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GIOVANNA D’ARCO

Giovanna d’Arco nacque nel 1412 a Domremy, un paese al confine tra la Champagne e la Lorena, nel nord-est della Francia. Ultima di cinque figli, tre maschi e due femmine, di Jacques d’Arc e di Isabelle Romèe. Quando Giovanna iniziò la sua “avventura” quasi tutto il nord della Francia, compresa Parigi, era sotto il controllo degli inglesi e dei loro alleati della Borgogna. Resisteva la città di Orlèans, a sud di Parigi, ma era cinta d’assedio dagli inglesi. Giovanna era una giovane contadina: la sua era una famiglia di contadini liberi. Giovanna si presentò ad uno degli ufficiali di Carlo di Valois, il futuro re di Francia Carlo VII, affermando di aver udito delle voci di origine divina che la esortavano a liberare la Francia da coloro che la occupavano. Con la sua fede semplice lo convinse a condurla a Chinon, nella Francia centrale, dove Carlo di Valois si era rifugiato con la corte. Carlo la ricevette, forse per la curiosità di ascoltare una rappresentante del popolo e verificare se questo era fedele al suo principe.

Arrivata a corte, Giovanna d’Arco riconobbe subito il principe tra trecento nobili nonostante non lo avesse mai visto in ritratti. Il l6 marzo 1429 Carlo e Giovanna ebbero un colloquio e Giovanna riuscì a convincere Carlo che era arrivato il momento della riscossa e che avrebbe guidato lei i francesi alla liberazione dal dominio inglese. Dicendosi inviata da Dio, Giovanna seppe con la sua profonda fede e il suo ardore patriottico, risvegliare nei francesi la volontà di resistere e combattere. Carlo di Valois affidò a Giovanna la guida dell’esercito ignorando i dubbi di alcuni comandanti di affidare ad una donna del popolo di soli 17 anni un incarico così importante. Giovanna guidò così l’esercito che nel maggio 1429 riuscì a sottrarre la città di Orlèans dall’assedio inglese; in seguito conseguì altre vittorie che portarono alla liberazione di Reims. Con la liberazione di Reims la gloria di Giovanna raggiunse il culmine: l’esercito la ammirava e la gente la amava. A Reims, come da tradizione, nel luglio 1429 il Delfino di Francia, Carlo, fu incoronato re nella cattedrale della città e divenne Carlo VII. Dopo i successi ottenuti la figura di Giovanna d’Arco iniziò a preoccupare il nuovo sovrano: Carlo VII temeva che nel dare troppo potere a Giovanna si rischiasse di dare troppo potere alle classi popolari le quali potevano avanzare richieste di miglioramento delle loro condizioni di vita e Giovanna iniziò ad essere emarginata. Quando Giovanna d’Arco si apprestò a liberare Parigi Carlo VII le affidò poche truppe e quando Giovanna il 24 maggio 1430 fu catturata presso Parigi dai borgognoni alleati degli inglesi Carlo VII non fece nulla per liberarla. Dopo alcuni mesi gli inglesi ebbero Giovanna d’Arco contro la quale fu organizzato un processo iniziato nel gennaio 1431 e al termine del quale venne condannata al rogo in quanto accusata di essere una strega. Il processo di Giovanna fu un processo politico: la condanna era già scontata in partenza perché agli inglesi premeva dimostrare che l’incoronazione di Carlo VII a Reims, frutto delle vittorie di Giovanna, era dovuto alle arti diaboliche di una strega e pertanto non aveva alcuna validità; secondo la mentalità medievale un re amico del demonio non poteva essere accettato. La morte di Giovanna sul rogo, avvenuta il 30 maggio 1431 sulla piazza di Rouen, città ancora sotto controllo inglese, non distrusse l’immagine di Giovanna che fu anzi considerata vittima degli intrighi degli uomini. Terminata la guerra, Carlo VII riaprì il processo a Giovanna, un processo francese che si concluse con la completa riabilitazione della giovane eroina di Francia considerata vittima della crudeltà inglese. Carlo VII in verità lo fece per non essere considerato un sovrano che doveva il trono ad una strega.
La Chiesa cattolica, considerati i meriti spirituali di Giovanna, il fatto che fu vittima di ingiustizie e rendendosi conto della fede della giovane francese la proclamò beata nel 1909 per volere di papa Pio X e nel 1920 fu proclamata Santa e patrona della Francia per volere di Papa Benedetto XV.

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