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Gioventù e felicità

Gioventù e felicità corrispondono, questo è il pensiero di troppe persone riguardo a quest’età, di troppe persone che non riescono a capire i problemi e le difficoltà proprie di questo periodo di vita. Spesso chi ne parla non ricorda quanto sia difficile essere “un giovane”, essere accettato dalla società quando, a volte, nemmeno la propria famiglia riesce a capire.
Il pensiero delle persone anziane spesso è lontano dalla realtà. Loro hanno già dimenticato le sofferenze della loro giovinezza, oppure le ricordano ma le ritengono migliori delle sofferenze che la tarda età regala loro. Loro guardano a quest’età con degli occhi offuscati dalla malinconia, dalla consapevolezza che la propria vita sta finendo e che quegli anni non ritorneranno mai più. Non bisogna parlare della gioventù con la bocca di un anziano, ma con la bocca di un giovane. Con la bocca di chi ha sulla propria pelle le ferite di quest’ età, con la bocca di chi cerca di puntare al futuro nonostante i problemi che sussistono nel nostro paese, di chi cerca di continuare a vivere come ogni essere umano merita.

E’ anche vero che spesso ci procuriamo sofferenze da soli, con un certo masochismo. Droga, alcool, fumo, sono solo le più classiche delle dipendenze che alcuni di noi fanno serpeggiare nella loro vita, senza capire come possono distruggerla in un sol soffio, in un solo attimo di vita, il loro ultimo attimo, probabilmente.
Quindi noi giovani abbiamo sulle spalle sia le difficoltà che la società ci porge nel nostro cammino, sia le sofferenze che, a volte per disperazione, a volte per divertimento, ci procuriamo. E tutto ciò non penso proprio faccia parte di un’esistenza perfetta, gioiosa e spensierata. Fa parte di un’esistenza oscura, cupa, che solo i più fortunati di noi hanno la possibilità di vedere illuminata dal successo e dalla felicità.
Dobbiamo capire quanto sia difficile essere un giovane. Di quanti problemi abbiamo, di quanti diavoli tentatori camminano per i labirinti intricati della nostra mente, di quanto sia arduo essere accettato dall'intera società, senza cambiare nessuna parte di se stessi, ne’ moralmente, ne’ fisicamente.
Di quanto sia difficile vivere da giovani in una società dove i giovani sono considerati meno di briciole.

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