Gli individui maschi presentano maggiori punti di forza in compiti di elaborazione simultanea e in
compiti di archievement, mentre presentano difficoltà in compiti che richiedono elaborazione
sequenziale dell’informazione. La fascia di età dai 10 ai 15 anni risulta un’età critica per lo sviluppo
intellettivo degli individui. Infatti a quest’età si arresta lo sviluppo delle abilità di elaborazione
sequenziale.
Vari studi documentano la presenza di deficit nella memoria a breve termine sia verbale che
visuo-spaziale. Ricordano con maggiore facilità informazioni che hanno un significato piuttosto che
stimoli senza senso. Infatti hanno prestazioni migliori in compiti di ripetizione di storie, e peggiori in
compiti di memoria di parole senza senso. Manifestano deficit di attenzione, iperattività e
comportamenti impulsivi. I bambini manifestano considerevoli ritardi nello sviluppo sia nel
linguaggio recettivo che espressivo. Tale ritardo tende a mantenersi anche nella tarda giovinezza e
nell’età adulta. Essi presentano maggiori difficoltà nelle abilità spaziali e nella performance non
verbale.
Dal punto di vista comportamentale presentano iperattività, impulsività e difficoltà di
attenzione. Spesso manifestano comportamenti di tipo autistico o simili. I maschi appaiono timidi,
presentano ansia sociale. La maggior parte dei ragazzi è affettuosa e tende a stringere legami. Sintomi
comuni sono: timidezza, ritiro sociale, isolamento, goffaggine.
E’ descritta per la prima volta nel 1956. E’ un disordine
- SINDROME DI PRADER-WILL:
complesso conseguente a una anormalità genetica presente nel braccio lungo del cromosoma 15 di
fronte stretta e prominente, viso un po’ piatto
origine paterna. Le caratteristiche facciali tipiche sono:
e stretto, occhi a mandorla con le palpebre tendenti verso l’alto, ponte nasale stretto, bocca triangolare
rivolta verso il basso con il labbro superiore sottile, orecchie mal sagomate con attaccatura bassa.
Spesso il colore dei capelli è chiaro.
Anche la cute tende a essere più chiara. La statura tende ad essere bassa e le mani e i piedi
piccoli. Un basso tono muscolare è presente fin dalla nascita. La sindrome è caratterizzata anche da
sviluppo sessuale immaturo. Evidenti sono i riflessi sul piano dello sviluppo della personalità. La
tendenza all’obesità è tipica della sindrome ed è causata da appetito eccessivo. Essa può causare
complicanze come ipertensione, alterazioni cardiovascolari, diabete mellito e quindi aumentare il
rischio di mortalità. La sindrome comporta anche maggiore stanchezza e sonnolenza. Nei primi mesi
di vita maggiore è il tempo dedicato al sonno.
La soglia di reazione al dolore può essere troppo alta. Molti bambini non vomitano quasi mai,
anche se stanno molto male. La sindrome comporta un aumentato rischio di ulteriori disabilità fisiche:
strabismo e miopia sono molto comuni; la scoliosi è più comune che nel resto della popolazione; sono
del ritardo lieve. Notevole è
presenti eczemi. La maggioranza degli individui si colloca nell’ambito
la variabilità. Una minoranza ha infatti un ritardo grave. Notevole abilità nella risoluzione di puzzle.
Sono frequenti difficoltà articolato rie di vario tipo.
La pronuncia tende ad essere acuta e nasale. Sono state evidenziate anche difficoltà nella
comprensione e non solo nella produzione, anche se a livello minore. A livello educativo e di
continuo controllo dall’esterno, che rende tali
trattamento anche per gli adulti è spesso necessario un
individui poco autonomi. L’instabilità emotiva, tipica della sindrome, comporta in particolare
difficoltà di gestione dell’aggressività causata da frustrazioni anche lievi, impulsività, cocciutaggine,
ripetitività, compulsioni, tendenza a parlare troppo in alcune situazioni, livelli di attività ridotti.
Contemporaneamente è presente un atteggiamento amichevole e un forte istinto materno/paterno. Per
quanto riguarda la scuola, in Italia questi bambini sono inseriti in una classe normale.
Questo dovrebbe implicare un coordinamento notevole fra gli insegnanti e fra questi e la
L’instabilità emotiva è connessa alla sindrome e perciò deve essere considerata come più
famiglia.
normale che negli altri bambini. Lo sviluppo sessuale incompleto richiede, soprattutto
nell’adolescenza, un educazione sessuale particolarmente attenta al fine di ridurre il rischio di caduta
dell’autostima e di vissuto di diversità, di emarginazione.
SINDROME DI ANGELMAN: La sindrome riguarda tutte le razze ed entrambi i sessi. La
sindrome è un disordine complesso conseguente ad una anormalità genetica presente nel braccio
lungo di un cromosoma 15. Le caratteristiche facciali delle persone con questa sindrome sono meno
marcate rispetto ad altre sindromi, presenta: viso allungato, mandibola prominente, bocca grande e
denti distanziati, lingua sporgente, occipite piatto, occhi infossati emicrocefalia. Molti hanno occhi
azzurri e capelli biondi. Lo sviluppo motorio è ritardato. Una stretta minoranza non riesce mai a
camminare. La pubertà è generalmente nella norma e la procreazione sembra possibile, anche se non
sono stati segnalati casi di maternità o paternità.
La sindrome è caratterizzata da ritardo mentale molto grave. Particolarmente carenti sembrano
sono inoltre influenzate negativamente dall’iperattività.
i processi attentivi. Le prestazioni cognitive
Gravi carenze comunicative e linguistiche. Il tratto comportamentale più sorprendente è costituito
dalle risate o da un sorriso prolungato. Altri comportamenti abbastanza tipici sono: mettere oggetti in
bocca, iperattività, problemi legati al sonno, stereotipie come battere le mani, problemi di
alimentazione nell’infanzia. Con il passare dell’età tendono a diminuire l’iperattività e i disturbi del
sonno. Lo sviluppo sociale è pesantemente condizionato dal livello intellettivo e comunicativo-
linguistico, ma può essere, almeno nell’area delle autonomie personali, caratterizzato da prestazioni
superiori rispetto a quelle tipiche dei bambini di due anni. In particolare non ci sono segni specifici
di ritiro sociale. dell’età essi
La qualità della vita è condizionata anche dagli attacchi epilettici. Con il passare
A parte gli attacchi epilettici e infezioni delle vie
tendono a diminuire nella frequenza o nella gravità.
aeree e otite media comuni dopo l’infanzia gli individui con la sindrome hanno condizioni di salute generali
normali tali da avere aspettative di vita superiori a quelle tipiche del ritardo mentale e quasi normali. Ogni
rapporto educativo e ogni trattamento non può prescindere dal fatto che si è di fronte ad un ritardo molto
grave e che le capacità intellettive e linguistiche tendono ad essere quelle tipiche dell’intelligenza senso-
motoria.
Può essere utile offrire attività che permettono attività motoria, è utile cercare di verificare sia
le tecniche educative e di trattamento utilizzate con gli individui con difficoltà di attenzione e
possono essere utili anche in questo caso. Fondamentale è l’appoggio alla famiglia.
iperattività
SINDROME DI RETT: La sindrome è stata descritta per la prima volta da Rett nel 1966. La
causa della sindrome viene attribuita a variabilità genetica. A 3 anni sono frequenti disturbi del sonno,
crisi di pianto, urla, comportamenti autolesionistici e di auto isolamento di tipo autistico. Lo sviluppo
motorio è gravemente compromesso. Compaiono movimenti stereotipati delle mani. Comuni sono i
problemi dell’alimentazione.
Lo sviluppo comunicativo-linguistico regredisce in modo notevole. A 10 anni diminuiscono
anche i tratti di tipo autistico. Circa dopo i 10 anni fase di deterioramento motorio: debolezza fisica,
scoliosi. Sono possibili progressi a livello della comunicazione, dello sviluppo sociale e
dell’autonomia personale. Ritardo mentale spesso grave o gravissimo. Linguaggio verbale spesso
e l’autonomia personale possono
assente o limitato a poche parole. Fino a 10 anni lo sviluppo sociale
risultare particolarmente compromessi.
Successivamente la situazione può migliorare. Tratti autistici spesso fin dalla prima
l’adolescenza tende a migliorare anche la
adolescenza tendono a diminuire successivamente. Con
comunicazione non verbale. Soprattutto nell’infanzia sonofrequenti sbalzi d’umore. Sono possibili
anche stati d’ansia acuta e comportamenti autolesionistici.
SINDROME 5P (CRI DU CHAT): Nel 1963 Lejun e collaboratori denominarono questa
sindrome “Cri du Chat” (pianto del gatto) a causa di una sua curiosa caratteristica: il pianto del
bambino, da rassomigliare ad un miagolio. Attualmente sia le associazioni dei genitori che vari
ricercatori preferiscono una terminologia più neutra. La sindrome 5p è una condizione patologica
causata nella maggior parte dei casi dalla perdita di una parte del braccio corto del cromosoma 5. Essa
interessa più le femmine che i maschi. Alla nascita i bambini affetti possono presentare basso peso,
un certo grado di riduzione del tono muscolare e difficoltà di alimentarsi del al seno. Alcune
caratteristiche fisiche tendono ad essere comuni: dimensioni del cranio inferiori alla media, fronte
sporgente, distanza fra gli occhi maggiore rispetto alla norma, associata a una piega cutanea
nell’angolo interno di ogni orbita, mandibola di dimensioni ridotte con retrazione del mento, lobi
auricolari impiantati più in basso rispetto alla norma.
Possono riscontrarsi, inoltre, fusione di alcune dita delle mani e dei piedi. Frequenti sono i
problemi di alimentazione. Gravi possono essere le malformazioni cardiache e renali che possono
associarsi e che talvolta portano a morte il bambino, per lo più nel primo anno di vita. A livello medico
possono esserci infezioni respiratorie e auricolari, problemi oculari, mal occlusioni dentali. La
sindrome è caratterizzata da ritardo moderato o grave. Lo sviluppo comunicativo e linguistico è
complessivamente in linea con lo sviluppo cognitivo. Nel profilo generale della sindrome i
comportamenti adattivi possono costituire un relativo punto di forza in modo particolare quelli relativi
alla socializzazione. La presenza di tratti autistici è frequente. Complessivamente i comportamenti
disadattavi sono tali da poter produrre alti livelli di stress nei familiari.
SINDROME DI CORNELIA DE LANGE: Questa sindrome è stata identificata per la prima
volta nel 1913. Gli individui con questa sindrome presentano quasi sempre un corredo cromosomico
completo. Lo stato attuale della ricerca non ha ancora localizzato con certezza il gene responsabile
della sindrome. Le caratteristiche somatiche più frequenti sono: il cranio si presenta corto e largo con
e brachicefalia. L’impianto dei capelli sulla fronte è basso
microcefalia con presenza di peluria. La
maggioranza degli individui presenta sinofria, ovvero le sopracciglia unite sulla linea mediana, ciglia
lunghe e folte. Il naso è piccolo e corto con la regione compresa tra di esso e il labbro superiore. Il
palato ha forma ogivale. A livello cutaneo è riscontrabile una particolare marezzatura della pelle, e
ipersensibilità cutanea.
Talvolta sono presenti gravi malformazioni a livello degli arti superiori. Non sono rare le
difficoltà visive e uditive. Alla nascita è molto frequente basso peso e scarsa lunghezza. Le difficoltà
di accrescimento persistono nello sviluppo. Problemi gastrointestinali rendono difficile
l’alimentazione. Gli adulti sono caratterizzati da statura bassa e corporatura esile, con un aspetto
sindrome è caratterizzata da un’ampia variabilità nello sviluppo intellettivo. Altri studi
infantile. La
evidenziano casi di individui con intelligenza nella norma Si ipotizza che il profilo del funzionamento
nell’organizzazione
cognitivo sia caratterizzato da punti di forza nella memoria visuo-spaziale,
percettiva e nella motricità fine, mentre punti di debolezza sarebbero ascrivibili alle abilità attentive
e linguistiche. La produzione delle prime parole si ha in media intorno ai 18/24 mesi. Sono numerosi
gli individui che hanno assenza completa del linguaggio o che anche successivamente producono un
numero limitato di vocaboli. Gli individui che sviluppano un certo numero di vocaboli producono
spesso frasi semplici e scarsamente strutturate. Anche il versante comportamentale e adattivo presenta
una notevole variabilità. Non raramente sono presenti tratti dello spettro autistico. I comportamenti
disadattavi possono essere accentuati dal disagio nel rapportarsi con gli altri a causa delle proprie
difficoltà linguistiche. Presenza di iperattività e problemi nel ritmo del sonno.
SINDROME DI STEINERT: La distrofia Miotica di Steinert è una malattia neuromuscolare
multi sistemica che riguarda tutte le razze ed entrambi i sessi. La patologia si presenta in tre forme
anni e presenta un’evoluzione
cliniche: la forma adulta comune, che si manifesta intorno ai 20-25
lenta e con gravità variabile; la forma infantile comune che si manifesta prima dei 16 anni e la forma
congenita, la più grave, che presenta sintomi fin dalla nascita. E’ una patologia a trasmissione
autosomica dominante. Le caratteristiche facciali delle persone con la malattia conferiscono una
fisionomia particolare, si riconosce facilmente. Faccia amimica, assottigliamento e rilassamento dei
muscoli facciali, mandibola mal posizionata con conseguente malocclucione dei denti,
ptosipalpebrale, calvizie frontale e labbro superiore sottile sono presenti il più delle volte fin dalla
prima infanzia.
Tra gli aspetti medici più rilevanti si possono trovare difficoltà di suzione di deglutizione,
aspirazione bronchiale e di stress respiratorio, sintomi che richiedono spesso manovre rianimatorie e
sono responsabili delle morti neonatali. Molto frequentemente si possono riscontrare disturbi
cardiaci, ipoacusia, deficit visivi, idrocefalia, criptorchidismo e disfunzioni al livello endocrino. In
età adulta i problemi cognitivi e comportamentali sono uno degli elementi del quadro clinico. Alcune
ricerche misero in evidenza una serie di disturbi specifici, mancanza di flessibilità mentale, mente
altre hanno rilevato deficit visuo-spaziali.
funzioni cognitive maggiormente alterate sono la memoria immediata, l’orientamento
Le e la
manipolazione spaziale, alterazioni che solitamente rimangono stabili nel corso della malattia e non
a peggiorare. Nella forma infantile comune e in quella congenita il ritardo mentale è l’aspetto
tendono
più grave e invalidante della malattia. Nella forma comune non si riscontrano particolari deficit a
livello linguistico. Nella forma congenita, invece, le difficoltà del linguaggio sono frequenti fin dalla
prima infanzia. Un ulteriore problema in questo campo si presenta nel caso in cui le crisi respiratorie
sono talmente gravi e numerose da dover procedere alla tracheotomizzazione, la quale influisce in
modo molto pesante sulla comparsa del linguaggio. In assenza dei disturbi sopra citati, anche i
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