Inconscio
Viaggio all’interno della mente
Approfondimento individuale
Esame di Stato
IISS Caterina Da Siena
Anno scolastico 2011/2012
«L’inconscio non conosce né giudizi di valore, né il bene e né il male, e nemmeno la moralità»
Sigmund Freud
De Stefano Valentina Nicole
Classe 5^B Grafica
Sommario
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Storia dell’arte....pag 23
Italiano....................................pag 30
Psicologia.............................................pag 42
Storia......................................................................pag
«La gelosia degli altri pittori» è stata sempre il termometro del mio successo
Storia dell’arte
Il surrealismo
Automatismo psichico e inconscio
Il surrealismo
Si può decisamente affermare che S. Freud, per la precisione i suoi concetti teorici, ha influenzato la società emergente di inizio ’900.
Ricordiamo infatti che la psicoanalisi, cui padre fondatore è lo stesso S. Freud, nasce come metodo d’indagine sulla psiche umana, in particolare, attraverso l’analisi del materiale rimosso e trasferito nell’inconscio.
La psicoanalisi parte dal presupposto che molti disturbi psicologici sono causati dai conflitti inconsci non risolti.
Con l’interpretazione dei sogni l’analista può penetrare l’inconscio: perché i sogni svelano tali misteri rimossi.
André Breton
La psicoanalisi influisce sia in campo letterario che artistico, definendo i principi del movimento surrealista.
Questo movimento, che coinvolse tutte le arti visive, letteratura e cinema, ebbe come principale teorico il poeta André Breton, che fu influenzato dalla lettura de «L’interpretazione dei sogni» di Freud e dopo averlo letto arrivò alla conclusione che era inaccettabile il fatto che il sogno (e l’inconscio) ebbe così poco spazio nella civiltà moderna e decise dunque di creare un nuovo movimento artistico-letterario in cui il sogno e l’inconscio ebbero un ruolo fondamentale.
8 Storia dell’arte
Nacque così il surrealismo definito da Breton:
«Puro automatismo psichico, attraverso il quale ci si propone di esprimere verbalmente, con la scrittura o con qualsiasi altro metodo, il reale funzionamento della mente.
È dettato dal pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di là di ogni preoccupazione estetica e morale.»
Juan Mirò
«Il carnevale di Arlecchino»
Breton parte dalle teorie freudiane sui sogni e la loro interpretazione, chiedendosi quale possa essere il loro significato e la loro importanza, visto che rappresentano molta dell’attività dell’uomo, il quale trascorre dormendo buona parte della sua vita.
Una strada per arrivare a un’accettabile spiegazione è quella di ipotizzare che il sogno inganni il controllo della volontà sulle azioni, permettendo di ignorare il giudizio della consapevolezza e superare l’ostacolo rappresentato dalla ragione poiché: «la mente conscia dà continuamente giudizi su ciò che è possibile e su ciò che non lo è», condizionando così la libera espressione della creatività.
René Magritte
«La voce dei venti» 9
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che è possibile e su ciò che non lo è», condizionando così la libera espressione della creatività.
L’arte diventa quindi mezzo per trasporre sulla tela immagini oniriche e deliri dell’inconscio, paure, angosce, attraverso immagini dal significato simbolico.
Ma questo movimento non interesserà soltanto la pittura, in quanto utilizzerà tutte le forme espressive che vogliono comunicare (scultura, fotografia, cinema, fotografia e musica) e segue i metodi raffigurativi che riprendono la metafisica:
- Modifica della struttura dell’oggetto ma non della forma
- Presenza di proporzioni inverse
- Metamorfismo
- Associazione per dissimilitudine
René Magritte
«Gli amanti»
Salvador Dalì
«Telefono Aragosta»
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Salvador Dalì
Uno dei maggiori e più importanti esponenti del surrealismo è Salvador Dalì.
Nasce a Figueras l’11 maggio 1904, figlio di famiglia borghese avrà una formazione classica e studierà disegno e definirà la sua pittura «critico paranoia», un’espressione che potremmo tradurre «guardare un oggetto e vederne, dunque dipingerne un altro».
Le sue prime opere sono paesaggi con pennellate molto dense che riprendono l’impressionismo.
Dopo la morte di sua madre si trasferisce a Madrid dove studia all’Accademia di San Fernando che non terminerà mai, in quanto egli si riteneva troppo bravo per essere giudicato.
Salvador Dalì
Già in questo periodo Dalì attira l’interesse verso di sé con i suoi modi da eccentrico, porta basette lunghe e dei lunghi e caratteristici baffi.
Nel 1928 collaborerà con Buñuel alla realizzazione del cortometraggio «Un chien andalou». Il film è un susseguirsi di scene senza apparente connessione, che causa nello spettatore l’impressione di assistere alla messa in scena di un delirio 11
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onirico. In realtà vi sono contenuti significati molto profondi, leggibili alla luce della psicanalisi, che sono stati oggetto di numerosi studi.
La primissima scena è una delle più terrificanti dell’intera storia del cinema: il regista stesso, dopo aver guardato la luna, affila un rasoio e si avvicina a una donna seduta alla quale tiene ben aperto l’occhio sinistro; nella scena successiva taglia l’occhio in due (in realtà un trucco di montaggio, col taglio dell’occhio di un vitello morto). La scena è emblematica della rivoluzione visiva surrealista, che intende squarciare l’occhio dello spettatore per fargli vedere, anche a costo di grandi sofferenze, tutto quello che non ha mai visto e forse non ha mai voluto vedere.
Il film ha l’obiettivo di provocare un impatto morale sullo spettatore attraverso l’aggressività delle immagini, offensive per l’epoca. È una temperie di assurdità, oniricità, stranezze, creatività che i surrealisti utilizzano per evidenziare l’inafferrabilità dell’esistenza.
Nell’agosto incontra la sua musa, fonte di ispirazione e futura moglie Gala. È un’espatriata russa di undici anni più vecchia di lui che in quel momento è sposata con il poeta surrealista Paul Éluard.
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Sempre in quell’anno Dalí realizza delle importanti mostre diventando un pittore professionista e si unisce ufficialmente al gruppo dei surrealisti del quartiere parigino di Montparnasse.
Dalí viene presentato negli Stati Uniti nel 1934 dal mercante d’arte Julian Levy. La sua esposizione di New York, che include La persistenza della memoria, crea subito scalpore e suscita interesse.
Mentre la maggior parte degli artisti surrealisti tende ad assumere posizioni politiche di sinistra, Dalí si mantiene ambiguo riguardo quello che considera il giusto rapporto tra la politica e l’arte. André Breton, uno dei capofila del surrealismo, lo accusa di difendere il «nuovo» e l’«irrazionale» del «fenomeno Hitler», ma Dalí respinge queste affermazioni dicendo: «Non sono un seguace di Hitler né nei fatti né nelle intenzioni. 13
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Dalí insiste sul concetto che il surrealismo può esistere anche in un contesto apolitico e si rifiuta di condannare esplicitamente il fascismo. Questo è uno dei fattori che crea dei problemi nei rapporti con i suoi colleghi. Più tardi, sempre nel 1934, Dalí viene sottoposto a un «processo» a seguito del quale viene formalmente espulso dal gruppo dei surrealisti.
Come reazione Dalí dice: «Il surrealismo sono io».
Nel 1936 Dalí partecipa all’Esposizione internazionale surrealista di Londra.
In quel periodo il principale mecenate di Dalí è il ricchissimo Edward James, che lo aiuta ad emergere nel mondo dell’arte acquistando molte sue opere e supportandolo finanziariamente per due anni. Artista e mecenate collaborano anche nella realizzazione di due delle più celebri icone del movimento surrealista: il Telefono aragosta e il Divano a forma di labbra di Mae West.
Nel 1939 Breton conia per il pittore spagnolo il soprannome di «Avida Dollars», anagramma di Salvador Dalí che può essere tradotto come bramoso di dollari in quanto egli stesso ha ingrandito la sua immagine grazie alla fama e al denaro.
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Nel 1940 Salvador e Gala concepiscono il loro unico figlio e decidono di trasferirsi a New York in quanto in Europa stava scoppiando la Seconda guerra mondiale.
In questo periodo Dalì si avvicinò alla pratica del cattolicesimo.
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- Italiano: Italo Svevo (La coscienza di Zeno);
- Storia: Nazismo;
- Arte: Salvador Dalì (il Surrealismo);
- Psicologia: Sigmund Freud (modello di mente, tre istanze psichiche, psicoanalisi).