PEPE Davide Domenico
Classe: 5° AL - 2007/08 Liceo scientifico tecnologico
Istituto Ignazio Porro di Pinerolo
- Tesina inerente -
I mass media
Per mass media, o in italiano mezzi di comunicazione di massa, si intendono gli strumenti destinati all’informazione e anche al divertimento la cui tecnologia permette una diffusione delle notizie e della cultura estremamente più estesa ed efficace che in qualsiasi altra epoca della storia; quindi tutti gli strumenti tecnologici, linguaggi o canali di comunicazione che, per mezzo di innovazioni tecniche e soprattutto per la grande rivoluzione nei meccanismi della distribuzione culturale avvenuta agli inizi del Ventesimo secolo, si sono imposti nel panorama delle moderne comunicazioni.
Tuttavia i mezzi di comunicazione di massa in sé sarebbero inconcepibili se non si comprendesse nel loro studio ciò che li produce, l’industria culturale, e ciò che essi producono, la cultura di massa.
La più importante e inquietante caratteristica dei mass media sta proprio nel loro essere “di massa”, nel fatto cioè che essi si rivolgono ad un pubblico quantitativamente enorme e qualitativamente indifferenziato e anonimo.
Indice
- Mass-media e… Globalizzazione Pag. 3
- L’industria culturale e… La cultura di massa Pag. 4-5
- Il villaggio globale Pag. 6
- La società di massa e… La folla Pag. 7
- Gli intellettuali di massa Pag. 8
- L’intellettuale Marinetti e… Il Futurismo Pag. 9-10
- Il manifesto del Futurismo Pag. 10
- Dal Futurismo al Fascismo Pag. 12
- La ricerca del consenso Pag. 13
- La propaganda Pag. 14
- Dall’ideologie fasciste… Alla propaganda fascista Pag. 14-15
- L’immagine del duce Pag. 16
- La propaganda nazista Pag. 17
- Utilizzo propagandistico del campo di Terezin Pag. 19
- La censura Pag. 20
- I vari mezzi di comunicazione e… Pag. 23
- La trasmissione delle informazioni Pag. 25
- Internet Pag. 27
- La televisione… Una breve storia Pag. 29
- L’Audience e… L’Auditel Pag. 31
- La pubblicità e… Gli spazi pubblicitari Pag. 32-33
- Internet e la televisione a confronto Pag. 34
- L’opinione pubblica e… L’opinione di massa Pag. 35
Mass-media e…
Oramai la nostra civiltà è dominata dai mezzi di comunicazione: televisione, radio, stampa e ultimamente la rete telematica internet ci hanno consentito di accorciare sempre di più le distanze tra i popoli perché è possibile venire a conoscenza di avvenimenti accaduti anche all’altro capo del mondo e in maniera istantanea.
Infatti la loro diffusione si è talmente capillarizzata che tutti possono accedervi.
I mass media hanno dunque rivoluzionato davvero l’universo delle comunicazioni investendo anche la sfera privata degli individui, cambiando i loro saperi, le loro abitudini e il loro modo di pensare.
Ciò ha portato senza dubbio a dei vantaggi e a degli aspetti positivi, infatti tutti i paesi, anche i più lontani, sono messi in contatto tra loro e tutti gli individui hanno la possibilità di ampliare i loro spazi mentali.
…Tuttavia vi sono anche dei fattori negativi: la massificazione culturale.
Inoltre, venendo bombardati costantemente da notizie e opinioni che filtrano attraverso i mass-media, gli individui possono perdere la capacità di porsi criticamente nei confronti degli eventi, rischiando di pensare e di parlare con lo stesso linguaggio dei mass-media.
tende quindi ad appiattire le identità degli individui, e quindi dei popoli, su modelli prestabiliti. Viene fornita così una pseudocultura: non perché i mass-media diffondano delle falsità, ma perché inducono a dei falsi bisogni che vengono presentati come indispensabili, anche a quei popoli che mancano dei primari beni di consumo. Per non rischiare di perdere le proprie radici è opportuno che ogni civiltà diventi più consapevole dei propri costumi e della propria identità culturale, al fine di non venire schiacciati da altre popolazioni più forti economicamente che impongono nel mondo il proprio modello.
…Globalizzazione
Tutto ciò rientra nel più ampio processo di globalizzazione, termine chiave di fine Novecento e del nuovo millennio dove il mondo appare “interconnesso” come mai in precedenza sui maggiori aspetti della società mondiale: a livello culturale, economico e dell’informazione. In tal modo ogni paese non può più considerarsi isolato dagli altri.
I paesi occidentali, con la loro potente economia, sono stati in grado di imporre i propri modelli anche in civiltà molto diverse dalla loro e meno sviluppate. Ciò è dovuto in parte alla politica economica delle multinazionali: si tratta di grandi società che hanno delocalizzato gli impianti industriali in tutto il mondo, grazie alle agevolazioni che compiacenti governi dei paesi più poveri hanno concesso e alla disponibilità di manodopera a basso costo.
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Un caso eclatante è quello di una nota marca di bibite, tanto che si è parlato di “cocacolonizzazione” data la presenza dei suoi stabilimenti ovunque.
La globalizzazione non investe solo il mondo economico, ma anche quello culturale. Sotto questo aspetto un ruolo importante è giocato dai mass-media che forniscono un unico modello sociale a cui ispirarsi, soprattutto quello occidentale, non a caso si parla anche di globalizzazione dell’informazione:
Questo fenomeno è legato alla velocità di diffusione con cui attualmente si propagano le notizie e gli eventi della società contemporanea, i quali grazie agli alti livelli raggiunti dalla tecnologia hanno modo di diffondersi in tutto il mondo anche nello stesso momento in cui stanno accadendo, ad esempio la diretta dello sbarco sulla luna alla fine degli anni Sessanta, la Guerra del Golfo, il piccolo robot sceso su Marte nel 1997; tanto che queste ultime possono addirittura causare dei contraccolpi a livello economico, ad esempio, gli ultimi sconcertanti avvenimenti relativi all’attentato delle Torri Gemelle (Twin Towers a Manhattan) di New York negli Stati Uniti trasmessi in diretta TV, hanno avuto delle ripercussioni nelle borse di tutto il mondo causando un crollo di tutti i titoli azionari.
L’industria culturale e…
I mezzi di comunicazione di massa in sé non riuscirebbero a uniformare e divulgare una certa cultura di massa senza una o più organizzazioni che orientino l’informazione con determinati obbiettivi e funzioni… Quest’apparato organizzativo esiste e viene definito “Industria culturale”.
Con l’espressione “industria culturale”, nata nel secondo dopoguerra, si designa dunque un’organizzazione produttiva e distributiva di un particolare tipo di cultura, detta “cultura di massa”.
L’“industria culturale” comprende grandi apparati tecnico-organizzativi cioè case editrici, la televisione e ogni altro strumento di comunicazione che diffondono e commercializzano una cultura definita “seriale” adottando procedure “di serie” non dissimili da quelle caratteristiche della grande industria e il suo scopo è quello di fornire la più ampia informazione sui più svariati argomenti, capaci di suscitare l’interesse di ognuno.
Nella moderna società di massa è possibile immettere sul mercato merci di tipo culturale prodotte in serie e sulla base di politiche imprenditoriali sostanzialmente non dissimili da quelle di ogni altro settore economico; infatti nuove tecnologie e mezzi di comunicazione di massa permettono a équipe di professionisti di prevedere i gusti del pubblico: dalla fine del secolo scorso la produzione culturale, quindi, è un vero e proprio settore produttivo frutto di lavorazioni complesse il quale oggi in tutto il globo affianca economia e politica.
È nata quindi una vera e propria “Industria” che produce cultura, non diversamente dalla produzione di altre merci, su grande scala, non differenziando i prodotti l’uno dall’altro ma fabbricandoli, per esigenze di economia, tutti uguali, “in serie” appunto.
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Nella produzione “in serie” due aspetti sono fondamentali:
Da un lato, ogni prodotto deve venir preparato sulla base di aspettative prevedibili, in modo da trovare per quel prodotto il pubblico più esteso possibile; dall’altro lato c’è il continuo bisogno di novità, per poter rendere un prodotto competitivo sul mercato, come nel fenomeno della moda.
In questo tipo di produzione si nota una scomparsa dell’autore, che lasciava il posto a un lavoro di squadra; sempre più presente nel mondo del cinema, dei fumetti, dei romanzi rosa, non avevano più importanza le caratteristiche proprie del grande autore ma piuttosto le capacità organizzative, la familiarità con le tecnologie, la facilità a lavorare in gruppo.
I prodotti cinematografici, i telefilm a puntate, ogni interminabile telenovela, gli albi di fumetti a scadenza mensile e gli stessi prodotti multimediali sono infatti il risultato di politiche imprenditoriali basate su programmazioni e indagini di mercato volti alla commercializzazione di prodotti fruibili ed economicamente redditizi.
…La cultura di massa
Quindi questo grande apparato organizzativo a cui partecipano tanto i “creatori” individuali quanto i coordinatori e gli organizzatori, come in qualsiasi altro ramo industriale, è ciò che produce quel che viene definita cultura di massa.
Essa si rivolge non a un pubblico selezionato composto di persone istruite, ma a uno più vasto e indifferenziato, per l’appunto di massa, e viene diffusa attraverso canali diversi: i libri, i fumetti, le riviste, i giornali, i programmi televisivi e quelli radiofonici, i film e i dischi. La cultura di massa si è evoluta in simbiosi con altri importanti fenomeni quali la diffusione dell’istruzione, la società dei consumi, lo sviluppo dell’industria, la democrazia politica e della comunicazione.
Caratteristiche della cultura di massa sono l’eclettismo, la semplicità del linguaggio, la semplificazione degli argomenti proposti, l’universalizzazione dei temi.
Tutto ciò contribuisce a formare un livello medio di pubblico e di cultura.
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Il pubblico della cultura di massa è per lo più passivo e non brilla per spirito critico. Da ciò consegue il conformismo che non è altro se non l’accettazione passiva, acritica e consuetudinaria delle idee e delle norme di comportamento della maggioranza.
Il villaggio globale
Quindi il progressivo sviluppo tecnologico dei mass media e la diffusione della cultura che si esporta in tutto il mondo sta portando alla creazione di un unico, di massa che immenso e omologato “Villaggio globale”.
L’espressione “villaggio globale” comparve negli anni Sessanta per indicare il progressivo avvicinamento e, quindi, contaminazione reciproca delle culture presenti in varie zone del pianeta attraverso i nuovi mezzi di comunicazione (telefono, radio, televisione), di trasporto e di commercio.
Ma fu tra gli anni Ottanta e Novanta che il termine divenne di uso comune, quando strumenti come il telefax e il telefono cellulare, le trasmissioni televisive via cavo e satellitari, il videoregistratore e il lettore di compact disc, il modem e il computer, la posta elettronica e Internet si diffusero enormemente e divennero oggetti familiari per milioni di individui e fu soprattutto la possibilità, che offrivano quest’ultimi tecnologici mezzi di comunicazione, di rendere attivo il soggetto di fronte al media (“medium” al singolare) dando un senso tangibile a termini come “interattività” e “globalizzazione”.
La differente visione del mondo e delle sue distanze e lo sviluppo tecnologico più recente ha reso possibile creare flussi di commercio che riguardano i prodotti più disparati, merci e servizi, beni di consumo e anche beni “immateriali” come il cinema, la musica e produzioni televisive: attori, cantanti, personaggi di serial televisivi penetrarono nelle case di tutti i ceti sociali, nel Nord come nel Sud del mondo.
Regioni e Stati importanti, per lungo tempo rimasti sostanzialmente ai margini dell’economia mondiale come la Cina, l’India o il Brasile, sono oggi inseriti nel processo di globalizzazione; ma i costi sociali pagati da questi paesi sono assai alti.
Questo processo, infatti, se ha favorito la modernizzazione di alcuni paesi e lo sviluppo economico di altri, ha anche accentuato pesantemente il divario tra Nord e Sud del mondo, tra gruppi e classi sociali.
Come reazione a questi processi macroscopici, in non pochi paesi si sono rafforzati i movimenti “antioccidentali”, il fondamentalismo religioso e i nazionalismi: fenomeni che, in modi assai diversi, tendono contraddittoriamente ad esprimere una disperata resistenza contro la temuta “perdita di identità locale”.
Tuttavia è bene che tutti si pongano in modo critico nei confronti di essi senza perdere mai la propria identità d’individuo e di appartenente ad un popolo.
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La società di massa e…
Nella storia precedente attività “speciali” come quella della politica, erano esercitate da minoranze qualificate, perché necessitavano di qualità speciali e la massa non pretendeva di intervenire in esse perché non le possedeva ancora.
Ma con l’avvento della cultura di massa e dei nuovi più efficaci mezzi di comunicazione, attività “speciali” come la politica si trasformò in qualcosa visibile a tutti e alla portata della massa.
Ciò, attraverso i mass media, ha consentito a larghe masse di accedere a consumi e stili di vita riservati in precedenza ai ceti benestanti assistito a un estendersi quantitativo e a un farsi progressivamente indistinto di strati sociali medi e inferiori, che sono venuti assumendo tratti culturali e modelli comportamentali tipici delle masse che partecipano attivamente alla produzione, alla distribuzione e al consumo dei beni, nonché alla vita politica e culturale attraverso l’uso dei mezzi di comunicazione: la società di massa.
E la massa che la costituisce, non è che un insieme di persone non particolarmente qualificate, perché rappresenta l’uomo medio, che possiede qualità comuni e non si differenzia dagli altri uomini.
…La folla
Al sorgere della società di massa è legata anche la nascita di un nuovo settore di ricerca, quello della “psicologia della folla”, che studia i meccanismi che guidano i comportamenti collettivi e cercò di analizzare le motivazioni del suo agire.
Dalla fine dell’Ottocento, infatti, si assiste alla diffusione delle masse negli scioperi, nelle assemblee e nelle manifestazioni, ossia ad agglomerati d’individui prima sconosciuti uniti nello stesso luogo per gli stessi motivi,
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consapevoli di aver le potenzialità di trasformare la vita sociale e politica della loro società, avendo la sensazione di costituire una irresistibile potenza.
Spesso, secondo il medico e saggista francese di formazione positivista Gustave Le Bon (1841-1931), la folla si distingue molto nettamente dalla somma degli individui isolati; la personalità di ciascun individuo svanisce e si forma una “anima collettiva”, dove certe idee, certi sentimenti nascono e si trasformano in atti solo in essa.
Le folle vengono definite “poco inclini al ragionamento ma adattissime all’azione”, perché spinte essenzialmente dall’istinto e dall’eccitazione.
Anche l’individuo isolato può essere soggetto alle stesse eccitazioni ma la ragione ha la possibilità di controllarle, indicandone gli svantaggi possibili.
L’individuo nella folla prende coscienza della forza che gli viene dal numero e nulla appare impossibile.
Ogni folla ricerca poi d’istinto l’autorità di un capo, di un trascinatore; la sua volontà infatti costituisce il nucleo attorno al quale si formano e si identificano le opinioni. Spesso i capi non sono uomini di pensiero ma d’azione, volti a perseguire il loro scopo in tutti i modi, perfino abbattendo l’istinto di conservazione.
tutti i componenti della folla si identificano in un capo in cui vedono un proprio “Io ideale”, cioè quella personalità che ciascuno vorrebbe essere.
Gli intellettuali di massa
Di fronte alla massificazione della società, fenomeno che s’impose in modo irreversibile tra le due guerre, la figura dell’intellettuale si modificò profondamente: molto più inserito di un tempo nel circolo della produzione e del consumo, venne perdendo autonomia e individualità specifica diventando parte di un processo produttivo generale al pari di altre figure professionali.
Gli intellettuali reagirono a questa situazione in modo diverso:
Prevalentemente c’era chi, rivendicando il ruolo tradizionale, si trovò a criticare preoccupato la cultura e la società di massa come morte della cultura, come barbaro intrattenimento delle folle, minaccia per lo spirito e per la civiltà.
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La seguente tesina di maturità descrive i mezzi di comunicazione di massa, noti come mass media. Gli argomenti correlati alla tesina sono i seguenti: la cultura di massa e l'industria culturale, essere di "massa", i mass media e la globalizzazione, gli intellettuali di massa.