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Il rapporto uomo-divinità


Il messaggio di gioia del francescanesimo


Francesco d'Assisi ha utilizzato gli strumenti della poesia per lodare Dio. Con il Cantico di frate sole il santo ha composto un'opera in cui sintetizza con efficacia artistica il messaggio della sua predicazione: glorificare e ringraziare Dio per aver creato tutte le cose del mondo, comprese la sofferenza e la morte. La visione lieta e ottimistica del mondo, comprese la sofferenza e la morte. La visione lieta e ottimistica del francescanesimo appare dominata dalla fiducia in un oltre in cui gli uomini di fede godranno della bontà divina e della beatitudine eterna.

La ricerca di Dio e la limitatezza dell'uomo


Un altro uomo di Chiesa, David Maria Turoldo, ha celebreto Dio attraverso i suoi versi. In O infinito Silenzio, affronta il tema della ricerca dell'Eterno, che conferisce all'uomo contemporaneo la consapevolezza della propria fragilità e della precarietà della sua condizione ma, nello stesso tempo, valorizza quanto la persona ha in sè il più grande. Nella poesia l'io lirico manifesta con rammarico l'inadeguatezza della parola poetica, incapace di riportare adeguatamente la Parola di Dio.

L'attesa di Dio e la solitudine del presente


Anche in Come tu vuoi di Mario Luzi, i temi dominanti sono l'attesa e la ricerca di un segno da parte di un essere sovrannaturale, che possa consolare la solitudine e la sofferente monotonia dell'esistenza, simboleggiata da una triste e fredda giornata invernale.
L'io lirico rivolge a Dio la propria invocazione affinchè porti conforto alla sua anima afflitta, riconoscendo e accettando che la volontà divina prevede sia il dolore della solitudine sia la speranza della consolazione.

L'aiuto delle creature angeliche


Pure nella lirica Solo una mano d'angelo di Alda Merini, la tensione verso l'infinito nasce dalla sofferenza e dalla solitudine.
Circondato ma estraneo ai suoi simili, assorbiti dalla vita quotidiana e indifferenti al dolore altrui, l'uomo può confidare solo nella comprensione e nell'aiuto degli angeli, creature fuori del tempo e lontane dal pulsare della vita. Gli angeli sono vicini a Dio e proiezione immateriale del bisogno che l'umanità avverte di una presenza fortemente consolatrice. Creatura dell'immenso e dilatazione della nostra mente, l'angelo rompe la solitudine dolorante degli uomini.

Il Grande Assente


Nella poesia Come Zaccheo, ispirata a un episodio del Vangelo, Eugenio Montale presenta il conflitto irrisolto tra l'assenza e la presenza di Dio, che non sfocia nella cieca negazione, anzi, si alimenta della tensione verso il Grande Assente. La sofferta e vana spinta al divino, avvertita da Montale nonostante le sue convinzioni laiche e razionaliste, traduce la sconfitta dell'uomo contemporaneo che anela verso la verità: ne deriva un'atmosfera sospesa, carica di drammaticità, ma ricca di fascino.
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