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La monarchia assoluta francese

La monarchia assoluta si basava sul pieno potere del Re sia nel potere legislativo che in quello esecutivo. Non era permesso di mettere in dubbio ciò che il sovrano diceva.

Il potere del Re era limitato dalla nobiltà che credeva ancora di avere tutti i poteri feudali. Per l'affermazione della monarchia ci fu bisogno di due figure: Luigi XIII e Luigi XIV.

Luigi XIV, chiamato anche Re Sole, salì al trono alla minor età affiancato dal cardinale Mazzarino e dal consigliere Richelieu. Egli regnò per ben 60 anni.
Re Sole fece i seguenti cambiamenti all'interno del paese:

1. Limitò la presenza dei nobili nelle cariche pubbliche affidandole spesso ai borghesi. I nobili potevano essere di toga, ovvero dei borghesi nominati nobili per l'amministrazione delle grandi città; nobili di spada cioè nobili di famiglia ai quali veniva affidato il compito dell'amministrazione delle province.

Il re acconsentì a mantenere il potere dei nobili di riscuotere le tasse dai contadini.

2. Favorì la formazione di manifatture locali

3. Potenzia la flotta commerciale entrando in contrasto con Inghilterra e Olanda creando due compagnie coloniali: delle Indie orientali e delle Indie occidentali.

4. Creò la reggia di Versailles dove stabilì la sua corte e vi ci fece trasferire i nobili più importanti per controllarli più da vicino e concedendoli i lussi e i privilegi che il re aveva.

5. Non tollerava le autonomie e le diversità di pensiero. Per questo motivo decise di incentrare nella sua persona il controllo della Chiesa. I principali esponenti religiosi furono:

- Ugonotti (protestanti): obbligati a convertirsi al cattolicesimo pena sottrazione dei loro beni e persecuzioni. La maggior parte scappò in Olanda, Belgio e America dove vi era piena libertà di culto.
- Giansenismo: movimento che rivendicava il ritorno alle origini del pensiero cattolico e rifiutava le gerarchie ecclesiastiche.

Colbert, primo ministro dell'economia istituì un nuovo sistema politico, il protezionismo. Essa era una politica economico-finanziaria che cercava, per proteggere e favorire le industrie e manifatture locali, di aumentare i prezzi a tutti i prodotti importati dall'estero. Questo era possibile con l'aggiunta di dazi doganali.

(Quando si ricorreva a questa politica voleva dire che vi erano dei contrasti o dissapori fra gli Stati.)

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