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La guerra

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Gabriele D'Annunzio: vita e pensiero

Nacque a Pescara nel 1863, fu mandato a compiere gli studi ginnasiali e liceali nel collegio Cicognini a Prato, a 16 anni pubblicò la prima raccolta in versi Primo vere. Scrisse a Carducci per ottenere da lui incoraggiamento per la sua carriera letteraria. Nel 1881 si trasferì a Roma, dove si iscrisse senza poi laurearsi alla facoltà di lettere, fu invece assorbito dalla vita mondana.

D’Annunzio iniziò l’attività di giornalista e pubblicò le prime raccolte poetiche, divenne subito famoso. Si sposò con Maria Hardouin di Gallese, fu il primo di una lunga serie di amori. Nel 1887 iniziò la relazione amorosa con Barbara Leoni, la donna che gli ispirò alcuni dei più importanti personaggi femminili dei suoi romanzi. Nel 1891 si trasferì a Napoli, ridotto in miseria e costretto a ricorrere al generoso aiuto di amici e ammiratori. Compose il romanzo L’innocente e la raccolta poetica Poema paradisiaco, nel 1896 vide l’inizio della relazione con l’attrice Eleonora Duse.

D’Annunzio si dedicò anche a opere teatrali, venne eletto deputato nelle file d’estrema destra, ma tre anni dopo, passò all’estrema sinistra. Nel 1900 pubblicò il romanzo Il fuoco e nel 1903 le prime tre raccolte poetiche delle Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi. Nel 1910 fuggì a Parigi, ma poi tornò in Italia e dopo la dichiarazione di guerra si arruolò e compose il Notturno. Dopo il 1924 Mussolini lo nominò “principe di Montenevoso”. Morì a Gardone nel 1938.

Le opere principali sono:

Romanzi e prose

Nel 1899 scrisse Il piacere, che segna il distacco dai modelli naturalistici, seguì L’innocente, Il trionfo della morte, Le vergini delle rocce, e l’unico romanzo del progettato ciclo dei romanzi del Giglio. Nel 1896 cominciava la stesura del romanzo Il fuoco. Il libro suscitò un grosso scandalo perché si riferiva alla vicenda amorosa tra D’Annunzio ed Eleonora Duse, nel 1891 venne pubblicato a puntate sulla rivista “Nuova Antologia”, Giovanni Episcopo. Si tratta di un monologo del protagonista, che racconta la sua sudditanza psicologica nei confronti di Giulio Wanzer, un uomo violento che lo tiranneggia, Giovanni sopporta tutto, anche il tradimento della moglie con Wanzer, ma quando questi picchia il figlioletto, lo accoltella. L’ultimo romanzo è Forse che si forse che no, in seguito D’Annunzio scrisse prose di vario genere, l’esperienza più interessante è rappresentata dal Notturno, una specie di diario che l’autore scrisse durante i mesi in cui fu costretto a letto, bendato, a seguito di un incidente aereo.

Le novelle

Nel 1902 D’Annunzio pubblicò Le novelle della Pescara, nel 1882 pubblicò Terra vergine.

L’opera poetica

Compone nel 1893 una delle opere più importanti, il Poema Paradisiaco, seguì le Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi. Compone a Parigi Il martirio di San Sebastiano.

Il teatro

D’Annunzio cominciò a scrivere per il teatro, fra cui La città morta, La gioconda, la tragedia Francesca da Rimini e La figlia di Iorio, tre atti in versi ambientati in un Abruzzo primitivo e fuori dal tempo. Del 1907 è la tragedia in versi La nave, il mito del superuomo e della conquista del mare, viene ambientato nella Venezia delle origini. Tra gli altri scritti dannunziani-articoli, discorsi politici, prose pubblicate sui giornali. È del 1935 il Libro segreto, opera di riordino e ricucitura di appunti e memorie.

Pensiero

Egli cerca una fusione dei sensi e dell’animo con le forze della vita, accogliendo in sé e rivivendo l’esistenza molteplice della natura, con piena adesione fisica, prima ancora che spirituale. È questo il “panismo dannunziano”, quel sentimento di unione con il tutto, che ritroviamo in tutte le poesie più belle di D’Annunzio, in cui riesce ad aderire con tutti i sensi e con tutta la sua vitalità alla natura, s’immerge in essa e si confonde con questa stessa.

La sua vocazione poetica si muta poi in esibizionismo: abbiamo allora l’esaltazione del falso primitivo, dell’erotismo o quella sfrenata del proprio io, indicata nei due aspetti dell’estetismo e del superomismo. L’estetismo è in definitiva il culto del bello, in pratica vivere la propria vita come se fosse un’opera d’arte, o al contrario vivere l’arte come fosse vita. Quest’atteggiamento, preso dal Decadentismo francese, è corrispondente cioè alla personalità del poeta, che deve distinguersi dalla normalità, dalle masse. Il superuomo assomiglia all’esteta, ma non deve essere legato a principi sociali e morali. Per questo motivo si vuole elevare al di sopra della massa; è l’esteta attivo, che cerca di realizzare la sua superiorità a danno delle persone comuni.

Storia

Prima guerra mondiale

Il periodo che precedette il primo conflitto mondiale fu caratterizzato da un periodo relativamente stabile e pacifico, che degenerò a partire dal 1914: il mondo intero fu letteralmente sconvolto in proporzioni fino allora ancora sconosciute.

Sono molte le ragioni per cui la Prima guerra mondiale, conosciuta anche con il nome di “Grande Guerra” si differenziò nettamente da tutte quelle che la precedettero. Per la prima volta furono coinvolte in un conflitto nato nel cuore dell’Europa anche le potenze extra-europee, come Giappone e Stati Uniti. Inoltre la Prima guerra mondiale fu caratterizzata dall’utilizzo da parte di tutte le nazioni coinvolte di uno spiegamento di forze senza precedenti e dall’utilizzo di nuove armi: gli aerei, inventati pochi decenni prima, i carri armati e sottomarini. Fu introdotto anche l’utilizzo delle più devastanti armi chimiche.

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