IL SISTEMA TRILITICO
Per trilite intendiamo tutte le quelle configurazioni strutturali a tre elementi esenti da componenti
orizzontali delle forze e fondate sulla trasmissione verticale delle forze peso. Trattasi del principio
costruttivo più intuitivo e antico.
Gli elementi che lo caratterizzano sono l’orizzontamento (architrave monolitica) e i sostegni verticali
(piedritti). Queste costruzioni venivano usate con lo scopo di ricordare e venerare le persone defunte.
Erano realizzate totalmente in pietra. Possiamo ricondurci ad uno schema trave appoggio-appoggio con
carico concentrato in mezzeria. Da questo schema isostatico possiamo capire che i piedritti sono soggetti a
compressione, mentre l’architrave è soggetta a flessione e forze di taglio.
I principali punti di debolezza di tale sistema costruttivo sono:
Rottura per flessione in mezzeria dell’architrave quando essa è eccessivamente sollecitata o di
sezione insufficiente e porta al ribaltamento dei piedritti. Questo problema può essere risolto
ispessendo la sezione dell’orizzontamento o riducendo la luce (ossia la distanza tra i piedritti) ma
ciò conduce al problema intercolumnia;
La seconda debolezza è dovuta al fatto che l’architrave è semplicemente appoggiata ai piedritti, per
cui in caso di sisma essa tenderà a scivolare sui piedritti e causa l’attrito, provocherà anche il
ribaltamento degli stessi (è per questo che oggi si parla di vincolo rigido di continuità);
Infine gli estremi della trave sono soggetti a forze di taglio che possono essere tradotte in carichi
eccentrici sui piedritti causando la rottura per schiacciamento.
Architrave prefessurato di Tindari. L’architrave non è monolitico ma è costituito da tre elementi di cui
quello centrale è un concio di chiave il quale permette di mettere in compressione gli altri elementi.
Trattasi di una piattabanda (o arco piatto) e dunque di un SISTEMA SPINGENTE. Dividendo in tre parti
l’architrave si predetermina la posizione delle fessure. Il sistema è detto spingente in quanto la forza
esercitata dal concio di chiave risulta essere inclinata e dunque presenta una componente verticale ed una
componente orizzontale che tenderà a far ribaltare il piedritto verso l’esterno. Nel trilite invece il piedritto
era soggetto a sole forze di compressione. Con le strutture spingenti si risolve il problema intercolumnia.
L’ARCO è costituito da n conci sagomati opportunamente al fine che i piani tangenti alle varie facce
convergano in un punto proprio. Il concio di chiave è quell’ elemento di forma tronco-piramidale che mette
in compressione tutti gli altri elementi. La costruzione di un arco avviene mediante una céntina in legno
sulla quale vengono poggiati i vari conci a partire dagli appoggi esterni e via via fino a raggiungere la
sommità dell’arco. Attenzione però perché non tutto ciò che è curvo è necessariamente un arco. Iniziamo
infatti a parlare delle false cupole.
Spesso per alleggerire il peso si scavava l’intradosso dell’architrave oppure come nelle “tombe a tolos” si
sovrapponevano elementi di pietra sfalsati verticalmente, con superfici di contatto tra i vari elementi
orizzontali tali da non avere spinte e dopo di chè nell’intradosso si asportava del materiale per ottenere una
sorta di volta cuspidata. L’architrave della “porta dei leoni” vede invece un ispessimento notevole nella
mezzeria dell’orizzontamento. Esempi di false cupole e dunque di costruzioni trilitiche sono i trulli in Puglia
e i nuraghe in Sardegna.
Esempio importante di falsa cupola è il Pantheon a Roma, realizzato sotto l’impero di Adriano. Presenta
una pianta circolare, uno spazio perfettamente sferico e un foro in sommità. La costruzione non è una volta
in quanto la copertura è stata realizzata mediante strati anulari successivi di calcestruzzo sempre più
leggeri. In questo caso non bisogna prestare attenzione allo sfalsamento dei laterizi ma è necessario che la
risultante dei vari anelli in cls ricada all’interno della base d’appoggio dell’anello sottostante. Tuttavia non è
presente il profilo cuspidato tipico delle false volte.
Mausoleo di Galla Placidia. Completamente realizzato in laterizio e internamente rivestito di mosaici.
Mausoleo di Teodorico. Completamente realizzato in pietra d’Istria. Teodorico, re degli Ostrogoti, voleva
differenziarsi dai Bizantini per cui fa realizzare dalle maestranze armene la propria tomba usando le
tecniche più innovative del taglio della pietra. La copertura è un monolite in pietra opportunamente
scavato e sagomato per ridurre il peso e dare il senso di una volta.
COSTRUZIONI AD ARCO. Vediamo gli elementi che caratterizzano un arco:
Luce = distanza fra i piedritti;
• Piano d’imposta = piano immaginario orizzontale che tende a distaccare la porzione curva dell’arco
• dai sostegni verticali;
Freccia = distanza tra il piano di imposta e il limite superiore dell’intradosso;
• Conci = elementi costitutivi dell’arco di forma trapezoidale con le facce che hanno una direzione
• convergente in un centro geometrico che è denotato come centro di curvatura dell’intradosso;
Intradosso e estradosso definiscono lo spessore dell’arco;
• Piano alle reni (o anche reni dell’arco) = piani immaginari inclinati di circa 30° che individuano due
• porzioni distinte della costruzione ad arco. Su questo piano si esplica l’azione R (perpendicolare al
piano stesso) che l’arco esercita sul resto della struttura.
R ha una componente verticale ed una orizzontale. Tenderà dunque a far ribaltare la struttura e affinchè ciò
non accada si deve verificare che M M (con M =momento stabilizzante e M =momento ribaltante).
≥ 1.5
S R S R
L’unione di tutti i punti lungo i quali si scambiano i contatti i vari conci rappresenta la curva delle pressioni.
Valutazione della stabilità di un arco:
Se R cade all’interno del nocciolo centrale di inerzia, la base di appoggio del piedritto è compressa
Ø al terreno che reagisce approssimativamente con un carico distribuito di pari modulo e verso
opposto;
Se R cade sul bordo del nocciolo, il diagramma delle reazioni del terreno diventa triangolare;
Ø Se R cade fuori dal nocciolo ma entro il perimetro di appoggio del piedritto, il piedritto è in parte
Ø staccato dal terreno ma la struttura rimane in piedi;
Se R cade fuori dal perimetro di appoggio, la costruzione è instabile e collassa.
Ø
Osserviamo inoltre che la spinta è tanto maggiore quanto più l’arco risulta essere ribassato.
Se consideriamo il rapporto tra la freccia e metà della luce allora possiamo contraddistinguere l’arco ad
intradosso circolare e parabolico (rialzato o ribassato).
I costruttori auspicano sempre che la
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Sistema
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Sistema Nervoso Centrale
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