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Lo scontro tra papato e Impero


Per controbilanciare la perdita di autorità dovuta all'accrescimento dei poteri dei feudatari, i re iniziarono a darsi poteri magici di guarigione, e vennero chiamati re Taumaturghi. I sovrani europei, iniziarono a considerare il rito dell'unzione papale come una sorta di santificazione, mentre i re francesi si attribuirono poteri di guarigione (Il mito del tocco), per dimostrare come Dio operava attraverso il corpo del sovrano.
Inoltre, se il potere del sovrano discendeva da quello divino voleva dire solo una cosa: il papa era superiore all'imperatore.
Nel 962, viene emanati il Privilegium Ocutonis,da Ottone I di Sassonia che non solo affermava che il papa non poteva essere eletto senza il consenso dell'Imperatore del Sacro Romano Impero, ma doveva anche giurargli fedeltà.
I sovrani quindi iniziarono così ad aumentare le loro pretese, fino a quando corruzione e interesse personale non iniziarono a dilagare nella chiesa.
Per questo motivo si necessitava di un cambiamento.
Nel 910 a Cluny venne fondato un monastero in cui si seguiva a pieno la regola Benedettina. Questo monastero, inoltre, venne sottomesso al papa per evitare che i nobili potessero esercitarci su i propri interessi.

Da Cluny proveniva un monaco, Idebrando Di Soana, che riteneva intollerabile il Privilegium, e fu lui stesso a suggerire a papa Niccolò III di convocare un concilio nel 1059. Da questo concilio il Privilegium venne dichiarato decaduto e sostituito da una legge che stabiliva i cardinali come elettori del papa.
Nel 1073 fù lo stesso Idebrando a diventare papa con il nome di Gregorio VII, chiarendo nel 1075 il Dictatus Papae, documento contenente 27 prorogativa, tra le quali una che sanciva che il papa era libero di ristabilire o deporre qualsiasi imperatore in qualsiasi momento.
Il nuovo imperatore non reagì benissimo. Enrico IV reagì infatti convocando un concilio nel 1076 a Worms, e successivamente inviò una lettera al papa nel quale lo malediceva. Di conseguenza Gregorio VII lo scomunicò e si recò presso Canossa dove era ospite. Enrico IV, vedendo il suo regno andare in frantumi, decise di raggiungerlo per chiedere perdono, ma dovette rimanere inginocchiato nella neve per tre giorni prima di raggiungere il suo obbiettivo.
Enrico IV era quindi ritornato ad essere l'imperatore del Sacro Romano Impero.
Era comunque lecito dubitare che non fosse del tutto pentito. Infatti, dopo poco convocò un concilio a Bressone dove Gregorio VII fù dichiarato deposto.
Al papa non restò altro da fare che rifugiarsi presso la corte normanna a Salerno.

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