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La battaglia di Lepanto

Partendo dalle loro basi di Algeri e Tunisi, gli Ottomani continuavano a compiere scorrerie lungo tutte le coste europee. Dal 1530 le incursioni della pirateria musulmana divennero frequenti, con saccheggi alle navi e alle città costiere. Ma l'atto che scatenò la reazione militare contro gli Ottomani fu la conquista did Cipro nel 1570. L'isoal era un dominio veneziano e si trovava in una posizione strategica per il commercio marittimo.
A difesa degli interessi dell'Occidente cristiano si costituì una coalizione, la Lega Santa, voluta anche da papa Pio V (1566-72): vi parteciparono Venezia, lo Stato della Chiesa e la Spagna. Fu allestita una flotta grandiosa al comando di Giovanni d'Austria, fratello di filippo II. Il 7 ottobre 1571 si svolse lo scontro decisivo nel mare greco di Lepanto: i Turchi subirono una sconfitta senza precedenti peredndo quasi tutte le loro nabi.

La vittoria suscitò clamore e grandi speranze: si ipotizzò di liberare la Terrasanta e di riconquistare Costantinopoli. In realtà, le conseguenze furono assai più modeste, anche perché Venezia era pronta a tutto pur di riprendere i suoi commerci. Nel 1573, infatti, la Repubblica concluse una pace separata con gli Ottomani, cedendo Cipro in cambio di privilegi commerciali.
La Spagna, dunque, restò sola a contrastare i Turchi, ma anch'essa non poteva concentrare le proprie energie solo nel Mediterraneo perché doveva fronteggiare la rivolta dei Paesi Bassi. D'altronde anche gli Ottomani erano ora interessati a espandersi soprattutto in direzione dell'Impero persiano. Su queste basi, nel 1577, Filippo II e il sultano Selim II sottoscrissero una tregua.
Lo scontro nel Mediterraneo, dunqeu, si chiuse senza decretare un vinitore ma per il ritiro di entrambi icontendenti: anche questo era un segno della fine della centralità del Mediterraneo.

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