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I problemi di salute legati all’alimentazione sono sempre stati presenti, dalla preistoria fino a i giorni nostri. Ma a differenza di un tempo dove questi erano causati dalla mancanza di cibo e dalla scarsa varietà di alimenti, il problema nel mondo occidentale moderno è spesso all’opposto. I crescenti disturbi alimentari e le malattie dell’alimentazione sono dovuti alla facilità con cui i cibi possono essere reperiti e la convenienza di cibi insalubri rispetto a quelli naturali. Questi due fattori portano inevitabilmente ad una dieta squilibrata e senza regole, anche in Italia, dove il cibo dovrebbe essere una cultura vera e propria. E’ infatti risaputo ovunque e da moltissimo tempo che la dieta che si dovrebbe seguire in Italia, ovvero quella Mediterranea, è riconosciuta come la migliore.
La Dieta Mediterranea è molto variegata, infatti presenta principalmente olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, verdure, pesce, latticini e carne; accompagnati da condimenti, spezie, vini o infusi.

La Dieta Mediterranea non si trova solo all’interno del piatto, ma anche nel modo in cui viene consumata: in compagnia, su di un tavolo comune, alla stessa ora. Favorisce l’interazione sociale, il buon costume e il protrarsi delle tradizioni (CNI-UNESCO, La dieta Mediterranea è patrimonio immateriale dell’Umanità, www.unesco.it). E’ scientificamente provato inoltre che consumare un pranzo seduti al tavolo senza distrazioni, come ad esempio telefoni e televisione, garantisce l’assunzione di meno cibo e più masticato, rendendo il pranzo ancora più sano. (S. Maglioni, Mangiare davanti al computer fa male alla linea, www.leonardo.it) La Dieta Mediterranea infine essendo molto varia permette di non sfruttare il territorio in un unico ambiente, conservando così anche la biodiversità e di preservare l’esistenza di molti lavori (CNI-UNESCO, La dieta Mediterranea è patrimonio immateriale dell’Umanità, www.unesco.it). Gli studi degli ultimi anni però sembrano dimostrare che gli italiani si siano dimenticati dell’enorme retaggio alimentare di cui dispongono. Massimo Volpe, presidente della Siprec (Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare) sostiene che gli italiani siano troppo sedentari, mangino male e siano troppo golosi. Un cuore malato è quindi alle porte. Molto spesso si nutrono in modo disorganizzato e con alimenti insani. (A. Sarno, Otto ore seduti? Il cuore rischia doppio. Arriva l’auto-test per la prevenzione, << La repubblica >>, 1 aprile 2011).
Sempre più persone si improvvisano dietisti e dietologi, confidano in credenze riguardo l’alimentazione o si basano su casi troppo particolari o generali per creare le loro specifiche diete, quando queste risultano più nocive che altro. Privarsi del cibo e seguire una perenne dieta non è il modo corretto di vivere in modo sano. Il cibo ha lo scopo di renderci energici. Non va assunto il cibo che costa meno, quello più buono o veloce da preparare, ma quello che ci può rendere più forti e sani. Il cibo non è una merce da ingurgitare ma un tramite che ci permette di arrivare ovunque noi desideriamo (C. Petrini, Petrini-Rifkin. Il nuovo patto per la natura, << La Repubblica >>, 9 giugno 2010). L’alimentazione è alla base di ogni essere vivente, se questa è corretta ne beneficerà qualunque aspetto della vita. Non bisogna trascurarla perché ci permette di essere quello che vogliamo. Noi siamo quello che mangiamo.

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