Alunna: Guendalina Cappellini
Classe: 5b Turistico
Anno: 2008-2009
Scuola: I.P.S.S.C. Sassetti Peruzzi
Indice
Prefazione P. 3
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Hitler, dittatore degli anni ’30-’40 P. 4
1. Vita completa P. 4
2. Mein Kampf P. 6
3. Ascesa al potere e persecuzione degli ebrei P. 7
Il cammino degli ebrei P. 10
1. Vita Primo Levi P. 10
2. Se questo è un uomo P. 13
La soluzione finale P. 15
1. Caratteristiche P. 16
2. I triangoli P. 17
3. Vittime P. 18
Avventura californiana P. 19
1. Morfologia P. 19
2. Los Angeles e Hollywood P. 20
3. Avventura californiana P. 22
Bibliografia P. 23
Prefazione
La Shoah ha costituito un momento di estrema importanza storica ed è importante continuare a parlarne per cercare di capire cosa è successo e sperare che un’esperienza del genere non si ripeta più.
L’antisemitismo, già diffuso in epoca imperialista, ha raggiunto il vertice durante il nazismo. Primo Levi testimonia con il suo libro Se questo è un uomo la tragedia degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale, ma anche Charlie Chaplin nel 1940, con il suo primo film sonoro in bianco e nero, Il grande dittatore, affronta tale problema e cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica americana.
Il regista, di origini ebree, ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo della cinematografia di Hollywood, anche se in California sono state talvolta oscurate delle pellicole riguardanti la persecuzione degli ebrei fino alla Seconda guerra mondiale.
Hitler, dittatore degli anni ’30-’40
Vita completa
Adolf Hitler nacque nel 1889 vicino a Linz, nell’Alta Austria. Era figlio di Alois Hitler, ufficiale inferiore delle dogane, e Klara Polzl. Alois, figlio illegittimo, da giovane prese il cognome di sua madre, Schicklgruber, ma poi riuscì ad assumere quello del padre naturale, trasformandolo da Heidler a Hitler.
Adolf non prese mai il cognome di Schicklgruber, poiché esso era di origine ebraica, come sottolineavano spesso i suoi avversari politici
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quando volevano contrastare le sue idee antisemite. Appena nato, Hitler si trasferì con la famiglia a Leonding, dove frequentò le scuole elementari. Nel 1903 perse il padre. Durante l’adolescenza, a causa della sua cattiva condotta, gli venne rifiutata l’iscrizione alla scuola di Linz e fu costretto a frequentare la scuola dell’obbligo. Seguendo la passione per l’arte, alla quale il padre fu sempre contrario, partì per Vienna allo scopo di ritirare il bando di ammissione all’Accademia delle belle arti.
Si candidò per due volte alla scuola d’arte e architettura di Vienna, ma venne scartato in entrambe le occasioni. Nel 1907 morì anche la madre.
Adolf, diventato orfano, lasciò Leonding per Vienna, dove iniziò ad avvicinarsi all’antisemitismo. La città aveva una grossa comunità ebraica. Il futuro dittatore acquisì il credo della superiorità della razza ariana, che fu alla base delle sue idee politiche.
Nel 1913 si trasferì a Monaco di Baviera per evitare di entrare nell’esercito Austro-Ungarico, ma non ci riuscì. Dopo essere stato costretto dalla polizia a presentarsi al distretto militare per fare la visita di leva, i medici lo rimandarono a casa per la sua non idoneità.
Questo rifiuto, invece di renderlo felice, gli provocò una ferita all’orgoglio e decise di diventare apolide, poiché non riuscì ad ottenere né la cittadinanza austriaca né quella tedesca.
Nell’agosto del 1914 partecipò alla Prima guerra mondiale come volontario. Questo suo gesto lo portò a ricevere la cittadinanza tedesca.
Nel 1916 rimase ferito durante un attacco e fu ricoverato nell’ospedale di Beelitz. Pochi mesi dopo tornò al fronte, combattendo le più sanguinose battaglie sul fronte delle Fiandre. Nel 1918 fu accecato da un attacco di iprite e venne ricoverato all’ospedale militare di Pasewalk, dove venne a sapere della caduta della Germania.
Durante gli anni di guerra, Hitler acquisì un forte patriottismo tedesco, tanto da dare la colpa della capitolazione agli ebrei. A fine guerra tornò a Monaco.
Nel 1920 si avvicinò al Partito tedesco dei Lavoratori (DAP). Nello stesso anno, congedato dall’esercito, poté dedicarvisi a tempo pieno, diventandone il leader e cambiandone il nome in Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi (NSDAP), conosciuto comunemente come Partito Nazista.
Verso la fine del 1923 Hitler effettuò il Putsch (colpo di stato) a Monaco, ma fallì. Venne processato per alto tradimento e condannato a cinque anni di prigione.
Mein Kampf
Fu durante questa prigionia che scrisse il Mein Kampf (La mia battaglia), opera letteraria in cui trattò il pensiero e il programma politico del suo partito, fondamento dell’apologia nazista.
Trascorso quasi un anno in carcere, considerato innocuo, Hitler ottenne una riduzione della pena e nel dicembre del 1924 venne rilasciato.
Nel 1929, durante la Grande Depressione, la Germania era amministrata da un regime democratico, la “Repubblica di Weimar”, che non fu mai accettata dai conservatori e dal Partito Comunista.
Il governo aveva come capo il cattolico Bruning, il quale era il maggior esponente dello Zentrum (Partito Popolare).
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Le conseguenze di questo governo furono forti, e la più grave fu un’estesa disoccupazione che rese problematiche le condizioni di vita di milioni di tedeschi, sollevando un notevole malcontento nella popolazione.
Hitler, basandosi sulla frustrazione del popolo tedesco e aiutandosi con la forza, riuscì negli anni a fare acquisire al partito sempre più potere fino a giungere, nel 1933, a ricoprire la carica di cancelliere.
Nel 1934 istituì la vera e propria dittatura, assumendo contemporaneamente i poteri di cancelliere e di capo di Stato. Hitler perseguì una politica estera estremamente aggressiva, volta ad espandere il Lebensraum (spazio vitale) tedesco a spese delle popolazioni dell’Europa orientale.
Giunse ad invadere la Polonia il 1° settembre del 1939, provocando lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Sconfitto dagli eserciti alleati, con truppe sovietiche ormai penetrate in città, si suicidò nel suo bunker di Berlino il 30 aprile del 1945 insieme alla compagna Eva Braun.
Fu responsabile sin dal 1933 di una politica di discriminazione e segregazione degli ebrei dalla vita sociale ed economica del Paese; politica che dal 1941 si tramutò in un piano d’internamento e sterminio totale, noto con il nome di “soluzione finale”, al quale ci si è riferiti sin dall’immediato con il termine di “Shoah” o “Olocausto”.
Oltre al genocidio degli ebrei, la “soluzione finale” prevedeva l’eliminazione di altri gruppi etnici, politici e sociali: rom, popolazioni slave, omosessuali, comunisti, disabili mentali, minoranze religiose, prigionieri di guerra ed oppositori politici.
Mein Kampf
Gli argomenti principali trattati sono: l’antisemitismo e la lotta di razza invece che di classe, l’alleanza con l’Inghilterra, l’ampliamento del territorio tedesco e la centralizzazione dei poteri in un’unica persona.
Il primo punto trattato è la conferma del pensiero antisemita, ovvero la superiorità della razza ariana nei confronti del popolo ebreo, dalla quale nasce la lotta di razza.
Hitler sosteneva che gli ebrei fossero la causa principale della sconfitta della Grande Guerra e della profonda crisi economica in cui la Germania era caduta nel dopoguerra, poiché molte banche ed industrie
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erano sotto il controllo delle famiglie ebree. Incolpò queste di aver incoraggiato focolai rivoluzionari bolscevichi nel Paese, favorendo, dall’interno, la caduta della nazione e di aver indotto i politici alla resa e alla sottoscrizione del trattato di Versailles.
Il pensiero antisemita appoggiava il concetto di una lotta di razza, basata sulla difesa della razza ariana, che non doveva essere contaminata da quella ebraica. Tutti questi fattori comportarono poi il tentativo di distruzione della razza ebraica tramite le leggi razziali, ghetti e campi di concentramento.
Il secondo argomento fa riferimento alla volontà di effettuare un’alleanza con l’Inghilterra, al fine di evitare un’eventuale seconda guerra a due fronti. Durante la Prima guerra mondiale la Germania fu circondata, sia ad Est sia ad Ovest, dalle potenze della Triplice Alleanza, che gli chiusero le vie costringendola a combattere su due fronti e a frazionare le forze di difesa.
Negli anni ’30 Hitler voleva risolvere il problema facendo un’alleanza con l’Inghilterra, in modo tale da occuparsi solo del fronte ovest, ma il suo obiettivo non fu raggiunto.
Nel terzo punto Hitler aveva previsto per la Germania un ampliamento della nazione verso est, al fine di riscattare i territori perduti durante la Prima guerra mondiale con il trattato di Versailles. Tra questi c’era la regione della Ruhr, ricca di giacimenti carboniferi.
I primi Paesi che occupò furono la Cecoslovacchia nel 1938 e la Polonia nel 1939. Per quanto riguarda l’occupazione cecoslovacca, la Francia e l’Inghilterra lasciarono libero sfogo alle mire espansionistiche di Hitler.
Prima di occupare la Polonia stipulò con l’Unione Sovietica il Patto di non aggressione, attraverso il quale le due nazioni giurarono di non attaccarsi.
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