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I Queen...

...molto più che semplici canzoni...

Bruno Irace VA

Queen online

Queen

Indice:

  • Inglese: The Picture of Dorian Gray, Who Wants to Live Forever ................................ Pag. 2
  • Storia: la lotta per l'indipendenza in India, I Want to Break Free ................................ Pag. 4
  • Italiano: il metateatro pirandelliano, Bohemian Rhapsody ................................ Pag. 6
  • Latino: considerazioni sull'amicizia nelle Lettere a Lucilio, You're My Best Friend ................................ Pag. 8
  • Arte: il Futurismo, esaltazione della velocità, Bicycle Race ................................ Pag. 10
  • Filosofia: l'amore secondo Schopenhauer, Somebody to Love ................................ Pag. 12
  • Scienze: le stelle, Through the Night ................................ Pag. 14
  • Fisica: le onde radio, Radio Gaga ................................ Pag. 16

Oscar Wilde, The Picture of Dorian Gray

Who Wants to Live Forever...

The Picture of Dorian Gray tells the story of Dorian, a handsome young man who is attracted by a famous painter, Basil Hallward, because of his beauty. When Dorian sees his picture, he’s impressed by the perfection of his beauty and so he expresses the desire to remain forever young. Meanwhile he lives an immoral life and all the signs of his immorality appear on the picture, which is kept hidden in a room; when he sees his picture become horrible and transfigured, he tries to stab the portrait, but he doesn’t kill the portrait: he kills himself and the portrait returns to its original perfection. This illustrates Wilde's theories of art: art survives people, art is eternal.

The story is told by an unobtrusive third-person narrator; the perspective adopted is internal, which allows a process of identification between the reader and the character. Settings are vividly described with words appealing to the senses.

The main themes are art and beauty, immortality of art and decay of beauty, spiritual corruption of soul, punishment of any excess.

Apprendere che nella battaglia della vita si può facilmente vincere l'odio con l'amore, la menzogna con la verità, la violenza con l'abnegazione dovrebbe essere un elemento fondamentale nell'educazione di un bambino.

- Mahatma Gandhi

La lotta per l'indipendenza in India

I Want to Break Free...

La lotta per l'indipendenza in India si identifica in buona parte con una tra le figure più significative dell'ultimo secolo, quella di Mohandas Karamchand Gandhi, detto il Mahatma (la Grande Anima). Nato nel 1869, Gandhi aveva studiato diritto in Inghilterra e aveva poi iniziato la sua attività in Sudafrica, difendendo i diritti degli immigrati indiani ivi residenti. Tornato in patria nel 1915, divenne in breve tempo il leader indiscusso del Partito del Congresso e del movimento indipendentista indiano. Spirito profondamente religioso, Gandhi riprese e fece proprie idee radicalmente pacifiste e contrarie a ogni forma di violenza, presenti sia nella tradizione indiana, sia in altre religioni. Egli riteneva che chi usa la violenza, anche se gravemente provocato, commette un grosso errore: perché indurrà, a sua volta, la violenza altrui.

Gandhi riassunse la sua idea della politica nei concetti di non violenza e di forza della verità. E fu seguendo questi principi, organizzando grandi manifestazioni di protesta, ferme ma pacifiche, dei suoi connazionali contro il governo coloniale, che Gandhi riuscì a guidare il cammino del suo popolo verso l'indipendenza. Le ripetute richieste d'indipendenza degli Indiani furono sempre decisamente respinte dall'Inghilterra. Di fronte a tanta intransigenza, il Congresso lanciò un'ultima grande campagna non violenta, che si trasformò in una vera e propria rivolta con numerose vittime fra gli Indiani e gli Inglesi. La situazione critica si risolse soltanto alla fine della seconda guerra mondiale.

Il 15 agosto 1947 furono proclamati due stati indipendenti. L'Unione Indiana, con popolazione in maggioranza induista; il Pakistan, con popolazione in maggioranza musulmana. La spartizione era stata voluta soprattutto dalla Lega Musulmana e anche Gandhi dovette accettarla.

Pirandello, il metateatro pirandelliano

“Sei personaggi in cerca d’autore”

“Bohemian Rhapsody...”

Con il teatro nel teatro Pirandello vuole rompere le barriere tra palcoscenico e teatro, tra attori e spettatori.

Per fare ciò egli cerca di rompere il velo di finzione che l’opera usualmente si propone di creare: ogni opera infatti cerca di imitare la realtà, ovvero lascia lo spettatore a guardare da una finestra che si affaccia su un mondo, il quale è finto nonostante si cerchi di spacciarlo per vero.

La soluzione sta nel palesare tale finzione. Gli attori non rappresentano più dei personaggi che vogliono essere reali, pur non essendolo, ma rappresentano dei personaggi che risultano essere reali in quanto rendono evidente che la loro è una finzione.

Prendiamo l’opera teatrale "Sei personaggi in cerca di autore", che è anche la prima opera in cui si inserisce questo modo di fare teatro.

Nell’opera, dopo aver raccontato la loro vicenda, i sei personaggi convincono il capocomico a rappresentarla, rifiutando però l’assegnazione delle parti ai vari attori: essi vogliono rappresentare di persona il loro dramma.

Nell’opera vi è il tentativo di svelare il meccanismo e la magia della creazione artistica e il passaggio dalla persona al personaggio, dall’avere forma all’essere forma.

Si ha l’eliminazione dello spazio artistico e la disintegrazione dello spazio teatrale; infatti gli autori non sono più vincolati al palcoscenico. Vi è la scomposizione delle strutture drammatiche. Infine la comunicazione è fondata sulla trasmissione di messaggi inautentici, non rispondenti al nostro essere, perché impossibili da racchiudere nella convenzione del parlato, il che porta a rapporti compromessi sul nascere e quindi ad una solitudine senza rimedio.

Le stelle

Through the Night...

Le stelle sono corpi celesti, che risplendono di luce propria, di forma sferica, sono costituiti prevalentemente da idrogeno e al loro interno avvengono stabili reazioni termonucleari di fusione.

Si deve a Ipparco il primo catalogo di stelle: egli ne classificò 1080, suddividendole in sei classi di luminosità secondo la loro magnitudine. Oggi esistono altri cataloghi di stelle che spesso ci danno notizie anche sul loro calore, la classe spettrale e il moto proprio.

Oltre alla diversa luminosità apparente a occhio nudo, si può osservare anche un'altra caratteristica: quella del colore.

Se le stelle sono blu sono molto calde, se invece sono rosse sono relativamente fredde.

Numerose stelle fanno parte di sistemi legati fra loro gravitazionalmente e orbitanti in modo kepleriano intorno al centro di massa comune. Le stelle tendono a raggrupparsi in ammassi globulari; stelle e ammassi globulari si associano in galassie. Alcune stelle non hanno una luminosità fissa, ma variabile in modo periodico o esplosivo.

La maggior parte delle informazioni sulle stelle ci proviene dall'analisi spettroscopica della loro radiazione. Generalmente il loro spettro è composto di un continuo con sovrapposte numerose righe d'assorbimento, caratteristiche degli elementi presenti nella loro atmosfera.

Per mezzo della parte continua è possibile verificare se l'emissione della stella è simile a quella di un corpo nero e misurare la temperatura. Dalla misura della sola lunghezza d'onda delle righe è possibile determinare l'eventuale velocità radiale delle stelle utilizzando l'effetto Doppler.

L'analisi del profilo delle righe permette di misurare la velocità di rotazione della stella su se stessa. Ci dà informazioni sull'andamento della temperatura e densità nello stato atmosferico nel quale la riga spettrale è formata e il campo magnetico può essere misurato dall'effetto Stark.

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Il Futurismo, esaltazione della velocità

Bicycle Race

Nato in Francia nel 1910 da genitori italiani, il Futurismo ebbe risonanza europea e costituì una nuova ventata rivoluzionaria che scosse l'ambiente dell'arte. Il clima in cui maturò l'avventura futurista era dominato da un rapido sviluppo sia della scienza che delle nuove tecnologie, sotto la pressione dei grandi interessi industriali e finanziari.

La realtà del primo Novecento, infatti, appare caratterizzata dalla macchina, dalle masse operaie emergenti, dalla metropoli che si diffonde a macchia d'olio, e ancora, dall'automobile e dall'aereo, simboli di una velocità sempre più frenetica, dal telegrafo, dal telefono, dal cinema, simboli delle accelerate comunicazioni di massa.

Il futurismo, fin dai suoi esordi, si caratterizza per un indissolubile binomio arte-vita, che determina il totale coinvolgimento emotivo e artistico dei suoi protagonisti.

I suoi Manifesti esaltano il dinamismo, il movimento, la velocità, il rumore delle città.

Come si legge nel Manifesto del Futurismo, redatto da Filippo Tommaso Marinetti il 20 febbraio 1909, essi vogliono cantare l'energia, la ribellione, l'aggressività, la lotta e la guerra, considerata come sola igiene del mondo. I principi del futurismo furono l'esaltazione della vitalità, la celebrazione della macchina, la polemica contro la storia e la rivendicazione della libertà assoluta dell'uomo.

Schopenhauer, concezione dell'amore

Somebody to Love...

Per Schopenhauer l'amore consiste nel capire il dolore degli altri attraverso il proprio dolore e averne una disinteressata compassione.

Abbiamo veduto come dall'oltrepassamento del principii individuationis venisse, nel grado minore, la giustizia, e nel maggiore la bontà vera e propria dell'animo, la quale ci si mostrò come puro, ossia disinteressato amore per gli altri. Dove quest'amore si fa perfetto, rende l'individuo estraneo e il suo destino affatto pari al nostro: più in là non si può andare, non essendovi ragione di preferire l'altrui individuo al nostro. Può nondimeno la massa degli individui estranei, il cui benessere o la cui vita siano in pericolo, prevalere sui riguardi del bene individuale. In tal caso il carattere acceso all'altissima bontà e alla perfetta generosità sacrifica in tutto il suo bene al bene dei più: così periva Codro, così Leonida, così Regolo, così Decio Mure, così Arnoldo di Winkelried, così ciascuno, che volontariamente e consapevolmente per i suoi, per la patria va a morte sicura. Alla medesima altezza sta chiunque di buon animo affronti dolore e morte per l'affermazione di ciò che all'umanità intera giova ed a buon diritto spetta, ossia per verità generali e importanti, e per l'estirpazione di grossi errori. Così periva Socrate, così Giordano Bruno, così trovarono tanti eroi della verità la morte sul rogo, tra le mani dei preti.

[...]

Quel che adunque bontà, amore e nobiltà possono fare per altri è sempre nient'altro che lenimento dei loro mali; e quel che per conseguenza può muoverle alle buone azioni e opere dell'amore, è sempre soltanto la conoscenza dell'altrui dolore, fatto comprensibile attraverso il dolore proprio, e messo a pari di questo. Ma da ciò risulta che il puro amore (agape, caritas), è, per sua natura, compassione.

A. Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, Laterza, Bari, 1968, vol. II, pagg. 491-492

Seneca, Lettere a Lucilio

"You're My Best Friend."

Forse la concezione dell'amicizia più equilibrata e condivisibile del mondo antico proviene da Seneca. Da un punto di vista filosofico egli abbraccia pienamente la tesi aristotelica: non è dall'interesse e dall'utilità che nasce l'amicizia, ma da un vero e proprio istinto dell'uomo. L'uomo è infatti anche per Seneca un animale congenitamente sociale e gli amici veri sono come membra di uno stesso corpo, tutti per natura vincolati da un rapporto di reciproco sostegno, così come le pietre che costituiscono una volta, che cadrebbe se esse non si sorreggessero a vicenda (Epistole a Lucilio, 95).

Tuttavia Seneca va ben oltre la definizione aristotelica e si lascia andare ad una commossa esaltazione dell'amicizia. Questo avviene soprattutto nel contesto di un'opera che appunto dall'amicizia è nata: le Lettere a Lucilio.

In Epistulae IX, 8-11 Seneca replica a Lucilio, che gli ha sottoposto una lettera di Epicuro sull'amicizia: egli non è d'accordo con la tesi del filosofo greco circa l'origine dell'amicizia, perché questa, esattamente come l'amore, deriva da un istinto naturale e non da un calcolo opportunistico:

"Chi pensa solo a se stesso e per questo motivo stringe un'amicizia, sbaglia i suoi calcoli. Come ha iniziato il rapporto, così lo concluderà. Si è procurato un amico perché gli portasse aiuto in caso di prigionia: bene, al primo cigolio di catene l'amico se ne andrà. Queste sono le amicizie che la gente chiama 'di circostanza'; colui che è stato scelto come amico in vista di un tormento, sarà apprezzato finché sarà utile. Per questo motivo una folla di amici circonda chi si trova nella buona sorte, mentre intorno a chi è caduto in disgrazia c'è il deserto, e gli amici se ne vanno quando sono messi alla prova; per questo motivo ci sono tanti infami esempi di uomini che abbandonano per paura, di uomini che tradiscono per paura. È inevitabile che la fine sia coerente con l'inizio: chi ha cominciato ad essere amico per convenienza, per convenienza smetterà anche di esserlo; non disdegnerà qualche compenso per andare contro l'amicizia, se in essa ricerca qualche compenso che non sia l'amicizia stessa. 'Ma allora, per quale scopo tu fai un amico?'. Per avere uno per cui poter morire, per avere uno da seguire in esilio, alla cui morte io possa oppormi con tutte le mie forze: è una speculazione, non un'amicizia, codesta che tu mi descrivi, che tende all'utile, che mira ai vantaggi che otterrà. Senza dubbio l'amore ha qualcosa di simile alla vera amicizia; si potrebbe definirlo un'amicizia impazzita."

Le onde radio

Radio Gaga...

Le onde radio occupano la fascia dello spettro delle lunghezze d'onda maggiori, comprese tra 10 cm e 1 km, e sono prevalentemente usate per le trasmissioni radiofoniche e televisive. Le onde radio viaggiano da un radiotrasmettitore a un radioricevitore. Le informazioni che si vogliono far viaggiare vengono prima convertite da un trasduttore in segnali elettrici di ampiezza variabile. In seguito tali segnali agiscono su un'onda, detta portante, di ampiezza e frequenza costante, generata nel trasmettitore attraverso un processo detto di modulazione. La modulazione consiste nel variare, istante per istante, una delle grandezze caratteristiche del segnale periodico (ampiezza o frequenza) usato come vettore per la trasmissione (la portante), in conformità con le variazioni del segnale che contiene le informazioni da trasmettere, detto modulante.

Il segnale portante modificato è detto modulato. Nella modulazione di ampiezza (AM) le informazioni vengono trasmesse nel circuito modulando l'ampiezza dell'onda portante, mentre nella modulazione di frequenza (FM) le informazioni vengono trasmesse modulando la frequenza della portante. Il segnale, amplificato, è inviato all'antenna, che lo irradia nello spazio sotto forma di onda elettromagnetica. I radioricevitori captano le onde elettromagnetiche mediante un'altra antenna e, dopo un processo di amplificazione e demodulazione, ricavano in uscita l'informazione emessa in trasmissione.

Per la loro grande lunghezza d'onda, le onde radio non vengono fermate nel loro cammino da ostacoli di medie dimensioni, e possono essere trasmesse a distanza perché vengono riflesse dagli strati ionizzati dell'atmosfera.

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Italiano: Luigi Pirandello;
  • Storia: indipendenza in India;
  • Inglese: Il ritratto di Dorian Gray (Oscar Wilde);
  • Fisica: le onde radio;
  • Latino: Seneca (Lettere a Lucilio);
  • Filosofia: Arthur Schopenhauer (concezione dell'amore);
  • Scienze: le Stelle;
  • Arte: il Futurismo.
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