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Vitus Bering

Già nel XVI secolo si era certi che si potesse arrivare in Giappone via mare procedendo verso est che invece che verso ovest, cioè attraversando i mari settentrionali dell’Europa. Naturalmente i più interessati erano i Russi, soprattutto durante il regno dello zar Pietro il Grande. Quest’ultimo nel 1697 aveva fatto un viaggio in Olanda, in Francia ed in Inghilterra dove ebbe modo di conoscere gli sforzi che questi tre paesi stavano facendo per conoscere meglio le regioni polari. Perciò egli progettò una spedizione con la speranza di trovare una via di comunicazione per arrivare in Cina, attraversando il mare Artico. Poco prima della sua morte, avvenuta nel 1725, grazie a Vitus Jonassen Bering la sua idea cominciò a prendere corpo.
Vitus Jonassen Bering era nato i Danimarca nel 1681 e fin da giovanissimo navigò sulle navi danesi. Quando nel 1703 Pietro il Grande progetto di ammodernare ed ingrandire la sua flotta, Vitus Bering passo nella Marina Imperiale Russa, dove fece carriera, a causa della sua intelligenza e delle sue ottime qualità di marinaio. Fu così che lo zar gli affidò il compito di esplorare le coste settentrionali dell’Asia e dell’America per stabilire se esse, in qualche modo, avessero un punto di contatto. La spedizione partì nel 1727 e Berig prese il mare su due nove appositamente costruite. Esse risalirono la costa della Siberia verso nord e aggirarono la penisola di Kamciatka. Risalirono poi sempre più a nord e fra il 10 e il 15 agosto 1728, Bering attraversò lo stretto che separa l’Asia dall’America e che da lui prenderà il nome di stretto di Bering. Arrivato a questo punto, temendo di rimanere bloccato dai ghiacci, Bering preferì tornare indietro.
Nel 1734, parti una seconda spedizione a cui furono addetti 500 uomini e due navi, la San Peter e la San Paul. Fermatosi a lungo nella Kamciatka, qui Bering fondò una città che volle chiamare Petrapavlosk, cioè la città di Pietro e Paolo ed è da questa città che il 4 giugno 1741 salpò per l'ultimo viaggio. Infatti quindici giorni dopo le due navi furono colta da un uragano a sud delle Aleutine. Le due navi raggiunsero separatamente la costa americana. La fine di Bering a bordo della San Pietro fu tragica e causata dal freddo invernale, dalla fame, dalle malattie e dalla sete. I superstiti del suo equipaggio, costruita una scialuppa con i relitti della nave riuscirono a raggiungere le coste della Kamciatka solo otto mesi dopo la morte di Bering. Lo stretto e l'isola in cui Bering aveva concluso la sua impresa e la vita presero poi il suo nome.
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