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Neoclassicismo

Alla fine del '700, l'architettura subisce un profondo cambiamento con il passaggio dal Rinascimento e Barocco al Neoclassicismo, coincidente con eventi storici come la Rivoluzione Francese, che ridefinisce il ruolo dell'individuo nella società. L'architettura inizia a focalizzarsi sul cittadino come principale fruitore, portando alla nascita di edifici civili pubblici e alla crescita urbana che preluderà alle grandi metropoli dell'800.

Il Neoclassicismo si distingue dall'architettura Rinascimentale e Barocca per un approccio più filologico all'antico, con l'architettura greca come modello principale grazie agli scavi archeologici. Emergono stili diversi, come il neo-gotico, che favoriscono un'architettura più libera e variegata, precursore dell'eclettismo. Pensatori come Winckelmann e Kant influenzano l'estetica, vedendo la bellezza come un valore soggettivo.

Opere come "The Antiquities of Athens" di James Stuart e Nicholas Revett, e il "Trattato sull'Architettura" di Marc-Antoine Laugier, promuovono un ritorno alla semplicità e alla funzionalità dell'architettura greca. In Italia Francesco Milizia, nel suo libro "Principi dell'architettura civile" del 1781, sposa un approccio razionale e funzionale, criticando elementi architettonici superflui e promuovendo l'uso logico degli elementi strutturali.

Piranesi e la composizione basata sugli assi

In parallelo, Giovan Battista Piranesi propone una visione diversa, valorizzando l'architettura romana ed etrusca come fonte di ispirazione. Nel tardo '700, due progetti di Giovan Battista Piranesi, la pianta del collegio e la ricostruzione fantastica del Campo Marzio, evidenziano un aspetto cruciale dell'architettura: l'idea della composizione basata sugli assi. Questi progetti dimostrano un metodo di progettazione che parte da assi simmetrici per poi svilupparsi in piante complesse.

Questo principio sarà poi elaborato da Jean-Nicolas-Louis Durand all'inizio dell'800, che formalizzerà l'idea di basare la composizione architettonica su una serie di assi. Piranesi applica questo principio costruendo piante inventate attraverso sovrapposizioni di assi geometrici e simmetrie, come nel caso del suo grande palazzo, un progetto di tale complessità da essere quasi irrealizzabile. Questo approccio si ispira allo studio delle terme romane, che utilizzano principi simili, compresa l'illuminazione dall'alto.

Lord Burlington, influenzato da Palladio, recupera e pubblica disegni basati su questi modelli.

Francia

Accanto alla linea neo-greca, semplificatoria, si sviluppa una linea neo-romana che mira a creare un senso di magnificenza attraverso ambienti diversi e composizioni complesse. Questa tendenza si afferma nell'Académie Royale in Francia, che distingue l'architettura dalle altre arti, come pittura e scultura, formando architetti che devono confrontarsi con la pubblica amministrazione e la costruzione urbana. In Italia, invece, le tre arti rimangono unite nell'idea del disegno come elemento unificante.

Charles De Wailly, formatosi a Roma come molti altri architetti francesi e inglesi, è un esponente del neoclassicismo che ha trovato a Roma la sua culla. Questi architetti, influenzati da Piranesi, entravano in contrasto con gli architetti italiani ancora legati al tardo-barocco. Un esempio significativo è il progetto di De Wailly, il Gran Prix del 1752, un palazzo di notevoli dimensioni con due ali che racchiudono una corte, ispirato al palazzo del Lussemburgo e caratterizzato da una "proliferazione di colonne" che richiama Piazza San Pietro di Bernini.

Ironia della sorte, Piazza San Pietro, opera di un architetto barocco, è considerata la piazza "più greca" per l'uso di colonne libere con trabeazione. Un altro esempio è il progetto di M. J. Peyre, "project de bâtiment pour les académies", realizzato a Roma e inviato a Parigi nel 1753/54. Questo progetto, ispirato sia al colonnato del Bernini che alle terme romane, presenta una sequenza di spazi di proporzioni colossali, simile al progetto di Piranesi, segnando un nuovo modo di comporre diverso dal tardo-barocco.

La novità di questi approcci è evidente anche nella pianta di una chiesa cattedrale del 1754, presentata da Marie-Joseph Peyre all'Accademia di San Luca. Tuttavia, il progetto, probabilmente troppo avanzato per i tempi, non fu compreso e non riscosse successo immediato. Questo progetto, ancora una volta ispirato a Bernini ma privo di colonne non strutturali, rifletteva il nuovo approccio compositivo basato sugli assi.

Jacques-Germain Soufflot 1713-1780

Saint Geneviève 1757 (Parigi) La chiesa di Saint Geneviève a Parigi, progettata da J.G. Soufflot tra il 1757 e il 1780, rappresenta un'importante transizione tra classicismo, barocco e neoclassicismo. Soufflot, formatosi in Italia, integrò elementi di leggerezza gotica, come archi rampanti, con la grandiosità classica greca, creando uno stile definito greco-gotico. Questo edificio mostra l'uso di colonne libere che sostengono elementi superiori, come il tamburo della cupola, richiamando il tempietto di San Pietro in Montorio.

Le forme sono semplici e geometricamente pure, con una pianta a croce greca allungata. Oggi, la chiesa è il Pantheon, dedicato ai grandi uomini della Francia. La pianta della chiesa evidenzia una disposizione di colonne che supportano la cupola, sostenuta da grandi pilastri triangolari, simili a quelli di Bramante per San Pietro. La struttura unisce la purezza dell'architettura greca con la luminosità gotica. Un tema rilevante del periodo è la costruzione della cupola.

La grande cupola di Saint Geneviève, ispirata a quella di St. Paul’s di Christopher Wren a Londra, è a doppia calotta, anche se inizialmente prevista a tripla calotta per massimizzare la luce e creare un effetto luminoso "misterioso" dall'oculo. Un'altra caratteristica innovativa è l'uso di un'armatura di ferro nelle trabeazioni, per aumentare la resistenza strutturale, un accorgimento già utilizzato da Michelangelo nel Palazzo dei Conservatori. La cupola stessa fu successivamente rafforzata con elementi metallici per garantire stabilità.

Jacques Gondouin 1737-1799 Parigi

Ecole de Chirurgie 1769-1774 L'“Ecole de Chirurgie” di Jacques Gondouin a Parigi, costruita tra il 1769 e il 1774, rappresenta un esempio significativo dell'architettura neoclassica semplificata e simbolica. Questo edificio, progettato come tempio della medicina e della chirurgia, presenta un colonnato libero che sostiene un architrave, trasformando il cortile monumentale delle residenze urbane francesi, chiamati “hotel”.

L'aula all'interno è costruita come un teatro con sedute a gradinate e coperta da una semi-cupola a cassettoni, con un oculo per l'illuminazione. Questo modello influenzerà molte sale per assemblee repubblicane. La facciata presenta un grande frontone e un portico corinzio.

Étienne-Louis Boullée 1728-1799

Etienne-Louis Boullée (1728-1799), un architetto rivoluzionario, insieme a Ledoux e Lequeu, ha innovato l'architettura con una nuova concezione. Emil Kaufmann li descrive come iniziatori di un nuovo modo di lavorare sulla forma, anticipando la modernità. Boullée, che inizialmente progettava case di campagna e palazzi di città, entrò in accademia nel 1780 e si dedicò all'insegnamento, scrivendo il libro “Architettura saggio sull'arte”, pubblicato con introduzione da Aldo Rossi, che lo definisce esponente del razionalismo esaltato.

Boullée sosteneva che l'architettura dovesse essere "parlante" e simbolica, dichiarandosi con forte contenuto simbolico. Criticando Vitruvio, affermava che l'architettura è l'arte di concepire e comunicare idee, non solo di costruire edifici. Per Boullée, l'architetto deve riunire tutte le bellezze della natura nelle sue opere, creando effetti poetici che emozionino. Un'altra idea fondamentale della modernità è il concetto di "tipo", ovvero caratterizzare diversamente edifici diversi.

Nel '700 nascono le tipologie moderne degli edifici pubblici come musei, borse, giardini pubblici e cimiteri. Napoleone, ad esempio, voleva fare del Louvre un museo del mondo, raccogliendo arte da tutto il mondo. Boullée applica questa idea anche alla biblioteca, luogo dove è riunito tutto il sapere dell'umanità, accessibile alla comunità. Per lui, gli edifici devono esprimere il loro contenuto nel modo più semplice ed efficace, creando poesia come nella natura, poiché ogni edificio ha un suo carattere che deve essere espresso chiaramente.

Cenotafio di Newton 1784

Il suo progetto più celebre è il Cenotafio di Newton del 1784, mai realizzato. Si tratta di un mausoleo in memoria dello scienziato inglese, costituito da una immensa sfera cava di oltre 150 metri di diametro. Boullée descrive questa opera come un omaggio a Newton, concepito per avvolgerlo nella sua stessa scoperta, la figura della Terra. L'interno del cenotafio è concepito con lo stesso spirito: Boullée immagina una lampada sepolcrale che illumina la tomba, creando un effetto sublime.

Inoltre, attraverso delle bucature, disegna il firmamento terrestre, ricreando l'immagine del cielo all'interno del monumento. Boullée realizza diversi cenotafi per celebrare la memoria dei defunti, incarnando l'idea di monumento come celebrazione. Descrive questi monumenti come templi della morte che evocano tristezza e solennità attraverso l'uso di ombre e forme geometriche semplici come piramidi e coni. Questi monumenti sembrano emergere dalla terra, creando un forte coinvolgimento emozionale e un senso del sublime.

Porte di città 1780

Boullée enfatizza anche il carattere delle architetture civiche, come le porte delle città, che devono comunicare forza e sicurezza. Questi edifici, fatti di geometrie semplici e spoglie, con piccole finestre e dettagli come soldati di pietra e cannoni, trasmettono l'idea di una città ben fortificata.

Cattedrale metropolitana 1781

La Cattedrale Metropolitana rappresenta una semplificazione e assolutizzazione delle forme architettoniche. L'edificio è costituito da parallelepipedi, con semicolonne inserite all'interno che non richiamano l'antico ma sono semplici elementi architettonici ripetuti in serie. Non c'è una ricerca rinascimentale dei capitelli o delle loro varianti; l'architettura è composta da elementi semplici che dichiarano la loro essenzialità.

La pianta della cattedrale è una croce perfetta, con una sequenza infinita di colonne libere e una cupola a doppia calotta all'intersezione. Il prospetto mostra un muro privo di aggettivazioni o elementi caratterizzanti, enfatizzando la semplicità e la purezza formale. Simbolicamente, il tempio appare gigantesco e al centro vi è una croce, suggerendo un luogo dedicato alla religione della ragione. Le figure rappresentate contribuiscono a un senso di mistero e presenza del divino, che non corrisponde al divino cattolico tradizionale.

Museo 1781

Boullée concepisce il Museo come un modello urbano per i cittadini, utilizzando geometrie semplici: un quadrato inscritto con un cerchio, collegato al quadrato e circondato da colonnati semicircolari, creando percorsi distinti. Questa architettura delle ombre e della cultura sublime rappresenta un'innovazione per la nuova città.

Biblioteca Reale 1784

La biblioteca, un progetto reale, non è solo per il Re ma per la nuova città. Boullée immagina un cortile trasformato in una basilica immensa, lunga 300 piedi e larga 90, illuminata dall'alto. Questa basilica ospiterà tutte le ricchezze letterarie presenti e future, creando un anfiteatro di libri che diventa parte integrante dell'architettura. Un colonnato uniforme e una volta a botte cassettonata aperta al centro per l'illuminazione completano l'immagine.

Boullée si ispira alla "Scuola di Atene", rappresentando i grandi filosofi e artisti dell'antichità. La sua visione include una prospettiva famosa con libri sormontati da un colonnato e una volta a botte aperta, reso possibile grazie a un'armatura strutturale. Le facciate progettate da Boullée includono una un grande colonnato e una scala, simile all'Altes Museum di Schinkel, e un'altra con due atlanti che sorreggono il mondo, esprimendo un forte simbolismo e l'idea che l'architettura debba sempre significare qualcosa.

Claude Ledoux 1736-1806

Claude Nicolas Ledoux è un architetto prolifico, noto per le sue costruzioni che spaziano dalle case alle ville, caratterizzate da un linguaggio architettonico semplificato ed efficace. È famoso per le "barrières", le dogane alle porte di Parigi, quasi tutte demolite dopo la Rivoluzione francese. Ledoux fu arrestato per la sua collaborazione con l'amministrazione reale e, durante la prigionia, scrisse il trattato "L'architettura considerata sotto il rapporto dell'arte, del costume e della legislazione", in cui idealizzava una città ideale, ispirata alle saline di Chaux costruite tra il 1773 e il 1769.

Casa Guimard 1770

Una delle sue opere più celebri è la casa costruita per Mademoiselle Guimard, una ballerina. Costruita nel 1770, questa casa presenta un linguaggio architettonico semplificato con muri leggermente bugnati e colonne libere. La disposizione degli spazi è semplice ma abilmente orchestrata, con un'esedra che conduce ai vari ambienti interni, tra cui un salotto ovale, una sala da pranzo illuminata dall'alto e altre stanze diversificate. La composizione degli spazi è asimmetrica, creando varietà negli ambienti.

La casa include anche un piccolo teatro, adattato al sito e organizzato con sedute all'antica, destinato alle esibizioni della proprietaria.

Padiglione di Madame Bouvary 1771

Il padiglione di Madame du Barry, favorita di Re Luigi XVI, segue un'organizzazione simile a una precedente struttura a esedra, con una successione di ambienti diversi. Anche se appare semplice dall'esterno, essendo un parallelepipedo con pochi elementi sporgenti e ordini architettonici liberi che sostengono la trabeazione, l'interno è riccamente decorato con specchi, elementi dorati e altri ornamenti, rappresentando il lato più alla moda e mondano di Ledoux.

Hotel de Thellusson 1778

L'Hotel de Thellusson, un'altra importante dimora parigina, è stata purtroppo demolita. Caratterizzata da un grande arco bugnato e un percorso che conduceva all'ingresso dell'edificio, preceduto da un pronao circolare, presentava un'organizzazione dello spazio su diversi livelli. Sotto l'arco principale, vi erano percorsi e elementi più bassi che portavano attraverso un giardino sul retro, aumentando la complessità architettonica della struttura.

Saline di Chaux

Nel 1773, Ledoux riceve l'incarico di progettare delle saline per la produzione del sale a Arc-et-Senans, in Francia. Il progetto iniziale di forma quadrata, pensato per ospitare macchine e abitazioni per gli operai, evolve in una struttura a forma di anfiteatro. Al centro si trova la casa del direttore, che funge da punto focale simbolico, circondata da scuderie e capannoni per la produzione del sale.

Le officine includono elementi simbolici e mistici, come un percorso massonico e la casa del direttore funzionante come un "panopticon" per la sorveglianza totale. Si sospetta che Ledoux, forse massone, abbia inserito simboli massonici nell'architettura, caratterizzata da un linguaggio semplice ma ruvido, con elementi classici e un uso prominente del bugnato. Elementi simbolici come fontane impietrite e un ingresso ispirato ai propilei di Atene arricchiscono la struttura. Le residenze degli operai sono semplici, parte di un piccolo mondo industriale chiuso con una visione utopica.

Ledoux sviluppa ulteriormente questo concetto in un trattato, aggiungendo un semicerchio di edifici residenziali e pubblici attorno all'area industriale, creando una città ideale. La casa del direttore è complessa, con una scalinata che conduce a una sorta di adorazione dell'essere supremo, riflettendo un percorso iniziatico che simboleggia trascendenza e misticismo.

Il trattato "L'architecture considérée sous le rapport de l'art, des moeurs et de la législation" (l'architettura considerata sotto il rapporto dell'arte, dei costumi, e della legislazione), pubblicato nel 1780, esplora l'idea della città ideale di Chaux, progettata da Ledoux. Questa città è caratterizzata da edifici fortemente simbolici ed esteticamente efficaci, simili al lavoro di Boullée. Uno dei principali elementi è una casa a forma di sfera, inserita in un terrapieno, simboleggiante la terra, intorno alla quale vengono costruiti altri edifici.

Il piano generale della città include saline duplicate e una grande piazza centrale circondata da varie strutture architettoniche tipizzate, come un tempio del sesso e varie case per servizi pubblici e privati. Il ponte, sostenuto da tre navi, è anch'esso simbolico e mostra una notevole semplificazione decorativa, con un montaggio di elementi geometrici che caratterizza l'intera architettura. Ledoux utilizza anche una tecnica di manipolazione delle dimensioni, dove pezzi apparentemente piccoli diventano giganteschi quando montati insieme, creando così nuove e originali strutture architettoniche.

Barriers di Parigi 1785-1789

Ledoux, sostenuto dall'amministrazione statale, trasforma le "barrières" di Parigi, luoghi di passaggio e pagamento dei dazi, da palizzate in legno a porte d'ingresso alla città con evocazioni dell'acropoli di Atene. Questi edifici sono sia simbolici che funzionali, offrendo spazi per guardie, uffici, caselli daziari e abitazioni.

Ledoux utilizza un nuovo linguaggio monumentale, combinando elementi tratti da prototipi antichi e rinascimentali in una scomposizione e ricomposizione innovativa. Le "barrières" presentano una grande varietà di forme, dalle rotonde ispirate a Palladio ai padiglioni con portici a bugnate. Questi edifici, purtroppo, sono stati in gran parte demoliti. Alcuni esempi sopravvissuti includono la Barrière de La Villette, una rotonda semplificata con quattro frontoni, e la Barrière de l'Étoile, un grande cilindro con quattro pronai frontonati. Queste strutture mostrano un'architettura semplificata, con muri bugnati e ordini dorici ridotti, riflettendo l'innovativo approccio di Ledoux alla monumentalità.

Italia

Giovambattista Piranesi, 1720-1779 Nato nel 1720 nel Veneto, Giovanni Battista Piranesi si forma a Venezia, studiando architettura, prospettiva e scenografia. Nel 1740 si trasferisce a Roma, dove apprende l'arte dell'incisione ad acquaforte e si innamora delle rovine romane, diventando una figura chiave del Neoclassicismo.

Pur costruendo solo una chiesa, Piranesi influenza fortemente gli architetti del XVIII e XIX secolo grazie alle sue stampe, che diffondono il suo linguaggio vedutista. Le sue Vedute di Roma, iniziate a Venezia e continuando a Roma, riflettono la sua enfasi scenografica e l'attenzione archeologica, preservando le rovine romane con grande esattezza.

Nella veduta della Basilica di Costantino (oggi nota come Basilica di Massenzio) del 1757 Piranesi usa la prospettiva accidentale tipica della scenografia tardobarocca per fare emergere il potente cassettonato delle tre volte a botte. Per rendere più naturale la scena, aggiunge personaggi intenti nelle loro attività quotidiane (come il pascolo delle pecore), incuranti della magnificenza di cui sono circondati. Le loro piccole dimensioni aumentano, per contrasto, la monumentalità delle strutture architettoniche.

Nella veduta del Foro Romano dal Campidoglio del 1775, invece, sceglie una visione più frontale ma innalza il punto di vista per mostrare l’enorme spazio dell’antica piazza e la profondità del paesaggio Piranesi si avvicina all'archeologia dopo una visita agli scavi di Ercolano nel 1750, e le sue incisioni delle Antichità romane documentano le condizioni di conservazione delle architetture romane nel XVIII secolo.

Il suo ciclo delle Carceri d'invenzione, iniziato nel 1745 e ripreso nel 1761, presenta invece costruzioni fantasiose ma realistiche, dimostrando la sua profonda conoscenza delle tecniche edilizie. Attraverso la sua ricerca approfondita sulle rovine antiche di Roma, Piranesi contraddice le teorie di Winckelmann sull'arte greca, creando un immaginario delle rovine descrittivo e drammatico. Muore nel 1778, lasciando un'eredità duratura nell'architettura e nell'arte.

Antonio Canova 1757-1822

Antonio Canova è il più importante artista neoclassico dell'epoca e responsabile del museo a Roma che aveva spesso visitato Parigi su invito di Napoleone per realizzare ritratti e partecipare a lunghe conversazioni con lui. Nonostante i suoi rapporti con Napoleone, Canova era sempre rimasto legato al sistema pontificio e, dopo la partenza dei francesi, andò a Parigi per negoziare il ritorno dei marmi sottratti all'Italia, riuscendo a ripopolare il museo Pio-Clementino.

Tempio di Possagno 1819-1830

Canova concepì il Tempio di Possagno, una chiesa progettata da Giannantonio Selva su sue indicazioni. Questo edificio unisce due antichità: il pronao ricorda il Partenone, mentre la rotonda richiama il Pantheon, con un ordine dorico senza basi e decorazioni interne di sculture e bassorilievi di Canova. Questo tempio simboleggia la fine del classicismo trattato e rappresenta una forma di eclettismo che combina due antichità in un unico edificio.

Robert Adam, 1728-1792

Robert Adam introduce uno stile distintivo, noto come "stile Adam", che rielabora l'antichità romana con influenze piranesiane. Esplora e reinterpreta le forme classiche in varie declinazioni geografiche, incorporando dettagli decorativi ispirati a luoghi come Baalbek e Spalato. Nelle sue opere, Adam utilizza il concetto di "pittoresco", esaltando la natura e creando giardini che contrastano con la rigidità dei giardini francesi.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vc4 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura III e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Bari o del prof Consoli Giampaolo.
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