Syllabus
Parte prima
L’atomo e teoria
atomica
2a. Modello del Thomson, modello di rutherford, modello di Bohr,
modello atomico quantistico
2b. Tabella periodica: energia di ionizzazione. Affinità per
l’elettrone. Elettronegatività. Raggio atomico.
Metalli e non metalli
I composti e
nomenclatura Legame
chimico:
Modelli del legame chimico; legame covalente puro, apolare e
polare; teorie del legame covalente; legame metallico; legame
ionico.
Parte seconda
Peso atomico e molecolare. Quantità di sostanza:
mole Reazioni chimiche. Stechiometria delle
reazioni chimiche.
Reazioni redox: numeri di ossidazione; bilanciamento di reazioni redox
con il metodo delle semi reazioni in ambiente acido e in ambiente
basico
Le interazioni intermolecolari e stati fisici della materia:
Le soluzioni e unità di concentrazione delle soluzioni. Diluizione.
Definizione di acidi e basi: arrhenius, bronsted-lowry, lewis.
Elettroliti e non elettroliti
Termodinamica: cenni
Cinetica: cenni
Terza parte
Equilibrio chimico: legge dell’azione di massa. Influenza della t e della
p. Costante di equilibrio.
Parte quarta
Costante di autoprotolisi (kw). pH e pOH. Calcolo di ph di acidi e basi
forti e di acidi e basi deboli; soluzioni tampone.; idrolisi.
Prodotto di solubilità: calcolo della solubilità in acqua pura. Effetto
ione a comune. Proprietà colligative delle soluzioni:
abbassamento crioscopico; innalzamento ebullioscopico;
pressione osmotica; abbassamento della tensione di vapore.
Quinta parte
Celle galvaniche; potenziali standard; elettrolisi; equazione di nernst
Indice
Pag. 5: Capitolo 1 Le chiavi per lo studio
della chimica
Pag. 7: Capitolo 2 I componenti della materia
Pag.14: Capitolo 3 Stechiometria: reazioni
quantità-massa-numero nei sistemi chimici
Pag.16: Capitolo 4 Le principali classi di reazioni
chimiche
Pag. 20: Capitolo 5 I gas e la teoria cinetica dei
gas
Pag. 23: Capitolo 7 Teoria quantistica e struttura atomica
Pag. 27: Capitolo 8 Configurazione elettronica e
periodicità chimica Pag. 32: Capitolo 9 Modelli del legame
chimico
Pag. 34: Capitolo 10 Le forme delle
molecole
Pag. 37: Capitolo 11 Teorie del legame
covalente
Pag. 38: Capitolo 12 Forze intermolecolari: liquidi, solidi e
transizioni di fase
Pag.41: Capitolo 13 Le proprietà delle miscele:
soluzioni e colloidi
Pag. 43: Capitolo 16 Cinetica chimica: velocità e
meccanismi delle reazioni chimiche
Pag.52: Capitolo 17 L’equilibrio: l’entità delle reazioni
chimiche
Pag.54: Capitolo 18 Equilibri acido-base
Pag.62: Capitolo 19 Equilibri ionici in soluzione acquosa
Pag.67: Capitolo 21 Elettrochimica: variazioni chimiche e
lavoro elettrico Capitolo 1
Le chiavi per lo studio della chimica
La chimica è lo studio della materia e delle sue proprietà, delle
trasformazioni che subisce e dell’energia associata a queste
informazioni. Le proprietà non sono altro che le caratteristiche che
conferiscono a ciascuna sostanza la sua identità esclusiva.
Si dividono in proprietà fisiche e
chimiche, le prime riguardano la
capacità di
interagire tra loro, ma senza
trasformarsi. Mentre le proprietà
chimiche rappresentano la
capacità di interagire con
un’altra sostanza, tramite
trasformazioni. Nell’ultimo caso
avviene una trasformazione
chimica, detta anche reazione
chimica.
1.2 Gli stati fisici della materia
La materia si presenta comunemente in tre forme fisiche dette stati di
aggregazione: solido, liquido e gas.
Solido:
- forma fissa che non si adatta
alla forma de recipiente;
Liquido:
- si adatta alla forma del recipiente,
me ne riempie un volume pari al suo stesso
volume;
Gas:
- si adatta anch’esso alla forma del
recipiente, ma lo riempie completamente;
1.3 L’energia
L’energia è definita come la capacità di compiere lavoro. L’energia
totale posseduta da un corpo è la somma della sua energia
potenziale e della sua energia cinetica.
L’energia potenziale è l’energia che un corpo possiede in virtù
della sua posizione. L’energia cinetica è l’energia che un corpo
possiede in virtù del suo movimento.
L’energia si conserva: può essere convertita da una forma in un’altra,
ma non può
essere distrutta. In natura, le situazioni a energia bassa sono
generalmente favorite rispetto a quelle a energia più alta. La
situazione in cui la massa è a una quota più elevata e quindi ha una
maggiore energia potenziale è meno stabile, mentre la
situazione dopo che la massa è caduta al suolo e ha una minore
energia potenziale è più stabile. Un comportamento ben noto delle
particelle cariche deriva da interazioni
note come forze elettrostatiche: cariche di segno opposto si
attraggono e cariche uguali si respingono. L’energia potenziale
chimica di una sostanza è dovuta alle posizioni relative di tutte le
sue particelle e alle attrazioni e repulsioni che si
esercitano tra di esse.
1.4 Il metodo scientifico per comprendere la natura
È importante notare che le ipotesi e i modelli sono immagini
mentali che vengono modificate in modo che si adattino alle
osservazioni e ai risultati sperimentali, non viceversa.
1.5 Grandezze fondamentali
Il sistema internazionale si basa su sette grandezze fondamentali
indipendenti e sulle relative unità di misura, dette unità fondamentali.
Tutte le altre grandezze, dette
grandezze derivate, e le altre relative unità di misura, dette unità
derivate, si ricavano dalle grandezze fondamentali.
Alcune relazioni tra volumi nel SI 3
Il cubo a sinistra ha un volume di 1 cm ;
ogni spigolo è lungo 1 dm e il cubo è
suddiviso in 10 strati spessi 1 cm. Vi sono
3 3
1000 dm in 1 m . Il cubo in centro ha un
3
volume di 1 cm ; ogni spigolo è lungo 1 cm
e il cubo è suddiviso in 10 strati spessi 1
3 3
mm; 1000 cm = 1 dm = 1 L = 1000 mL, e
3
quindi 1 cm = 1 mL. Il cubo a destra ha un
3
volume di 1 mm ; ogni spigolo è lungo 1
mm; 1
3 3 3 3
mm = 1 mL. Vi sono 10 mL in 1 cm e 106 L in 1 dm (1 L).
1.6 Cifre significative
Quando si ottiene una misura come risultato di una misurazione o
di un calcolo, si deve conoscere il suo numero di cifre significative.
Tutte le cifre del risultato di una
misurazione sono significative, tranne gli zeri che non sono dati dalla
misurazione ma sono stati usati unicamente per posizionare la virgola
decimale.
- Accertarsi che il valore numerico della misura abbia una virgola
decimale;
- Partire dalla prima cifra del numero e procedere verso
destra finché non si raggiunge la prima cifra diversa da
zero;
- Considerare come significativa quella cifra e ogni cifra alla sua
destra. Capitolo 2
I componenti della materia
La materia può essere generalmente classificata in tre tipi:
elementi, composti e miscele.
Elemento:
- è il tipo di materia più semplice, costituito da
una sola specie di atomo. Non può essere scomposto, è un
tipo di sostanza pura, la cui composizione è fissa. Ciascun
elemento è unico perché sono uniche le sue proprietà
atomiche;
Molecola:
- è un’unità strutturale indipendente costituita da
due o più atomi legati chimicamente tra loro;
Composto:
- è un tipo di materia costituito da due o più
elementi diversi che sono legati chimicamente tra loro. Gli
elementi in un composto non sono
semplicemente miscelati tra loro, i loro atomi sono uniti
chimicamente. Una caratteristica che definisce un composto è
il fatto che in esso gli elementi sono presenti in parti fisse in
massa. In virtù di questa composizione fissa, un composto è
considerato anche una sostanza. Le sue proprietà sono diverse
da quelle degli elementi componenti. Un composto può essere
scomposto nei
suoi elementi, solo tramite trasformazioni chimiche;
Miscela:
- un gruppo di due o più sostanze che sono mescolati
fisicamente. A differenza di un composto, i componenti di una
miscela possono variare nelle loro parti in massa, non è una
sostanza. Una miscela può essere scomposta anche tramite
trasformazioni fisiche;
2.2 La legge di conservazione della massa – Lavoisier
“La massa totale delle sostanze rimane invariata durante una
reazione chimica. Il numero di sostanze può variare, ma la quantità
totale di materia rimane costante”.
2.3 La legge della composizione definita e costante –
Proust
“Indipendentemente dalla sua fonte, un particolare composto
chimico è costituito dagli stessi elementi nelle stesse parti in
massa”.
La frazione in massa è quella parte della massa del composto che
è rappresentata da ciascun elemento nel composto. Si ottiene
dividendo la massa di ciascun elemento per la massa totale del
composto. La percentuale in massa è la frazione in massa
espressa come percentuale.
2.4 Legge delle proporzioni multiple – Dalton
“Se gli elementi A e B reagiscono per formare due composti, le
differenti masse di B che si combinano con una massa fissa di A
possono essere espresse come rapporti di numeri interi piccoli”.
Dice che in due composti degli stessi due elementi la frazione in
massa di uno dei due elementi rispetto all’altro varia in incrementi
basati su rapporti di numeri interi piccoli.
Teoria atomica e postulati
La materia esiste in unità indistruttibili, ciascuna con una
particolare massa. Dalton espresse la sua teoria in una serie
di postulati:
1. Tutta la materia è costituita da atomi, piccolissime
particelle indivisibili di un elemento che non possono
essere create né distrutte.
2. Gli atomi di un elemento non possono essere convertiti in
atomi di un
altro elemento. Nelle reazioni chimiche, le sostanze
originali si separano in atomi che si ricombinano per
formare differenti sostanze.
3. Gli atomi di un elemento sono identici nella massa
e nelle altre proprietà e sono diversi degli atomi di
ogni altro elemento.
4. I composti sono formati dalla combinazione chimica di
uno specifico rapporto di atomi di differenti elementi.
2.5 Esperimenti per determinare le proprietà dei
raggi catodici Si genera un
raggio
catodico
quando si
applica
un’elevata
differenza di
potenziale
elettrico (tensione
elettrica) tra gli
elettrodi inseriti in
un tubo in cui è
stato fatto un vuoto
spinto. Un foro
nell’anodo
permette al raggio catodico di attraversare questo elettrodo e di
andare a colpire
l’estremità del tubo rivestita di fosfori in un punto che, di
conseguenza, emette luce. In assenza di un campo elettrico o
magnetico esterno, il raggio catodico si propaga in linea retta.
1.Il raggio catodico devia in presenza di un campo magnetico
esterno e quindi deve essere costituito da particelle cariche.
2.In presenza di un campo elettrico esterno, il raggio catodico
devia verso la placca positiva, e quindi la carica delle particelle da
cui è costituito deve essere negativa.
3.Qualunque sia il materiale di cui è fatto il catodo, il raggio
catodico generato è identico e quindi queste particelle devono
far parte di tutta la materia: particelle universali cariche
negativamente.
2.6 Esperimento della goccia d’olio di Millikan
per misurare la carica dell’elettrone
Il moto di una data goccia d’olio
dipende dalla variazione del
campo elettrico e dalla carica
totale che essa porta, la
quale, a sua volta, dipende dal
numero di elettroni catturati
dalla goccia.
Secondo il ragionamento di
Millikan, la carica totale della
goccia doveva essere un
multiplo, secondo un numero
intero, della carica
dell’elettrone
2.7 Esperimento di Rutherford di diffusione delle
particelle α e scoperta del nucleo atomico
A. Nell’esperimento, le
particelle α dirette contro
il foglio d’oro
determinano l’emissione
di un lampo di luce
quando
attraversano gli atomi
dell’oro e vanno a colpire
uno schermo
rivestito di fosfori.
B. Secondo l’ipotesi
basata sul modello a
“plum pudding”, gli
atomi sono costituiti da elettroni immersi in materia diffusa, carica
positivamente, e quindi le particelle α in moto ad alta velocità
dovrebbero attraversare il foglio d’oro subendo, al massimo,
piccole deviazioni.
C. I risultati reali mostrano piccole deviazioni sporadiche e grandi
deviazioni molto
infrequenti. Questo comportamento delle particelle α potrebbe
aver luogo soltanto se una massa molto grande e una carica
positiva fossero concentrate in una piccola regione entro l’atomo,
il nucleo. Caratteristiche generali dell’atomo
Un atomo è un’entità sferica, elettricamente neutro, costituita da
un nucleo centrale
carico positivamente,
circondato da uno o più
elettroni carichi
negativamente. Gli
elettroni si muovono
rapidamente nel
volume atomico
disponibile. Il nucleo è
estremamente denso. Un
nucleo atomico è
costituito da protoni e
neutroni,
eccettuato il nucleo più
+
semplice che è costituito da un singolo protone. Il protone, p , ha
una carica positiva e il
0
neutrone, n , è privo di carica. Il valore assoluto della carica
posseduta da un -
protone è uguale a quello della carica di un elettrone, e , ma i segni
delle due cariche sono opposti. Un atomo è neutro perché il numero di
protoni nel nucleo è uguale al numero di elettroni attorno al nucleo.
Numero atomico, numero di massa e simbolo atomico
Numero atomico Z:
- è uguale al numero di protoni nel nucleo
di ciascuno dei suoi atomi. Tutti gli atomi di un particolare
elemento hanno lo stesso numero atomico, e ciascun
elemento ha un numero atomico diverso da quello di ogni
altro elemento;
Numero di massa A:
- il numero totale di protoni e di neutroni;
- Simbolo atomico: informazioni sulla massa e sulla carica
�
�
�
nucleare.
Tutti gli atomi di un elemento hanno lo stesso numero atomico
ma non lo stesso numero di massa. Gli isotopi di un elemento
sono atomi dell’elemento che hanno differenti numeri di neutroni
e quindi differenti numeri di massa.
2.10 La tavola periodica moderna
La tavola periodica degli elementi
è uno dei più grandi schemi di
classificazione usati in scienza ed
è diventata uno strumento
indispensabile per i chimici.
Ogni elemento ha una casella che
contiene il numero atomico, il
simbolo atomico e la massa
atomica. Le caselle sono disposte
in ordine di numero
atomico crescente.
periodi (orizzontali) e gruppi Le caselle sono disposte in un
(verticali). reticolato di
Gli 8 gruppi A contengono elementi dei gruppi principali o
rappresentativi. I 10 gruppi B contengono gli elementi di
transizione. Due serie orizzontali di elementi di transizione interna.
La distinzione più chiara tra gli elementi è la loro classificazione
come metalli, non metalli o metalloidi.
I composti: legame chimico
Gli elettroni degli atomi degli elementi interagenti intervengono nella
formazione dei composti. Gli elementi si combinano in due modi
generali:
- Trasferimento di uno o più elettroni dagli atomi di un
elemento a quelli di un altro per formare composti ionici;
- Condivisione di elettroni tra atomi di differenti elementi per
formare composti covalenti;
Questi processi generano legami chimici, le forze che tengono
uniti gli atomi degli elementi in un composto.
Formazione di un composto ionico
Sono costituiti da ioni,
particelle cariche che si
formano quando un atomo
acquista o cede uno o più
elettroni. Il tipo più semplice di
composto ionico è un
composto
ionico binario. Si forma
generalmente quando un
metallo reagisce con un non
metallo. Gli atomi metallici
trasferiscono
elettroni agli atomi non
metallici.
Cationi e anioni derivano
da un singolo atomo detto ione monoatomico. I cationi e anioni
che si formano si
attraggono reciprocamente mediante forze elettrostatiche e formano
un composto ionico. I composti ionici sono elettricamente neutri. Nel
caso di ioni di date (frecce)
dimensioni, la forza di attrazione aumenta all’aumentare
(da sinistra a destra).
della carica ionica Nel caso di ioni di una data
carica, la forza di attrazione aumenta al diminuire delle dimensioni
(dal basso all’alto).
ioniche 2.14 La relazione tra ioni formati e il gas
nobile più vicino
La tavola periodica è stata qui ridisegnata per
mostrare le (giallo)
posizioni relative dei non metalli e i metalli
(blu) rispetto ai gas nobili e per mostrare gli ioni
formati da questi elementi. La carica ionica è uguale
al numero degli elettroni ceduti (+) o
acquistati (−) per raggiungere lo stesso numero di
elettroni del gas nobile più vicino. Le specie situate nella stessa
− +
riga hanno lo stesso numero di elettroni. Per esempio, H , He e Li
hanno 2 elettroni. [È importante notare che H è collocato qui nel
Gruppo 7A (17)].
2.15 Formazione di un legame covalente
I composti covalenti si formano quando gli elementi
condividono elettroni, il che avviene di solito tra non
metalli.
Il caso più semplice di condivisione di elettroni ha
luogo non in un composto ma tra due atomi di
idrogeno. I due atomi si avvicinano, il nucleo di
ciascuno attrae sempre più intensamente un elettrone
dell’altro atomo, e gli atomi separati cominciano a
interpenetrarsi, i due atomi formano un legame
covalente, costituito dall’attrazione reciproca tra una
coppia di elettroni e due nuclei. Ciascun elettrone non
“appartiene” più a un particolare atomo: i due elettroni sono condivisi
dai due nuclei. Avvengono anche repulsioni tra i nuclei e tra gli
elettroni, ma la risultante delle
attrazioni sono maggiori della risultante delle repulsioni.
2.17 Ione poliatomico
Molti composti ionici contengono ioni poliatomici,
costituiti da due o più atomi legati
covalentemente e hanno una carica netta positiva
o negativa. Il carbonato di calcio è una
disposizione tridimensionale di cationi calcio
monoatomici e anioni carbonato poliatomici.
Composti: formule, nomi e masse
- Tipi di formule chimiche:
Formula empirica: numero relativo di atomi di ciascun
o elemento nel composto.
Formula molecolare: numero reale di atomi di ciascun
o elemento in una molecola del composto.
Formula di struttura: il numero di atomi e i legami tra di
o essi.
Composti con metalli che formano più di uno ione
I nomi dei composti contenenti questi elementi comprendono un
numero romano
tra parentesi tonde immediatamente dopo il nome dello ione
metallico per indicare la carica ionica. Nei nomi comuni
- Il suffisso -oso per lo ione con la carica più bassa;
- Il suffisso -ico per lo ione con la carica più alta;
Composti formati a partire da ioni
poliatomici
I composti ionici in cui uno dei due ioni o entrambi
sono
poliatomici sono molto comuni. Lo ione poliatomico
rimane unito come un’unità elettricamente carica.
Quando nell’unità formula sono presenti due o più
ioni poliatomici identici, questo ione è scritto tra
parentesi e il pedice è scritto fuori della seconda
parentesi.
Famiglie di ossoanioni
La maggior parte degli ioni poliatomici sono ossoanioni, in cui un
elemento, solitamente un non metallo, è legato a uno o più atomi
di ossigeno. - Lo ione con il massimo numero di
atomi di O ha il prefisso per-, la radice
del nome del non
metallo e il suffisso -ato;
- Lo ione con più atomi di O prende la
radice del nome del non metallo e il
suffisso – ato;
- Lo ione con meno atomi di O prende
la radice del nome del non metallo e il
suffisso -ito;
- Lo ione con il minimo numero di
atomi di O ha il prefisso ipo-, la radice e il suffisso -ito;
Prefissi numerici per gli idrati e i composti covalenti
binari I composti ionici denominati idrati hanno un numero
specifico di molecole d’acqua associate a ciascuna
unità.
Nomenclatura degli acidi
Si forma una soluzione di un acido binario quando certi composti
gassosi si sciolgono in acqua. Il nome è formato dalle seguenti parti:
nome separato acido + radice del nome del non metallo +
suffisso idrico Nomenclatura ossiacidi
- Ato diventa -ico nell’acido;
- Ito diventa -oso nell’acido;
Cenni del Capitolo
3 Definizione di
mole quantità di materia (o di sostanza) di un sistema
È definita come la
che contiene tante entità elementari quanti sono gli atomi in 12 g
di carbonio 12, cioè uguale alla costante di Avogadro 6,022 10 23 .
Massa molare è la massa di una mole
La massa molare (M) di una sostanza
delle sue entità mole (g/mol).
Conversioni di moli in elementi
- Per convertire tra quantità di sostanza (mol) e massa (g),
si usa la massa molare M g/mol;
- Per convertire tra quantità di sostanza (mol) e numero di
entità, si usa il numero di Avogadro;
Un’equazione chimica è un enunciato che esprime le identità e
le quantità delle sostanze che partecipano a una trasformazione
chimica. Affinchè un’equazione rappresenti accuratamente
queste quantità, deve essere bilanciata, cioè nei due
membri dell’equazione deve comparire lo stesso numero di atomi di
ciascuna specie.
- Non si possono aggiungere altri reagenti o prodotti;
- Un coefficiente opera su tutti gli atomi nella formula che lo
seguono;
Rapporti molari stechiometricamente equivalenti
ottenuti dall’equazione bilanciata
In un’equazione bilanciata, il numero di moli di una sostanza è
stechiometricamente equivalente al numero di mo
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Chimica generale ed inorganica/ Chimica 1
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Chimica generale
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Chimica Generale
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Chimica generale ed inorganica