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Colpo di Stato di Napoleone


Napoleone rientra in patria dalla sua campagna di conquiste in Italia e in Europa nell’ottobre 1799, dopo l’ultimo colpo di Stato tentato al governo della Repubblica. Si organizza con due storici membri del Direttorio, Sieyès e Ducos. Il primo era sempre stato convinto che il disordine si sarebbe potuto risolvere soltanto con una personalità forte, esterna al contemporaneo mondo politico francese e che per prestigio fosse accettata dalla popolazione, stanca di ormai un decennio di disordini. Figura che viene individuata appunto nel generale Napoleone Bonaparte. Napoleone è anche appoggiato dal Presidente del Consiglio dei Cinquecento, suo fratello Luciano; il Presidente del Consiglio degli Anziani, Lemercier; il Ministro degli Esteri, Talleyrand. Tutti i vertici della istituzioni, quindi riesce a impadronirsi della situazione con un colpo di Stato del 18 brumaio (9-10 dicembre 1799), sciogliendo il Consiglio dei Cinquecento. Si crea un Consolato provvisorio di cui fa parte egli stesso insieme a Ducos e Sieyès. Anche due Commissioni legislative, incaricate di scrivere un’altra costituzione. Ma ben presto l’iniziativa si sposta maggiormente verso il lavoro di Sieyès. Però nemmeno il suo progetto soddisfa Napoleone, che si rivolge a Roederer. Infine c’è anche l’aiuto di Daunou.
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