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Famiglia e famiglie

Quando pensiamo alla famiglia, o quando ne sentiamo parlare, pensiamo di conoscere perfettamente il significato di questa parola: la famiglia è una realtà nella quale siamo cresciuti, il gruppo di persone con le quali conviviamo e che ci sono più care: madre, padre, fratelli, e sorelle, a volte nonni. Per noi famiglia è questa. Ma se appena ci fermiamo a riflettere sull’argomento, ci accorgiamo che anche in questo campo la storia ha molte cose da insegnarci. Se procediamo all’indietro nel tempo, infatti, scopriamo che la parola “famiglia”, nel corso della storia e nelle diverse culture, ha assunto e assume significati diversi, e che la famiglia alla quale siamo abituati a pensare è solo una delle tante forme di famiglia che si sono succedute nel tempo, e che ancora oggi si riscontrano in culture diverse da quella occidentale.

La nostra famiglia, quella di cui parla la Costituzione italiana (abitualmente definita nucleare) deriva dall’antica famiglia (familia) romana, e solo da pochi anni ha perduto la caratteristica fondamentale di quella compagine famigliare, vale a dire la patriarcalità. “Patriarcalità” (dal greco patér, "padre", e arché,"comando") è parola dal significato molto chiaro: essa indica che all’internodel gruppo famigliare esiste un “capo”, il padre, cui sono sottoposti tutti gli altri membri del gruppo. I poteri del capofamiglia, ovviamente e fortunatamente, sono molto cambiati nel corso dei secoli. Nell’antica Roma, essi arrivavano al diritto di mettere a morte i figli, e in alcuni casi anche la moglie, per punirli di comportamenti ritenuti riprovevoli. Anche se via via limitati nel corso dei secoli, questi poteri, con vicende alterne, sono sopravvissuti nei nostri codici fino all’anno 1975, quando la riforma del diritto di famiglia ha cancellato la figura del “capo” e la “patria potestà” che gli spettava sui figli minorenni, attribuendo questo potere, per la prima volta nella nostra storia, al padre e alla madre, congiuntamente. Contemporaneamente, è stato tolto al marito il diritto, che aveva sino a quella data di controllare la moglie, e il dovere di questa di seguirlo ovunque egli decidesse di stabilire la sua residenza.

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