Trinità a.s. 2010/11
Gabriele
The Big Ben D’Annunzio
Tra ‘800 e ‘900
Il
Postimpressionismo fascismo
L’energia
La black music nucleare
La Libia la genetica
.
Le S. I. D. A il sangue
Antonio Manconi
Classe III
Istituto Comprensivo Badesi – sede di Trinità d’Agultu
Introduzione
Tra gli argomenti trattati quest’anno ho scelto di parlare di alcuni avvenimenti e
movimenti di idee a cavallo tra l’800 e il ’900, che secondo me, hanno avuto una
grande influenza per la storia futura e fino ai nostri giorni
Mendel l’energia
E la genetica nucleare e
The Big Ben pag. 22 l’inquinamento
Pag. 20 radioattivo
Pag. 25
T R A ‘
8 0 0 E ‘
9 0 0
Il postimpressionismo:
Cézanne, Gauguin, Van Gogh
Pag. 17
Mussolini
E il fascismo
Pag. 1
Gabriele D’Annunzio
Pag. 6 l’Africa
La Libia
E Gheddafi
Pag. 9
Le S. I. D. A. la black music
Pag. 12 pag. 15
Bibliografia:
Il sangue
Pag. 13 libri di testo scolastici
Appunti
Internet
L’ascesa di Mussolini e il fascismo
Alla fine della I guerra mondiale l’Italia doveva affrontare una grave crisi economica dovuta ai debiti di guerra e all’inflazione.
Nel 1919 si introdusse il suffragio universale maschile che portò all’affermazione di due partiti: il Partito socialista guidato da Filippo Turati, e il Partito popolare, un partito cattolico, appena fondato da don Luigi Sturzo.
Nel 1921, sulla scia delle vicende legate alla fondazione della Terza Internazionale, Antonio Gramsci fondò il Partito comunista italiano, di cui faceva parte anche Palmiro Togliatti.
Questi partiti si misero subito alla testa delle proteste dei lavoratori. Infatti in Italia si diffondevano scioperi e agitazioni da parte degli operai e dei contadini per le difficili condizioni economiche. Le agitazioni si concentrarono soprattutto negli anni 1919-1920, chiamato “biennio rosso”.
I nazionalisti e Fiume
Sempre nel 1919 Gabriele D’Annunzio, sollecitato dai nazionalisti scontenti per quella che chiamavano “vittoria mutilata”, occupò la città di Fiume.
Richiamato al governo, Giovanni Giolitti, ormai ottantenne, risolse la “Questione fiumana” e contemporaneamente, spegneva l’occupazione delle fabbriche convincendo gli imprenditori a concedere aumenti salariali e più poteri al sindacato. Il suo però non era un governo stabile.
Benito Mussolini
Di questa situazione approfittò Benito Mussolini. Negli anni del Biennio rosso dirigeva un giornale finanziato da alcuni industriali, “Il popolo d’Italia”.
Nel 1919 fondò i Fasci italiani di combattimento. Tutti i suoi membri condividevano il disprezzo per lo Stato parlamentare accusato di essere lento e paralizzante, e ritenevano legittimo l’uso della violenza per imporre le proprie idee. Portavano una divisa, la camicia nera. Erano armati e organizzati in squadre d’azione che essi stessi chiamavano “squadracce”.
Una spedizione punitiva segna la nascita del fascismo
Nel 1920, a Bologna, nacque uno scontro tra i fascisti guidati da Mussolini e i socialisti. I fascisti ne approfittarono e Mussolini organizzò spedizioni punitive contro tutti i braccianti in sciopero ottenendo in cambio i primi finanziamenti. La stessa cosa fece con industriali e commercianti.
I fascisti sottoponevano i loro avversari a violenze e umiliazioni e spesso li costringevano a lasciare il loro Paese. Gli operai venivano aggrediti all’uscita dalla fabbrica, appena erano soli, venivano attaccati da gruppi armati di manganello e lasciati sanguinanti sulla strada.
Come effetto delle spedizioni gli scioperi si dimezzarono. Il prezzo pagato dai lavoratori fu di 1500 morti e un numero molto più alto di feriti.
Ma per molti i Fasci cominciarono ad apparire come i garanti della legge e dell’ordine.
La marcia su Roma
Nel 1921 la lista fascista partecipò alle nuove elezioni ed entrò
in Parlamento con 35 deputati. Poco dopo il governo Giolitti
cadde e Mussolini trasformò i Fasci di combattimento in Partito
Nazionale Fascista. 1
Nel 1922 effettuò la cosiddetta Marcia su Roma. 30000 fascisti si misero disordinatamente in marcia, chi in treno, chi su camion, chi addirittura a piedi, e il 28 ottobre 1922 giunsero alle porte della capitale. L’esercito si schierò sbarrando tutte le strade d’accesso ma Vittorio Emanuele III inviò personalmente alle truppe l’ordine di ritirarsi. I fascisti entrarono a Roma senza sparare un colpo e, il 30 ottobre, il re incaricò Mussolini di costituire il nuovo governo.
Lo Stato liberale viene trasformato in Stato autoritario
Diventato presidente del Consiglio, Mussolini prese una serie di provvedimenti che servivano a trasformare lo Stato liberale in Stato autoritario:
- Ridusse il numero dei ministeri, apparentemente per far risparmiare lo Stato, in realtà per liberarsi di numerosi funzionari fedeli allo Stato liberale;
- Istituì il Gran Consiglio del Fascismo, col compito, tra l’altro, di studiare le modifiche da apportare allo Statuto albertino, cioè alla Costituzione;
- Diede una veste ufficiale alle squadre d’azione trasformandole in Milizia, un corpo militare alle sue dirette dipendenze;
- Fondò la Ceka, una specie di polizia politica segreta;
- Modificò la legge elettorale per avvantaggiare il proprio Partito;
- Cominciò a farsi chiamare duce, “capo” (dal latino dux).
-
L’assassinio di Matteotti
Nel 1924 gli Italiani tornarono a votare e il fascismo ottenne una larga maggioranza, il 65% dei voti. Questo risultato però era stato ottenuto compiendo dei brogli.
Questo fu scoperto e denunciato pubblicamente dal deputato socialista Giacomo Matteotti che, con un infuocato discorso in Parlamento, chiese di annullare il voto. Pochi giorni dopo Matteotti sparì. Passati due mesi, il suo corpo fu ritrovato con i segni delle bastonature che ne avevano causato la morte. Il ritrovamento del corpo suscitò un’ondata di indignazione in tutto il Paese; fu immediatamente chiaro che gli assassini erano fascisti e molti ritennero che il mandante fosse Mussolini stesso.
Dopo l’assassinio, la posizione del duce si rafforza
I partiti erano divisi e impauriti; discussero molto, ma non fecero nulla. I deputati dell’opposizione si limitarono ad abbandonare il Parlamento (“secessione dell’Aventino”), che smise di funzionare. Mussolini allora, in un famosissimo discorso, si attribuì la responsabilità “morale, politica e storica” del delitto. Poi con una serie di atti legislativi, annullò tutti i poteri del Parlamento.
Le “leggi fascistissime”
Nel 1926 promulgò le cosiddette “leggi fascistissime” che segnarono il definitivo tramonto della legalità:
- Furono sciolti i sindacati e i partiti, eccettuato il Partito fascista;
- 2
Il Parlamento fu occupato dai soli deputati fascisti ed ebbe solo il compito di approvare le proposte del duce;
-
Fu istituito il Tribunale speciale, che giudicava i reati politici e anche i semplici reati di opinione;
-
Fu ripristinata la pena di morte (solo per i reati politici) e ideato il confino, cioè il soggiorno obbligato in luoghi sperduti e isolati:
-
Fu fondata l’Ovra (Organizzazione per la vigilanza e la repressione dell’antifascismo), cioè la polizia politica, che fu autorizzata a perquisizioni, arresti e torture senza il mandato del giudice;
-
Tutti gli oppositori furono dichiarati “antifascisti” e messi a tacere con diversi sistemi: il carcere, il confino, l’assassinio;
-
Fu soppressa la libertà di stampa; tutti i giornali e la radio cominciarono a ricevere quotidianamente ordini dal governo su quali notizie pubblicare e in quale modo.
- Si abolì il diritto di sciopero,
Si sciolsero i sindacati
-
Il concordato con il Vaticano
Il più vistoso successo politico di Mussolini fu la “conciliazione” tra lo Stato italiano e il Vaticano, attuata nel 1929 attraverso i Patti lateranensi (così chiamati perché vennero firmati nel Palazzo del Laterano), noti anche come Concordato. Con essi Mussolini rinunciò al carattere laico dello Stato, promuovendo il cattolicesimo a religione di Stato. In cambio il Vaticano riconobbe la piena legittimità del Regno d’Italia. Mussolini in questo modo ottenne il consenso dei cattolici.
La politica economica: l’autarchia
Tra il 1922 e il 1925 il duce sembra far rinascere l’economia.
In favore dell’agricoltura, bonificò le Paludi Pontine tra Roma e Latina, rendendo coltivabili 60 000 ettari di terreno ed eliminando la malaria dalla zona, e completò l’Acquedotto pugliese iniziato da Giolitti, fornendo al Meridione acqua potabile e per l’irrigazione.
In favore dell’industria, costruì nuove centrali elettriche che aumentarono di cinque volte la disponibilità di energia e ampliò la rete ferroviaria e stradale facilitando i trasporti.
Queste misure, però, ebbero successo solo per tre anni. Dopo il 1925 l’economia cominciò a declinare e il Paese entrò in crisi.
Il fascismo scelse l’autarchia, parola che significa “bastare a se stessi”.
Per questo decise di passare dal liberismo al protezionismo aumentando i dazi sulle importazioni.
Inoltre diede avvio allo statalismo, cioè l’interferenza dello Stato nell’imprenditoria privata. Ma queste iniziative si rivelarono fallimentari:
Verso la metà degli anni Trenta l’Italia era ormai in pieno disastro. La lira si era velocemente svalutata e la diminuita produzione industriale segnò il fallimento di Mussolini.
La propaganda manipola l’opinione pubblica
L’applicazione delle leggi fascistissime e le manovre economiche furono accompagnate da una martellante propaganda che aveva lo scopo di entusiasmare le masse. La propaganda fu attuata dall’apposito Ministero prima di tutto attraverso la censura, che controllava le notizie dei giornali e della radio.
Nelle scuole elementari fu introdotto il testo di Stato (un testo unico per tutte le scuole del Regno), compilato in base ai principi del fascismo. 3
Anche le copertine dei quaderni esaltavano la figura del duce e ritraevano una gioventù militarizzata.
Bambini e adolescenti di entrambi i sessi, infatti, furono inquadrati in organizzazioni giovanili di carattere paramilitare. Il massimo strumento propagandistico, tuttavia, erano i discorsi del duce, pronunciati nelle piazze ma diffusi in tutte le abitazioni dalla radio.
I discorsi venivano anche incisi su dischi a 78 giri.
Ecco un esempio
Questo grammofono apparteneva al mio bisnonno.
Mio nonno lo ereditò e, appassionato di musica di diverso genere e delle cosiddette “macchine parlanti”, possedeva (ed esiste tutt’ora) una ricca collezione di dischi in vinile a 78 giri.
Tra questi ne ho trovato uno con la registrazione di un discorso di Mussolini, anche se mio nonno non era fascista. Si tratta di un discorso provocatorio contro la Società delle Nazioni (oggi ONU), di 4
cui l’Etiopia era membro, che, proprio per questo, aveva sanzionato l’Italia per la sua aggressione militare. Le fotografie sui quotidiani e i cinegiornali (brevi documentari politici e di costume che precedevano la proiezione dei film nelle sale) diffondevano la sua immagine di uomo che eccelleva in tutti gli sport, di eroe sprezzante della fatica e del pericolo, affettuoso con gli amici, terribile con gli avversari.
Mussolini, insomma, fu il primo dittatore ad applicare alla propaganda politica le regole della pubblicità.
La conquista dell’Etiopia
Alla fine degli anni Venti Mussolini cominciò a registrare un calo del consenso perché non era riuscito a risolvere i problemi di fondo del paese.
Il duce allora puntò sulla guerra e sulla creazione di un impero coloniale. Nel 1932 Mussolini cominciò a rivendicare nei suoi discorsi l’egemonia italiana sul Mediterraneo e a definirlo Mare nostrum. Poi invase l’Etiopia, l’unico paese, oltre la Liberia, rimasto indipendente in Africa.
L’invasione fu condannata dalla Società delle Nazioni, ma la Guerra d’Etiopia continuò (dal 1935 al 1936) e si concluse con la sconfitta del Negus (“imperatore”) Hailé Selassié. Questa vittoria fu ottenuta mobilitando 400 000 uomini, usando contro la popolazione civile gas e lanciafiamme e bombardando gli ospedali da campo della Croce Rossa. Subito dopo venne proclamata la nascita dell’Impero coloniale italiano, costituito da Etiopia, Libia, Eritrea e Somalia. Vittorio Emanuele III fu insignito del titolo di imperatore. In quel periodo Mussolini toccò l’apice della sua popolarità e contemporaneamente iniziò il percorso che lo avrebbe portato alla rovina: si alleò infatti con la Germania, dove si era stabilito un altro regime di ispirazione fascista, il nazismo di Hitler, costituendo l’Asse Roma-Berlino. La più immediata e tragica conseguenza fu la promulgazione anche in Italia delle leggi discriminatorie nei confronti degli ebrei. 5
Gabriele D’Annunzio: il periodo storico
1861
Unità d’Italia
1876 – 1896
La Sinistra al Governo
Depretis e Crispi
1900
Assassinio di re Umberto I
1901
Guglielmo Marconi realizza
il primo collegamento radio
tra le due sponde
dell’Atlantico
1914
Ha inizio la Prima guerra
mondiale
1922
Avvento del fascismo in Italia
Il fascismo aveva trovato sostegno in alcuni filosofi e letterati, come ad esempio Gabriele D’Annunzio, che, come ho detto, si era messo a capo dell’impresa di Fiume.
Egli faceva parte della corrente artistica e letteraria chiamata decadentismo, nata in Francia alla fine dell’800.
Gli artisti decadenti criticano la nuova società che, nonostante tutti i progressi (l’invenzione delle macchine, del telefono, degli aerei, insomma, nonostante uno stile di vita più agiato) era da loro ritenuta “inferiore” dal punto di vista dei valori, del gusto e della cultura. Quindi se ne distaccano e si dicono decadenti proprio perché sono coscienti della decadenza di un mondo. All’idea di decadenza, poi, unirono quella di un distacco aristocratico dall’uomo comune, di un senso di superiorità.
La vita
D’Annunzio nacque a Pescara nel 1863. Dopo gli studi a Pisa, si trasferì a Roma, dove visse nel lusso, frequentando intellettuali e donne affascinanti come l’attrice Eleonora Duse e collaborando con prestigiose riviste. Scrisse poesie, ma anche romanzi come Il fuoco, Il piacere, Il trionfo della morte, e testi teatrali.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia:
il Fascismo
Italiano:
Gabriele D'Annunzio
Geografia:
l'Africa; la Libia (approfondimento: Gheddafi e la guerra civile)
Francese:
le SIDA
Musica:
la Black music
Arte:
il post-impressionismo (Paul Cézanne; Paul Gauguin; Vincent Van Gogh)
Inglese:
the Big Ben
Scienze:
le leggi di Mendel; la genetica; il sangue
Ed. tecnica:
l'energia nucleare; l'inquinamento atmosferico