L’Italia preromana


All'inizio la penisola italiana era occupata da popolazioni neolitiche che si collocavano su aree molto fertili, si occupavano prettamente di agricoltura, erano separate l'una dall'altra, nessun contatto tra di loro; questo fece sì che ogni popolazione avesse delle caratteristiche proprie, quindi usi e costumi non si mescolarono. Fin dal 5° millennio a.C. in Val Camonica a Brescia si era insediata una popolazione di nome Camuni. Conosciamo essi attraverso le testimonianze archeologiche, meglio attraverso le incisioni rupestri. Queste tracce ci parlano dei loro usi e costumi e della loro economia, sappiamo anche che si dedicavano all'agricoltura, sappiamo che erano dediti alla caccia; questa popolazione visse molto, troviamo tracce fino al 1° secolo a.C., questo grazie alla posizione geografica, che come dire li ha protetti dato che vivevano sulle alpi. Più a sud tra il fiume Po e il fiume Panaro troviamo un'altra popolazione che abitava in palafitte costruite sulla terra ferma al contrario delle popolazioni che vivevano sui laghi, probabilmente per proteggersi dalle inondazioni dei fiumi, e proprio per questo il nome di questa popolazione è "Terramare o Terramaricola" queste specie di capanne erano costruite una accanto all'altro e le popolazione che vi abitavano praticavano agricoltura caccia e allevamento. La parola terramare deriva da terramarna dal dialetto dell'Emilia Romagna che significa terra fertile, terra grassa; ciò deriva dal fatto che gli abitanti avevano il vizio di buttare il cibo nella terra loro sottostante. Questa popolazione invece al contrario di quella precedente scomparve intorno al 1200 a.C. , forse per una catastrofe naturale, il tipo non si sa.
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