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La seconda rivoluzione industriale è un evento nuovo perché la trasformazione economica è radicale e perché le conseguenze raggiungono paesi nuovi inclusa l'Italia, e coinvolge anche strati della popolazione che erano stati solo sfiorati fino ad ora dall’industrializzazione.
L’imperialismo è l’estremizzazione della politica coloniale condotta da alcuni Stati europei già da più di tre secoli. E’ caratterizzato da un enorme sfruttamento coloniale e la tendenza a gestirlo in termini militari.
La seconda rivoluzione industriale avviene fra il 1880 e il 1914 e soprattutto dopo il 1895.
Aumenta la produzione industriale e vengono coinvolte le masse nei suoi meccanismi.

Ci sono 3 novità:
1 Lo sfruttamento dell’elettricità per trasportare l’energia a grande distanza.
2 L’invenzione del motore a scoppio che permette di inventare l’automobile e l’aereo.

3 Lo sviluppo della chimica.

Un’altra grande novità è la riorganizzazione del lavoro di fabbrica.
Con la seconda rivoluzione industriale gli operai diventano servitori delle macchine perché viene inventata la catena di montaggio da Frederick Taylor che viene utilizzata nella fabbrica di automobili Ford.
La catena di montaggio divide in decide di fasi il lavoro che serve per costruire un prodotto industriale: ad ogni operaio spetta una singola fase.
Così il processo è più veloce, ma il lavoro diventa così ripetitivo che può essere compiuto da chiunque.
Gli effetti di questa trasformazione sono:
- Aumento del profitto industriale grazie alla maggior produzione.
- Dequalificazione del lavoro.
- Nascita di sindacati di massa al posto dei sindacati di mestiere.
- Rafforzamento di modelli politici ed economici come quelli socialista o comunista.

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