Ominide 11270 punti

Gli incendi dei boschi in Italia


Un bosco brucia: il cittadino che se ne accorge ha l’obbligo (e il dovere civico) di dare l’allarme. Chi chiamare? I Vigili del Fuoco, direbbe la logica. Errore: i Vigili del Fuoco non possono intervenire. In caso d’incendi nei boschi, la competenza, recita la legge italiana (la numero 47 del 1975, corretta dal Decreto Presidenziale della Repubblica numero 616), è della Regione e, in assenza di centri operativi gestiti direttamente dall’ente locale, del centro operativo regionale delle guardie forestali. I Vigili del Fuoco sono competenti, spiega sempre la legge, solo in caso d’incend’in case e centri abitativi.
Se i pochi uomini a disposizione delle guardie forestali non sono in grado di farvi fronte, il centro regionale della guardie forestali chiama la Protezione Civile. La Protezione Civile mobilita gli aerei che sono disponibili e chiama i Vigili del Fuoco, gli unici in grado di fare arrivare in poche ore migliaia di uomini e mezzi in tutta Italia. Ma i Vigili del Fuoco hanno sì uomini e autopompe, perfino elicotteri, ma non sono attrezzati, la legge non lo prevede, a combattere gli incendi nei boschi.
E così, grazie a una specie di corto circuito legislativo, ancor più che per la carenza di mezzi aerei e per le difficoltà di coordinamento di attrezzature e uomini provenienti da almeno cinque diversi organismi, un incendio può carbonizzare ettari di bosco prima che l’intervento di spegnimento sia organizzato con qualche speranza di successo.
Per restituire un po’ di efficienza alla struttura antincendio, riconoscono oggi tutti gli esperti, il primo nodo da sciogliere è proprio quello della chiarezza legislativa, delle competenze e del coordinamento.
La complessa organizzazione antincendio delineata dalla legge sembra destinata ad andare in tilt non appena scatta l’emergenza. In teoria, per esempio, l’unica autorità a cui fare riferimento in caso d’incendio di un bosco dovrebbe essere la Regione. In pratica le Regioni non dispongono in genere di centri operativi e delegano questo compito al dipartimento regionale delle guardie forestali dello Stato. Già questa situazione genera spesso ambiguità e confusione.
In fondo si tratta di fare con nuove tecnologie e personale specializzato quello che fino a poche decine di anni fa veniva fatto in modo spontaneo dalla gente del posto. Allora il bosco era ancora un’importante risorsa economica e, della sua manutenzione e della raccolta della legna secca che oggi è il principale combustibile degli incendi, si occupavano i proprietari o i contadini. E in caso d’incendio tutta la gente delle zone limitrofe si mobilitava. Sono l’abbandono e il degrado dei boschi, più che i piromani e la disattenzione dei turisti, la vera causa dell’aumento degli incendi.
Hai bisogno di aiuto in Articoli di giornale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove