:

-Volontarie: da parte del Presid. Del Consiglio e

approvata dal Consiglio dei Ministri (Crisi

Extraparlamentare).

-Obbligate: da un voto del Parlamento di una delle

due Camere (Crisi Parlamentare).

Quando il Governo si dimette, il Pres. Della

Repubblica valuta se è meglio ricercare un nuovo

Governo o andare a elezioni anticipate. Dopo Prodi

decise di formare un nuovo Governo, con però minori

poteri.

Decreto Legge e Decreto Legislativo:

DECRETO LEGISLATIVO:

 L’art.76 parla di Delega Legislativa che contiene:

Principi direttivi ovvero l’esercizio di una norma

non può essere delegato al Governo se non con

principi direttivi (il Parlamento afferma con quali

principi il Governo può legiferare) ; Un tempo

limitato (i decreti legislativi devono essere

approvati entro 24 o 48 mesi altrimenti perde il

suo potere); Un oggetto definito (Il Parlamento

deve essere a conoscenza di ciò che contiene il

decreto)

Sono usati spesso, al contrario di quello che

vuole la Costituzione: il Governo si fa dare la

delega dalle Camere (che controllano gli schemi

del decreto e danno un parere) e

successivamente chiede anche al Parlamento il

disegno di delega; infine è emanato dal

Presidente della Repubblica.

Il Governo può però adottare decreti correttivi

per modificare il decreto legislativo.

Se il decreto è in contrasto con un principio

direttivo della legge di delega, dovrebbe

prevalere il principio cronologico; dato che però

il decreto trova la sua fonte nella legge di

delega, quest’ultima è più importante; quindi la

Corte Costituzionale afferma che qualsiasi

violazione è una violazione indiretta dell’Art.76.

DECRETO LEGGE: E’ indicato dall’Art. 77 : il

 primo comma afferma che il governo non può

emanare decreti senza il consenso del

Parlamento; il secondo comma afferma che nel

caso non può momentaneamente chiedere il

permesso può emanare un decreto ma deve

essere convertito il giorno stesso; il terzo comma

afferma che devono essere convertiti entro 60

giorni altrimenti decadono.

Il Decreto è indicato anche nell’articolo 15: il

primo comma afferma che è un provvedimento

provvisorio in caso di necessità e urgenza, il

secondo comma afferma che il Governo non può:

-Conferire deleghe legislative (perché compito

delle Camere)

-operare nelle materie indicate nell’Art.72

-rinnovare decreti legge negati dalle Camere o

dalla Corte, o non convertiti.

Mentre il terzo comma afferma che nel decreto-

legge ci deve essere un contenuto omogeneo;

non possono essere quindi inserite tante riforme

diverse. Questo principio fu riconosciuto dalla

Corte Costituzionale.

Ci fu con il tempo un abuso di questa

decretazione d’urgenza e problemi di

conversione; 60 giorni sono infatti pochi per

dibattiti aperti, quindi il Governo ha riposto

fiducia nelle Camere. La Corte Costituzionale

consente modifiche (emendamenti) che però

vanno a modificare un provvedimento che è già

legge.

Da decreto-legge a legge.

Il Consiglio dei Ministri delibera il Decreto-Legge che

è portato al Presidente della Repubblica che lo

controlla e infine lo emana. Viene poi pubblicato

sulla Gazzetta Ufficiale ed entra in vigore il giorno

successivo (a differenza delle leggi ordinarie dopo 15

giorni). Le Camere presentano un disegno di legge di

conversione (legittimato dall’Art.1 delle leggi di

conversione), e devono pronunciarsi entro 60 giorni,

altrimenti il decreto decade.

Infine il Presidente della Repubblica può trovare

motivi di incostituzionalità nella legge di conversione

e quindi rinviarla alle Camere; esse però non hanno

il tempo di riapprovarlo, quindi automaticamente il

decreto decade.

Nel 1996 il Pres. Della Repubblica reiterava la legge

di conversione fino a che non veniva convertito il

decreto, in modo da allungarne i tempi; la Corte

Costituzionale ha indicato però questo

provvedimento incostituzionale.

Regolamenti:

Atti secondari emanati dal Governo. Possono essere:

-Esecutivi: dettano norme al fine di una corretta

esecuzione della legge.

-Attuativi: se hanno un contenuto integrativo

-Autonomi: per regolamentare materie che sono

considerate di modesta importanza e che quindi non

sono disciplinate da leggi primarie.

Responsabilità Ministeriale.

E’ indicata dall’Art.95, il quale secondo comma

afferma che hanno responsabilità giuridica sulle loro

decisioni (o atti) e su quelli del Presidente.

Inizialmente i Ministri avevano sia responsabilità

politica che amministrativa: essi adottavano infatti

atti amministrativi tra cui “assunzione di costi”,

“aggiudicazione di un appalto” etc. Dopo il 1998 ciò

è andato nelle mani della pubblica amministrazione,

quindi venne gestito dai dirigenti. Ai ministri restò

quindi solo la responsabilità politica.

POLITICA: quando si violano i

RESPONSABILITA’

principi non scritti ma quelli di un mandato

politico, cioè l’organo politico non si è

comportato in modo consono a ciò che aveva

detto o a ciò che gli altri si aspettavano: ad

esempio la sfiducia nei confronti di un Ministro.

Infatti la sanzione è politica, ed è la decadenza

di quell’organo. GIURIDICA: quando si violano

RESPONSABILITA’

leggi penali o civili, ovvero norme espresse. La

sanzione infatti è giuridica, ed è penale quando

c’è un arresto o un’ammenda, civile quando ci

deve essere il risarcimento della somma,

amministrativa quando si crea un danno allo

Stato e bisogna risarcirlo. La responsabilità

giuridica può essere:

-PENALE: quando i Ministri compiono reati

nell’esercizio delle loro funzioni, cioè contro la

pubblica amministrazione. Le indagini vengono

eseguite da 3 soggetti parte del Tribunale dei

Ministri; prima del 1999 invece erano eseguite

dalla Corte Costituzionale.

Nell’Art.96 si ritrova l’Autorizzazione A

Procedere: se un Ministro è incriminato, si deve

ottenere l’autorizzazione della Camera di

appartenenza, altrimenti se si scopre che il

Ministro è intervenuto a favore dello Stato, si


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessica.paradiso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Furlan Federico.

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